… portò il sapere al popolo. Scrisse in bello stile onestamente la verità.

                                                                                                                                   Ecclesiaste XII,10

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

                                                                  

  Ricciardetto alias Augusto Guerriero

                   Giornalista, storico, scrittore  1893-1981

Per ricordare la sua figura di:

Giornalista onesto perché scrisse per i suoi lettori la verità ogni volta che poteva scriverla.

Storico dell’Italia dalla prima guerra mondiale alla seconda, in alcuni articoli pieni di sdegno per coloro che ci portarono alle guerre (Salandra e Mussolini) e di amarezza per le sorti nostre.

Scrittore di uno stile unico, chiaro, “secco”.

 

 

 Biografia

 Opere

 Pensiero e citazioni (da completare)

 

 

                        Biografia

 

Augusto Guerriero (Avellino, 16 agosto 1893 – Roma, 31 dicembre 1981) è stato un giornalista, magistrato, scrittore, storico divulgatore italiano.

 

Guerriero, figlio di un medico, frequenta il liceo di Avellino con il suo amico Guido Dorso. Con lui fonda un settimanale studentesco: La libera parola. Guerriero è contrario alla guerra , Dorso interventista. Nel 1914 si laurea in giurisprudenza all’Università di Napoli con una tesi su ”L’anarchismo di Leone Tolstoi”. In questo periodo si dedica alla letteratura e pubblica una prefazione ad un’edizione italiana del Maeterlinck: “Tre drammi “. Inizia inviando un articolo al Mattino di Edoardo Scarfoglio durante la guerra , ne seguì una collaborazione di carattere continuativo negli anni successivi. Nel 1917 invia un articolo critico della guerra alla Critica Sociale di Filippo Turati che lo pubblica (firmati A.G.). Ne pubblicherà altri due, con alcuni tagli della censura. Altri articoli glieli pubblica l’Avanti. Nel frattempo è inviato al fronte con il grado di sottotenente. Al termine della guerra, con la riapertura dei concorsi, entra nell’amministrazione pubblica (1920).Legge l’inglese, il francese (ha già letto Proust), il tedesco e prova a studiare l’arabo. Nel 1922 è un funzionario del Gabinetto del Sottosegretario dell’Interno a Roma quando si fa trasferire a Bolzano. Si trova impiegato presso quell’amministrazione civile quando, nei primi di ottobre1922, con la marcia dei fascisti su Bolzano, preludio di quella su Roma, si verificano dei disordini. Il sindaco è rimosso e Guerriero, per la sua conoscenza del tedesco,  è nominato Commissario dal governo Facta. Si adopra per una conciliazione fra popolazione tedesca e la popolazione italiana Lascia l’incarico il 24.2.1923 con gli elogi della stampa locale. Ha letto Sorel, studia Ricardo e Keynes. Scrive già sul rapporto fra comunismo e religione, un tema che ricorrerà più volte nei suoi scritti fino agli ultimi anni.

Nel 1924-25 pubblica nel  Mattino di Napoli articoli sfavorevoli al regime, in uno di essi critica lo slogan di Mussolini del “vivere pericolosamente”. Subisce la prima inchiesta ed è costretto a terminare l’attività giornalistica e a trasferirsi presso l’amministrazione civile in Tripolitania. Nel 1929 è al Ministero delle Corporazioni e dirige l’Ufficio Industria. Suo diretto superiore è il ministro Bottai. Continua a subire delazioni da parte dei fascisti e Bottai lo protegge. Nel 1933 entra nella magistratura della Corte dei Conti dove rimarrà fino al 1957. Nel 1931 compie un viaggio di venti giorni in Russia. Al ritorno scriverà il saggio Piatiletka prevedendo il successo del piano quinquennale sovietico. Riprende a pubblicare qualche articolo, alcuni gli vengono pubblicati nella Stampa, diretta da Malaparte.  Nel 1935-36 Gorresio gli assegna una rubrica di attualità internazionali nell’ Eco del Mondo. Rubrica che sarà ripresa nel 1937 sull’ Omnibus, primo settimanale a rotocalco italiano, dove Longanesi gli assegna lo pseudonimo di Ricciardetto, con il quale raggiungerà la notorietà per il parlare chiaro e lo stile “secco”.  Omnibus fu soppresso nel 1939 dal Ministero della Cultura per un articolo di Guerriero. Continua a scrivere durante la guerra in periodici come  Tempo  dove però i suoi articoli a sua insaputa sono modificati per renderli accetti alla censura. Quando se ne accorge passa ad altre riviste come Tutto e Oggi diretti da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Dal 1938 scrive nel Corriere della Sera, con articoli di terza pagina. Nel 1943 pubblica una raccolta di articoli, usciti in questo periodo, nel volume Guerra e dopoguerra. In essi riesce a non parlare mai di Mussolini né di Hitler, e a comunicare ai lettori le sue analisi, che lasciavano presagire l’entrata in guerra dell’America, il cambio di alleanza di Stalin e la sconfitta sul fronte russo. Nell’immediato dopoguerra scrive in Risorgimento liberale, Tempo, e nei primi numeri de Il Mondo. Richiamato al Corriere della Sera ne diviene il  commentatore principe di politica estera fino a quando non è licenziato nel 1972. Dal 1950 inizia una fortunata rubrica, sempre di politica estera, nel settimanale di Arnoldo Mondadori,  Epoca, seguita dalle Conversazioni con i lettori, che terrà fino alla fine. Subito dopo la guerra scrive articoli pieni di sdegno contro i crimini di Hitler e Stalin. Prende posizione contro l’avanzare dell’impero sovietico, e critica l’inerzia della politica militare americana. Avanza riserve invece sull’intervento in Vietnam perché ne prevede l’insuccesso. Prevede anche il distacco della Cina dall’URSS, e, unico giornalista occidentale, la caduta di Kruscev. Nel 1966 il Christian Science Monitor lo definisce il “Walter Lippmann italiano”. Pubblica in Storia Illustrata una serie di articoli di storia italiana dalla prima guerra mondiale alla seconda in cui attribuisce a Salandra e a Mussolini la piena responsabilità della partecipazione dell’Italia ai conflitti mondiali e dei gravi danni che ne seguirono per il paese nei decenni successivi ad ogni guerra.

 Scrive in difesa degli ebrei e di Israele, per la protezione degli animali e contro la vivisezione. A favore di un controllo demografico. Contro le nazionalizzazioni, l’istituzione delle regioni e di enti inutili.

 Gli articoli di politica interna sono poche decina in trenta anni. Inizia con le lodi della politica di De Gasperi per poi  criticare, dal 1961 in poi, la politica democristiana e socialista che riteneva conducesse al dissesto le finanze pubbliche, alla corruzione e al dilagare della criminalità organizzata. Si occupa di scandali, come quello di Sindona, chiedendo arresti e indagini più allargate. Negli ultimi anni si è dedicato agli studi di critica neotestamentaria. Porta per la prima volta a conoscenza del grande  pubblico italiano i risultati di quella ricerca sulle origini del cristianesimo e sul Gesù storico, divulgandoli in Epoca, settimanale di grande diffusione. Raccoglierà poi questi articoli nei volumi Quaesivi et non inveni ed Inquietum est cor nostrum. Colpito nel 1970 da una grave forma di aracnoidite e dalla sordità, trascorse gli ultimi anni a letto e sulla sedia a rotelle.

Si è spento il 31.12.1981.

                               

 

 

                                    Opere

  Piatiletka          1931

  Guerra e dopoguerra, Bompiani, 1943

  Churchill           1944

  Tempo Perduto, Mondadori, 1959

  Quaesivi et non inveni, Mondadori, 1973

  Inquietum est cor nostrum ,Mondadori, 1976

 

Pensiero e citazioni (tratte da Epoca, Arnoldo Mondadori Editore)

Il suo pensiero è completamente affidato alla ragione e al buon senso, fino a farsene guidare nella vita. Ciò lo porta a deridere la stupidità di tanti personaggi e di tante teorie. Fa suo il pensiero di Pascal: “Se moquer de la philosophie c’est vraiment philosopher”. Questo non vuol dire che non si sia dedicato anche allo studio di essa. Possedeva, infatti, una vasta e solida cultura arricchita da una prodigiosa memoria. Scriveva solo di argomenti che aveva studiato a fondo dopo essersi ben documentato. Da buon magistrato prima di emettere una sentenza leggeva tutti gli “atti”.

Scrisse di politica, storia, letteratura, religione. Quando doveva sconfinare nella scienza e nella tecnica non si trovava a suo agio e riportava solo tesi di specialisti ( con qualche rischio come  in un articolo sulle razze umane).  Aveva sempre il coraggio di affermare le verità scomode ma non la temerarietà di scriverle quando ne avrebbe subito delle gravi conseguenze.

 

POLITICA

La studiava con obiettività e distacco. Per lui era il mondo della forza e degli interessi quindi si studiava di scoprirli e di seguirne gli effetti. Aveva una capacità unica che era un gran dono per noi lettori: faceva delle previsioni. Alcune sembravano impossibili. Si avverarono tutte. Forse non se ne avvera una, grande, di cui parlerò in seguito.

In politica estera scrisse i primi articoli da studente contro l’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale. Non potè scrivere altrettanto prima della seconda  ma nelle sue analisi lasciava trapelare i dubbi e i pericoli. Tra l’altro previde l’entrata in guerra dell’America, scrisse che Hitler, allora alleato di Stalin, se ne sarebbe staccato, che in Russia sarebbe stata una sconfitta. Criticò con una serie di articoli l’impreparazione militare e il pacifismo della Francia e dell’Inghilterra che portarono agli orrori della guerra e alla fine della civiltà europea.

Con la stessa coerenza, nel dopoguerra, valutava i pericoli della potenza sovietica e criticava la debolezza della risposta americana al suo avanzamento militare ed ideologico. Favorevole a un rafforzamento militare degli USA ma contrario all’intervento in Vietnam che riteneva un tragico errore carico di conseguenze come avvenne. Ritenne l’URSS vincente e la temette come prima potenza mondiale fino all’avvento di Reagan di cui approvò la politica di armamenti, ma non poté vederne gli effetti perché morì prima che si realizzasse un suo sogno: la caduta dell’impero sovietico senza una guerra mondiale.

L’ avrebbe previsto?  Ha previsto in ogni caso il pericolo, agli inizi economico, di un’altra potenza nascente: la Cina.

Non sbagliò in politica interna.  Nel 1925 scrisse alcuni articoli sul Mattino di Napoli contro il fascismo e il motto di Mussolini del “vivere pericolosamente” dicendo che con una morale siffatta avrebbe portato una nazione alla guerra civile. Ne seguì la prima delle varie inchieste che dovette subire durante tutto il fascismo.

Nel dopoguerra fu favorevole a De Gasperi che ammirava. In suo ricordo scrisse un articolo che è un capolavoro. Ma avversò la politica del centro sinistra da Fanfani in poi. Riteneva che avrebbe portato l’Italia alla rovina economica, alla corruzione, al dilagare della criminalità. Come avvenne.

Alla fine degli anni ’70, pur avendo sempre scritto contro il comunismo sovietico, si augurò i comunisti italiani al governo perché riteneva avrebbero portato un po’ di moralità nella vita pubblica. Era contrario alla militanza politica dei magistrati ma difese la Magistratura dagli attacchi dei politici chiedendo che, come in Inghilterra, fosse proibito interferire nei processi in corso con articoli di stampa. (Se ascoltasse oggi le campagne orchestrate addirittura in TV contro i magistrati che osano perseguire i politici, si rivolterebbe nella tomba). Elogiò i pretori di Genova che nel 1975, precursori dei PM di Mani Pulite, indagarono sui politici corrotti e invocò arresti, che allora non si fecero.I pretori furono fermati.

 Nell’estate del 1981 apprende che, nella lista degli iscritti alla P2, ci sono due persone a lui vicine. Deve essere stato un duro colpo per lui. Un dolore che forse ha affrettato la sua morte.

 

Citazioni

 

AMNISTIA GONELLA (19.4.1959)

"...l'opinione pubblica in Italia non reagisce al delitto. Questa insensibilità, questo torpore morale è ciò che più mi rattrista in questa mia triste vecchiaia. E il provvedimento di amnistia è reso possibile da questo torpore della nazione…. “

 

(1961) LA DC PERDE VOTI E CERCA L’APERTURA A SINISTRA

Se non fanno l’apertura durano al governo mettiamo, solo quattro o cinque anni, mentre, se la fanno, durano quindici o venti. I capi dovrebbero procedere ad un esame di coscienza e chiedersi perché la D.C. decade, scoprirebbero che è per loro colpa….[scandali, scandali.. li riporta] … provate ad amministrare bene – e cioè onestamente e senza nepotismi – e vedrete che non vi logorerete. Un tale, essendosi accorto che la sua persona emanava un cattivo odore consultò un medico a Bologna. E al medico disse che aveva sperimentato tanti rimedi, ma senza alcun beneficio. Il medico ascoltò, ascoltò, poi gli domandò: “E l’agua e sàvon, l’astu pruvà?” Stupore dell’ammalato: “Quella no!” “E provala! Vedrai che guarirai.”

 

IL CENTRO SINISTRA (18.8.1963)

“Oggi, l’Italia è alla vigilia del pieno impiego: una meta che sembrava un favoloso miraggio. Ora, si può capire che un uomo si butti a mare per disperazione. Ma non si capisce che un naufrago, dopo aver nuotato disperatamente per salvarsi, quando ha raggiunto la riva dia un calcio alla terra e torni indietro perché preferisce annegare. Gli italiani fecero così nel ’22, quando si diedero in braccio al fascismo. E minacciano di fare così oggi. E’ il fondo di pazzia che viene a galla. Allora sarebbe bastato un buon governo per salvare il paese. Invece, esso si buttò a una soluzione disperata.

 

SCANDALI (1963)

“…siamo nel fango e ogni giorno di più vi sprofonderemo.”

“ ...non mi si venga a dire che Tedeschi è un fascista…Mi è indifferente. Quando si tratta di moralità delle vita pubblica, io non conosco che due partiti: quello di coloro che rubano e quello di coloro che denunziano i ladri. Tedeschi è fra questi ultimi e io sono con lui. Se fosse comunista o democristiano sarei con lui lo stesso.

 

                       MONTANELLI  PER INVITARE A TURARSI IL NASO E A VOTARE DC

                       FONDA IL GIORNALE E ABBANDONA GUERRIERO  (n. 1212/13  30.12.73)

                        Prima mi  lasciò la musica, poi la società, poi gli amici, i vecchi amici, quelli con i quali avevo trascorso gran parte della mia vita:

                  Mes amis le vent les emporte,

                  Et il ventait devant ma porte.

                  Me ne era rimasto uno solo, il più caro di tutti, amico da quaranta anni. Pensi! Quaranta anni, quasi una vita! Ogni volta che era a Roma, mi faceva una visita e parlavamo un po’ di tutto. Ma l’ultima volta che è venuto, ho capito che mi aveva tolto una buona parte della sua amicizia. Io sapevo già che da qualche settimana lavorava ad un “grande progetto”. Sapevo l’entità del capitale iniziale, chi fossero i sottoscrittori, chi sarà il direttore. Mi aspettavo che me ne parlasse. Non me ne ha detto una parola. Perché? Mah! Ogni cosa umana è destinata al declino dice un classico greco, e io aggiungo con malinconia: anche l’amicizia.

 

SCANDALO PETROLI (1975)

Gli industriali hanno dato ai partiti che facevano parte delle maggioranze di governo , una ventina di miliardi, e hanno ottenuto una legge e vari decreti grazie ai quali hanno guadagnato centinaia di miliardi. Furono i pretori di Genova, Almerighi, Sansa e Brusco a mettere le mani sul caso e a rivelare al paese questo scandalo enorme.

Solo il redattore della Stampa, Carbone rivela i dettagli dell’inchiesta. Gli altri giornali restano sulle generali. Varietà dell’informazione! ..i tre pretori vengono chiamati “pretori d’assalto”. Per conto mio , preferisco dire semplicemente che sono tre magistrati esemplari, integerrimi e coraggiosi.

 

SINDONA  (1975)

Che i rapporti fra la politica e il mondo degli affari non fossero sempre un esempio di moralità era noto. I partiti oggi hanno bisogno di miliardi, e li prendono da chi glieli dà. E chi glieli dà non glieli dà per niente. Ma neanche i pessimisti più inveterati – et j’en suis – pensavano che l’immoralità e la corruzione fossero così estese e avessero raggiunto un tal grado di impudenza….[poi espone i fatti ]…. La magistratura in molti casi ha dimostrato di avere il mandato di cattura facile. Aspettiamo di vedere se trovi che in questo colossale imbroglio sia giusto arrestare qualcuno..Altrimenti saremo costretti a riconoscere ancora una volta che in Italia ci sono due giustizie: quella che è debole con i forti e quella che è forte con  i deboli.

 

 ECONOMIA (30.12.1973)

“… la dottrina economica del signor Micawber: ”… venti sterline di rendita, ventuno di spesa, la rovina è innanzi a noi”. Noi ne abbiamo spese non ventuno, ma trenta. Ogni anno lo Stato, i Comuni, gli Enti, gli ospedali sono in deficit per migliaia di miliardi, e ciò dimostra che vivevamo ad un livello superiore a quello delle nostre risorse. E ora che siamo indebitati fino agli occhi, c’è chi dice: ” Consumiamo di più perché così…”. Proviamo. Non ci resta che dare quest’ultima prova della nostra follia. Noi siamo come quel tale che si buttò giù dal sesto piano e, arrivato al livello del terzo, pensava: fin qua, va tutto bene.”.

 

CHIESA OGGI   (1973)

Per conto mio sono per il divorzio e per il procurato aborto. Ma non scrivo del divorzio perché ne hanno scritto tanti, e ormai la questione è risolta, e non scrivo dell’aborto per non urtare il sentimento di tanti lettori e di tante lettrici e per non sentirmi ripetere i soliti luoghi comuni: la vita è sacra, e simili. La Chiesa si è impuntata su tre o quattro questioni – il divorzio, l’aborto, la pillola – e così la discussione o la polemica si è concentrata su questi temi. Ma si dovrebbe discutere di ben altro. L’uomo moderno non accetta più il messaggio cristiano se questo gli è presentato nel modo tradizionale, cioè col corredo di innumerevoli dogmi. …il Papa richiama all’ordine…La Curia romana resta fedele al Sillabo. Come gli emigrati di Coblenza, non ha dimenticato niente e non ha imparato niente.

 

 

STORIA

La storia era una delle sue passioni, il suo maestro Tucidide di cui condivideva due leggi fondamentali. La prima che il popolo o la nazione più forte, più intraprendente, quindi più avanzata, è destinata a conquistare e a dominare. Se si ferma è il declino e c’è sempre un’altra che prende il suo posto. La seconda (in contrasto col pensiero del Machiavelli) riguarda l’eterno problema del rapporto fra politica e morale. Guerriero interpretava il discorso ai Meli della Guerra del Peloponneso così: l’azione politica non segue la legge morale ma non può ignorarla.

Nel 1937-1942 inizia una analisi storica degli avvenimenti da Versailles alla seconda guerra mondiale in una serie di articoli che raccoglie nel volume “Guerra e dopoguerra” alla fine del 1942. Nella prefazione avverte che è senza un ordine cronologico e incompleto e che terminerà la sua analisi nei volumi successivi. Giustifica così il fatto che, in pieno regime, non parla di Mussolini e Hitler. In realtà non può scrivere ciò che pensa di loro e della loro politica; lo farà ampiamente negli articoli dal maggio 1945 in poi.

Vedeva nella storia non responsabilità collettive ma individuali. Scrisse articoli appassionati contro i responsabili di crimini umanitari. Contro Hitler, di cui non poteva scrivere quando era al potere. Contro Stalin, Mao, Amin….  che erano al potere ed era il solo a denunciarli sulla stampa italiana più diffusa. Denunciò i crimini comunisti in Cambogia, ma anche quelli americani in Vietnam e in America Latina.

Lo studio della Storia del  declino e della caduta dell’Impero Romano del Gibbon lo portò negli anni ’50 ad un paragone e ad un’analisi allora originale: il comunismo nuova religione di oggi come lo fu il cristianesimo allora. Solo un capitalismo efficiente può impedirne la diffusione.

Vedeva quindi nel futuro il declino dell’Occidente cristiano e la vittoria del nuovo credo. La nuova “Chiesa” era l’URSS. Nella fine degli anni ’70 credo ancora la pensasse così perché ripubblicò quegli articoli del 1954 nel suo libro Inquietum est cor nostrum. Non aveva previsto il crollo di quella “Chiesa”  anche se aveva scritto: se è sconfitta l’URSS è sconfitto anche il comunismo

 

Profezie

 

SARA’ GUERRA MONDIALE   ( da Omnibus 3.4.1937 )

Non contiamo sulla pace: sarà guerra anche se non se ne parla.

 

AMERICA IN GUERRA  (1940?)

L’America non vuol fare la guerra – questo è certo- ma Roosevelt vuol fargliela fare: ebbene, in un modo o nell’altro, gliela farà fare.

 

SINGAPORE  (1941)

Gli inglesi hanno posizionato i cannoni verso il mare ma i giapponesi attaccheranno da terra e Singapore sarà perduta.

 

STALINGRADO  (in Settegiorni giugno? 1942)

Noi crediamo che le fortificazioni i Russi le abbiano a Stalingrado, da non confondere con Stalino.

 

SULLA LUNA   (dal Tempo 12.2.1949)

Il genio dell’America si è sviluppato nell’industria e nelle scienze applicate..se leggo domani che essa ha trovato il modo di far andare qualcuno sulla Luna e di farlo tornare, ci credo senz’altro.

 

CROLLO DELL’URSS   ( da Il Mondo  28.5.1949)

Il giorno in cui l’Unione Sovietica crollasse anche il comunismo mondiale crollerebbe.

 

CINA   (dal Tempo 29.1.1949)

L’ Asia … diventerà comunista…

 

Mao Tse-Tung   21.3.1953

Vi è un capo comunista che assumerà di fronte ai successori di Stalin non un atteggiamento di allievo o di seguace, ma di capo indipendente…Mao Tse-Tung.

 

Colonialismo cinese   6.6.1962

[Ci sarà ]  il colonialismo cinese: asservimento e popolamento.

 

Sfida economica   30.12.1978

La Cina fa appello al mondo occidentale per avere capitali e tecnologia…Gli industriali, i capitalisti, gli uomini d’affari sono soddisfatti perché si è aperto un nuovo grande mercato alle loro attività. Ma il loro sguardo non va oltre il domani. E dopodomani? Se l’industrializzazione della Cina riesce, che sarà delle industrie occidentali?...Sarà una concorrenza mortale. Sarà la fine di molte industrie occidentali. E’ tragico: l’Occidente, pur di vendere oggi collabora alla propria rovina fra 20 o 30 anni.

 

RIVOLTA D’UNGHERIA   (1956)

..i Sovietici useranno la forza.

 

ATOMICA CINESE   23.4.1961

E’ possibile che le bombe atomiche e i missili cinesi non siano molto lontani…

 

LABURISTI   3.12.67

Alle prossime elezioni i laburisti saranno sconfitti e torneranno i conservatori.

 

 GIAPPONE  (1969?)

Alla fine della seconda guerra mondiale il Giappone è stato “la posta della grande partita fra la Russia e gli Stati Uniti” come aveva predetto il Cambon. E hanno vinto gli Stati Uniti. Fra quarant’anni, - o forse fra venti, giacché oggi, nell’era atomica, gli anni volano via più presto, e le nazioni acquistano la potenza o decadono molto più rapidamente di una volta- fra quaranta anni o fra venti, che saranno i Giapponesi? Americani o Cinesi?

 

IRAN  1978

Sarà un miracolo se lo Scià salverà il trono. …L’Iran sarà perduto per l’Occidente.

 

EPITAFFIO che avrebbe voluto sulla sua tomba:

 

                AUGUSTO GUERRIERO - Giornalista -..

quelli fra i suoi lettori, che lo ebbero caro, e che egli amò tanto, lo ricordino.  

 

FALSITA’

 

Un giornalista scrive di aver scoperto, nel 1999, un articolo antisemita di Guerriero. Pubblica un saggio e lo riporta anche nel Dizionario Biografico Treccani. La sua “scoperta” viene annunciata anche dal Corriere della Sera, il giornale nel quale, per trenta anni, Guerriero fu una delle maggiori firme. Sergio Romano accetta la tesi. Nessuno controlla se l’accusa è vera. Vado a controllare: l’articolo non è antisemita, parla degli ebrei , che , come Baruch in America, chiedono l’ intervento contro Hitler. Non è un’accusa, ma un elogio.

 Quel che è strano è che quello studioso ha fatto tante ricerche, cita anche un libro di Glauco Licata che quell’accusa aveva fatta, ma non cita la risposta di Guerriero.

Allora ho scritto al Corriere la lettera seguente (pubblicata):

 

Egr. dott. Romano,

ho letto la sua risposta a un lettore riguardo Augusto Guerriero. Lei riporta una pubblicazione in cui  viene accusato di aver scritto articoli antisemiti e dove se ne cita uno solo.

 L’accusa non è nuova, gli era stata fatta (fra gli altri) nel 1976 da Glauco Licata nella sua “Storia del Corriere della Sera”. Ma allora era vivo e poté rispondere in modo documentato su Epoca n.1371 del 12.1.1977, concludendo così: “In realtà, non scrissi di Ebrei che una sola volta: un articolo su Baruch. Prima di spedirlo lo feci leggere a una signora ebrea mia amica e le domandai se potesse sembrare ispirato ad antisemitismo. Mi rispose: “Al contrario. Quello che lei dice di Baruch torna tutto a nostro onore.”

 

Ricciardetto subì accuse di filosemitismo e denunce durante il fascismo, due settimanali (uno fu Omnibus di Longanesi) furono soppressi a causa di suoi articoli. Durante l’occupazione tedesca ospitò ebrei e raccolse 350 mila lire per le vittime delle Fosse Ardeatine. Per riconoscenza un albero presso Gerusalemme è intitolato al suo nome. E’ stato il secondo italiano, dopo Toscanini, ad aver avuto questo onore.

 

                                                                                                                            Lettera firmata

 18 maggio 2007

 

 Scrivetemi: claudiotaccu@tiscali.it