Lettera aperta al Presidente Aliberti

Quella che segue è una LETTERA APERTA all'ex Presidente della Salernitana Aliberti che per quasi 11 anni ha guidato il nostro sodalizio sportivo con alterne vicende:

Caro Presidente Aliberti

ho seguito attentamente le sue due interviste televisive su LiraTV del 5 e 7 agosto e ne ho tratto l'impressione di un uomo molto amareggiato ed offeso ma non rassegnato alle decisioni della FIGC e del CONI. Umanamente Le sono vicino, anche se il ricordo del giuramento di Berlusconi sulla salute dei suoi figli mi ha fatto correre un brivido sulla schiena. Comunque non ci vuole molto a comprendere e convincersi che ormai tutte le squadre di calcio (comprese le 3 supercorazzate di serie A) hanno grossi debiti con il Fisco, INAIL, INPS ecc. Stiamo tutti a ripetere che il calcio, così come si è ridotto in questi anni di vacche (grazie ai contributi televisivi ormai in via di dissolvimento) è arrivato al capolinea e occorre un drastico cambio di rotta. Ma sinceramente faccio fatica a credere che tra serie A e B soltanto il Torino, Perugia, e Salernitana non abbiano i conti in regola. Ma a chi volete prendere per i fondelli? Del resto le recenti dichiarazioni ufficiali di un sottosegretario di stato hanno confermato l'irregolarità delle garanzie fideiussorie presentate da altre squadre di calcio di serie A. Ma allora perchè, ci chiediamo, tanto accanimento contro Aliberti, Gaucci & C. Entriamo nel minato campo delle ipotesi, ma ricordiamo le parole di Andreotti "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca !". Ebbene per una Federazione vicina al collasso economico, i milioni di euro sborsati dalle cordate richiedenti il Lodo Petrucci, rappresentano una boccata di ossigeno per nulla trascurabile. Pertanto abituiamoci allo stillicidio di 2 - 3 squadre avviate al fallimento annualmente. La scelta "premierà" innanzitutto quei personaggi e quelle piazze ritenute dal Palazzo come le più scomode ed irrequiete. Di Gaucci è inutile elencare la serie infinita di querelle con la Federazione. Aliberti e Preziosi la dovevano pagare dopo la beffa del ripescaggio mai mandata giù da Carraro & C. La stessa piazza di Salerno non è stata mai amata (altrimenti come spiegarsi una serie incredibile di arbitraggi quantomeno approssimativi visti all'Arechi in questi ultimi due anni?) Mi rimane il dubbio che stiamo ancora pagando e a caro prezzo anche il gesto imbecille di quel tifoso che lanciò il pedardo nella partita della Fiorentina a Salerno e il tragico rogo del treno di ritorno da Piacenza. Ma veniamo al Presidente Aliberti. A Salerno abbiamo sperimentato tante dirigenze e tante cordate, tutte destinate a naufragare nel giro di pochi anni, lasciando alle spalle debiti, squadre malridotte e . . . la serie C. Dannato girone infame al quale siamo stati condannati per diversi decenni. Qualche rara boccata di ossigeno con Tom Rosati e una parentesi illusoria con il presidente Soglia. Nient'altro. Salerno era diventata il cimitero degli elefanti (i vecchi ricorderanno l'entusiasmo popolare per un bidone argentino Vitulano, qui invocato come un novello Sandokan). Evidentemente coloro che in questi ultimi tempi gridano "meglio la C che Aliberti" sono dei giovani Ultrà che non hanno sperimentato la lunga agonia granata nell'inferno della serie C. Sinceramente al solo pensarci mi viene voglia di lasciare una volta per tutti il calcio e darmi all'ippica. C'è anche chi si illude che ritorneremo subito in B. Ma in base a quale calcolo, di grazia? De Laurentiis ha investito fior di milioni di euro e adesso si sta battendo come un forsennato per essere ripescato in B. Perchè? Ha capito che costruire uno squadrone non è sufficiente per vincere un campionato difficile, lungo e massacrante come la C. Ha sperimentato il confronto con tante squadre di provincia, con tanti atleti sconosciuti ma non per questo meno validi, che aspettano al varco i presunti campioni per provare ad umiliarli e prendersi una rivincita. Ecco perchè rincorre con tanta determinazione il ripescaggio. E voi poveri illusi che continuate ad insistere sul canovaccio "Aliberti vattene" pensate che state ritornando in C per effettuare una marcia trionfale per l'immediato ritorno in B senza più debiti? Del resto l'unica cordata creata per "beneficiare" del Lodo Petrucci è nata multicefala (troppe teste, di cervelli è ancora presto per parlarne, ma non altrettanti portafogli in azione). E questo non è di certo un buon viatico. Se almeno ci fosse stato a Salerno un neo De Laurentiis o assai meglio un Della Valle, allora si che sarebbe stata tutta un'altra musica (vero dr. Amato?), ma così . . .
Sulle pagine di un sito salernitano ho letto le testimonianze di alcuni tifosi imbestialiti e "beninformati" che svelano l'esistenza di mirabolanti e fantasmagorici tesori che Ella avrebbe nascosto in Lussemburgo, con gli introiti generati dalla vendita dei vari Di Vaio, Gattuso, Di Michele ecc. Sarò un ingenuo ma non ci credo e per diversi validi motivi: 1) Se non si faceva parte delle potenti lobby calcistiche (è inutile fare nomi arcinoti come la Ge.. ) era impossibile  poter vendere bene i propri campioni. Ed infatti non ricordo nessuna asta miliardaria per i nostri pur bravi atleti. Aliberti ha dovuto cederli (non regalarli) all'unica richiedente che di volta in volta si presentava a richiederli. Del resto l'esperienza disastrosa di Corbelli e di Naldi a Napoli hanno pur insegnato che in questi ultimi anni è diventato praticamente impossibile arricchirsi con il calcio (e questo lo aveva capito bene lo scaltro Ferlaino quando decise di gettare la spugna appena in tempo). E' ormai il calcio dei presidenti arcimiliardiari come Moratti, dei Presidenti del Consiglio, di Sky. La serie A e il calcio nazionale per loro vanno stretti, meglio un grosso palcoscenico internazionale. Come accelerare tale progetto? Semplice, cominciamo con i fallimenti mirati, il resto verrà da se! Fintanto ci sarà il fiume inarrestabile di miliardi alimentato dai tantissimi tifosi disponibili a spendere mensilmente più di 80.000 lire del vecchio conio per sorbirsi sul digitale partite di un campionato di calcio ridotto ad una farsa, fintanto che potranno rimpinguare i loro capienti e famelici portafogli, non ci sarà nessuna speranza di moralizzare il calcio. Statene certi Murdok a Salerno continuerà a fare incassi milionari (in euro) alla faccia della Salernitana retrocessa. L'unica protesta civile in grado di scuotere questi arroganti pseudo-padroni del calcio italiano è rappresentato dalla disdetta in massa dei contratti SKY, evitando ovviamente anche l'acquisto delle card del digitale terrestre. I tifosi salernitani saranno disponibili a questo terribile "sacrificio"? Fino a che il quotidiano italiano a maggior tiratura (anche a Salerno) resta il Corriere dello Sport (che ha steso un velo di oblio sulla vicende della Salernitana, quando invece si era battuto tenacemente a favore della Lazio e continua a fiancheggiare le rivendicazioni del Napoli) non c'è da temere per lorsignori. Ultima considerazione, avendo già abusato  della pazienza dei lettori che mi hanno seguito pazientemente in questo mio sfogo, rivolgo un plauso alla maturità dei miei concittadini che hanno evitato ogni gesto inconsulto, ogni manifestazione violenta. In un paese dove vengono premiati coloro che occupano lo stretto di Messina (o che promettono di non votare più l'unto dal signore) c'è ancora chi conserva la sua dignità e sa distinguere le ingiustizie sportive da quelle ben più gravose che angosciano la nostra città e il nostro vivere quotidiano (disoccupazione in primis). Nell'augurarci una difficile ma non impossibile sentenza favorevole da parte del Consiglio di Stato, voglio (e ritengo di non essere il solo a Salerno) ringraziare Aliberti per averci dato Delio Rossi col suo calcio champagne (che lui ha il merito di aver scoperto e lanciato nel calcio che conta), la serie A, i vari Di Vaio, Di Michele, Gattuso, Fresi (avendo il coraggio di investire su di essi svariati miliardi) regalandoci così tante domeniche indimenticabili. Non è stato tutto oro, ma in una città dove eravamo abituati al "fumo delle promesse" . . .
Ma debbo rivolgerle ugualmente una critica, se Ella si fosse deciso a fare l'ultimo sforzo economico acquistando un attaccante (anche uno mediocre capace di realizzare almeno 3 o 4 reti ) a gennaio di quello sciagurato campionato di serie A, con il quale sostituire l'ectoplasmatico Chianese (quanti miliardi buttai al vento!), avremmo scritto pagine di storia calcistica assai più esaltanti per la nostra casacca granata: senza il rogo del treno con quelle giovani vite spezzate, senza i striscioni di proteste, senza le crisi economiche di questi ultimi anni.
Dimenticavo, ma dove sono finiti tutti quei politici salernitani che per anni hanno "onorato" gratuitamente con la loro presenza le gradinate delle tribuna Vip dell'Arechi, che dalle TV locali hanno pontificato su squadre, allenatori e tattiche? Che osannavano Aliberti e si facevano immortalare accanto a lui nei periodi buoni (come dimenticare il sindaco De Biase che saltellava giulivo con la sciarpa al collo accanto ad Aliberi e a Zeman in Municipio?). Se sono in vacanza, che ci rimangano, ma risparmiateci in futuro le vostre professioni di fede granata e le vostre lezioni. Solo Salzano ha provato a fare qualcosa e bisogna dargliene atto!
 giovanni s. (un tifoso riconoscente) - 7 agosto 2005

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Pubblichiamo anche la lettera inoltrata dal Presidente Aliberti al duo Carraro e Galliani

  • «Caro Franco e caro Adriano,
    il 9 Agosto p.v. al Consiglio di Stato la Salernitana Sport spa, la società di cui sono Presidente da oltre 10 anni, difenderà il diritto, conquistato sul campo, di partecipare al prossimo campionato di serie B. In ballo, però, non v’è solo una manifestazione sportiva. Vi è la perdita del titolo sportivo, del patrimonio “giocatori”, dell’immagine societaria, del suo valore in termini di “marchio”, senza contare le ricadute sul sentimento popolare, sullo spirito di campanile, sulle tradizioni e sulle aspettative di una comunità intera. Sono sconcertato che tutto questo avvenga senza che il cuore del problema venga interamente sezionato.

    La mia Società, con i miei gravi sacrifici, ha ottemperato alla richiesta di ricapitalizzazione di 8 milioni di euro invocata poco tempo fa dalla COVISOC. Non ha, dunque, debiti nei confronti di tesserati. Ha un patrimonio anche immobiliare significativo. Ha un credito di 1milione e mezzo di euro nei confronti della Lega profesionisti. Ha avviato, non appena la legge lo ha consentito, una procedura di transazione con l’Agenzia delle Entrate, per la quale già il 23 Giugno u.s. il Direttore dell’Istituzione in parola ha manifestato la sussistenza delle condizioni e dei requisiti normativamente previsti. La Società, con la proposta di transazione evocante il contezioso in corso con il fisco e l’attestazione dell’Agenzia ad essa conseguente, riteneva e ritiene di aver documentato la “endenza” di liti non temerarie e la congiunta determinazione di Fisco e contribuente di addivenire quanto prima ad un’utile definizione di liti insorte ed insorgende.

    Non di meno, con la non iscrizione al campionato di pertinenza si rischia di compromettere l’interesse del fisco al recupero del proprio credito e l’interesse della Salernitana a gestire le proprie relazioni con l’Agenzia delle Entrate, godendo, come tutti, delle opportunità e dei diritti offerti dalla Legge dello Stato. Sono, perciò, amareggiato, perché non ho visto l’Agenzia delle Entrate affiancare la Salernitana nel giudizio davanti al TAR, al fine di tutelare un proprio concreto interesse (sarebbe bastato un intervento ad adiuvandum). Non ho visto, altresì, attivarsi un meccanismo di accelerazione del procedimento che pure si ha innescato quando la stessa richiesta era stata inoltrata dalla S.S. Lazio.

    Non voglio credere che le differenze nascano dalla mancata esibizione di forza da parte dei tifosi della Salernitana sotto la sede di F.I.G.C. e dell’Agenzia delle Entrate, secondo una formula felicemente sperimentata dai tifosi della Lazio. Sento, però, di essere trattato come un “paria”, un “intoccabile”, un “figlio di un Dio minore”, mentre vedo altri, che sono stati meno trasparenti di me, occupare posizioni sicure, iperprotette da ogni contestazione ed ogni rilievo. Io sono certo che la mia Società può garantire, con il proprio equilibrio finanziario, la continuità della prossima stagione sportiva. Ma credo che tale certezza possa essere condivisa anche da voi. Viceversa mi domando che senso abbia, escludendo la Salernitana dal campionato di pertinenza, sottrarle il “patrimonio giocatori”, privarla del titolo sportivo, vulnerarne l’immagine, ostacolare la transazione in itinere col fisco.

    Si tratta di un’operazione dannosa per tutti che, peraltro, non è utile ad evitare che vi siano intoppi sul prossimo campionato, posto che gli sforzi finanziari compiuti, le risorse societarie presenti e dichiarate, il percorso transattivo in itinere col fisco depongono per un’assoluta volontà di continuare l’esperienza sportiva e societaria per la sussistenza di tutte le condizioni pur assicurandole. Insomma tra gli interessi in gioco si sta scegliendo quello più insignificante. Infatti, con l’esclusione della Salernitana Sport prevarrà la voglia degli organi di controllo di interpretare in modo illogicamente penalizzante e censorio (e testualmente inappropriato) il punto 7 lett. B seconda parte del comunicato ufficiale 189/A del Consiglio Federale del 15 Marzo 2005 sul diritto di una società per azioni di continuare l’esercizio della propria attività naturale e sul diritto dell’Agenzia delle Entrate a regolare in base alle leggi dello Stato i propri rapporti con il contribuente.

    Se questo “strazio” del buon senso e della giustizia dovesse momentaneamente prodursi, io non lo accetterò con la rassegnazione. Anzi sarà uno stimolo per continuare a rivendicare le ragioni della Società che rappresento in ogni forma ed in ogni sede. Responsabilità patrimoniale, contabili, amministrative e, perché no, penali dovranno essere vagliate in tutte le sedi. Attiverò giudizi riparatori, risarcitori e ripristinatori e, nel contempo, chiederò agli organi della Giustizia civile, penale, amministrativa e contabile di valutare se ciò che potrebbe avvenire (ma che spero non avvenga) sia compatibile con un Stato di Diritto inserito nel contesto europeo.

    Se sarà necessario mi rivolgerò anche alla Corte Europea, perché credo che sia giusto che una vicenda che in tre settimane ha divorato tutti i gradi di giustizia sportiva e amministrativa (peraltro in piena estate) sia valutata da un consesso giudiziario che ha spesso condannato l’eccessiva lentezza della giurisdizione italiana. Tutto questo non rappresenta una minaccia e non vuole intimidire nessuno. E’ solo il grido di protesta e di rabbia di una persona, a nome di tante altre persone, che non chiede privilegi o indulgenze ma solo di poter esercitare i propri diritti di uomo libero tra uomini liberi.

    Con amicizia

  • Aniello Aliberti

    (tratto dal sito www.salernitana.it)

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    Aggiornato il 09-10-2005