IL MONDO DI CARLOS

Reportage a colori di 25 minuti, in chiave surrealista, sulla pittura surrealista di Carlos Cairo, prodotto dalla GADCO s.r.l.

Scritto e diretto da

Ralph Lorbeer


con la partecipazione di

CARLOS CAIRO

(Ernst Christian Reimbold)


 

I testi sono liberamente ispirati a:

- “ La Musa tragica” di Henry James

- “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud


Prima scena

Ingresso viale e giardino della casa di Carlos. Tarda mattinata
La sorpresa

Carlos, pittore surrealista e metafisico, di origine tedesca (è nato a Colonia) vive a Roma da molti anni, in una casa della campagna romana, insieme con la moglie e le figlie. Queste notizie le apprendiamo, in apertura, dalla voce narrante di un Omino di colore, in legno, che si materializza sulla colonna di ingresso al vialetto della casa. E’ una tarda e ventosa mattinata, Carlos, rientrando da Roma in auto, scorge l’Omino in legno, seduto sulla colonna di ingresso del vialetto di casa. Si sente una risata ironica, proveniente dall’Omino. Carlos lo guarda, si stupisce, ma prosegue. Lo rivede, dopo pochi metri, all’ingresso del cancello di casa. Di nuovo, la risata, quasi di scherno! Lo stupore aumenta. Infine, parcheggiata l’auto, Carlos si rende conto che l’Omino si è spostato sulla terrazza di casa. Ancora la risata ironica e provocatoria. Quel miraggio (o realtà?) gli appare una  persecuzione. Entra in casa. L’Omino è onnipresente, in tutto il giardino. Si sente la voce narrante dell’Omino che teorizza il rapporto dell’artista con la realtà, mentre il feticcio si sposta sugli alberi, sul sedile di pietra, sull’anfora, sul dondolo, ai bordi della piccola piscina, sotto la doccia. Risate intervallano  il vento e la narrazione: risate, sempre più strane. L’inquadratura della porta semiaperta di casa individua il luogo di provenienza delle voci off. Inizia il dialogo tra Carlos e la moglie. Carlos interroga la moglie sull’omino, lei non ne sa niente, né l’ha visto. Si alterano. Alla fine la moglie canzona il marito: voi artisti surrealisti, tutti pazzi integrali! Il pittore si difende  ed enumera i maggiori artisti surrealisti del Novecento, citando due opere rappresentative: “ Illuminazione” di Magritte e “ Natura morta con una vecchia scarpa” di Mirò.

Il concerto per clarinetto K. 622 di W.A. Mozart sottolinea il momento della sorpresa e dello spirito naturalistico.

 

Seconda scena

Interno casa di Carlos, giorno. Carlos e Omino. L'uno di fronte all'altro
La conoscenza

Carlos e l’Omino sono l’uno di fronte all’altro, seduti, in casa. Carlos è curioso di sapere chi sia lo strano interlocutore. L’Omino parla per la prima volta, ride, gli risponde che dovrà capire da solo. Dalla voce dell’Omino, si coglie l’inflessione spagnola, così come Carlos parla un italiano-tedesco. L’Omino interroga Carlos sulle origini tedesche, sulla famiglia di provenienza, sulla formazione, sui viaggi, sulla scelta di vivere a Roma, sull’amore per la musica, sul rapporto musica e pittura, sul surrealismo, sull’astrattismo, sui colori (il blu), sulla metafisica di De Chirico e, infine, sul destino della pittura e dell’arte nell’era di Internet. Il dialogo, in campi e controcampi, è sottolineato dalle immagini delle opere pittoriche, montate in rapida successione (da videoclip, in fughe surreali). Alla fine del dialogo, l’Omino rivela soltanto il suo nome, Salvador; ma fornisce a Carlos notizie per la identificazione. Carlos intuisce chi sia lo straordinario visitatore. L’Omino, dopo lo svelamento, gli chiede di restituirlo, al più presto, al TUTTO.

Brani musicali d’epoca (I. Glindemann) fanno da sfondo musicale al dialogo tra Carlos e Salvador.

 

Terza scena

Esterno giorno. Meriggio. Carlos e Salvador
La serenità

Carlos è al tavolo di lavoro, all’aperto; lo assiste Salvador, ormai amico. La luce al tramonto taglia il volto di Carlos. Si respira aria di serenità e di riconciliazione. Carlos lavora ad un quadro, come pacificato. Salvador gli parla dell’opera del pittore nel trascorrere del tempo, mentre Carlos gioca con lui con il pennello. La presenza di Salvador non lo turba più, lo rasserena. “La bellezza dei quadri ignora la morte”, sentenzia Salvador. Si sente soltanto la voce di Salvador, che, alla fine, di nuovo, gli chiede di restituirlo, nel corso della notte, al TUTTO.

Il prologo dell’Apollon Musagète di I. Strawinsky riempie di eternità le immagini.

 

Quarta scena

Esterno notte . Giardino notturno di Carlos
Il distacco

Un rombo e la vista, tra gli alberi, di un aereo, nel cielo notturno, annuncia, in chiave metaforica, la partenza di Salvador e il distacco. Il giardino, reso quasi incantato dal blu della notte (di nuovo il blu, dominante) è come sospeso, in un’attesa di eventi. Si sente il vento forte soffiare tra gli alberi. Un tronco d’albero reciso, si presenta, sfocato, in primo piano; poi, è a fuoco, sullo sfondo del giardino  deserto. Non si capisce cosa accadrà, ma si intuisce la tensione. Carlos entra in scena. Salvatore è già sulla sommità del tronco-rogo. Carlos accende il rogo. Il fuoco esplode e divampa. Lo stesso Carlos rischia di essere coinvolto. Salvador è tra le fiamme. Si sente la voce di Carlos che saluta Salvador, prima in tedesco e poi in italiano: Addio, Salvador! Salvador, tra le fiamme, ripete ancora : “La bellezza dei quadri ignora la morte” e, di seguito, si sente, per l’ultima volta, la sua risata forte, provocatoria, infernale! Mentre, nel fuoco, si coglie, per un attimo, l’immagine di Salvador Dalì.

Il brano “Samuel Goldberg et Schmuyle” (da “Pictures at an exhibition”) di M. Musorgskij amplifica la tensione e il dissolvimento, nel fuoco, di Salvador.

 


Die welt von carlos

Eine surreallistische praesentation der surrealistischen malerei von carlos cairo.


Herstellung:
GADCO  s.r.l.  Ro m a


Drehbuch und regie:
Ralph  Lorbeer


mit  Carlos Cairo
(Ernst, Christian, Michael Reimbold)


die  frei nachempfunden den WERKEN:
-“ DIE TRAGISCHE MUSE “  von  Henry James
-“ DIE TRAUMDEUTUNG “  von  Sigmund Freud


Erster akt:

Einfahrt zum  garten und haus von carlos. ( gegen mittag)
Eine seltsame ueberraschung


Seit vielen Jahren lebt der Maler Carlos Cairo , der in Deutschland (Koeln) geboren wurde, mit seiner Frau und zwei Toechtern vor den Toren Roms in einer abgeschiedenen laendlichen Idylle.
Diese Information wird zur Einleitung in erzaehlerischer Weise von einer kleinen Holzfigur, die einen sitzenden Neger aus der Karibic darstellt, dem Betrachter uebermittelt. Es ist ein stuermischer Spaetmorgen , als Carlos von Rom kommend in seine private Auffahrt einbiegt, als er auf einer der Saeulen, die seine Einfahrt markieren, eine kleine Holzstatue bemerkt, er hoert ein ironisches Kichern. Als er weiter faehrt sieht er erneut den kleinen Gnom , der nun kurz vor dem Eingangstor auf der Mauer sitzt und ihn mit einem frechen, ja provokanten Gelaechter empfaengt. Carlos parkt seinen Wagen, steigt aus, und sieht nun vollends irritiert den kleinen Kerl auf derTerrasse im zweiten Stock seines Hauses sitzend. Waehrend Carlos ins Haus geht, treibt der kleine Derwisch sein Unwesen im Garten .
Er ist nun ueberall und nimmt vom Garten Besitz. Er setzt sich auf die "Dondola", sitzt am Schwimmbad, ja macht sogar eine Dusche. Aber nun faengt er auch noch an zu philosofieren. Er macht Bemerkungen ueber das Verhaeltnis der Kuenst- ler zur Realitaet. Carlos fragt seine Frau, ob sie vielleicht diesen seltsamen Gnom auf einem roemischen Markt erstanden hat. Davon kann keine Rede sein, meint sie und wirft ihm vor, dass er einmal wieder ein Opfer seiner Phantasie geworden ist.

Das Klarinettenkonzert K 622 von W. A. Mozart unterstreicht die Ueberraschung und den naturalistischen Geist dieses Augenblicks

 


Zweiter akt:


Die begegnung zwischen carlos und seinem seltsamen gast.Das erkennen

Carlos sitzt seinem fremden und noch unbekannten Gast gegenueber, der sich ziert seine Indentitaet preiszugeben . Er fordert Carlos auf , von sich aus zu erkennen , mit wem er es zu tun hat. Er hat einen spanischen Akzent, und Carlos kann seinen deutschen nicht verleugnen.

Bevor der Gast sich zu erkennen gibt, stellt er Fragen:
Carlos, wo bist Du geboren?
Wo sind Deine Wurzeln? Du warst bei den Jesuiten in der Schule, was ist Dir aus dieser Erfahrung geblieben? Du machst Musik. Was bedeutet Dir die Musik, und in wieweit hat sie Einfluss auf Deine Malerei? Du hast viele Reisen unternommen, speziell nach Fernost, hat das Deine Ausdrucksweise beeinflusst? Wie denkst Du ueber die neuen Medien (Internet etc.) ?
Du lebst seit vielen Jahren in Rom, warum?
Diese Fragen und die Antworten sind begleitet von einer rasch aufeinanderfolgenden Praesentation der Arbeiten aus den letzten 10 Jahren.
Zum Schluss des Interviews gibt der seltsame Gast seine Indentitaet preis.
Ich bin SALVADOR. Carlos versteht sofort die doppelte Bedeutung. Salvador Dali und der im uebertragenen Sinne : Salvatore (Retter).

Das Erkennen wird umgehend bestraft:
"Nun, da Du weisst, wer ich bin , musst Du mich bald wieder entlassen."
"Brani musicali d'epoca" (I.Glindemann) sind die musikalische Begleitung beim Dialog zwischen Carlos und Salvador

 

Dritter akt:


Carlos und Salvador

Carlos sitzt an dem Arbeitstisch ,den er bei gutem Wetter bevorzugt. Salvador, der nun ein vertrauter Freund ist, leistet ihm Gesellschaft. Ein herrlicher Spaetsommertag wirft Licht auf Carlos Gesicht. Es kommt ein Harmoniebeduerfnis auf, als Salvador von Trennung spricht. Carlos:" Wir verstehen uns so gut .Und dann fordert er mich auf , ihn zu vernichten, zu zerstoeren, ja zu verbrennen".
Salvador: "Troeste Dich: Die Schoenheit der Bilder besiegt den Tod."


Der Prolog vom Apollon Musagète von I.Strawinsky haucht den Bildern die Ewigkeit ein.

 

Vierter akt:

Der Abschied

Es ist Nacht geworden. Oh, Salvador, warum musst Du gehen? Du hast mir Zuversicht gegeben.
Es ist dunkel. Ich werde ein Feuer machen. -- Ein Flugzeug ,das ploetzlich am Nachthimmel erscheint, verkuendet den unvermeidlichen Abschied.--- Leb wohl. Addio.
(Der Garten ist in naechtliches Blau eingetaucht. Ein starker Wind weht vom Meer, ein Baumstumpf fuer den Scheiterhaufen bietet sich an, Salvador, Du hast mir keine Wahl gelassen. Leb wohl.). Das Feuer brennt, und zwischen den Flammen hoert man Salvador sagen: "Die Schoenheit der Bilder besiegt den Tod" und man nimmt zum letzten Mal sein starkes, provokatives,hoellisches Lachen, wahr. Fuer einen Augenblick erscheint das Antlitz von DALI.    

 
Das Stueck "Samuel Goldberg et Schmuyle" (aus"Pictures at an exhibition") von M. Mussorgskij verstaerkt die Spannung und die Aufloesung, im Feuer, von Salvador.