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storia del mobile d'Antiquariato |
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Grazie alla "Associazione Culturale Senzatempo" mi è possibile pubblicare una organica "Storia del Mobile d'Antiquariato" del Prof. Paolo Cesari
Indice
Sommario della Sezione: |
Stile Luigi XVIdagli Anni Sessanta agli Anni Novanta del Settecento Lo stile Luigi XVI precede di molti anni l’avvento al trono del sovrano da cui deriva il nome. Il germe che innesca il fenomeno del Neoclassicismo è da ricercarsi nel rinnovato interesse per la cultura classica dovuto al grande clamore che in Europa suscitarono i reperti archeologici riportati alla luce negli scavi di Ercolano e Pompei, rispettivamente nel il 1738 e il 1748. La stessa corte di Francia, partecipa alla diffusione di oggetti riecheggianti l’antichità fin dall’ultimo periodo del regno di Luigi XV. Madame de Pompadour e la Du Barry partecipano attivamente alla diffusione del nuovo gusto, che tra i suoi vati trova in Bachelier un valente animatore. La rinnovata prevalenza della compostezza delle forme geometriche che caratterizzano la mobilia di epoca neoclassica, viene accolta come un salutare antidoto alle formulazioni più libere e capricciose imposte dai dettami Rococò, ormai degenerato in rutilanti esercizi di bizzaria. Il passaggio dal “genre pittoresque” al “gout grec” non trae origini da scelte esclusivamente formali, ma piuttosto da un preciso orientamento ideologico in base al quale la civiltà greca e quella romana assurgevano a paradigma di ogni perfezione etica a estetica. E’
bene considerare fin da subito che per ciò che riguarda le arti
decorative, lo Stile Luigi XVI non si traduce in mere Viene dunque a maturare un arredo connotato da un’estrema eleganza e di virile austerità, come nel felice esempio del castello di Bagattelle del conte d’Artois, terminato nel 1777, dove anche nel mobilio si coglie il disegno dell’architetto Bèlanger. Il rigore lineare esita mobilia incline all’astrattismo e al protofunzionalismo. In Italia, lo stile Luigi XVI trova naturale diffusione, e anzi si potrebbe dire che da luogo a una tipologia del tutto peculiare. La mobilia tende nella norma fin dagli anni Sessanta-Settanta ad adottare struttura lineare e solo nell’apparato decorativo (di norma risolto a intarsio) denuncia attardamenti che rimandano ancora a mode di epoca rocaille. Di preferenza si ama utilizzare legni a colorazione bruno-chiara, come il ciliegio e in generale le lastronature di frutto: si predilige demandare all’intarsio o alle filettature effetti chiaroscurali di maggior contrasto tonale, per i quali viene frequentemente utilizzato il bosso, il noce, il palissandro o il bois de rose.
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Approfondimento: Neoclassicismo
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Ultimo Aggiornamento: 01/12/05.