Il Messaggero 09 luglio 2000

Taormina, un'isola di tolleranza quando la diversità faceva scalpore

di LUCIO GALLUZZO

TAORMINA - Oggi si manifesta e sfila con orgoglio, ma ci fu un tempo in cui la diversità era scandalo. Perseguita in tribunale, rinchiusa in prigione, od anche peggio. C'erano tuttavia isole di tolleranza, la cui gente sapeva non scandalizzarsi, traendone cospicui utili, collettivi ed individuali. La storia di Taormina e del suo turismo miliardario, di questa tolleranza è figlia.

Giovanni Panarello, 82 anni, antiquario con negozio sul corso, eterossessuale, è l'ultimo testimone-protagonista di una stagione durata un secolo. Seduto ad un tavolino del Mocambo, sulla terrazza che domina lo Jonio, mentre scava nei ricordi o cita da un bel libro di Gaetano Saglimbeni, Panarello ha alle spalle otto fotografie di Wilhem von Gloden, barone prussiano, che a 22 anni, nel 1878, chiese al sole ed al mare di Taormina rimedio contro la tisi. Vi rimase sino alla morte, nel 1931. Le foto del barone (ne scattò 7 mila) ritraggono ragazzi efebi di Taormina, agghindati ora da fauni, ora da divinità greche. Appaiono, ha scritto Leonardo Sciascia, «sciolti in pose di abbandono, di meriggiante ozio e di languore ... forse il barone li avrebbe voluti più confidenti ed amorevoli negli sguardi, ma era impossibile ottenerli da contadini siciliani che venivano ridotti a oggetto di incomprensibile capriccio o di comprensibile ed allarmante concupiscenza». Con qualche ritorno: alcune delle fortune più cospicue dei taorminesi sono intestate ai nipoti di quei contadinelli che posarono per Gloeden o seppero accogliere avances multimiliardarie. La villa più bella della costa è passata per testamento ad un cameriere che servì in tutto e per tutto un petroliere texano.

Ed è questa concupiscenza esplicitamente omosessuale, annotata da Sciascia, veicolata dalle foto di Gloeden a segnalare Taormina nei circoli estetizzanti d'Europa. Sono questi richiami a sedurre Oscar Wilde, che ha appena scontato 2 anni di carcere per omosessualità. Raggiunse Gloeden e gli disse: «sono qui per ammirare le divine creature che hanno posato per voi», ma non si limitò all' ammirazione, agghindava gli efebi di Taormina per l'obiettivo e li amava per una notte. Al suo amante Robert Baldwin Ross scriveva: «ho scoperto quaggiù il paradiso in cui verremo a vivere insieme».

Dopo Wilde la colonia si infoltì di baroni e magnati inglesi, americani, canadesi. Panarello ricorda sir Albert Stopford, detto Mylord, che per gelosie omosessuali, odiava ricambiato il canadese Robert Percyvall Campbell. La loro lite più divertente e furibonda, per i begli occhi di un orchestrale, ebbe come cornice il salone delle feste del San Domenico, un monastero ora sede di grande albergo. Campbell avvicinò l'oggetto del suo desiderio allungandogli un biglietto da cento lire. Stpford rilancio con uno da 500. Cominciò un' asta pubblica, e quando Campbell gridò «cinque mille», Stopford tacque, non aveva più soldi in tasca. Il rivale commentò trionfante «cinque mille io, sono più ricco di Mylord». Lo sconfitto reagì, agguantato un mandolino lo ruppe in testa al rivale. Campbell i suoi ragazzotti li radunava in piscina, alla mezzanotte, ed «una volta per tonificarne i corpi mescolò all'acqua lo champagne di cento bottiglie».

Altra fama internazionale giunse a Taormina dai soggiorni di Roger Peyrefitte o dei coniugi Lawrence. Lei Frieda, figlia di un barone tedesco, tra le braccia di un mulattiere, dentro un capanno di Castelmola, dirimpettaia dell'Etna, riebbe ciò che suo marito non poteva più darle. Lui trasse da questa rude passione della moglie il filo per "L'amante di Lady Chatterley".

«E' dolce pensare a Taormina vivendo, ancora più dolce viverci», scrisse Peyrefitte. Lo accompagnava, ricorda Panarello, il suo garçon Alain Philippe Malagnac, che lo scrittore poi adotterà, dandolo in marito ad Amanda Lear. E su invito di Peyrefitte, approdarono anche Jean Cocteau ed il suo Jean Marais, un amore lungo 25 anni. Ma Panarello è stato il padrone di casa di Truman Capote, che a Taormina scendeva in compagnia di Tennessee Williams. Dell'autore di Un tram chiamato desiderio, Capote diceva «è un omosessuale che affitta i ragazzi per un pomeriggio». E di se stesso «sono una prostituta da bar, tutti mi hanno avuto, uomini, cagne. Sono un omosessuale, un alcolizzato, un drogato. Ma sono anche un genio». Altro salotto omosessuale internazionale era la villa di Gayelord Hauser, il medico e dietologo di Holliwood. A villa Hauser si rifugiava Greta Garbo: «tutti sapevamo chi fosse, ma dovevamo fingere di non saperlo».