A. Vivaldi - Op. IX "La Cetra". Il gruppo propone un Vivaldi brillante nei toni e smagliante nei ritmi e nei colori, senza fisime filologiche. Sembrerebbe perciò a prima vista un'esecuzione coerente e "moderna", disattenta alla prassi esecutiva antica, ma la vivezza dei colori, la vivacità del suono, il risultato d'assieme quasi sempre lusinghiero, risultano alla fine pienamente convincenti e non fanno rimpiangere esecuzioni magari più fedeli , ma talvolta anche menovive all'ascolto. La lettura procede con la perfezione di un congegno ad orologeria secondo studiati automatismi, ma senza aridi meccanismi. Lorenzo Tozzi - CD Classica- Febbraio 1998

 

F. J. Haydn - Sonate per violino e pianoforte - Vol. I. Ho già ascoltato Roberto Baraldi e non posso che confermarmi nelle passate impressioni. Al di là dello studio accurato, fermato ad ogni battuta, cui nulla è lasciato al caso, vi è l'intenzione interpretativa. Il suono del violino è vigoroso, sicuro, pulitissimo, di velluto e seta insieme, vestito di una presenza di scena incalzante, inquietante. Vi è tale e tanta vita e coinvolgimento in quel che si vede, da incontrare gli aloni di profumo e le malinconie del Mozart viennese, echi del primo e dell'ultimo Haydn, indugi beethoveniani. Matteo de Frè - Musica n. 99 - Agosto-Settembre 1999

 

O. Respighi - Sonata per violino e pianoforte - Un Respighi tutto da gustare affidato alla sensibilità di interpreti sorprendentementi presenti ed appassionati. Al violino un valente Roberto Baraldi, la cui lettura è sempre fantasiosa (sonata in re - Lento), vigorosa, generosa ed attenta nella stesura del colore, prontamente intuitiva sull'architettura del pezzo, acuta (Romanza in la). Il suo suono, la pienezza e rotondità penetrante, è capace di grandi intensità e spessore anche nei passaggi poco evidenti (Berceuse in fa maggiore). Riccardo D'Auria - Musica n. 84 - Febbraio-Marzo 1994

 

A. Glasunow - Concerto per violino - Orchestra sinfonica di Winterthur . ... Seguiva il concerto per violino in la minore op. 82 di Alexander Glasunow, nel quale il violinista italiano Roberto Baraldi si è assunto l'impegno della parte di solista. Tono sensuale, esuberante e appassionato; tutti attributi di quest'opera che pretende un'estrema tecnica strumentale. Registri acuti e presenza di spirito continua, tutte qualità sicuramente invidiabili che il giovane artista mette a disposizione. La sua esecuzione si distingue per compattezza, stabilità, fermezza, costanza, grande serietà e una emozionale riservatezza, che pareggia l'esaltazione di questa musica. E' proprio di lui un grande "tono", sviluppare fantasie essenzialmente in cantilene, in particolare l'espressione dell'intermezzo dell'andante e soprattutto la magistrale elaborazione della cadenza. Dopo questa enfasi, nel lieto e ottimistico finale con bravi ed agili pezzi che ancora lasciano riconoscere alla lontana l'erede di Paganini e con gare con l'orchestra, Roberto Baraldi si dimostra definitivamente un violinista di grande successo. Rita Wolfensberger - Der Landbote Winterthur (Svizzera) - 24/1/1995

F. Schubert - Kozertstuck & Rondò - Concerto Arena di Verona 10-5-1998 ... Ad affrontare queste pagine c'era la giovane "spalla" dell'orchestra areniana, Roberto Baraldi, uno strumentista di precisa impostazione e di gusto stilistico sicuro, che ha letto i due brani con accorta partecipazione, suono in giusto equilibrio fra misura classica ed espressività più corposa e articolata, incisiva precisione nelle misurate "colorature" destinate dal musicista viennese alla parte solistica, semplice eppure non priva di eleganza... Cesare Galla - L'Arena - 11/5/1998

 

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