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“Storia del Giubileo”
Sono passati quasi settecento anni da quando papa Bonifacio VIII promulgò il primo Giubileo. L'Europa era popolata dieci volte di meno d'oggi e l'America non era ancora stata scoperta. Il primo gennaio 1300 accadde qualcosa d'insolito a Roma. Una folla enorme invase la basilica di S. Pietro per pregare sulla tomba del capo degli Apostoli. Nei giorni seguenti la folla aumentò ancora; arrivava gente da tutte le parti d'Europa. Papa Bonifacio VIII, sorpreso per questa straordinaria affluenza, volle conoscerne la ragione. Il 17 di gennaio, finalmente, gli presentano un pellegrino giunto dalla Savoia, che dice di aver già compiuto i 107 anni. «Nell'anno 1200 - racconta - mio padre venne a Roma per guadagnare l'indulgenza». «L'indulgenza? Quale indulgenza?». Pellegrini italiani, francesi, bavaresi, confermarono la notizia dell'indulgenza, anche se non se ne trova traccia negli archivi. Il Papa allora decide di promulgare per la prima volta, con la bolla «Antiquorum» una indulgenza plenaria per coloro che verranno a Roma in quell'anno a pregare sulle tombe degli Apostoli. L'affluenza fu così grande, scrisse Dante, che si dovette regolare la circolazione sul Ponte Sant'Angelo: le due file diverse dei pellegrini, che andavano o tornavano da S. Pietro, si snodavano interminabili fino a quel passaggio obbligato. Molti avevano i piedi nudi e sanguinanti. Il problema del loro al-loggio era preoccupante. Il Papa promulgò dunque il Giubileo spinto dalle richieste del popolo cristiano. Il Medio Evo fu caratterizzato da uno straordinario bisogno di riconciliarsi con Dio. Una delle ragioni è da ricercarsi forse nella vita media dell'uomo, molto bassa in quel tempo. Quei pellegrini andavano a Roma a cercare il perdono delle loro colpe, poiché il Giubileo è liberazione. Essi sapevano che le fatiche del lungo cammino e le indulgenze dell'Anno Santo toglievano la pena che resta da scontare, come riparazione, dopo aver ottenuto il perdono dei peccati. Inoltre avevano il desiderio di trascorrere qualche giorno a Roma, ove ogni cattolico «è di casa», per vivere quella vita di famiglia che si realizzava con la presenza del «Padre» dei fedeli e la riunione dei cristiani venuti da tutte le parti del mondo. Dopo mesi di viaggio e di fatiche, essi si riposavano e si rallegravano tra fratelli.
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