L’AVVOCATO DI STRADA

WORLD ENTERTAINMENT

 

 

                                                                   

              TOM CRUISE (Michael Brock)          

MORGAN FREEMAN (Mordecai Green)

GLENN CLOSE  (Giudice De Orio)

TOMMY LEE JONES (Tenente Gasko)

 

 

 

Schermo nero:

World Entertainment

presenta

 

 

Un Film di Jonathan Demme

 

The Street Lawyer

L’Avvocato di strada

 

 

Cominciano a scorrere i titoli di testa con in sottofondo “The Ghost of Tom Joad”di Bruce Springsteen. Contemporaneamente scorre una lunga sequenza di immagini che ci mostrano, in ordine: alcuni barboni sotto la pioggia scrosciante senza ombrello; un senzatetto che dorme steso su di una panchina coperto da pochi giornali stracciati; l’interno di una mensa per indigenti con donne in camice bianco che passano per i tavoli con un enorme pentolone; un gruppo di barboni che cerca di scaldarsi vicino ad un fuoco, all’angolo di una strada mentre il loro respiro si vede sottoforma di nuvolette. I titoli finiscono con un’ultima immagine che mostra alcuni uomini in divisa, poliziotti, che cacciano via alcuni barboni che stavano fuori la stazione.

 

Tom Cruise

 

Morgan Freeman

 

Tommy Lee Jones

 

Glenn Close

 

Dal libro di John Grisham

edito in italia da mondadori

 

Sceneggiatura di

John Grisham

Gaetano Perrotta

 

Direttore della fotografia

Vittorio Storaro

 

Montaggio

Thelma Schoonmaker

 

Musiche

Alan Silvestri

 

Scenografie

Richard Hoover

 

Costumi

Gabriella Pescucci

 

Produttore Esecutivo

Gerald Kennedy per la World Entertainment

 

Regia

Jonathan Demme

 

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

SCENA 1 – EST. Giorno

 

La Mdp inquadra una trafficata strada di Washington D.C., su cui affaccia l’imponente palazzo a vetri sede dello studio legale Drake & Sweeney. Poi segue una figura distinta che sta dirigendosi verso l’entrata avvicinandosi pian piano al soggetto. L’uomo, vestito con un elegante completo blu scuro e con valigetta ventiquattrore alla mano, è l’avvocato Michael Brock che si infila dentro la porta girevole.

La Mdp seguita ad inquadrare la porta che gira ancora quando s’infila dentro un uomo vestito malamente, con stivali di gomma e un lurido cappotto indosso.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 2- INT. INGRESSO- Giorno

 

L’avvocato si dirige spedito verso l’ascensore. Non appena preme il pulsante subito si aprono le porte.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 3- INT. ASCENSORE- Giorno

 

Brock dà una rapida occhiata ai pulsanti dell’ascensore e la Mdp, con una soggettiva, ci mostra che ha premuto il tasto 6. Si stanno per chiudere le porte quando l’uomo malamente vestito si introduce nell’ascensore. Brock, contrariato, non dice nulla ma, istintivamente, indietreggia di un paio di passi. La Mdp, con una soggettiva, partendo dagli stivali dell’uomo sale pian piano sempre più su fino ad inquadrare, con un primo piano, il viso serio dell’uomo. E’ un uomo di colore, di mezza età, con capelli e barba brizzolati ed incolti. Brock, avvertendo un cattivo odore, cerca con la mano destra un fazzoletto nella tasca dei pantaloni.Poi, se lo preme instintivamente sulla bocca, indietreggiando un altro po’.

Le porte dell’ascensore si aprono e Brock subito esce fuori mentre l’uomo rimane dentro.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 4- INT. STUDIO LEGALE- Giorno

 

Il legàle saluta con un cenno la signora Devier, una donna sui quarant’anni con i capelli tinti di biondo: è la receptionist e contraccambia il saluto dell’avvocato.Brock sta per dirigersi normalmente nel suo ufficio ma prima si gira un attimo indietro. Vede che il barbone è ancora nell’ascensore e sta frugando nelle sue tasche in cerca di qualcosa.

 
BROCK

(sbuffa, poi, rivolto alla Devier)

Faccia attenzione all’ascensore.

DEVIER

(lievemente allarmata)

Perchè?Cosa c’è?

BROCK

Oh...niente.Un barbone...

DEVIER

(con espressione non più allarmata ma scocciata)

Normale amministrazione...

BROCK

Forse è meglio che chiami la Security.Ah!....e si procuri del disinfettante..

 

L’avvocato si sta nuovamente dirigendo con passo spedito verso il suo ufficio, togliendosi il cappotto di dosso quando..

UNO SPARO seguito da un grido di donna(probabilmente della Devier).

Subito Brock, di corsa, torna alla reception.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 5- INT. STUDIO LEGALE- Giorno

 

La Devier è in piedi dietro la scrivania e fissa, pietrificata, la pistola puntatagli contro dal barbone. La Mdp segue la pistola che, subito, viene puntata su Brock.

 
BROCK

(alzando le mani)

Non spari!

BARBONE

Zitto!

UNA VOCE GRIDA

Ha una pistola!

 

A gridare è stato qualcuno di quelli che stanno dietro Brock e che erano accorsi, avendo udito lo sparo. La Mdp inquadra i visi di qualcuno di loro per poi tornare al barbone che, con la pistola, indica una porta di legno massiccio alla sua sinistra.

Brock, obbedendo, apre la porta. La Mdp ci mostra che all’interno della sala riunioni ci sono otto legàli, seduti intorno ad un lungo tavolo in legno massello: sono molto indaffarati. Vedendo l’uomo armato subito si alzano dalle loro sedie, non sapendo che fare.

Il barbone, sempre tenendo Brock sotto tiro, entra nella sala.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 6-INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Uno degli avvocati, basso e coi capelli rossicci si avvicina al barbone: si chiama Rafter.

 

RAFTER

Avanti..metti giù quella pistola..

BARBONE

Zitto.

 

Il barbone allora preferisce puntare la pistola su Rafter. La Mdp passa velocemente dal viso di Rafter a quello di due legàli a lui più vicini: uno di loro è calvo e ha cominciato a sudare di brutto..

Il barbone si guarda intorno tenendo la pistola sempre ad altezza d’uomo.

 

BARBONE

Contro il muro!

 

L’uomo calvo scambia uno sguardo con Rafter, quasi indeciso se dare retta o no all’uomo armato.

 

BARBONE

(irritato)

Ho detto:contro il muro!

RAFTER

(sempre più preoccupato e rosso in viso)

Cerca di ragionare..se metti giù quella pistola forse..

BARBONE

E mi sembra di aver detto anche SILENZIO...Perciò sta zitto.

 

Il barbone allora fa partire un colpo di pistola che si va a conficcare nel soffitto. Tutti si ammutoliscono mentre uno degli avvocati era caduto in ginocchio al momento dello sparo.

 

BROCK

(con fare persuasivo)

E’ meglio che facciamo come dice.

 

Il barbone si volta a guardarlo, quasi soddisfatto che qualcuno, finalmente, lo abbia capito..

 

BARBONE

Non voglio fare del male a nessuno.

 

La sua bocca si allarga in un sorriso sdentato..

 

BARBONE

(rivolto a Brock)

Chiudi a chiave la porta.

 

Brock si affretta ad eseguire l’ordine nonostante gli tremino le mani.

 

BARBONE

E ora:contro il muro.

 

Stavolta gli otto avvocati obbediscono, mettendosi faccia al muro a gambe divaricate. La Mdp inquadra il viso di due di loro. Una grossa goccia di sudore scende giù per il viso di Rafter.

Il barbone, con la pistola nuovamente puntata su Brock, si siede su una delle comode sedie in pelle attorno al lungo tavolo di lavoro. La Mdp, con una soggettiva, ci mostra fogli e carte disseminate sul lungo tavolo.

 

BARBONE

Ahh...che sciccheria..

 

Il barbone poggia la pistola su uno mucchio di fogli a lui vicino.

L’occhio attento di Brock va prima alla pistola e poi in direzione della porta.

 

BARBONE

(a Brock)

Tu, lègali.

 

All’improvviso squilla il telefono facendo trasalire il barbone. Subito prende la pistola, quasi come se volesse sparargli..Il telefono squilla per una, due, tre volte. Nessuno osa fiatare.

Il barbone fa poi segno a Brock di passarglielo. L’avvocato subito gli porge il telefono.

 

BARBONE

(sollevando la cornetta con la mano sinistra)

Pronto?

 

Ascolta per qualche secondo senza dire nulla e poi rimette la cornetta al suo posto.

 

BARBONE

(sempre a Brock)

Prendi la corda e fà quello che ti ho detto.

 

Brock comincia allora a darsi da fare e a legare i suoi colleghi, sempre con la pistola puntata addosso.

Nel frattempo il barbone si toglie il suo lurido cappotto e si rimette a sedere.

Appena Brock ha finito si gira e vede che il barbone porta, all’altezza della vita, una fila di candelotti rossi: dinamite.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 7- INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Brock è seduto a terra con un mal di testa immane:ogni tanto si preme le mani sulle tempie.

Il barbone lo guarda e con un grugnito e un gesto con la pistola lo invita ad alzarsi.

 

BARBONE

Chiama il tuo...come cavolo si chiama..principale.

 

Il barbone porge il telefono a Brock con la mano sinistra mentre nell’altra continua ad impugnare la pistola.

Brock prende il telefono e compone in fretta un numero. Intanto i suoi colleghi sono ancora faccia a muro.

 

BARBONE

(battendosi una mano sulla pancia)

Digli che sono armato e imbottito di dinamite.

 

A rispondere, all’altro capo del telefono, è Rudolph, socio capo della divisione di Brock.

 

RUDOLPH

Mike, stai bene?

 

La voce si sente distintamente in tutta la stanza grazie al vivavoce.

 

BROCK

Sì, stiamo tutti bene..per ora. Però vi prego:fate tutto quello che vuole..

 

Il barbone annuisce, soddisfatto.

 

BROCK

Non è solo armato ma è anche imbottito di dinamite..

RUDOLPH

Cazzo..E..cosa vuole?

BROCK

Ancora non lo sappiamo.

BARBONE

(brusco)

Basta adesso:metti giù.

 

Brock mette giù la cornetta e il barbone si riprende il telefono.

La Mdp segue poi Brock che si mette a sedere di fronte al suo sequestratore.

 

BARBONE

(tenendo in mano un cavo rosso, collegato ai candelotti di dinamite)

Lo vedi questo?...Questo rosso: se lo strappo...BAAM e buonanotte a tutti..

BROCK

Perchè dovrebbe fare una cosa del genere?

BARBONE

Non vorrei farlo..ma se dovessi...perchè no?

 

Il barbone parla lentamente ma a Brock da’ l’impressione di non essere uno stupido.

 

BROCK

Perchè dovrebbe ucciderci?

BARBONE

(piuttosto infastidito)

Ahh..basta. Non ho voglia adesso di mettermi a discutere con te..

 

Brock dà un’occhiata al suo orologio: sono quasi l’una e trenta.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 8-INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Sono passati circa dieci minuti di silenzio estenuante, interrotto solo dal rumore delle sirene della polizia, proveniente dall’esterno.

 

BARBONE

(a Brock)

Cosa hai mangiato a pranzo?

BROCK

Ehm...pollo alla griglia.

BARBONE

Da solo?

BROCK

No, con un amico.

BARBONE

Quanto?

BROCK

Trenta dollari..

BARBONE

(facendo un grugnito di disapprovazione)

Troppo. Io ho mangiato minestra e crackers in una mensa per indigenti.

Sai che con 30 dollari potrebbero mangiare almeno cinquanta dei miei amici?

 

La discussione sembra finita qui. Brock dà un’altra occhiata all’orologio: l’una e quarantadue.

Ma non è finita:

BARBONE

Quanti soldi hai guadagnato l’anno scorso?

BROCK

(preso alla sprovvista)

Non so. Beh..vediamo..

BARBONE

Non dire cazzate!

BROCK

Centoventimila..dollari..

BARBONE

(facendo una smorfia)

E quanti ne hai regalati?

BROCK

Regalati?..Non so di preciso. E’ mia moglie che si occupa di queste cose..

 

Gli otto avvocati faccia al muro si girano per vedere.

 

BARBONE

Chi vi fa la dichiarazione dei redditi?

BROCK

I moduli per le tasse vengono compilati dal nostro ufficio fiscale, al secondo piano..

BARBONE

In questo palazzo?

BROCK

Sì.

BARBONE

Allora fatti portare le dichiarazioni di tutti i presenti: voglio vederle.

 

Il barbone allunga il telefono a Brock che esita. La Mdp inquadra il viso preoccupato di Rafter, per poi passare a quello dell’avvocato calvo vicino a lui.

 

BARBONE

(adirato)

Subito!

SCENA 9-INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Brock, sempre con la pistola puntata addosso, è seduto al tavolo e ha davanti a sè i fax che si è fatto inviare dall’ufficio fiscale per ordine del barbone.

 

BARBONE

(a Brock)

Cominciamo con te. Come ti chiami?

BROCK

Michael Brock.

BARBONE

Quanto hai guadagnato l’anno scorso?

BROCK

Centoventimila lordi..come avevo detto..

BARBONE

E quanto hai regalato?

 

Una goccia di sudore scende lugo il viso di Michael Brock.

 

BROCK

Ho donato mille dollari a Yale..

 

Il barbone si mette a giocherellare col filo rosso sotto lo sguardo di Brock.

 

BROCK

....e duemila alla United Way..

BARBONE

Quanto hai dato ai poveri?

BROCK

Credo che parte dei soldi che ho dato alla United Way sia andata anche agli indigenti..

BARBONE

Quanto hai dato agli affamati?

BROCK

Ho pagato le tasse..e..parte di quel danaro è andato in assistenza,

servizio sanitario nazionale e cose del genere..

BARBONE

Hai mai sofferto la fame?

BROCK

No.

BARBONE

Hai mai dormito nella neve?

BROCK

No.

 

La Mdp si sofferma per un attimo ad inquadrare Brock, ora a capo chino. Poi inquadra per un attimo l’avvocato calvo alla sinistra di Rafter: il suo nome è Nate Malamud ed è socio.

 

BARBONE

(alzandosi in piedi)

Chi di voi guadagna di più?

 

Silenzio assoluto.

 

MALAMUD

(scostandosi un pò dalla parete e quasi balbettando..)

Ehm..io..credo..

Credo di essere io..

 

Brock si gira a guardarlo: non è affatto sorpreso. Malamud è socio quindi è ovvio che guadagni anche di più..

 

BARBONE

Come ti chiami?

MALAMUD

Malamud..Nate Malamud..

BARBONE

Quanto?

 

Nel frattempo Brock sta dando un’occhiata alla dichiarazione di Malamud.

 

MALAMUD

Non..ricordo..

 

Il barbone, con un gesto della pistola, fa capire a Brock di volerlo sapere da lui.

 

BROCK

(esitando un po’)

Un milione..

 

Malamud prende un fazzoletto dalla tasca dei pantaloni e comincia ad asciugarsi il sudore sulla fronte.

Il barbone sorride.

 

BARBONE

(a Malamud)

Così...hai incassato un milione di dollari..

MALAMUD

Sì.

BARBONE

(a mezza voce)

Brutto figlio di puttana..

 

Brock, fa finta di ordinare i fax mentre Malamud fa un altro paio di passi verso il tavolo.

 

BARBONE

E quanto hai donato agli affamati e ai senzatetto?

MALAMUD

(rimettendosi il fazzoletto in tasca)

Di preciso non lo ricordo ma..io e mia moglie doniamo molto.Abbiamo dato cinquemila dollari al Greater D.C. Fund che distribuisce denaro ai bisognosi.Diamo molto..e ne siamo felici..

BARBONE

(sarcastico)

Sono sicuro che siete felici..

                                                                     (poi, rivolto a Rafter)

E tu?

 

Rafter, preso alla sprovvista, subito si alza(nel frattempo si era seduto a terra).

 

BARBONE

Non voglio sapere dei dannati contributi che date alle vostre chiese e sinagoghe e a tutti i vostri club per soli bianchi: non hanno nulla a che fare con me e con la mia gente.Voglio sapere se date aiuti alla ai poveri e agli affamati: questa città è così ricca e voi guadagnate milioni di dollari e ci sono bambini che non hanno di che mangiare..

Tu...come ti chiami?

RAFTER

Rafter.

BARBONE

Bene bene Rafter...

(la Mdp si avvicina sempre di più al barbone)

...adesso tocca a te: raccontami tutto...

 

SCENA 10- INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Brock è seduto al tavolo e si massaggia le tempie. Rafter è seduto a terra. Il barbone è in piedi, li guarda ad uno ad uno e poi comincia a parlare:

 

BARBONE

E’ stato interessante parlare con voi anche se non siete stati in grado di stupirmi. Anzi..

Tutti e otto insieme guadagnate un totale di oltre tre milioni di dollari e

 non date quasi nulla agli affamati e ai malati.

(dopo una breve pausa:)

Siete dei miserabili..

 

Detto questo, il barbone, quasi sconfortato, si mette a sedere, posando la pistola sul tavolo.

Brock per un attimo la guarda, pensando di prenderla: ma è troppo lontana da dove è seduto lui.

 

BARBONE

(a Brock)

Tu.

BROCK

Si ?

BARBONE

Ho fame.Chiama il tuo..principale e digli che voglio un bel piatto di minestra.

Voglio quella che fanno alla Missione Metodista in L Street.

Non soltanto per me...deve essere abbastanza per dieci persone..

 

Il barbone porge allora il telefono a Brock che si alza e si affretta a comporre il numero.

 

SCENA 11-INT. SALA RIUNIONI- Giorno

 

Sono le sei del pomeriggio: Brock è seduto e il barbone anche. Quest’ultimo, con la pistola in mano, fischietta: è in attesa della minestra.

 

BARBONE

(scattando all’improvviso)

Chi decide gli sfratti qui?

 

Non risponde nessuno.

 

BARBONE

Chi decide gli sfratti?

 

Brock e Malamud si guardano tra loro, non capendo cosa intendesse l’uomo.

 

BARBONE

(senza attendere una risposta e quasi parlando tra sè)

Non solo ve ne fregate di noi barboni, ma contribuite anche a sbatterci

in mezzo a una strada...

(poi, più a bassa voce)

....io ce l’avevo una casa...

 

La Mdp passa velocemente dal viso di Brock, a quello di Malamud e a quello di Rafter: sono stanchi e non stanno ascoltando quello che dice il barbone.

SCENA 12- EST. STRADA- Tramonto

 

La Mdp, con una panoramica dall’alto, ci mostra una decina di auto della polizia ferme fuori il palazzo a vetri della Drake & Sweeney. Si avvicina pian piano: un poliziotto scende dalla macchina e si mette a parlare con alcuni suoi colleghi fermi all’entrata del palazzo, intanto arrivano parecchie auto civili( sono perlopiù mogli o parenti prossimi dei legàli sequestrati).

 

SCENA 13- INT. FUORI LA SALA RIUNIONI- Tramonto

 

Il corridoio è pieno di poliziotti. Sono in attesa di qualcosa. Uno di essi, in borghese e piuttosto anziano si avvicina ad altri due poliziotti molto più giovani. Li chiama da parte e dice loro qualcosa, a voce bassa, quando viene un altro poliziotto in borghese. Quest’ultimo arrivato(lo chiameremo 1) si avvicina al poliziotto più anziano(lo chiameremo 2).

 

1

(con circospezione)

Sono arrivate quelle minestre..

2

Bene.

(poi, rivolto ai due poliziotti più giovani con i quali aveva parlato prima)

Sono arrivate. Allora...come abbiamo detto.

Tutto Ok?

 

I due poliziotti annuiscono e, nel frattempo si abbottonano il giubbotto antiproiettili.

 

SCENA 14- INT. SALA RIUNIONI- Tramonto

 

Bussano alla porta. Subito il sequestratore si alza, allarmato. Brock alza il capo. Bussano una seconda volta.

 

BARBONE

(dando per l’ennesima volta il telefono a Brock)

Chiama il tuo capo e digli di dire ai poliziotti di non farsi venire in mente idee strane: se ho solo il sospetto di qualcosa o sento un rumore strano faccio fuori uno di voi...

BROCK

(dopo aver composto il numero in fretta)

Pronto Rudolph..sono Mike...Ha detto che ucciderà uno di noi se vedrà o sentirà qualcuno in corridoio.

Mi raccomando Rudolph, lasciate il carrello fuori la porta e andatevene: non tentate operazioni di salvataggio.E’ troppo rischioso. Ok?

 

Brock mette giù la cornetta e posa il tele fono sul tavolo.

Bussano di nuovo alla porta.

 

BARBONE

(a Brock)

Bravo.

 

TOC TOC.......

 

BARBONE

(a Malamud)

Vai ad aprire.

 

Malamud si avvicina alla porta con il barbone che, alle sue spalle, lo tiene sotto tiro..

Arrivati vicino alla porta, il barbone alza la pistola, all’altezza della testa dell’uomo.

 

BARBONE

Apri piano la porta..

 

Malamud apre piano la porta. Brock si trova alle spalle del barbone. La Mdp, con un primo piano si sofferma sul viso del sequestratore.

Le minestre sono su di un carrellino poco oltre l’uscio.

Malamud esce nel corridoio e afferra il carrello. La Mdp, con un primo piano ci mostra il viso di un poliziotto, che è nascosto dietro la scrivania della Devier e che sta guardando nel mirino del suo fucile.

Attraverso il mirino del fucile riusciamo a scorgere prima Malamud e poi il sequestratore, con, alle sue spalle, Michel Brock.Il cecchino riesce a inquadrare la testa del barbone e spara.

Il barbone è catapultato all’indietro: colpito in piena testa è morto subito.

Michael Brock grida e si guarda le mani e la camicia completamente ricoperta di sangue e di materia cerebrale. Anche il viso è sporco di sangue e, per un attimo, crede di essere stato colpito anche lui.

La stanza è subito invasa dai poliziotti. Brock cade in ginocchio e, senza parole, guarda il corpo del barbone che giace a terra, su di un tappeto persiano, mentre la Mdp zooma sulla rossa macchia di sangue all’altezza della testa che si allarga man mano e sul tappeto intriso di sangue scuro..

 

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SCENA 15- INT. SALOTTO CASA BROCK- Sera

 

Nel salotto di Michael Brock il televisore è acceso. La Mdp pian piano si avvicina allo schermo: stanno trasmettendo il notiziario della sera. Lo speaker sta parlando proprio del sequestro avvenuto presso lo studio legale Drake & Sweeney.

 

SPEAKER

.....Quest’oggi, alle ore tredici, un senzatetto si è asserragliato con otto ostaggi nello Studio Legale Drake & Sweeney. Dopo un sequestro durato quasi sei ore le forze di polizia sono riuscite a liberare gli ostaggi...

 

La Mdp torna indietro e si sofferma su Michael Brock che è seduto sulla poltrona in pelle di fronte la T.V. con in mano un bicchiere pieno di Jack Daniel’s: ha i capelli in disordine e guarda lo schermo con sguardo vitreo e inespressivo. Intanto lo speaker ha lasciato il posto al servizio, realizzato da una certa Carla Johnson.

 

CARLA JOHNSON(giornalista)

Il senzatetto, che quest’oggi ha preso in ostaggio gli otto legali si chiamava De Von Hardy. La 44 automatica di cui era in possesso era rubata mentre i candelotti di dinamite che portava all’altezza della vita erano finti: erano semplici manici di scopa fatti a pezzi....

 

Brock si toglie la cravatta e la getta a terra.

 

BROCK

(ripete sovrappensiero)

...De Von Hardy....

...De Von Hardy....

....Manici di scopa...erano...manici di scopa!...

 

Brock, all’improvviso scoppia a ridere ma presto dalle risate passa alle lacrime: un pianto sommesso e silenzioso.

La Mdp torna sullo schermo. Adesso la giornalista del servizio sta intervistando un uomo di circa 55 anni, di colore e dal bell’aspetto: si chiama Mordecai Green.

 

CARLA JOHNSON(giornalista)

Siamo qui in compagnia di Mordecai Green, direttore di un consultorio legale situato nella 14°. Strada.

Avvocato Green, conosceva De Von Hardy?

MORDECAI GREEN

...Sì. In varie occasioni De Von Hardy si è rivolto al nostro consultorio. Aveva lavorato per anni come custode al National Arboretum. Aveva perso il posto a causa di un taglio ai finanziamenti pubblici...

 

Brock, interessato all’intervista, cerca di calmarsi e di riprendere il controllo dei suoi nervi, messi così a dura prova per tutta la giornata..

 

MORDECAI GREEN

...E’ stato in prigione per qualche mese per furto e poi è diventato un barbone. Allora ha cominciato ad abusare di alcol e a drogarsi. Il nostro studio lo ha rappresentato in diverse occasioni...

CARLA JOHNSON(giornalista)

Aveva parenti?

MORDECAI GREEN

Veramente non lo so anche se...non fa nessuna differenza.

Se pure li aveva loro si sono completamente disinteressati a lui...

CARLA JOHNSON(giornalista)

Movente?

MORDECAI GREEN

Non lo so. Forse non ne aveva neanche uno.

Comunque non vedo perchè ci si meravigli tanto...Di questi emarginati nessuno se ne cura e nessuno vuole vederli, soltanto che poi ci si meraviglia quando accade una cosa del genere...

CARLA JOHNSON(giornalista)

Va bene, la ringrazio per la sua disponibilità..

MORDECAI GREEN

Aspetti, volevo soltanto dire questo: a volte la disperazione porta a questi gesti estremi. E di disperazione e solitudine ce ne è parecchia per le strade di questa città.Il fatto è che non ce ne accorgiamo;  non ce ne vogliamo accorgere perchè ognuno di questi derelitti è un pugno nello stomaco e un pesante atto d’accusa nei nostri confronti e nei confronti di questa società.

 

 

Il servizio della giornalista è finito. Brock annota su un pezzo di carta: Mordecai Green-Consultorio legale-14°.Strada. Poi, spegne la televisione. Rimane completamente al buio.

Qualche secondo più tardi si apre la porta e una donna, la moglie di Brock, entra nel salotto, accendendo la luce. La donna si chiama Claire.

 

CLAIRE

Michael

 

 

Brock è ancora sprofondato nella poltrona. Ha gli occhi chiusi e non risponde.

 

CLAIRE

Michael...sei tornato?

 

Brock è visibilmente di malumore e non risponde, poi lei lo vede.

 

CLAIRE

(abbastanza preoccupata)

Michael...come stai?

BROCK

( a bassa voce e piuttosto freddo)

Bene.

 

Claire posa borsa e cappotto e si ferma davanti alla poltrona su cui è seduto Michael.

 

BROCK

Dove sei stata?

CLAIRE

In Ospedale.

BROCK

Ma certo, che domande...Senti, ho avuto una giornataccia..

CLAIRE

Sì, so tutto.

BROCK

Ah..sapevi tutto??Allora..dove diavolo eri?

CLAIRE

Te l’ho detto:sono stata tutta la giornata in ospedale..

BROCK

(sarcastico)

Nove di noi sono stati tenuti in ostaggio per sei ore da un pazzo.Allo studio si sono presentate le famiglie di otto di noi perchè, chissa come, erano preoccupate..

CLAIRE

Non sono potuta venire, Michael...

BROCK

Cazzo..abbiamo rischiato tutti di morire e io ho dovuto farmi accompagnare a casa dalla mia segretaria..

CLAIRE

(fredda)

Siamo stati costretti a rimanere in ospedale. Sapevamo tutto e abbiamo avuto l’ordine di rimanere a disposizione, nel caso fossero giunti i feriti..E poi...al tuo studio non ti sarei stata di nessun aiuto..

BROCK

Hai chiamato?

CLAIRE

Ho provato. Le linee erano intasate.

BROCK

Sì, ma sono passate due ore. Tu dove sei stata??

CLAIRE

In sala operatoria. Abbiamo perso un bambino.

 

Brock si alza dalla poltrona, si china per raccogliere la cravatta.

 

BROCK

Mi dispiace.

CLAIRE

Anche a me.

 

I due rimangono in piedi, l’uno di fronte all’altra.

 

CLAIRE

Hai voglia di parlarne?

BROCK

No...adesso no..

 

Detto questo Brock si avvia verso la camera da letto.

 

SCENA 16- INT. CAMERA DA LETTO- Notte

 

La Mdp pian piano. partendo dall’alto, si avvicina al letto sul quale dormono Michael Brock e sua moglie Claire. Claire dorme abbastanza serenamente mentre Michael non fa che muoversi continuamente e lamentarsi nel sonno.

 

BROCK

(nel sonno, a bassa voce)

No,...noooo...ehm..

 

La Mdp si avvicina sempre più a Michael fino ad inquadrarne solo gli occhi, chiusi.

Compaiono delle immagini sfocate, con suoni lontani e ovattati.

Si vede un uomo vestito malamente, con stivali di gomma:è De Von Hardy. Ha una pistola in mano. Sotto tiro non c’è Malamud, ma lui: Michael.

Ad un tratto si spalanca, velocissimamente la porta: c’è un carrello.

Michael allunga la mano ma non riesce ad afferrare il carrello con la minestra.

Ma ecco spuntare un poliziotto che si avvicina al carrello e spara: una, due, tre volte.

Michael, che al momento degli spari, si era messo le mani sulle orecchie, subito si gira e vede il barbone, il cui viso non è più riconoscibile, ma è solo una maschera di sangue, cadere con estenuante lentezza a terra (quasi cadesse al ralenty)...Solo quando cade a terra, con un grande tonfo, Michael può scorgere con chiarezza le fattezze del viso dell’uomo: il viso non è però quello di De Von Hardy ma il suo, con gli occhi chiusi. Mentre una chiazza nera di sangue si allarga sempre di più sul tapppeto persiano già intriso di sangue...

Michael comincia ad urlare..APRE GLI OCCHI...

 

CLAIRE

Michael...Come stai?

BROCK

(ansimante)

No...non è nulla..solo..un brutto sogno...

CLAIRE

Sicuro che adesso va meglio?

BROCK

Si, non preoccuparti: dormi adesso..

 

Claire cambia posizione, girandosi dall’altro lato e richiudendo gli occhi.

Brock rimane ad occhi aperti, ad osservare un punto indistinto nel buio.

 

SCENA 17- INT. STUDIO LEGALE (UFFICIO DI BROCK)- Giorno

 

Michael Brock è nel suo ufficio: un’ampia stanza che affaccia sulla strada. Al centro della stanza c’è la scrivania dell’avvocato su cui fa bella mostra un computer e ci sono due giornali: Washington Post e Wall Street Journal. La Mdp inquadra Brock, che è di spalle e guarda alla finestra. La Mdp, con una soggettiva, ci mostra il palazzo di fronte, poi, scendendo pian piano, inquadra la trafficata strada sottostante.

Si apre la porta e fa capolino la testa di Polly, la segretaria di Brock: ha circa 40 anni e porta gli occhiali..

 

POLLY

(timorosa)

Ah..lei è già qui..

 

Brock si volta e le sorride.

 

BROCK

Si

POLLY

Come sta adesso?

BROCK

Bene..

POLLY

(un pò imbarazzata)

Senta..le avrei portato un piccolo pensiero..

BROCK

Oh..Polly..non doveva..

POLLY

No, non è nulla di particolare...E’ un piatto di biscotti fatti in casa..

BROCK

Grazie, sono sicuro che sono buonissimi...

POLLY

Già..subito glieli porto..

 

Polly chiude la porta e Brock rimane da solo.

Si avvicina allora alla scrivania, si siede e dà un’altra occhiata al Washington Post:in prima pagina c’è la foto di DeVon Hardy.

Squilla il telefono..

 

BROCK

Pronto?

 

La persona all’altro capo del telefono è Arthur Jacobs, socio anziano e amministratore delegato.

 

JACOBS

(in vivavoce)

Pronto Brock, sono Arthur Jacobs… come sta?

BROCK

Bene.

JACOBS

Mi fa piacere..molto..E poi..devo congratularmi con lei per il suo coraggio

e il suo sangue freddo...Mi hanno raccontato tutto, sa?

BROCK

(un pò imbarazzato)

Veramente..non ho fatto nulla di particolare...

JACOBS

Oh no..invece è stato..perfetto..

Senta..vorrei che tutti e otto gli ostaggi vi troviate alle 10 in sala riunioni per registrare su

videocassetta le vostre dichiarazioni..

BROCK

Perchè?

JACOBS

La divisione processuale pensa che sia una buona cosa. E’ probabile che la famiglia del barbone, ammessa che ci sia, voglia far causa alla Polizia..

BROCK

Ah..

JACOBS

...E la Polizia probabilmente chiamerà proprio noi a difenderla..

BROCK

Ok, non si preoccupi:ci sarò.

JACOBS

Allora..a più tardi..

 

Brock rimette giù la cornetta. Rimane per un pò a guardare il telefono, con lo sguardo fisso.

Poi si mette una mano in tasca e dopo un pò caccia fuori un piccolo foglio di carta sul quale c’è scritto, a penna: Mordecai Green-Consultorio legale-14°. Strada.

 

SCENA 18- INT. AUTO DI BROCK- Giorno

 

Michael Brock è nella sua auto:una Lexus. Passa attraverso strade trafficate e sembra non avere una meta ben precisa. Alcuni uomini in giacca e cravatta e con valigetta ventiquattrore quasi corrono sui marciapiedi.

Imbottigliato nel traffico, nella M Street, Brock, a lungo si mette a guardare un mendicante: è anche lui di colore, è seduto a terra e ha accanto un vecchio cappellino da baseball, nel quale i passanti gettano qualche spicciolo. Poi il traffico finalmente migliora e Brock comincia a percorrere quartieri “meno raccomandabili”: le case sono più fatiscenti, non ci sono più uomini con ventiquattrore ma perlopiù ragazzi e uomini di colore, alcuni impegnati a lavorare o ad aggiustare auto, altri a giocare a basket in qualche cortile.

La Lexus di Brock è sicuramente fuori luogo: un vecchio che sta portando il suo cane a fare la pipì si ferma a guardare l’auto e la segue con lo sguardo finchè questa non si allontana..

Brock arriva alla 14°. quando parcheggia la sua bella auto vicino ad un palazzo di 4 piani malridotto, al cui ingresso c’è un gruppetto di ragazzi di colore che discute e ascolta musica rap.

Brock pegne il motore e scende dall’auto.

 

SCENA 19- EST. STRADA- Giorno

 

L’avvocato si sistema la giacca, un pò gualcita:indossa un elegante completo grigio scuro.

Poi fa scattare l’antifurto dell’auto. I ragazzi fermi fuori il portone del palazzo lo guardano fissamente. Brock si sta allontanando dall’auto quando si volta per un attimo:guarda prima la sua auto e poi il gruppo dei ragazzi. Storce la bocca preoccupato.

Il consultorio legale di Mordecai Green occupa metà di una palazzina a tre piani, piuttosto malandata: le finestre a pianterreno sono sprangate.

La porta di ingresso è spalancata:Brock entra.

La musica che stanno ascoltando i ragazzi sotto al palazzo accompagna Brock fino a che non entra nel consultorio.

 

SCENA 20-INT. CONSULTORIO LEGALE- Giorno

 

Varcato l’ingresso, Brock si ritrova in un locale con 4 scrivanie metalliche, ognuna delle quali è sepolta da una pila disordinata di scartoffie. Computers e telefoni hanno l’aria di non essere molto nuovi. Sulla parete di fondo è appesa una foto di Martin Luther King.

Da questa stanza si dipartono vari uffici più piccoli.

Brock si ferma in mezzo alla stanza senza dire nulla. Una indaffaratissima ispano-americana smette di battere a macchina, avendo visto Michael: si chiama Sofia Mendosa, come indica la targhetta sulla sua scrivania..

 

SOFIA MENDOSA

(un pò brusca)

Cerca qualcuno?

BROCK

....Sto cercando Mordecai Green..

 

In questo preciso istante sbuca da uno degli uffici laterali un uomo di colore abbastanza alto, coi capelli e il pizzetto brizzolati:è Mordecai Green, direttore del consultorio legale...

 

SOFIA MENDOSA

(con un cenno del capo)

E’ lui..

 

Green sta parlando con un certo Abraham, uscito dalla stessa porta dopo di lui: un ometto basso con una folta barba nera e occhiali di corno.

 

GREEN

(con tono deciso e risoluto)

...Abraham, prevedono una tonnellata di neve:dobbiamo assicurarci

che tutti i ricoveri siano aperti..

ABRAHAM

Si, sto provvedendo non preoccuparti..

 

Green si accorge, finalmente, di Brock.

 

GREEN

(con cortesia)

Posso esserle utile?

BROCK

Ehm..si piacere, sono Michael Brock.

GREEN

E io sono Mordecai Green: piacere di conoscerla.

...A cosa dobbiamo la sua visita?

BROCK

DeVon Hardy

 

Green osserva Michael per qualche secondo.

 

GREEN

(indicando la porta da cui prima era uscito)

Mi segua..lì potremo parlare con più tranquillità...

 

Brock segue Green in una stanza molto più piccola, priva di finestra e con una scrivania piena zeppa di scartoffie e di cartelline di colore giallo.

Brock gli porge il suo biglietto da visita.

 

GREEN

(dopo averlo studiato per un pò..)

Ah..lei era uno degli ostaggi..

BROCK

Già..

 

I due rimangono per un pò in silenzio: tanto che si sente provenire, dall’altra stanza, il battere sulla macchina da scrivere dell’energica Sofia Mendosa.

 

GREEN

(indicando una sedia in metallo di fronte alla scrivania)

Si accomodi.

BROCK

(sedendosi)

Grazie.

 

Anche Green si siede, prendendo posto dietro la scrivania:il suo posto di combattimento.

 

GREEN

(comprensivo)

Non dev’essere stata una bella giornata per lei...

BROCK

Più bella di quella di Hardy comunque...

GREEN

(porgendo un pacchetto di sigarette)

Fuma?

BROCK

No..grazie...L’ho vista ieri al notiziario:per questo sono qui..

GREEN

Non vedo come possa aiutarla..

BROCK

Lei pensa che la famiglia di Hardy voglia far causa alla Polizia?

GREEN

(accendendosi una sigaretta)

Quale famiglia?...Non c’è nessuna famiglia. E’ vero, potrei fare un pò di baccano...

spremere qualche dollaro all’amministrazione cittadina, ottenere un risarcimento extraprocessuale...

Ma per che cosa?..Ormai...

(poi, indicando la scrivania)

E poi, come vede, ho un sacco di altre cose ben più importanti di cui occuparmi...

 

I due rimangono per un pò l’uno di fronte all’altro senza parlare.

La Mdp inquadra la cenere che cade dalla sigaretta di Green per poi cadere a terra.

 

GREEN

Se è qui per la causa, allora non si preoccupi: Non ci sarà nessuna causa...

BROCK

A dir la verità...non so perchè sono qui..

Stamattina sono tornato in ufficio come se nulla fosse successo, ma non riuscivo a

concentrarmi, a rientrare nella solita routine...Sono uscito a fare un giro in macchina...

Ed eccomi qui...

GREEN

Ha voglia di un caffè?

BROCK

No grazie...Lei conosceva bene Hardy?

GREEN

Sì, era...nostro cliente assiduo..

BROCK

Se non ci sono parenti, cosa ne sarà di lui?

GREEN

Verrà sepolto a spese della cittadinanza. Vicino allo stadio c’è il cimitero dei poveri, per le salme

di coloro che non hanno famiglia...Quante persone muoiono sole...

BROCK

Già...

GREEN

Ci sono molti aspetti della vita di un barbone che la sorprenderebbero parecchio, sa?

 

Scende di nuovo il silenzio, interrotto poi da Brock.

 

BROCK

Sa se era malato di Aids?

GREEN

(sporgendosi in avanti)

Perchè?

BROCK

Ero dietro di lui. Gli è esplosa la testa. Mi sono ritrovato con la faccia coperta del suo sangue..

GREEN

Non credo che fosse sieropositivo...

BROCK

Quando muoiono..vengono controllati?

GREEN

Chi?I barboni?...Si, il più delle volte...

BROCK

Potrebbe verificare e...semmai...farmi sapere..?

GREEN

Senz’altro...E’ per questo che è venuto qui?

Paura dell’Aids?

BROCK

Beh...questo potrebbe essere un motivo, no?...Lei non sarebbe preoccupato?

GREEN

...Sì.

BROCK

(alzandosi)

Vedo che è molto occupato...quindi non continuerò a sottrarle del tempo prezioso...

GREEN

Non desidera altro?Solo un’analisi del sangue?

BROCK

Sì, credo di sì. Ha idea del perchè Hardy l’abbia fatto?

GREEN

(sospirando)

Beh..era malato di mente. E’ la fine inevitabile di chi passa anni in strada.

Era zuppo di alcool e fatto di crack..Una vita a dormire all’addiaccio...preso a calci da sbirri e delinquenti...

e in piu..lo sfratto...

BROCK

(curioso)

Lo sfratto??

GREEN

Già. Qualche mese fa andò a stare in un capannone abbandonato all’angolo delle strade

New York e Florida. Un tizio lo aveva suddiviso in appartamenti:una sistemazione decorosa,

per un barbone:un tetto, un cesso e acqua corrente...Il tutto per cento dollari al mese, da pagare al tizio che lo aveva frazionato e che sosteneva di esserne il proprietario..

BROCK

E lo era davvero?

GREEN

Credo di sì...Ma, il mese scorso, il capannone è stato acquistato

da una importante immobiliare:la River Oaks....

BROCK

E la River Oaks ha sbattuto fuori tutti...

GREEN

Esatto.

BROCK

Allora è probabile che la River Oaks fosse rappresentata dal mio studio..

GREEN

Già. Molto probabile. Il problema...è che loro non hanno ricevuto alcuna notifica prima dello sfratto.

Gli inquilini, tra cui Hardy, sostengono di aver sempre pagato l’affitto a quel tizio..E se ciò è vero non erano abusivi. Tecnicamente erano affittuari e perciò avevano diritto al preavviso di legge.

BROCK

Per gli abusivi non c’è preavviso?

GREEN

No. Questo succede tutti i giorni:i barboni vanno a vivere in edifici abbandonati e con il passar

del tempo credono di esserne i proprietari..Ma se il titolare se ne accorge li caccia via senza alcun preavviso.

Loro non hanno alcun diritto.

BROCK

E come ha fatto a risalire al nostro studio?

GREEN

E chi lo sa?Hardy era matto ma certo non stupido..

BROCK

Lei conosce..il tizio del capannone?..Il “proprietario”?

GREEN

Sì...ed è un brutto tipo.

BROCK

Dov’è il capannone?

GREEN

Non c’è più:è stato raso al suolo la settimana scorsa.

 

C’è un attimo di silenzio, poi i due consultano i loro orologi:si rendono conto di aver parlato parecchio...

 

BROCK

(alzandosi)

La ringrazio..di tutto..

GREEN

(porgendo la mano)

E..di cosa?Allora..le farò sapere il risultato delle analisi..

BROCK

(riconoscente)

Grazie.

 

I due si stringono la mano.

 

SCENA 21- INT. AUTO DI BROCK- Giorno

 

Brock vaga per la città sotto la neve.Ancora una volta senza una meta precisa. Ad un tratto squilla il telefono di bordo: è Polly, la segretaria di Brock ed è in preda al panico.

 

POLLY

(allarmata)

Dove si trova?

BROCK

(con estrema calma)

Chi vuole saperlo?

POLLY

Tutti vogliono saperlo: in primo luogo Jacobs...La aspettava ed è furioso..

poi...il suo capo, Rudolph...e poi ha telefonato anche sua moglie...

BROCK

Ah...ha telefonato Claire..e cosa voleva?

POLLY

E’ in pensiero per lei...come tutti noi..

BROCK

(sarcastico)

Mia moglie in pensiero per me?...Ma dai...

Non conosce mia moglie, cara Polly...

POLLY

Signor Brock...posso dire che sta arrivando?

....Si può sapere dove si trova?

BROCK

(sorridendo)

Dica loro che sto dal mio dottore...

POLLY

E’ vero?

BROCK

No, ma potrebbe esserlo...

Ha detto che Jacobs era infuriato...Cosa ha detto?

POLLY

Ehm...nulla di particolare..però la aspettano..

BROCK

Beh..che aspettino.

Perchè non se ne va a casa cara Polly?

....Siamo in piena bufera di neve...

 

Brock chiude la comunicazione.

La neve ha cominciato a cadere più fitta.

 

SCENA 22- EST. STRADA- Pomeriggio

 

Nevica e Brock, con un bel cappotto pesante indosso si sta dirigendo verso la porta girevole del palazzo nel quale ha sede il suo studio legale. S’infila nella porta girevole, alzandosi il bavero del cappotto.

Intanto si sente distintamente il sibilare del vento..

 

SCENA 23- INT. STUDIO DI BROCK- Pomeriggio

 

La porta dello studio di Brock si apre ed ecco entrare Brock. Chiude la porta senza far rumore e poi la chiude a chiave: non desidera essere disturbato..

La Mdp lo segue mentre in fretta si toglie il cappotto e lo appende all’attaccapanni vicino la porta.

Poi si siede alla scrivania e accende il suo terminal.

Brock digita qualcosa all’inizio:forse la password. Poi fa scorrere velocemente una lista composta di nomi e sigle: la lista clienti dello studio legale.

La Mdp, con un primo piano, si sofferma sulla mano destra di Brock, che impugna il mouse per poi inquadrarne il viso.

Ad un certo punto smette di far scorrere l’indice e si ferma su di un nome.

La Mdp zooma:si tratta della River Oaks, immobiliare.

Brock fa un doppio clic sul nome ed ecco aprirsi un’altra finestra.

Su questa nuova pagina campeggia, in alto, il nome della River Oaks. Brock scende in basso col cursore per poi fermarsi su di un nome: Braden Chance, rappresentante legale dell’immobiliare.

Poco più sotto Brock trova la pratica che stava cercando: quella relativa allo sfratto del capannone...

Brock prende un foglio di carta e annota nome e numero della pratica.

 

BROCK

(ripete, a bassa voce)

Braden Chance....

....Braden Chance...

 

SCENA 24- INT. STUDIO LEGALE- Pomeriggio

 

Brock cammina a passo svelto per il corridoio:ha un foglio di carta in mano.

Poi vede un uomo, un assistente, che sta facendo delle fotocopie vicino la segreteria.

 

BROCK

Scusa, sai dov’è l’ufficio di Braden Chance?

ASSISTENTE

(pensandoci un pò sopra)

Chi? Braden Chance? Del settore immobiliare?

BROCK

Sì, proprio lui.

ASSISTENTE

(indicando il corridoio)

Ah, è qui: il primo ufficio sulla sinistra...

BROCK

(dirigendosi a passo svelto verso l’ufficio di Chance)

...Grazie.

 

La porta dell’ufficio è aperta. Brock, senza pensarci due volte, entra.

 

BROCK

E’ permesso..

 

L’ufficio è più piccolo di quello di Brock. Non appena si entra, sulla sinistra c’è la scrivania di Braden Chance.

Nel momento in cui Brock è entrato, Chance, un uomo sulla quarantina, era indaffarato a leggere dei documenti..

 

CHANCE

(un pò infastidito, si alza)

...Chi è lei?

BROCK

(sfoderando un sorriso e tendendo la mano)

...Mi scusi...Sono Michael Brock, della divisione antitrust, piacere

di conoscerla. E’ lei Braden Chance?

CHANCE

(infastidito e confuso)

Sì, sono io...Brock...il suo nome non mi è

nuovo: era uno degli ostaggi?

BROCK

(mettendosi a sedere sulla sedia di fronte alla scrivania di Chance)

Sì..

CHANCE

(fingendo interesse)

Dev’essere stata una brutta esperienza..

BROCK

Già, ma adesso è passata...

Quel tizio con la pistola, De Von Hardy, era stato sfrattato da un capannone

lo scorso 4 febbraio. Era uno dei nostri sfratti?

CHANCE

(rimettendosi a sedere e restio a parlare)

...Sì..

(poi, brusco)

..E allora?

BROCK

Era un abusivo?

CHANCE

Certo che lo era!Erano tutti abusivi..

BROCK

(interrompendolo)

Sei sicuro che fosse un abusivo?

CHANCE

(sforzandosi di restare calmo)

...Senti..io non ho capito cosa diavolo vuoi..

BROCK

(sorridendo furbescamente)

Stà calmo: voglio soltanto vedere il fascicolo..

CHANCE

(con durezza)

No, non ti riguarda.

BROCK

...Forse sì...

CHANCE

(davvero arrabbiato, prendendo carta e penna..)

Chi è il tuo supervisore?

BROCK

(calmo)

Rudolph Mayes.

CHANCE

(prendendo nota sul suo foglio)

Senti...sono molto occupato...

BROCK

(alzandosi)

Perchè non posso vedere quella pratica?

CHANCE

(mettendo giù la penna e alzandosi anche lui)

Perchè è la mia pratica e ti ho detto di no.

(poi, minaccioso)

Ora perchè non te ne vai?

 

Brock rimane per un attimo a guardare Chance che, paonazzo, gli indica la porta.

Brock, sorridendo, esce dall’ufficio di Chance.

 

CHANCE

(guardando Brock uscire, a bassa voce)

...Coglione...

 

SCENA 25- INT. CUCINA CASA BROCK- Giorno

 

Una mano afferra una tazza piena di Nescafè, poi l’inquadratura si allarga e ci mostra Brock e sua moglie Claire seduti a tavola, in cucina, mentre bevono il caffè in silenzio.

Brock sta dando un occhiata al Washington Post.

 

BROCK

(posando il giornale e guardando sua moglie)

Senti Claire, perchè non ci prendiamo una bella vacanza...

 

Claire adesso sta spalmando qualcosa su una fetta di pan carrè: sembra sentirlo appena..

 

BROCK

...Questo lavoro ci sta ammazzando...a tutti e due..

Una bella vacanza...io e te da soli...Senza...

(allargando le braccia)

....tutto questo...

...Magari potremmo andare in Florida, dai miei..

CLAIRE

(smettendo di spalmare e guardando suo marito come se fosse matto)

In Florida?

BROCK

Beh...se non ti va di andare dai miei potemmo andare

sempre da qualche altra parte...che so, alle Bahamas...

CLAIRE

No, Michael è fuori discussione..

BROCK

Perchè?

CLAIRE

(alterandosi)

Ma che ti credi?Anch’io ho il mio lavoro,

ho delle responsabilità e poi adesso non è proprio possibile..

Il dottor Williams cerca un assistente in chirurgia, se lascio tutto così

sceglierà un altro..

(poi, calmandosi un poco)

E il tuo lavoro?

BROCK

Il mio lavoro...Non me la sento, io sono a pezzi..

E poi per un anno intero ho lavorato come un cane, tutti i giorni..

Cosa c’è di male se vado per un pò in vacanza...??

CLAIRE

(alzandosi e chiudendo il discorso)

Non lo so Mike, fà quello che vuoi ma io non posso:

ho una carriera a cui pensare..

 

Claire si allontana dal tavolo, prende dal ripiano di marmo vicino la cucina la borsa e le chiavi della sua auto.

 

CLAIRE

(frettolosa)

Ora devo andare, sto facendo tardi...

Per di più oggi ho un appuntamento molto importante..

Ci vediamo stasera..

 

Brock è ancora seduto a tavola, amareggiato e deluso più che arrabbiato.

Claire fa finta di non accorgersene. Si avvia verso la porta poi si ferma un attimo per guardarsi allo specchio e darsi una riaggiustatina ad una ciocca di capelli.

Brock si alza.

 

BROCK

(urla arrabbiato)

Pensa pure alla tua dannata carriera...

tanto ti è rimasto solo questo..

 

Brock sta ancora parlando quando Claire esce, chiudendo la porta dietro di sè.

 

SCENA 26- INT. UFFICIO DI BROCK- Sera

 

Brock è davanti al suo terminale. Ha l’aria di lavorare a qualcosa di importante.

Poi preme un tasto sul suo telefono.

 

BROCK

Polly..potresti portarmi la pratica

James&Watson?

 

Poco dopo ecco entrare nell’ufficio Polly con in mano un fascicolo piuttosto voluminoso.

 

POLLY

(posando il tutto sulla scrivania di Brock)

Questo è tutto quello che ho trovato sulla James & Watson..

BROCK

(dando una rapida occhiata al fascicolo)

E’ tutto quello che mi serve..

Grazie, Polly...

 

Polly, sorridendo, esce dall’ufficio, chiudendo piano la porta dietro di sè per non dare fastidio.

Brock dà un altro rapido sguardo alla pratica, poi allontana il fascicolo e inspirando si rilassa sulla sua comoda sedia in pelle nera...

Squilla il telefono. Brock subito preme il tasto del telefono.

 

BROCK

Pronto?

 

L’uomo al telefono è Mordecai Green.

 

GREEN

Signor Brock?

BROCK

Sì, sono io. Diamoci pure del tu.

Mi chiamo Michael.

GREEN

Ok Michael...Senti..mi sono informato..

Non hai di che preoccuparti: Hardy non era sieropositivo.

Le analisi hanno dato responso negativo.

BROCK

Grazie...Dove sei?..Sento un baccano enorme..

GREEN

In un ospizio per senzatetto. Quando nevica così forte c’è bisogno dell’aiuto

di tutti..

 

Per qualche attimo nessuno dei due parla.

 

GREEN

Hai da fare?

BROCK

Beh..veramente sto nel mio ufficio, sto studiando alcune pratiche..

Perchè?

GREEN

Fa un freddo polare e qui siamo in carenza di personale..

BROCK

(un pò titubante)

Potrei venire...Infatti stavo per andarmene..

ma...

GREEN

Ma?...

BROCK

...Ma credo di non essere sicuro di saperci fare..

Non ho mai fatto una cosa del genere..

GREEN

(sbrigativo)

Sei capace di spalmare del burro sul pane?

BROCK

...Sì..

GREEN

Beh..allora sei reclutato..

BROCK

Ok...e...dove devo venire?..dove si trova questo ricovero?

GREEN

Siamo sulla 13°. La Ebenezer Christian Fellowship..

BROCK

Ok...allora..vengo subito..

Il tempo di andare un attimo a casa e mettermi qualcosa di più adeguato..

GREEN

Va bene...Allora..Conto su di te. Ciao.

 

Green mette giù il suo telefono. Brock rimane per qualche secondo ad ascoltare il monotono tu tu del telefono..

 

SCENA 27- INT. AUTO DI BROCK- Sera

 

Brock ferma la sua auto vicino ad un vecchio palazzo abbandonato: la strada è deserta e nevica molto forte..

Scende dall’auto e, prima di andarsene fa scattare l’antifurto.

Fa molto freddo: Brock si alza il bavero del giubbotto.

Oltre al giubbotto indossa una semplice felpa e un paio di jeans, mentre sul capo ha un berretto da baseball.

Si allontana dall’auto e si dirige verso la Ebenezer.

 

SCENA 28- EST. CHIESA- Sera

 

La Chiesa ha uno scantinato ed è lì che i barboni vengono accuditi e ospitati..

Brock scorge alcuni uomini, senzatetto anche loro, che si stringono l’uno all’altro in attesa vicino la porta dello scantinato.

Brock, facendosi largo, apre la porta.

 

SCENA 29- INT. RICOVERO- Sera

 

La Mdp, con una carrellata veloce ma attenta ci mostra più di una decina di questi senzatetto stesi a terra, nel tentativo di dormire; altri invece che mangiano seduti accanto a lunghe tavolate.

Tutto ciò mentre i volontari girano a distribuire coperte.

La camera si sofferma un attimo sul volto colpito e spaesato di Brock; poi, con una soggettiva, ci mostra alcuni bambini che, in disparte, giocano..

Quand’ecco venire incontro a Brock Mordecai Green con un largo sorriso stampato in viso: ha anche una caraffa piena di succo d’arancia tra le mani...

 

MORDECAI

Ahh..eccoti qua!

(poi, indicando un angolo dietro di lui)

Vai lì, ti diranno tutto:

sei l’addetto ai panini, perciò sbrigati...

BROCK

(ancora frastornato)

..Ehm..sì..sì..

 

Brock comincia a togliersi il giubbino mentre si dirige nella direzione indicatagli da Green.

SCENA 30- INT. RICOVERO- Sera

 

Il coltello affonda profondamente nel panino aprendolo a metà, per poi essere spalmato con maionese o burro d’arachidi: Brock lavora piuttosto velocemente nonostante spesso rallenti o addirittura si fermi per guardare, curioso, quello che gli accade intorno...A fianco a lui c’è una veterana del volontariato: si chiama Dolly.

 

BROCK

(fermandosi per un attimo e girandosi per guardare Dolly)

Ci si abitua mai a vedere questa gente..in queste condizioni.?.

DOLLY

(sorridendo a Brock con affetto)

Mai, caro, ogni volta mi si spezza il cuore..

Ma nei Proverbi è scritto:” Felice è l’uomo che nutre il povero”.

Queste parole mi danno forza..

 

Brock rimane per un pò a guardare Dolly che è tornata alla sua occupazione. E, pensieroso, ricomincia a spalmare maionese.

La Mdp segue alcuni barboni che fanno la fila per prendere un bicchiere di succo d’arancia.

A versare il succo è un giovane volontario che ad ognuno di loro cerca di fare un sorriso e di dire una parola gentile. Alcuni alzano il capo e sorridono a loro volta, mormorando grazie a bassa voce..

Poi ecco provenire da fuori una giovane donna, anch’essa di colore, con un bambino piccolo in braccio e altri due al suo seguito. Una delle volontarie va loro incontro e, con gentilezza e premura, trova un posto anche per loro. Brock sta guardando la donna e i suoi bambini quando giunge Green e si ferma proprio dietro Brock..

 

BROCK

(rivolgendosi a Green)

Mordecai...Che cosa sarà di quella donna...quando..la bufera sarà passata.?.

GREEN

E chi lo sa?

BROCK

C’è qualche posto dove può andare a stare, una volta uscita da qui?

GREEN

Probabilmente no..

Il ricovero di emergenza è sempre strapieno..

BROCK

Il ricovero di emergenza?

GREEN

Sì, ce n’è uno che il sindaco è tanto magnanimo da aprire

quando la temperatura scende sotto lo zero...ma che viene subito chiuso non appena la temperatura risale...

 

Brock ascolta e poi annuisce senza dire nulla. Torna a guardare la piccola famigliola mentre prende un altro panino dalla cesta del pane..

 

SCENA 31- INT. RICOVERO- Notte

 

Il ricovero adesso è molto più calmo. Cessata tutta quella febbrile attività, adesso parecchi degli “ospiti” dormono, stesi a terra e avvolti nelle coperte.

Mordecai Green è seduto ad un tavolino e parla a bassa voce con il reverendo della chiesa.

Una mano, quella di Brock, scava per un pò nello scatolone dei biscotti, prendendone una bella manciata..

Con i biscotti tra le mani, Brock, cercando di non far rumore, si avvicina alla giovane madre e ai suoi tre bambini.

La donna sta dormendo, così come anche il neonato e l’altro bambino più piccolo.

Il più grandicello invece è sveglio. Brock gli si siede accanto salutandolo col capo e sorridendogli.

 

BROCK

(bisbigliando, per non svegliare gli altri)

Prendi questi biscotti..

(apre le mani, posando i biscotti sulla coperta)

Come ti chiami?

BAMBINO

(prendendo un paio di biscotti e cacciandoseli in bocca)

...Ontario..

BROCK

Quanti anni hai?

 

Il piccolo Ontario gli risponde mostrandogli la manina aperta.

 

BROCK

Cinque anni?

 

Il bambino annuisce.

 

BROCK

Beh..allora sei un giovanotto..

Dove vivi?

BAMBINO

(sottovoce)

In una macchina..

 

Brock abbassa lo sguardo e dà una piccola, amichevole, pacca sulle piccole spalle del bambino..

 

BAMBINO

(alzando il capo e guardando Brock coi suoi grandi occhi scuri)

Hai dell’altro succo d’arancia?

BROCK

(sorridendo)

Certo..adesso te lo vado a prendere..

 

Brock torna subito dopo con un bel bicchiere di succo d’arancia.

 

BAMBINO

(alzandosi in piedi e prendendo il bicchiere tra le mani)

...Grazie...

 

Il piccolo Ontario deve avere certo una gran sete perchè in un solo sorso beve tutto il succo poi, dopo aver dato un’altra occhiata riconoscente a Brock, si assopisce con la testolina posata sui piedi della madre.

 

SCENA 32-

 

Comincia una sequenza di immagini con, in sottofondo, Daysleeper dei R.e.m., che ci mostra Michael Brock in alcuni momenti della sua “nuova” vita quotidiana: vediamo Michael normalmente al lavoro nel suo bell’ufficio alla Drake & Sweeney; poi lo vediamo, di sera, mentre fuori nevica, ad aiutare i volontari in qualche ricovero per senzatetto; lo vediamo mentre passa per i tavoli del ricovero insieme alla signora Dolly con un enorme pentolone e poi camminare a passo svelto per una trafficata strada di Washington con addosso uno degli eleganti completi che di solito indossa per andare a lavorare presso il suo studio legale; poi vediamo Brock portare degli scatoloni pieni di alimenti per la mensa del ricovero e, infine, di nuovo nel suo ufficio, con il terminal acceso, addormentato con la testa appoggiata sulla scrivania.

Con quest’ultima immagine finisce la canzone.

 

SCENA 33- INT. UFFICIO BROCK- Giorno

 

Brock è nel suo ufficio. E’ seduto alla scrivania e sta leggendo il giornale. La Mdp si avvicina pian piano da dietro le spalle di Brock fino ad inquadrare, con un primo piano, la pagina del giornale su cui si è fermato Brock:in alto a destra c’è una foto della giovane madre di colore che Brock ha visto giorni prima al ricovero presso l’Ebenezer. Nella foto si vede distintamente che la donna tiene tra le braccia il suo bambino di pochi mesi e che ha gli occhi chiusi..

Parte, triste e lenta, una musica..

Una scritta in sovraimpressione traduce il titolo dell’articolo:

Muore intera famigliola di senzatetto.

 

SCENA 34- INT. CONSULTORIO LEGALE- Giorno

 

Continua il motivo lento e toccante, diventando un pò più forte..

La Mdp inquadra un televisore acceso, nell’ufficio di Mordecai Green. Nonostante la musica è possibile sentire quello che dice il notiziario alla T.V.: Stanno parlando della giovane madre morta insieme ai suoi tre bambini.

 

VOCE DEL GIORNALISTA

( mentre scorrono le immagini della bufera di neve della notte precedente )

La giovane senzatetto di colore si chiamava Lontae Burton...

E’ stata la Polizia a trovare i loro corpi senza vita alle undici di ieri sera..

 

Adesso la Mdp inquadra Green che sta seguendo il notiziario sconvolto.

 

VOCE DEL GIORNALISTA

( fuori campo )

...in una vecchia utilitaria imprigionata nella neve nei pressi di Fort Totten Park..

Secondo la Polizia le vittime vivevano in quell’automobile e avevano cercato di riscaldarsi

accendendo il motore, ma il tubo di scarico era ostruito da un cumulo di neve spinto

probabilmente contro la vettura dal passaggio di uno spazzaneve...

 

SCENA 35- EST. CIMITERO - Giorno

 

La Mdp, dall’alto inquadra un gruppetto indistinto di persone riunite attorno a quattro bare: tre di queste sono bianche e piccole, una soprattutto è molto, molto piccola..

La camera pian piano scende avvicinandosi allo sparuto gruppo di persone, che stanno quasi in semicerchio attorno ad un reverendo che sta officiando il funerale.

Piuttosto lontana, si sente la voce del prete.

 

REVERENDO

Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla...

 

La camera si avvicina ulteriormente: si sofferma su una donna di mezza età visibilmente provata e dall’aspetto trasandato, poi si sposta ed inquadra Mordecai Green, Sofia Mendosa, il barbuto Abraham, la signora Dolly e un paio di volontari.

Successivamente si unisce al gruppo Michael Brock che va a mettersi al fianco di Green.

 

GREEN

(notando Brock, sottovoce, mentre le parole del reverendo sono difficilmente distinguibili)

Ah.Michael, sei qui?

BROCK

(sospirando)

...Sì, non potevo mancare...

(poi, dopo aver guardato per un po’, con insistenza, la donna trasandata di mezza età)

Chi è quella donna, Mordecai?

GREEN

Chi?Quella?..E’ la madre di Lontae Burton…è in carcere per omicidio.suo marito era

un alcolizzato e la malmenava..

Ha ricevuto un permesso speciale per venire ad assistere ai funerali

della figlia e dei nipotini..

Adesso la Mdp ci dà un primo piano del reverendo: è lo stesso del ricovero presso l’Ebenezer..

 

REVERENDO

Vorremmo tanto poter dire quest’oggi...

...che la morte di questi poveri innocenti non sia stata vana e che..

speriamo che cose del genere non accadano più..

Ma quante, quante volte ci siamo detti questo e poi ci siamo ritrovati

a piangere per queste vite spente così...

...come un fiammifero...

 

La Mdp si allontana dal reverendo per passare velocemente sul volto dei presenti : Green annuisce silenzioso, Abraham ascolta tormentandosi la barba e la signora Dolly ha le lacrime agli occhi, mentre la donna di mezza età scoppia in una crisi isterica.

La Camera si alza e ci mostra che dalla strada sta arrivando un folto gruppo di barboni col capo chino.

Uno di loro si fa spazio tra i presenti per mettersi in prima fila; si toglie il cappellino da baseball che porta sul capo e si mette a pregare in silenzio.

 

SCENA 36- INT. UFFICIO BROCK- Giorno

 

La porta dell’ufficio si apre e vi entra Brock. Chiude la porta dietro di sè e appende il cappotto sull’attaccapanni vicino.

Sulla scrivania c’è una copia del Washington Post. Brock, senza sedersi alla scrivania, subito prende il giornale e lo apre. Così facendo, fa cadere una busta marrone che era infilata dentro.

Brock si china per raccoglierla e la apre lentamente.

Tira fuori dalla grossa busta due fogli.

Brock li poggia sulla scrivania, si siede e inizia a guardarli, dando prima uno sguardo istintivo alla porta..

Uno dei due fogli è una fotocopia dell’articolo riguardante la morte di Lontae Burton.

L’altro foglio è una fotocopia di un documento prelevato dall’archivio ufficiale della Drake & Sweeney.

La Mdp si avvicina e ci mostra l’intestazione:

Sfrattati- River Oaks Tag.

Brock scorre col dito l’indice che segue: si ferma sul nome di DeVon Hardy, ma, più giù scorge il nome di Lontae Burton..

La Mdp inquadra, con un primo piano, il volto di Brock per poi tornare sul foglio zoomando sul nome di Lontae Burton.

Vediamo le mani di Brock che girano la fotocopia. La traduzione in sovraimpressione ci mostra che sul retro c’è scritto, a penna e con una bella grafia:

Lo sfratto è stato un abuso sul piano legale ed etico

 

SCENA 37- INT. PUB- Sera

 

Mordecai Green e Michael Brock sono seduti di fronte, ad un tavolo in un piccolo pub.

In sottofondo c’è Fields of Gold di Sting.

Green ha ordinato un cheesburgher, Brock una pizza.

 

GREEN

Il funerale ha fatto notizia, sai?

Di solito i giornali non danno molto peso a questi fatti, specie se a morire è uno

di loro..Ma stavolta è stato diverso...il gran numero di senzatetto venuti al funerale ha colpito

l’opinione pubblica...

BROCK

Beh...è un bene?

GREEN

Certo che è un bene..la morte di Lontae e dei suoi figli deve avere

il giusto spazio che merita..si dovrà fare baccano..e allora potrà darsi che

                             qualche figlio di puttana si decida a fare qualcosa per questa gente..

BROCK

Allora dici che dalla loro morte potrà venire fuori qualcosa di buono.?.

GREEN

(alzando le spalle)

Non lo so..Forse..

BROCK

Hai idea del perchè fossero senza una casa?

GREEN

No...Suppongo sia per i soliti motivi..

 

Brock guarda per un attimo Green indeciso se dirgli o meno di quelle fotocopie che ha ricevuto.

 

GREEN

(accorgendosi di qualche piccola stranezza di Brock)

Mike..tutto ok? C’è qualcosa che non va?

BROCK

No..sto bene, tutto Ok non preoccuparti..

GREEN

Dev’essere la stanchezza..

Ti fanno lavorare molto alla Drake?

BROCK

Beh..non è che stia lavorando molto ultimamente..

GREEN

Oggi..ehmm..abbiamo tenuto una riunione. Abraham, Sofia ed io..

abbiamo bisogno di aiuto...Di un altro avvocato..

BROCK

Come?Non avevi detto che il coonsultorio era al verde?

GREEN

Beh..qualcosina ce l’abbiamo e con un po’

d’impegno possiamo trovare chi fa qualche offerta per il nostro studio..

...Se accettassi ti potremmo dare trentamila l’anno...

(notando il silenzio di Brock)

..Purtroppo non possiamo dare di più..

BROCK

Beh..Abraham e Sofia cosa ne pensano?

GREEN

Sono d’accordo...Ho detto loro che tu ci saresti stato molto utile..

visto che sei colto, intelligente, belloccio..

Per te raccogliere soldi da ipotetici benefattori..dovrebbe

essere un gioco da ragazzi..

BROCK

E se non avessi voglia di mettermi a raccogliere fondi?

GREEN

Beh..saremmo avvocati senzatetto...

BROCK

Scusa Mordecai..non ho capito...state puntando tutto su di me?

GREEN

Sì, ti prendiamo come socio..

La Drake è disposta a fare la stessa cosa?

BROCK

(sorridendo all’ironica risposta di Green)

Beh..che dire..Sono commosso..

(poi, ironicamente)

Lo stipendio è senz’altro molto allettante...

GREEN

Caro Michael, questo mestiere non lo si fa per soldi..

E’...una scelta di vita...

 

SCENA 38- INT.CAMERA DA LETTO- Notte

 

Brock è a letto e non riesce a dormire. Ha gli occhi aperti e sta riflettendo..

Sua moglie Claire, esausta, dorme profondamente.

Fuori nevica.

 

SCENA 39- INT. CUCINA CASA BROCK- Giorno

 

Brock è a tavola e sta facendo colazione insieme a sua moglie Claire.

C’è silenzio, i due non si parlano ma è Brock a interromperlo..

 

BROCK

Senti Claire, ti dissi che stavo frequentando quei volontari...

CLAIRE

(interrompendolo, e poi con tono disinteressato)

Sì...e allora?

BROCK

..E tra loro ho conosciuto anche un uomo, il capo di un consultorio legàle..

Mi ha proposto di unirmi a loro, di entrare a far parte del suo staff, se così si può dire..

...e di lasciare la Drake & Sweeney..

 

Claire fino ad alora era stata ad ascoltarlo distrattamente, ora comincia a farsi molto più attenta..

 

CLAIRE

Cosa?

BROCK

..Sì ti capisco..è una cosa un pò strana..

(sorride leggermente)

..Ma ci ho pensato a lungo..Da quando è accaduto quel sequestro..

qualcosa è cambiato...E adesso addirittura non sopporto più

nemmeno l’idea di stare lì, in quell’ufficio, in mezzo a quel covo di vipere..

CLAIRE

(come se non le interessasse quanto il marito le aveva detto fino ad allora)

Quanto ti pagheranno?

BROCK

Trentamila dollari.

CLAIRE

(costernata)

Meno di me..

BROCK

Già..ma..ho fatto i miei conti..

la nostra vita non cambierà poi tanto..

CLAIRE

Oh sì che cambierà..

(poi, allargando le braccia)

Per prima cosa..non potremo più permetterci

tutto questo..

BROCK

Oh..Claire..non preoccuparti di questo..

CLAIRE

(fredda)

No..io non mi preoccupo,

piuttosto tu dovresti preoccuparti..

 

SCENA 40- INT. UFFICIO DI MAYES- Giorno

 

BROCK

Rudolph, voglio lasciare la Drake & Sweeney..

 

Rudolph Mayes, seduto dietro la sua pregiata scrivania ha davanti a sè Michael Brock.

 

MAYES

(senza scomporsi)

Perchè?

BROCK

Ci ho pensato a lungo..E’ che..

ho ricevuto un’offerta da un’organizzazione che si occupa di

problemi sociali..

MAYES

(persuasivo e quasi paterno)

Non fare lo stupido Michael..Tu quanto guadagni adesso?

BROCK

Centoventimila...netti..

MAYES

Fra tre anni sarai socio..

BROCK

Ho trovato qualcosa di meglio.

MAYES

(sinceramente arrabbiato)

Cazzo..Mike!..Non puoi permettere che una disavventura ti

cambi la vita!...Tutta colpa di quel dannato barbone..

BROCK

La mia non è una rinuncia, è solo che passo in un altro campo..

MAYES

(calmandosi un po’)

E dove vai?

BROCK

In un consultorio legale vicino al Logan Circle..specializzato

nella difesa dei senzatetto..

MAYES

(rassegnato, con l’aria di chi dice: “Questo è matto!”)

Quanto ti danno?

BROCK

(sorridendo)

Oh..Un sacco..Hai voglia di fare una donazione al consultorio??

MAYES

Sei diventato matto..

BROCK

(sempre sorridendo)

Già..me lo dicono in tanti..

...ultimamente..

 

SCENA 41- INT. UFFICIO DI BROCK- Pomeriggio

 

Michael Brock è nel suo ufficio. I cassetti della scrivania sono tutti aperti e Brock sta togliendo i suoi libri di legge dagli scaffali dietro la scrivania per riporli negli scatoli.

Entra Polly, ha portato del caffè ed è piuttosto triste.

 

POLLY

Le ho portato un pò di caffè, signor Brock..

BROCK

Grazie mille Polly, era proprio quello che mi ci voleva..

 

Brock smette per un attimo e prende il caffè offertogli da Polly.

 

POLLY

(mentre Brock sta bevendo il caffè)

Mi mancherà molto...signor Brock..

BROCK

(un pò imbarazzato)

..Anche lei..Polly..

dubito che troverò mai una brillante segretaria come lei..

(poi, sorridendo)

Anzi...dubito anche di trovarla una segretaria dove andrò io..

...il caffè mi toccherà farmelo da solo..e i biscotti fatti in casa..

beh..quelli dovrò scordarmeli..

POLLY

Mi dispiace che lei se ne vada, ma io la capisco sa?

...Capisco le ragioni della sua scelta e poi..io l’ho sempre

saputo: lei non è come gli altri, lei è diverso...Lo è sempre stato.

 

Detto questo Polly se ne va, chiudendo piano la porta dietro di sè.

Brock si rimette a togliere libri dagli scaffali poi si ferma, si fruga un po’ nella tasca destra dei pantaloni e ne tira fuori la fotocopia con i nomi degli sfrattati della River Oaks e con quella scritta a penna.

Col foglio aperto davanti si siede alla scrivania. Sta per un pò a riflettere, col foglio aperto davanti e le mani nelle tempie.

Poi, come se scosso da un’improvvisa folgorazione, subito preme il pulsante del telefono e compone un numero interno.

 

Pronto?

 

La voce all’altro capo del telefono è di Hector Palma, avvocato nel settore immobiliare e collega di Braden Chance.

 

BROCK

Parlo con Hector Palma?

PALMA

Sì..sono io chi è?

BROCK

Ciao Hector, sono Brock..

...beh, io non ti conosco molto bene, solo di vista..

Tu però devi conoscermi abbastanza se ti sei intrufolato nel mio ufficio

e mi hai messo quella busta nel giornale..

PALMA

Dev’essersi sbagliato..io non so nulla..

BROCK

Oh..avanti Hector, non facciamo sceneggiate..

...so che sei stato tu..

Devo dirti anche cosa mi hai scritto sul retro della fotocopia?

PALMA

(molto agitato)

No no no..OK Ok, metti giù questo dannato telefono...

se qualcuno intercettasse questa telefonata..

Ci vediamo tra un’ora nella biblioteca al terzo piano..

 

SCENA 42- INT. BIBLIOTECA- Pomeriggio

 

Brock è seduto ad un lungo tavolo in mogano nella sala letture della biblioteca al terzo piano della Drake & Sweeney. La Mdp inquadra Brock da dietro uno scaffale semi pieno, su cui i libri sono messi piuttosto disordinatamente. Ecco arrivare un uomo alto, coi capelli neri e ricci: è Hector Palma, si siede al tavolo, proprio di fronte a Brock.

 

PALMA

(bisbigliando e guardandosi attorno con circospezione)

Chi diavolo..come..hai capito che te la avevo messa io quella busta?

Che cazzo c’avevi..le mie impronte digitali?

BROCK

(sorridendo e protendendosi verso Palma)

Non ero affatto sicuro che fossi stato tu..

Ad un tratto ho pensato: la Drake tuttosommato non si occupa

poi tanto del settore immobiliare, infatti quello è il settore più piccolo e conta solo

tre avvocati: Chance, il vecchio Carper e tu..

Chance è un coglione e pochi giorni fa mi ha cacciato dal suo ufficio dunque lo è escluso..

Il vecchio Carper è una dannata mummia repubblicana e si importa dei senzatetto così come

io mi interesso alle elezioni politiche in Slovenia..

allora non sei rimasto che tu..

Tuttavia non ne ero ancora certo: la telefonata ha poi dissipato tutti i miei dubbi..

PALMA

(spazientito)

Ok..ma adesso cosa vuoi?

BROCK

Dov’è la pratica?

PALMA

Le custodisce tutte Chance..

BROCK

Le custodisce nel suo ufficio?

PALMA

(restìo a parlare)

...Sì..sottochiave.

BROCK

Cosa c’è di interessante in quella pratica,Hector?

PALMA

(alzandosi)

Non posso dirlo...Ho moglie e tre figli..

non mi va di farmi sbattere fuori..

BROCK

(molto serio)

Hai la mia parola.

PALMA

Oh..insomma..brutte cose ci sono...Brutte cose..

BROCK

(sibilando)

Mi serve quella pratica..

PALMA

Io non ce l’ho...Senti..noi non ci siamo visti..

..anzi..non ci siamo mai conosciuti..

BROCK

Mi serve quella pratica..come posso procurarmela..

PALMA

Non lo so. Dovrai rubarla..

BROCK

Ma tu hai fotocopiato la lista con gli sfrattati..

Hai la chiave?

PALMA

(allontanandosi)

Non ho nessuna chiave..

Tu sei proprio matto da legare..

 

Detto questo Palma si allontana, impaurito.

 

SCENA 43- INT. CONSULTORIO LEGALE- Sera

 

Brock, con un pesante scatolone pieno di libri di legge entra nel consultorio legale.

Mordecai Green gli va incontro dandogli una mano nel poggiare il pesante scatolone a terra.

Dietro Green ci sono Sofia e Abraham.

 

GREEN

(sorridendo)

Cos’è? Un trasloco in piena regola?

ABRAHAM

(dando una bella pacca sulle spalle di Brock)

Benvenuto a bordo..

GREEN

(scherzando)

Scoprirai l’ebbrezza che si prova ad essere pagati un dollaro al giorno..

(poi, indicando la stanzetta attigua alla sua)

Questo è il tuo nuovo ufficio..

 

Brock si fa avanti e getta uno sguardo dentro il suo nuovo ufficio: è più piccolo della metà dell’ufficio che ha lasciato, c’è una vecchia scrivania con uno schedario sgangherato, dal soffitto pende solo una nuda lampadina e non c’è il telefono..

 

GREEN

Che ne dici?

BROCK

(senza parole)

Beh..è..è..stupendo.

Mi piace.

GREEN

Per il telefono non preoccuparti,

provvederemo subito.

 

Abraham nel frattempo, senza dire nulla, si è caricato lo scatolone sulle spalle e lo ha posato in mezzo al nuovo ufficio di Brock.

 

ABRAHAM

Non hai che da metterci la tua roba e poi ti sentirai più a casa..

 

Brock si guarda un altro pò intorno poi si dirige verso la porta.

 

BROCK

Già...

GREEN

E’ qui tutto quello che avevi nel tuo ufficio o

devi tornare lì per prendere qualche altra cosa..?

BROCK

Beh, veramente stasera dovrei tornare alla Drake,

ho un’ultima cosa da fare..

 

SCENA 44- INT. DRAKE & SWEENEY- Tarda sera

 

I corridoi sono deserti. Un orologio sulla parete indica le nove e quindici minuti. Michael Brock, con un pesante giubbino nero e un cappellino da baseball ben calcato in testa si ferma davanti ad una porta sulla sinistra: è la porta dell’ufficio di Braden Chance. Dopo essersi guardato un pò attorno bussa per due volte poi attende per un pò, in silenzio: nessuna risposta.

Prova a girare la maniglia ma niente: la porta è chiusa a chiave.

Brock cerca qualcosa nelle tasche del suo giubbino poi, finalmente, tira fuori la chiave del suo vecchio ufficio. La guarda per un pò, rigirandosela tra le mani poi prova ad inserirla nella serratura.

La Mdp, con un primo piano, ci mostra la chiave che entra piano e gira fino a far scattare la serratura e ad aprire la porta. Poi l’inquadratura si allarga e la camera torna nuovamente su Brock. L’avvocato apre un pò la porta, quel tanto che basta per intrufolarsi nello studio di Braden Chance.

Una volta entrato, Brock si ritrova completamente al buio. Per un attimo è indeciso se accendere o no le luci

ma è troppo buio e non si riesce a scorgere nulla. Brock allora chiude la porta a chiave e accende le luci.

Subito si dirige verso lo schedario e lo apre senza far rumore.

Ci sono almeno una decina di pratiche intestate River Oaks ma Brock, dopo averle rapidamente guardate ne prende una piuttosto voluminosa.

La sfoglia per un attimo poi, soddisfatto, se la infila sotto il giubbino.

Brock si avvicina alla porta, quando sente alcune voci nel corridoio.

 

Voce 1

Ehi..Ben..

Voce 2

Che c’è Al..?

 

Brock spegne le luci e resta in attesa vicino alla porta nel buio totale.

Intanto si sentono dei passi e la Mdp, posizionata  nel corridoio ci mostra un uomo, probabilmente quel certo Ben, che si sta avvicinando alla porta dell’ufficio di Chance.

E un altro uomo, Al, che gli va incontro..

 

Al

Allora la sei andata a vedere quella partita tra i Bullets e i Knicks?

Ben

No Al, non ci sono andato più..avevo Rita con la febbre..

Al

Che fregatura.

Ben

Già..

 

La Mdp torna da Brock che è addossato alla porta e, trattenendo il fiato, aspetta che i due se ne vadano.

I due finalmente cominciano ad allontanarsi: Brock sente le loro voci farsi man mano sempre più fioche..

Sembra che i due se ne siano andati allora Brock apre la porta. Caccia solo la testa fuori.

Guarda prima a sinistra: nessuno. Poi, a destra: nessuno.

Via libera.

Brock subito sguscia dall’ufficio e si dirige verso l’ascensore.

 

SCENA 45- CASA DI BROCK- Sera tarda

 

Siamo nel salotto della casa di Brock: sedute intorno al tavolo ci sono due donne, l’una è Claire, l’altra invece è un avvocato, stanno parlando a voce bassa e le loro parole sono a stento udibili.

Si apre la porta ed entra Brock. Si toglie il giubbino, lo appende all’attaccapanni all’ingresso e appoggia la pratica che ha sottratto a Chance sopra un mobiletto accanto allo specchio.

Entra nel soggiorno convinto di non trovarvi sua moglie perciò rimane meravigliato non appena la vede in compagnia dell’altra donna.

 

CLAIRE

(fredda)

Era ora che venissi..

BROCK

(capendo tutto e facendo la parte indifferente)

Sei tu che sei in anticipo stasera, come mai?

AVVOCATO

(quasi rispondendo a Brock)

Piacere signor Brock..Sono Jacqueline Hulme, il legàle di sua moglie..

CLAIRE

(interrompendo il suo avvocato e parlando con estrema freddezza)

Mike..Sono sicura che tutto ciò non ti meraviglia affatto e che forse è quello che desideri anche tu..

 

La Mdp si sofferma sul viso di Brock: è vero, se l’aspettava, ciononostante è molto sorpreso:non sa cosa dire.Allora si siede, prendendo posto di fronte alle due donne.

 

CLAIRE

(continuando)

...Io suggerisco un divorzio per..incompatibilità inconciliabili..

Niente scontri, niente accuse...dobbiamo solo ammettere una volta per tutte quello

che finora non abbiamo avuto il coraggio di dire, e cioè che il nostro

matrimonio è finito.

 

Brock resta a guardare Claire senza dire nulla.

La Mdp passa dal viso di Brock a quello deciso di Claire.

 

CLAIRE

Allora? Non dici niente?

BROCK

(infastidito)

E cosa devo dire?..Hai detto tu

tutto quello che c’era da dire..

AVVOCATO

Allora è consensuale?..Lei è d’accordo..?

BROCK

(quasi parlando tra sè)

Già mi sto chiedendo come abbia fatto a durare finora..

(poi, rivolto a Claire)

C’era proprio bisogno di chiamare l’avvocato?

Credevi che avrei approfittato di te?

CLAIRE

Beh..tu sei un avvocato e io volevo un avvocato. Nulla di più..

AVVOCATO

(interrompendo)

Questo...è il reperto A..

(adesso mostra a Brock un foglio stampato)

...ed è l’elenco dei vostri averi e questo..

(adesso ne porge un altro)

è il reperto B ed è una proposta di suddivisione studiata

da me e dalla signora..

 

Brock studia con attenzione i due reperti poi li mette da parte.

 

BROCK

(con calma)

Ma la suddivisione che voi avete fatto non è alla pari..

CLAIRE

(subitanea)

E non sarà alla pari.

BROCK

Perchè?

CLAIRE

(acidamente sarcastica)

Perchè non sono io quella che sta passando una crisi di mezza età..

...Come mi ha fatto notare l’avvocato..

(e qui la Mdp si sofferma brevissimamente sullo stupido sorriso dell’avvocato)

la tua scelta..missionaria..ci sottoporrebbe ad una riduzione di stipendio di

novantamila dollari l’anno dunque non vedo perchè la divisione dovrebbe essere paritaria..

 

Brock, con aria esausta e quasi disinteressata annuisce.

 

BROCK

Quando vuoi che me ne vada?

CLAIRE

(a questo punto un pò a disagio)

Fà come vuoi..

BROCK

Me ne vado domani...

 

A questo punto la Mdp si allontana per riprendere la scena dei tre che parlano, con molta calma, fuori dalla finestra. Non è possibile sentire quello che si dicono, si vede solo che l’avvocato porge a Brock un altro foglio(forse un altro reperto).

 

SCENA 46- INT. CONDOMINIO- Pomeriggio

 

In sottofondo sentiamo Another One Bites The Dust dei Queen.

La Mdp inquadra, per un attimo, una strada situata nella periferia di Washington, in una zona particolarmente depressa.

Poi la camera segue Brock che porta due pesanti valigie e sta salendo su per le scale di un condominio.

Ogni tanto si ferma per posare un attimo le valigie e per riposarsi un pò. Mentre sale le scale vediamo scendere varie persone che vivono nello stabile: un paio di ragazzini di colore con t-shirt e blue jeans, un poliziotto in divisa e una vecchia col bastone. Tutti passando guardano con un pò di curiosità il nuovo condòmino.

Arrivato alla fine della sua salita Brock apre una porta ed entra.

Si ritrova in un monolocale con una piccola cucina, una mini stanza da letto con comodino e armadietto e una veduta sul cortiletto sottostante.

 

SCENA 47- MACCHINA DI MORDECAI GREEN- Giorno

 

Brock è nell’auto di Mordecai Green, una vecchia Chevy tutta scassata: indossa un paio di jeans e una camicia bianca.

 

GREEN

(mentre guida)

L’aspetto spaventoso dei senzatetto è quello che non si vede..

..la maggioranza degli indigenti spendono quasi tutto quello che hanno per

conservare il tetto che hanno.

Sono decine di migliaia gli abitanti di questa città aggrappati al loro tetto;

una busta paga saltata, un licenziamento e il tetto se ne vola via..

BROCK

Dove vanno?

GREEN

Non finiscono quasi mai subito nei ricoveri.

Prima vanno dai parenti o dagli amici, i quali però spesso

vivono in case sovvenzionate e per questo devono limitare il numero di

persone che vi abitano, altrimenti rischiano lo sfratto.

 

A questo punto la Mdp sta inquadrando da fuori l’auto. Il semaforo è rosso e Green, che non se ne era accorto, frena all’ultimo momento, facendo lievemente slittare l’auto in avanti.

La Mdp torna poi nell’abitacolo dell’auto.

 

GREEN

(senza scomporsi)

...Il fatto è che..parecchi di questi..hanno paura dei ricoveri

e fanno carte false per cercare di non finirci..

BROCK

Perchè?

GREEN

Non tutti i ricoveri sono sicuri..

Ci sono stati casi di aggressioni, rapine..addirittura...violenze carnali..

BROCK

(fingendo un’aria impaurita)

Cazzo..ho dimenticato la pistola a casa..

 

SCENA 48- EST. STRADA- Giorno

 

All’angolo della strada c’è un gruppo di uomini imbacuccati che si scaldano intorno ad una stufetta.

Sul marciapiede stanno camminando Mordecai Green e Michael Brock.

La Mdp ci mostra il palazzo difronte a loro: affisso c’è un cartello che dice Samaritan House.

 

GREEN

(facendo da Cicerone a Brock)

Il Samaritan House è un ricovero privato..Noi veniamo qui da sei anni.

 

Green si volta un attimo indietro per guardare Brock, il quale lo segue e ascolta con attenzione.

I due, dopo pochi passi, entrano all’interno del ricovero.

Varcato l’ingresso i due si addentrano in un labirinto di piccoli corridoi sui quali si affacciano stanzette quadrate e spoglie, che hanno solo una branda e una lampadina appesa al soffitto.

 

GREEN

(continuando a camminare)

Questo è uno dei migliori ricoveri della città..

 

Continuando a camminare giungono alla fine del corridoio, dove c’è un ampio stanzone.

Loro vi entrano ed ecco venirgli incontro una robusta donna di colore con pesanti stivali militari ai piedi.

 

GREEN

(a Brock)

Questa è Molly..E’ lei a gestire questo posto..

MOLLY

(a Green)

Ciao Mordecai, come va?

Di là ti aspettano..

GREEN

(dando una pacca sulle spalle a Molly)

Beh..hanno finito di aspettare. Eccoci qua.

(indicando Brock)

Questo è il nostro nuovo avvocato.

BROCK

(tendendo la mano)

Piacere.

MOLLY

(stringendogliela forte)

Il piacere è mio ragazzo.

 

Molly, precedendo i due avvocati li conduce in una stanza da lei messa a loro disposizione.

L’energica Molly prende un tavolino pieghevole e lo apre e poi porta due sedie.

 

MOLLY

Accomodatevi pure.E buon lavoro..

 

Detto questo Molly se ne va.

La Mdp, con un primo piano, passa in rassegna i volti delle sei persone, che sedute su di una panca, stanno aspettando di parlare con i due legàli.

Brock si siede a tavolino, Green si accomoda al suo fianco.

 

GREEN

(ad alta voce)

Avanti il primo!

 

Ecco farsi avanti un barbone bianco, dall’aria ubriaca.

 

BARBONE

(sedendosi)

Buongiorno vostro onore..

BROCK

(gentilmente)

Come si chiama?

BARBONE

Chi? Lui? Questo negro seduto vicino a te?

Che cazzo ne so..

(poi, rivolto a Green)

Ehi tu, come ti chiami?

GREEN

(a voce bassa, a Brock)

Questo è ubriaco fradicio..

                                                                              BARBONE

(sempre biascicando)

Chi io?..Io non sono ubriaco..

GREEN

Oh avanti amico, non farci perdere tempo, abbiamo da lavorare qua..

Qual è il tuo problema? Noi siamo avvocati: parla..

BARBONE

Beh, veramente..Vostro Onore..io..non ho problemi..

Certo..c’è questa cazzo di gamba che mi

fa male....però non ho problemi..

GREEN

Beh..allora fà una cosa..figliolo..accomodati in cucina e fatti

dare un bel caffè caldo Ok?

BARBONE

Chi io?Ahh..Grazie..Vostro Onore..

..volevo solo fare due chiacchiere..Mi scusino..

 

Il barbone ubriaco si alza e si dirige verso le cucine.

 

GREEN

Avanti il prossimo!

(poi, rivolto a Brock)

..Per alcuni di questi fare la fila qui è un modo come un altro

per perdere tempo o per fare quattro chiacchiere con un essere umano che

non li cacci via a calci..

 

Si fa avanti una signora di mezza età, coi vestiti in ordine.

 

BROCK

Lei è la signora..

SIGNORA

Williams...vedova..

BROCK

Qual’è il suo problema sig.ra Williams..

SIG.RA WILLIAMS

Beh senta giovanotto..mio marito era un ex combattente..

..Adesso a me spetta la pensione dei reduci di guerra...ma non riesco ad avere

questi soldi..Gli assegni vengono inviati nel Maryland su un conto bancario

al quale non ho accesso..

 

Brock scambia un’occhiata con Green, il quale nel frattempo ha consultato la documentazione portata dalla donna. Green annuisce.

 

GREEN

(con tono rassicurante, alla Signora)

Ho dato uno sguardo alla documentazione..Non si preoccupi

l’ente che gestisce la previdenza per i reduci è amministrato da brave persone.

Le faremo avere i suoi assegni.

SIG.RA WILLIAMS

(rivolgendosi prima a Green e poi a Brock)

Grazie..Vi ringrazio..

 

La donna si alza e lascia il posto libero per un nuovo “cliente”.

 

GREEN

Avanti il prossimo! Chi è il prossimo?

 

SCENA 49- INT. MONOLOCALE DI BROCK- Sera tarda

 

Brock va avanti e indietro nel suo monolocale, mentre legge con attenzione la pratica che ha sottratto a Braden Chance.

La voce fuori campo di Brock ci mette al corrente di ciò che sta leggendo...

 

BROCK(Voce fuori campo)

Nel mese di dicembre la River Oaks partecipa ad una gara d’appalto

per la costruzione di una nuova struttura del Servizio Postale da venti milioni di dollari

Il 6 Gennaio il Servizio Postale informa la River Oaks che ha vinto l’appalto per la nuova

struttura. La River Oaks e i suoi legali allora subito si mettono al lavoro, comprando

quattro stabili sulla Florida Avenue, uno dei quali è un capannone abitato da alcuni

indigenti. Tale capannone era di proprietà della Tag, una società immobiliare il cui unico azionista è un

certo Tillman Gantry, ex protettore e delinquente di piccolo calibro.

 

A questo punto Brock smette di leggere per un pò. Si siede a terra e sul nudo pavimento sparpaglia alcuni fogli.

 

BROCK(Voce fuori campo)

Dalle note di Hector Palma: il 4 Febbraio, un martedì, il capannone è stato sfrattato.

Io ero presente. Parecchi di quelli che vi vivevano si sono ribellati ai poliziotti affermando

di essere affittuari pienamente in regola e non abusivi....

....C’era una donna con 4 bambini, uno appena nato. Dormivano su due materassi

buttati per terra. Anche la donna si è ribellata ai poliziotti sotto gli occhi dei figli poi

è stata cacciata come tutti gli altri..

 

Brock smette di leggere e, in silenzio, riordina e posa le carte che ha sparpagliato a terra.

Squilla il telefonino di Brock.

 

BROCK

Pronto?

....Sì Claire, cosa c’è....

...Ok, sta calma, vengo subito...

 

SCENA 50- INT. CASA DI CLAIRE- Sera tarda

 

La porta della casa di Claire è aperta e la Mdp entra mostrandoci quattro poliziotti intenti a cercare qualcosa.

Claire è alzata, in vestaglia ed ha un’espressione sconvolta.

A questo punto entra Brock, furioso.

 

BROCK

Cosa diavolo sta succedendo?

 

Ecco venire incontro a Brock un uomo.

 

POLIZIOTTO

Si calmi. Sono il tenente Larry Gasko. Ho un mandato di perquisizione mandato dal giudice Kisner.

CLAIRE

(con la voce tremante)

Mike..gliel’ho detto che tu non abitavi più qui..

...ma non hanno voluto saperne nulla...

BROCK

Non preoccuparti Claire, me la vedo io..

GASKO

E’ tutto in regola perciò si calmi e faccia calmare anche la signora..

BROCK

(arrabbiandosi ancora di più)

E’ in regola un cazzo! Mi faccia vedere il suo mandato!

GASKO

(sbuffando gli porge un foglio che tiene in mano)

Eccolo.

BROCK

(dopo averlo velocemente letto)

Ma per chi mi ha preso? Io sono un avvocato...

Questo non è un mandato ma è solo una autorizzazione a perquisire la casa..

La vostra perquisizione è illegale..avreste dovuto fermarvi non appena lei vi ha detto che

io non abito più qui...Ora andatevene, domani sarete tutti querelati..

GASKO

Lei sta parlando a vanvera..Dov’è il fascicolo?

BROCK

No so di cosa diavolo parla...e poi, se pure fosse..

..il fascicolo non è qui perchè io qui non ci abito più e adesso fuori!

 

Il tenente Gasko rimane per un attimo difronte a Brock con uno sguardo di sfida poi prende la via della porta insieme agli altri poliziotti.

Brock, tirando un sospiro, si siede al tavolo in salotto. Claire lo guarda.

 

CLAIRE

Che storia è questa del fascicolo?

BROCK

...Una brutta storia...

CLAIRE

Hai davvero intenzione di citarli?

BROCK

No...non ci sono elementi per una querela...

...L’ho detto per spaventare quel Gasko..

 

Brock si alza e si dirige verso la porta seguito da Claire.

Si volta e la guarda per un pò, aspettando che lei dica qualcosa.

 

BROCK

Mi dispiace molto per quello che è successo Claire..

...non avrei voluto coinvolgerti in questa storia...

CLAIRE

Non fa niente, l’importante è che non accada più.

Buonanotte Mike.

BROCK

Buonanotte.

 

Claire chiuda la porta di casa. Brock rimane  per un po’ fermo lì fuori poi, comincia a scendere le scale.

 

SCENA 51- INT.CONSULTORIO LEGALE- Giorno

 

La Mdp ci mostra un telefono piuttosto vecchio mentre si sente, fuori campo, la voce di Green che sta urlando con qualcuno al telefono.

Poi l’inquadratura si allarga fino a mostrarci Mordecai Green in piedi vicino la sua scrivania, con la cornetta del telefono in mano.

 

GREEN

(molto adirato)

Bene...Vuol dire che agiremo per vie legali..visto che non avete voluto dare al mio assistente ciò

che legalmente gli spetta...

(Green ha alzato ancora di più la voce quando ha detto legalmente)

Ve la siete cercata voi...

 

Adesso la Mdp si allontana da Green, fa una capatina nell’ufficio più grande dove Sofia Mendosa sta parlando al telefono in lingua spagnola. Poi la Camera entra nell’ufficio di Brock: ha anche lui la cornetta alzata e sta componendo un numero...

 

RECEPTIONIST

Pronto, è la Drake & Sweeney, in cosa posso aiutarla?

BROCK

Mi può passare il settore immobiliare?

 

La receptionist collega la chiamata con la linea interna. A rispondere è un uomo, Brock ne riconosce immediatamente la voce: è Braden Chance.

 

CHANCE

Settore immobiliare. Sono Braden Chance, posso aiutarla?

BROCK

Vorrei parlare con Hector Palma, grazie..

CHANCE

Lei chi è?

BROCK

Un vecchio amico, mi chiamo...Rick Hamilton..

CHANCE

Mi dispiace ma Palma non lavora più qui..

 

Detto questo Chance riattacca il telefono.

Anche Brock mette giù la cornetta del telefono, e rimane per un pò a guardare la scrivania davanti a sè senza parlare..

La Mdp ci mostra tre poliziotti in divisa varcare l’ingresso del consultorio, seguiti dal tenente Gasko.

 

SOFIA

(molto infastidita)

Ma cosa..diavolo..

UN POLIZIOTTO

Abbiamo un mandato di perquisizione.

 

Green e Brock, richiamati dalla voce allarmata di Sofia, escono dai loro uffici.

 

GREEN

(andando incontro ai poliziotti e al tenente)

Che cosa volete? Vi sembra questo il modo di entrare..

GASKO

(molto rude)

Senta, non siamo venuti qui per discutere di galateo, questa è una

dannata perquisizione. E’ lei Mordecai Green?

GREEN

Sì, sono io..

GASKO

(notando la presenza di Brock)

Salve Mikey, strano ma non ho ricevuto nessuna denuncia da parte sua..

BROCK

(cercando di non rispondere alla provocazione)

Quello che cercate non è qui.

GASKO

Vedremo..

GREEN

(a Brock, a bassa voce)

Cosa cercano, Mike?

BROCK

(sempre a bassa voce)

La pratica dello sfratto..

 

Green non ha capito bene cosa intenda dire Brock, intanto i poliziotti, facendo spostare Sofia, si sono messi a rovistare nei cassetti della sua scrivania..

 

GREEN

Ehi..ehi..aspettate un momento..

GASKO

(rabbioso)

Aspettare..Cosa??

GREEN

Mi faccia vedere questo mandato..

 

Gasko tira fuori un foglio dalla tasca del suo impermeabile e lo porge a Green sbuffando.

 

GREEN

Questo..è firmato dal giudice Kisner..

Bene, è tutto in regola, ma..questo pezzo di carta vi dà il

diritto di mettere sottosopra solo l’ufficio di Michael Brock, perciò non dovrete nemmeno azzardarvi

a mettere le mani negli uffici degli altri avvocati..

 

Gasko, dopo aver soffocato un vaffanc. a voce molto bassa, va con gli altri tre poliziotti a perquisire l’ufficio di Brock.

Green prende Brock per un braccio e se lo porta nel suo ufficio.

 

GREEN

Cos’è questa pratica, Mike?

BROCK

E’ la pratica riguardante lo sfratto del capannone in cui vivevano

DeVon Hardy e la giovane Lontae con la sua famiglia..

GREEN

(colpito)

Ah..anche Lontae Burton viveva in quel...

E adesso dov’è questo fascicolo?

BROCK

Non temere, non è qui.Non troveranno nulla..

GREEN

Ne hai una copia?

BROCK

Certo.

GREEN

E hai pensato a consegnare l’originale?

BROCK

Non posso, sarebbe un’ammissione di colpa..

Loro non sono sicuri che ce l’abbia io..E, anche restituendolo,

saprebbero che ne ho conservata una copia..

GREEN

E’ tanto importante quel fascicolo?...C’era qualcosa di illegale

nello sfratto?

BROCK

Credimi Mordecai, quel fascicolo è molto importante..

...Lo sfratto è stato un enorme abuso e quel fascicolo contiene cose in grado

di mandare gambe all’aria la River Oaks e, forse, la stessa Drake & Sweeney..

Aspetta che questi sbirri se ne vadano e ti racconterò tutto..

 

SCENA 52- INT.CONSULTORIO LEGALE- Giorno

 

Vediamo che Brock è in piedi e sta parlando, ad ascoltarlo ci sono Green, Sofia e Abraham.

Noi non riusciamo a sentire le sue parole e la mdp ci mostra i visi dei tre colleghi di Brock che ascoltano attentamente e a volte annuiscono.

 

BROCK

E questo è tutto, credo..

GREEN

(dopo un attimo di silenzio assoluto)

Bene..vediamo un pò..adesso dobbiamo scegliere tra vari modi di procedere per

querelare la controparte, e noi di controparte non ne abbiamo solo una ma tre...

ABRAHAM

(intervenendo)

...Tre: la River Oaks, la Drake & Sweeney e la Tag, di quel figlio di puttana di Tillman Gantry..

GREEN

(continuando il suo discorso)

...Se optiamo per il primo metodo, l’imboscata, si prepara una denuncia, si corre in tribunale, si deposita la querela,si cerca di richiamare l’attenzione di Tv e giornali e si spera di riuscire a provare quanto denunciato..

..Il vantaggio è la sorpresa, l’imbarazzo dei querelati e, se tutto fila liscio, l’indignazione della opinione

pubblica....

BROCK

Sul piano procedurale però..è un pò come gettarsi in un burrone senza essere sicuri di trovare una rete sul fondo..

GREEN

Già. Il secondo metodo potrebbe essere quello di mandare una lettera alla controparte in cui si

elencano le varie accuse, ma, invece di passare subito alle vie legali, la si invita a discutere la questione.

In questo modo si potrebbe anche arrivare ad un accomodamento, evitando così il dibattito processuale..

BROCK

Non so Mordecai, ma io sarei per l’imboscata..per vari motivi..

Il più importante è questo: Hector Palma e anche gli altri testimoni non sono tenuti a rilasciare nessuna dichiarazione se noi non depositiamo prima la denuncia...Se riuscissimo a trovare Palma e qualche altro testimone, potremmo indurli a parlare sotto giuramento solo se è stata depositata la querela e gli accusati sono pienamente sul banco degli imputati..

ABRAHAM

(annuendo)

Ha ragione.

GREEN

(dopo essere stato per un pò in silenzio a riflettere)

Non sarà affatto facile, ragazzi...Dovremo affrontare ostacoli belli grossi..

Soprattutto non sarà facile convincere dei barboni a deporre in tribunale...Ci ritroveremo contro

Tillman Gantry, non so se mi spiego....Uno che laggiù in strada, fa il brutto e il cattivo tempo..

(poi, alzandosi dalla scrivania)

...D’altra parte però..non c’è nessun modo per non coinvolgerlo, perchè è da lui

che è partita l’ingiustizia: lui era il proprietario del capannone e a lui i cosiddetti abusivi pagavano regolarmente l’affitto; Gantry, per vendere il suo lurido buco alla River Oaks ha dovuto tenere nascosto questo piccolo ma importantissimo particolare ai nuovi acquirenti...ma gli avvocati della River Oaks, Braden Chance e Hector Palma ne sono venuti a conoscenza, ma hanno preferito ignorare la circostanza e procedere come se nulla fosse..e così, sono stati tutti buttati in mezzo alla strada come abusivi e tra questi c’era Lontae Burton con la sua famigliola, buttata in mezzo a una strada nel bel mezzo dell’inverno e con la temperatura che di notte è al di sotto dello zero..

Adesso non sapremmo assolutamente nulla di tutta questa storia se a Palma non fossero venuti gli scrupoli...Ebbene, è proprio da qui che dobbiamo partire: trovare Hector Palma..

SOFIA

Seguro.

GREEN

Hanno cercato di nascondercelo, trasferendolo in chissà quale filiale della Drake & Sweeney, perchè ci scommetterei la testa che non l’hanno licenziato: un dipendente licenziato ha un motivo grosso come una casa per vuotare il sacco..

BROCK

Non preoccuparti, lo troverò.

 

SCENA 53- INT. MONOLOCALE DI BROCK- Sera

 

Brock è seduto a tavola, nel suo spoglio monolocale: sta cenando.

La T.v. è accesa ed è sintonizzata su un canale che sta trasmettendo L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock. La Mdp adesso inquadra lo schermo della televisione e noi possiamo vedere l’attore James Stewart.

Poi la camera torna su Brock che allunga una mano verso il suo cellulare, appoggiato sul tavolo e si mette a comporre un numero.

 

Pronto?

 

A rispondere è una voce maschile.

Brock rimane per un pò con la cornetta in mano, senza parole.

 

BROCK

Scusi...è la casa di Claire Addison?

VOCE MASCHILE

No, è la casa di Claire Brock, perchè, chi è lei?

BROCK

(che aveva intenzionalmente usato il cognome di lei da nubile)

Non ha importanza..credo...di aver sbagliato numero..

 

Brock chiude la comunicazione e getta il telefono sul divanetto vicino.

Poi allontana il piatto sospirando profondamente.

La Mdp torna ad inquadrare lo schermo della televisione: è la scena in cui James Stewart è insieme a Doris Day e a quel bambino che fa la parte di suo figlio, ed è il momento in cui lei canta per la prima volta la canzone Que sarà sarà.

 

SCENA 54- INT. CONSULTORIO LEGALE- Pomeriggio

 

Michael Brock è nel suo piccolo ufficio e sta cercando qualcosa sul computer. Ma ecco che entra Sofia, come al solito senza bussare nè chiedere permesso.

 

SOFIA

Mike, le informazioni che mi hai dato su Palma mi sono state molto utili:

te l’ho trovato, l’hanno sbattuto a Chicago...

BROCK

(alzando gli occhi dal computer e sorridendo meravigliato)

Come..diavolo..ci sei riuscita in così poco tempo.?.

SOFIA

(con espressione furba)

Ohh..non è stato difficile: ci sono solo volute un paio di telefonate

ad alcuni amici, di cui è meglio che tu non sappia più di tanto..

Allora, ti serve l’indirizzo?

BROCK

Beh..mi potrebbe essere molto utile..

SOFIA

Per questo ci vorrà un pò di tempo, bello...

 

Dopo aver detto questo Sofia esce dalla stanza e se ne torna alla sua postazione.

 

SCENA 55- EST. STRADA- Sera tarda

 

La strada su cui affaccia il consultorio legale è completamente deserta:ci sono solo delle auto parcheggiate e in una di queste c’è Gasko con due suoi colleghi.

Gasko è seduto alla destra del poliziotto che porta la macchina e sta fumando nervosamente una sigaretta.

 

POLIZIOTTO

(a Gasko)

Tenente, quand’è che facciamo irruzione?

GASKO

Tra poco, tra poco..

 

SCENA 56- INT. STUDIO LEGALE- Sera tarda

 

Sofia è al suo posto e sta riordinando delle pratiche, quando entra il tenente Gasko accompagnato da due poliziotti in divisa. Appena li vede entrare Sofia va loro incontro minacciosa.

 

SOFIA

Dannato poliziotto, di nuovo qua?Cosa diavolo vuole adesso?

Beh..se è per quel dannato fascicolo glielo abbiamo già detto che qui non c’è..

GASKO

(spingendola forte)

Oh no, nessun fascicolo..Siamo venuti a prelevare qualcosa

di più grosso..

 

Escono allarmati dai loro uffici anche Green e Brock.

 

GREEN

(cercando di mantenere il sangue freddo)

Ha un mandato?

GASKO

(sorridendo)

Si, caro Kundakinde..eccolo..

Un mandato d’arresto per Michael Brock. Per..furto aggravato...Firmato dal Giudice Kisner..

 

Green rimane per un pò a leggere attentamente il mandato datogli da Gasko.

Poi si toglie gli occhiali che di solito usa per leggere, sbuffando..

Nel frattempo Gasko, senza perdere tempo ammanetta Brock, sempre col suo stupido sorriso sulla faccia.

 

GREEN

Vengo con voi alla Centrale, io sono il suo avvocato..

GASKO

(alzando le spalle)

Faccia come vuole..

 

Brock passa per la porta, spinto da un poliziotto. Fuori, nel frattempo, ha cominciato a piovere.

Brock viene fatto entrare nell’auto, una berlina bianca senza contrassegni.

Intanto Mordecai Green sale nella sua vecchia auto per seguire quella della polizia in centrale.

 

SCENA 57- INT. CENTRALE DI POLIZIA- Notte

 

Michael Brock, sempre in manette, sta camminando per un lungo corridoio accompagnato da Gasko.

 

BROCK

Posso chiedere di pagare la cauzione?

GASKO

(dopo un pò)

Credo che ci stia lavorando il tuo amico..

 

I passi dei due uomini risuonano per il lungo corridoio vuoto.

Arrivati alla fine del corridoio Gasko consegna l’arrestato ad un sergente.

 

GASKO

Come va, Coffey?

COFFEY

(alzando le spalle)

E come deve andare?Sempre la solita merda..

Che ha fatto questo?

GASKO

(con tono grave)

Furto aggravato.

 

Detto questo, il tenente Gasko se ne va mentre il sergente Coffey si affretta ad espletare il suo compito:

Brock viene spinto contro il muro, gli vengono fatte divaricare le gambe e viene perquisito.

Si sente uno sferragliare metallico e un cancello si apre su un altro lungo corridoio con file di sbarre su entrambi i lati. Coffey accompagna Brock lungo il corridoio: dalle sbarre si protendono le mani di alcuni detenuti. Poi Coffey si ferma davanti ad un cancello, lo apre con le sue chiavi e vi butta dentro Brock, poi lo richiude e si allontana.

Brock si siede a terra, vicino alle sbarre e si guarda attorno: nella cella ci sono 4 detenuti, tutti di colore.

Passa qualche attimo poi uno di questi, sulla ventina, si avvicina alle sbarre del cancello guardando fisso Brock.

 

DETENUTO

Bella giacca..

BROCK

(cercando di non sfidarlo con lo sguardo e tenendo il capo abbassato)

Grazie.

DETENUTO

Bella giacca..

 

Un altro detenuto scende dal suo letto a castello e si fa anche lui avanti, per assistere meglio alla scena.

 

DETENUTO

Io non ho..una giacca così bella..

 

Il detenuto a questo punto dà un colpo con la punta del piede a Brock con l’intento di provocarlo.

Brock si avvicina le ginocchia al mento, in posizione di difesa.

 

DETENUTO nr.2

Lui dice che hai una bella giacca..

BROCK

E io ho risposto grazie.

DETENUTO nr.2

E dice anche che non ha una giacca così bella..

BROCK

E allora?

 

I due detenuti si fanno più sotto a Brock e a loro se ne aggiunge anche un altro. Quello più vicino sferra un calcio forte all’altezza della tempia di Brock.

Brock, a terra, si stringe le mani attorno alla testa mentre l’altro detenuto gli dà un calcio nello stomaco.

Non appena si riprende un pò Brock si toglie la giacca e la getta a terra verso i due detenuti che lo hanno malmenato.

 

BROCK

Eccola.Prendetevela dannazione!

DETENUTO

(raccogliendo la giacca e sorridendo)

E’ un regalo?

BROCK

Sì, cazzo..Tienitela.

DETENUTO

Grazie.

 

Brock si rimette dov’era prima, con le spalle appoggiate alle sbarre e seduto a terra e vede, con sollievo, allontanarsi i due pestatori.

 

SCENA 58-INT.CELLA- Mattina presto

 

Michael Brock è sempre fermo lì e ha gli occhi chiusi. Ma di nuovo qualcuno gli si fa vicino.

Brock apre gli occhi di soprassalto e vede che è quello che poche ore prima gli aveva dato il calcio alla tempia.

 

DETENUTO

Belle scarpe.

 

Brock si guardà un pò le scarpe che porta ai piedi:sono un vecchio paia di Nike da tennis.

 

DETENUTO

Che numero?

BROCK

(sbuffando rassegnato)

Quarantaquattro.

DETENUTO

Uh..guarda un pò..Proprio il mio numero..

BROCK

(alzandosi in piedi)

Le vuoi?

Tieni, questo è un regalo da parte mia..

 

Brock se le sfila e le getta al detenuto.

 

SCENA 59- INT. CENTRALE DI POLIZIA- Giorno

 

Con grande rumore viene aperto il cancello della cella. Brock, ancora scosso, subito apre gli occhi e si allontana dal cancello in atteggiamento difensivo.

Entra un poliziotto.

 

POLIZIOTTO

(rivolto a Brock)

Brock, lei può uscire..il suo avvocato le ha pagato la cauzione.

 

Brock si alza lentamente e segue il poliziotto fuori dalla cella.

Mentre i due camminano lungo il corridoio la Mdp stringe sui piedi di Brock:ha solo i calzini.

 

POLIZIOTTO

Che fine hanno fatto le sue scarpe?

BROCK

Se le sono prese. Uno di loro ha detto che gli piacevano..

POLIZIOTTO

Se aspetta un pò fuori alla centrale gliele faccio avere..

BROCK

...No, per le scarpe non si preoccupi, è la giacca che rivorrei indietro..

 

SCENA 60- EST. CENTRALE DI POLIZIA- Giorno

 

Brock e Green stanno scendendo le scale diretti verso l’auto.

 

GREEN

(dispiaciuto)

Come stai Mike?

BROCK

Oh bene, solo un pò ammaccato..

GREEN

Quanto mi dispiace..

Ho fatto di tutto per farti uscire al più presto..

BROCK

Si lo so, Grazie.

Per caso hai comprato il giornale stamattina?

GREEN

Sì, e ci sei anche tu:quattordicesima pagina, in basso...

ARRESTATO AVVOCATO..

Credo che sia un regalino dei tuoi vecchi amichetti della Drake & Sweeney..

 

I due nel frattempo sono arrivati vicino alla vecchia auto di Green e sono entrati dentro.

 

GREEN

(mettendo in moto l’auto)

Senti..Mike..se vuoi qualche giorno di riposo non c’è

problema..Ne hai diritto..

BROCK

(sorridendo)

No, non se ne parla nemmeno: dobbiamo preparare la querela..

..e poi Sofia ha scoperto dove hanno sbattuto il povero Palma..

..Domani vado a trovarlo..

 

SCENA 61- AEROPORTO DI WASHINGTON- Giorno

 

L’aereo in partenza per Washington si muove lentamente sulla pista: tra poco decollerà.

E’ un volo dell’American Airlines.

 

SCENA 62- INT. AEREO- Giorno

 

Brock è seduto in turistica, il suo posto è vicino al finestrino.

Accanto a lui è seduto un adolescente che ha le cuffie del walkman sulle orecchie e tamburella con le dita sullo schienale del sedile davanti a sè. Brock si gira a guardare fuori dal finestrino poi cerca di trovare una posizione comoda e chiude gli occhi.

 

SCENA 63- FILIALE DRAKE & SWEENEY CHICAGO- Giorno

 

Brock, vestito con un elegante completo blu scuro entra nella nel palazzo.

Si ferma per un attimo all’ingresso per vedere a che piano si trova la divisione immobiliare poi si dirige spedito verso l’ascensore.

 

SCENA 64- INT. FILIALE DRAKE & SWEENEY- Giorno

 

Si aprono le porte dell’ascensore ed esce Brock.

Si ferma vicino alla reception e chiede di Hector Palma.

 

RECEPTIONIST

L’ufficio del signor Palma è quello in fondo a destra.

Ha un appuntamento? Chi è lei?

BROCK

Veramente..non ho un appuntamento ma sono un vecchio amico

di Palma..

 

Dopo aver liquidato la receptionist, Brock subito si dirige verso l’ultima porta sulla destra.

Arrivato vicino alla porta vede scritto Hector Palma’s Office.

Subito la apre e, senza dire nulla entra nella stanza.

Palma subito salta in piedi, spingendo all’indietro la poltrona su cui era seduto.

 

PALMA

Ma cosa diavolo..

BROCK

Ciao Hector..

(poi, sedendosi)

Dimmi un pò, come ti trovi a Chicago?

PALMA

(calmandosi un poco e rimettendosi a sedere)

Questo dovrei chiedertelo io..Come hai fatto a trovarmi?

BROCK

E’ stato un gioco da ragazzi. Adesso sono un avvocato di strada ed ho risorse

che tu non puoi nemmeno immaginare..

Sei senza scampo: scappi di nuovo e io ti ritrovo di nuovo..

PALMA

Io non sono scappato..

BROCK

Sì, lo so..Domani io e il mio studio presentiamo una querela contro la

River Oaks, la Drake & Sweeney e la Tag..

Ricordi Lontae Burton e i suoi bambini? Era quella donna che ha lottato contro i poliziotti

quando sei andato lì, al capannone per buttare fuori tutti..

Tu hai visto tutto e sapevi che quella gente pagava regolarmente l’affitto a Gantry, ti sei sentito in colpa e hai

scritto tutto nel tuo promemoria quando hai visto che Chance ha insabbiato la faccenda..

Per questo sono qui, Hector..Ho il fascicolo e quello domani verrà messo agli atti ma voglio anche una

copia del tuo promemoria..

 PALMA

Chi ti dice che io ne abbia una copia?L’originale l’ha gettato Chance nel tritadocumenti..

BROCK

Non posso pensare che tu non ne abbia una copia..

Oh..avanti Hector...Non ha senso..Se tu non ne avessi una copia perchè mai mi avresti detto

che lo sfratto era illegale, quando io ne ero completamente all’oscuro?

La verità è che tu vuoi punire forse più di me

l’abuso perpetrato contro quella gente...Però abbi il coraggio di andare fino in fondo!

 

Hector Palma abbassa lo sguardo e si mette a giocherellare nervosamente con la sua penna..

 

BROCK

E poi, se mi dai il tuo promemoria non rivelerò

come l’ho avuto. E non ti citerò come teste a meno che non ne sarò costretto..

Sai se Chance abbia detto la verità ai suoi superiori? Parlo di Jacobs, Malamud e Rafter..

PALMA

Non credo proprio. Chance è un vigliacco e domani, quando presenterete la querela tutti

scenderanno giù dalle nuvole e Chance sarà sbattuto fuori..

E anche me licenzieranno, questo lo sai..

BROCK

(sospirando)

Sì, è vero..Ma noi poi potremmo far loro causa e fargli scucire un bel pò..

..E io ti assisterò, li citerò per la seconda volta e a te non chiederò un centesimo..

Allora...Me lo dai questo promemoria?

PALMA

Troviamoci a mezzogiorno alla fontana davanti al palazzo..

 

SCENA 65- EST. PALAZZO- Giorno

 

Brock sta aspettando vicino la grande fontana di fronte al palazzo sede dello studio legale Drake & Sweeney. Gli si avvicina Hector Palma, con occhiali da sole e con fare circospetto.

I due si allontanano dalla fontana prendendo una strada affollata piena di negozi.

Poi Palma allunga a Brock una cartellina che lui subito si mette sotto il braccio.

Brock fa un cenno di saluto e sta per andarsene quando Palma lo trattiene per un braccio.

 

PALMA

Ho moglie e figli..Ti prego, non farmi fuori..

 

SCENA 66- AUTO DI GREEN- Giorno

 

Green guida l’auto mentre Brock gli è seduto accanto e sta rileggendo la querela che stanno andando a depositare in tribunale.

 

GREEN

La chiave di volta della nostra azione è nel patteggiamento e credo che

abbiamo fatto la scelta giusta..La Drake ha commesso un torto, è vero..

però noi siamo in possesso di un fascicolo rubato. Sono sicuro che sarà nel loro interesse

trovare un accordo..altrimenti..illustrerò il caso davanti ad una bella giuria che sicuramente

concederà un risarcimento con parecchi zeri  alla madre della povera Lontae Burton..

BROCK

Hai pensato a quello che dirà la stampa?

GREEN

Come no? La stampa è un altro punto a nostro vantaggio: ho un amico giornalista, si chiama

Tim Claussen, ci sta già aspettando fuori il tribunale, gli consegnerò una copia della nostra querela..

 

SCENA 67-

Ci vengono mostrati i titoli di vari giornali. Uno di questi è il Washington Post che intitola:

Drake & Sweeney sotto accusa: illegale lo sfratto di Lontae Burton.

L’articolo è firmato da un certo Tim Claussen.

SCENA 68- INT. STUDIO DEL GIUDICE KISNER- Giorno

 

Dietro la sua scrivania in legno è seduto un uomo di circa settant’anni con capelli bianchi e barba completamente grigia: è il giudice Kisner. Seduti davanti a lui ci sono Michael Brock e Mordecai Green, qui nelle veci del suo legàle.

 

GIUDICE KISNER

Stavo dicendo a Mordecai, prima che lei entrasse, che questo è un caso un pò..insolito..

Conosco Arthur Jacobs da molti anni..siamo quasi coetanei..e conosco molti degli avvocati

che lavorano alla Drake & Sweeney: tutti ottimi professionisti..

Presumiamo che lei abbia il fascicolo..e presumiamo che lo abbia preso lei dal studio

presso il quale prima lavorava..Se lei ora lo restituisse tutto sarebbe più semplice..

dovrebbe solo pagare una multa irrisoria ma...

GREEN

Ma?

GIUDICE KISNER

Ma, restituendolo lei sarebbe tenuto anche a dimenticare e a non utilizzare in nessun modo le informazioni

ivi contenute..

BROCK

Altrimenti?

GIUDICE KISNER

Beh..altrimenti.. resterebbe l’accusa di furto aggravato e si terrebbe il processo.

E se la giuria dovesse ritenerla colpevole la sentenza la porterebbe quasi sicuramente

alla cancellazione dall’albo degli avvocati e, forse, anche alla carcerazione..

 

Brock annuisce in silenzio.

 

GIUDICE KISNER

Un altro aspetto insolito di questa causa è che la querela da voi presentata contro la Drake & Sweeney

verterà sul contenuto del fascicolo che lei dice di non possedere, cosa di cui la accusa invece la Drake & Sweeney...Adesso..l’ammissibilità del contenuto di questo fascicolo sarà a discrezione di un altro

giudice in un’altra aula...

(adesso Kisner scuote la testa)

Dunque..io vorrei che questa questione fosse risolta prima che l’altra si sia spinta troppo oltre perchè, tornando al discorso di prima, se lei avesse il fascicolo e avesse intenzione di restituirlo a quel punto

non potrebbe più continuare la sua causa contro la Drake, non potendosi più avvalere delle

informazioni contenute nel fascicolo..

...Comunque sia..Credo di essere stato chiaro..

GREEN

Certo, è stato molto chiaro..

GIUDICE KISNER

Avete tempo una settimana poi voglio sapere cosa intendete fare..

 

SCENA 69- INT. TRIBUNALE- Giorno

 

Michael Brock e Mordecai Green sono da poco usciti dallo studio del giudice Kisner e adesso stanno percorrendo un corridoio.

 

BROCK

Cosa ne pensi del giudice Kisner?

GREEN

Beh..Lo conosco bene: ci sa fare. Però prima di diventare magistrato

è stato avvocato..quindi..non gli sono molto simpatici gli avvocati che derubano i colleghi..

BROCK

Se venissi condannato..a cosa andrei incontro, oltre alla radiazione dall’albo?

GREEN

..Alla galera..

(poi, cercando di rassicurare Michael)

Adesso però non preoccuparti; abbiamo una settimana di tempo per decidere cosa fare..

Intanto ho fissato un appuntamento per domani col tuo vecchio capo Arthur Jacobs..

Voglio vedere che offerta faranno per evitare il processo..

 

SCENA 70- INT. SALA RIUNIONI DELLA DRAKE & SWEENEY- Giorno

 

In un’ampia sala riunioni, seduti intorno ad un lungo tavolo in mogano ci sono alcuni uomini vestiti in giacca e cravatta e dall’aria molto seria. La Mdp inquadra ad uno ad uno, velocemente, gli uomini seduti attorno al tavolo: Arthur Jacobs, Rafter, Nate Malamud e un altro legàle che rappresenta la River Oaks.

Seduto di fronte a Jacobs, dall’altra parte del tavolo c’è Mordecai Green, l’unico a non essere in giacca e cravatta; indossa un semplice maglione blu e un paio di jeans.

 

JACOBS

Beh..inutile dire che i querelati, e soprattutto la Drake & Sweeney

sono stati colti di sorpresa da questo ricorso e sono in uno stato di grave imbarazzo

(a questo punto si schiarisce la voce poi continua..)

..Chance ci ha tenuto all’oscuro di tutto..fino a ieri quando è stato costretto

a parlare..E noi lo abbiamo buttato fuori..perchè la serietà è una delle maggiori qualità

del nostro studio legale..

 

Gli avvocati presenti annuiscono tutti, tranne Green.

 

JACOBS

Era Chance a conoscere tutti i risvolti della transazione tra la Tag e la River Oaks

e senz’altro ha agito senza il dovuto senso di responsabilità professionale, commettendo probabilmente

una violazione nell’autorizzare lo sgombero..

GREEN

(brusco)

Probabilmente?? Signor Jacobs, non dimentichiamoci che la mancanza di responsabilità

professionale del suo avvocato ha causato la morte di quattro persone..

JACOBS

Questo poi è da dimostrare..

Procediamo con calma Signor Green, con calma..

GREEN

Procediamo pure come vuole lei signor Jacobs...

Avete preso visione del promemoria di Hector Palma?

JACOBS

(dopo un attimo di palese smarrimento)

No...A dire la verità noi non sappiamo nulla di questo..promemoria..come lei lo chiama..

 

Green, con estrema lentezza e godendosi lo smarrimento totale degli avvocati presenti, estrae dalla cartella che ha con sè diverse copie del promemoria di Hector Palma e le distribuisce loro.

 

JACOBS

(dopo aver a lungo sfogliato una copia)

Posso chiederle come ha ottenuto questo documento?

GREEN

(sorridendo)

Almeno per il momento non è importante..

JACOBS

Per quanto riguarda il fascicolo scomparso..abbiamo un testimone oculare

che ha visto Michael Brock nell’ufficio di Chance la sera in cui è scomparsa la documentazione..

RAFTER

(continuando, con un che di feroce)

..E abbiamo anche le impronte digitali di Michael Brock e poi..sappiamo che alcuni giorni prima

lo stesso Brock con insistenza aveva chiesto a Chance di vedere quel fascicolo..

GREEN

(con estrema calma)

Solo prove indiziarie..Non avete nessuno vero testimone..

JACOBS

(assumendo adesso un tono conciliante e quasi amichevole)

Mio caro Green, noi non abbiamo interesse a mandare in galera Michael Brock..

GREEN

Ah sì? E allora perchè l’avete denunciato?

JACOBS

(sorridendo furbescamente)

E’ tutto molto chiaro. Se si può far rientrare la querela, si può anche ritirare la denuncia..

GREEN

Ah..E come propone di far ritirare la querela?Sono morte quattro persone e noi dovremmo

ritirare tutto, facendo finta di nulla?

 

Come risposta alla domanda di Green, Rafter gli porge un foglio dattiloscritto.

 

RAFTER

(mentre Green ha inforcato gli occhiali e sta leggendo il foglio)

Come può vedere da questi grafici e da queste tabelle bambini e giovani madri..analfabete e nullatenenti..

hanno una..valutazione monetaria..assai..

(dopo una breve pausa e sempre col suo freddo tono asettico e avvocatizio)

...ridotta..

Lontae Burton non lavorava, non produceva e dunque non..guadagnava

e..generalmente..il tribunale non si azzarda in..astruse ipotesi su quanto una persona potrà produrre e guadagnare..una volta che ha trovato un posto di lavoro..

Quindi abbiamo stimato il risarcimento per la madre a circa 570.000 dollari..

 

Green nel frattempo ha finito di leggere e guarda Rafter con una espressione indecifrabile, un misto di disprezzo e rabbia..

 

RAFTER

(continuando)

E, per chiudere la vertenza, senza ammettere alcuna responsabilità, lo studio offre 50.000 $ per ciascuno dei bambini..Giungendo così ad un totale di...720.000 dollari..

(poi, notando il silenzio di Green)

E, mi creda, Signor Green, non è poco..

La nostra è stata un’offerta più che ragionevole, anche considerando..

..che non ci sono state sofferenze, nè ferite, nè bruciature..

Sono morti nel sonno...

 

Green nel frattempo si è alzato.

 

GREEN

(deciso)

Oh..molto interessante, non c’è che dire..

Generosi direi..ma io che sono un ingrato.. penso questo della vostra offerta..

(prende il foglio dattiloscritto e lo strappa davanti a tutti, poi, alzando la voce, arrabbiato)

Se pensate di cavarvela così a buon mercato vi sbagliate di grosso!

Peggio per voi, avete perso una buona occasione per evitare un processo che vi vede

sicuri perdenti...e con un risarcimento..esemplare, specie qui nel Distretto, con

una giuria quasi eslusivamente di colore..

 

Green ha preso la sua cartellina e sta per andarsene ma Jacobs si alza.

 

JACOBS

Aspetti, signor Green..la cifra è..negoziabile..

Avanti..parliamone..

Che cifra avevate in mente?

GREEN

(che non è tornato al tavolo ma si è solo girato verso Jacobs)

Cinque milioni.Uno per ogni vittima..

RAFTER

(a bocca aperta)

Cinque milioni??

JACOBS

(con un tono calmo e ragionevole)

Francamente cinque milioni..sembrano un pò troppi..

E poi è tutta da verificare la vostra teoria sulla nostra responsabilità..

Sono infatti intervenute circostanze naturali..cioè la bufera di neve..

che è stata la vera causa dei loro decessi..

GREEN

(molto brusco)

Senta Jacobs, non ho altro tempo da perdere...Lontae Burton e famiglia sono stati buttati

fuori dai suoi legàli nel mese di febbraio e i giurati sanno che a febbraio nevica, che a febbraio fa freddo

che a febbraio ci sono gelate e nevicate abbondanti. Con permesso, arrivederci.

 

Detto questo Mordecai Green esce, sbattendo la porta.

 

SCENA 71- INT. CONSULTORIO LEGALE- Sera

 

Michael Brock è nel suo ufficio, al consultorio legale. E’ solo e, pensieroso, sta scribacchiando qualcosa su di un foglio.

Ad un tratto si apre la porta e vediamo entrare Green.

 

BROCK

(alzando la testa)

Ciao, Mordecai..

GREEN

Sei solo? Da quanto se ne sono andati Abraham e Sofia?

BROCK

Non lo so. Una mezz’oretta..

Stanco vero?

GREEN

(mettendosi a sedere di fronte a Brock)

Già. E’ stata una giornata..molto piena.

Oggi sono andato dalla Signora Burton, la madre di Lontae..Mi è sembrato giusto

tenerla informata riguardo il processo..

BROCK

(sbadigliando)

Hai fatto bene..

GREEN

E tu, che hai combinato oggi?

BROCK

Ho parlato con...vediamo..Kelvin Lam e Marquis Deese, vicini di appartamento

di Lontae Burton prima che venissero sfrattati. Ho registrato le loro deposizioni..

GREEN

Molto bene. Ho parlato anche con De Orio, il giudice cui è stato affidato il caso

Lontae Burton..Conosci De Orio?

BROCK

No.

GREEN

E’ una donna. Quasi cinquant’anni credo..Ha la fama di essere un tipo duro,

ma è brava e anche moderatamente liberal..

(poi, accendendosi una sigaretta)

E’ un tipo piuttosto sbrigativo, vuole che le tutte le beghe vengano risolte in corridoio e,

quando non è possibile, fissa i suoi processi in tempi molto brevi.

 

Brock si alza dalla scrivania e va ad aprire la finestra.

 

GREEN

Abbiamo appuntamento all’una di domani nella sua aula. Ci saranno tutti: i tre querelati con i loro avvocati, io

e te..

BROCK

Anche io?

GREEN

Sì, anche tu, dice che devi esserci..Ha detto che puoi sederti sui banchi della giuria a

guardare senza essere tirato in ballo. E vuole anche il fascicolo..

BROCK

Bene!

..Secondo te propende per il patteggiamento?

GREEN

Certo. Tutti i giudici vogliono che non si arrivi al processo. Così hanno più tempo

per giocare a golf.

BROCK

(sorride un pò alla battuta poi si fa serio e si avvicina a Green)

..Mordecai, io davvero rischio di non capirci più niente..

Cosa dovremo rispondere al giudice Kisner? E io, come sono messo?

GREEN

Senti..parlando con De Orio le ho detto come la pensavo io su questo fatto: il tuo non è stato proprio un furto ma..quasi un prestito..Lo hai fatto per rimediare a un torto di alcuni tuoi colleghi disonesti..

 

I due rimangono per un pò in silenzio. Green spegne la sigaretta nel portacenere.

 

GREEN

E poi..desidero che tu sappia una cosa: basta che dici una sola parola e noi molliamo tutto; diciamo

a Kisner che vogliamo ridare indietro il fascicolo..Non abbiamo bisogno di vincere questa causa

perchè non c’è un vero tornaconto per nessuno. Le vittime sono morte. Sua madre?

Beh, è in galera..e forse lì rimarrà per il resto dei suoi giorni..

Il caso è tuo, Mike..Sei tu che hai preso il fascicolo dunque..la decisione spetta a te soltanto..

BROCK

(cominciando a camminare su e giù, nervoso)

Non è così semplice, Mordecai...

GREEN

Non vedo cosa ci sia di complicato..

BROCK

(fermandosi)

Di complicato c’è che..io ci credo in questa causa..

E tu hai ancora più voglia di me di inchiodare la Drake & Sweeney..

Hanno buttato quella gente in mezzo a una strada, senza degnarli di un avviso, trattandoli come animali..

e poi..sono morti tre bambini..

E io adesso dovrei fare marcia indietro a causa di una stronzata che ho fatto?

Avrei dovuto pensarci prima..adesso non mi tirerò indietro..

GREEN

(rimane per un pò in silenzio, a soppesare le parole di Brock ,poi sorride)

Non mi aspettavo che ti saresti tirato indietro, sai?

(poi, alzandosi e dirigendosi verso la porta)

Io me ne vado a casa, Mike. E faresti bene ad andartene anche tu: è tardi e qui non

è sicuro rimanere da soli a quest’ora..

(sta per uscire dalla porta poi si gira a guardare Brock per un momento)

Buonanotte, eroe..

 

Detto questo Green fa una sonora risata e si allontana.

 

SCENA 72- AULA DI TRIBUNALE- Giorno

 

La Mdp, inquadra, ad uno ad uno gli uomini seduti al tavolo della difesa: all’estremità destra ci sono i rappresentanti della Drake & Sweeney (Jacobs, Rafter e Malamud), al centro ci sono due dirigenti della River Oaks, all’estremità sinistra c’è Tillman Gantry, un uomo grassoccio con un completo blu scuro, con i suoi due legàli. Poi la Mdp si sposta al tavolo dell’accusa: c’è Mordecai Green che, seduto, sta leggendo qualcosa e, al suo fianco,c’è una donna, l’amministratrice fiduciaria della madre di Lontae Burton.

Infine la Mdp si sofferma su Brock restringendo l’inquadratura: è seduto tra i banchi della giuria tutto solo.

Da una porta sulla sinistra esce il giudice De Orio, una donna di circa cinquant’anni, abbastanza alta e coi capelli tinti di biondo. Prende posto al suo banco.

 

GIUDICE DE ORIO

Buongiorno.

 

Il giudice De Orio indossa la toga, anche se l’udienza non è ufficiale.

 

GIUDICE DE ORIO

(con voce stentorea)

Signor Burdick, la prego di chiudere la porta dell’aula a chiave...

 

Burdick, l’usciere, fa un cenno di assenso e subito va a chiudere la porta.

 

GIUDICE DE ORIO

Questa è una udienza privata..nella quale si cercherà, se possibile, di arrivare

ad un accordo..Dunque, è preferibile che i giornalisti non entrino per importunarci..

 

Arthur Jacobs annuisce, soddisfatto.

 

GIUDICE DE ORIO

Mi sembra che siano presenti tutte le parti interessate e i loro rappresentanti legali.

 

La Mdp si sofferma sulla stenografa, una bella ragazza di circa venticinque anni .

 

GIUDICE DE ORIO

Bene, seguiremo la scaletta..Il primo punto è un riepilogo

dei fatti e delle ipotesi di responsabilità..Signor Green, lei ha presentato la querela

quindi tocca a lei cominciare..

 

Green si alza lentamente e si schiarisce la voce mentre si avvicina un pò al giudice.

 

GREEN

Il fatto è molto semplice..Cercherò di essere breve visto che questo non è un processo..

Io in questo momento rappresento la madre di Lontae Burton..Joanna Burton..

Lontae Burton e la sua famiglia sono stati sfrattati dal loro alloggio nel capannone presso la Florida

Avenue il...4 Febbraio di quest’anno, dopo un sopralluogo degli avvocati Chase e Palma dello studio legale Drake & Sweeney...Come risulta dal promemoria dello stesso Hector Palma, che io le ho consegnato..Vostro Onore, i Burton ma anche tutti gli altri sfrattati erano inquilini che pagavano regolarmente il loro affitto al signor Tillman Gantry..

(a questo punto la Mdp inquadra Tillman Gantry, che sta ascoltando senza scomporsi..)

Palma, dopo essere venuto a conoscenza di questo piccolo ma fondamentale particolare..ne ha subito discusso con Braden Chance...Chance però ha intimato a Palma di non aprire bocca su questo particolare poi, d’accordo, hanno trascurato questo fatto anche perchè la River Oaks aveva fretta di vendere

l’immobile al Servizio Postale..

  Ormai in mezzo ad una strada, i Burton hanno cercato di sistemarsi come meglio potevano.

Di notte dormivano in una vecchia auto. E proprio in questa vecchia auto hanno trovato la morte

in una fredda notte di circa due settimane fa, morti soffocati dal monossido di carbonio..

Dunque, Vostro Onore, a mio avviso è palese la responsabilità in primo luogo della Tag che riscuoteva gli affitti senza dare ricevute in cambio e che ha venduto il capannone senza curarsi affatto della gente che vi viveva, della River Oaks e della Drake & Sweeney, il cui avvocato Braden Chance ha deliberatamente eliminato e occultato prove che avrebbero reso illegale uno sfratto senza prima un avviso, come normalmente accade agli inquilini che regolarmente pagano l’affitto..

Non ho altro da dire Vostro Onore..

 

Green torna a sedersi, mentre si alza il vecchio Arthur Jacobs.

 

JACOBS

Accetto la disposizione dei fatti eseguita dal Signor Green, ma ho qualcosa da obiettare circa le responsabilità della morte della povera Lontae Burton e dei suoi bambini..

La notte in cui sono morti c’è stata una bufera anomala, sicuramente fuori del normale..

anche per la nostra città..

E poi, la Signora Burton aveva dove andare:i ricoveri erano aperti..

Aveva trascorso alcune notti precedenti presso la Ebenezer Christian Fellowship che da sempre

accoglie i poveri e i senzatetto..Perchè se ne è andata?

Perchè non è rimasta nel ricovero dove avrebbe potuto beneficiare dell’accoglienza dei volontari e..allo stesso tempo..dormire al caldo e al riparo dalle intemperie e dai malintenzionati?

 

A questo punto la Mdp passa prima ad inquadrare Brock, che fa una smorfia e poi Green.

Rafter invece sorride.

 

JACOBS

Lontae Burton era..giovane..molto giovane

con tre bambini a carico poi..La decisione di lasciare il ricovero per rifugiarsi in una vecchia auto

denota una certa..irresponsabilità..da parte di questa giovane madre che ha forse preferito la strada ad un ricovero caldo e sicuro..

GIUDICE DE ORIO

(interrompendo Jacobs)

E come mai si trovava in mezzo a una strada? Non l’aveva certo scelto lei..

JACOBS

(senza scomporsi)

Vostro Onore...Noi siamo pronti ad ammettere che lo sfratto non fu regolare..

Riteniamo soltanto però che parte della responsabilità debba essere accollata alla madre..

GIUDICE DE ORIO

In quale misura la madre è responsabile secondo voi?

JACOBS

Cinquanta per cento. Sarà anche vero che siamo stati noi a metterla sulla strada, ma lei per strada

c’è rimasta per più di una settimana prima della tragedia..

GIUDICE DE ORIO
Signor Green?

GREEN

(scuotendo la testa)

Jacobs, lei non conosce come vanno queste cose..

Per queste persone non è facile trovare una nuova abitazione..

Non hanno un lavoro, e quando ce l’hanno è molto precario..Quale padrone di casa si fiderebbe?

GIUDICE DE ORIO

(intervenendo)

Di chi è la responsabilità è evidente, sig.Jacobs..

E  le sconsiglio vivamente di portare davanti a una giuria

queste sue argomentazioni sulla negligenza della madre..

 

A questo punto Jacobs si rimette a sedere, scuro in viso.

 

GIUDICE DE ORIO

Se nessuno ha qualcos’altro da dire circa le responsabilità dell’accaduto..

..possiamo passare al punto seguente della nostra scaletta..

Se questo caso non viene risolto qui e finirà davanti ad una giuria, dopo aver dimostrato

le possibili responsabilità, si passerà alla decisione circa il risarcimento delle vittime..

Voi della Drake & Sweeney, che siete gli accusati, che cifra intendete offrire come risarcimento?

Perchè se questo caso andrà dinanzi ad una giuria, per il novantanove per cento sarete voi ritenuti responsabili del’accaduto..

 

E’ Rafter ad alzarsi, con in mano un foglio.

 

RAFTER

Vostro Onore, noi, dopo averci pensato a lungo, siamo arrivati alla conclusione

di offrire come risarcimento la cifra di 720.000 dollari..

(si avvicina al giudice e gli da il foglio)

Su questo foglio dattiloscritto, Vostro Onore, sono presenti tutte le varie motivazioni che ci hanno portato

ad offrire questa cifra. La cifra è calcolata in base a vari parametri e in base anche ai risarcimenti

dati in precedenti casi di questo genere..

GIUDICE DE ORIO

Non è la vostra offerta definitiva, vero, signor Rafter?

RAFTER

No, Vostro Onore..

GIUDICE DE ORIO

Signor Green?

GREEN

(alzandosi in piedi)

Respingiamo la loro offerta, vostro onore. Non mi interessa quanto hanno concesso altre giurie..

L’unica cosa che realmente mi interessa è quanto saprò convincere una giuria a stabilire come somma

di risarcimento..E sono sicuro che una giuria concederà molto più di 720.000 dollari..

 

Adesso la Mdp inquadra Brock, che è sempre seduto tra i banchi della giuria. Sta seguendo tutto con molto interesse e sorride, guardando Green con ammirazione e complicità.

Poi la camera si sposta sul viso di Arthur Jacobs, l’anziano avvocato si passa una mano tra i capelli e sembra avere una espressione tormentata.

 

GREEN

(scaldandosi un pò)

Vostro Onore, io mi rifiuto di pensare che un bambino morto valga solo 50.000 dollari di risarcimento..

E anzi, ho ragione di pensare che questa stima non sia altro che il risultato di un atteggiamento

pregiudiziale verso i bambini di strada e in particolare verso i bambini neri..

Dubito fortemente che se si fosse trattato di un bambino bianco che frequenta qualche facoltosa scuola privata e che vive nel centro di Washington, avrebbero avuto il coraggio di offrire una somma

così...irrispettosa..

(poi, rivolgendosi a Rafter)

So che lei ha un bambino a St.Albans, signor Rafter. Accetterebbe 50.000 dollari di risarcimento per lui?

(non ricevendo nessuna risposta da Rafter, torna a rivolgersi al giudice)

Io posso convincere una giuria che quei bambini valevano almeno un milione l’uno, tanto quanto

qualunque altro bambino loro coetaneo negli asili della Virginia e del Maryland..

(poi, alzando la voce)

Non so davvero quanto convenga ai qui presenti signori della Drake & Sweeney finire davanti ad una giuria, peraltro già intenerita da quello che ha letto sui giornali.

E sarà senz’altro molto interessata quando racconterò loro, per l’ennesima volta, la storia di questa madre, che, ingiustamente messa su di una strada, ha cercato di accudire i suoi bambini e di difenderli dal freddo durante una spaventosa bufera di neve..E saranno sicuramente molto commossi

quando racconterò loro come saranno stati i loro ultimi attimi di vita, stretti l’uno all’altro, in una vecchia auto,

mentre la vita li abbandonava nel sonno..

Sono sicuro che davanti a tutto questo, qualsiasi giuria che non abbia un portafogli al posto del cuore

sarà disposta a dare un risarcimento esemplare, per fare in modo che vergogne del genere non accadano più, perchè, cari signori, quella notte non sono solo morti Lontae Burton e i suoi tre figlioli ma l’intera nostra società si è macchiata di un grande delitto...e questo proprio qui, in questa nostra città..

A pochi kilometri di distanza dal Campidoglio e dalla Casa Bianca dove ci sono quelli che contano..

noi permettiamo che muoiano quattro persone innocenti, solo perchè non hanno nulla e non hanno nessuno

che faccia valere i loro diritti...

(poi, cambiando tono di voce)

Sono solo un branco di abusivi!..Sbattiamoli fuori!! E’ così che è accaduto ed è così che accade sempre..

Pensiamo solo a correre, correre..a fare quanto più denaro è possibile..senza mai guardarci nemmeno per un attimo indietro e poi diciamo di essere orgogliosi della nostra democrazia e ci dichiariamo fieri di essere

americani..Ci riempiamo la bocca di parole come libertà e giustizia, quando poi non sappiamo nemmeno cosa significhino...

 

Green smette di parlare e torna a sedere mentre nell’aula c’è silenzio totale. La Mdp inquadra prima Jacobs che si asciuga la fronte con un fazzoletto e poi Brock che è rimasto a fissare Green con un misto di sorpresa e ammirazione..

 

GIUDICE DE ORIO

(dopo un pò, rivolgendosi a Brock)

Ha portato il fascicolo?

BROCK

Sì, Vostro Onore..

GIUDICE DE ORIO

Ed è disposto a consegnarlo?

BROCK

Sì.

 

Green apre la sua cartellina e tira fuori il fascicolo. Lo porge all’assistente il quale subito lo porta al giudice.

De Orio lo sfoglia un pò, in silenzio.

Intanto Rafter lancia un’occhiataccia piena di astio nei riguardi di Brock.

 

GIUDICE DE ORIO

(dopo aver posato il fascicolo)

Il fascicolo è stato restituito Sig.Jacobs..In un’altra aula è a ruolo la discussione di reato penale ad esso collegato. Ne ho parlato con il giudice Kisner. Cosa desidera fare?

JACOBS

(alzandosi lentamente)

Vostro Onore, se possiamo trovare un accordo sugli altri punti, ritireremo la denuncia..

Il Sig.Brock si è reso responsabile di una gravissima mancanza a scapito di un cliente, la qui

presente..River Oaks, dunque non mi sembra giusto che non venga punito per quello che ha fatto..

Brock non è un criminale e la denuncia di furto aggravato può essere ritirata senza problemi..ma è un

avvocato e, presso il nostro studio era anche uno dei migliori..

Proprio per questo non deve sfuggire al castigo che merita.

GIUDICE DE ORIO

Signor Brock, ha qualcosa da dire?

BROCK

(alzandosi)

Sì, Vostro Onore..

(poi, guardando Jacobs in faccia)

Signor Jacobs, ho sempre avuto il massimo del rispetto per lei e ce l’ho ancora.

(scuotendo la testa)

Non ho niente da dire a mio discolpa. Ho sbagliato a prendere il fascicolo, questo lo so bene..

Cercavo informazioni che sapevo che qualcuno voleva tenere nascoste, ma so che questa

non è una giustificazione..

Le chiedo scusa. Chiedo scusa a lei, a tutto lo studio e alla River Oaks..

 

Dopo aver parlato, Brock si rimette a sedere. La Mdp inquadra Jacobs, che sembra aver apprezzato il piccolo atto di umiltà di Brock.

 

GIUDICE DE ORIO

(dopo un pò di silenzio)

Dunque..signori..sono ancora in discussione due questioni:la prima è l’entità del risarcimento

necessario a evitare che il caso finisca davanti ad una giuria; la seconda è il problema disciplinare rappresentato dal Sig. Brock..

 

La Mdp adesso inquadra il tavolo della difesa, dove Jacobs e Rafter discutono a bassa voce e piuttosto animatamente..

 

GIUDICE DE ORIO

(un pò irritato)

Cosa c’è, signori..?

JACOBS

(alzandosi)

Vorremmo parlarle in privato, Vostro Onore..

GIUDICE DE ORIO

E va bene..

Permettete..

 

Il giudice si alza e poi, insieme ad Arthur Jacobs e a Rafter sparisce, entrando in una porta sulla sinistra.

Green e Brock si scambiano uno sguardo interrogativo.

Passano un paio di minuti ed ecco rientrare il giudice, seguito dai due avvocati della Drake & Sweeney.

 

GIUDICE DE ORIO

(riprendendo posto)

Signor Green..la Drake & Sweeney le ha fatto un’ultima offerta: tre milioni di dollari

e un anno di sospensione per il Sig. Brock.

GREEN

(alzandosi di scatto)

Allora stiamo sprecando tempo!..Basta, noi ce ne andiamo..

(poi, rivolto a Brock)

Dobbiamo andarcene..

(poi, rivolgendosi ai querelati)

Vuol dire che ci rivedremo in tribunale, signori, davanti ad una bella giuria..

 

Green ha subito raccolto le sue carte e le ha buttate nella cartellina, intanto Brock si è alzato.

La Mdp ci mostra gli avvocati della difesa che bisbigliano in modo concitato. Rafter è furioso, Jacobs lo invita a calmarsi e ad abbassare la voce.

 

JACOBS

(alzandosi)

Un momento..Green..non se ne vada..

GREEN

(brusco)

Mi dispiace Jacobs..non ho più tempo da perdere..

e poi..ho deciso di ritirare la mia offerta di cinque milioni di dollari..

Niente patteggiamenti, si va in tribunale.

Deve esserci un risarcimento esemplare. Arrivederci..

JACOBS

(tutto d’un fiato)

Aspetti, siamo disposti ad offrirle quattro milioni..

 

La camera inquadra Brock che già stava uscendo dal tribunale e che, udite le parole di Jacobs, si ferma.

Green, con la sua cartellina in mano, in mezzo all’aula, fa un sorriso impercettibile..

 

GREEN

Se potete pagare quattro milioni beh..allora ne potete pagare anche cinque.

(poi, rivolgendosi al giudice De Orio)

L’anno scorso hanno fatturato quasi settecento milioni di dollari..

Settecento milioni di dollari in un solo anno.

Oh..con queste cifre una giuria potrebbe pensare che i cinque milioni da me richiesti siano

davvero troppo pochi..

 

Scende di nuovo il silenzio nell’aula.

 

GIUDICE DE ORIO

Ha finito, signor Green?

GREEN

No, Vostro Onore..Propongo cinque milioni..

due milioni anticipati e i restanti tre versati a rate in un arco di..dieci anni..

Sono sicuro che le controparti sapranno racimolare almeno trecentomila dollari l’anno..

 

Di nuovo silenzio. Jacobs è in piedi e la Mdp lo inquadra con insistenza.

 

JACOBS

(a bassa voce)

E va bene..

GREEN

Come?? Mi scusi, non ho sentito bene, sig. Jacobs..

JACOBS

Ho detto che siamo d’accordo. Vada per cinque milioni..

Ma quanto al signor Brock, non intendiamo cambiare la nostra posizione: un anno di sospensione.

GREEN

Un anno è troppo. Propongo di fare a metà..noi offriamo sei mesi, voi un anno..

..Facciamo nove mesi di sospensione..

 

A questo punto si alza Tillman Gantry, parla un pò a bassa voce con Jacobs, gesticolando..

 

JACOBS

E va bene..

 

Green sorride, soddisfatto mentre Brock fa un gesto di esultanza.

 

GIUDICE DE ORIO

(con evidente sollievo)

Allora..le trattative sono chiuse..

Abbiamo evitato un processo...adesso, per dare validità a questo patteggiamento dovrete firmare una

piccola bozza di accordo..

 

SCENA 73- INT. CONSULTORIO LEGALE- Sera tarda

 

La camera è ferma ad inquadrare un bicchiere pieno di spumante. Poi l’inquadratura si allarga e vediamo Sofia che prende il bicchiere e brinda con Abraham. Sofia ride molto e non sembra molto sobria. Più in disparte ci sono Mordecai Green e Michael Brock: anche loro hanno un bicchiere di spumante in mano.

 

GREEN

Che c’è Mike? Ti vedo un pò troppo..silenzioso..

C’è qualcosa che non va..?

BROCK

Oh no, va tutto bene..

...Anzi, la questione non poteva risolversi in modo migliore. abbiamo vinto..

E’ solo che sono un pò sovrappensiero..

Certo che è proprio strana la vita..Appena un mese fa, prima che Hardy entrasse

armato nel mio studio legale non vi conoscevo, non sapevo nulla di quello che fate..

e soprattutto..non mi interessava quasi niente dei senzatetto..

Lavoravo in un grande studio legale e adesso eccomi qua, in trincea..

Come è possibile che la vita di un uomo cambi così tanto in meno di un mese?

GREEN

Oh, è possibile..certo che è possibile..specie quando

non fai una semplice scelta ma una scelta di vita..

Io te lo dissi..questo non è un mestiere come gli altri, è una missione, una sfida, una lotta quotidiana..

BROCK

(vuotando il bicchiere e sorridendo)

Allora..possiamo dire di aver vinto la nostra piccola sfida..

GREEN

Sì, per oggi..Ma ci sono altre Lontae Burton e con esse ci sono altre sfide..

Oggi possiamo ritenerci fortunati e dire di essere felici perchè raramente

si riesce a vincere...A volte, e questo io lo so bene, ci si fa prendere dallo sconforto

e allora succede che ci si chiede “Ma che sto facendo?”...”E se fosse tutto inutile?”

BROCK

E come fai a superare lo sconforto?

GREEN

(sospirando)

Eh..Come faccio..beh..cerco di convincermi che quello che ho fatto era la cosa più giusta da fare e

poi..cerco di pensare a ciò che dovrò fare il giorno dopo..Cerco di pensare alla prossima sfida da affrontare e..possibilmente da vincere..

Ti piace come risposta? Adesso va meglio?

BROCK

(sorridendo)

Forse..

A proposito..Qual è la sfida di domani?

 

La Mdp rimane ferma per un pò sul viso di Brock poi lo schermo diventa nero.

In sovraimpressione vediamo scritto:

 

Mordecai Green esiste davvero.

Se andate al Consultorio Legale sulla 14°. Strada

della città di Washington D.C. potrete trovarlo lì,

in mezzo alle sue scartoffie mentre urla al telefono.

Questo film è dedicato a lui.

 

Poi lo scherma si oscura di nuovo e partono i titoli di coda, con, in sottofondo, Blowin’ in the wind di Bob Dylan.

 

 

 

“L’AVVOCATO DI STRADA”

 

A film by JONATHAN DEMME

 

Screenplay by JOHN GRISHAM and GAETANO PERROTTA

 

Cinematography by VITTORIO STORARO

 

Edited by THELMA SCHOONMAKER A.C.E.

 

Music composed by ALAN SILVESTRI

 

Set and Art Decoration by RICHARD HOOVER

 

Costumes by GABRIELLA PESCUCCI

 

 

Cast & Characters

 

TOM CRUISE as Michael Brock

 

MORGAN FREEMAN as Mordecai Green

 

TOMMY LEE JONES as Lt. Gasko

 

GLENN CLOSE as Judge De Orio

 

SOUNDTRACK Conteins:

 

                   ANOTHER ONE BITES THE DUST ( Queen)

                   THE GHOST OF TOM JOAD ( Bruce Springsteen )

                   BLOWIN’ IN THE WIND ( Bob Dylan )

                   FIELDS OF GOLD ( Sting )

                   DAYSLEEPER ( R.E.M. )

                  

                  

 

 

TOM CRUISE  wears Giorgio Armani

THE STREET LAWYER TM

 

© 2001 World Entertainment Productions

® All Rights Reserved

 

THE END