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Cosa è, cosa non è Reiki
La
parola Reiki è composta da due termini, REI e KI: REI rappresenta quella sorta di energia che
permea, unisce, assimila, compone tutto l’universo, sia la materia organica che inorganica; è la
spinta di vita primordiale che mantiene ogni cosa al suo posto, nel suo giusto equilibrio. E quel
mare di energia che in un unico tempo forma e avvolge tutto il creato. Paragonato alla cultura
cattolica è l’onnipresenza dello spirito santo è il grande anello di congiunzione che in se stesso
racchiude l’inizio e la fine, per dirlo con parole personali mi piace definirlo come: il perpetuo
respiro dell’universo. Ki
rappresenta invece l’energia intrinseca del singolo individuo; ovvero quella sorta di pacchetto
energetico che ci viene conferito al momento del nostro concepimento.
Pertanto la parola Reiki sta’ ad indicare l’energia dell’universo unita all’energia dell’uomo.
Decidere di sottoporsi ad una terapia Reiki oppure diventare a nostra volta dei canali Reiki con la
capacità di fare fluire energia REIKI dalle nostre mani, va di conseguenza ad instaurare un processo
di autoguarigione che lavora sui tre aspetti della nostra vita: l'aspetto fisico, mentale e
spirituale. Questo
ovviamente porta ad avere una maggiore salute fisica, una maggiore consapevolezza di se stessi, più
tranquillità, più felicità e soprattutto più amore alla nostra esistenza. E’ un
metodo semplice ed efficace è accessibile a tutti e qualsiasi persona di qualunque cultura lo può
imparare. Non si
tratta di pranoterapia anche se a prima vista potrebbe sembrare molto simile; il pranoterapeuta
utilizza principalmente la propria energia interiore, così facendo sfrutta il principio delle
energie bioradianti dove attraverso l’ascolto del campo aurico del paziente comprende se si tratta
di uno svuotamento oppure di una congestione pranica, e a seconda dell’una o dell’altra causa va a
lavorare sulla disarmonia con tecniche ben diverse. inoltre quando si lavora con la pranoterapia
è necessario schermarsi mentalmente al fine di non catalizzare sopra se stessi la malattia del
proprio paziente. Con la
tecnica Reiki tutta questa preparazione non è necessaria, in quanto non siamo più noi che
diamo del nostro ma è la nostra energia che agisce in concomitanza con l’energia universale,
andando così ad
avvolgere e a sostenere tutto il nostro operato.
Di conseguenza non avremo nessun bisogno di schermarci, anche se dovessimo
trattare i casi più disperati. Utilizzeremo un'unica posizione delle mani e
l’energia Reiki fluirà attraverso noi pulendo ed energificando nello stesso
istante la parte malata. Questo perché quando si utilizza Reiki non siamo noi a
dare, ma è il corpo del ricevente che assorbe quanto necessita.
Ogni qual volta che utilizziamo Reiki i primi a beneficiarne siamo proprio noi, fungendo da
canali l’energia che ci attraversa pulirà prima tutta la nostra essenza e in un secondo tempo
andrà a lavorare sopra il nostro paziente senza che questi rischi di ricevere le nostre impurità. Non si
tratta di una religione o di un dogma o di un credo particolare. Se pur Reiki è una tecnica di
guarigione spirituale questo non ha nulla a che vedere con le religioni; il Reiki praticato da un
Cristiano è uguale al Reiki praticato da un Mussulmano, o da un Buddista, la religione non conta
perché la fonte a cui ci si rifà è sempre la stessa.
Reiki
non mira a creare dogmi. Tutt’altro, crea semplicemente dei punti fissi dentro ognuno di noi a cui
rivolgersi in ogni istante della nostra vita al fine di farci prendere coscienza che il desino
della nostra esistenza è unicamente nelle nostre mani.
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