Grazie comunque

L'esito del referendum del 15 e 16 giugno 2003 è noto. Solo il 25 % circa del corpo elettorale si è recato alle urne decretandone il fallimento.
Noi, Partito della Rifondazione Comunista, vogliamo ringraziare i 6.194 cesanesi (pari al 31,1% degli aventi diritto al voto) che il 15 e 16 giugno si sono recati alle urne per votare. Lo hanno fatto nonostante le molte avversità quali: la mancata informazione televisiva, il caldo tropicale, la data già estiva, l'invito dal da parte del 90% del mondo politico ad andare al mare.

Vogliamo in particolare ringraziare i 5.480 cesanesi (90,1% dei votanti) che hanno votato SI' all'estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

A questi cittadini vogliamo dire che la vostra battaglia contro la precarietà del lavoro e per i diritti dei lavoratori è anche la nostra.

Grave è la responsabilità di chi non ha assolto i propri compiti istituzionali informando la cittadinanza sul contenuto dei referendum. Ma altrettanto grave è la responsabilità di quelle forze politiche che, pur dicendo di voler difendere i diritti dei lavoratori, hanno dato lo stesso suggerimento che ha dato Confindustria e il governo di destra: FATE FALLIRE I REFERENDUM.

Capiamo perfettamente il punto di vista dei padroni, meno quello delle forze politiche dell'Ulivo ed in particolare del gruppo dirigente D.S..

Tuttavia a queste ragioni se ne aggiunge un altra: non siamo stati capaci di trasformare la battaglia referendaria sull'art. 18 in una battaglia più generale contro la politica del governo Berlusconi mirata a flessibilizzare il lavoro dipendente sino a renderlo precario per tutti. Il posto di lavoro precario per tutti è un pericolo non solo per i lavoratori ma per l'intero sistema economico. In questo senso il referendum, a nostro parere, riguardava tutti i settori economici e sociali. Oltre ad essere, come ampiamente ribadito in campagna elettorale, un fattore di civiltà.

Il PRC continuerà a battersi contro la precarietà, la riduzione dei lavoratori a merce, e per l'estensione dei diritti, continueremo a batterci coerentemente contro il governo Berlusconi che tanto danno sta facendo al Paese ed ai lavoratori in particolare.

Un'ultima considerazione. Si parla tanto, in politica, di destra e di sinistra.
Ma dove si trova la linea di demarcazione?
Noi crediamo che vada cercata qui: i diritti dei lavoratori.

Per questo pensiamo che chi ha votato SI' all'estensione si un diritto fondamentale abbia fatto una cosa di sinistra!

Da qui vogliamo ripartire, da questi 10 milioni e mezzo di italiani e 5.480 cesanesi!

18 giugno 2003

Partito della Rifondazione Comunista
Cesano Boscone