CAPITOLO SETTIMO

 

49.*

Il discepolo Hou Pa chiese della modestia. "Se uno parla della modestia non la possiede" - disse Ch'ong Tzu. - "Come potrà dunque chi non è modesto parlare con competenza della modestia?"

Note:

* Cfr. coi paragrafi nn.° 3 e 28.

 

50.

Il maestro non perdeva mai la pazienza. Qualcuno perdeva la pazienza in presenza del maestro.

Tutti, in un modo o nell'altro, imparavano dal maestro in cosa consista la virtù della pazienza.

 

51.

Ho Yu, quand'era governatore di Fan-yang, domandò una volta a Ch'ong Tzu a cosa possa paragonarsi la felicità perfetta.

"La perfetta felicità" - rispose il maestro - "è (come) un grande canestro di vimini: può contenere qualunque cosa (vi si ponga) fuorché l'acqua."

 

52.

Quando il duca di P'ing discese alle Gialle Sorgenti* , Ch'ong Tzu portò un lutto irreprensibile per sei mesi. "D'altronde" - commentò - "il lutto per una coppia di somari è di almeno un anno!"

Note:

* Le Gialle Sorgenti indicano, nell'antico simbolismo cinese, l'oltretomba.

 

53.

Un giorno il discepolo Bao-yu non chiese nulla. Deducendo Ch'ong Tzu dal silenzio del suo discepolo ch'egli intendesse formulare una domanda sul Senza Nome, non pronunciò risposta.

Entrambi infatti erano (da lungo tempo) al di là degli Otto Limiti del Compasso.

 

54.

Avvenne che il maestro smarrisse una volta per la strada una borsa di monete d'oro (donatagli dal duca Po Ch'ang-ling di Kiu in segno di ricompensa per i buoni consigli ricevuti).

Alla domanda di come non si desse pena per la perdita, il maestro rispose: "Nel perdere una borsa di monete d'oro per via, poco male. Nel perdere me stesso nell'affanno, molto male. Quando infatti smarrissi me stesso, chi potrebbe eventualmente ritrovare le monete d'oro (al mio posto)?

 

55.

La cortigiana Li-li, donna di leggeri costumi, chiese al maestro della castità.

Ch'ong Tzu disse: "Esistono tre generi di castità: la castità del corpo, la castità della mente e la castità del cuore. La castità del corpo spesso è nociva. La castità della mente spesso è salutare. La castità del cuore è sempre raccomandabile."

La cortigiana Li-li ringraziò con rispetto il maestro per l'insegnamento e, rientrando al Palazzo delle Rugiade Fredde, compose una canzone che gli inviò in segno di gratitudine:

 

Chiaro nel cielo scintilla l'astro del Pastorello*,

lucente gli sorride la Signora del Fiume di Nuvole**.

Tra di loro com'è breve la distanza!

Eppure il Fiume non li lascia passare.

Ahimè, qual sofferenza guardarsi sempre

e mai potersi incontrare!***

Note:

* L'astro del Pastorello: Vega nella costellazione della Lira.

** La Signora del Fiume di Nuvole: Altair nella costellazione dell'Aquila. Secondo un'antica leggenda, Vega ed Altair sono due stelle innamorate l'una dell'altra. La Via Lattea (Il Fiume di Nuvole) però, li separa per l'eternità scorrendo in mezzo a loro.

*** Questo delicato componimento altro non è che la rielaborazione d'una lirica di epoca Han (206 a.C.-220 d.C.) identificabile nella raccolta "Diciannove vecchi poemetti".

 

56.

Il maestro disse: "Il duca di P'ing, parlando del liutista Ssu-k'ung Shu, afferma essere questi un grande virtuoso: la sua tecnica, dice, è perfetta. Pizzica le cinque corde del suo strumento con insuperabile velocità, anche se la ballata Crisantemi in fiore, eseguita dal liutista Ssu-k'ung Shu, non arriva a commuovere nessuno (se non il duca di P'ing).

Il duca di P'ing sostiene che Mou T'ing sarebbe maestro nell'arte di guidare il suo carro . Ha una vettura bella e straordinariamente veloce ma, col suo eccezionale carro, Mou T'ing non s'è mai spostato d'un solo li*.

Sciocchezze simili possono udirsi solo dalla bocca del duca di P'ing!"

Note:

* Il "li" è un'unità di misura cinese pari a circa un miglio.

 

Indice de "Il Giusto Comportamento"