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PICCICACCO GIOIELLI 1880 ...UNA SECOLARE TRADIZIONE NEL SETTORE ORAFO ARTIGIANALE               

 

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26/11/2002 17.01.45

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Il regno dei minerali

I minerali sono sostanze formate da un’ordinata aggregazione di atomi, appartenenti ad uno o più elementi chimici, o corpi semplici che compongono la materia conosciuta nell’intero universo.Questi corpi semplici sono un centinaio, eppure, dall’aggregazione dei loro atomi, hanno origine più di 1.500 minerali. I minerali, poi, aggregandosi fra loro, formano le rocce. Gli uomini hanno impiegato molti secoli per arrivare a questa conclusione e, nelle varie epoche, hanno avanzato ipotesi fantasiose, in alcuni casi addirittura superstiziose. Per esempio Aristotele, il famoso filosofo e scienziato greco vissuto nel IV secolo avanti Cristo, spiegava che le rocce erano create dalla luce del Sole e delle stelle. In particolare, secondo lui, le pietre preziose raggiungevano la Terra dopo essersi condensate sulle stelle più vicine ! Dalla teoria Aristotelica derivò la convinzione che ci fosse un nesso molto stretto fra il mondo minerale e i corpi celesti. Anzi, si pensò addirittura che i movimenti dei pianeti e delle stelle avessero un’influenza sugli eventi umani, per cui chi nasceva sotto un determinato segno dello zodiaco era protetto dai benefici influssi della gemma associata a quel determinato segno. Ancor oggi ci sono molte persone che, pur non essendo superstiziose, amano adornarsi con la pietra del mese in cui sono nate.

Una pietra per ogni mese dell’anno:

Gennaio Agata
Febbraio Zaffiro
Marzo Corallo - Eliotropio
Aprile Ametista
Maggio Smeraldo
Giugno Acquamarina - Perla
Luglio Giada
Agosto Rubino
Settembre Corniola
Ottobre Diamante
Novembre Topazio
Dicembre Turchese - Lapislazzuli

Minerali metalliferi e non metalliferi

I minerali possono essere divisi in due grandi categorie ben distinte: i metalliferi, cioè quelli dai quali si ricavano i metalli più importanti, e i non metalliferi, che non contengono metalli o ne contengono in quantità irrilevante.

 

Alcuni dei principali metalli ricavati dai minerali

Oro - Argento - Ferro - Rame

Omero, il famoso poeta cieco che visse intorno all’anno Mille avanti Cristo, scrisse, in una delle sue grandi opere letterarie l’Iliade, che l’eroe Achille, essendo rimasto privo delle armi e volendo tornare, dopo un lungo periodo di inattività, a combattere per vendicare la morte dell’amico Patroclo, si rivolse alla madre Teti, pregandola di fargli avere un nuovo equipaggiamento guerresco. Per intercessione di Teti, fu il dio Efesto (il Vulcano dei latini) ad occuparsi della cosa, e fabbricò di persona le nuove armi, fra le quali primeggiava per bellezza artistica il famoso scudo. Efesto aveva utilizzato l’oro, l’argento, il ferro e il rame. Ecco dunque che il nome di questi quattro metalli appare per la prima volta in una delle più antiche opere letterarie.

Ferro

Il ferro dagli antichi Greci era considerato un metallo raro e prezioso, come risulta da un brano dell’Iliade in cui si dice che Achille offre un anello di quel metallo come trofeo per il vincitore delle gare atletiche svolte in occasione dei funerali di Patroclo.

Argento

Nei tempi passati gli uomini chiamavano Luna un metallo molto pregiato, dall’aspetto bianco splendente di cui si servivano per fabbricare oggetti ornamentali e anche suppellettili d’uso comune.
In seguito quel metallo fu chiamato argento, con una parola d’origine indo-europea che significa appunto bianco splendente. Esso ebbe lunghissima diffusione presso le antiche civiltà, non soltanto per le sue caratteristiche estetiche, ma anche e soprattutto perché è molto facile da lavorare e, a differenza della maggior parte degli altri metalli, si trova allo stato nativo e quindi lo si può sfruttare senza ricorrere a complicati processi si raffinazione.

Mercurio "argento vivo"

Però non bisogna confondere l’argento nativo con l’argento vivo, che è tutt’altra cosa. Con questo nome gli antichi Cinesi e gli Indù chiamavano un metallo dal colore argenteo ed estremamente mobile, al quale in seguito i Latini diedero nome hydrargyrium, cioè argento liquido, e che infine gli alchimisti medioevali battezzarono mercurio.

Oro

L'oro, elemento base dell'orafo, in natura è distribuito massivamente nelle miniere e nelle sabbie aurifere, e solo attraverso vari processi industriali si ottiene il materiale prezioso allo stato puro. Questo poi, con l'abilità, la perizia ed il genio creativo dell'orafo diviene oggetto prezioso, spesso testimonianza d'arte, costume e cultura dell'epoca in cui è realizzato. Da sempre l'uomo ha osato adornarsi di gioielli per ostentare il proprio "status simbol". L'arte orafa ha origini antichissime, infatti, già in Mesopotania nel 4.000 a.c., come attestano recenti studi archeologici, era praticata.. Da qui si diffuse in Egitto come dimostrano reperti orafi rinvenuti soprattutto nelle tombe dei faraoni. Monili raffinati e preziosi testimoniano come tale arte raggiunse presso quel popolo particolare splendore.
 
Il più perfetto dei metalli
 
Nei tempi antichi è nata l’astrologia, una scienza che studiava e studia tuttora l’influsso degli astri sulle vicende umane e prevede in tal modo eventi futuri. Questa scienza è nata in Mesopotamia e si è diffusa poi per tutta l’antichità, per prendere poi grande voga nel medioevo e nel Rinascimento. Gli astrologi della Mesopotamia furono i primi a sostenere che nell’universo esisteva il macrocosmo, cioè il grande mondo delle stelle e dei pianeti, e il microcosmo, vale a dire il piccolo mondo degli uomini. Fra i due mondi correvano rapporti molto stretti, sicché gli eventi dell’uno si riflettevano nell’altro. Gli astrologi affermavano che ogni singolo metallo appartiene a un singolo corpo celeste. L’oro, che è il più perfetto dei metalli, appartiene al Sole, che è il più perfetto dei corpi celesti. In ordine decrescente di perfezione, l’argento appartiene alla Luna, il rame a Venere, il piombo a Saturno, il ferro a Marte, lo stagno a Giove e il mercurio a Mercurio.
Oro Sole
Argento Luna
Rame Venere
Piombo Saturno
Ferro Marte
Stagno Giove
Mercurio Mercurio

Partendo da questi principi, si giungeva a una conclusione apparentemente logica, e cioè: se l’uomo cresce e si trasforma nel corso della sua vita, anche i metalli possono crescere e trasformarsi. E come l’anima dell’uomo raggiunge la perfezione celeste attraverso la morte e la resurrezione, così anche i metalli meno perfetti possono diventare perfetti attraverso la "scomparsa". Uno dei sistemi che gli antichi astrologi usavano per confermare le loro teorie, consisteva nel prendere un metallo meno nobile, per esempio il rame, sottoponendolo ad un processo di ossidazione che lo uccideva facendolo diventare nero. Quindi lo si risuscitava sbiancandolo in una lega di arsenico o di mercurio; infine lo si faceva diventare giallo o rossastro per mezzo di altri reagenti, ottenendo così l’ultima perfezione, cioè l’oro ! Ma purtroppo questa perfezione si limitava al colore giallo come quello dell’oro, e nient’altro. Analogamente nell’antica Cina si escogitarono mille modi per ottenere una medicina che, aggiunta al mercurio e ad altri metalli meno nobili, li trasformasse in oro. Questo oro, però, non era ricercato per il suo valore intrinseco, ma per il potere magico di procurare l’immortalità o quanto meno una lunghissima vita. Anche gli Arabi si occuparono di questi tentativi, e appunto dagli Arabi deriva la parola alchimia che significa trasformazione dei metalli.

Alla conquista dell’oro !

In California, il 24 gennaio 1848, a un carpentiere, tal James W. Marshall, mentre stava sorvegliando i lavori di scavo nell’alveo del fiume Sacramento, i suoi occhi scorsero il riflesso di un metallo giallo sul fondo. Raccolse una di quelle pietre e gli parve singolarmente pesante, provò a morderla e la sentì morbida e malleabile. Allora si rese conto di aver trovato l’oro ! La voce si sparse subito in tutta la regione, poi si diffuse fulminea oltre i confini, sorvolò gli oceani, dilagò in tutto il mondo. Fu una fiumana di gente d’ogni età, d’ogni ceto sociale e d’ogni razza che, in preda alla nuova febbre, si trascinava a piedi, o a cavallo, o con qualsiasi mezzo di locomozione verso le fatidiche regioni. Questa febbre aveva ormai contagiato l’intera America rasentando il delirio della follia, e tutta l’America cantava le nuove canzoni quali Il valzer del minatore d’oro, o Il galop del fiume Sacramento oppure quella che è arrivata fino ai nostri giorni che dice: "Oh, Susanna, non piangere per me ! Sono andato in Californa col banjo sul ginocchio..." Intendendosi per banjo la teglia usata dai cercatori per setacciare le sabbie aurifere dei fiumi. La California era una prodigiosa miniera che poteva elargire la ricchezza da un giorno all’altro. Così, gente che aveva addirittura mendicato per comperarsi un piccone, si ritrovava improvvisamente milionaria, e poteva permettersi tutto ciò che il denaro può concedere. Poi, dopo sette anni, l’oro cominciò a diminuire e chi non aveva fatto fortuna andò in cerca di altre zone minerarie, ma solo pochi fortunati riuscirono ad arricchire.

Platino

Esiste un altro metallo, oltre l’oro, altrettanto prezioso che, allo stato nativo, gli è compagno in separabile anche se di colore bianco, questo metallo è il platino, i cui primi grandiosi giacimenti furono identificati nel secolo XVI in Sud America, al tempo della conquista spagnola. Il suo nome deriva da plata, che in spagnolo significa argento, a cui era stato paragonato per l’aspetto. Agli inizi, il suo sfruttamento fu ostacolato dal governo, per il motivo che il platino serviva per la preparazione di certe sostanze con le quali era abbastanza facile falsificare l’oro. La sua fortuna ebbe inizio presso gli scienziati europei fra il XVII e il XVIII secolo, allorché si scoprì che dal platino si potevano ottenere quattro nuovi elementi, e cioè il palladio, il rodio, l’osmio e l’iridio, ai quali in seguito se ne aggiunse un quinto il rutenio. Oggi esso è insostituibile in diverse applicazioni di laboratorio e industriali, e viene anche usato per la preparazione di strumenti di misura e, in oreficeria, per la montatura di pietre preziose.

La "durezza" dei minerali

Scala proposta dallo scienziato tedesco Friedrich Mohs per classificare i minerali in base alla loro maggiore o minor resistenza alla scalfittura e al logorio. Questa scala, che sale dal meno resistente al più resistente, è una guida molto utile. Tutte le gemme di qualche valore hanno una resistenza, cioè una durezza, superiore al numero sei. Se la durezza è minore di sei, le gemme non sono abbastanza importanti.

Diamante
Corindone
Topazio
Quarzo
Ortoclasio
Apatite
Fluorite
Calcite
Gesso
Talco

Pietre preziose "la bellezza cristallizzata".

Un fiabesco sfolgorare di luci, un delirio di sprazzi, barbagli, guizzi colorati, un vivido zampillare di misteriose iridescenze, un’arcana cascata di stelle, una fantasmagorica tavolozza alla quale la natura ha donato le sue tinte più leggiadre ! Nella crosta terrestre esistono 1.500 minerali conosciuti, soltanto sedici di essi hanno importanza come pietre preziose.

BERILLO CRISOBERILLO CORINDONE DIAMANTE
FELDSPATO GRANATO GIADA LAZZULITE
OPALE PERIDOTO QUARZO SPINELLO
TOPAZIO TORMALINA TURCHESE ZIRCONIO

Tutti questi minerali, tranne lo zirconio, che incominciò ad avere una grande popolarità soltanto nel nostro secolo, ebbero diffusione e furono apprezzati fin dai tempi più antichi. Gli antichi per pesare l’oro, usavano come unità di misura i semi del carrubo, chiamati carati. Ebbene, oggi il carato è l’unità di peso delle gemme, ed equivale a un quinto di grammo.

Diamante

Il diamante è la pietra preziosa che occupa, senza alcun dubbio, il primo posto nella scala dei valori.Gli antichi Greci la chiamarono invincibile, cioè diamante, perché tale è il significato della parola, mentre lo storico latino Plinio, vissuto nel primo secolo dopo Cristo, la definì addirittura: degna soltanto dei re. A differenza delle altre gemme, il diamante ha valore anche quando è perfettamente incolore, ma il suo pregio aumenta quando è colorato. In questo caso raggiunge prezzi astronomici. I colori più comuni sono il bruno e il giallo; il giallo però non deve essere troppo scialbo, perché il suo valore in questo caso diminuirebbe fino alla metà e anche un terzo. Rarissimi sono quelli di color oliva, o acquamarina, o rosa; più rari ancora quelli azzurro-zaffiro. Infine, quelli rossi sono tanto rari, che difficilmente se ne trova più di uno nel corso di un secolo. Storicamente, i diamanti più antichi provenivano dal Borneo e dall’India. In India il distretto di Golconda fu uno dei primi e più famosi produttori, tant’è vero che ancor oggi, quando si parla di ricchezze favolose, si suol usare l’espressione: il tesoro di Golconda. Il più antico diamante che, secondo la leggenda, venne in luce a Golconda tre o quattromila anni or sono, apparendo però ufficialmente nel 1304, allorché venne in possesso dei Rajah di Malwa. Dopo molte peripezie, nel 1739 cadde nelle mani dello Scià Nadir che, nel vederlo, esclamò sbalordito e ammirato: Koh-I-Noor ! Cioè: Montagna di Luce ! E questo divenne il suo nome. Oggi il Koh-I-Noor è la gemma al centro della corona della Regina d’Inghilterra.

L’antica arte dei "tagliatori"

Occorre molta fatica, grande pratica ed estrema abilità per far sì che dei ciottoli, quasi informi, si tramutino in gemme sfolgoranti ! Tutti coloro che tagliano, lucidano, scolpiscono o in altro modo trasformano i materiali preziosi da grezzi in oggetti di delicata bellezza, sono chiamati tagliatori, e non è raro il caso che si tramandino il mestiere di generazione in generazione, di padre in figlio. Quando si parla di lavorazione del diamante, il pensiero corre subito ad Amsterdam e ad Anversa, dove si trovano, senza alcun dubbio, i più famosi ed esperti tagliatori. Vediamo il caso del gigantesco diamante Excelsior, di 995 carati, che nell’anno 1904 ad Amsterdam, fu tagliato in dieci splendide gemme. Ebbene, si spesero due mesi in studi accuratissimi, si crearono numerosi "modelli" della pietra e su questi modelli furono effettuati vari tipi di tagli per trovare quello giusto, da applicare poi alla pietra originale. Anche ad Amsterdam fu portato, nel 1908, il più grande diamante del mondo, il Cullinan, perché fosse tagliato con i tradizionali sistemi a mano. E l’operazione ebbe pieno successo dopo ben nove mesi di lavoro !

Rubino - Zaffiro

Nell’albo delle gemme preziose, un posto d’onore alla famiglia del corindone, alla quale appartengono due fratelli: il rubino e lo zaffiro. Essi hanno un’origine comune e la diversità del loro nome dipende esclusivamente dalla diversità del loro colore. Il rubino, così chiamato per il colore rosso (dal latino ruber), quando supera i dieci carati è considerato una gemma ancor più preziosa del diamante. In tutto il mondo ne esistono cinque o sei che, per la loro importanza, hanno ricevuto un nome personale; come per esempio, il De Long che pesa ben 100 carati, e il Rosser Reeves che ne pesa 138,7. Lo zaffiro, che secondo un’antica parola sanscrita significherebbe "caro al pianeta Saturno", richiama di solito il colore blu. Tuttavia, qualsiasi specie di corindone, tranne il rosso, può essere chiamato zaffiro. Così abbiamo quello verde, conosciuto come smeraldo orientale, e quello giallo, chiamato topazio orientale. Le più antiche miniere di queste preziosissime gemme si trovano in Birmania e a Ceylon. Più recenti sono quelle australiane, dalle quali proviene la "Stella Nera del Queensland" che, con i suoi 733 carati, è il più grande zaffiro stellato del mondo. La Birmania ha regalato invece al mondo un altro favoloso gioiello: la "Stella dell’Asia", che pesa 330 carati.

Smeraldo

Nell’antico Egitto una fervente attività mineraria produceva smeraldi per la maggior parte dei gioiellieri del mondo allora conosciuto. Oggi, sono ancora visibili i resti della cosiddette miniere di Cleopatra, con pozzi che raggiungono la profondità di 250 metri e nei quali furono trovati attrezzi che non hanno meno di 3.500 anni d’età. Oggigiorno esistono miniere di smeraldi in molte parti del mondo: in Australia, Austria, Brasile, Sudafrica, Rhodesia del Sud, India, Norvegia, Russia...In quest’ultima nazione, fu un carbonaio siberiano a trovare alcuni smeraldi trattenuti tra le radici di un albero caduto, ma le gemme russe, per quanto bellissime, non raggiungono mai le dimensioni di quelle colombiane. Infatti, i migliori smeraldi provengono dalle miniere della Colombia, sfruttate molto tempo prima della conquista spagnola. Furono proprio gli smeraldi ad attirare la cupidigia dei conquistadores.

Opale

Verso la fine del XIX secolo un cacciatore australiano di canguri attraversava una zona rocciosa chiamata White Cliffs, quando il suo cavallo fece schizzar via dal suolo un paio di pietre dai colori strani e lucenti. Un breve esame rivelò che quelle pietre erano le cosiddette pretty stones, o opali di superficie, e la loro scoperta fu la molla che diede il via a una assalto in massa della regione. O meglio, fu un vero e proprio bacillo da cui ebbe origine la febbre dell’opale che caratterizzò un lungo periodo nella storia del continente australiano. L’opale più prezioso esistente in natura è quello nero.

Giada

Marco Polo, il celebre viaggiatore veneziano al quale dobbiamo le prime conoscenze del misterioso mondo dell’Estremo Oriente, racconta di aver assistito a una strana scena: un tizio, strettamente tenuto d’occhio da un sorvegliante che stava sulla riva di un fiume, procedeva a lenti passi nell’acqua, tastando il letto coi piedi. Quando sotto i piedi sentiva un ciottolo che lo interessava, lo consegnava al sorvegliante, e così via per tutto il giorno. Questo era il sistema usato per pescare il minerale di nefrite, dal quale poi veniva estratta la giada. La giada era estratta anche da un altro minerale, la giadeite, e gli antichi Cinesi la lavoravano già mille anni prima di Cristo. Soltanto verso il XVIII secolo dopo Cristo ebbe inizio il periodo classico nel quale furono scolpiti eleganti oggetto della superba giada imperiale verde. Non bisogna però credere che questi due preziosi minerali (la giadeite e la nefrite) siano esclusivi della Cina, poiché se ne trovano in tutte le parti del mondo. Gli indiani dell’Alaska e i Maori della Nuova Zelanda, quando ancora non conoscevano i metalli, adoperavano la giada per fabbricare oggetti ornamentali, armi e perfino attrezzi d’uso comune. Anche gli indigeni del Messico e dell’America Centrale la usavano per ornamenti, amuleti e insegne di comando e attribuivano ad essa il magico potere di prevenire e curare le malattie renali. In tal modo, i conquistadores spagnoli le diedero nome piedra de los rinones, cioè "pietra dei reni". Quel nome, tradotto in latino, divenne lapis nephritica, e sembra che proprio di qui derivi il nome della malattia chiamata appunto nefrite.

Perla

Se il diamante è il re delle gemme, non può mancare la regina, e questa è la perla. La perla non è un minerale ma la maggior parte della massa della perla, 82-86 per cento, consiste di carbonato di calcio, l’aragonite, che è un minerale. I tipi di molluschi che possono "fabbricare" perle sono molto numerosi, ma soltanto due di essi sembrano in grado di produrre le gemme di migliore qualità. Uno appartiene alla specie Margaritifera, e vive nelle acque marine; l’altro appartiene alla specie Unio, e vive nelle acque dolci. Il valore delle perle dipende dalla forma, colore, lucentezza e origine. I colori più ricercati sono il bianco puro, e il bianco con una leggera tonalità di rosa o di giallo.

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La carrellata potrebbe continuare attraverso l'analisi delle varie civiltà che si sono succedute in tempi e luoghi diversi, grazie all'interpretazione del maestro orafo. Il monile che oggi, meravigliati, ammiriamo è l'opera realizzata da sconosciuti artigiani che con maestria e passione hanno realizzato.

L’estro creativo del maestro orafo "Felice Piccicacco"

Estro creativo, certosina passione si fondono nel gioiello che Felice Piccicacco presenta in questa galleria d'arte. La passione nella creazione del gioiello è in questi innata, senz'altro ereditata dai suoi avi che già nel 1880 erano, in Agnone (IS), maestri orafi in officine conosciute e stimate a quell'epoca.
Le creazioni sono prettamente artigiane in quanto realizzate con il metallo puro che l'industria orafa offre e questo poi è legato, in vario modo e proporzioni, con gli altri elementi che ne permettono la lavorazione.
Lo stile che Felice Piccicacco propone è un tridimensionale spinto con alternanze di vuoti e di pieni, di linee rette, di angoli acuti accarezzati da curve in un armonioso movimento che da' forma all'oggetto in cui, sentimenti e stato d'animo si rappresentano.

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Testo liberamente tratto da: Enciclopedia vol. V "Nello scrigno della terra" Arnoldo Mondadori Editore

 

 

 

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Aggiornato il: 01 dicembre 2002