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NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCIDENTE
1 °: MANTENERE LA CALMA: 2°: garantire la SICUREZZA sul posto per la vittima e per i soccorritori (in caso di caduta in acqua, tirarlo fuori rapidamente, spostarlo dal ciglio di un burrone etc.); 3°: prestare le PRIME CURE al ferito; 4°: dare o far dare l'ALLARME: avvertire direttamente se possibile il Soccorso Alpino e Speleologico.
Quando si chiama, specificare sempre chiaramente: - chi siete - dove siete - cosa è successo - quanti feriti ci sono stati - che lesioni presenta i! ferito.
QUALI SONO LE PRIME COSE DA FARE PER SOCCORRERE UN INFORTUNATO - verificare se risponde, fargli domande, vedere se risponde a tono: - verificare che respiri, che il cuore batta: - sanguina? se si da dove? quanto? - è in stato di shock?
Una volta controllati questi quattro punti: - se il ferito è cosciente, CONFORTARLO. non lasciarlo solo fino all'arrivo dei soccorsi: - PROTEGGERLO, sia dal freddo che dal caldo, non lasciarlo in pieno sole, o esposto a correnti d'aria ecc. - MAI DARE DA MANGIARE O DA BERE PRIMA DELL'ARRIVO DI UN MEDICO.
VALUTAZIONE DELL'INFORTUNATO. E un momento importantissimo, perché da esso dipende la decisione su CHE COSA FARE (continuare. tornare con i propri mezzi, chiamare il SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, quali cure prestare) e COME FARLO.
Fare un bilancio esatto delle lesioni è molto difficile. per cui in caso di dubbi, è sempre meglio: - considerare il ferito più GRAVE di quanto sembri, - considerare il SOSPETTO Di LESIONE come LESIONE, - considerare GRAVI i traumi al CRANIO e alla COLONNA VERTEBRALE.
ESAME DELL'INFORTUNATO L'esame dell'infortunato si effettua procedendo dalla testa verso i piedi e valutando:
1 ° RESPIRAZIONE (NASO e bocca sono liberi? respira bene e da solo? non respira per niente); 2° CIRCOLAZIONE (il cuore batte? si sentono i polsi?) 3° STATO DI COSCIENZA (è sveglio? ricorda chi è. dove è. che cosa è successo?) 4° CONDIZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE (può muovere gli arti? ha mantenuto la sensibilità degli arti?) 5° INTEGRITA' DEGLI ARTI (gli arti hanno posizioni "strane"?, sono estremamente dolenti?).
Una volta terminato il primo esame del ferito, osservarne il comportamento e sistemarlo in una delle seguenti posizioni: - se è privo di sensi e respira, POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA: (la posizione laterale di sicurezza si fa assumere molto semplicemente, se il ferito non presenta traumi alla colonna vertebrale, afferrando il ferito, steso a terra, per il polso e per l'incavo dietro il ginocchio. e tirando dolcemente verso di noi, avvicinando il polso ed il ginocchio; in tale modo il ferito si gira e si blocca in posizione laterale a 45°);
Vedere fig. 1-2
- se è privo di sensi e non respira, praticare la respirazione artificiale: - se sanguina, arrestare l'emorragia; - se è in stato di shock e cosciente, coricato in un piano, con le gambe sollevate: - se è ferito al torace o vittima di insolazione, in posizione semi-seduta: - se ha una ferita all'addome, semi-seduto con le gambe piegate sull'addome; - se si sospetta una frattura della colonna vertebrale, posizionarlo in piano muovendolo il meno possibile.
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Una volta terminato l'esame dell'infortunato, dobbiamo, nel caso sia possibile e necessario, trattare le lesioni. Ricordiamoci che nostro primo compito in ogni caso è quello di NON AGGRAVARE le condizioni del ferito con il nostro operato.
RIANIMAZIONE In casi di estrema necessità, quando il ferito si trova in arresto cardiorespiratorio, ossia corre un gravissimo pericolo di vita, possiamo tentare di mettere in atto le principali manovre rianimatorie: anche qui dobbiamo avere ben chiaro in mente uno schema di intervento:
1 ° LIBERARE LE VIE AEREE 2° RESPIRAZIONE ARTIFICIALE 3° MASSAGGIO CARDIACO
LIBERARE LE VIE AEREE È una tappa da non trascurare, e spesso può bastare per consentire all'infortunato di riprendere a respirare:
A: mettere l'infortunato sdraiato sulla schiena
B: stendere bene la testa all'indietro, sostenendo con una mano la nuca e inclinando con l'altra, appoggiata alla fronte, la testa all'ingiù con delicatezza, per non creare danni alla colonna vertebrale
Vedere fig.5
C: spingere in avanti la mandibola
D: con le dita liberare la bocca da tutto ciò che può ostacolare il respiro.
Vedere fig.4
RESPIRAZIONE ARTIFICIALE È la tappa successiva, da mettere in pratica se la prima non è stata sufficiente per far riprendere la respirazione. La posizione dell'infortunato è la stessa di prima, e vanno eseguite le seguenti manovre:
- aprire bene la bocca del ferito con una mano e tenerla aperta; - chiudere il naso del ferito con l'altra mano: - mettere le labbra sulla bocca dell'infortunato: - soffiare con forza: - controllare che il torace si sollevi : - continuare con un ritmo di 10 -15 volte al minuto:
Vedere fig.3
MASSAGGIO CARDIACO È una manovra non semplice, faticosa, che può comportare danni per chi è soccorso, ma che e l'unico mezzo, in caso di ARRESTO CARDIACO, per salvare la vita del paziente. VA PRATICATO SOLO IN PRESENZA DI ARRESTO CARDIACO, cioè di un cuore che non batte più. Per capire se il cuore batte, bisogna: - cercare i polsi - cercare di sentire il battito cardiaco sulla parte sinistra del torace. PROCEDERE CON IL MASSAGGIO SOLO SE NON C'E' NESSUN SEGNO DI ATTIVITA' DEL CUORE: il massaggio cardiaco va sempre praticato assieme alla respirazione artificiale.
TECNICA DEL MASSAGGIO CARDIACO
- Mettere il ferito sdraiato sul dorso su di una superficie rigida - Mettersi di fianco o a cavalcioni. INGINOCCHIATI sopra il ferito - Mettere le mani al centro dello sterno, con le braccia tese e spingere energicamente, aiutandosi con il proprio peso, in modo di abbassare lo sterno di circa 3-4 cm. - continuare ad un ritmo di 30 compressioni al minuto.
Vedere fig.6
SHOCK Una situazione molto pericolosa per il ferito è rappresentata dallo stato di SHOCK. Lo stato di shock è una situazione in cui si ha una cattiva regolazione del circolo sanguigno, per cui si ha una alterata distribuzione del sangue negli organi interni e nel cervello. CAUSE lesioni cerebrali; gravi emorragie, interne ed esterne; fratture; ustioni estese;
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