La Nuova Sardegna
22 ottobre 2001

Hitler, un omosessuale prigioniero del segreto

Nell'opera di Machtan riemerge una tesi già nota

Lo storico tedesco Lothar Machtan ha fatto arrabbiare molti suoi colleghi con questo libro, «Il segreto di Hitler» (Rizzoli, 319 pagine, 39.000 lire), appena pubblicato in molti paesi, Germania compresa. Sfatando un tabù: l'omosessualità di Hitler, che viene da lui evidenziata in base ad una situazione delle fonti precaria ma non disperata, a sufficienti indizi, alla volontà di distruzione dello stesso Führer. Alla volontà, cioé, di distruggere ogni cosa che potesse far luce sulla sua vita e intaccare il mito.
La tesi non è nuovissima: già nel '49 nelle memorie di Eugen Dollman pubblicate in volume sotto il titolo di «Roma nazista» se ne parlava (ma il libro non fu mai pubblicato in tedesco) e poi nel '59 Erich Ebermayer ripropose la questione della vita sessuale del capo dei nazisti.
L'orientamento sessuale di Hitler non fornisce «la» chiave per comprendere la storia della sua vita, ma le relative conoscenze - secondo Machtan - aprono nuove possibilità interpretative, riuscendo a spiegare con maggior precisione la sua politica. Un nuovo revisionismo su Hitler? Difficile non pensarlo quando lo storico tedesco, che già alla Buchmesse di Francoforte si è attirato gli strali del prestigioso collega Mommsen, afferma che «è importante vedere l'omosessualità di Hitler come fatto storico, comprendere cosa abbia significato nel contesto temporale concreto. In questo modo di aprirà una nuova prospettiva sul "fenomeno Hitler" e si presenterà la possibilità di una radicale revisione di questa figura centrale del Novecento». La provocazione del «Segreto di Hitler» è proprio questa: «Nessuno ha mai considereato la vita di Hitler, un'esistenza fittizia, costantemente minacciata dal declino».
Dalle circa centomila pubblicazioni su Hitler emergono nei ritratti più privati un Hitler psicopatico, un Hitler ossessionato dal pensiero di vendicare la madre, un Hitler abile condottiero, uno vittima dell'infanzia infelice, una persona normale e perbene, un mistero inesplicabile (tutte opere di cosiddetti psicostorici). Ora, con Machtan, c'è anche la spiegazione in chiave sessuale delle sue nefandezze. Una forma larvata di giustificazionismo, un puro squarcio di vita quotidiana all'ombra della svastica, un elemento di interpretazione dei comportamenti pugìbblici del Führer? Per ora, soprattutto, una tesi da valutare sulla base dei riscontri storici.