La Missione Archeologica dell'Università di Udine in Siria (MAUS) opera nel sito di Tell Misherfa, identificato con l'antica città di Qatna, in Siria centrale. Lo scavo archeologico si configura come un intervento di salvataggio urbano di una fra le più importanti capitali della Siria nel periodo compreso fra III e I millennio a.C., minacciata dall'espansione edilizia dell'adiacente moderno villaggio di Misherfa. Lo scavo, che costituisce uno dei più vasti cantieri archeologici oggi aperti in Siria, è una joint venture italo-siro-tedesca a cui prendono parte l'Università di Udine, la Direzione Generale delle Antichità e dei Musei di Siria (DGAMS) e l'Università di Tubinga. La Missione archeologica a Qatna fu promossa inizialmente dal Prof. Frederick Mario Fales (Università di Udine), attualmente filologo della Missione, assieme al Direttore Generale siriano Prof. Sultan Muhesen. Nel suo sviluppo attuale di joint venture internazionale, essa è codiretta dal Dott. Daniele Morandi Bonacossi (Università di Udine), dal Dott. Ammar Abdulrahman (DGAMS) e dal Prof. Peter Pfälzner (Università di Tubinga).
La Dott.ssa Marta Luciani (Università di Udine) e il Dott. Mirko Novak (Università di Tubinga) condividono la responsabilità scientifica del progetto. La componente italiana della Missione -che ha svolto i suoi lavori tra il 16 agosto e il 25 ottobre di quest'anno- ha visto la partecipazione di laureandi e giovani ricercatori dell'Università di Udine, come anche delle Università di Pavia e Verona, con il concorso di specialisti di altri Atenei italiani (Milano, Pisa). Essa è stata finanziata dall'Università di Udine attraverso l'interessamento specifico del suo Magnifico Rettore, Prof. Marzio Strassoldo; dalla Commissione Nazionale Grandi Scavi del Ministero degli Affari Esteri; e dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Un contributo al finanziamento per il 1999 è altresì stata fornito dall'Università di Pavia, per iniziativa del Rettore Prof. Roberto Schmid. L'Ambasciata d'Italia a Damasco ha svolto -come di consueto- un attivo e affettuoso ruolo di supporto della Missione durante il soggiorno in Siria.