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Caro
sant'Antonio,
Di primo mattino, frequentando
la Chiesa di un convento dedicato a Santa Teresa di Gesù Bambino,
m'imbattevo in una statua che raffigurava il Santo tuo omonimo e
rimanevo incantata da tutte le belle candele che gli dedicavano i suoi
devoti, dando in questo modo continuità alle preghiere mentre si
affrettavano verso il lavoro!…
Mi
faceva tanta tenerezza e lo invidiavo per il Bambinello che abbracciava
e per il giglio che teneva nell'altra mano; l'aspetto giovanile ed il
saio con le sue belle pieghe tutte uguali.
L'
ho lasciato nella grande città, al Carmelo… senza immaginare che
avrei trovato te, Abate, in paziente attesa di un cero nella chiesetta
di Coresiei.
Caro
Sant'Antonio, stasera sono venuta da te perché ero arrabbiatissima per
il motivo che tu sai; ma piuttosto che rischiare di andare fino in
Mauria con la macchina per scaricare i nervi, come fanno tanti, ho
preferito gettare ai tuoi piedi, mio intercessore presso Gesù, tutta la
mia rabbia.
Mi
sono fermata a Coresiei, dove abili mani hanno riparato lo sgretolato
gradino e dove fedeli villeggianti hanno posto fiori di prato.
Nell'oscurità
della chiesetta ho intravisto solo il colore più chiaro del tuo viso, o
dolce protettore degli animali ed io mi sentivo come una povera bestia!
Per
consolarmi ti ho parlato.
Al
posto dell'acqua Santa ho posto una lacrima sul cancelletto: ho potuto
piangere liberamente e gli occhi non mi si sono nemmeno arrossati, così
te ne sei accorto solo tu.
Grazie,
sant'Antonio di Coresiei: proteggi la mia gattina…ed anche i gattini
degli altri.
Anche
tutte le bestioline che in casa ci danno tanta gioia!
Proteggi
quelle che lavorano nei circhi, quelle chiuse nelle stalle e quelle che
sono abbandonate perché danno fastidio.
Non
dimenticare le lumachine che hanno mezzo divorato il mio orto!…
mv
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