AUCHAN: CHI L’HA VOLUTO?

 

Siamo ormai arrivati all’apertura del nuovo centro commerciale AUCHAN.

Oltre 50 negozi di 200 metri quadrati, 3 negozi di mille metri quadrati e poi un iper mercato con 20 casse al piano terra e 20 casse al primo piano.

In un recente convegno sul traffico di auto nella nostra zona, alcuni esperti hanno stimato che alla rotonda di fronte al quartiere Tessera oggi transitano almeno 6.000 veicoli al giorno.

A quello posto all’altezza dell’ipermercato METRO ne transitano invece circa 5.300.

L’apertura dell’Auchan, secondo gli esperti, aumenterà il traffico di almeno il 20% alla rotonda della METRO. Ovvero altre 1.600 auto circa in più al giorno.

 

Ma come e perché si è arrivati all’AUCHAN?

Quell’area era proprietà privata da moltissimi anni. Negli anni ’70 l’allora proprietà pagò all’amministrazione comunale cesanese gli oneri di urbanizzazione, costruendo la scuola media del q.re Tessera, oggi smantellata. Il comune quindi aveva un’esposizione nei confronti della proprietà.

Questa, prima chiese l’autorizzazione a costruire dell’edilizia residenziale e commerciale, poi nel 1999 cambiò idea e chiese di mutare il progetto trasformandolo nella costruzione di un edificio MULTIPLEX. Un edificio che prevedesse diverse possibilità di utilizzo. Le dimensioni erano enormi: si parlava di un altezza pari ad un palazzo di 8 piani, per un volume di 139.000 metri cubi di edificato.

Nel mese di aprile 1999, l’amministrazione comunale della Sindaca Brembilla, sottopose con estrema urgenza al consiglio comunale l’approvazione di questo nuovo piano. L’urgenza era data dall’imminente scadenza della Amministrazione comunale e dalle nuove elezioni già convocate per il successivo giugno.

Rifondazione Comunista, che faceva parte anche di quella maggioranza, contestò l’urgenza e chiese il ritiro della delibera, non avendo avuto la possibilità di conoscere in dettaglio il piano di lottizzazione proposto.

Una volta conosciuto il piano, si è sempre opposta, sostenendo la non sopportabilità per le popolazioni residenti del traffico automobilistico conseguente la costruzione di un simile mega impianto. Da notare che il piano presentato al Consiglio Comunale non specificava se si trattasse di 11 sale cinematografiche con annessi 40 negozi, o se si trattasse di un nuovo ipermercato. Avrebbero potuto essere entrambe le cose... un multisala con annesso un ipermercato!

Nonostante il parere contrario di Rifondazione Comunista, il piano venne approvato dalla uscente giunta Brembilla. Quindi viene nuovamente approvato il piano definitivo che prevede il centro commerciale e il conseguente adeguamento dei parcheggi. Anche in questo caso, RIFONDAZIONE COMUNISTA HA VOTATO CONTRO! La battaglia che un gruppo significativo di cittadini del q.re Tessera ingaggiarono, raccogliendo l’invito del nostro Partito, del comitato di quartiere e della parrocchia di Tessera, non riuscì a smuovere né la proprietà né le altre forze politiche cesanesi (che, anzi, si distinsero tutte per il loro assoluto silenzio).

 

Di fatto, se dal progettato cinema multisale si è poi passati all’attuale ipermercato, ciò è dovuto semplicemente ed unicamente alla proprietà dell’area, la quale ha, evidentemente, reputato più redditizio abbandonare l’idea del cinema.

 

La battaglia, seppure generosa, di chi si oppose al progettato (ulteriore) scempio venne sconfitta.

Anche perché, diciamolo con franchezza, la maggioranza degli abitanti del quartiere e di Cesano Boscone rimase in silenzio, a casa. Con altrettanta franchezza dichiariamo che Rifondazione Comunista fece, sola forza politica cesanese, tutto quanto in suo potere per impedire questo barbaro scempio di cui adesso cominceremo tutti a cogliere i frutti avvelenati.

 

Cesano Boscone, 12 maggio 2005

Partito della Rifondazione Comunista