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Una gradita visita

 

Martedì 17 luglio mons. Luigi De Barba, compagno di Seminario e di ordinazione di don Sesto, è venuto a trovarci per celebrare una messa di suffragio per il suo, non ‘collega’, ma ‘confratello’ defunto. Assieme a don Primo Casagrande, ultimo compagno rimasto,  giovedì 5 luglio aveva festeggiato nella Casa per anziani “ don Gino” di S.Croce del lago  i 65 anni di Messa. Sia nell’omelia della Messa che nell’incontro dopo cena presso le opere cattoliche, ha parlato con semplicità e lucidità di don Sesto e della propria esperienza sacerdotale. Vissuta praticamente in due zone: da giovane prete in Zoldo (a Fusine, Forno e Dont) e poi in Alpago (a Pieve per 44 anni e ora a S.Croce del lago. Nella Messa non si è soffermato tanto su don Sesto, quanto sulla figura del prete come presbitero (anziano), sacerdote (uomo dei misteri di Dio) e pastore-guida. Ha ribadito più volte il dovere di pregare per i propri sacerdoti vivi e defunti (se non lo fanno i parrocchiani, chi lo fa?) e per le vocazioni. Alla sera, parlando più espressamente di don Sesto, ha sottolineato la sua “serietà”, il suo non prendere le cose alla leggera o per scherzo, il suo riflettere prima di parlare, il suo prepararsi per le prediche e per la scuola, il suo saper stare al proprio posto. Alla domanda se don Sesto era la sua serietà era dovuta a inquietudine, a furbizia o a ingenuità, don Luigi decisamente ha affermato “era un’anima limpida”. Qualcosa di più abbiamo saputo di don Sesto ma forse è azzeccato quello che ha detto un tale: soltanto sua madre l’ha conosciuto davvero.