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Chitarre d'annata
di Luca Ceccarelli

Rickenbacker "Capri 325" del 1963.
Celebre per essere stato il modello usato da John Lennon
Gli oggetti si dicono vintage quando, ancora in buono stato di conservazione, dopo un certo numero di anni smettono di essere semplicemente "usati" e diventano d'annata. Gli strumenti musicali sono tra questi e tra i più diffusi, le chitarre. Soprattutto quelle di fabbricazione statunitense. La musica popolare americana è legata infatti moltissimo a questo strumento, prima nella sua versione acustica, poi, dagli anni '30, grazie ai bluesmen che cominciarono a servirsene, nella versione acustica elettrificata. Dopo il 1940 vennero prodotte le prime chitarre elettriche a tutti gli effetti che, nei decenni successivi, con l'epopea della musica Rock, avrebbero avuto grande diffusione, raggiungendo i più alti livelli di qualità.


Una vecchia Fender Telecaster in legno
Nostalgia e ricerca
Come ci spiega Nino Fazio, musicista amatoriale, collezionista ed esperto, il vintage delle chitarre elettriche nasce da due motivazioni fondamentali: la prima è la ricerca della qualità degli strumenti, l'altra è la nostalgia.
"Nella seconda metà degli anni '60, e più ancora negli anni '70 - spiega Fazio - quando Beatles e Rolling Stones impazzavano con i suoni elettrici e il folk revival riportava in auge gli strumenti acustici, le maggiori case produttrici per ovvi motivi commerciali incrementarono la produzione, spesso a scapito della qualità". Intanto, in modo parallelo, prendeva corpo il vintage di chitarre. "È proprio in quel periodo che i musicisti cominciano ad andare alla ricerca dei vecchi strumenti, quelli costruiti ancora con la cura che nella corsa al profitto era stata dimenticata. Aumenta così la richiesta delle chitarre prodotte prima del boom, e naturalmente aumentano i prezzi". Già, perché com'è facile comprendere, non si tratta più semplicemente di un articolo "usato", ma appunto di "vintage", con un particolare valore aggiunto. Ma sull'aumento dei prezzi incide anche il secondo fattore indicato da Fazio, quello che potremmo chiamare in senso lato "affettivo", e non necessariamente legato alla qualità. "L'acquirente medio che alimenta la nascita del mercato del vintage è un ex-baby boomer nato nell'immediato dopoguerra che, arrivato intorno ai quarant'anni e sistemate le esigenze economiche primarie, dedica buona parte del suo tempo al recupero della sua giovinezza, dei vecchi miti e quindi delle chitarre di quel periodo". Così Nino Fazio spiega, con una punta di ironia, la sua personale ricerca di questi oggetti legata alla sua storia passata: "Chitarre mai avute perché i pochi spiccioli che avevo da teenager non erano sufficienti, ma che vedevo alla tv in bianco e nero tra le mani di Elvis o di Buddy Holly; chitarre che avevo ai tempi della mia prima band nel garage sotto casa e che poi, chissà perché, ho venduto… Ricomprare quegli anni è impossibile, comprare le chitarre un po' meno".
È così che i vecchi strumenti, rimasti in circolazione e magari dimenticati in fondo agli armadi, ricominciano ad acquistare valore e tornare sul mercato.

Una Fender Stratocaster, datata febbraio 1958.
Corpo in ontano, manico e paletta in acero, datati maggio 1958.
A differenza di altri modelli di questo periodo, in questo esemplare il rosso ha mantenuto in buona misura la propria brillantezza, e nel complesso le condizioni della verniciatura originale sono ancora eccellenti. Strumento particolarmente leggero, ha un suono splendido.
(Collezione Fazio)
Consigli per i principianti
Con il passare del tempo le quotazioni sono cresciute in base a fattori assai complessi, e in larga misura discutibili. "Alcuni modelli - testimonia Nino Fazio - come la Fender Stratocaster hanno prezzi medi in ascesa costante da oltre quindici anni, con valori che si sono raddoppiati nel giro di due, tre anni. Stessa cosa si può dire per le Gibson Les Paul anni '50". È evidente, a questo punto, che sono entrate in gioco altre componenti. Persone non particolarmente interessate all'oggetto in sé stanno puntando a possederlo per motivi speculativi: "Con il risultato - commenta Nino Fazio - che molti dei migliori strumenti sono nelle mani di investitori che spesso non suonano neppure due note e li comprano soltanto per rivenderli".
È particolarmente importante quindi che il collezionista, soprattutto se alle prime armi, mantenga un atteggiamento di prudenza, in particolare rispetto all'autenticità degli strumenti: "In un momento in cui il mercato è pronto a pagare anche 50.000 dollari per una Stratocaster del '54 o 200.000 dollari per una Les Paul del '59, la tendenza alla falsificazione totale o parziale è notevolissima. Alcuni strumenti vintage sono particolarmente facili da riprodurre in modo sufficientemente accurato per chiunque abbia una buona dimestichezza con la liuteria elettrica. Alcuni sono anche facilmente assemblabili avendo manici avvitati al corpo invece che incollati. Molte delle parti originali (meccaniche, manopole, ecc.) sono oggi riprodotte in modo fedele dalle stesse Case che le produssero cinquant'anni fa, e vi sono perfino testi e forum su Internet che spiegano dettagliatamente come "invecchiare" una cromatura o una verniciatura moderna".
Uno strumento può essere falsificato unendo un corpo più recente a un manico originale, con una data più antica. Naturalmente questi falsi, più o meno d'autore, hanno un valore economico decisamente al di sotto di quello degli originali. Anche una verniciatura non originale può far diminuire il valore di mercato dello strumento dal 40 al 50 per cento.
Se le cose stanno così, acquista una particolare importanza l'esperienza in materia (non bastano alcune conoscenze approssimative) e l'affidabilità del venditore. "A chi volesse incominciare ad esplorare questo mondo, suggerirei di evitare gli acquisti eclatanti, almeno all'inizio, e dedicarsi a pezzi meno pregiati e costosi. Questi mantengono in ogni caso il loro valore e possono essere ceduti o permutati più avanti, man mano che le proprie conoscenze nel settore progrediscono. Consentono, inoltre, di cominciare a studiare i dettagli che occorre conoscere, e che spesso sono gli stessi che si trovano sui modelli più cari".
Top in abete, fasce e manico in acero, fondo in betulla.
L'estrema rarità di questo modello di chitarra la rende praticamente sconosciuta al grande pubblico. (Collezione Fazio)


Il collezionista

La collezione di chitarre di Nino Fazio, che gestisce il sito http://www.realvintage.it/ dedicato al collezionismo, alla compravendita e al restauro di chitarre, è ospitata dal Guitar Shop del liutaio Salvatore Mancuso, a Milazzo, in provincia di Messina. Nella famiglia d'origine di Nino Fazio il collezionismo è sempre stato di casa, dal momento che il padre era cultore di presepi antichi. "Ho imparato a guardare al significato di ogni singolo pezzo.
Collezionare - tiene a sottolineare Fazio - non significa ammassare. Chiunque con un capitale a disposizione può mettere su un insieme di 100 strumenti in poco tempo, ma una collezione è qualcosa di culturalmente più raffinato, che segue un disegno, una passione.
La mia sono le archtop acustiche ed elettriche, cioè quelle chitarre utilizzate soprattutto per il jazz e per il blues, caratterizzate dal corpo bombato e dalle buche a "f" come nei violini. Ho quindi mirato sempre a trovare strumenti che facessero in qualche modo parte di questo disegno, naturalmente con numerose correzioni di rotta legate a nuove curiosità o al desiderio di approfondire la storia di un particolare modello, ritrovandone tutte le versioni fin dalla sua introduzione. Posso dire che tra questi 25 pezzi non ce n'è uno che non abbia un significato storico particolare, con alcune punte di diamante rappresentate da strumenti di assoluta rarità". Ma la passione di Nino Fazio è anche legata alla sua attività amatoriale di musicista. "Conservo ancora la chitarra giocattolo che avevo da bambino, poi la mia prima chitarra da dodicimila lire. Le prime chitarre "serie" le ho comprate verso la metà degli anni '90 quando facevo parte di una blues band, la King Biscuit Time, con la quale ho imparato ad apprezzare la validità musicale degli strumenti vintage. Da lì è partito tutto: prima la mia mania collezionistica, poi l'idea di avviare un'attività legata al mercato della chitarra d'annata, Real Vintage, infine il sito Internet che mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo assai più vasto".
La Gretsch 6120 nella versione molto amata del 1956, ricca di motivi western.
Le caratteristiche di questa chitarra sono in gran parte simili a quelle del modello del 1955:
intarsi "cow and cactus" su tastiera di palissandro,
"testa di vitello" sulla paletta,
'signpost logo' sul battipenna.
Pickup DeArmond Dynasonic,
capotasto in metallo,
meccaniche Grover Sta-Tite con bottone ovale,
manopole "arrow knob",
ponte precompensato con base in palissandro,
Bigsby B-6.
(Collezione Fazio)
Per ognuno degli strumenti della sua collezione Fazio ha redatto una scheda su cui sono riportati tutti i dati necessari a ricostruirne la storia, a partire dall'acquisto. Per ritrovarli "fisicamente" non ci sono problemi: sono tutti appesi al muro! E non dimentichiamo le custodie che spesso sono di per sé oggetto di follie da parte dei collezionisti. Per comprare, Nino Fazio si rivolge a negozi specializzati, con i quali ha ormai rapporti decennali: "Sono commercianti che nel tempo ho selezionato, una cerchia assai ristretta di persone che mi garantiscono una certa affidabilità. Ma oggi i miei contatti sono gestiti principalmente via Internet". Usando la massima attenzione e ogni possibile cautela, il nostro collezionista fa riferimento anche alle aste on line come E-bay, mentre difficilmente acquista alle (poche) fiere e manifestazioni del settore, sia perché spesso gli strumenti che "girano" in Italia non sono all'altezza dei livelli qualitativi che richiede o, se lo sono, hanno prezzi assai più alti rispetto al mercato USA. "Non sono un acquirente impulsivo e ho bisogno di valutare le situazioni con la dovuta riflessione. Preferisco perdere un'occasione piuttosto che pentirmi per un acquisto frettoloso".

All'asta due chitarre famose Lo scorso novembre alla Christie's di New York:
la Fender Stratocaster (a sinistra) assemblata elettrica del 1959 ca. appartenuta a Eric Clapton, partita da una stima di 2.500-4.200 euro è stata venduta per 30.500;
la Yamaha acustica FG412SB (a destra) a dodici corde appartenuta a Stevie Ray Vaughan, partita da 850-1.250 euro ne ha realizzati 1.830.