PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo P. P. Pasolini – Trezzano sul Naviglio

 

Il Circolo " P.P.Pasolini " del Partito della Rifondazione Comunista di Trezzano sul Naviglio ritiene il tema di una reale ed effettiva svolta nelle politiche economiche e sociali dell’attuale Governo non più rinviabile. Il prossimo Comitato Politico Nazionale dovrà perciò valutare con estremo rigore se la legge finanziaria presentata dal Governo risponda positivamente ai temi della Svolta, da noi proposta nell’interesse del Paese, oppure no. In ogni caso bisogna prendere atto che la nostra attuale collocazione parlamentare non è più sostenibile. Nell’eventualità, da noi vivamente auspicata, che il governo Prodi si incammini sulla via di una reale "svolta riformatrice", che assuma cioè integralmente le nostre posizioni sintetizzate nei 14 punti programmatici approvati dal CPN del gennaio del 1998, sarebbe addirittura possibile, se non doverosa, una nostra partecipazione organica all’Esecutivo e quindi la diretta assunzione di responsabilità di governo. Nel caso invece ciò non avvenisse non possiamo esitare un attimo a rompere con questo Governo ed a collocarci immediatamente all’opposizione per evitare che le prossime inevitabili scadenze elettorali vedano le destre prevalere nel Paese sfruttando in maniera esclusiva (cosa peraltro già in atto) il crescente disagio sociale.

Consideriamo pienamente legittimo il dissenso e positiva una normale dialettica democratica per quanto riguarda i rapporti interni al nostro Partito, ma questa deve avvenire nel rispetto delle regole e con forme e modalità lontane dall’insulto e dall’invettiva personale. Ad ogni modo sono emerse, anche se in forme decisamente criticabili, posizioni dissenzienti che avranno la possibilità ed il pieno diritto di esplicitarsi con ancora maggiore compiutezza nel prossimo Comitato Politico Nazionale, unico organo pienamente legittimato a "determinare gli indirizzi fondamentali e gli obbiettivi dell’attività complessiva del Partito" e le cui conclusioni tutti sono tenuti a rispettare. Premettendo che l’unità del Partito è un valore importante ed auspicabile, arrivati a questo punto riteniamo però che il peggiore dei mali non sarebbe neanche più l’eventualità di una divisione, magari traumatica, tra posizioni divergenti ma comunque chiare, ma bensì l’ostinata volontà di tentare di conciliare posizioni tra loro inconciliabili. Ci sono momenti in cui bisogna responsabilmente scegliere, evitare cioè di assumere posizioni confuse e pasticciate che, queste si, ci condannerebbero all’immobilismo e ad un non più colmabile distacco dalle esigenze e dai sentimenti delle masse popolari rompendo irreparabilmente l’indispensabile rapporto di fiducia che ci lega ad esse e quindi a sancire definitivamente la nostra incapacità di radicamento nella realtà sociale del nostro Paese e perciò stesso la nostra "inutilità".

Invitiamo pertanto il prossimo Comitato Politico Nazionale ad esprimere nella valutazione della legge Finanziaria presentata dal Governo un giudizio netto ed inequivocabile in riferimento all’assunzione o meno da parte dello stesso di un nuovo e reale indirizzo riformatore nelle politiche economiche e sociali e di trarne quindi, quale che sia la valutazione, le inevitabili logiche conseguenze circa la nostra futura collocazione parlamentare.

Trezzano sul Naviglio, lì 18 settembre 1998