La foresta tropicale in bottiglia

Volete riprodurre in casa un angolo di foresta tropicale? Non è difficile realizzarlo. Procuratevi un bottiglione a collo largo o un grande vaso da conserva o una boccia in vetro bianco trasparente. Sul fondo mettete uno strato di ghiaia o argilla espansa e sopra questo versate, con un imbuto per non sporcare le pareti, del terriccio universale misto a un po' di sabbia e a un po' di torba. Poi, aiutandovi con due posate a manico lungo scavate delle buchette nel terriccio, afferrate delicatamente le piantine e sistematele in modo armonico, variando altezze e colori come più vi piace.
Scegliete specie d'appartamento piccole, a crescita lenta
e amanti di atmosfera umida; se il contenitore è di dimensioni ridotte,
optate per quelle miniaturizzate. Procedete dalla periferia al centro e non
mettetene troppe, perché crescendo si troverebbero a ridosso una dell'altra.
Ricordate inoltre di pressare bene il terriccio attorno ad esse con un
oggetto fissato a un filo di ferro.
Infine innaffiate leggermente (il terriccio deve essere umido ma non
inzuppato) facendo scorrere il rivolino d'acqua lungo le pareti del
contenitore e ponete il tutto in buona luce, ma non sotto i raggi diretti
del sole.
Se chiuderete la bottiglia con un tappo, il vostro "giardino tropicale" non avrà più bisogno di cure se non una breve apertura qualora si formasse della condensa sulle pareti e una controllatina dell'umidità del terriccio ogni 2-3 mesi.
Orto
Scorzonera e scorzobianca sono ortaggi terapeutici
come altri vegetali amari (ad esempio il rabarbaro): sono depurative,
diuretiche, emollienti, eccetera.
Sono piante perenni trattate come biennali: producono fiori e semi a partire
dal secondo anno di vita. Se ne adopera soprattutto la radice, che si
raccoglie durante il primo o il secondo inverno che segue la semina. Si
possono adoperare anche le foglie giovani, anche quelle che nascono con
apposita forzatura.
Se avete scorzonerobianche nell'orto potete per questo procedere anche
adesso; estirpate qualche radice e dopo averle tutte spuntate e aver
tagliato i residui di foglie a un paio di centimetri dalla base, interratele
una accanto all'altra in un vaso da fiori pieno di terriccio umido, poi
mettete il vaso in un ripostiglio o in altro posto buio ma dove la
temperatura non sia inferiore ai 12 gradi. Si svilupperanno così nuovi
germogli, bianchi e teneri, ottimi da consumare crudi. Dopo averli recisi,
inumidite di nuovo il terriccio: è possibile avere un nuovo raccolto.
Per la semina procedere in questo modo: seminare a dimora in febbraio-marzo e poi diradare le piantine distanziandole di 10 cm in tutti i sensi. Il terreno deve essere ben lavorato fino a una profondità di circa 45 cm: questo eviterà che crescano radici biforcate o mal sagomate. Come fertilizzante usare concime chimico oppure letame ben invecchiato.
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