PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Sezione "Vincenzo Mosca" – Via Turati 6, 20090 Cesano Boscone (Mi)

 

Alla cortese attenzione

della Sindaca
Signora Bruna Brembilla

delle Segreterie Provinciali:

- Rifondazione Comunista
- Democratici di Sinistra
- Margherita
- Verdi
- Socialisti Democratici Italiani

delle Segreterie Cittadine:

- Democratici di Sinistra
- Margherita
- Verdi
- Socialisti Democratici Italiani

dei Capigruppo Consiliari:

- Democratici di Sinistra
- Margherita
- Verdi
- Socialisti Democratici Italiani

e p. c. della Stampa Locale

del Comune di
Cesano Boscone (Mi)



Oggetto: Il revisionismo storico e la coscienza politica e democratica delle forze di maggioranza a Cesano Boscone.

Con la presente, è nostro desiderio esprimere la più profonda amarezza e il più vivo disappunto in relazione all’atteggiamento tenuto, alle posizioni manifestate e al voto espresso dalle forze politiche che governano Cesano Boscone in coalizione con il PRC, relativamente alla mozione presentata da An nella seduta del Consiglio Comunale del 26 febbraio 2003.

Pur nella diversità, spesso radicale, di culture e pratiche politiche che caratterizzano le compagini di maggioranza, era nostra convinzione che l’antifascismo e, conseguentemente, il più netto rifiuto di ogni forma di revisionismo storico, fosse un patrimonio ampiamente condiviso da tutte le forze che attualmente amministrano il nostro Comune.

La discussione inerente alla mozione sul tema delle foibe presentata dal Consigliere Raimondo ha invece messo in evidenza abissali lacune di preparazione, sia storica che politica, di molti Consiglieri del centrosinistra. Mercoledì 26 febbraio 2003, in Consiglio Comunale, abbiamo assistito al penoso e triste spettacolo di una maggioranza del tutto incapace di articolare una risposta politica dignitosa in merito all’ennesima squallida provocazione revisionista del Consigliere di An, con la sola eccezione del rappresentante del PRC. Di fronte alla parzialità della ricostruzione storica presentata dall’esponente del partito di Fini, di fronte al silenzio sui crimini ai danni della popolazione civile delle forze di occupazione italiane e tedesche in Jugoslavia, di fronte agli evidenti obiettivi di strumentalizzazione politica perseguiti con la mozione in oggetto, di fronte all’arrogante rifiuto di emendare il testo opposto dal Consigliere di An, Ds e Margherita non hanno saputo far altro che esprimere un incomprensibile voto di astensione. Non è purtroppo la prima volta che i partiti del centrosinistra hanno dimostrato di essere incapaci di assumere posizioni chiare su questioni importanti. In questa circostanza, i tentennamenti e le esitazioni di larga parte della maggioranza hanno consentito l’approvazione di un documento ignobile, lasciando che l’unico voto contrario fosse quello di Rifondazione Comunista.

Ancora più grave è stato l’atteggiamento del Capogruppo dello Sdi, il Consigliere Bersani, che ha addirittura votato a favore della mozione; ancora una volta il Signor Bersani "strizza l’occhio" all’opposizione di destra, continuando nella sua politica ambigua, ondivaga, incoerente e ben poco limpida, che da lungo tempo crea gravi problemi all’intera coalizione.

Nel ribadire ancora una volta la nostra assoluta condanna dei tragici avvenimenti delle foibe, esprimiamo la nostra più profonda indignazione per le offese rivolteci da chi, travisando completamente il pensiero da noi manifestato nell’aula consiliare, ha voluto leggere nelle nostre posizioni un sostegno a chi si rese colpevole di crimini orribili; ci riferiamo in particolar modo al Consigliere Raimondo che nella sua replica, con la disonestà intellettuale che ha sempre caratterizzato i suoi interventi, ha insultato in tal senso la Consigliera Mulas del PRC.

Riteniamo che un episodio storico così importante come quello richiamato dalla mozione discussa lo scorso 26 febbraio meriti un’analisi ed un confronto seri ed approfonditi; non è nostra intenzione sottrarci alla discussione su questi avvenimenti: da essa non abbiamo alcunché da temere. In passato, in occasione di analoghe polemiche, il nostro Partito ha invitato, dalle pagine del nostro quotidiano "Liberazione", ad un sereno confronto sul dramma delle foibe e delle popolazioni di Istria e Dalmazia. Tale appello è purtroppo caduto nel vuoto in quanto, evidentemente, l’obiettivo di chi periodicamente solleva tale polemica non è né il confronto né la ricostruzione della verità storica.

Ciò che respingiamo con forza è l’uso strumentale della storia, a cui i partiti di maggioranza avrebbero dovuto sapersi sottrarre, anziché rendersi burattini asserviti ai fini altrui.