Panorama 09 giugno 2000

COSE DELL'ALTRO MONDO

Cronache, voci, indirizzi, suggerimenti e vita varia dall'universo gay, lesbico, bisessuale e transgender (raccontati da un protagonista)

Il fair play di Storace
La signora Paola Dell'Orto oltre che mamma di Giovanni, giornalista e scrittore gay, è anche la volenterosa presidentessa dell'Associazione genitori di omosessuali (Agedo). Elegantissima e soprattutto senza peli sulla lingua, ha ottenuto un incontro con Francesco Storace, presidente della Regione Lazio, avversario numero uno del Gay pride. Convinta che all'origine dell'omofobia ci sia solo ignoranza, la signora Dell'Orto ha tentato di istruire il neopresidente. Niente da fare. Storace, un po' imbarazzato di fronte all'offensiva materna, ha giocato la carta del fair play promettendo di rimborsare tutte le spese agli organizzatori della marcia mondiale gay se questi decidessero di rinviare la parata.

Spiagge cult
Chi ne avesse fin sopra i capelli delle spiagge di Mykonos affollate come la Rinascente a Natale, degli scogli decadenti di Capri e della Versilia piena di bimbi impertinenti, troverà ampia soddisfazione a Byron Bay, località del New South Wales australiano che a buon diritto si è conquistata il titolo di «paradiso gay e lesbico». Nugoli di ragazzotti indigeni dai muscoli lucidi si aggirano sulle spiagge sorridendo amichevolmente ai turisti. Coppie di donne smaglianti e disinvolte amoreggiano sulle spiagge assolate senza far alzare alcun sopracciglio. Avvertenza: alberghi e ristoranti sono moderatamente cari. Prima di partire fate un salto al sito www.byron-bay.com

L'outing di An
Indignato per le posizioni non proprio illuminate prese dal suo partito, Luca Valentino Valeriani, militante gay e iscritto ad Alleanza nazionale, ha scritto una lettera aperta (pubblicata dal Giornale il 27 maggio) al presidente del suo partito Gianfranco Fini. «Per cosa possono i gay turbare l'ordine pubblico? Per possesso, detenzione e spaccio di cipria eccedente la modica quantità?» si chiede retoricamente l'audace. E più in là continua: «Onorevole Fini, le rammento come presidente del partito in cui ho l'onore e la dignità di militare che lo Stato italiano è stato di ispirazione laica, che riconosce e tutela i diritti di tutte le minoranze. Anche delle minoranze omosessuali». Per la serie: meglio un giorno da leoni...

Un fegato gay? Mai
Stando alla lettera dei regolamenti del ministero della Sanità, ai gay non è consentito nè donare sangue nè tantomeno organi. Lo dice a chiare lettere una circolare ministeriale del 1993 che vieta agli omosessuali di oblare i propri organi, così come un decreto del 1991 impedisce loro di donare il sangue. L'esclusione delle persone che abbiano rapporti omosessuali equipara questi rapporti a quelli «con gli sconosciuti» introducendo una ingiustificata discriminazione a danno dei gay. Diretta conseguenza del fatto che negli ospedali pubblici italiani l'omosessualità è ancora citata tra le patologie psichiatriche nell'elenco delle psicosi come l'epilessia, l'intossicazione alcolica e altre. Il senatore dei Verdi Luigi Manconi ha presentato un'interrogazione al ministro della Sanità. Che per ora tace.

Una festa per il «pioniere»
Grande festa milanese per i 25 anni di attività di Felix Cossolo, pioniere e businessman gay. Per una intera settimana, dal 12 al 18 giugno, l'After Line gay disco bar (via G.B. Sammartini 25) organizza una mostra fotografica, un dibattito, una sfilata di intimo leather e fetish, uno special single party, uno spogliarello di belli di fama internazionale e chi più ne ha più ne metta. Per ulteriori informazioni vale la pena di fare una capatina al sito www.afterline.com.
DANIELE SCALISE