L’ARSENALE M.M.: CENNI STORICI

L’idea di attrezzare militarmente il golfo della Spezia risale   al 1746,  anno in cui i francesi, in guerra con gli  austro-inglesi, rilevarono la sua importanza strategica .

Qualche decennio dopo , alle considerazioni di carattere militare , si aggiunsero anche quelle di carattere economico , risultando la piana del  golfo della Spezia idonea ad accogliere industrie ed a permettere un ampliamento urbanistico .

Ne segnò l’avvio una serie di decreti del 1808 ,con i quali la Spezia venne dichiarata porto militare (2 maggio 1808).

Tra i vari rapporti e progetti prevalse il progetto generale del Viotte , che prevedeva l’utilizzo della penisola del lazzaretto , della baia delle Grazie, del Varignano , della penisola di S.Maria , della Castagna ,comprendendo anche l’ospedale militare , le abitazioni degli operai e del restante personale.

Passata col congresso di Vienna sotto il regno di Sardegna, La Spezia divenne sede dell’intendenza della provincia di Levante con regio editto del 27 febbraio 1815.Veniva costruito a Genova , divenuta sede della flotta piemontese , l’arsenale militare , con l’ampliamento dell’ antica Darsena e l’utilizzo del cantiere della Foce come cantiere del nuovo regno .

Sembravano così cadere per La Spezia le ambizioni militari suscitate da Napoleone e quelle mercantili, storicamente soffocate dalla supremazia genovese. Nel 1822 venne finanziata la costruzione della strada per Genova.

Le attività economiche registravano ritardi: il mercato assumeva così una fisionomia ristretta all’ambito locale.

Procedevano le modifiche urbanistiche.

Il progetto francese di collocazione dell’arsenale nel golfo venne ripreso nel 1842 dal governo piemontese , che ipotizzò un trasferimento da Genova alla Spezia.

Il primo progetto venne ridimensionato.

La questione del trasferimento dell’arsenale diede vita ad un dibattito a livello nazionale, essendo connesso alle scelte di politica estera ed interna allo stato.

Sostenitore del progetto di trasferimento fu lo stesso Cavour che si avvalse della consulenza dell’inglese James Meadows Rendel .

La guerra di Crimea impose una sospensione del progetto fino al 1857, anno in cui venne presentato un disegno di legge per il trasferimento dell’arsenale alle                                                                                    Grazie ed al Varignano, come da progetto Rendel.

La legge venne votata alla camera l’8 maggio 1857.

Approvata dal senato nel luglio successivo, non trovò immediata applicazione per problemi finanziari determinati dalla nuova guerra d’indipendenza, che portarono una drastica riduzione dello stanziamento con un successivo riequilibrio.

Nel 1859, a lavori già iniziati al Varignano, una commissione ordinata dal ministero della marina avanzò la proposta di ricollocare l’arsenale nelle due insenature delle Grazie e del Varignano .

L’unità nazionale renderà inadeguati tutti i progetti precedenti: prese così forma l’idea di spostamento nella piana di San Vito.

Cavour ordinò la sospensione dei lavori al Varignano e incaricò il Chiodo di elaborare un nuovo progetto relativo all’ installazione degli impianti nella piana di San Vito .


Ad un primo piano seguì un progetto definitivo che venne ampliato per arrivare ad un progetto esecutivo il primo  aprile 1861.

Inaugurazione del 1868

Il 13 luglio 1861 ebbe inizio la fase della costruzione, che richiederà otto anni di grandi lavori.

  Nel 1865 si contavano più di duemila operai che trovavano alloggio in 43 baracche . Il   28 agosto 1869, l’impianto non risultava ancora completato. Alla costruzione dell’arsenale della Spezia, la più grande base militare del regno d’Italia, conseguirono determinati mutamenti urbanistici ed economici.

Procedendo i lavori, si andò modificando l’assetto  urbano di una città che si andava espandendo in relazione all’arsenale. Fin dai primi anni si era registrato un notevole incremento demografico, conseguente all’iniziato processo di sviluppo della città che fu addirittura maggiore rispetto a quello dei due secoli scorsi .

 Nella fase di inizio dei lavori dell’arsenale la crescita della popolazione assunse caratteri d’eccezionalità.

Nel 1890 lavorarono nel regio dell’arsenale, oltre al personale militare, 7.800 operai che necessitavano di alloggi per sè e per la loro famiglia .

 La carenza di abitanti costringeva le famiglie operaie a vivere in situazioni intollerabili .

 Nacque così nel 1873 un progetto di Saint Bon, ministero della marina, per la costruzioni di alloggi per circa 1000 famiglie; ma esso non trovò realizzazione.

L’epidemia di colera del 1884 rese improrogabile la risoluzione del problema.

Si iniziarono l’anno dopo i lavori relativi alla costruzione del nuovo quartiere, che segnò anche la nascita di piazza Brin, intitolato a re Umberto.

Contemporaneamente al mutamento urbanistico, si aprì il processo di industrializzazione  della città.

Col regio arsenale, infatti,  si svilupparono le attività meccaniche  e navali, che andranno a costituire la caratteristica economica della città.

La prevalenza dell’industria navale  non impedì tuttavia il fiorire di industrie civili accanto a quelle militari.In questo periodo si ebbe la nascita dei cantieri del Muggiano.

La ristrutturazione e l’espandersi della Spezia in quei decenni costituisce l’esempio di città ottocentesca sorta attorno ad uno stabilimento industriale. Nella Vita di Domenico Chiodo così è scritto : “ Gli studi fatti con tanta accuratezza a fin di convincerli della possibilità di effettuare nel piano di La Spezia  il divisato stabilimento, avevano confermato le previsioni. ”

Il “ piano della Spezia ”, ancora in molte parti paludoso, fu interamente bonificato. Il torrente di Biassa e il torrente Colombaro  furono portati a confluire nel nuovo volto dell’ Agora.

Gli ufficiali del genio ,Calderai e Prato ,e l’ingegnere civile Porta formularono nel 1862 un “piano di ingrandimento della città” il piano ,cioè ,secondo il quale è  nata La Spezia moderna.

Bisognava dare alloggio ad una popolazione che cresceva di anno in anno con una dinamica che richiedeva la massima capacità costruttiva.

Nel 1962 iniziò la costruzione della ferrovia ligure . Chiodo fece suoi i risultati  degli studi compiuti  dallo spezzino Giovanni Cappellini, il quale già nel 1863 aveva redatto e pubblicato la carta geologica del territorio di La Spezia , e che ad essa fece seguire il volume :”Descrizione geologica dei dintorni del golfo di La Spezia “.

Sulla scorta di questi studi e di quelli della direzione del Genio, si adottarono norme di costruzione che nessuno si provò a violare o a non tenere nel dovuto conto.

(…)

 

G.Fasoli

MURA DI CINTA

Nell’ottocento furono realizzate le mura di cinta da Domenico Chiodo per la difesa della citta’ Furono la piu’ ampia cerchia di mura dopo quella genovese della seconda unita’ del trecento.

Avevano  cinque porte aperte ma ora ve ne sono  soltanto due: Porta Isolabella e Porta

Castellario.

LA CHIESA DI SAN VITO

L’attuale chiesa di Marola ,dedicata  a San Vito è una costruzione del 1884.

Conserva al suo interno i resti del santo Martirizzato sotto Diocleziano.

L’attuale chiesa di Marola è l’erede di una più antica, che sorgeva all’interno dell’Arsenale, la quale risultava riedificata nel 1236.

Nella stessa zona è attestato un importante insediamento romano.

 

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