Il territorio

 

Il territorio ha una superficie limitata (poco meno di 2000 ettari) ed è ricco di pietra calcarea che, per le sue caratteristiche, potè essere facilmente lavorata dagli antichissimi abitatori di questi luoghi, che ne trassero i loro primi utensili e poi il materiale col quale costruire le loro abitazioni.

A fianco, panoramica del paese.

Infatti il territorio comunale rientra nell'area della Sardegna settentrionale che anticamente (periodo paleolitico: oltre 50.000 anni fa) si presume fosse già abitata da popolazioni evolute, in quanto recentemente sono state trovate lungo il corso del Rio Altana pietre di ossidiana perfettamente lavorate e risalenti a quel periodo.

A fianco sono visibili esempi di schegge di ossidiana lavorate per ottenere punte di freccia utili per la caccia e raschiatoi per la concia delle pelli.

La vegetazione non è abbondante, tant'è che la maggior parte dei territori comunali vengono destinati alla coltivazione del grano o alla raccolta del fieno mentre altri vengono destinati al pascolo.

Anche la presenza dell'acqua è scarsa; solo un fiumiciattolo, detto Rio Altana, percorre le vallate della campagna di Laerru sino ad immettersi nel fiume Coghinas, in prossimità del lago di Casteldoria (tra Perfugas e S.Maria Coghinas).

Degno di nota è l'altipiano di Tanca Manna, cioè quel territorio che, sviluppandosi sopra il paese a partire dalla Rocca Manna (foto a fianco), conduce in una zona ricca di macchia mediterranea; ci si arriva tramite una strada che, costeggiando il paese e le pendici dell'altipiano, porta alla fonte d'acqua detta "Fonte Concula " e alla grotta "Su Coloru", una delle più grandi cavità carsiche della Sardegna, insieme alla grotta "Conca 'e caddu" che invece si apre proprio alle pendici dell'altipiano.

Poco prima del centro abitato, venendo da Perfugas, a nord est si trova il Monte Ultana, una collina risalente al Miocene (circa 15 milioni di anni fa) che non supera i 250 metri di altitudine ma dal quale si può godere di un ampio panorama.

Conserva ancora tracce di "domus de janas" (letteralmente "case delle fate", cavità artificiali costruite dalle popolazioni paleolitiche e destinate alle sepolture), una "tomba dei giganti" (costruzioni funerarie edificate dalle popolazioni nuragiche) ed infine i resti di un tempio nuragico.

In prossimità del Monte Ultana sono visibili i resti di alcuni tronchi pietrificati, facenti parte di quell'immensa foresta che un tempo ricopriva il territorio dalla zona di Perfugas fino a Martis.

Probabilmente a causa degli allora frequenti sconvolgimenti tellurici la foresta è stata sepolta dalle colate di magma o di fango bollente che nel corso dei secoli si è indurito, preservando così i tronchi dalla loro distruzione, anzi trasformandoli a loro volta in pietra.