CAPITOLO TERZO

 

17.

Alcuni discepoli di maestro Kong* andarono un giorno da Ch'ong Tzu e, dopo molti profondi inchini, gli domandarono cosa egli pensasse del loro maestro.

Ch'ong Tzu disse: "Se messer Kong è probabilmente un grande ed illustre letterato, purtuttavia dubito ch'egli sia un altrettanto grande maestro."

I discepoli di Kong Fu Tzu, turbati, replicarono: "E da cosa ritieni di poter trarre questa conclusione?"

Il maestro rispose loro: "Dal fatto che messer Kong non vi ha insegnato a non credere ai maestri."

(I discepoli di Kong Fu Tzu) chiesero allora: "In che cosa dunque crederemo?"

"Meglio (credere)" - disse il maestro - "nella zuppa di miglio di comare Hu!"

Note:

* Kong Fu Tzu, ovvero Confucio (551-479 a.C.)

 

18.

Il discepolo Bao-yu affermò una volta: "Del maestro forse non ho mai compreso una parola. Ma il maestro, senza ch'io pronunciassi parole, comprese e mi mostrò tutta la mia stoltezza. La riconobbi gigantesca, alta fino al cielo. Arrampicandomi lungo le sue pendici (come sulle pendici boscose del Pu-ch'i-shan), riuscii a varcare gli Otto Limiti del Compasso e contemplare in tutta la sua estensione l'infinita stoltezza umana."

 

19.

Il maestro disse: "Veramente il duca di P'ing è sciocco oltre ogni dire. Se lo correggo si sforza sempre di trovare una giustificazione ed una volta che giustificato si sia cerca di correggermi per aver tentato di correggerlo. Nessuno mai ho incontrato sino ad oggi così stolto come il duca di P'ing. Facilmente coronerà la sua esistenza diventando primo ministro!"

 

20.

Il discepolo Po Ying-wu chiese della pazienza. Il maestro non rispose, limitandosi a sputare nell'occhio sinistro del discepolo Po Ying-wu.

Non avendo ricevuto risposta, il discepolo Po Ying-wu chiese ancora della pazienza. Pure questa volta il maestro non aprì bocca e rovesciò il tè bollente della sua tazza sul piede destro del discepolo Po Ying-wu.

Lamentatosi a lungo che si fu, il discepolo Po Ying-wu tornò a domandare della pazienza, e per tutta risposta ricevette dal maestro un poderoso pugno sul naso.

Allora, non potendo più sopportare queste vessazioni, il discepolo Po Ying-wu corse a sfogarsi dal discepolo Mao Chien denunciando la durezza del cuore (e del pugno) del maestro.

"Stavolta" - disse - "il maestro è riuscito davvero ad esasperarmi!"

Il discepolo Mao Chien fece prontamente notare al discepolo Po Ying-wu come Ch'ong Tzu, senza definire in alcun modo la pazienza, gli avesse dato una vivida percezione della sua mancanza.

Il discepolo Po Ying-wu ebbe così la sua prima illuminazione cambiando da quel giorno il suo nome in Po-che-quasi-tutto-ha-compreso-rimettendoci-il-naso.

 

21.

Il maestro disse: "Una grande pancia val più di un otre di vino nuovo (anche se entrambi possono talvolta gorgogliare)."

 

22.

Il discepolo Bao-yu non disse nulla. Per questo è ricordato ancora oggi.

 

23.

Si tramanda che il maestro non ridesse mai nei giorni di mercato. Quando gliene domandarono il motivo, scoppiò in una fragorosa risata. Infatti non era giorno di mercato.

 

24.

Nell'anno in cui ricoprì l'incarico di primo ministro nel regno di Lu-ming, sotto il re Wu, il duca di P'ing mandò un giorno i suoi servitori a chiamare il maestro.

Il maestro rifiutò di ricevere in casa sua i servitori ed inviò al duca di P'ing (attraverso il discepolo Tsu Yung) una tavoletta sulla quale aveva scritto con caratteri impeccabili:

"Ha forse il duca di P'ing studiato a fondo La Ballata dei Carri da Guerra? Sa forse il duca di P'ing intonare con arte La Ballata dei Cento Eserciti? Ha forse il duca di P'ing una pancia tanto grande da impedirgli di muoversi? Mi ha per caso il duca di P'ing mandato almeno un orciolo di vino nuovo? (Perché dovrei dunque consumare il mio tempo per sfamare la vanità vorace del duca di P'ing?)"

 

Indice de "Il Giusto Comportamento"