Casella di testo: PERCHE’ DIRE DI NO

Spesso una domanda è posta in modo subdolo e si rivolge più alla pancia dell’ascoltatore che al suo cervello: ad esempio “è meglio mangiare che digiunare: SI oppure NO”.
Si può anche essere più strategici e subliminali: “Volete voi che andiamo a fare la spesa, cuciniamo una bella cena, procuriamo delle buone bevande e vi serviamo a tavola senza chiedervi alcun prezzo? SI oppure NO”.
Si può continuare all’infinito: “volete che abbassiamo le tasse?” – “Volete che eliminiamo la povertà?” – “Volete che cancelliamo dalla faccia della terra gli omicidi e le persecuzioni?”
Prendiamo in osservazione due casi recenti: l’introduzione del reato di “omicidio stradale” e il cosiddetto “femminicidio”. I parlamentari hanno approvato due leggi che prevedono punizioni pesanti per tali reati: ci dicono “noi la legge l’abbiamo fatta! Abbiamo esaurito i nostri obblighi”.
Questi reati sono spariti? NO. Allora è legittimo chiedersi se la nuova legge fosse la soluzione corretta, efficace e definitiva del problema. Ancora una volta NO. Le cause dei due comportamenti sono altre e gli interventi da porre in essere devono andare ad incidere altrove; non che la previsione di pene pesanti sia fuori luogo, ma è da incompetenti pensare che basti questo per modificare comportamenti radicati, diffusi e gravi.
La storia passata ce lo dimostra: furono proibiti il contrabbando e il consumo di alcolici. Non vennero mai meno. Fin dai tempi antichi è vietato uccidere, ma gli omicidi non sono mai scomparsi dal comportamento umano. La guerra non ha mai risolto alcunchè ma (secondo dati ONU) nel dopoguerra i conflitti armati sparsi per il mondo non sono mai scesi sotto la soglia dei 50 – 60.E ci domandiamo ancora perché l’industria della guerra sia così fiorente.
Dire di NO al referendum per la riduzione del numero dei parlamentari serve a togliere l’alibi, la facile scusante, la giustificazione illusoria di questi deputati che ci dicono “noi la legge l’abbiamo fatta”. Non serve a niente, se non è parte di una riforma ampia e complessiva del procedimento di formazione delle leggi (che non è neppure cominciata). La relazione al disegno di legge individua espressamente due obiettivi: “il miglioramento del processo decisionale delle Camere” e il risparmio di spesa (chi volesse leggere il testo ufficiale può cliccare sul link a fondo pagina).
Si preannuncia, inoltre, la necessità di rivedere la legge elettorale per mantenere la rispondenza al criterio della rappresentatività del popolo anche in presenza di un ridotto  numero di eletti.
In nessuna parte della relazione si spiega per quale ragione concreta un minor numero di parlamentari dovrebbe lavorare meglio e più velocemente. Sulla rappresentatività si rinvia tutto a tempi migliori.
Per avere un quadro informativo completo occorre soffermarsi su alcuni aspetti, che tutti possono comprendere, se ne hanno voglia. Coloro che preferiscono appiattirsi sulle verità distribuite dal “capitano condottiero” di turno, con frasi ad effetto di nessun contenuto, possono evitare di affaticarsi a proseguire la lettura.

DUE CAMERE CON LE STESSE COMPETENZE

Relazione al disegno di legge e testo della legge