Considerazioni aggiuntive sul Piano Direttorio

27 febbraio 2002


Si afferma nel Piano direttorio che nel caso di Trezzano emergono due problematiche che possono essere affrontate soltanto chiedendo una modifica del perimetro del Parco Sud.

La prima è costituita dalla necessità di prevedere nuove aree edificabili su cui poter trasferire le attività produttive attualmente collocate nelle zone X ed Y.

La seconda è costituita dalla necessità di prevedere nuovi insediamenti residenziali di edilizia economico popolare.

Sono due affermazioni decisamente discutibili e che noi assolutamente non condividiamo.

Ma mentre nella prima vi si può riconoscere una coerenza logica, un rapporto di causa ed effetto, cioè innalzando gli indici di edificabilità si inducono gli operatori privati a cambiare la destinazione d'uso delle loro proprietà e quindi si rende necessario individuare nuove aree in cui ricollocare le attività produttive; la seconda è una affermazione assolutamente gratuita, non c'entra nulla con le conseguenze prodotte da questo piano di indirizzi per l'adeguamento del piano regolatore alla legge regionale, assolutamente nulla.

Ed allora perché si fa questa affermazione?

Perché da questa operazione, cioè dall'attacco al Parco sud, i ceti popolari non hanno nulla da guadagnarci e tutto da perderci ed allora per ottenere anche il loro consenso su quello che si configura come un vero e proprio "assalto alla diligenza" si inventa di sana pianta la panzana secondo cui per costruire case popolari bisogna per forza di cose intervenire sul territorio del Parco.

Aree da poter destinare a piani di edilizia economico-popolare ve ne sono, e nessuno può affermare il contrario (ad esempio l'area di via Treves) ma se questa amministrazione si fosse mossa in questa direzione si sarebbe preclusa la possibilità di coinvolgere, nella spartizione della torta, i ceti economicamente più svantaggiati assumendo un vero e proprio atteggiamento ricattatorio.

Anche per queste ragioni, Rifondazione Comunista ribadisce la propria contrarietà al Piano Direttorio.

Il Capogruppo del PRC
Edoardo Pascarella