STORIA DETTAGLIATA DEL PROGETTO MULTIPLEX

In premessa, è opportuno tracciare un breve profilo tecnico dell'area che, con le varianti ai piani di lottizzazione che si sono susseguite, è divenuta il fulcro dell'azione politica di Rifondazione a Cesano Boscone. L'area in oggetto si trova lungo la strada statale "Nuova Vigevanese", tra le vie Benedetto Croce e Don Sturzo, nelle immediate adiacenze delle case del q.re Tessera, un agglomerato di abitazioni di edilizia popolare e privata - in tutto circa 5000 abitanti - sorto tra il 1968 e il 1971 su terreni situati poco oltre il dazio di via Lorenteggio.

Piantina dell'area interessata dal progetto Multiplex

Il Partito della Rifondazione Comunista di Cesano Boscone viene informato della variazione al Piano di Lottizzazione (P.L.) riguardante l'area in questione, soltanto pochi giorni prima del Consiglio Comunale del 28 Aprile 1999, che dovrà decidere se approvare il nuovo piano presentato dalla società Nuova Cesano. I consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, Alberghina e Leonardi, apprendono infatti dell'esistenza del nuovo P.L. soltanto cinque giorni prima del Consiglio Comunale, nella riunione dei Consiglieri di maggioranza che precede ogni Consiglio. Anche alla Giunta Municipale tale progetto viene presentato con estremo ritardo. La Commissione Consiliare Territorio e Ambiente, viene riunita per essere informata sull'argomento addirittura solo il giorno prima del Consiglio Comunale! Privati, quindi, della possibilità di discutere approfonditamente le nuove proposte, i due consiglieri, in accordo con i compagni del Nucleo, decidono di chiedere al Consiglio Comunale il ritiro della delibera di adozione del piano di lottizzazione terziario-commerciale del comparto sito tra le vie Don Sturzo e Benedetto Croce; in seguito al rifiuto opposto dagli altri consiglieri di maggioranza, essi esprimono un voto di astensione, motivato dalla propria perplessità sulle proposte avanzate e sulla fretta eccessiva di farle approvare, suscitando l'ira e la reazione scomposta della Sindaca (Ds) e degli altri consiglieri di maggioranza. Nel frattempo si è entrati nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative; per evitare problemi di consenso, la cittadinanza viene tenuta completamente all'oscuro dell'assenso dato al nuovo piano di lottizzazione e, addirittura, della sua stessa esistenza. Il Nucleo decide allora di affiggere un manifesto, nel quale informa i cittadini di quanto è avvenuto in Consiglio Comunale, denuncia il metodo seguito, cioè la fretta indecorosa e la mancanza di informazioni, ed esprime la propria contrarietà rispetto alla nuova tipologia insediativa, particolarmente per quanto riguarda il prevedibile aumento del traffico veicolare, giunto ormai al livello di guardia a causa dei numerosi centri commerciali, magazzini ed industrie sorti nella zona. A questo punto si impone una descrizione sommaria della variante di progetto denominata "Multiplex": si tratta di una variazione di P.L., che prevede l'eliminazione della funzione alberghiera, mantenendo invece le destinazioni terziaria e commerciale ad indirizzo ricreativo, di intrattenimento e svago - cinematografo multisala, attività per lo svago ed il tempo libero - unitamente ad attività commerciali vere e proprie - ristoranti, negozi ecc.; si prevede la riduzione della superficie edificatoria di circa 2.000 mq., ma anche il contestuale aumento delle volumetrie di circa 30.000 mc; è ipotizzata la costruzione di un parcheggio sotterraneo per almeno 1200 posti, più altri due parcheggi esterni per arrivare ad un totale di circa 2000 posti/auto, per un afflusso medio stimato di circa 10.000 persone al giorno; esiste inoltre una previsione di nuova viabilità, realizzata direttamente dalla società lottizzante come opera a scomputo dei contributi concessori dovuti, la quale, oltre a favorire l'accesso al nuovo centro dalla via Vigevanese, sarà parte di un piano viabilistico di interesse sovracomunale, per il collegamento tra il sud e l'ovest dell'Hinterland milanese; è più che fondato il sospetto che tale raccordo possa essere un tassello del mega-progetto viario di anelli concentrici, o gronde, dotati di sottopassi, ponti, cavalcavia e quant'altro, che gli accordi consociativi tra centro-destra e centro-sinistra ci vanno preparando. Tornando alla cronologia degli avvenimenti, il manifesto affisso da Rifondazione attira l'attenzione degli abitanti del quartiere, fino a quel momento all'oscuro di quanto accaduto; alcuni cittadini, unitamente al parroco, decidono di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema, raccogliendo 1500 firme di persone contrarie al progetto; poco prima delle vacanze estive le firme vengono presentate alla Sindaca, insieme ad alcune osservazioni tecniche al piano. Alla ripresa dell'attività politica, Rifondazione affigge un altro manifesto, intitolato "Nuovo Cinema Paradiso", nel quale viene evidenziata la portata dirompente del nuovo insediamento commerciale; un giornale locale, "L'Incontro", rilancia la palla indicendo un'assemblea sul tema, alla quale vengono invitate tutte le forze politiche cesanesi, le associazioni, la Sindaca, la Giunta ecc.; tale assemblea risulta essere "blindata" poiché, dopo gli interventi pasticciati e nebulosi di molti rappresentanti politici di maggioranza e di opposizione, viene di fatto impedita la libera espressione dei cittadini, costretti a presentare i propri interventi in forma scritta! Un gruppo di abitanti del Tessera, indignati per essere stati trattati come animali da tenere nel recinto, si costituisce nel "Comitato per la salvaguardia del q.re Tessera", che ha come obbiettivo l'autodifesa dagli interventi che peggiorino la vivibilità del quartiere. Nei mesi seguenti, il Nucleo di Cesano intensifica l'attività di controinformazione, distribuendo volantini casa per casa, preparando striscioni e manifesti in previsione della manifestazione di strada - di fatto un blocco della circolazione - che avverrà nel Dicembre del '99; tale manifestazione, a cui aderisce il Comitato di Salvaguardia, pur conseguendo l'innegabile risultato di portare all'attenzione di tutti le conseguenze dello "sviluppo" sregolato, vede però la partecipazione piuttosto limitata degli abitanti del quartiere, sui quali ha forse influito la campagna di disinformazione condotta nei luoghi di associazione di massa - Centro Anziani, Arci - da persone interessate a far marciare il progetto sulla corsia preferenziale. Il Comitato di Salvaguardia, di cui entra a far parte un militante del Nucleo, indice un'assemblea, durante la quale si decide per una seconda manifestazione, a cui aderisce Rifondazione, unica tra le forze politiche; si nota l'apparizione fugace del Presidente del Consiglio Comunale, di un assessore e di un paio di consiglieri di maggioranza, tutti in veste di "osservatori", nonché la presenza attiva di un consigliere di minoranza (Fi); clamorosa invece l'assenza dei Verdi, sui quali è opportuno spendere qualche parola: da sempre inesistenti sul territorio cesanese, compaiono misteriosamente, all'ultimo minuto, tra i partiti che sostengono la candidatura della Sindaca uscente alle elezioni comunali del '99, con l'evidente scopo di assestare una mazzata all'"indisciplinata" Rifondazione, che ha già subito la scissione cossuttiana; risibile la capacità propositiva di questi sedicenti ambientalisti (Monguzzi, interpellato da due militanti del Nucleo, ammise che a Cesano Boscone il suo partito aveva "dei problemi"), i quali, grati ed ubbidienti nei confronti di chi li ha beneficati, occupano il proprio tempo a cercare di scalzare Rifondazione dall'assessorato Ambiente e Territorio; collezioneranno, nei rapporti con Rifondazione Comunista, il Comitato Salvaguardia e la popolazione, una serie di brutte figure che li squalificheranno definitivamente. Nei mesi successivi il Comitato di salvaguardia invia un documentato ricorso al Parlamento Europeo, che purtroppo non verrà accolto, ed indice una assemblea di informazione sui danni ambientali e biologici provocati dall'inquinamento; i relatori sono tutti di Rifondazione Comunista: Enrico Fedrighini, consigliere provinciale del PRC, che traccia un quadro del presente e del futuro urbanistico dell'hinterland milanese; Claudio Mendicino, medico dell'ASL, che espone la correlazione tra picchi di inquinamento ed aumento di alcune patologie; Luca Leonardi, laureando in Ingegneria Chimica, che affronta la genesi scientifica del problema. Le elezioni regionali della primavera del 2000 portano un significativo aumento dei voti di Rifondazione nei seggi del q.re Tessera; viene così premiato un impegno costante e difficile per il nostro partito, che vive con disagio il dualismo tra l'appoggio alle istanze popolari e il proprio impegno nel governo cittadino; i compagni del Nucleo decidono, dopo un acceso dibattito, di votare contro l'approvazione definitiva del piano di lottizzazione in un prossimo Consiglio Comunale, anche se ciò dovesse costare la rottura con i partner di maggioranza. Il Consiglio Comunale in questione viene convocato per il 20 Luglio 2000, nonostante la Consigliera del PRC, Mulas, avesse comunicato per tempo alla Sindaca la propria assenza in quella data, a causa di un viaggio all'estero programmato da mesi, ed avesse inoltre protestato per l'inopportunità di indire un Consiglio di tale importanza durante le ferie estive, in assenza cioè di molti cittadini interessati e di alcuni Consiglieri di opposizione; il Presidente del Consiglio Comunale rifiuta, con un pretesto ridicolo, di leggere una dichiarazione scritta in sostituzione di quella verbale della Consigliera Mulas; questa dichiarazione, distribuita comunque a tutti i Consiglieri, viene portata all'attenzione dei presenti dagli interventi della minoranza, altrimenti priva di valide argomentazioni per votare contro il piano; la maggioranza, dopo essersi prodotta in alcuni interventi penosi per la loro insipienza, respinge le osservazioni tecniche, accogliendone solo due aspetti marginali, ed il Consiglio Comunale si conclude con 10 voti favorevoli, 5 contrari ed 1 astenuto. L'atteggiamento scorretto ed irrispettoso nei confronti dei cittadini tenuto dalla Sindaca, dal Presidente del Consiglio e dai Consiglieri di maggioranza, provoca l'allontanamento dal partito di alcuni militanti, in disaccordo con il permanere del nostro impegno a favore di una compagine politica compromessa nello scempio ambientale.; il Nucleo decide comunque di irrigidire il proprio atteggiamento nei confronti della maggioranza, stabilendo di votare liberamente su qualsiasi delibera. Nell'autunno 2000, il Comitato di Salvaguardia, con il supporto legale di Rifondazione, invia un ricorso all'ORECO contro le due delibere comunali relative alla lottizzazione; il ricorso viene respinto con la motivazione che le delibere in oggetto fanno un corretto riferimento alla legge 23/97 sull'autonomia decisionale degli enti comunali in materia edilizia; ciò sembra porre la parola fine alla possibilità di intervento legale nei confronti di un iter amministrativo che ha prodotto alcune conseguenze negative di non piccola entità: ha consentito l'ennesimo sfruttamento selvaggio del territorio, ha alienato al centrosinistra molte simpatie, ha allontanato ulteriormente i cittadini dalla politica. Come ultimo atto della vicenda, nel Gennaio del 2001 la proprietà ha informato la Sindaca che le grandi società cinematografiche non hanno più interesse a finanziare le multisala e che stava pensando ad altre destinazioni d'uso (quali, dato che le sale cinematografiche godono degli sgravi fiscali previsti dalla legge Veltroni?); come si vede il discorso non è affatto chiuso ed un nuovo impegno ci attende.