Titolo
Reflessologia Zu
"Via di Iniziazione al Tao"
Autore
A. E. Baldassarre
Pagine: 144


INDICE
(click sui capitoli)

- Reflessologia Zu
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Il Dao
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Il piede
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Il Piede tra Microcosmo ....
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Come agiscono i punti ....
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I.A.R.S
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Movimento Acqua
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Movimento Legno
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Movimento Fuoco
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Movimento Terra
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Movimento Metallo
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Breve storia della Refless.

Elenco libri

 

 

 

 

IDENTIFICAZIONE AREE RIFLESSE SENSIBILI

MOVIMENTO ACQUA

Questa parte è dedicata allo studio e all’identificazione delle aree riflesse sul piede. Iniziamo con la proiezione della struttura ossea.

Ho colorato di nero le zone riflesse corrispondenti, in relazione al Movimento Acqua. Cominciamo dalle ossa perché, secondo la mia esperienza didattica, risulta generalmente più comprensibile la loro proiezione generale; costruiremo quindi prima l’impalcatura rappresentata dal sistema osteoarticolare, che andremo poi a riempire con gli organi dislocati a seconda delle corrispondenze. Il sistema osteo-articolare diventa così un ottimo elemento di repere che ci aiuta nella memorizzazione della dislocazione delle aree riflesse.

Nella fase inizale, dove si presuppone che la memoria sia importante, verificherete che la logica della distribuzione delle differenti aree riflesse è lì, sotto mano, pronta per essere scoperta con stupore. Affidatevi alla logica sequenziale: "Sotto la testa cosa c’é?" "Il collo!" Bene vedete che le risposte arrivano da sole: quindi se questo osso corrisponde al cranio, questo sotto corrisponderà alle vertebre cervicali ecc.

Imparate ad apprezzare fin dall’inizio la perfezione delle proporzioni riflesse. Il macrocosmo si riproietta in una formidabile logica nel microcosmo. Più sarete attenti, scrupolosi nell’osservazione, più penetrate la motivazione di essere di una sporgenza o di una cavità tanto più la logica del loro essere vi apparirà stupefacente. Niente è a caso.

Vi auguro di avere lo stesso stupore che a distanza di anni continua ad accompagnarmi nelle continue scoperte, associazioni logiche, evidenze che sono lì sotto i nostri occhi e alle quali non abbiamo mai badato.

Vi auguro buon viaggio alla scoperta dell’universo piede. Nella nostra Scuola l’apprendimento è sostenuto da una notevole quantitaà di ausili didattici: audiovisivi, diapositive, lavagna luminosa, una grande lavagna bianca tipo universitaria sulla quale si può scrivere a colori ed applicarci elementi calamitati, lo scheletro del piede è sempre a "portata di mano", computer, dispense ecc.

Quando inizia l’attività grafica dell’Identificazione delle Aree Riflesse Sensibili, vengono distribuiti dei fogli sui quali sono prestampati i piedi con le ossa in evidenza e le corrispondenti aree che dovranno essere colorate. Questi percorsi li potrete rivivere seguendo le immagini che corrispondono ai vari movimenti.

Cranio-Colonna vertebrale

Prima cosa dobbiamo visualizzare una persona seduta con le gambe in avanti. Immaginiamo di fotografarla vista di lato, rimpiccioliamo l’immagine e proiettiamola sul piede.

L’alluce viene diviso in prima e seconda falange, la prima è la più prossimale, la seconda quella con l’unghia. La seconda falange del primo dito corrisponde alla testa, perché la testa è la parte più alta del nostro corpo e conseguentemente ha la sua corrispondenza nella parte più alta del piede, quando è appoggiato sul calcagno come dall’immagine proposta.

La testa è costituita dal cranio che ne è la struttura ossea e altri parti molli che per ora non prendiamo in considerazione.

Sotto la testa abbiamo il collo, che identifichiamo come prima falange del primo dito, anche il collo viene differenziato nella sua struttura ossea che divengono le vertebre cervicali e i tessuti molli. Ecco quindi che l’articolazione prima-seconda falange del primo dito conseguentemente corrisponde all’articolazione testa-collo, nello specifico cranio-atlante-epistrofeo.

Scendendo incontriamo un’altra articolazione anatomicamente un po' sporgente, l’articolazione metatarso-falangea del primo dito, conosciuta soprattutto nella sua evidenza patologia come alluce valgo. Questa corrisponde alla proiezione della settima vertebra cervicale-prima dorsale (C7-D1). Quindi la prima vertebra dorsale viene ad essere identificata con la porzione distale del primo metatatrso, il più corto e il più tozzo, con una evidente cavità centrale. L’identificazione delle Aree Riflesse Sensibili (I.A.R.S.) nel caso di tutte le vertebre deve essere eseguita indentificando la cresta mediale delle ossa in esame.

La logica e l’osservazione ci vengono incontro: cranio, sotto il cranio le sette vertebre cervicali, si continua quindi con le dodici vertebre dorsali. La D12, dodicesima vertebra dorsale si articola con L1, prima delle cinque vertebre lombari, identificate nel primo cuneiforme.

Immediatamente sotto abbiamo l’osso scafoide con una piccola protuberanza spigolosa nella porzione posteriore mediale inferiore che corrisponde al sacro-coccige. Ecco come la colonna viene a essere proiettata sull’arco mediale del piede iniziando dall’articolazione prima-seconda falange del primo dito e terminando sullo scafoide.

Se confrontiamo le dimensioni delle ossa del piede prese in considerazione, con la dimensione e la struttura morfologica delle vertebre, ci renderemo conto che le proporzioni fra cranio, le sette vertebre cervicali, le dodici dorsali, le cinque lombari, sacro-coccige, sono rispettate. Diventa evidente la proporzione tra le sette cervicali con la prima falange del primo dito, le cinque grosse e tozze lombari proiettate sul primo cuneiforme. I gruppi vertebrali, cervicali, dorsali, lombari e sacrali sono diversi tra loro come sono diverse le corrispondenti ossa del piede, sia in lunghezza che in dimensioni complessive. La settima vertebra cervicale ha l’apofisi spinosa notevolmente più sporgente delle altre e infatti la base della prima falange del primo dito è più larga. I punti più sensibili, anche sulla colonna proiettata sul piede, sono i punti dove le ossa si articolano tra di loro.

Cranio

La seconda falange del primo dito diventa la parte più alta del piede, come la testa è la parte più alta del corpo. Osservando attentamente questo piccolo osso noteremo delle sporgenze e delle cavità. Troviamo una prima piccola cavità evidente nella parte alta e centrale, come una piccola valle. Teniamo presente che le valli sono sempre generate da monti, se non ci fossero monti non ci sarebbero valli ma solo pianure. Questa piccola cavità, questa piccola valle, che del cranio è la parte più alta, corrisponde al seno frontale destro per il piede destro e al seno frontale sinistro per il sinistro. Il piccolo monte più esterno per ogni piede corrisponde invece all’arcata sopraccigliare.

La piccola sporgenza posta in basso, esternamente, particolarmente sensibile quando andremo a sollecitarla con la punta del dito indice, corrisponde al processo mastoideo. La particolare sensibilità di questo punto è determinata dal fatto che sul mastoide si fissa il muscolo sternocleidomastoideo. La cavità centrale mediale corrisponde alla cavità orale, la bocca.

I denti

I denti si proiettano sulle minuscole creste delle falangette, l’arcata superiore dorsalmente, quella inferiore plantarmente secondo quest’ordine: sul quinto dito troviamo il terzo molare o dente del giudizio, sul quarto dito il secondo e il primo molare, sul terzo dito il secondo e il primo premolare, sul secondo il canino e un incisivo; la zona riflessa dell’altro incisivo si presuppone sia sull’alluce, ma data l’impossibilità della verifica dovuta alla quasi totale mancanza di soggetti con mal di denti che coinvolgano gli incisivi, diamo queste zone per probabili ma non per certe.

Lo sterno

Abbiamo già evidenziato come la seconda falange del primo dito rappresenti il cranio. Sotto di esso si posizionano le sette vertebre cervicali che rappresentano il collo, prima falange del primo dito. Sotto di esso anteriormente verticalmente, nella parte interna del primo metatarso è situata l’aria riflessa dello sterno.

La clavicola

Dorsalmente sulle epifisi distali delle teste dei metatarsi, orizzontalmente, viene identificata la clavicola, che raggiunge l’articolazione della spalla.

Articolazione scapolo-omerale

L’articolazione più alta ed esterna che abbiamo è l’articolazione scapolo-omerale, ossia l’articolazione della spalla.

Quindi anche sul piede l’andremo ad identificare sull’articolazione più alta ed esterna del piede: articolazione metatarso-falangea del quinto dito.

Braccio, avambraccio, mano

Dall’articolazione della spalla si diparte l’omero che scende fino al gomito, individuabile dalla tuberosità del quinto metatarso, osso sporgente e ben evidente. Dal gomito, radio e ulna raggiungono l’articolazione polso-mano, identificata sulla cresta superiore del cuboide.

Linea di Lisfranc (diaframma)

Tracciando una linea sull’articolazione tarso-metatarsica, anatomicamente denominata linea di Lisfranc, questa viene a trovarsi proporzionalmente più in basso dell’area riflessa dello sterno e più in alto di quella del gomito. Corrisponde all’area riflessa del diaframma che divide in due una persona, due metà speculari quando questa è raffigurata con le braccia verso l’alto, le proporzioni e le dislocazioni delle aree riflesse sono perfettamente rispettate.

Il diaframma è un muscolo, pertanto dovrebbe essere colorato di verde ed essere posto nella sezione del Movimento Legno l’ho inserito in questa parte per la sua identificazione relativa alle ossa.

Per problemi di cancrena o per traumi importanti nella parte anteriore del piede, viene eseguita l’amputazione con la disarticolazione dei metatarsi.

Mettendo a fuoco l’immagine complessiva delle aree riflesse del cranio, colonna vertebrale, sterno, arti superiori, si evidenzia l’immagine di una persona con i pugni appoggiati sull’addome.

Il rene

Quella del rene è una delle aree riflesse più importanti nella Reflessologia del Piede. Si trova appena sotto l’epifisi distale del terzo metatarso. Così come il rene è l’organo situato più in profondità nel nostro corpo, il più protetto, così il suo punto riflesso si troverà nella parte più protetta, meno esposta di tutto il piede: al centro della cavità determinata dall’arco longitudinale plantare. Una precisa identificazione di questa area riflessa si ottiene con una lieve pressione del pollice flesso verso l’alto: l’articolazione prima-seconda falange del primo dito della mano deve fare da fulcro alla leggera forza esercitata. L’area riflessa del rene sinistro si identificherà con la mano destra, quella del rene destro con la mano sinistra. Per il massaggio vero e proprio le mani sulle aree riflesse corrispondenti si invertiranno: la mano destra sul piede destro e la mano sinistra sul piede sinistro.

L’area riflessa del rene coincide con yongquan, in cinese "fonte zampillante", punto jing dello zu shaoyin (meridiano del rene). L'agopuntura lo identifica, dita del piede flesse verso la pianta, nella depressione alla congiunzione del terzo anteriore e del terzo medio della pianta del piede, tra la seconda e la terza articolazione metatarso-falangea.

Uretere

L’ho riportato sulla mappa esclusivamente per una motivazione grafica, poiché in realtà non è identificabile reflessologicamente. Anche anatomicamente è poco rilevante per dimensione e funzione, quella di semplice transito dell'urina.

Ne percepiamo l’esistenza nel nostro corpo solo nel caso della presenza di un calcolo. La sua funzione peristaltica è sollecitata dall’attività renale.

Vescica

Organo unico e centrale, risiede nella parte anteriore bassa del bacino. Reflessologicamente è situata nella proiezione laterale interna, metà su un piede e metà sull’altro: appare grossolanamente sferica nella cavità determinata dai calcagni e dalle ossa tarsali che appunto generano un bacino, cioè qualcosa atto a contenere.

Articolazione coxo-femorale

Continuando con l’apparato scheletrico nella visione laterale esterna diventa evidente che l’articolazione posta più in basso e all’esterno più importante è l’articolazione tibio-perone-astragalica. Sul nostro tronco l’articolazione più importante per dimensione, posta in basso all’esterno, è l’articolazione coxo-femorale, rappresentata graficamente con una mezza luna sotto il perone.

Anatomicamente sul piede ci troviamo sull’articolazione astragalico-calcaneare; circa un centimetro più in basso si nota una tuberosità sul calcagno, che diventa il grande trocantere.

Femore, ginocchio

Scendendo verticalmente dal grande trocantere ecco un’altra tuberosità che diventa l’area riflessa del ginocchio, naturalmente tra l’articolazione dell’anca e il ginocchio é situato il femore.

Per una rapida e immediata identificazione dell’area riflessa sensibile del ginocchio, bisogna porre il centro della seconda falange del primo dito della mano (il pollice) sulla tuberosità inferiore esterna del calcagno, generando una lieve pressione con la punta.

Bacino

Se guardiamo con una certa attenzione la forma del calcagno noteremo che la cavità interna ci dà l’idea di un emibacino. Mettendo i due calcagni insieme si viene a delineare un bacino: qualcosa atto a contenere, i visceri, il feto, la vescica.

MOVIMENTO LEGNO

Vescicola biliare e fegato

Visione plantare, piede destro, quarto metatarso: l’epifisi distale è il punto riflesso della cistifellea, che è posta sul lato destro del nostro corpo.

L’area attorno a questo punto diventa l’area riflessa del fegato. La forma di quest’area non è casuale, ma ricalca la callosità che viene a generarsi quando una persona ha delle problematiche più o meno evidenti relative al fegato.

Questi aspetti saranno approfonditi nei capitoli successivi. L’area riflessa della cistifellea è in assoluto sempre più sensibile dell’area circostante, quella del fegato, riproponendo il parallelismo sintomatico.

Infatti è sufficiente un piccolo calcolo nella cistifellea o nel coledoco per generare una dolorosissima colica epatica, che sintomaticamente è una manifestazione molto yang, cioè acuta, mentre un fegato anche molto ammalato, cirrosi epatica o tumore, non avrà proporzionalmente una sintomatologia altrettanto importante, trattandosi di patologie croniche che daranno sintomaticamente delle manifestazioni sorde e diffuse, cioè yin.

Nelle edizioni precedenti della mappa, per essere più aderente al realismo anatomico che a quello grafico riflesso, avevo rappresentato anche il coledoco, che però, in un’ottica reflessologica podalica non è evidenziabile perché non è sensibile, perciò non identificabile.

Per questo motivo nelle rappresentazioni grafiche più recenti è stato omesso. Il fegato è colorato in verde assieme alla cistifellea per il riferimento al Movimento Legno.

Gli occhi

Secondo la visione taoista esiste una relazione tra fegato e occhi: "gli occhi sono la luce del fegato" il fegato si apre negli occhi", questi li indicheremo su ambedue i piedi, visione plantare sul secondo e terzo dito nelle articolazioni falangina-falangetta, con due cerchietti. Perché due dita per un occhio e due dita per un orecchio?

Nelle numerose mappe della Reflessologia del Piede tutti gli esponenti di questa disciplina collocano quest’area alla base delle falangi. Quando durante la mia ricerca incontravo persone con occhiali spessi come fondi di bottiglia, miopi come talpe, toccando la base delle dita riscontravo che i sintomi non erano proporzionali alla gravità della loro affezione. Mi si ripresentava una situazione analoga a quella riscontrata già con quel soggetto, la cui risposta reflessologica della zona del cuore non era proporzionale alla gravità del suo disturbo. Toccando quindi un pochino più in su, più in giù, più a lato, cambiando l’inclinazione del dito e generando quindi una differente pressione, un "eureka" affiorò alle mie labbra: l’epicentro del dolore, dopo verifica di tantissimi casi, si localizzava decisamente sull’articolazione falangina-falangetta. Su questo punto non è nemmeno necessaria una pressione, basta una semplice carezza a provocare un improvviso sussulto per l’inaspettato dolore avvertito dal paziente.

La catalogazione dei dati continuava, e un altro limite cominciò a evidenziarsi quando, ad alcuni pazienti che non portavano occhiali ma che riscontravano un’ipersensibilità nell’area riflessa da me identificata, chiedevo se fossero miopi. Alcuni confermavano una manifesta miopia maggiore in un occhio rispetto all’altro coerentemente a ciò che la loro sintomatologia mi comprovava. Ma alcuni non denunciavano miopia, bensì presbiopia o astigmatismo.

La ricerca mi induceva a dare una svolta ancora più analitica. La risposta al mio quesito iniziale: "Perché due dita per un occhio?" "Perché due dita per un orecchio?" venne: il secondo dito mi dava l’indicazione ormai consolidata della miopia, il terzo dito invece acquisiva il significato di presbiopia. Nei giovani non poteva sussistere la presbiopia, caratteristica dell’invecchiamento, ed ecco quindi che lo stesso punto per un giovane e per un vecchio acquistava significati diversi.

Nel giovane, l’articolazione falangina-falangetta del terzo dito fornisce l’indicazione di astigmatismo, nelle persone anziane la stessa area riflessa diventa indice di presbiopia.

È una persona con caratteristiche più specificamente relazionabili al Movimento Legno.

Il miope è una persona meticolosa, precisa, che ha quasi l’ossessione del particolare, per cui gli sfugge il generale. Quando legge il giornale il miope riesce a mettere a fuoco una riga per volta, quindi dovrà avvicinarsi molto al foglio fino quasi a toccarlo col naso, ciò che è un aspetto caratteristico dei giovani: passionali, viscerali, con il sangue agli occhi.

Il presbite quando legge deve allontanare lo scritto per metterlo a fuoco, impossibilitato a fare altrimenti, quindi gli sfuggiranno i particolari. Se inseriamo il giornale nel sistema già precedentemente accennato, di microcosmo-macrocosmo, ecco che il micro diventa il piccolo fatto di cronaca locale, su cui si concentrerà il miope, mentre il presbite tenderà a una visione molto più ampia degli stessi avvenimenti.

Muscolo trapezio

Nella metafisi, parte centrale dell’osso, della prima falange del secondo dito di ambo i piedi troviamo sulla mappa un cerchietto colorato in verde che corrisponde al punto riflesso del muscolo trapezio.

Muscolo sternocleidomastoideo

Nella visione dorsale, invece, opposta alla plantare, troviamo il suo muscolo antagonista: lo sternocleidomastoideo, situato nello spazio infraosseo tra secondo e terzo metatarso, su tutti e due i piedi in quanto anche questo è un muscolo bilaterale.

La parola sternocleidomastoideo è composta da tre termini: sterno, riferito all’osso mediale del torace, cleido riferito alla clavicola, mastoideo riferito all’osso mastoide, protuberanza evidente della parte inferiore laterale e posteriore del cranio. Il trapezio destro è antagonista del trapezio sinistro, lo sternocleidomastoideo destro è antagonista del suo omonimo sinistro. I trapezi sono antagonisti degli sternocleidomastoidei.

Pene-vagina

Il trattino situato sotto il malleolo interno sopra l’area riflessa dell’utero-prostata corrisponde, in una maniera un po’ impropria, dato il colore verde relativo ai muscoli, al pene o vagina.

Muscolatura addominale

Sotto la linea del diaframma, nella visione dorsale, abbiamo i tre cuneiformi che con il cuboide vengono a rappresentare la muscolatura addominale ed essendo muscoli saranno colorati di verde.

Facciamo un salto nella visione laterale esterna ed evidenziamo ancora con un’altra proiezione laterale parte della muscolatura addominale.

Glutei

Ciò che va a coprire la parte esterna del calcagno, che rappresenta il bacino, è la zona riflessa dei glutei.

MOVIMENTO TERRA

Siamo giunti al giallo (nell’itinerario cronologico). Seguendo la logica dei Cinque Movimenti avremmo dovuto prendere in considerazione prima il rosso, ma le motivazioni di questa scelta saranno spiegate successivamente.

La milza

Troviamo la milza sul piede sinistro, terzo prossimale dello spazio infraosseo situato tra il quarto e il quinto metatarso della visione plantare.

L’esofago

La zona dell’esofago, benché sia questo un organo unico e centrale, si è rivelata nettamente più sensibile sul piede sinistro; quindi diventa un’eccezione rispetto agli enunciati precedenti, in cui si affermava che le zone riflesse relative agli organi unici e centrali si trovano metà su un piede e metà sull’altro.

La sua esatta dislocazione diventa lo spazio infraosseo tra le due prime falangi del piede sinistro, che continua poi nello spazio infraosseo, tra il primo e il secondo metatarso, dove si immette nella zona relativa allo stomaco.

Il cardias

Nel terzo distale dello spazio intrametatarsale appena nominato, un cerchietto sta a indicare il cardias, muscolo sfintere. Gli sfinteri sono muscoli circolari, come l’orbicolare dell’occhio, della bocca, dell’ano.

Il piloro

Sul piede destro, nello spazio infraosseo tra il primo e il secondo metatarso ma nel terzo prossimale, c’è un altro cerchietto che sta a indicare il piloro, valvola vera e propria che chiude lo stomaco.

Lo stomaco

Tra il cardias e il piloro è situato lo stomaco, vagamente rappresentato nella sua forma anatomica. Il cardias in alto a sinistra, il piloro in basso a destra: due aree che segnano l’entrata e l’uscita dello stomaco, colore giallo. Lo stomaco viene chiamato anche cavità gastrica. Il primo metatarso che lo ospita presenta appunto una cavità.

Il duodeno

Dal piloro inizia quella parte dell’intestino tenue che viene denominata duodeno. Dal punto di vista dell’anatomia occidentale questo, anche per la sua morfologia, appartiene all’intestino tenue; invece i cinesi lo associano ancora allo stomaco, infatti fisiologicamente la sua funzione è più vicina a quella dello stomaco che a quella dell’intestino tenue, che troveremo in rosso.

Il pancreas

La testa del pancreas si colloca nell’ansa duodenale (piede destro, primo metatarso, terzo prossimale); il corpo e la coda, invece, sul piede sinistro, primo metatarso, terzo prossimale.

Cavo ascellare

Nella visione dorsale avevamo identificato l’articolazione della spalla sull’epifisi distale del quinto metatarso. La stessa area, vista dalla visione plantare, ci fa evidenziare non più una sporgenza ma una cavità, che corrisponde al cavo ascellare. Questa è la sede di un’importante stazione linfonodale predisposta alla produzione di linfociti (globuli bianchi). I linfociti si attivano, in questo specifico caso, per la difesa della spalla, dei seni mammellari e della parte alta dei polmoni.

Gruppo gola

Le ossa sesamoidi sono due ossicine dislocate sulla testa distale del primo metatarso. Alla nascita sono due piccoli nuclei ossei circondati da cartilagine. Si solidificheranno durante la loro crescita, che cesserà nel periodo puberale: dodici anni circa per il sesso femminile, quattordici circa per il sesso maschile. Come dislocazione ci troviamo alla base del collo, dove è situata la tiroide con le paratiroidi e il timo. Chiameremo globalmente quest’area, gruppo gola.

L’identificazione dell’area riflessa sensibile deve procedere generando con il pollice una lieve pressione dal basso verso l’alto sotto l’osso sesamoide, quello posto più centralmente, per quanto concerne la tiroide, e lateralmente, il secondo sesamoide, per quanto concerne le paratiroidi. Nella visione yin/yang, la tiroide determina il dimagrimento e l’ingrassamento patologico, quindi un’espansione o una contrazione in senso orizzontale, mentre il timo determina il gigantismo e il nanismo, quindi una espansione o una contrazione in senso verticale. Infatti il timo riduce gradatamente la sua attività in relazione allo sviluppo fisico dell’individuo, per cui se cessa prima del previsto la sua attività avremo come risultato un nano, se la cessazione della sua attività ritarda avremo un gigante.

Sconsigliamo l’uso dei plantari in età anteriore al periodo puberale, quando le ossa sesamoidi non hanno completato il loro sviluppo e hanno ancora una percentuale cartilaginea che verrebbe ad essere compressa, subendo quindi uno sviluppo abnorme.

Circolazione linfatica superiore

Gli spazi interdigitali, pizzicati con la punta delle dita, evidenziano in molti casi una sensibilità superiore alle aspettative. I cinesi li chiamano baxie, che significa "otto demoni", proprio perché estremamente dolorosi quando si è costretti a ricorrere all’infissione di aghi in queste aree. In agopuntura fanno parte del gruppo dei cosiddetti punti curiosi, fuori meridiano o meravigliosi.

Reflessologicamente corrispondono alla circolazione linfatica superiore, identificata quindi nei linfonodi del collo che s’ingrossano per difenderci da attacchi esterni come fumo, polveri e freddo, soprattutto in relazione all’apparato respiratorio.

L’ipofisi

Nella parte centrale della seconda falange del primo dito, troviamo una piccola protuberanza molto sensibile identificata con un cerchietto giallo: questa è l’ipofisi. Se sollecitata dopo un’accurata localizzazione denuncerà tutta la sua ipersensibilità. La possiamo considerare il centro dell’apparato endocrino. Ogni ghiandola endocrina in difficoltà invia il suo messaggio di sofferenza all’ipofisi e questa ridistribuisce questo tipo di informazione a tutto l’apparato endocrino; quindi è di fondamentale importanza la sua funzionalità e di conseguenza la sua sollecitazione nel caso di problematiche di queste problematiche.

Il plesso solare

Per completare il giallo, nella visione plantare, abbiamo ancora due aree da definire: una è la testa distale del terzo metatarso, che corrisponde al plesso solare. Il plexus solaris non ha in realtà una ben definita corrispondenza anatomica, come il mediastino, che è una cavità cosiddetta virtuale, perché in realtà riempita dal cuore. Il plesso solare viene associato quindi a quel gruppo di gangli nervosi che partono dalle ultime vertebre dorsali e che vanno a innervare anche lo stomaco.

Questo è uno dei pochi punti dove è importante la direzione del movimento nel massaggio:

A) se si massaggia con la mano destra in senso orario sul piede sinistro e contemporaneamente con la mano sinistra in senso antiorario sul piede destro, otterremo una netta e immediata sensazione di rilassamento del diaframma e dei muscoli della respirazione.

B) lo stesso punto, sollecitato in direzione mediale, cioè verso l’interno dei piedi, quindi in senso orario sul piede destro con la mano sinistra e in senso antiorario sul piede sinistro con la mano destra, provocherà un’eccitazione del soggetto.

Possiamo definire il movimento "A" centrifugo, quindi di dispersione e rilassamento, il movimento "B" centripeto di tonificazione ed eccitazione.Il nostro cervello in questo caso subisce due forti sollecitazioni di diversa origine. La reazione del soggetto addormentato è di avere spasmi muscolari, smorfie di dolore, tachicardia, conati di vomito, estremamente pericolosi in quanto il vomito in uno stato di incoscienza può portare il paziente all’asfissia.

Il massaggio del plesso solare in direzione mediale genera una stimolazione non traumatica e non dolorosa da un punto di vista fisico, ma pur sempre un’eccitazione a livello cerebrale con lo stesso meccanismo chimico-fisiologico che consente di modificare la soglia del dolore. È preferibile, quando l’anestetizzato respira spontaneamente, lasciare che smaltisca gli effetti dell’anestesia nel modo più lento possibile, così da ridurre i sintomi postumi dell’intervento chirurgico.

Utero-prostata

Sul calcagno troviamo un’area che in nessuna altra mappa reflessologica è localizzata in questa zona. In tutte le altre descrizioni troveremo quest’area disegnata al centro del calcagno, nella nostra, invece, è posta più in alto e all’esterno. Viene identificata con diversi nomi a seconda della provenienza. In alcune mappe tantriche sono disegnati dei pesci, in altre è definita come formazione delle ossa, in altre ancora organi sessuali o utero-prostata, nella tecnica metamorfica quest'area è denominata nascita o madre.

Nei soggetti che manifestavano sintomi e patologie inerenti all’apparato genitale, non si presentava, in proporzione, la stessa sensibilità in quell’area ovunque descritta al centro del calcagno.

Ancora una volta incontravo un’area messa lì esclusivamente come riempitivo di un qualcosa che doveva esserci ma non c’era.

Il calcagno corrisponde a un emibacino, l’utero e la prostata sono più o meno al centro del bacino, quindi quest’area graficamente viene rappresentata al centro del calcagno che lo rappresenta, ma alla verifica non dava le reazioni presupponibili.

Su ogni soggetto continuava la mia indagine del poco più su, poco più giù, più a destra, più a sinistra, più superficialmente, più profondamente, alla ricerca dell’epicentro di quella che doveva essere l’area riflessa corrispondente. La zona che si rivelò nettamente e realmente più sensibile ed efficace sintomaticamente e terapeuticamente è un’area posta più in alto e più all’esterno. Questa anatomicamente è situata sulla tuberosità anteriore inferiore lateralmente il sustentaculum tali, sotto al cuboide.

La mia mentalità analogica mi ha sempre portato a cercare delle associazioni, un filo comune con queste diverse descrizioni e denominazioni di una stessa area: così "formazione delle ossa" mi riportava alla Bibbia, Adamo ed Eva. Ecco, allora, che secondo la Bibbia, Eva nasce da una costola di Adamo, quindi da un osso, perciò, sempre secondo la Bibbia, il genere umano nasce da un osso.

Numerose sono le interpretazioni e i significati attribuiti alla parola nascita. I pesci delle mappe tantriche: esiste una teoria antropologica che chiama in causa l’era glaciale, asserendo che quella che ora è il pianeta terra, luogo di vita, era invece un ammasso di ghiacci che poco alla volta si sono disciolti; gradatamente si sono formati i mari, mentre sono emerse le terre con il progressivo ritiro delle acque. Animali acquatici cominciarono a vivere anche sulla terra e quindi attraverso la loro evoluzione comparve l’uomo. Animali acquatici, cioè i pesci, sono perciò all’origine della vita umana.

Nel piede di Buddha, a strati, sono rappresentati diversi animali considerati gradatamente superiori, che attraverso la ruota della vita posta al centro del piede, si evolvono fino a diventare dei Buddha, parola che significa l’illuminato, per arrivare sulla punta delle dita, dove si ha la proiezione della testa, con la rappresentazione del sole, immagine di luce, illuminazione, nirvana.

Nella parte più bassa lo yin, acqua, concezione; nella parte più alta lo yang, fuoco, tutto ciò che è solare. St. John identifica nell’area del calcagno la madre e la nascita. Utero-prostata, organi sessuali, è evidente il loro significato. Il calcagno è il primo osso che poggiamo a terra quando camminiamo, quindi il primo rapporto che abbiamo con la terra.

Le tonsille

Le aree colorate in giallo nella visione dorsale sono di notevole importanza. Su ambedue i piedi, alla base della prima falange del primo dito lato esterno (verso il secondo dito) sono situate le tonsille.

Adenoidi

Di fronte, alla base della prima falange del secondo dito, lato mediale, abbiamo le aree riflesse delle adenoidi.

Seni mammellari

Sull’epifisi prossimale del quarto metatarso incontriamo un cerchietto che corrisponde alla ghiandola mammaria e, più ampiamente, l’ovale circostante ai seni mammellari.

Organi sessuali

La parte più prossimale del piede, quello che viene chiamato comunemente il collo del piede, che corrisponde all’astragalo, graficamente è attraversata da una strisciolina che rappresenta il percorso che compiono le tube di Falloppio o il deferente a seconda del sesso.

Questi continuano il loro percorso nella visione laterale interna e in quella esterna. Nella visione laterale interna raggiungono l’utero-prostata, nella visione laterale esterna le ovaie-testicoli. A circa un terzo tra il malleolo tibiale e la sporgenza più bassa del calcagno, sotto il sustentaculum tali, incontriamo la cavità più profonda del calcagno: l’utero-prostata.

Quando i due piedi sono uniti quest’area corrisponde al centro dello spazio virtuale che si viene a creare nel bacino, un punto di massima proiezione ed espansione: l’utero.

Questo è un piccolo organo di contenimento con la caratteristica di essere anche l’organo con la maggior capacità di trasformazione. Nel suo dilatarsi per contenere il feto diventa simbolo e sinonimo di ancestrali emozioni e concezioni.

Nella visione laterale esterna invece, a un terzo circa tra il malleolo fibulare e il punto riflesso del ginocchio, abbiamo una tuberosità che corrisponde all’ovaio-testiscolo. Questi ultimi, rispetto a un asse mediale, sono posti anatomicamente all’esterno ed ecco quindi che li ritroviamo in un’area esterna del calcagno.In corrispondenza, nella parte interna, abbiamo l’utero-prostata. A una valle, cavità, corrisponde un punto complementare opposto, un monte, pieno, sporgente.

L’appendice

L’appendice è identificata nel piede destro, visione plantare, poco al disotto della cavità inferiore del cuboide, nel punto dove questo si articola con il calcagno.

Circolazione linfatica inguinale

La rimanente area dell’astragalo la identifichiamo con la circolazione linfatica inguinale che va a riempire la cavità che viene a generarsi tra il tendine estensore lungo del primo dito e il malleolo interno, nell’area sottostante l’epifisi distale della tibia.

Circolazione linfatica addominale

La circolazione linfatica addominale, nella visione laterale esterna, viene a essere proiettata sotto la fibula, nella cavità generata tra i tendini estensori del quarto e quinto dito.

Perciò medialmente abbiamo l’inguine e nella parte più esterna l’addome. È sempre da tener presente che la rappresentazione grafica è vista e vissuta sui due piedi che solo insieme costituiscono l’unità.

Circolazione linfatica inferiore

La zona posteriore distale della gamba, che termina con il tendine di Achille, non viene identificata come area riflessa: corrisponde alla circolazione linfatica inferiore e questa parte si ingrossa nelle persone che hanno problemi di stagnazione linfatica agli arti inferiori.

Le caviglie gonfie sono provocate da un travaso di linfa che va a riempire gli spazi interstiziali tra il tendine di Achille e la tibia.

Circolazione linfatica interna delle cosce

Distalmente, anteriormente e medialmente rispetto alla tibia abbiamo la proiezione della circolazione linfatica interna delle cosce.

Circolazione linfatica esterna delle cosce

Distalmente, anteriormente e esternamente troviamo invece la proiezione della circolazione linfatica esterna delle cosce.

Circolazione linfatica paravertebrale

La circolazione linfatica paravertebrale occupa le cavità laterali mediali della prima falange del primo dito, del primo metatarso e del primo cuneiforme costeggiando quindi la colonna vertebrale.

MOVIMENTO FUOCO

Come già accennato il bianco e il rosso sono poco rappresentati perché gli organi corrispondenti cuore-intestino tenue e polmone-colon, appartengono ai meridiani shou (arto superiore, mano).

Il cuore

Nella visione plantare del piede sinistro l’epifisi distale del quarto metatarso corrisponde all’area riflessa del cuore. È interessante notare che l’epifisi distale del quarto metatarso del piede destro corrisponde invece alla cistifellea. Il cuore è considerato il centro delle nostre emozioni, una persona cardiaca è rossa, viscerale, le sue passioni e le sue emozioni sono incontenibili, si espandono e coinvolgono tutto ciò che la circonda in una maniera incontrollabile.

Dall’altro lato la cistifellea, che trattiene la bile, è sede di emozioni controllate, è all’opposto del cuore come significato globale. La sinistra è il cuore, il femminile, la passionalità, la circolazione. La destra è il fegato, il maschile, il controllo, che si manifesta attraverso l’irrigidimento muscolare. Il punto riflesso del cuore rarissimamente è più sensibile del punto controlaterale sul piede destro.

Circolazione sanguigna

In corrispondenza dell’area riflessa del cuore, dorsalmente, c’è un’area delimitata da un ovale, denominata "circolazione" con un significato veramente restrittivo rispetto alla complessità dei suoi significati archetipi intrinseci. Quest’area, quando viene sollecitata con il pollice lentamente profondamente, darà un particolare effetto, simile alla sensazione di una pressione su un ematoma. La zona equivalente sull’altro piede sarà, sintomaticamente, assolutamente muta.

Lo spazio infraosseo tra il terzo e il quarto metatarso del piede sinistro, praticamente al centro dell’area della circolazione, se sollecitato con l’indice darà una sensazione di dolore acuto e crescente assolutamente insospettabile. Quest’area la ritroviamo graficamente limitata nella visione laterale esterna del piede sinistro.

L’intestino tenue

L’unica altra area colorata in rosso sui piedi è quella corrispondente all’intestino tenue. Si trova, nella visione plantare, negli interstizi dei cuneiformi, dello scafoide, dell’astragalo e del calcagno. Quest’area apparirà sensibile solo con delle notevoli pressioni.

MOVIMENTO METALLO

Faringe e laringe

Nella visione dorsale la membrana tra il primo e il secondo dito, uno dei baxie (otto demoni) già incontrati, corrisponde all’area della faringe-laringe.

La trachea

Scendendo lungo lo spazio infraosseo tra la prima falange del primo e del secondo dito, continuando sullo spazio infraosseo primo-secondo metatarso incontriamo i dodici palazzi che corrispondono ai dodici anelli della trachea, dodici come le vertebre dorsali, dodici come le coppie di costole, come i mesi dell’anno e i meridiani principali. La trachea termina nel terzo prossimale dello spazio infraosseo primo e secondo metatarso. Appartenendo al Movimento Metallo, il suo colore è il bianco.

I polmoni

L’area riflessa dei polmoni è circoscritta alle teste del secondo-terzo metatarso visione plantare e parte delle prime falangi del secondo e terzo dito.

Il colon

Sul piede destro, la parte laterale esterna del cuboide viene a essere coperta dall’area identificata come colon ascendente, che prosegue con il colon trasverso, sotto la linea diaframmatica e continua sul piede sinistro discendendo sul cuboide seguendo anatomicamente il canale che viene a generarsi sull’articolazione cuboide-calcaneare, continuando poi con il sigma e una parte del retto.

Il retto e l’ano

Nella visione laterale interna, su ambedue i piedi sotto l’area riflessa della vescica, incontreremo il retto. Del tratto terminale intestinale, unico e centrale, ne troveremo la porzione sinistra sul piede sinistro e la porzione destra sul piede destro.

L’identificazione anatomica è determinata dalla cavità che viene a essere generata dalla tuberosità inferiore del calcagno.

La cavità rappresenta l’ampolla rettale.Il retto segue fino al punto riflesso dell’ano che si identifica nella piccola cavità, generata a sua volta da una piccola tuberosità posta superiormente-posteriormente.


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