Intervento su
"Approvazione indirizzi per l’adeguamento del Piano Regolatore Generale alla L.R. n. 1/2001"

18 dicembre 2001

Gli indirizzi che vengono proposti dall’Amministrazione Comunale per l’adeguamento del piano regolatore generale alla legge regionale n.1/2001 ci trovano in sostanziale disaccordo.

Tali indirizzi sono essenzialmente:

Ora se noi ritenessimo indispensabile procedere ad una forte crescita di insediamenti residenziali accompagnata da una decisa ed intensa urbanizzazione di buona parte del territorio agricolo e quindi condividessimo l’assunto di fondo di tutta questa operazione e cioè l’interpretazione del Parco Sud come un vincolo che frena ed ostacola lo sviluppo del nostro territorio non avremmo difficoltà a riconoscere la bontà del documento in discussione e la razionalità delle proposte in esso contenute.

Ma noi non condividiamo proprio l’assunto di fondo. Innanzitutto non riteniamo essenziale la riconversione delle aree X ed Y da produttive a residenziali (non stiamo parlando di attività produttive a forte impatto ambientale ma di attività a carattere prevalentemente di tipo artigianale) e qualora fosse comunque necessario intervenire bisognerebbe produrre interventi limitati e circoscritti. In secondo luogo non siamo d’accordo sulla necessità di aumentare significativamente il numero dei residenti trezzanesi così come accadrebbe sicuramente se si realizzasse un forte incremento di edilizia residenziale, utile agli interessi degli operatori privati proprietari delle aree in discussione ed, in parte, alle casse del Comune per gli oneri di urbanizzazione ma terribile dal punto di vista della qualità della vita degli attuali residenti.

Consideriamo infatti la realizzazione di questi interventi come una prospettiva devastante per quanto riguarda l’attuale assetto del territorio del Parco Agricolo Sud Milano, territorio che consideriamo come un patrimonio inestimabile con caratteristiche uniche nell’ambito dell’intera area metropolitana milanese, territorio che vede una significativa presenza di aree urbanizzate ma la cui caratteristica prevalente continua ad essere essenzialmente agricola; indispensabile polmone verde con un’alta qualità ambientale e di interesse faunistico (ad esempio è ancora possibile vedervi nidificare le cicogne).

Nello specifico per quanto riguarda il territorio trezzanese esso si caratterizza per un fragile equilibrio tra area urbana ed area agricola, equilibrio in parte già compromesso ma non abbastanza da non poter riconoscere, per quanto riguarda la qualità e la vivibilità del territorio, la superiorità del nostro Comune rispetto a quella dei più popolati comuni limitrofi.

L’idea di individuare delle aree di eccellenza nell’ambito del Parco Sud (fontanili, cave, abbazie) e farne delle riserve, avulse dal contesto generale, allo scopo ed in funzione di una concezione essenzialmente ludica e superficiale del tempo libero dei residenti, ci sembra grottesca.

In conclusione noi non condividiamo gli indirizzi propostici in quanto li riteniamo profondamente sbagliati, affermiamo la nostra contrarietà al potenziamento degli indici di edificabilità delle zone X ed Y e alla conseguente volontà di intervenire sul Parco agricolo Sud Milano, stravolgendone la coerenza paesaggistica tipicamente rurale attraverso l’urbanizzazione di parti significative del suo territorio.

Siamo consapevoli che la nostra posizione di difesa intransigente del Parco Sud è una posizione minoritaria ed isolata nel quadro politico locale ma invitiamo tutti voi a non considerarla folle perché in questo caso di folle vi sarebbe soltanto la pretesa di ottenere a tutti i costi l’unanimità su progetti così impegnativi e di così vasta portata sui quali è inevitabile che si producano forti elementi di dissenso.

Il Capogruppo del PRC
Edoardo Pascarella