PRESENTAZIONE

Con questo documento vogliamo porre all'attenzione dei cittadini di Buccinasco alcune idee e proposte per indirizzare gli amministratori ad impegnarsi alla realizzazione di un luogo che si presti alle attività ludiche, sportive ed intellettuali dei ragazzi.

Coscienti dei nostri limiti, ci atterremo, nel documento che segue, ad esprimere alcuni concetti generali, auspicando che in seguito possa essere arricchito dalla visione di esperti quali architetti, insegnanti, istruttori, ma anche da qualsiasi cittadino che in qualche modo condivida la nostra proposta.

Ci rivolgiamo a tutti per chiedere una collaborazione, consapevoli però che debbono essere salvaguardati dei principi generali che si devono tradurre in un luogo dove siano ben espressi concetti di solidarietà , dove possano trovare accoglienza ragazzi di diverse fasce di età, nel rispetto delle pari opportunità fra maschi e femmine, oltre a valorizzare le diversità etniche e religiose di ogni ragazzo/a.

Bisogna trovare un'alternativa a quelle società che hanno come fine il solo profitto e speculano, sulle esigenze del tempo libero dei ragazzi, proponendo loro dei falsi bisogni per incentivare il consumismo con il solo scopo di aumentare i propri profitti.

Noi crediamo sia possibile escogitare un modo per interessare e coinvolgere i ragazzi in giochi istruttivi e, per gli adolescenti, creare un clima capace di sviluppare il loro bisogno di svago e di socializzazione.

"LA CITTÀ DEI RAGAZZI"

LA SPINA AZZURRA : la nostra alternativa possibile

RIFONDAZIONE COMUNISTA HA GIÀ’ DETTO NO AL PROGETTO, RICONFERMIAMO IL NOSTRO NO PERCHÉ’ :

Come ben sapranno i cittadini di Buccinasco (anche perché di propaganda l’amministrazione ne ha fatta molta) e per non correre il rischio che qualcuno dimentichi, ricordiamo che la spina azzurra è quel percorso ciclopedonale che dovrebbe collegare, in un progetto più lontano, il Naviglio alla zona di Gudo Gambaredo e, nell'immediato, i tre laghetti della Fagnana.

Quando questo progetto fu presentato in Consiglio Comunale, da subito lo avevamo giudicato fine a se stesso, anche se si trattava di un’opera senz’altro notevole dal punto di vista architettonico: un bel sogno destinato a rimanere tale. Quello che ci porta a sostenere la non fattibilità di questo progetto è in relazione al contesto della Fagnana che, poiché si tratta di una zona particolare, merita tutt’altra considerazione di progettualità.

Come da progetto, il primo impegno di spesa di £ 1.060.000.000 (va ricordato che il costo complessivo presunto è di £ 2.985.579.730) serve per realizzare un serpentone lungo circa 900 m. e largo 4 m. che congiunga i tre laghetti attraversando uno di essi con un ponte. Purtroppo per realizzare tutto ciò è prevista l'eliminazione di parte del cortile della scuola.

Ci è sembrato alquanto inopportuno ipotizzare un intervento di riqualificazione ambientale in una zona che è già molto bella così com'è, se la confrontiamo ad esempio con i quartieri Manzoni, Robarello e Musicisti.

Come ci è sembrato inopportuna questa scelta di riqualificazione ambientale, senza prendere minimamente in considerazione di intervenire all'interno del Parco Sud per l'attuazione di piste ciclabili, impegno fra l'altro emerso nel convegno fatto a Buccinasco sul Parco Sud. (Vedi ad esempio le promesse per una fruibilità del sottopasso tangenziale Buccinasco-Castello, che tuttora è inagibile).

In modo provocatorio ci siamo domandati : perché tutto questo?

Forse perché l’attuale maggioranza e il Sindaco vogliono lasciare un segno di sé, con le stesse facoltà che si attribuivano gli Imperatori e i Re a testimonianza del loro regno? (A tale proposito va anche ricordato l’impianto della lavorazione dei rifiuti).

Ma al di là di qualsiasi ironia, se ritorniamo con i piedi per terra, e con cognizione di causa, ognuno di noi può prendersi la briga di farsi una passeggiata nella zona dove è prevista quest’opera e può rilevare che in questa zona ci sono le scuole elementari di via Mascherpa, le scuole medie di via Tiziano, la biblioteca, il Centro Giovani: è palese che questa zona sia costantemente frequentata da centinaia di piccoli allievi e studenti di ogni età.

Allora proviamo a vedere il tutto in altro modo!

Consideriamo anche che per il Progetto Spina Azzurra è prevista la chiusura di alcuni tratti di strade.

Condividendo questo particolare aspetto, noi ipotizziamo che questa zona possa essere modificata chiudendo un tratto di strada in Via Tiziano, a partire dalla via Fagnana all’incrocio di via Costituzione e creare in questo modo un collegamento fra l’area della cascina Fagnana (Centro Giovani) e le scuole medie di via Tiziano; si potrebbe ampliare il cortile della scuola di via Maschera comprendendo una parte del parco di via Dante Alighieri; si potrebbe poi includere alle scuole medie l’area a verde di via Petrarca ang. via Garibaldi (vicino al luogo dove viene fatto il mercato). Così facendo si ricaverebbe una zona importante da dedicare interamente alle attività dei ragazzi.

In questo modo si potrebbe anche dare una risposta a quanto scritto nel giornalino di Buccinasco, a proposito di una città per bambini, di "un'isola che non c'è", contrariamente pensiamo che l'isola ci sia, basta fare delle scelte precise in questo senso.

Proviamo a pensarci: è forse più importante spendere una cifra considerevole per costruire un percorso che può solo soddisfare la vanità degli adulti e/o per un’immagine da cartolina del Comune, oppure intervenire in una zona con un progetto che vada nell’indirizzo di un piano urbanistico che tenga in considerazione tutte quelle esigenze che provengono dal mondo giovanile?

Anche perché, visto che i precedenti amministratori alla giunta Lanati avevano avuto una brillante idea di lasciare un considerevole spazio verde attorno alle scuole, non si capisce perché intervenire in una zona con un progetto che non si presta alle reali esigenze di centinaia di ragazzi che frequentano quella zona.

Ci piacerebbe, diversamente e più semplicemente, che ogni struttura e spazio pubblico appartenessero di diritto ai cittadini ed alle loro esigenze reali: si eviterebbe di imporre delle strutture inefficienti ed inopportune che rappresentano soltanto lo sperpero del denaro pubblico.

Siamo convinti, pertanto, che se il principio guida fosse il diritto, e per diritto si intendesse quell'aspetto del vivere sociale attribuibile ad ogni cittadino dal suo primo anno di vita, si potrebbe finalmente sviluppare una città svincolata dal fatto "che prima di tutto il cittadino è un potenziale elettore" e che ogni cosa da farsi è indirizzata all'impadronirsi del suo voto.

Invece è proprio sul principio del "diritto" che Rifondazione Comunista basa il suo percorso politico, concetto che deve indirizzarsi ad ogni persona, di qualsiasi età e di qualsiasi provenienza.

NOI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA UNA IDEA LA ABBIAMO AVUTA: REALIZZARE IN QUESTA ZONA

LA CITTÀ' DEI RAGAZZI

UN LUOGO DI SOLIDARIETÀ - DI STUDIO - DI DIVERTIMENTO - DI CULTURA

Non vogliamo, però, sostenere una proposta in modo speculativo e confonderci con coloro che a fronte dei drammatici problemi riportati sulla stampa e in televisione, in seguito a fatti di violenza e di sfruttamento esercitati sui minori, hanno rincorso l'emergenza e il sensazionalismo.

La nostra è un'idea che deriva da un principio di coerenza, anche perché la nostra sensibilità per le persone più piccole è stata anche espressa nel nostro programma elettorale del 1994, nel quale facemmo nostra, già da allora, la risoluzione del Convegno di Bologna organizzato dai ragazzi.

Infatti eravamo convinti, come lo siamo tuttora, che nei confronti dei ragazzi non servono solo speciali leggi protettive e nemmeno parlare di essi in termini problematici.

Diversamente, è necessario un processo di controtendenza culturale che porti il mondo degli "adulti" a considerare il mondo dei più "piccoli" come un'entità dentro la quale si possano intravedere e valorizzare tutte quelle passioni e sentimenti (desideri, amori, gelosie, progetti, creatività ecc.) di cui è ricco il "pianeta giovani".

Per questo:

A tale proposito va ricordata la drammatica realtà di 250 milioni di bambini che nel mondo sono costretti a lavorare, a cui va anche aggiunto un numero incalcolabile di minori soggetti a sfruttamento e ad abuso sessuale. Anche in Italia dai trecentomila ai cinquecentomila bambini vengono utilizzati in attività lavorative con impieghi ad alto rischio.

Questa drammatica realtà, che purtroppo tende ad aumentare, è anche la logica conseguenza dei principi liberisti, che in virtù del profitto applica le più barbare logiche di sfruttamento.

Si va sempre più radicando una difficoltà di comunicazione fra le generazioni con il risultato che vengono spesso penalizzate le più deboli, i ragazzi e gli anziani, ed in modo particolare l'approccio negativo con il mondo dei piccoli tende a negare il loro diritto di essere bambini, di giocare, di essere capiti e amati. E' urgente, quindi, che venga recuperato un rapporto di rispetto nei confronti dei bambini, la cui dignità di persone più piccole, diventi un valore importante per tutti.

DOBBIAMO VALORIZZARE "IL GIOCO" COME ELEMENTO PROPEDEUTICO INDISPENSABILE PER UNA CRESCITA SERENA DEI RAGAZZI.

Per questo sarebbe un momento di soddisfazione per tutti se le nostre convinzioni dessero il via alla volontà di creare un contesto in cui i giovani possano trovarsi in sintonia con lo studio ed il tempo libero e, con la presenza di insegnanti e di istruttori, armonizzare il loro bisogno di giocare con la curiosità per l'apprendimento. Sarebbe altresì auspicabile che con la loro collaborazione si ricercassero strutture adatte per lo sviluppo intellettivo e fisico dei ragazzi.

Sarebbe anche molto interessante che i fruitori di questa città eleggessero un loro esecutivo con gli stessi meccanismi con cui si elegge un consiglio comunale, e a questo venisse attribuito il compito di autogestire le attività socio-culturali e ricreative, oltre ad essere rappresentativo verso il mondo degli adulti.

ALLORA:

COME SI POTREBBE TRASFORMARE LA ZONA DEI TRE LAGHETTI (LA FAGNANA)

1) UNA NUOVA BIBLIOTECA

L'attuale biblioteca, come tutti ben sapranno, si trova sopra al salone del centro giovani. Questa particolare sistemazione logistica comporta che le due attività vengono a trovarsi in contraddizione, solo per il semplice fatto che mentre dei ragazzi hanno la necessità di divertirsi anche con schiamazzi, altri hanno la necessità di avere un luogo dove ci sia il massimo del silenzio per ottenere la necessaria concentrazione allo studio. Crediamo, quindi, sia utile costruire una nuova biblioteca. Una nuova struttura il cui posto potrebbe essere individuato dietro alle scuole medie. La nuova biblioteca deve essere concepita e strutturata adeguandola ai tempi, e quindi, con sistemi informatici, multimediali e con collegamenti su Internet, per questo l'attuale sala dei computer deve diventare un tutt'uno con l'organizzazione bibliotecaria. Infatti, per quanto riguarda i computer il loro impiego deve essere concepito a due livelli: uno quello di apprendimento al loro uso, l'altro un mezzo formativo per capire il mondo dell'informazione. La biblioteca deve essere un luogo che, oltre a contenere, ovviamente, una considerevole quantità di libri, deve offrire la possibilità logistica per lo studio e per la ricerca, e deve avere anche uno spazio per l'organizzazione di convegni sul campo letterario e scientifico.

Ovviamente queste sono delle proposte di indirizzo generale, saranno poi gli esperti bibliotecari, nella loro autonomia, a dare una forma organizzativa e funzionale alla nuova biblioteca. Questo rimane tuttavia, per Rifondazione Comunista, uno degli obiettivi prioritari. Ci impegneremo a sollecitare i prossimi amministratori per la sua realizzazione.

2) UN CENTRO PROVA MUSICALE E FONOTECA

Nell'ipotesi che l'attuale biblioteca trovasse altra sistemazione, il salone che attualmente la ospita potrebbe diventare un luogo per quei gruppi di ragazzi che si apprestano in modo dilettantistico a suonare, sarebbe opportuno mettere anche a loro disposizione alcuni strumenti semiprofessionali che difficilmente possono essere alla portata individuale, esempio un Mixer ecc. In quest'ottica, oltre ai dispendiosi concerti di nomi noti, magari evitando l'immancabile spreco del rinfresco, perché non dare la possibilità di organizzare concerti ai gruppi musicali spontanei?

Il centro prova deve funzionare in alcune fasce orarie, in altre fasce orarie questo salone può diventare una fonoteca, cioè un punto di relax dove è possibile ascoltare musica tramite cuffie e la cui offerta musicale sarà di vario genere.

3) PISTE PER PATTINAGGIO

Si diceva della possibilità di chiudere alcuni tratti di strada, questi potrebbero diventare parte di percorsi da destinare al pattinaggio spontaneo, facendo in modo però che questi percorsi non diventino delle piste da competizione.

4) STRUTTURE PER ATLETICA

Generalmente si presta poco attenzione all'atletica. Infatti quando parliamo di sport, pensiamo quasi automaticamente ai campi di calcio, pallavolo o pallacanestro. Per questi sport vengono stanziati moltissimi soldi. Non è che questo ci trovi contrari, ma crediamo che, per andare incontro a tutte le esigenze per fare dello sport, bisognerebbe anche pensare a degli sport, forse meno popolari, ma non di minore importanza educativa e formativa. Si potrebbe studiare il modo di realizzare una pista per correre che potrebbe essere nella zona verde di via Petrarca; si potrebbero dedicare anche spazi per il salto in lungo, o quant'altro, per tutti coloro che vogliono allenarsi in questa disciplina. Tutto questo potrebbe anche essere coordinato con le attività ginniche organizzate dal C.R.A.C.

5) RITROVO SERALE PER GIOVANI

L'aggregazione giovanile nelle ore serali è un problema che oseremmo definire drammatico. Infatti, oltre alla quasi impossibilità di recarsi a Milano o altrove, causa la mancanza di mezzi pubblici in ore serali, vi è anche la constatazione desolante di una realtà comunale, pubblica e privata, che non offre nulla di aggregativo. La conseguenza è che l'unica possibilità di ritrovo per i giovani, di sera, sono i marciapiedi in qualche punto del territorio, e questo porta spesso anche dei disturbi a chi ha desiderio di recarsi a dormire presto. Ammesso che vengano accolte le nostre richieste e venga costruita una nuova biblioteca e che, come si diceva, la sala computer le venga accorpata, l'attuale sala computer potrebbe diventare in futuro un punto di aggregazione serale. Si potrebbe strutturarla come una birreria. Non è forse meglio che questi ragazzi abbiano almeno una possibilità di ritrovo sul territorio, piuttosto che essere costretti a trasferirsi altrove con ogni mezzo e con gli immaginabili rischi che tutto ciò comporta?

6) LE ASSOCIAZIONI: C.R.A.C., G.U.P.I.H., SCOUT, GLICINE

Sono queste le associazioni già presenti nella zona Fagnana. Deve esserci interazione tra queste associazioni e la scuola e insieme, piuttosto che essere "scatole non comunicanti", debbono saper coordinare le loro iniziative per incentivare e rafforzare la diffusione di idee formatrici.

Queste associazioni hanno anche un ruolo sociale importante e per questo si inseriscono molto bene nel progetto fin qui esposto: il C.R.A .C. per le sue attività culturali; il G.U.P.I.H. per quanto riguarda l'integrazione dei disabili; gli SCOUT. che rappresentano un reale punto di riferimento per un modello di vita autogestita e autoresponsabilizzata; il GLICINE che oltre ad una competenza in materia di floricoltura è anche un esempio pratico di solidarietà internazionale (ha avviato un progetto per un centro di aggregazione giovanile in Brasile). Anche se qui schematicamente rappresentate, queste associazioni, e altre che si potranno aggiungere, esprimono quei valori di umanità che, se opportunamente valorizzati, possono essere l'alternativa reale a quei codici di vita giovanile che portano a comportamenti di "BULLISMO", frutto sì della costante noia del non sapere cosa fare e dove andare, ma con la deleteria conseguenza di esprimere atteggiamenti di stupida aggressività, anziché esprimere quelle grandi doti di umanità che sono, il più delle volte, patrimonio dei ragazzi. Purtroppo è dominante la cultura della competizione che porta ad escludere o a deridere i più deboli. A causa di questa cultura, parte dei giovani si sentono spesso costretti ad assumere una falsa personalità che li faccia apparire "perfetti" ed "idonei" per essere ben accolti nei luoghi comuni del becero maschilismo.

7) IL CENTRO GIOVANI.

Il progetto "Volere la luna", sicuramente, deve essere valorizzato e stimolato a continuare il suo percorso anche perché tale progetto è stato riconosciuto dalla Regione che elargisce dei contributi per la sua operatività.

Di questo progetto va sottolineata l'importanza per l'integrazione dei ragazzi disabili con gli altri ragazzi, e altresì deve essere rafforzato l'impegno per il recupero di ragazzi con gravi problemi di disagio sociale, per un loro eventuale reinserimento nella scuola o direttamente nel mondo del lavoro.

Vorremmo però modificare l'attuale "Sportello imprese" con un "Ufficio pubbliche relazioni per giovani". Il suo compito potrebbe essere quello di collegamento con la nuova Associazione "Centro Lavoro Ovest" il cui impegno è il collocamento al lavoro. Inoltre l'Ufficio potrebbe divenire, anche per conto proprio , un punto di incontro tra i giovani che cercano occupazione e le aziende che la offrono senza trascurare altri aspetti d'informazione generale quali gli indirizzi universitari per chi esce dalla secondaria superiore e l'elenco aggiornato dei Corsi di Formazione organizzati dalla Regione. Non bisogna trascurare neppure il tempo libero: l'Ufficio dovrebbe dotarsi di informazioni riguardanti le opportunità che vengono offerte ai giovani in riferimento ai viaggi-vacanze (sconti per giovani, ostelli della Gioventù, campi lavoro, lavori stagionali).

8) L'AUDITORIO

Anche questa struttura può diventare importante per avviare una scuola di teatro e di animazione, con corsi diversificati e mirati alle diverse fasce di età, oltre naturalmente essere un luogo per diverse esibizioni artistiche.

Pensiamo sia possibile attivare delle iniziative che diano ai ragazzi la possibilità di avvicinarsi al teatro inteso come mezzo per comunicare con gli altri attraverso forme espressive e narrative. Potrebbe essere un modo per sviluppare la loro creatività e la loro fantasia, un modo per raccontare fatti ed esperienze di vita ed imparare così ad interpretare in prima persona ciò che accade loro.

Questa potrebbe essere l'opportunità per dare spazio all'espressione delle varie differenze culturali: dalle differenze regionali alle differenze internazionali.

9) I LABORATORI

I prossimi amministratori dovranno prioritariamente destinare delle risorse per dotare le scuole di laboratori che a tutt'oggi mancano, perchè deve essere recepito quanto richiedono da anni gli operatori della scuola.

Bisognerebbe però fare anche uno sforzo culturale e stilare un progetto di più ampio respiro, rimanendo nell'ottica di valorizzare le esperienze culturali presenti nel territorio e di incentivarle, un esempio in questa direzione viene dall'associazione "Amici di Buccinasco" che hanno già fatto una ricerca ambientale e storica del nostro Comune. Nel progetto potrebbero essere inseriti degli obiettivi finalizzati a fare incontrare i ragazzi con gli anziani. Questi, artigiani o artisti, potrebbero mettere a disposizione le proprie competenze per insegnare i segreti del mestiere e far sì che non si perda un bagaglio di cultura ed esperienze che potrebbe, tra l'altro, anche contribuire a creare posti di lavoro.

Non solo. Sicuramente ci sono sul territorio ragazzi che si dedicano ad hobbies vari, come lo scrivere o il dipingere, fare fotografie, costruire modellini o altro: sono delle attività che andrebbero incentivate con delle strutture e dei mezzi adatti allo scopo. Si potrebbero, in seguito, ipotizzare dei concorsi dal titolo "L'autore sono io"; tali concorsi potrebbero essere anche l'occasione per fare intervenire esperti della zona per giudicare le opere dei ragazzi. Sarebbe anche interessante ipotizzare un piccolo museo dell'arte dove esporre tali opere.

10) LA SCUOLA E GLI EDIFICI SCOLASTICI

L'edificio scolastico, simbolo dell'istituzione scuola, pieno di attività e di vita per poche ore al giorno, diventa, finite le lezioni, un vuoto ed inutile monumento architettonico in balia, alle volte, anche di vandali e ladruncoli.

Di contro vi sono persone piene di iniziativa, aperte alle esigenze del sociale, desiderose di una vita più costruttiva, che non riescono ad agire proprio perché non hanno spazi adeguati a disposizione e viene negato loro l'uso delle strutture scolastiche nelle ore di non lezione.

Sembra quasi che non si voglia che la scuola ed il sociale vivano in simbiosi, che tra l'una e l'altro ci sia un interscambio.

In alternativa sarebbe opportuno avere una visione più strutturata degli immobili pubblici, la cui finalità deve contemplare la fruibilità da parte di tutti ed in particolare dalla complessa eterogeneità del mondo giovanile.

Nell'interesse di tutti i cittadini bisogna rendere produttive, in tutto l'arco della giornata e dell'anno, le strutture scolastiche utilizzandole, al di fuori degli orari scolastici, per iniziative ludico-culturali.

"Una scuola nella scuola", cioè la creazione di attività, al di fuori dei temi e degli orari scolastici, che preparino, spingano, attivino il ragazzo ad incontrare nuove culture, etnie lontane, a capire tutto quello che di diverso lo circonda, per avere una preparazione nella vita sociale.

Per questo noi crediamo che la scuola possa avere un ruolo importantissimo, e non può essere esclusivamente un luogo dove si considera il ragazzo come un oggetto da istruire, ma dove diversamente, si deve considerare il ragazzo come un soggetto e quindi valorizzarne le sue istintive aspirazioni che possono anche non essere di natura esclusivamente didattica.

Diventa quindi importante per tutto quello che abbiamo detto, trovare il modo per inserire i ragazzi in strutture dove possano misurare le loro capacità confrontandosi con gli aspetti della solidarietà, dello sport, della ricerca, del divertimento, dell'apprendimento, sapendo che tutte queste opportunità permetteranno loro di vivere e crescere in armonia.

Per concludere: la nostra idea è di dar luogo ad un sistema sociale del "vivere insieme" dei minori che abbia al centro la valorizzazione delle differenze e la capacità di capire che ognuno è importante per l'altro; si tratta della creazione di un retroterra culturale che non contempli la competizione fine a se stessa, l'arrivismo e le ragioni della forza.

Insomma, l'idea portante è quella di creare all'interno del territorio di Buccinasco un "polmoncino verde" come centro di aggregazione sociale e culturale come fonte di esperienza che vada a costruire, recuperandola in parte, l'identità di un territorio che rischia di non averne, sia per la vicinanza alla metropoli, sia per l'incremento demografico che sta inserendo nel territorio identità culturali diverse per alcuni aspetti e che non hanno al contempo la possibilità di confrontarsi.

Il rischio, nemmeno molto lontano, di una scarsa attenzione al tessuto culturale è quello di avere un Comune dormitorio con tutti i problemi di devianza connessi e ben documentati da realtà analoghe. A questo punto, però, non basterà una pista ciclabile o qualche zona ad edilizia residenziale, come non sarà sufficiente l'indignazione a risolvere il problema.

 

Committente responsabile ai sensi della legge 81/1993 Maderna Flavio

 

PER NON DIMENTICARE MARCELLO

MARCELLO FERRANTI è deceduto in giovane età (19 anni) nel luglio del '95 a causa di un grave incidente automobilistico.

Marcello era presente nella nostra lista nel 1994. Il suo impegno sarebbe stato rivolto alle problematiche giovanili, motivato soprattutto dal fatto che a Buccinasco mancavano e tuttora mancano spazi adeguati di aggregazione.

Con questo documento vogliamo anche ricordare Marcello e in qualche modo sentire la sua presenza attraverso la proposta di obiettivi anche da lui sognati. Perciò abbiamo pensato di concludere riproponendo una delle sue poesie:

UNA VOCE

Nel deserto una voce veloce

accarezza e scuote granelli di sabbia,

dune gigantesche sposta.

Prendono le sue misure.

Incastrata in una tetra scatola di niente

urla la voce la sua rabbia.

Il deserto è pieno di scatole

Ogni scatola riempie una voce.

L'alto e fiero lamento, composto nella sua

irruenza, come una raffica di generoso vento

squarcia le scatole,

e corre e fa il giro del mondo

e giunge sino al più piccolo

atomo di umanità.

E forse l'uomo diverrà

astronomo: guardare più in là

dell'oggi

del qui

dell'adesso.

Marcello Ferranti

(marzo 1995)

 

A cura del Partito della Rifondazione Comunista di Buccinasco