Mason Vicentino, terra di ciliegie...e di imprenditori!

Situato fra Marostica e Breganze, ai piedi delle colline pedemontane e in posizione nevralgica rispetto alle pi¨ importanti vie di comunicazione dell'Alto Vicentino, Mason Ŕ oggi un Comune vivo e dinamico che si distingue per il suo ampio tessuto produttivo artigianale e commerciale, per la sua produzione agricola ed una vivace animazione sociale promossa dai numerosi gruppi di volontariato presente in paese. Uno sguardo ai numeri consente di cogliere come Mason possa essere considerato una perla del sistema economico e produttivo veneto, caratterizzato dalla realtÓ della piccola-media impresa: su un numero di 3087 abitanti, che si estendono su un territorio di circa 15 kmq si contano ben 135 aziende artigianali e commerciali. La forte mentalitÓ imprenditoriale non ha per˛ fatto dimenticare l'origine agricola della comunitÓ e il paese ha salvaguardato con forza le colture locali e specializzate, legando il suo nome in primis alla produzione cerasicola. Mason 'terra di ciliegie ...e di imprenditori" quindi, che unisce ad una competitiva offerta nei diversi settori dell'Artigianato e del Commercio (che questa pubblicazione, promossa dalla stessa Associazione, ha lo scopo di elencare), uno sviluppo equilibrato e rispettoso del territorio, nella salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale, ricchissimo e carico di tradizione.

 

La sua storia

"Din den don, le campane de Mason, che le sona dý e note... ". E una vecchia filastrocca raccontata dalle nostre nonne a richiamarci alla mente l'elegante profilo del campanile che si staglia in alto come simbolo del paese. Mason infatti comincia a vivere nei documenti della storia nel 1297, citato nell'archivio vaticano "Rationes Decimarum" attraverso la Parrocchia di S. Andrea Apostolo come chiesa dotata appunto di "beneficio" e di un presbitero. Il paese fece sempre parte della Pieve di S. Maria di Breganze che estendeva la sua giurisdizione ecclesiastica a Laverda, Perlena, Salcedo, Para, Lugo e Sarcedo, mentre Villaraspa, oggi frazione del Comune, in origine non era che una contrada (assieme a Fosse e Roncaglia) della vicina Molvena, annessa a Mason per Decreto Reale soltanto nel 1869. Lo stesso nome comunque assicura origini ben pi¨ antiche: deriva con ogni probabilitÓ da "mansio", ovvero l'antica stazione stradale romana fornita del cambio dei cavalli, oppure, secondo una lettura in chiave medioevale, da "manso", che significa podere, proprietÓ circo- scritta. Il territorio di Mason fu segnato anche dalla presenza dei monaci benedettini. lnsediatisi prima del Mille e dipendenti dal Monastero di Santa Giustina di Padova, a loro si deve la costruzione, poco lontano dall'attuale San Biagio, della chiesa pi¨ antica del paese in onore di San Gallo, annessa al convento e al podere agricolo. Nell'oscuro periodo delle invasioni bar- bariche dopo il crollo dell'Impero Romano, i monaci bonificarono le paludose terre circostanti e portarono un nuovo fermento nella vita religiosa e civile, fino a vendere, nel 1451, tutte le terre ai nobili Angaran, Borgo e Cerato ed andarsene per i conflitti insorti con la popolazione a causa delle decime.

 

Dopo il Mille, le sorti di Mason dipesero dai Conti di Breganze che costruirono anche un Castello (distrutto nel 1227) di cui rimane traccia nella toponomastica locale (via Fratta e via Castello). Terra di scorrerie durante la tirania del famoso Ezzelino da Romano, visse un periodo di relativa pace durante la dominazione della Repubblica di Venezia (a partire dal 1404). La storia del paese Ŕ legata anche alle vicende della nobile famiglia Angaran, che fin dal XV secolo aveva importanti proprietÓ nel territorio e che a segno della propria ricchezza ha lasciato le due ville Angaran delle Stelle, una del Quattrocento, l'altra di epoca settecentesca. Mason, inoltre, ha dato i natali ad un illustre studioso di architettura, l'Abate Domenico Cerato (1720-1792), cattedrattico dell 'UniversitÓ di Padova, progettista dell'Osservatorio Astronomico e della sistemazione di Prato della Valle e autore del volume "Nuovo Metodo per disegnare i cinque ordini di architettura civile" edito nel 1784.

 

Cosa vedere

Merita sicuramente una visita l'oratorio di San Biagio, situato alla sommitÓ della collinetta che porta lo stesso nome. Si tratta di una chiesa benedettina, ricostruita dai monaci alla metÓ del XV sec. poco fuori la cinta muraria del convento, oggi di proprietÓ della famiglia Gualtiero. L'interno, con soffitto a travi scoperte e affrescato nella parte del presbiterio, conserva un antico Crocifisso, l'altare finemente lavorato in marmo policromo e alcune pale. Il culto di San Biagio Ŕ tutt'oggi legato alle virt¨ taumaturgiche per le malattie della gola. Nel giorno della sua festa si benediscono i fedeli con l'imposizione delle candele incrociate. Nelle colline verso S. Giorgio di Perlena, sorge l'antica Chiesa di San Pietro, immersa nel verde incantevole degli ulivi e dei ciliegi. Nata come chiesa autonoma prima del Mille, solo nel 1601 pass˛ alle dipendenze della parrocchia di Mason. Complice la solitaria bellezza del luogo, a partire del XVII sec. fu meta di eremiti e ne. corso dei secoli pass˛ di mano ill mano ai diversi nobili della zona (oggi Ŕ di proprietÓ della fam. Zanin). Fu restaurata una prima volta nel 1957 grazie al parroco Don Narciso Mettifogo e il concorso delle famiglie vicine e poi nel 1983 ad opera del Gruppo Alpilli di Mason. Oggi, riaperta al culto e punto di rif erimento per chi vuole vivere un'esperienza di ritiro spirituale e di preghiera, Ŕ affidata ai Padri Francescani del vicino convento di Breganze e retta dall'infaticabile Padre Ireneo. A1l'illterno due preziosi reliquiari di San Pietro Ap. e della Santa Croce. A testimonianza della presenza della nobile famiglia degli Angaran; si sono conservate due storiche ville. Vi.la Angaran delle Stelle (oggi Cattaneo), situata in via Braglio, Ŕ dimora settecentesca con annesso oratorio della Trasfigurazione che risale al 1518. L'altra, di epoca quattrocentesca, si trova in via Tarquinia, a mezza costa del monte. Interessante anche l'itinerario che si snoda tra i numerosi capitelli e oratori di Mason e di Villaraspa, simboli della tradizione popolare religiosa. Tra i pi¨ belli: gli oratori di S. Francesco d'Assisi (via Rivaro), di S. Antonio da Padova (via Turra), di S. Gaetano (via S. Gaetano).

 

Cosa fare

Il paese offre il meglio di se nei mesi di maggio e giugno quando le colline e la campagna si accendono del bianco dei ciliegi ill fiore e del giallo dei tarassacchi che sbucano dal verde dei prati. Cosa di meglio di una salutare passeggiata che risani corpo e spirito? A tal proposito Ŕ stato riscoperto un antico sentiero che nel passato era percorso dagli abitanti della zona per raggiungere i mulini. La passeggiata, che dura quasi due ore, pu˛ illiziare da via Costa d'Olivo (lungo la strada che porta a Laverda) o dal piazzale del Municipio ed Ŕ guidata dalla segnaletica. L'itinerario permette di godere di suggestivi paesaggi e del ricco repertorio floristico e botanico del territorio. E certamente giugno il mese pi¨ vivo per il folkrore e per la gastronomia locali, protagonisti della famosa "Sagra delle Ciliegie": che si tiene, a seconda dell'andamento della stagione, la prima o la seconda domenica .del mese. In questa giornata si tiene una mostra-mercato delle ciliegie, alla quale concorrono tutti i cerasicoltori pedemontani, che premia il miglior prodotto e dove regna incontrastato il "durone rosso di Mason", pregiata varietÓ della cerasicoltura locale, dalla pezzatura medio-grossa. Mason infatti Ŕ il vero centro commerciale e produttivo della zona, dove hanno sede il Mercato e il Consorzio. Vengono allestiti stands enogastronomici e si organizzano serate danzanti. Contemporaneamente si tiene anche la "Mostra dell'Artigianato e del Commercio", esposizione a cura dell 'Associazione, Gli altri appuntamenti tradizionali sono la Sagra del Rosario, a Mason, l'ultima domenica di settembre, e la Sagra di Santa Croce, a Villaraspa, la prima domenica di maggio.