Intervento sul Bilancio previsionale 2002

26 febbraio 2002

Intanto sentiamo la necessità di segnalare come anche il governo Berlusconi, in barba alla tanto decantata necessità di decentramento dei poteri e al nuovo protagonismo che dovrebbero assumere le amministrazioni locali nella gestione della cosa pubblica, ha licenziato, in linea con i governi precedenti, una legge finanziaria che condiziona pesantemente, ovviamente in negativo, i bilanci delle amministrazioni locali (e quindi la loro capacità di erogare servizi).

Ma al di là di queste considerazioni generali, tra cui rientra anche quella di trovarsi di fronte ad un bilancio che risulta essere largamente illeggibile, emerge comunque da esso un quadro strategico che dal nostro punto di vista è assolutamente non condivisibile.

Soprattutto emerge una scarsa attenzione alle problematiche sociali sia per quanto riguarda l'erogazione di servizi sia per quanto riguarda le risorse messe a disposizione per interventi strutturali legati al settore sociale.

Non vi sono a bilancio significativi investimenti volti al potenziamento dei servizi sociali che sono in tutta evidenza largamente inadeguati, non per responsabilità degli operatori addetti, che anzi dimostrano di avere buone capacità professionali ed una apprezzabile sensibilità e dedizione al loro lavoro, ma per le scarse risorse messe a loro disposizione, così come si può facilmente evincere dai verbali della commissione SERVIZI SOCIALI relativi alle sedute in cui è stato discusso il capitolato d'appalto per i Servizi sociali (per fare un solo esempio tale capitolato prevede solo 140 ore settimanali destinate ai servizi di assistenza domiciliare per un'utenza che si aggira intorno alle 70 unità, cioè sono previste solo due ore di assistenza domiciliare settimanale per utente; una vera e propria "goccia nel mare").

Altrettanto scarse risultano essere, nel triennio, le risorse messe a disposizione per le attività socio-culturali (così come quelle, ed è riportato nella stessa relazione, destinate alla manutenzione del verde).

Per quanto riguarda, invece, le "esigenze legate al problema abitativo soprattutto per i cittadini a reddito medio-basso" questo bilancio e quello pluriennale per gli anni 2002/2003/2004 chiariscono ogni dubbio: questa amministrazione non ha alcuna intenzione di costruire CASE POPOLARI, anzi sembra voler dire che "non gliene può importare di meno".

Particolarmente preoccupante è infatti la descrizione del programma n 10 cioè quello riguardante il Settore sociale.

Non solo questa amministrazione non ha alcuna intenzione di costruire Case popolari ma addirittura si propone di verificare la possibilità di vendere gli alloggi di via Pirandello.

Non è finita qui; nel settembre dello scorso anno la Giunta ha adottato il Programma triennale delle opere pubbliche 2002/2004 in cui era previsto un intervento di manutenzione straordinaria delle case popolari di proprietà comunale, così come riportato (erroneamente) anche nella suddetta descrizione di programma. Ebbene, con una successiva delibera (la n 11 del 7 febbraio 2002) la Giunta comunale ha pensato bene di ELIMINARLO.

(E' da specificare che tra i materiali di costruzione usati per l'edificazione delle case di via Pirandello si è fatto largo uso dell'ETERNIT, materiale fortemente sospettato, per via delle fibre di amianto di cui è costituito, di essere cancerogeno, tanto che questa stessa amministrazione ha previsto, giustamente, in bilancio notevoli risorse per sostituire le coperture in ETERNIT di alcuni edifici scolastici; quindi la presenza di questo materiale è ritenuta decisamente pericolosa nell'ambito delle strutture scolastiche ma non altrettanto pericolosa nelle costruzioni destinate all'edilizia residenziale pubblica).

Per le case popolari di proprietà comunale è previsto quindi solo un intervento, e solo per l'anno 2002, di manutenzione ordinaria inferiore ai 150.000 euro (per l'esattezza di 108.000) molto meno dei 203.000 euro che questa amministrazione incassa ogni anno dagli affitti di quegli alloggi.

In riferimento alle Opere Pubbliche l'intervento più significativo sarà la costruzione della nuova casa comunale.

Non riteniamo questo intervento una priorità, pur nella necessità di adeguare gli uffici comunali alle nuove esigenze, tra cui quella, assolutamente non presa in considerazione, di garantire ai gruppi consiliari spazi di agibilità attualmente non previsti.

Questo intervento assume, secondo noi, più che altro un forte valore simbolico.

A questa amministrazione mancava la realizzazione della grande opera pubblica con cui poter essere ricordata e facilmente identificata.

Un valore simbolico assume anche dal punto di vista dei pessimi piani di sviluppo previsti da questa amministrazione per la nostra cittadina, un'opera che esprima anche visivamente la nuova "grandeur" trezzanese.

Peccato che per questa operazione, molto discutibile sul piano di una sua reale necessità, siano previste ingentissime risorse finanziarie (più di 4 milioni di euro) che si sarebbero potute utilizzare per realizzare opere a più alto contenuto sociale e maggiormente attese dalla popolazione.

Infine una considerazione, appunto, sull'idea di sviluppo della nostra cittadina che è sottesa anche a questo bilancio.

E' evidente che questa amministrazione fa ampio affidamento, per un futuro aumento delle entrate, in riferimento alla parte in conto capitale, su una massiccia cementificazione del territorio e quindi sui relativi oneri di urbanizzazione, mentre per la parte corrente su un allargamento della base imponibile derivante dalla crescita della popolazione residente, così come previsto dal nuovo Piano Regolatore.

In questo senso assume un'enorme importanza e si collega fortemente a queste aspettative il Piano Direttorio che andremo a discutere nel prossimo Consiglio comunale.

Tutto questo, secondo noi, avrà effetti devastanti sul territorio, aggraverà il traffico cittadino con un aumento esponenziale degli autoveicoli circolanti, disegnerà una cittadina caotica in cui peggiorerà la qualità dell'aria e quindi, inevitabilmente, peggiorerà la qualità complessiva della vita dei cittadini trezzanesi.

Per tutte queste ragioni il nostro giudizio su questo bilancio e sull'indirizzo strategico che lo ispira è assolutamente negativo.

Il Capogruppo del PRC
Edoardo Pascarella