CAVA DI PORTORO SUL MONTE CASTELLANA

 

Intervista al capocava

 

In quale anno è stata aperta la cava?

I primi documenti risalgono al 1832, quindi circa 170 anni fa. La galleria dove si lavora attualmente invece venne aperta nel 1956. Era stretta e vi passava un vagonetto su rotaia. Nel 1991 con l'escavatore sono state allargate l'entrata e la galleria, mettendo in evidenza le colonne "portanti"

 

Quante persone lavoravano nella cava? E oggi?

All'inizio vi lavoravano 45 operai provenienti dai vari paesi della Lunigiana. Lavoravano dal lunedì al venerdì, dormivano nelle baracche e mangiavano spesso pane e cipolla o salamini che si portavano da casa e dovevano bastare per tutta la settimana. A volte facevano gli straordinari lavorando anche di notte.


Oggi invece nella cava vi lavorano solo 5 operai perché con le attrezzature moderne si risparmiano tempo e fatica.

Ingresso vecchie gallerie

Interno galleria in attività

Le donne hanno avuto un ruolo lavorativo?

Quando si lavorava con il filo elicoidale servivano sabbia e acqua. L'acqua serviva per raffreddare il filo che si surriscaldava per l'attrito e allora alcune donne dell'Acquasanta salivano e scendevano a piedi il monte con le taniche piene e vuote sulla testa.

Ci sono delle malattie specifiche dei cavatori?

Anticamente la polvere di marmo era il vero nemico del cavatore e provocava la silicosi (malattia polmonare).

Oggi, invece, tra mascherine, elmetti, aspiratori per raccogliere la polvere sollevata dal martello pneumatico e cuffie auricolari, non viene riconosciuta nessuna malattia specifica.

I cavatori ancora oggi calzano degli scarponi con la punta in ferro per proteggere l'articolazione delle dita dei piedi. In tanti anni di attività, nella nostra cava, non ci sono mai stati incidenti gravi, soltanto piccoli infortuni come dita schiacciate o leggere

 

Scarpe antinfortunistiche

 

 
Blocco di portoro

A chi vendete il marmo portoro?

Molti sono gli stranieri che vengono a vedere la nostra cava poiché il portoro non esiste in nessun'altra parte del mondo.

I blocchi estratti vengono portati a laboratori e segherie di Carrara e vengono poi venduti a privati che principalmente li esportano in Giappone, Egitto, India e Cina.

A Sidney, in Australia, è stato costruito addirittura un casinò.

Classe V di Fabiano in visita alle cave di portoro


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