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PARTE PRIMA: LIstituto, lutenza e il territorio Capitolo 1°: Il contesto pag. 6
I dati del 1999/2000 e del 2000/2001 (Tabella riassuntiva. Promossi e non promossi. Debiti formativi. Disomogeneità dei risultati. Interventi). 1.6 Le indicazioni del Consiglio di Istituto. 1.7 Il progetto per lindagine sullutenza.
PARTE SECONDA: Lofferta formativa
Capitolo 2°: Presentazione pag. 15 Definizione sintetica degli interventi (tabella). 2.1 Linee guida del POF (Le finalità formative generali sottese al POF. La scuola nel quadro dellautonomia. Obiettivi formativi specifici). 2.2 Gli indirizzi professionali. 2.3 Il progetto 2002 (Caratteristiche generali. Materie dinsegnamento e orari. Anno scolastico 2001/2002: lestensione della sperimentazione a tutte le classi prime. Monitoraggio del Progetto 2002). 2.4 Quadro orario comparativo Ordinamento/Progetto 2002 2.5 Il CIC 2.6 Integrazione degli alunni disabili (Itinerario metodologico. Il PEP o PEI. Percorsi a classi aperte)
Capitolo 3°: Il biennio pag. 31
3.1 Lelevamento dellobbligo di istruzione. 3.2 Lofferta formativa del biennio (Impianto generale del biennio. Finalità. Obiettivi trasversali. Impostazione metodologica. Strumenti e progetti per lofferta formativa nel biennio) 3.3 Laccoglienza (Che cosa si intende per Accoglienza. Progettare lAccoglienza. Finalità del Progetto Accoglienza. Lo studente portatore di Handicap nel Progetto Accoglienza) 3.4 Il docente tutor (Premessa. Individuazione dei docenti tutor. Competenze del docente tutor. Modalità di intervento)
Capitolo 4°: La qualifica: il monoennio pag. 37
4.1 Lofferta formativa del monoennio (Impianto generale del monoennio. Profili professionali di uscita. Obiettivi trasversali. Strumenti e progetti per ampliare lofferta formativa nel monoennio) 4.2 Il riequilibrio tra Tecnica Turistica e Storia dellarte
Capitolo 5°: Il biennio postqualifica pag. 40
5.1 Lofferta formativa del biennio post-qualifica (Impianto generale del biennio post-qualifica. Profili professionali di uscita/Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi. Obiettivi trasversali. Strumenti e progetti per ampliare lofferta formativa nel biennio post-qualifica) 5.2 Il nuovo Esame di Stato 5.3 La Terza Area.
Capitolo 6°: La valutazione pag. 44
6.1 La tassonomia adottata dallistituto 6.2 Criteri di promozione/non promozione/promozione con debiti 6.3 Modalità di assegnazione del punteggio negli esami di qualifica 6.4 Il recupero dei debiti formativi 6.5 Il recupero nel corso dellanno scolastico 6.6 Il libretto dello studente 6.7 La certificazione dellassolvimento dellobbligo scolastico.
Capitolo 7 °: I rapporti con le famiglie pag. 52
7.1 Incontri con gli studenti e con le famiglie. 7.2 Le indicazioni delle famiglie: osservazioni e richieste.
Capitolo 8°: I rapporti in rete con il territorio pag. 54
8.1 Rapporti in rete con le altre scuole del territorio 8.2 Schede di raccordo scuola media-scuola superiore 8.3 Rapporti con gli enti locali
Capitolo 9°: Le risorse e i progetti pag. 56
9.1 Lorganico funzionale (Criteri di riferimento per lutilizzazione delle risorse orarie dei docenti) Le risorse dellorganico funzionale (tabella). 9.2 Progetti per il 2001/2002 e per il 2002/2003 (sintesi) 9.3 La formazione del personale docente e non docente
PARTE TERZA: Limpianto organizzativo
Capitolo 10°: Il piano organizzativo: funzioni e competenze pag. 63 10.1 Ruoli e incarichi per la.s. 2001/2002 10.2 Funzioni e competenze:Delegato del Dirigente. Collaboratore del Dirigente. Dipartimenti (Elenco. Attività). Coordinatore di dipartimento. Coordinatore di classe. Segretario del C.d.c. Limpianto organizzativo (Commissioni: Orario, Fondo dellIstituzione scolastica, Elettorale, Promozione dellIstituto, Viaggi distruzione. Direttori di laboratorio. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione legge 626) Limpianto formativo (Funzioni-obiettivo, Gruppo di progetto, Tutor di Terza Area, Comitato tecnico del Progetto 2002, Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap, Commissione CIC)
Capitolo 11°: Il funzionamento pag. 76
11.1 Criteri per la formazione delle classi prime 11.2 Criteri per la formazione delle cattedre 11.3 Criteri per la formulazione dellorario 11.4 Modalità di svolgimento e registrazione dei lavori e di approvazione dei verbali del Collegio dei docenti 11.5 Criteri per lassegnazione delle supplenze 11.6 Criteri per la formazione ed il funzionamento delle commissioni e dei gruppi di lavoro 11.7 Schema di distribuzione del Fondo dellIstituzione Scolastica a.s. 2001/2002 11.8 Il regolamento dIstituto 11.9 Il regolamento disciplinare
PARTE QUARTA: La verifica dei risultati
Capitolo 12°: Il monitoraggio del POF 2000/2001 pag. 87 12.1 Progetti attivati in orario curricolare 12.2 Progetti attivati in orario extracurricolare 12.3 Valu-tazione del Centro di informazione e consulenza (CIC)
Standard formativi di uscita
Materiali (Questionari per il monitoraggio, Modelli per la certificazione dellobbligo scolastico, Schede di raccordo scuola media/scuola superiore, Modulo per la presentazione dei progetti)
Progetti per la.s. 2001/2002 e per la.s.2002/2003
"Leggere il presente Vivere il futuro"
Il "Piano dell'offerta formativa" del nostro Istituto intende prevedere come auspicio generale e come obiettivo di fondo la formazione di uno studente, e di un cittadino, consapevole, capace cioè di riconoscere, tutelare ed esercitare i propri diritti e di verificare, accettare e rispettare i propri doveri"
Il P.O.F. deve quindi contenere obiettivi e finalità precisi, capaci cioè di fornire allo studente competenze adeguate e una formazione civile ed umana, per farlo realmente entrare in comunicazione col mondo lavorativo e gli ambienti di vita e di lavoro di cui intende far parte; e che al contempo rappresentino però nel loro insieme i risultati dellapprendimento scolastico che devono essere valutati, durante e al termine dei processo di formazione, per verificare la capacità di partecipazione e le conoscenze dellalunno stesso. Le risorse della conoscenza e la risorsa scuola devono quindi puntare a:
Lesito finale proposto dal P.O.F. punta quindi alla formazione di un alunno, e di un "cittadino lavoratore", che sappia confrontarsi fattivamente, essendo cioè in possesso degli strumenti adeguati, con la società contemporanea, complessa nella sua organizzazione e nelle sue relazioni personali ed umane e al contempo in continua trasformazione nel mondo del lavoro: per cui più è forte la sua capacità/formazione professionale e più è facile difendere/conquistare il proprio diritto al lavoro e contrattare al meglio le stesse condizioni lavorative; più è ampia la sua abilità a stabilire collegamenti autonomi e la sua modalità di apprendimento è più forte rispetto ai processi di ristrutturazione tecnologica e di mobilità aziendale la sua capacità ad aggiornarsi, a riqualificarsi e a ricollocarsi con la dovuta flessibilità e la necessaria professionalità nel mondo del lavoro.
La proposta del P.O.F. intende quindi per un verso valorizzare la professionalità degli alunni adeguando quindi in tal senso lofferta formativa, e per un altro esaltare al massimo le loro abilità di conoscenza autonoma e critica fornendo percorsi, moduli, progetti appositi, affinché siano in grado di "Leggere il presente Vivere il futuro".
Però per centrare e organizzare al meglio il tipo di offerta formativa (P.O.F.) che il "Marco Polo" deve proporre bisogna capire meglio a quale offerta di lavoro andare incontro, quali devono essere cioè i requisiti principali che la "nostra" utenza- gli studenti che escono diplomati dopo un percorso formativo di cinque anni- devono possedere. Così, in parallelo, occorre capire come è composta la "nostra" utenza, da quale motivazione è mossa quando si iscrive al "M.P.".
Ora, per conoscere quale e quanta sia lofferta di lavoro effettivamente presente dobbiamo far riferimento più in generale alla natura del territorio di Monterotondo, cercando innanzi tutto di cogliere più da vicino il profilo economico e le previsioni di sviluppo di questa piccola cittadina alle porte di Roma; ma anche e soprattutto di definire ed individuare quale sia la mappa del "territorio" di Monterotondo che occorre tracciare.
Dobbiamo allora come prima cosa tenere presente che di questo territorio fanno parte una cinta di altri paesi ( Mentana, Fiano, Fara...), da cui provengono molti studenti del "Marco Polo", legati assieme da un buon sistema di trasporti. Pertanto è su questo territorio che vanno innanzi tutto individuate e fotografate le offerte occupazionali realmente presenti e che grosso modo possiamo riferirle, riportarle a un tessuto di piccole agenzie, di studi commerciali, di piccole c/o micro imprese grafiche.
Ma delimitare il nostro orizzonte, e quindi il nostro "investimento" formativo, alla cinta di paesi che ruotano intorno a Monterotondo, vuol dire escludere la realtà, culturale ed economica, di una città come Roma, che rappresenta ovviamente uno sbocco occupazionale della massima importanza, se non altro se vogliamo che avvenga, o sia possibile che avvenga, un assorbimento effettivo dei diplomati del "Marco Polo" che non possono certo trovare tutti una risposta di lavoro nel bacino dappartenenza dellutenza.
Si tratta quindi di misurarsi con una possibile offerta di lavoro che va al di la del "circondario paesano", e che richiede qualità e standard da grande metropoli. Ed e a questa qualità e a questi standard che noi dobbiamo far riferimento se vogliamo "restare competitivi", ossia se vogliamo dare una formazione adeguata alla richiesta del "mercato" e che contemporaneamente corrisponda ai bisogni e alle richieste della "nostra" utenza.
Ma chi è la "nostra" utenza, chi sono gli iscritti del "Marco Polo", chi sono i nostri studenti?
Innanzi tutto bisogna parlare di studentesse perché sono di gran lunga prevalenti rispetto al totale degli iscritti. Ora, a questo dato anagrafico va aggiunta la considerazione che può essere suffragata da dati statistici e da interviste specifiche che questa utenza al "femminile" , o per motivi famigliari e/o per i propri percorsi scolastici si rivolge a noi con lintento di raggiungere comunque un diploma, con nessuna o assai scarsa propensione a continuare un percorso di studi universitario, rimanendo in una attesa fideista di un posto in qualche ufficio che rappresenti una integrazione del reddito famigliare, una occasione di emancipazione economica e di prospettiva futura, ma che spesso non ha una forte motivazione nella scelta professionale, magari legata ad una carriera o al proseguimento degli studi per una formazione più avanzata. E questo vale, è bene notarlo subito, sia per lutenza femminile che per quella maschile perfettamente in linea con questo identikit di studente del "Marco Polo".
Certo, liscrizione e la frequenza a scuola rappresentano una occasione importante per migliorare la propria socialità e per lapprendimento, magari inteso in maniera un po generica e confusa, e sicuramente un impiego del tempo che le famiglie sperano fruttifero e comunque educativo e di crescita personale per i propri figli rispetto ad una realtà socioeconomica che avvertono depressa.
E tale periodo formativo- è bene sottolinearlo- rappresenta una occasione irripetibile per questa fascia detà in cui viene a compimento un processo di identità e di conoscenza di se stessi e delle proprie abilità che è decisivo per il futuro perché è durante tale periodo che si realizza la formazione umana, culturale e professionale di un giovane.
Va poi aggiunto che il "mercato del lavoro" si è profondamente modificato in questi anni, ha subito radicali cambiamenti in tutti gli ambiti, da quelli amministrativi a quelli dei servizi, a quelli più direttamente legati alla produzione: "E queste trasformazioni strutturali non possono che tradursi in una crisi del rapporto di lavoro fordista basato sulla parcellizzazione delle funzioni, sulla stabilità delloccupazione e sulla totale deresponsabilizzazione del lavoro esecutivo". (B. Trentin, "La città del lavoro", pag. 14). Per questo occorre allora "... poter disporre di un apporto del lavoro umano, anche nelle sue forme più esecutive e subalterne, e di una divisione funzionale di tale lavoro qualitativamente diversi da quelli che prevalsero nella grande fabbrica fondata sul lavoro parcellizzato e su produzioni di massa standardizzate. Un lavoro dotato di capacità polivalenti capace di esprimere liberamente e arricchire un proprio "saper fare" (e un suo "come fare"), capace di adattarsi ai mutamenti e agli imprevisti, e soprattutto di "risolvere i problemi". Non solo una "merce che pensa", ma una merce che deve pensare. Sono questi i "connotati" di un lavoro investito della responsabilità che garantire la qualità della produzione..."(op. cit. pagg. 16, 17).
Queste considerazioni ci spingono allora a proporre una offerta formativa che, tenendo appunto presenti gli spazi di riferimento dellofferta potenziale di lavoro in quellambito metropolitano che si è accennato; delle caratteristiche dellutenza che si presenta al "Marco Polo"; delle esigenze di abilità polivalenti intrecciate a flessibilità, mobilità e formazione permanente richieste al lavoro "per poter usare tutte le potenzialità, in incessante cambiamento, delle tecnologie fondate sullinformatica e sullinfittirsi delle reti di comunicazione telematica..." (op. cit. pag. 16); punti a:
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LISTITUTO, LUTENZA E IL TERRITORIO
Capitolo 1° : IL CONTESTO
1.1 BREVE STORIA DELLISTITUTO
LIstituto nasce come sede coordinata dellIstituto Giulio Romano di Roma per rispondere alle esigenze formative del territorio e diventa autonomo nella.s. 1986/1987 con tre indirizzi: operatore turistico, analista contabile e segretaria dazienda. Nella.s.1988/1989 si verifica un forte incremento nelle iscrizioni che porta alla formazione di 7 classi prime; viene attivato il laboratorio linguistico con lintenzione di favorire il settore turistico. Nella.s. 1990/1991 parte la sperimentazione del Progetto 92 e vengono modificate le qualifiche alle quali si aggiungerà nel 1995 quella di grafico pubblicitario. Nella.s. 1993/1994 si ha un nuovo incremento delle iscrizioni e il Comune fornisce i locali della succursale. Lanno successivo sono attivati i laboratori di informatica e nel 1996/1997 le iscrizioni aumentano notevolmente, tanto da rendere nuovamente insufficienti gli spazi disponibili. Nella.s. 1997/1998 si aprono 9 classi prime (4 con indirizzo turistico aziendale e 5 con indirizzo grafico pubblicitario) e viene avviata la sperimentazione del Progetto 2002 in due classi prime, una ad indirizzo turistico aziendale e una ad indirizzo grafico. Nella.s. 1998/1999 vengono assegnati nuovi locali che consentono di adeguare le aule al numero degli studenti (626 per 30 classi). Nella.s. 2001/2002 lIstituto conta 33 classi, 18 delle quali partecipano al progetto 2002.
1.2 IL TERRITORIO LIstituto è situato in piazza Santa Maria delle Grazie, poco lontano dal centro storico di Monterotondo; esso raccoglie studenti provenienti non solo dalla stessa Monterotondo ma anche da numerosi altri comuni (Mentana, Tor Lupara, Santa Lucia, Fiano, Capena e altri) situati lungo le vie Salaria, Nomentana, Tiberina. Il comune di Monterotondo è costituito da un unico centro che conta 30124 abitanti con una densità di 743 abitanti per Km, ed una percentuale molto bassa di residenti in case sparse ( meno del 3%). Il livello medio di istruzione rientra negli standard regionali (3% di laureati 24% di diplomati, 38,5% di licenze medie, 34% di licenze elementari, 1,7% di analfabeti), lindice di disoccupazione è del 6,2%, ma molto consistente è il fenomeno del pendolarismo verso Roma.
1.3 LA SCUOLA LIstituto è attualmente dislocato in due edifici posti uno di fronte allaltro. La sede centrale comprende il secondo e il terzo piano della ex sede dellONMI; qui si trovano la presidenza, la vicepresidenza, la segreteria e le aule degli indirizzi aziendale e turistico. La centrale è dotata di tre laboratori informatizzati per le operazioni di trattamento testi, di informatica gestionale e di contabilità, di un laboratorio linguistico attrezzato anche come aula video, della biblioteca e di una palestra. La succursale occupa il pianterreno e il seminterrato di un palazzo adibito, nei restanti piani, ad abitazione e ospita le aule dellindirizzo grafico pubblicitario; vi si trovano due laboratori di grafica manuale e due laboratori grafici informatici, un laboratorio di fotografia, unaula video, una palestra.
1.4 LUTENZA : DATI DAL 1995 AL 1999 Pur provenendo da scuole medie e da comuni diversi gli studenti dellIstituto presentano una notevole uniformità nei livelli di partenza: nellanno scolastico 2001/2002 su 200 iscritti alle classi prime il 76.5 % presentava una valutazione di "sufficiente" in uscita dalla scuola media, il 16% di "buono", il 7.5% di "distinto". Dallosservazione dei dati relativi alle percentuali di ripetenza e di abbandono emergono innanzitutto due elementi: il progressivo abbassamento del tasso di promozione e lampliarsi della banda di oscillazione dei risultati finali da una sezione allaltra. Per quanto riguarda il primo punto si può osservare che il tasso di promozione nelle classi prime passa dal 73% del 1995 al 64,6% del 1998, con una diminuzione dell8,4%; il dato è inquietante se si nota che la riduzione non deriva tanto dal tasso di ripetenza che rimane sostanzialmente stabile (loscillazione va dal 21,9 del 1995 al 23,7 del 1998), quanto dallinnalzamento del tasso di dispersione ( dal 4,76% del 1995 all11,6 del 1998, con un aumento del 6,8%) . Il dato si conferma anche nelle classi seconde seppure con percentuali più basse. Il secondo elemento rilevato è quello dellampliarsi della banda di oscillazione dei risultati da una sezione allaltra: se nel 1994 il numero dei non promossi oscillava da un minimo di 2 ad un massimo di 8 ( dall8,3% al 30,7%) nel 1998 si è passati da un minimo di 0 ad un massimo di 14 (dallo 0% al 56%); così la differenza tra classi diverse relativamente agli abbandoni andava da 0 a 3 nel 1995 (dallo 0% al 10%) ed è diventata da 1 a 7 nel 1998 (dal 3,8% al 26,9%). Confrontando i dati dellistituto con quelli nazionali si può notare infine come, nelle classi ad indirizzo grafico, le percentuali di respinti dalla.s. 96-97 superino frequentemente la media nazionale (che va anchessa aumentando dal 20,7% del 95-96 al 22,3% nel 96-97, al 24,5% nel 97-98) con punte che oltrepassano il doppio del tasso nazionale; pur trattandosi di una tendenza generale il fenomeno sembra poi concentrarsi in alcune sezioni; nelle classi ad indirizzo turistico aziendale le percentuali appaiono più omogenee e si mantengono generalmente entro la media nazionale. LIstituto è stato inserito in una ricerca-intervento svolta dalla cattedra di sociologia delleducazione negli anni 1998/1999, che ha avuto come oggetto "Disagio giovanile e dispersione scolastica nella provincia di Roma"; nellindagine il distretto di Monterotondo è inserito nella fascia che comprende i comuni con indici relativamente bassi in relazione ai fenomeni di abbandono e di bocciatura. La ricerca, che analizza i dati fino al 1996/1997, sottolinea innanzitutto il forte aumento di iscrizioni registrato in quegli anni evidenziando come i dati degli abbandoni e delle ripetenze si presentino con tassi inferiori rispetto alla media degli istituti professionali ma con un andamento crescente; in particolare i valori relativi alle ripetenze hanno indici superiori alla media del distretto di appartenenza ma inferiori a quelli dellistituto Tecnico Cardano. Gli autori attribuiscono il dato alla forte incidenza di studenti di sesso femminile tra gli iscritti ma questa tendenza si va riducendo negli anni più recenti ed è limitata alle classi ad indirizzo turistico e aziendale. Tutte le analisi svolte concordano quindi nellindicare lemergere di un problema di disagio che si concentra in accordo con i dati nazionali soprattutto nel primo anno di frequenza. Le cause che spingono allabbandono sono molteplici e non necessariamente legate allinsuccesso scolastico, anzi questultimo è più frequentemente sintomo che non causa della successiva scelta; tra queste possiamo comunque individuare:
LIstituto si propone perciò di attrezzarsi per garantire una maggiore attenzione alla complessità del soggetto ed una maggiore flessibilità dellofferta formativa attraverso:
Promossi e non promossi Dallosservazione della tabella si possono rilevare i seguenti dati:
I debiti formativi Il pieno successo scolastico - promozione senza debiti resta anche nella.s. 2000/2001 un risultato limitato a pochi:
mentre resta alto il numero di debiti attribuiti:
Le materie che registrano il maggior numero di debiti nel biennio sono, in ordine: diritto ed economia, matematica, inglese, francese, scienze della terra; tra le materie di indirizzo economia aziendale e storia dellarte. Nelle quarte le proporzioni si modificano e si registrano debiti frequenti anche in italiano, storia oltre che in matematica, inglese ed economia aziendale.
La disomogeneità dei risultati Per quanto riguarda laltra linea di tendenza registrata negli anni passati, vale a dire la disomoge-neità di risultati tra una sezione e laltra, essa appare confermata anche nella.s. 2000/2001, anche se in misura differenziata a seconda delle fasce. Prendendo in considerazione la percentuale dei soli bocciati, nelle classi prime si passa da un valore massimo del 30% a un minimo del 15%, ma solo 2 sezioni su 9 presentano valori inferiori al 20% (molto diverso, invece, il numero dei ritirati, variabile da 1 a 6 alunni per classe). Nelle seconde i tassi vanno dal 15% al 37%, ma anche qui la differenza è così radicale solo per alcune sezioni, mentre i valori delle altre sono più omogenei. Nelle terze invece la situazione registra un netto stacco tra due sezioni con tassi superiori al 40% e tre con tassi inferiori al 15%. Nelle quarte infine la punta massima è il 35%, la minima l8%, ma 3 sezioni su 5 hanno valori omogenei. Questa situazione sembra in parte scaturire dal fatto che i criteri di formazione delle classi evidentemente non riescono a garantire uneffettiva omogeneità nei livelli di partenza; tuttavia si dovrebbe puntare anche a stabilire criteri di valutazione più condivisi.
Gli interventi Lanalisi dei dati sopra riportati conferma lesistenza di un numero elevato di situazioni problematiche concentrate sorattutto nel biennio iniziale ma che tendono a manifestarsi anche negli anni successivi. Si ritiene pertanto opportuno riproporre gli interventi già attivati nel passato per il recupero, il riequilibrio e la rimotivazione degli studenti cercando però di potenziarne lefficacia e la capacità di coinvolgimento ed estendondoli ove possibile a tutte le situazioni e a tutte le classi in cui si rivelino necessari.
1.6 LE INDICAZIONI PROGRAMMATICHE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO Il C.d.I. indica le seguenti priorità e definisce le seguenti linee di indirizzo per il POF:
1.7 IL PROGETTO PER LINDAGINE SULLUTENZA Già nel POF del 1999 /2000 era previsto un progetto di indagine sullutenza. Il progetto si articola su due piani:
Al progetto hanno aderito le scuole superiori del territorio (il liceo Classico, il liceo scientifico Peano, il liceo tecnologico Cardano) ed è stata coinvolta la cattedra di sociologia delleducazione del Professor Benadusi, che ha dato la sua disponibilità ad avviare il lavoro. Per lanno 1999 /2000 lindagine è stata svolta solo a livello di utenza interna attraverso la somministrazione di un questionario agli studenti ed ai genitori che mirava a registrare dati relativi alle motivazioni ed aspettative nei confronti della scuola e alla valutazione del servizio prestato dalla scuola. Poiché anche il Consiglio di Istituto ha formulato richieste in questo senso, il progetto sarà portato avanti per quanto possibile, anche se la ricerca di fondi per il finanziamento effettuata nella.s. 2000/2001 non ha avuto esito positivo; si prevedono perciò tempi lunghi di realizzazione.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
censimento di tutte le agenzie formative operanti sul territorio, indagine conoscitiva su:
1.5.domanda di lavoro legata alle professionalità formate
Censire i bisogni: indagine conoscitiva su aspettative, paure, problemi, richieste di famiglie e studenti
LOFFERTA FORMATIVA
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DEFINIZIONE SINTETICA DEGLI INTERVENTI
2.1 LINEE-GUIDA DEL POF
Le finalità formative generali sottese al POF
"La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, lacquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni" (Statuto delle studentesse e degli studenti, articolo 1) Questo POF si fonda su unidea di scuola come comunità basata sulla qualità del rapporto tra insegnanti e studenti, al centro del quale deve esservi il rispetto reciproco e il riconoscimento della pari dignità nella diversità dei ruoli. Tale comunità mira innanzitutto a educare i giovani alla consapevolezza, a rafforzare il loro senso di responsabilità, a promuovere la loro autonomia di valutazione e di giudizio; in essa lattività didattica si propone "il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati allevoluzione delle conoscenze e allinserimento nella vita attiva".
La scuola nel quadro dellautonomia
"Lautonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con lesigenza di migliorare lefficacia del processo di insegnamento e di apprendimento". (Regolamento dellautonomia, articolo 1 comma 2). Il regolamento dellautonomia prevede dunque che le istituzioni scolastiche, in fase di elaborazione del piano dellofferta formativa, si attivino per conoscere il "contesto" in cui ogni scuola è situata, sia in termini di realtà socio-economica sia in relazione ai bisogni formativi delle famiglie e degli studenti. Il POF, infatti, da una parte "riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale" (art.3 comma2); dallaltra intende rispondere alla "domanda delle famiglie" e alle caratteristiche specifiche dei discenti. Per ottemperare a tale esigenza listituto Marco Polo si impegna a promuovere incontri con le famiglie e con gli studenti e ad attivarsi per la realizzazione di unindagine conoscitiva finalizzata allanalisi e alla comprensione del tessuto economico del territorio e delle necessità dellutenza, allo scopo di migliorare lofferta formativa. E auspicabile che, sulla base di questa più approfondita conoscenza della realtà locale e coerentemente con gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione sia possibile progettare lazione formativa di istituto in modo sempre più coerente e adeguato. Tutti gli interventi educativi e formativi previsti nel POF, peraltro, dovrebbero essere finalizzati, a norma del Regolamento suddetto, al raggiungimento di quello che sembra essere lo scopo centrale dellautonomia, riassunto nellespressione "garantire il successo formativo"; la comprensione del concetto effettivamente contenuto in questa espressione è perciò preliminare a qualunque definizione degli obiettivi generali del POF stesso. E innanzitutto opportuno sgombrare subito il campo da un equivoco; certamente non sarebbe possibile né sensato identificare il successo formativo con la promozione finale "tout court", dal momento che una scuola efficace e seria nel promuovere il processo di apprendimento non potrebbe in alcun modo garantire la promozione, essendo questa il risultato di un progresso dello studente nel quale la libertà e la volontà individuale dello stesso giocano un ruolo primario.
Nel processo formativo si realizza un successo quando si verifica una crescita in termini di maturazione personale, psicologica e comportamentale, di progresso nelle conoscenze e nelle capacità, di acquisizione di autonomia di valutazione di sé e degli altri. Tale processo di insegnamento e di apprendimento implica lattività di due soggetti, listituzione scolastica e lo studente (certo con responsabilità e impegni di calibro ben diverso!) il cui esito positivo non può essere unilateralmente "garantito" da uno dei due soggetti. Ciò che invece la scuola deve senzaltro essere in grado di garantire è la massima efficacia nella realizzazione del processo stesso di insegnamento/apprendimento; perciò lobiettivo prioritario indicato dal regolamento dellautonomia appare quello di mettere lo studente nella condizione migliore per progredire in ogni fase del suo percorso di apprendimento.
Obiettivi formativi specifici
Sulla base delle riflessioni suesposte il POF individua gli obiettivi formativi qui di seguito elencati, alla cui realizzazione dovrà mirare la progettualità dIstituto, dei consigli di classe e dei singoli docenti:
La scuola, come ogni comunità, si regge sul rispetto di regole che devono essere conosciute, comprese e condivise. In questo senso il POF si pone come "contratto formativo" stipulato dai protagonisti del processo dinsegnamento/apprendimento che comporta laccettazione delle norme che regolano la vita comune. A tale scopo la scuola si adopera per promuovere la conoscenza del regolamento di Istituto e per chiarire agli studenti la ragion dessere e la necessità delle regole in esso contenute; ne effettua, laddove se ne ravvisi la necessità, la revisione e laggiornamento con la partecipazione di rappresentanti dei genitori e del corpo studentesco; tutto il personale vigila per garantire il rispetto del regolamento in ogni sua parte.
Lesperienza quotidiana ci mostra che spesso oggi gli insegnanti si trovano davanti allievi demotivati, quella "utenza debole" di cui si parla, molto opportunamente, nella premessa introduttiva del POF. Di fronte a tali alunni risulta quanto mai necessario stimolare da una parte il gusto e la curiosità ad apprendere, far crescere cioè la voglia di imparare, dallaltra fornire gli strumenti metodologici per apprendere con efficacia e per ottimizzare lo studio. La prima finalità potrà essre realizzata facendo sentire gli alunni protagonisti attivi del proprio processo formativo; proponendo loro obiettivi chiari e concreti; creando percorsi che consentano loro di rendersi conto delle nuove capacità e conoscenze che acquisiscono e di utilizzarle anche a livello produttivo; partendo ove possibile dagli interessi degli studenti per poi sviluppare un discorso culturale più ampio; valorizzando gli allievi migliori, stimolando una competizione positiva, affidando agli studenti più capaci attività di sostegno e di "tutoraggio" nei confronti dei più deboli. La seconda finalità suindicata consiste essenzialmente nel
Gli studenti che arrivano dalle medie nel nostro istituto sono spesso incapaci di affrontare lo studio in modo efficace e sistematico, e risultano a volte del tutto privi di un metodo di lavoro. Questo problema è alla base di tanti insuccessi e frustrazioni, causa di abbandono scolastico; particolarmente nel biennio perciò bisognerà fornire agli alunni tutti gli strumenti per studiare in modo fruttuoso, sia sotto forma di veri e propri interventi di metodologia (come ascoltare, prendere appunti, leggere, sottolineare, ripetere, organizzare il tempo-studio ecc.) sia come possibilità di
proporre spazi per lo studio assistito. Quanto detto fin qui comporta di necessità uno studio effettuato in modo continuativo e perciò limportanza di
Spesso gli alunni tendono a studiare soltanto nellimminenza di una verifica, concentrando in poco tempo lapprendimento a tutto svantaggio di una vera assimilazione e di una efficace memorizzazione, con il risultato di conseguire una preparazione superficiale, poco critica e di breve durata. Per combattere questo atteggiamento, sempre più diffuso, si dovranno porre in atto tutti gli accorgimenti possibili, a livello di spiegazione, di assegnazione dei compiti e di effettuazione delle verifiche, per rendere chiaro ed evidente agli studenti che il processo di apprendimento necessita di tempo. In particolare a questo scopo si ritiene fondamentale
Cioè far ben comprendere agli alunni che il recupero è unattività che richiede una propria durata e un percorso, che non si risolve semplicemente in una rapida e superficiale acquisizione di contenuti a suo tempo trascurati (e destinati, è ovvio, ad essere altrettanto rapidamente dimenticati). I tempi e le modalità degli interventi di recupero e delle relative verifiche andranno pertanto attentamente calibrati per dare agli studenti la percezione della serietà e importanza di tali interventi. Per rafforzare la motivazione e mettere in atto un "circolo virtuoso" sarà poi naturalmente opportuno
Ogni miglioramento degli alunni rispetto alla situazione di partenza andrà senzaltro valorizzato al massimo, anche se con il necessario spirito critico e facendo apparire tale miglioramento non come un traguardo finale ma come la tappa di un percorso che potrà portare lo studente a esprimere al meglio le proprie potenzialità. In questo modo sarà possibile incoraggiare gli alunni, anche i più deboli, potenziare la loro forza di volontà pur facendo percepire loro i limiti che ancora restano da superare, premiare lo sforzo compiuto in maniera commisurata allentità dello sforzo stesso.
Troppo spesso gli studenti oggi tendono a concepire lo studio come una memorizzazione di dati nella quale non è necessario intervenire con una elaborazione personale. Questo atteggiamento è favorito peraltro anche dallo sviluppo di mezzi tecnologici sempre più potenti che però finiscono per fornire una serie di soluzioni predefinite ai problemi, il che disabitua al trovare una risposta personale che vada al di là dei percorsi già indicati. Così lo studente fatica a formulare una risposta, a effettuare un collegamento o a ideare un percorso se questi non sono stati forniti già e per così dire preconfezionati dallinsegnante o dal libro di testo. In tal senso i docenti dovranno mettere in gioco le capacità logiche, "provocare" gli studenti al ragionamento, insegnare a operare collegamenti tra saperi e ambiti diversi, promuovere una conoscenza che insegni anche a ricercare autonomamente la soluzione dei problemi che si affrontano.
E un dato di fatto che la società attuale è caratterizzata dalla rapidità dei cambiamenti che si verificano in tutti i settori. In questa prospettiva la scuola, segnata comè da tutta una serie di limiti innanzitutto materiali, non può pretendere di trsmettere conoscenze assolutamente immutabili o di inseguire un continuo aggiornamento tecnico e professionale; ci sarà sempre una nuova legge, un nuovo modulo, un programma informatico più aggiornato che gli studenti, al momento di immettersi nel mondo del lavoro, non conosceranno.
Diventa allora primario che lalunno acquisti nella scuola la capacità di recepire la novità e di adeguarsi ad essa, la disponibilità ad apprendere ciò che è nuovo, la curiosità a scoprire "come funziona" e gli strumenti che gli consentano di farlo.
La capacità critica, lattitudine a esprimere giudizi personali fondati, lobiettività nel valutare se stessi e gli altri sono le finalità più elevate del percorso educativo, che sottintendono il possesso di tutte le altre competenze e abilità. Lacquisizione di autonomia critica e valutativa si pone perciò come traguardo finale cui deve mirare tutto il processo di insegnamento/apprendimento.
Il perseguimento degli obiettivi formativi e didattici fin qui indicati si attua attraverso la quotidiana attività scolastica che ha il suo inevitabile sbocco conclusivo nella valutazione finale del percorso compiuto da ogni singolo alunno. A tale proposito, nel pieno rispetto dellautonomia didattica e valutativa dei singoli docenti e consigli di classe, il POF indica come esigenza di fondo di tale fase delicata e imprescindibile quella di
Una scuola che garantisse sempre e comunque a fine anno la promozione non solo svilirebbe se stessa ma ingannerebbe gli studenti e verrebbe meno al proprio compito formativo ed educativo. La promozione infatti non può che essere la logica conseguenza di un percorso scolastico in cui limpegno dimostrato dello studente e i risultati da lui conseguiti vengono valutati positivamente dagli insegnanti. La promozione non è un "premio", così come la bocciatura non è uno "strumento punitivo" o una soluzione per i "casi difficili", ma un provvedimento estremo da adottare quando il processo di apprendimento abbia avuto esiti decisamente negativi. E evidente che il processo di crescita e di responsabilizzazione degli studenti può e deve prevedere la possibilità di un fallimento dovuto a carenza di volontà, a atteggiamenti sbagliati nei confronti della scuola e dello studio, a superficialità, disimpegno, persistente disinteresse (problemi tutti che i docenti, ovviamente, debbono impegnarsi ad affrontare nel corso dellanno scolastico). Lintervento della scuola dovrà consistere in questi casi non nel trasformare il fallimento in un immeritato successo, ma nel farne comprendere le ragioni, nellindicare le modalità per arrivare al suo superamento, nellincoraggiare lo studente a far tesoro di unesperienza negativa lasciandosela alle spalle.
2.2 GLI INDIRIZZI PROFESSIONALI
Presso lIstituto professionale Marco Polo sono attivi corsi relativi ai settori:
Fino a quando il riordino dei cicli non modificherà la normativa vigente, lorganizzazione degli studi è la seguente:
Operatore della gestione aziendale Operatore dellimpresa turistica Operatore grafico pubblicitario con le quali è già possibile immettersi nel mondo del lavoro
Tecnico della gestione aziendale Tecnico dellimpresa turistica Tecnico della grafica pubblicitaria
2.3 IL PROGETTO 2002 CARATTERISTICHE GENERALI Il Progetto è stato avviato nellanno scolastico 1997 1998 in due classi prime corrispondenti ai due indirizzi presenti nellIstituto, turistico-aziendale e grafico pubblicitario.
I principali elementi di novità introdotti sono:
Le finalità della sperimentazione sono:
MATERIE DINSEGNAMENTO ED ORARI DELLE CLASSI PROGETTO 2002 Nel Progetto 2002 le materie sono suddivise in: Area di equivalenza (A.E.: materie comuni a tutti gli indirizzi, tot. 21 ore), Area di indirizzo (A.I.: materie dellindirizzo professionale, tot. 9 ore),
Area di integrazione (A. int.: area della flessibilità e della progettazione, tot. 4 ore), per un totale di 34 ore settimanali; nella progettazione si fa però riferimento al monte ore annuo, calcolato sulle 33 settimane dellanno scolastico, che può essere distribuito diversamente prevedendo settimane con orari superiori o inferiori alle 34 ore. Larea di integrazione è organizzata secondo modalità che vengono annualmente stabilite dal Collegio dei docenti e dai Consigli di classe e può prevedere attività di ricerca, di apprendimento in situazione, interventi di recupero e potenziamento, visite di istruzione, moduli da svolgere in codocenza. Un ulteriore spazio di flessibilità è costituito dallarea delle TIC (tecnologie dellinformazione e della comunicazione) nella quale possono intervenire più docenti, sulla base dei moduli programmati. Le ore che derivano dalla riduzione operata rispetto alle classi di ordinamento vengono perciò impegnate dai docenti o nei progetti relativi alle TIC o nellarea di integrazione.
ANNO SCOLASTICO 2001-2002: LESTENSIONE DELLA SPERIMENTAZIONE A TUTTE LE CLASSI PRIME La decisione di estendere il progetto 2002 a tutte le classi prime (delibere n° 70 e 71 del 18.5.2001 del C.d.D.), ribadita anche per la.s. 2002/2003, è scaturita dalle seguenti considerazioni:
Nel mese di settembre 2001 sono stati organizzati due incontri orientativi per fornire ai docenti delle classi prime e a tutti gli insegnanti che non avevano mai lavorato in classi sperimentali le fondamentali indicazioni operative sul Progetto 2002. Nel corso della.s. 2001/2002 il Collegio dei Docenti ridiscuterà la struttura e lorganizzazione dellarea di integrazione sulla base delle esperienze fatte e delle osservazioni dei Consigli di classe e dei Dipartimenti, che il Gruppo di progetto si incaricherà di raccogliere e di elaborare. Nella.s. 2002/2003 tutte le classi prime e seconde saranno sperimentali. Monitoraggio sul "Progetto 2002" Nella.s. 1998/1999 è stato affidato ad un esperto esterno, il dr. Sergio Marconi, un intervento di monitoraggio sul Progetto 2002 che si poneva i seguenti obiettivi:
Questa azione di monitoraggio-valutazione si è realizzata mediante una serie di incontri tra lesperto e i docenti coinvolti nella sperimentazione nellarco dellanno sco1astico, mentre verso la fine dellanno gli incontri si sono svolti con un gruppo più ristretto di docenti. Lesperto ha fornito materiali per le varie fasi del progetto, che possano essere sintetizzate in tre momenti: Ideazione-Progettazione / Realizzazione / Valutazione. Lo strumento essenziale del monitoraggio tuttavia è risultato il questionario, proposto a tutti i docenti coinvolti nella sperimentazione, che ha fornito interessanti informazioni sullattività.
Secondo quanto emerso dal suddetto monitoraggio, i punti deboli possono considerarsi:
I punti forti possono invece considerarsi:
Sulla base di queste osservazioni, le linee di indirizzo per i prossimi anni scolastici sono:
2.4 QUADRO ORARIO COMPARATIVO ORDINAMENTO/PROG. 2002 relativo alle aree comune (o di equivalenza) e di indirizzo delle classi di ordinamento e sperimentali
Il quadro orario evidenzia come le maggiori differenze tra classi di ordinamento e classi sperimentali si abbia nel biennio iniziale e nel monoennio. Alle ore qui indicate vanno aggiunte, per le classi di ordinamento, 4 ore settimanali di approfondimento, e per quelle sperimentali 4 ore settimanali dellarea di integrazione.
BIENNIO INIZIALE ORDINAMENTO PROGETTO 2002
Totale 22 22 ® 21 ® 21 * inglese al grafico, francese al biennio comune
Totale 14 14 ® 9 ® 9
Totale 14 14 ® 9 ® 9
MONOENNIO OPERATORE GESTIONE AZIENDALE ORDINAMENTO PROGETTO 2002
Totale 14 ® 12
Totale 22 ® 18 * linsegnante di trattamento testi lavora per due ore in copresenza
OPERATORE IMPRESA TURISTICA
Totale 14 ® 12
Totale 22 ® 18 * linsegnante di trattamento testi lavora per due ore in copresenza
N.B. Rispetto alla configurazione standard di riferimento prevista dal Progetto 2002, il C.d.D ha approvato una modifica che riguarda il monte ore di Tecnica turistica e di Storia dellarte; per maggiori dettagli si veda § 4.2
OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO ORDINAMENTO PROGETTO 2002
Totale 13 ® 12
Totale 23 ® 18
BIENNIO POST-QUALIFICA ORDINAMENTO PROGETTO 2002
Totale 15 15 14 14 * 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità
Totale 15 15 14 14 * 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità ** il numero tra parentesi indica le ore che si effettuano in copresenza ORDINAMENTO PROGETTO 2002
Totale 15 15 14 14 * 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità ** il numero tra parentesi indica le ore che si effettuano in copresenza
Totale 15 15 14 14 * 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità
2.5 IL C.I.C. (Centro informazione consulenza) Da diversi anni opera allinterno dellIstituto Marco Polo il C.I.C. (Centro informazione e consulenza), che è in grado di accogliere richieste di studenti in difficoltà o desiderosi di un orientamento per problemi psicologici e sociali. Il contatto diretto con gli studenti ha messo in evidenza bisogni legati alle problematiche emergenti delladolescenza quali la solitudine, lisolamento, il disinteresse, la demotivazione, le patologie dellalimentazione, luso di sostanze tossiche. Anche in considerazione dellinnalzamento dellobbligo scolastico è sempre più importante che le scuole si impegnino ad offrire un ambiente accogliente e stimolante, in cui gli studenti possano trovare persone attente al loro sviluppo psicologico. In questo senso il gruppo C.I.C. ha programmato un intervento articolato in diverse sezioni:
Sportello C.I.C. di ascolto dei docenti Ogni docente del gruppo mette a disposizione un ora a settimana per ricevere studenti, genitori o insegnanti; il calendario con i nomi dei docenti e gli orari di ricevimento viene comunicato allinizio dellanno e affisso in ogni classe. E possibile anche programmare incontri con gruppi di alunni o con intere classi. Di fronte alle situazioni più gravi il docente può indirizzare gli studenti in difficoltà allo specialista, che le affronterà con strumenti professionali adeguati.
Sportello C.I.C. specialistico Una volta a settimana per unintera mattinata (generalmente 4 ore) è presente in istituto uno specialista che riceve su appuntamento; si può rivolgere a lui chiunque abbia bisogno di prevenire situazioni problematiche o chi necessiti di sostegno in casi di disagio o di difficoltà.
Sezione dedicata allinformazione Sono previsti seminari sulle tematiche e problematiche giovanili più sentite, su suggerimento degli stessi ragazzi; in particolare si intende curare uninformazione precisa e possibilmente estesa a tutte le classi sulla sessualità e sulla contraccezione. In questa sezione si prevede inoltre la partecipazione di gruppi di studenti a seminari o conferenze che si svolgono allesterno dellIstituto, organizzate dagli Enti Locali, sulla educazione alla salute (igiene alimentare, lotta al tabagismo, allalcoolismo, alle tossicodipendenze), sulla sicurezza stradale, nonché su ogni altra tematica adatta a sollecitare nei giovani la consapevolezza del valore della persona umana e il conseguente rispetto di sé e degli altri.
N.B. Nella.s. 2001/2002 è previsto lo svolgimento di un corso di formazione per i docenti del C.I.C. dal titolo: "Armonizzare la crescita, prevenire il disagio nella scuola superiore" ; per maggiori ragguagli si veda lallegato 3 "I PROGETTI"
2.6 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI
Itinerario metodologico 1. Acquisizione della diagnosi funzionale (D. F.) della scuola media di provenienza, al momento delliscrizione 2. Costituzione dei G. L. H. (Gruppo di Lavoro sullHandicap) di Istituto e operativi. 3. Stesura del Profilo Dinamico Funzionale (P. D. F.) 4. Stesura del Piano Educativo Personalizzato (P. E. P.) o individualizzato (P. E. I.). La diagnosi funzionale (art. 3 D.P.R. 24 . 2 . 1994) è redatta dagli operatori della ASL: in essa vengono riportate la diagnosi clinica, le disabilità derivanti dalla situazione patologica e le potenzialità registrabili in ordine ai seguenti aspetti: cognitivo, affettivo - relazionale, linguistico, sensoriale, motorio, prassico, neuropsicologico e dellautonomia. La D. f. è uno strumento che permette ai docenti di individuare le capacità da recuperare e quelle da rinforzare per poter poi definire obiettivi educativo-didattici concreti e verificabili.
Il profilo dinamico funzionale (P. D. F.) (art. 4 D. P. R. 24 . 2 . 1994, art.1, 2, 105 L. 104/92) Latto successivo alla D.F. e il P. D. F. che è stilato congiuntamente dagli operatori della ASL, dai docenti curricolari e di sostegno, dai genitori dellalunno e - quando è presente - dall0peratore psicopedagogico: Il P. D. F. risponde alla necessità di comprendere il livello di sviluppo dellalunno prevedibile a breve e a lungo termine, descrive analiticamente i possibili livelli di risposta dellallievo riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili nei singoli settori di attività in base allesame di diversi parametri: cognitivo, affettivo, relazionale, comunicazionale linguistico, motorio - prassico, neuropsicologico, dellautonomia e dellapprendimento. In sintesi il P.D.F. si configura come momento di riflessione del gruppo che lo elabora:
Il P. D. F. deve essere aggiornato nella scuola media superiore durante il corso degli studi (in via orientativa alla fine del biennio e del quarto anno ai sensi dellart. 4, co. 4 del D. P. R. 24/2/94
Il P.E.P. o P.E.I. (art. 5 D. P. R. 24/2/94) A partire dal P. D. f. viene elaborato il P.E. P. o P. E. I. . Esso viene redatto dai docenti curricolari, dal docente di sostegno insieme agli operatori sanitari e in collaborazione con i genitori o gli esercenti della potestà parentale dellallievo (e ove presenti, con la partecipazione delloperatore psicopedagico). Esso comprende tutti gli interventi diretti allintegrazione:
I Percorsi a classi aperte Per gli alunni con valutazione differenziata il PEI può prevedere percorsi di classi aperte con frequenza di lezioni in classi successive alla terza: Questo allo scopo di consentire: a) Lacquisizione di ulteriori competenze b) Un percorso scolastico di 5 anni mantenendo la continuità con il gruppo classe di provenienza.
Il PEI può inoltre prevedere percorsi di formazione e/o orientamento professionale secondo quanto offerto dalle risorse del territorio (In particolare dal centro socio educativo riabilitativo diurno intercomunale di Monterotondo). Nellanno scolastico 1998/1999 un percorso di formazione è stato realizzato per unalunna H della classe III aziendale: lalunna ha superato le prove di ammissione ad un corso di formazione di 600 ore per operaio polivalente nellambito del Progetto Horizon di iniziativa comunitaria per lintegrazione nel mondo del lavoro dei portatori di H. La frequenza al corso è iniziata il 13 / 4 / 99 nei giorni di martedì, mercoledì , giovedì e venerdì dalle ore 8,30 presso il CSERDI di Monterotondo; di conseguenza lalunna ha frequentato la scuola solo nei giorni di lunedì e sabato: E stata concordata dagli operatori del Progetto Horizon e il GLHO la presenza dellalunna alle prove di ammissione e allesame onde consentirle lacquisizione dellattestato di frequenza e il relativo credito formativo. Nel corrente anno scolastico, per mantenere una continuità con il gruppo-classe e costruire un percorso di pari opportunità per i ragazzi in possesso di attestato di frequenza, gli alunni frequenteranno tutte le lezioni curricolari delle classi del biennio post-qualifica. La scuola si impegnerà inoltre per ottenere le risorse finanziarie per costruire dei percorsi scuola-lavoro alternativi alla Terza Area. Per lanno 2001/2002 il Collegio dei Docenti ha approvato la realizzazione di un progetto destinato agli alunni portatori di handicap (vedi nellallegato 3 "I PROGETTI") che prevede una serie di incontri di orientamento sullinserimento nel mondo del lavoro realizzati con la collaborazione di esperti esterni e un corso per il conseguimento di competenze informatiche organizzato allinterno dellIstituto in orario curricolare.
Capitolo 3° : IL BIENNIO INIZIALE Indice analitico Home page
3.1 LELEVAMENTO DELLOBBLIGO DI ISTRUZIONE. La legge del 20.1.99 che porta a 9 gli anni dellobbligo scolastico non modifica limpianto generale della scuola superiore ma introduce elementi di novità tali da rendere necessario ridefinirne le strategie e le metodologie. Infatti le finalità individuate dallarticolo 1 del D. L. 323 del 9.8.1999 di:
non coinvolgono soltanto gli alunni che vogliano assolvere lobbligo entro il primo anno di scuola superiore ma tutti gli studenti che intraprendono questo percorso formativo, in quanto le prospettive sono quelle di :
Per rispondere a queste finalità si richiede alla scuola di porre particolare attenzione a tre momenti dellattività didattica, alcuni dei quali comportano consistenti elementi di novità:
In particolare le istituzioni scolastiche sono chiamate a programmare e realizzare interventi finalizzati a :
La scuola di conseguenza deve promuovere iniziative di:
3.2 LOFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO I dati relativi allinsuccesso scolastico e allabbandono (§1.5) confermano che tali problemi si concentrano nel biennio iniziale: la somma dei due fenomeni supera il 36% degli iscritti nel primo anno, e sfiora il 32% nel secondo (dati 2000/2001). Nasce da qui lesigenza di concentrare gli interventi soprattutto in questi due anni critici, per tentare di ridurre le percentuali citate con un insegnamento che preveda maggiori spazi di flessibilità e interventi più personalizzati. Gli interventi che si intendono realizzare nel biennio si propongono di :
Per adeguare lofferta formativa alle richieste del nuovo obbligo lI.P. Marco Polo intende realizzare la scansione delle attività scolastiche suggerita nel documento del ministero Il nuovo obbligo scolastico(www.istruzione.it/obbligo): Fase dellaccoglienza, della diagnosi, e del sostegno.
Fase di sviluppo delle competenze e del riorientamento:
Fase del riorientamento:
Fase delle attività differenziate.
Fase della certificazione:
Gli spazi di flessibilità utilizzabili da ogni C.d.c, per realizzare eventuali percorsi differenziati sono:
IMPIANTO GENERALE DEL BIENNIO Nel biennio iniziale, che nella.s. 2002/2003 includerà esclusivamente classi sperimentali a Progetto 2002, le materie sono divise in unarea di equivalenza che comprende discipline uguali per tutti gli indirizzi, in unarea di indirizzo che si differenzia in base alla qualifica scelta e in unarea di integrazione. Per i settori aziendale e turistico la scelta dellindirizzo si effettua nel terzo anno; si parla perciò di biennio comune.
Larea di integrazione rappresenta uno spazio di progettualità che consente di costruire percorsi di recupero delle abilità trasversali ma anche di rimotivazione allapprendimento, di integrazione culturale e professionale. Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4.
FINALITA
OBIETTIVI TRASVERSALI
IMPOSTAZIONE METODOLOGICA Allo sviluppo delle competenze trasversali concorrono tutte le discipline attraverso :
STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO n° 1) STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE LOFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO Gli strumenti approntati per realizzare gli obiettivi individuati nel biennio sono:
Per realizzare un livello alto nellacquisizione delle conoscenze e delle competenze e diminuire lincidenza degli insuccessi scolastici che comunque agiscono come fattore demotivante, sono previste le seguenti attività:
Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano comunque loccasione per un significativa integrazione del percorso formativo:
3.3 LACCOGLIENZA Che cosa si intende per accoglienza. Con il termine accoglienza non si intende indicare soltanto un modulo iniziale di avvio dellanno scolastico che abbia la finalità di stabilire un processo di relazione solidale fra docenti, alunni e genitori, quanto piuttosto una modalità del fare scuola che centri lattenzione sullo studente e sul suo stile di apprendimento prima che sulle informazioni da trasmettere, che non rimandi soltanto al discente lonere di adattarsi allistituzione ma che sia in grado di coinvolgerlo in un processo attivo che lo renda consapevolmente partecipe del proprio processo formativo, capace di assumersi responsabilità, impegnato nella realizzazione di obiettivi propri, attraverso la costruzione di percorsi flessibili ed efficaci. In questa direzione si potrebbero realizzare risultati che non siano speculari delle caratteristiche cognitive ed affettivo motivazionali possedute dagli allievi allinizio delle procedure di istruzione, che non si esauriscano cioè nel confermare in uscita quanto era stato registrato in entrata. (Cfr. G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Roma-Bari, 1995) E indispensabile perciò che in questo senso - laccoglienza duri tutto lanno, affinché non venga smentito e perda credibilità quanto pattuito e chiarito nel momento iniziale.
Perché fare accoglienza. Non solo perché dai dati sopra analizzati lingresso nella scuola superiore è il momento nel quale si registra la percentuale più alta di abbandoni e di insuccessi ma anche perché gli studenti si trovano per la prima volta ad aver compiuto una scelta personale: il passaggio, anche se obbligatorio, comporta una riflessione sulle proprie attitudini, sui propri interessi, sulle aspettative che si riversano sulla nuova scuola; si mette in gioco, cioè, limmagine che un soggetto si è costruito di se stesso e del proprio futuro: la riuscita, rappresentata dallinserimento positivo nel nuovo contesto di formazione, risulta essere unoccasione di conferma o disconferma della valutazione che lo studente ha compiuto di se stesso. E necessario perciò che il progetto Accoglienza sia calibrato su tre principali dimensioni: quella cognitiva, quella affettivo-motivazionale e quella relazionale. (Cfr.DAttilia, Nirchi, Simeone, Laccoglienza scolastica, Università degli studi di Roma tre, Dipartimento di Scienze delleducazione, 1998)
Progettare laccoglienza. Il Piano dellofferta formativa dà indicazioni generali sulle modalità di realizzazione del Progetto Accoglienza demandando ai singoli C.d.c. la definizione del piano dettagliato delle attività (generalmente nel mese di settembre), fatti salvi i momenti per i quali è necessario coordinare gli interventi a livello di Istituto: incontro con il Dirigente, esplorazione degli ambienti scolastici, ecc.
Finalità del Progetto Accoglienza Il progetto Accoglienza ha come finalità:
In questottica lIstituto organizzerà allinizio dellanno scolastico test dingresso specifici per gli alunni di madrelingua diversa dallitaliano allo scopo di poter avviare per tempo strategie di recupero delle eventuali situazioni di svantaggio iniziale. Il progetto Accoglienza elaborato dai singoli C.d.c. deve contenere:
Il Progetto Accoglienza deve comunque contenere i seguenti punti, elaborati nelle modalità e nei tempi che ogni C.d.c riterrà più opportune.
Questo primo momento è organizzato a livello di Istituto in quanto è necessario coordinare tutte le classi.
4.1 Test e/o questionari su interessi, attitudini, attività, abitudini, stili di apprendimento 4.2. Costruzione di grafici di confronto per tracciare il profilo della classe. 4.3 Analisi e discussione Attività di apprendimento sugli obiettivi trasversali individuati dal C.d.c. e sui prerequisiti definiti nelle riunioni per materia; devono comunque essere trattai i seguenti punti:
Lo studente portatore di handicap nel Progetto Accoglienza Per realizzare un inserimento efficace è necessario predisporre le seguenti attività:
costituzione di uno spazio relazionale in cui realizzare attività (le stesse dei compagni con modalità eventualmente diversificate) di presentazione reciproca (individuali, di piccolo gruppo, in assemblea)
3.4 IL DOCENTE TUTOR
Premessa Il primo anno di scuola superiore resta uno dei passaggi più disorientanti per gli studenti che si trovano a dover affrontare una molteplicità di richieste spesso molto diverse da quelle alle quali erano abituati.Linnalzamento dellobbligo comporta linserimento di studenti con una motivazione debole o inconsistente, forniti di limitati strumenti cognitivi, scarsa attitudine alla concentrazione ed allimpegno. Anche se lIstituto Professionale per tradizione raccoglie studenti riconducibili a questo profilo,lavvio della legge 20.1.1999 nonché i dati relativi agli abbandoni e agli insuccessi scolastici rendono più urgente la necessità per la scuola di approntare strumenti in grado di prevenire il disagio scolastico. Con questa finalità si è stabilito di inserire in tutte le classi prime la figura del docente Tutor che si ponga come intermediario tra lo studente al suo primo ingresso e la scuola come Istituzione e che rappresenti un punto di riferimento per gli studenti e le famiglie facilitando la chiarezza dei rapporti.
Individuazione dei docenti tutor Nel primo consiglio successivo alla formazione delle classi, gli studenti vengono assegnati ai docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità, in modo tale che tutti gli iscritti abbiano una figura di riferimento e suddividendo limpegno tra gli insegnanti in modo equilibrato.
Competenze del docente tutor Il docente-tutor non è un consulente psicopedagogico , ma un intermediario che:
Modalità di intervento La nomina dei tutor viene comunicata agli studenti, i docenti dichiarano lorario nel quale sono a disposizione per eventuali incontri individuali. Il docente tutor riceve studenti e genitori nellora settimanale di ricevimento, nellipotesi che debba seguire la costruzione di percorsi differenziati, le ore utilizzate verranno incentivate. Indice analitico Home page
Capitolo 4° : LA QUALIFICA : IL MONOENNIO
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4.1 LOFFERTA FORMATIVA DEL MONOENNIO
Il monoennio rappresenta lanno di passaggio, lanno della scelta professionale definitiva per gli studenti del biennio comune, e per tutti gli alunni il momento in cui si comincia ad approfondire lo studio delle discipline caratteristiche dellindirizzo prescelto in direzione più nettamente professionalizzante. Lalunno inizia un percorso che in un anno lo porta alla qualifica professionale e nei due anni scolastici successivi al diploma. La qualifica professionale, valida per 1inserimcnto nel mondo del lavoro, si consegue col superamento delle prove del pre-esame e delle due prove desame organizzate dai docenti interni dellIstituto, al termine dellanno scolastico, in presenza di un esperto esterno. Il preesame, che si svolge generalmente alla fine del mese di maggio, consiste in una serie di prove "strutturate" (cioè con risposte "chiuse": a scelta multipla, vero o valso, ecc.) o "semistrutturate" (con risposte aperte); tali prove riguardano tutte le materie del terzo anno. Lesame, che ha luogo nei primi giorni di giugno, comprende due prove:
Per quanto riguarda i criteri di attribuzione del punteggio di qualifica si rimanda al capitolo 6 "VALUTAZIONE".
IMPIANTO GENERALE DEL MONOENNIO Nel monoennio la divisione in aree (comune o di equivalenza, di indirizzo, di integrazione o di approfondimento per le classi di ordinamento) rispecchia quella del biennio, ma aumenta il numero di ore delle materie di indirizzo e diminuisce quello delle materie dellarea comune. Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4.
PROFILI PROFESSIONALI DI USCITA
Operatore della gestione aziendale Loperatore della gestione aziendale, svolge mansioni esecutive nella piccola e media impresa nei seguenti settori:
Operatore dellimpresa turistica Loperatore dellimpresa turistica conosce la struttura del mercato turistico e le caratteristiche delle aziende operanti in questo settore; sa analizzare la domanda e lofferta del mercato turistico e interpretare i principali documenti delle aziende del settore. Operativamente è in grado di:
Operatore grafico pubblicitario Loperatore grafico pubblicitario è dotato di competenze specifiche che gli consentono di decodificare i molteplici linguaggi relativi ai diversi mezzi di comunicazione. Possiede una buona conoscenza delle tecniche di elaborazione e riproduzione dellimmagine, delle strutture produttive e delle problematiche del settore. Operativamente possiede:
OBIETTIVI TRASVERSALI Accanto e insieme a queste competenze professionali, nel monoennio saranno stabilizzate e consolidate definitivamente, e pertanto richieste come necessarie per una valutazione positiva dellalunno, le abilità di base già acquisite nel biennio precedente. Inoltre, si curerà il conseguimento di obiettivi trasversali alle varie discipline, affinché gli alunni si dimostrino in grado:
STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO N° 1)
STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE LOFFERTA FORMATIVA NEL MONOENNIO Gli strumenti disponibili per il monoennio sono:
Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano
comunque loccasione per un significativa integrazione del percorso formativo:
4.2 IL RIEQUILIBRIO TRA TECNICA TURISTICA E STORIA DELLARTE Con delibera n° 85 del 7.6.2001 il Collegio dei Docenti del Marco Polo ha approvato la proposta, scaturita dal dipartimento di Storia dellarte e riguardante la classe terza dellindirizzo turistico, di ridurre del 15% il monte orario annuale di Tecnica turistica (che passa così da 231 a 198 ore) introducendo 33 ulteriori ore annuali di Storia dellarte nellarea di indirizzo (con un incremento da 33 a 66 ore), ciò che consente di riequilibrare il rapporto tra le due discipline. Questa decisione è basata sulle seguenti considerazioni preliminari:
Il riequilibrio di cui sopra consente il raggiungimento di due obiettivi:
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IL BIENNIO POST-QUALIFICA Indice analitico Home page
5.1 LOFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO POST-QUALIFICA Affrontando il biennio post-qualifica gli studenti si accingono a concludere il loro ciclo di studi, portandolo da tre a cinque anni, ed nel contempo a completare la loro formazione professionale. Limpegno scolastico richiesto si colloca in unottica assai diversa rispetto al triennio iniziale che, da un atteggiamento rivolto a cogliere prevalentemente gli aspetti tecnico pratici dei contenuti proposti, dovrà trasformarsi in uno sforzo finalizzato allo sviluppo di una più matura capacità dosservazione e dinterpretazione della realtà. Nel corso del biennio il monte ore di lezioni settimanali è equamente distribuito tra le materie dellarea comune e quelle dindirizzo e ciò allo scopo di sviluppare negli allievi un sistema di conoscenze ampio e variegato, che li renda capaci di affrontare le tematiche proposte con una visione dinsieme, largamente interdisciplinare e coordinata e di utilizzare un sicuro metodo di lavoro, teso soprattutto a sviluppare capacità di riflessione e di rielaborazione personale, le sole che consentano di superare gli ostacoli, di affrontare situazioni mai sperimentate e dessere disponibili alle innovazioni di cui è ricca la realtà del nostro tempo.
IMPIANTO GENERALE DEL BIENNIO POST-QUALIFICA In questi due anni il monte orario settimanale è di 30 ore (di cui 15 in area comune e 15 in area dindirizzo) ripartite in 5 giorni; nella mattinata del sesto giorno e anche in alcuni pomeriggi gli allievi frequentano i corsi di Terza area (vedi paragrafo successivo). Nelle classi sperimentali il monte orario è di 28 ore e lo spazio di flessibilità riguarda soltanto due ore settimanali, una di italiano e una di materia professionale (Economia dazienda o Economia e tecnica dellimpresa turistica o Progettazione grafica), utilizzabili come codocenze sulla base di un progetto. Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4. PROFILI PROFESSIONALI DI USCITA / SBOCCHI LAVORATIVI E CONTINUAZIONE DEGLI STUDI Tecnico della gestione aziendale Il tecnico della gestione aziendale possiede una buona cultura di base storico-letteraria e giuridica e ha acquisito adeguate conoscenze sulle tecniche e le procedure economico-finanziarie; operativamente è in grado di svolgere mansioni di concetto nelle imprese, nelle aziende e presso studi professionali nei seguenti settori:
Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi Il tecnico della gestione aziendale può inserirsi sia nella piccola, media o grande impresa mercantile e industriale che nelle aziende di servizi del campo assicurativo- finanziario; può trovare impiego presso studi professionali di commercialisti, avvocati, notai ecc. Per una eventuale prosecuzione degli studi si consigliano in particolare le facoltà di Economia e commercio e Giurisprudenza.
Tecnico dei servizi turistici Possiede una cultura di base storico-letteraria, geografica, artistica e la conoscenza di due lingue straniere; ha approfondito lo studio dei prodotti turistici, delle possibili fasce di utenza, dei modi di accrescere linteresse e la fruibilità del prodotto turistico; conosce gli elementi fondamentali della struttura organizzativa delle varie imprese turistiche; padroneggia le tecniche operative con lausilio del supporto informatico. E in grado di svolgere compiti relativi alle seguenti attività caratteristiche dellazienda turistica:
Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi Il tecnico dei servizi turistici può inserirsi in imprese turistiche operanti sia nellambito della promozione e/o produzione dei prodotti turistici (agenzie di viaggio, tour operator) sia nellambito ricettivo (alberghi, villagi turistici, agriturismi ecc.). Può sostenere il concorso per ottenere il patentino necessario allesercizio della professione di guida turistica. Per una eventuale continuazione degli studi si consigliano in modo particolare la facoltà di Turismo (Università La Sapienza e di Assisi), quella di Lingue, la Scuola Interpreti.
Tecnico della grafica pubblicitaria Il Tecnico della grafica pubblicitaria non solo conosce in modo approfondito le caratteristiche del fenomeno della comunicazione nelle sue molteplici articolazioni, ma è in possesso di unampia cultura di base, di spirito di iniziativa, di senso critico, di concretezza e disponibilità a comprendere e interpretare le esigenze e le richieste che provengono da una realtà esterna in rapida trasformazione. E pertanto dotato di:
Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi Il tecnico della grafica pubblicitaria può operare nelle agenzie e negli studi pubblicitari, nelle imprese di comunicazione, negli studi di produzione multimediale, negli studi grafici di giornali e riviste, nellambito dellelaborazione e realizzazione di prodotti a carattere promozionale, pubblicitario ed editoriale.
Per una eventuale continuazione degli studi si consigliano la Facoltà di Scienze della Comunicazione, lAccademia di Belle Arti, lI.S.I.A. (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino, il D.A.M.S. (Discipline Arte Musica Spettacolo) di Bologna e Roma (Terza Università). Inoltre tra le innumerevoli scuole private, più o meno qualificate, si segnalano la Domus Academy di Milano e lIstituto Europeo di Design di Roma.
OBIETTIVI TRASVERSALI
STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO N° 1) STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE LOFFERTA FORMATIVA NEL BIENNIO POST-QUALIFICA Gli strumenti diponibili per il biennio post-qualifica sono:
Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano comunque loccasione per un significativa integrazione del percorso formativo:
5.2 IL NUOVO ESAME DI STATO Il nuovo Esame di Stato conclude il ciclo di studi secondari e sostituisce il vecchio esame di maturità. Lesame prevede tre prove scritte e un colloquio e si conclude con lassegnazione di un punteggio espresso in centesimi. Dei 100 punti disponibili, 20 vengono assegnati dalla scuola con il sistema dei "crediti scolastici", gli altri 80 punti nel corso dellesame; per il superamento dellesame è necessario un punteggio minimo complessivo di 60/100. La prima prova scritta intende accertare la conoscenza e la padronanza della lingua italiana; le diverse tracce proposte possono essere svolte con vari stili di scrittura: il tradizionale tema, il saggio breve, larticolo di giornale, lanalisi testuale. La seconda prova scritta ha per oggetto una delle materie caratteristiche del corso di studi: è la prova di indirizzo. La terza prova scritta ha carattere pluridisciplinare, ossia comprende varie materie dellultimo anno e può prevedere domande a risposta singola e/o a risposta multipla, soluzione di problemi o di casi professionali, sviluppo di progetti. Il colloquio riguarda le materie dellultimo anno di corso; esso inizia con la presentazione di un lavoro di ricerca da parte del candidato e prosegue su argomenti scelti dalla Commissione. Esso ha lo scopo di accertare la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle e discuterle anche in modo critico e personale.
5.3 LA TERZA AREA Nel biennio post-qualifica la formazione professionale degli studenti è ulteriormente arricchita dai corsi di Terza Area, organizzati dalla scuola e riconosciuti dalla Regione. Questi corsi prevedono un totale di 600 ore suddivise in due anni; la frequenza prevede sempre una mattina a settimana di lezione, mentre lattività pomeridiana viene definita diversamente a seconda dei progetti e può prevedere anche moduli intensivi da svolgere in giorni consecutivi. Questarea è particolarmente importante in quanto agli studenti viene offerta gratuitamente la possibilità di frequentare un corso regionale che porta a conseguire lattestato di qualifica regionale, unulteriore titolo che può aiutare a inserirsi nel mondo del lavoro.
Il 40% circa del monte ore è dedicato a esperienze lavorative in azienda (stage). Il restante 60% è costituito da lezioni impartite da esperti provenienti dal mondo del lavoro. Per ottenere lattestato di qualifica regionale gli studenti devono sostenere lesame regionale, che si svolge normalmente negli ultimi mesi (ottobre-dicembre) dellanno conclusivo del ciclo di studi. Lesame consiste in due prove, una scritta o grafica e laltra orale, finalizzate a verificare le conoscenze e le competenze professionali acquisite. La frequenza dei corsi di Terza area è importante anche ai fini del superamento del nuovo Esame di Stato; è previsto infatti dalla normativa che sia nella terza prova scritta sia nel colloquio si debba tener conto dei programmi svolti dai docenti di Terza area.
Attualmente i corsi attivati presso il nostro istituto sono i seguenti: Indirizzo aziendale:
Indirizzo turistico:
Indirizzo grafico:
Capitolo 6° : LA VALUTAZIONE
Indice analitico Home page 6.1 TASSONOMIA ADOTTATA DALLISTITUTO VOTO GIUDIZIO 13 Non manifesta alcuna conoscenza dei contenuti proposti; manifesta una conoscenza frammentaria dei contenuti
Non riesce a fare valutazioni adeguate di quanto appreso parziale perdendosi, se non guidato, nella loro applicazione. 6 Conosce e comprende i contenuti essenziali e riesce a compiere semplici applicazioni degli stessi. Li sa distinguere e raggruppare in modo elementare ma corretto. Compie valutazioni ma non sempre in modo autonomo.
loro ed applica a diversi contesti con autonomia. Li sa analizzare esprimendo valutazioni sugli stessi, anche se necessita talvolta di una guida. a diversi contesti. Li sa ordinare, classificare e sintetizzare, esprimendo valutazioni articolate sugli stessi. 9 10 Ha conseguito una piena conoscenza dei contenuti che riconosce e collega in opposizione ed in analogia con altre conoscenze, applicandoli autonomamente e correttamente a contesti diversi. Compie analisi critiche personali e sintesi corrette ed originali. Ha raggiunto lautonomia nella valutazione.
6.2 CRITERI DI PROMOZIONE / NON PROMOZIONE / PROMOZIONE CON DEBITI (delibera del Collegio docenti del 23.3.2001 con modifiche del 28.11.2001)
Nel valutare gli alunni il C. d. c. terrà conto innanzitutto del raggiungimento degli obiettivi minimi previsti per ogni disciplina; elementi positivi che concorreranno a determinare la valutazione saranno poi lassiduità nella frequenza, la partecipazione attiva al proprio percorso formativo, il miglioramento rispetto alla situazione di partenza, lacquisizione di unautonomia di metodo e della capacità di autovalutazione, la costanza nellapplicazione e nellimpegno. LO.M. 128/1999 recita infatti "la frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita della scuola sono elementi positivi che concorrono alla valutazione favorevole del profitto dellalunno in sede di scrutinio finale ", peraltro da ciò consegue che "il numero delle assenze incide negativamente sul giudizio complessivo a meno che da un congruo numero di interrogazioni e di esercitazioni scritte, grafiche o
pratiche, svolte a casa o a scuola, corrette e classificate nel corso dellintero anno scolastico non si possa accertare il raggiungimento degli obiettivi propri di ciascuna disciplina".
Ogni decisione di non promozione o di promozione in presenza di insufficienze dovrà essere ampiamente motivata nel verbale del C.d.c.. A tale proposito si suggeriscono i seguenti elementi che valgono solo come punto di riferimento e di ausilio per i docenti:
reiterate ed esercitazioni ricorrenti mirate a conseguire gli obiettivi minimi, frequenza degli IDEI, esiti degli IDEI)
Per quanto riguarda le classi quinte, lo scrutinio finale verrà condotto dal C.d.c. secondo la procedura prevista dai nuovi esami di stato e, per lattribuzione del credito, secondo la tabella A del DPR n. 323 del 23.7.98. Per quanto riguarda le classi terze, lo scrutinio finale verrà condotto dai singoli C.d.c. secondo la procedura prevista dagli artt. 13 15 dellO.M. 128/1999 e con i criteri di attribuzione del punteggio deliberati dal C.d.D. e, per quanto riguarda lattribuzione dei crediti scolastici, secondo la suddetta tabella A.
6.3 MODALITA DI ASSEGNAZIONE DEL PUNTEGGIO NEGLI ESAMI DI QUALIFICA
SCRUTINIO DI AMMISSIONE LO.M. 128/1999 stabilisce che lo scrutinio costituisce la prima parte della valutazione, durante la quale il C.d.c. "tiene conto del curriculum e dellandamento delle prove semistrutturate o strutturate per determinare il livello di formazione generale" raggiunto dallalunno; lo scrutinio "si conclude con un giudizio analitico e un voto, espresso in decimi, per ciascuna materia, sulla base del profitto conseguito durante lanno scolastico e nelle prove strutturate e semistrutturate e con un voto di ammissione espresso in centesimi, accompagnato da un giudizio sintetico che motivi lammissione del candidato alla seconda fase della valutazione. Tale giudizio è deliberato dal C.d.c. verificata la sufficienza in tutte le materie, ovvero, con giudizio motivato, constatata la presenza di non più di due insufficienze". Da ciò consegue: a) che non è necessario stabilire, nellambito dei 90 punti da assegnare durante lo scrutinio, un punteggio minimo di ammissione, dal momento che lunico limite stabilito dallordinanza è che non vi siano tra i voti di profitto più di due insufficienze (è peraltro evidente che, potendosi assegnare con lesame al massimo 10 punti, lalunno che non raggiunga in sede di scrutinio il punteggio globale di 50 punti risulta automaticamente non ammesso); b) che si deve tener conto anche del curriculum degli anni precedenti; c)che ogni materia deve assegnare un voto unico sulla base dellandamento sia dellanno che della prova strutturata: in sede di scrutininio di ammissione si procede pertanto come segue:
che concorrono rispettivamente a determinare il punteggio
Per ogni anno si procede ad assegnare un punteggio fino ad un massimo di 15 punti sulla base delle seguenti bande di oscillazione:
Ai fini della determinazione del punteggio nellambito delle bande di oscillazione si tiene conto della eventuale presenza di debiti formativi che non siano stati superati.I punteggi delle bande di oscillazione in parte si sovrappongono in quanto, nel caso di promozione, è possibile che un alunno con media superiore ad un altro sia in realtà meno "meritevole"; si consideri per esempio il caso di due alunni, uno promosso con la media del 6.2 ma con debito formativo non saldato, laltro con la media del 6 ma senza debiti: in tal caso non sarebbe giusto che il primo si collocasse in una banda di oscillazione in assoluto più alta di quella del secondo in ragione della sola media, in quanto essa deriva non da "veri" sei ma da "sei rossi". Eventuali debiti non saldati tra prima e seconda portano a una penalizzazione fino a quattro punti, secondo il numero e la gravità degli stessi. La valutazione del peso da dare a eventuali debiti assegnati alla fine della seconda e non saldati in terza e la decisione di ammettere comunque allesame un alunno che non abbia saldato un debito spetta ai singoli C.d.C., tenuto conto della delibera del C.d.D. che stabilisce che nel decidere la promozione si deve considerare come grave elemento negativo la presenza di debiti non recuperati. Resta inteso che un alunno promosso senza debiti ha comunque diritto al massimo del punteggio previsto per la sua banda di oscillazione. La non promozione non comporta alcuna penalizzazione; semplicemente non si assegna alcun punteggio per quellanno.
Una volta fatta la media generale tra i voti delle varie materie si assegna il punteggio sulla base delle seguenti bande di oscillazione:
Per determinare il punteggio preciso nella banda di oscillazione si tiene conto dei seguenti parametri:
interesse attivo partecipazione al dialogo didattico costanza nellimpegno punto con 1 insufficienza con 2 insufficienze media del 5.9 = 32 punti 31 punti media del 5.8 = 31 punti 30 punti media del 5.7 = 30 punti 29 punti media del 5.6 = 29 punti 28 punti media del 5.5 = 28 punti 27 punti media del 5.4 = 26 punti media del 5.3 = 25 punti media del 5.2= 24 punti 6) non è comunque possibile sforare in alto o in basso i limiti stabiliti dalla banda di oscillazione prevista per una certa media
PROVE DESAME Per quanto riguarda lesame, fermo restando che i dieci punti da attribuire vanno suddivisi dalla Commissione tra le due prove scritte eventualmente anche in misura diversa, si ricorda la possibilità di effettuare, su richiesta dei docenti o anche del candidato anche un colloquio orale ("Gli eventuali colloqui potranno essere decisi dalla Commissione anche su richiesta dei candidati al fine di a) elevare la valutazione di candidati che si siano particolarmente distinti per impegno e profitto; b) approfondire la valutazione dei candidati le cui prove di esame siano risultate, nei loro esiti, in contrasto con i valori espressi dal curriculum scolastico"); in tal caso il colloquio dovrebbe logicamente essere un approfondimento degli argomenti compresi nelle prove scritte, dato che il suo esito andrebbe a modificare la valutazione di tali prove scritte, non essendo possibile attribuire al colloquio un punteggio a sé stante in quanto il suo svolgimento è solo eventuale.
N.B Tanto i Criteri di promozione, non promozione, promozione con debiti quanto le Modalità di assegnazione del punteggio negli esami di qualifica sono stati deliberati dal C.d.D nella.s. 2001/2002 e potrebbero subire delle modifiche a seguito di eventuali innovazioni normative che dovessero essere contenute in successive Ordinanze mininisteriali relative alle "Norme per lo svolgimento degli scrutini ed esami". 6.4 IL RECUPERO DEI DEBITI FORMATIVI Nei mesi di settembre e di ottobre dellanno scolastico 2001/2002 sono stati organizzati corsi di recupero destinati agli studenti promossi con debiti formativi in una o più discipline. Per la.s. 2002/2003 il C.d.D. ha stabilito che tali corsi si svolgeranno nei giorni tra il 2 settembre e la data dinizio delle lezioni e saranno preceduti da verifiche sul lavoro svolto individualmente dagli alunni promossi con debito volte ad accertare la necessità o meno di frequentare i suddetti corsi di recupero. Lo scopo delliniziativa è quello di dare agli studenti un forte segnale sulla necessità che il debito scolastico non venga sottovalutato. Il passaggio allanno successivo è, sì, garantito allo studente che pure ha mostrato di non avere raggiunto la sufficienza in qualche disciplina, ma egli deve dimostrare, allinizio o nel corso dellanno scolastico successivo, di aver sanato questa situazione. La scuola gli offre lopportunità, nella fase iniziale dellanno scolastico, di seguire dei corsi che hanno lo scopo di verificare la preparazione individuale, di chiarire dubbi ed incertezze residue e, infine, di vedere certificato, attraverso una verifica finale, lavvenuto "saldo" del debito ed il possesso dei prerequisiti necessari per lo studio della disciplina nel corrente anno scolastico. I corsi vengono avviati con le seguenti modalità:
Organizzazione dei corsi Le fasi da seguire per lorganizzazione dei corsi sono le seguenti:
6.5 IL RECUPERO NEL CORSO DELLANNO SCOLASTICO Per consentire agli studenti di superare le difficoltà che si creano nel corso dellanno, di colmare lacune nella preparazione, di riprendere argomenti non capiti o trascurati nello studio, di rimediare a interrogazioni o compiti scritti negativi gli insegnanti dellistituto Marco Polo mettono in atto diverse forme di recupero. In orario "curricolare", ossia di mattina, si utilizzano le seguenti possibilità:
Recupero nelle ore di approfondimento Si utilizza nelle classi di ordinamento. Le ore di approfondimento vengono utilizzate per "ripassare" il programma o alcuni punti di esso con tutta la classe; oppure la classe può essere divisa in gruppi, proponendo ad una parte attività di ricerca e di approfondimento, allaltra un vero e proprio percorso di recupero.
Recupero nellarea di integrazione Si utilizza nel classi del Progetto 2002. Durante la giornata dedicata allarea di integrazione si sfrutta la "codocenza" per dividere la classe in gruppi ciascuno dei quali può svolgere un lavoro mirato al recupero di specifiche difficoltà o di particolari argomenti.
Recupero "in itinere" E una forma di recupero utilizzabile in tutte le classi; si tratta di un recupero effettuato nel corso del normale orario curricolare di ciascuna disciplina. Linsegnate interrompe lo svolgimento del programma e dedica un certo numero di lezioni a riprendere argomenti già spiegati a vantaggio di tutta la classe ma soprattutto degli studenti con profitto insufficiente, che vengono poi sottoposti a verifiche per accertare il superamento delle lacune. In orario extrascolastico invece vengono proposti gli IDEI (Interventi didattici ed educativi integrativi) che prevedono le seguenti tipologie:
Corsi di recupero dei prerequisiti Si svolgono nella fase iniziale dellanno, in particolare per le prime classi, una volta completata lanalisi e la valutazione delle prove dingresso. Il loro scopo è leliminazione delle carenze relative ai "prerequisiti", ossia a quelle conoscenze e capacità che lo studente deve possedere per poter affrontare lo studio dellanno in corso e la cui mancanza può compromettere lesito positivo del lavoro scolastico.
Corsi di recupero mirati Sono corsi progettati dai singoli docenti per allievi della propria classe che presentano profitto insufficiente e carenze nella preparazione. Si indirizzano in generale, come i precedenti, ad un massimo di 10/12 alunni e hanno la durata massima di 10 ore di lezione più 2 di verifica. Tali corsi vengono attivati nel corso dellanno, in particolare allinizio del secondo quadrimestre.
Sportello "help" E una possibilità di recupero "permanente", in quanto viene attivata, sulla base della disponibilità dei docenti, continuativamente per gran parte dellanno scolastico. I docenti coinvolti mettono a disposizione 2 ore settimanali in orario pomeridiano per offrire agli studenti la possibilità di chiarire dubbi, superare incertezze, ricevere spiegazioni su argomenti non capiti o non studiati o la cui spiegazione in classe si è perduta a causa di assenze, approfondire lo studio, preparare una verifica orale o scritta ecc. Naturalmente in questo caso lo sportello è aperto a tutti gli studenti dellIstituto e non solo agli alunni del docente che offre la propria disponibilità. Il calendario con le materie, i nomi dei docenti e gli orari dello sportello viene comunicato nelle classi e affisso ai vari piani delle sedi dellIstituto.
6.6 Il libretto dello studente Nellanno scolastico 1999/2000 è stato introdotto nellIstituto un modello di libretto che raccoglie il percorso scolastico dello studente, comprendente:
6.6 LA CERTIFICAZIONE DELLASSOLVIMENTO DELLOBBLIGO SCOLASTICO Per certificare agli studenti che hanno frequentato il primo anno di scuola superiore lavvenuto assolvimento dellobbligo è stata elaborata una scheda che indica le competenze acquisite in ogni disciplina dando per ognuna di queste una valutazione di sufficiente, buono, distinto, ottimo. Per migliorare la qualità del servizio prestato e garantire lefficacia formativa dei suoi interventi la scuola ha così elaborato un sistema di valutazione basato sulla certificazione delle competenze acquisite. Le schede sono contenute nellALLEGATO N °2 "MATERIALI".
I RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Indice analitico Home page LI.P. Marco Polo considera molto importante la collaborazione con le famiglie ed attua una serie di iniziative per assicurare il loro diretto coinvolgimento sia nel portare avanti il percorso formativo degli studenti sia nel partecipare ai cambiamenti della scuola messi in atto dallautonomia. Nella convinzione che le famiglie debbano svolgere un ruolo di primo piano nel ridefinire lidentità della scuola, si ritiene necessario creare le condizioni per una partecipazione che non si limiti a far presente bisogni ed aspettative ma faccia sentire la propria voce nelle decisioni da prendere sulla base dellautonomia didattica ed organizzativa, anche al di là degli spazi già previsti negli organi collegiali.
In particolare vengono attivate le seguenti iniziative:
7. 1 INCONTRI CON GLI STUDENTI E CON LE FAMIGLIE Negli a.s. 1999/2000 e 2000/2001 sono stati realizzati incontri con i rappresentanti degli studenti al fine di presentare il POF e di discutere insieme sulle possibilità aperte dallapplicazione della legge sullautonomia: è stato letto e commentato il regolamento e si è fatta lipotesi per ora non concretizzata di costituire un gruppo di studio sullautonomia formato dagli studenti che vi vogliono aderire, che possa contare anche sulla eventuale collaborazione del Dirigente e del coordinatore del POF, ma che lavori in forma autonoma per elaborare proposte relative al piano dellofferta formativa dei prossimi anni.. Sono state poi raccolte richieste di studenti e genitori formulate autonomamente e riferite sia al collegio che al gruppo di progetto (richiesta di inserimento della lingua spagnola nel triennio dellindirizzo turistico, richiesta dellattivazione di corsi di recupero di economia aziendale.) Sono stati organizzati anche incontri con i genitori, sia per presentare il POF che per raccogliere proposte e osservazioni. La partecipazione dei presenti è stata attiva e collaborativa, anche se il numero dei presenti era piuttosto esiguo e tutti hanno lamentato la difficoltà di coinvolgere un numero maggiore di famiglie. In particolare è emersa la proposta di costituire un comitato formato da rappresentanti degli studenti, dei genitori e dei docenti che riveda il regolamento dIstituto.
7.2 LE INDICAZIONI DELLE FAMIGLIE: OSSERVAZIONI E RICHIESTE
Chiarire bene le finalità delle attività proposte, perchè i ragazzi avendo chiaro il fine da raggiungere possano partecipare più responsabilmente e consapevolmente.
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Capitolo 8 : RAPPORTI IN RETE CON IL TERRITORIO
Indice analitico Home page 8.1 I RAPPORTI IN RETE CON LE ALTRE SCUOLE DEL TERRITORIO
Gli incontri realizzati per il progetto relativo allindagine sullutenza hanno comunque fornito loccasione per avviare una rete di collaborazione con le scuole che hanno aderito, rete che si è poi allargata in occasione della partecipazione al convegno organizzato presso la Scuola Media Marconi sullinnalzamento dellobbligo scolastico: tutte le scuole del Distretto 32° hanno condiviso la scheda di trasmissione delle informazioni con la scuola media, sono stati presi accordi con lintervento della Funzione obiettivo relativa allinnalzamento dellobbligo - per la costruzione di passerelle tra indirizzi diversi, è stato possibile progettare altre forme di collaborazione (progetto relativo alla produzione di un giornale di distretto), ma soprattutto di lavorare insieme allipotesi a lungo termine di una formazione integrata tra tutte le agenzie formative del territorio, anche non scolastiche che preveda un rafforzamento dellarea comune e la costruzione di percorsi specifici, differenziati, ma accessibili anche a studenti di scuole di diverso indirizzo.
8.2 SCHEDE DI RACCORDO SCUOLA MEDIA SCUOLA SUPERIORE Già dallanno scolastico 1999/2000, nel territorio di Monterotondo, erano stati realizzati diversi incontri tra docenti delle scuole medie inferiori e superiori per avviare attività di raccordo e continuità tra i due ordini di scuola. In particolare, il punto di partenza era stata la constatazione che la mancanza di informazioni relative allarea cognitiva ma, ancora di più, a quella relazionale degli alunni, aveva determinato in alcuni istituti superiori la formazione di classi "difficili", nelle quali il caso aveva riunito più elementi "problematici". Si era sentita quindi lesigenza di contattare i colleghi delle medie inferiori per conoscere meglio le competenze, gli interessi ma anche le eventuali situazioni di disagio degli studenti, al fine di attivare interventi tempestivi e incisivi, per favorire il passaggio alla scuola superiore. Nellambito degli incontri, era stata prodotta una scheda di rilevazione che mirava a fornire dati il più oggettivi possibile sugli alunni in entrata, sia per agevolare il loro passaggio alla scuola superiore, sia per evitare la formazione di classi "difficili", sia per predisporre interventi efficaci in presenza di casi particolarmente disagiati. E evidente che il raccordo tra i diversi ordini di scuola è sempre più necessario per fronteggiare il disagio e labbandono scolastico e per fornire elementi utili al processo di orientamento dellalunno. Così, sulla base dellesperienza del precedente anno scolastico, nella.s. 2000/2001 si è costituita una rete di scuole (medie inferiori e medie superiori) appartenenti al 32° Distretto, con lo scopo di operare unitamente in questa direzione. Sono state così predisposte due schede di raccordo tra i due ordini di scuole. Le schede sono state elaborate non per classificare o giudicare lalunno, bensì per favorire unarticolata conoscenza dello stesso e valorizzarne e svilupparne, non solo competenze, ma anche interessi, attitudini e disponibilità affettiva verso saperi e ambiti operativi. La prima scheda è concepita in uscita dalla scuola media; ha lo scopo di fornire alla scuola ricevente informazioni utili riguardo allarea comportamentale dellalunno in ingresso, ed anche di diagnosticare eventuali situazioni di disagio per attivare tempestivamente gli interventi necessari alla loro risoluzione.
La seconda scheda, compilata alla fine del primo anno di scuola superiore, serve come monitoraggio per le scuole medie. Tale scheda, sulla base di medesimi indicatori, permette di evidenziare il progresso, la stazionarietà o il regresso di competenze, ma soprattutto di interessi e motivazioni.
Le schede sono contenute nellALLEGATO N°2 "MATERIALI".
8.3 RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI Il progetto Valle del Tevere (a. s. 1999/2000) ha rappresentato unoccasione per prendere contatti con gli enti locali dei comuni coinvolti; in particolare è stata avviata una ipotesi di progetto con lassessorato alla cultura del Comune di Monterotondo per costruire percorsi formativi integrati con i bisogni culturali del territorio: lassessorato alla cultura proporrà come campi di indagine temi legati alla promozione artistica o naturalistica sui quali il Comune stesso intende avviare iniziative proprie, le scuole, ognuna nel proprio ambito specifico, potranno progettare percorsi didattici, non soltanto simulati, ma realmente integrati. Gli incontri sono stati svolti principalmente presso il nostro Istituto ed hanno avuto come referente Noemi Colombo dellassessorato alla cultura. La collaborazione si è conclusa con la presentazione presso le sale consiliari della mostra didattica e con un intervento nel convegno organizzato sul tema, nellambito della settimana della scuola curata dalla funzione obiettivo per i rapporti con gli enti esterni. Nella.s. 2000/2001 la partecipazione dellIstituto al progetto del Comune di Monterotondo "Generazioni 00" ha portato alla realizzazione dello spettacolo teatrale "Assurdo Girotondo", messo in scena da allievi dellIstituto nellambito dellEstate Eretina 2001. Sono stati attivati contatti con il CILO (centro iniziativa locale per l'occupazione), che ha svolto nei passati anni scolastici attività d'orientamento nelle classi quinte presentando la situazione occupazionale a livello locale e nazionale e fornendo agli studenti dati statistici, strumenti di informazione, criteri per stendere il curriculum vitae. All'attività d'orientamento ha partecipato anche l'associazione Maestri del Lavoro e sono stati avviati contatti con la comfcommercio di Monterotondo.
LE RISORSE E I PROGETTI
Indice analitico Home page 9.1 LORGANICO FUNZIONALE In base al D.M. 22/03/99, n°71, listituto partecipa alla sperimentazione dellautonomia scolastica organico funzionale, grazie alla presenza di classi sperimentali (Progetto 2002). Nella.s. 1999/2000, al fine di agevolare la sperimentazione dellautonomia, la dotazione di organico è definita dal Provveditorato agli Studi " in modo da assicurare almeno un numero di risorse corrispondenti a quelle ottenute considerando le cattedre interne individuate con gli attuali criteri, comprendenti le cattedre ordinarie, le cattedre orario interne, le cattedre sperimentali, quelle miste e i posti determinati sommando tutte le ore di insegnamento che non contribuiscono alla formazione delle cattedre interne come sopra individuate" (Art. 2.2). Questo consente allistituto:
Criteri di riferimento per lutilizzazione delle risorse orarie dei docenti
Le risorse dellOrganico funzionale 2001/2002
* Giancristiano: Corsi per le passerelle tra indirizzi diversi Belocchi: Recupero e potenziamento di economia aziendale/Tutor di Terza area ** Paolucci: Gruppo sportivo *** Ferraresi: Pagina Web **** Docenti matematica: Recupero e potenziamento di matematica *****Docenti di inglese: Inglese per livelli ****** Mancuso: Francese per livelli
9.2 PROGETTI PER IL 2001/2002 e per il 2002/2003 (sintesi)
Vi sono inclusi tutti i progetti finalizzati a migliorare lefficacia degli interventi formativi legati ai curricoli, che si propongono di utilizzare metodologie differenziate per rispondere ad esigenze diverse (classi aperte, gruppi di livello, recupero durante lorario curricolare), oltre allo sportello CIC. 1.1 INGLESE PER LIVELLI E attivato nella classi 1 e 2 A, 1 e 2 A1, 1 e 2 B, 1e 2 E, 1e 2 F. Durante le ore di inglese gli studenti vengono divisi in gruppi omogenei per livello (principianti, intermedio, avanzato) in modo da poter differenziare linsegnamento consentendo agli studenti di seguire più agevolmente le lezioni. In tal modo gli studenti che partono da un livello linguistico più modesto possono usufruire di una didattica più semplice che consente loro di raggiungere comunque gli obiettivi di base del primo anno; gli studenti che posseggono conoscenze più avanzate hanno invece la possibilità di progredire ulteriormente. 1.2 FRANCESE PER LIVELLI Attivato nella classe 2 B, è strutturato in modo analogo al precedente e ha le medesime finalità. 1.3 RECUPERO E POTENZIAMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE Il progetto interessa le classi prime di biennio comune e si propone interventi di recupero organizzati per moduli tematici allo scopo di garantire maggiore uniformità nel livello di apprendimento. 1.4 PROGETTO CIC Si veda al § 2.5. 1.5 TECNOLOGIE DELLINFORMAZIONE E COMUNICAZIONE NELLA DIDATTICA DELLA LINGUA INGLESE Questo progetto si propone di integrare lInglese per livelli; impiegando le tecnologie dellinformazione e della comunicazione nella prassi della didattica si intende migliorare lefficacia dellinsegnamento e fornire lopportunità di comunicare, informare e interagire in lingua straniera grazie a tecnologie moderne. Poiché il progetto richiede la creazione di un laboratorio linguistico multimediale, lattivazione è prevista per la.s 2002/2003. Vi sono inclusi tutti i progetti che offrono attività formative diverse o aggiuntive rispetto a quelle previste dai curricoli, finalizzate a motivare, responsabilizzare, socializzare, acquisire comunque competenze spendibili in qualunque percorso di apprendimento, nonché i progetti atti a realizzare il recupero in orario extracurricolare.
2.1 RIEQUILIBRIO, RECUPERO E POTENZIAMENTO DI MATEMATICA Prevede lattivazione di corsi di recupero pomeridiani e di uno sportello help operante su prenotazione e si rivolge a allievi di tutte le classi allo scopo di colmare le lacune di base nella preparazione e recuperare le competenze essenziali per rendere la preparazione più omogenea.
2.2 PAGINA WEB Il progetto si propone di aggiornare la pagina Web dellIstituto per realizzare uninformazione on-line sulle attività della scuola e contemporaneamente di avviare gli studenti coinvolti alla produzione di pagine Web.
2.3 METODOLOGIA CRITICA Indirizzato agli allievi di tutte le classi quinte, si propone di fornire un ausilio nella stesura della tesina interdisciplinare per lEsame di Stato. Verrano affrontate tematiche inerenti alla ricerca bibliografica, allanalisi critica e interdisciplinare, alla corretta strutturazione di una lavoro di ricerca.
2. 4 LA CARTOGRAFIA Il progetto, rivolto ad allievi delle classi seconde di biennio comune e del triennio turistico, si propone di approfondire le problematiche relative allinterpretazione e alluso dei vari tipi di carte, allo scopo di far acquisire ai partecipanti la capacità di ricavare da queste elementi di indagine territoriale e rilevamenti geologico-topografici.
2.5 ITINERARI TURISTICI COLLEGAMENTO CON IL TCI - Il progetto, indirizzato ad alunni delle classi di indirizzo turistico, si propone di approfondire la tematica della preparazione di itinerari attraverso lo studio analitico delle guide dItalia del TCI e di produrre materiale informativo utilizzabile anche nei viaggi di istituto.
2.6 GIORNALINO SCOLASTICO Si prevede la produzione di un giornalino dIstituto realizzato dagli allievi, che dovranno non solo produrre gli articoli ma anche curare limpaginazione e la veste grafica del prodotto; si intende in tal modo offrire agli alunni una possibilità di esprimere la propria opinione e la propria creatività e potenziare le competenze professionali degli alunni. La partecipazione è aperta a tutti gli studenti. Lattivazione del progetto è prevista per il 2002/2003.
2.7 LABORATORIO TEATRALE Il laboratorio si propone di favorire la socializzazione tra studenti, aumentare lautostima e la sicurezza, far acquisire capacità duso dei linguaggi verbale, gestuale, musicale in ambito scenico; è aperto a tutti gli studenti dellIstituto e si concluderà con lallestimento di uno spettacolo di fine corso. 2.8 CRESCERE INSIEME NELLO SPORT Il progetto, che coinvolge i docenti di educazione fisica e si rivolge a studenti di tutto il quinquennio, ha lo scopo di coinvolgere i partecipanti in attività sportive di vario tipo, dal nuoto allatletica leggera, dalla pallavolo al cacetto e al baseball, e comprende unattività di avviamento alla pratica sportiva con organizzazione di tornei dIstituto (Gruppo sportivo) e la partecipazione alle varie fasi (distrettuale, interdistrettuale, comunale e provinciale) dei campionati studenteschi.
2.9 LA PATENTE ECDL Il progetto si propone lattivazione di corsi per il conseguimento della Patente europea di guida del computer, certificazione riconosciuta a livello internazionale. Per la.s. 2002/2003 si studierà la possibilità di inserire tale progetto nelle attività di Terza Area. Per maggiori informazioni sui singoli progetti si veda lALLEGATO 3 9.3 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE Nellanno 1999/2000 sono state attivate le seguenti iniziative di formazione:
Inoltre lIstituto ha partecipato alle seguenti iniziative di formazione:
Il Dirigente scolastico e i docenti incaricati come funzioni obiettivo hanno partecipato alle iniziative di formazione relative ai rispettivi ruoli. Per lanno scolastico 2001/2002, oltre al corso di formazione per i docenti del C.I.C. (vedi allegato "I PROGETTI") è prevista lattivazione in rete con le altre scuole del territorio di un corso di formazione sul tema:
Progettare percorsi formativi nellautonomia
I° PARTE
II° PARTE
III° PARTE 10. Progettare moduli differenziati (percorsi differenziati a scelta dei docenti, lavori di gruppo con un tutor, finalizzati alla produzione di materiali didattici da utilizzare)
Criteri di qualità Il corso sarà improntato ai seguenti criteri di qualità:
Tempi (orientativi)
Organizzazione oraria
Destinatari 40 docenti di cui 20 dellI.P. Marco Polo e 20 delle altre scuole Indice analitico Home page
PARTE TERZA
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CAPITOLO 10 : IL PIANO ORGANIZZATIVO - FUNZIONI E COMPETENZE
10.1 RUOLI E INCARICHI PER LA.S.2001/2002
1. Dirigente scolastico Prof. Ernesto Totaro
2. Delegato del Dirigente Prof. Francesco Desiderio
3. Collaboratori del Dirigente: Prof Albertina De Gasperis Prof. Anna Maria Montesi
4. Coordinatori di dipartimento 5. Coordinatori dei consigli di classe 6. Segretari dei Consigli di classe
A. LIMPIANTO ORGANIZZATIVO
Le commissioni organizzative:
A.1. Orario Prof. Gabriella Delogu Prof. Carmela Greco Prof. Daniela Peruzzi
A.2.Fondo dellistituzione scolastica Prof. Patrizia Nunnari Prof. Anna Maria Omicini
A.3. Formazione classi Prof. Oriana Chiacchiera Prof. Rosanna Fort Prof. Flaminia Giorda
A.4. Elettorale Prof. Ambra Fabriziani Prof. Paolo Floris
A.5. Promozione dellIstituto Prof. Patrizia Nunnari Prof. Sigismondo Callerame
A.6. Viaggi distruzione Prof. Maurizio Mariani Prof. Cristina Proietti
A.7.Direttori di laboratorio Tratt. Testi 1 prof. Daniela Ghirelli
Tratt. Testi 2 prof .Maurizio Mariani
Informatica prof. Valentina Ferraresi Disegno manuale 1 e 2 Prof. Ester Dragoni
Grafica Comp. 1 Prof. Fabio Palmia
Grafica Comp. 2 Prof. Mirka Schembari Fotografia Prof. Fabio Aceto
Scienze Prof. Maria Gaudino
Lab. Linguistico Prof. Simonetta Monetini
Biblioteca Prof. Mirella Alessandrini Palestre Centrale Prof. Maica Ferrari
Succursale Prof. Gabriele Paolucci
A.8. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione Lincarico è attribuito al dirigente scolastico
B. LIMPIANTO FORMATIVO B.1. Le Funzioni Obiettivo Funzione obiettivo per la gestione del POF Prof. Flaminia Giorda
Funzione obiettivo per il sostegno agli alunni Prof. Oriana Chiacchiera
Funzione obiettivo per i rapporti con gli enti esterni Prof. Rosanna Fort
Funzione obiettivo per il sostegno al lavoro dei docenti Prof. Daniela Peruzzi
B.2. Il gruppo di progetto Prof. Flaminia Giorda Prof. Oriana Chiacchiera Prof. Rosanna Fort Prof. Daniela Peruzzi Prof. Cristina Proietti Prof. Annalisa Rosati Prof. Cristina Gabriotti Prof. Mariangela Bellenghi Prof. Giuseppe Giancristiano Prof. Valentina Ferraresi Prof. Bruno Borghi Prof. Maica Ferrari Prof. Maria Luisa Luzzi Uno dei collaboratori del Dirigente
B.3. Tutor di Terza Area Indirizzo turistico Prof. Raffaele Perillo Indirizzo aziendale Prof. Paolo Belocchi Indirizzo grafico Prof. Emanuela Antonini
B.4. Comitato tecnico Progetto 2002 Prof. Annamaria Omicini Prof. Mariella Baccante Prof. Cristina Gabriotti Prof. Mirka Schembari Prof. Valentina Ferraresi
B.5. Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap Prof. Maria Luisa Luzzi
B.6. Commissione CIC Prof. Mariangela Bellenghi Prof. Albertina De Gasperis Prof. Cristina Gabriotti Prof. Cristina Proietti Prof. Giovanna Alati Prof. Domenico Maluccio
10.2 FUNZIONI E COMPETENZE
Delegato del Dirigente Sostituisce il Dirigente scolastico quando è assente e svolge su sua delega i seguenti compiti:
Il docente Delegato non dà ore a disposizione limitandosi a coprire quelle per le quali non vi siano altre disponibilità.
Collaboratore del Dirigente
Dipartimenti: I dipartimenti sono stati avviati nellanno scolastico 2000/2001 come laboratori di ricerca metodologica e pedagogica, di confronto sulla professionalità dei docenti, di progettazione didattica. Si pongono come finalità prioritarie quelle di:
Il confronto tra i docenti è proposto quindi come strumento per arricchire la loro professionalità attraverso la condivisione di esperienze diverse, mentre non intende in alcun modo porsi come vincolo alla libertà del singolo insegnante di operare le scelte che ritiene pertinenti alla situazione, alla propria formazione, ai propri interessi, al proprio stile di insegnamento. In quanto attività di ricerca pedagogica e didattica, finalizzata anche a rimotivare i docenti stessi, il lavoro dei dipartimenti non può esaurirsi nellottemperare formalmente degli obblighi burocratici; di conseguenza è evidente che tutti i materiali prodotti che saranno ritenuti validi verranno riproposti e confermati negli anni successivi mentre saranno inserite soltanto quelle modifiche che saranno giudicate funzionali a migliorare lefficacia degli interventi. La legge sullinnalzamento dellobbligo scolastico e quella sullobbligo formativo propongono una lettura in parte diversa della programmazione modulare già prevista dal Progetto 92, proposta con la quale nessuna realtà scolastica può evitare di confrontarsi. Emerge da ciò la necessità di sostenere lattività di progettazione dei docenti con adeguati interventi di formazione e aggiornamento che consentano a tutti di utilizzare un linguaggio condiviso e che rendano patrimonio comune le competenze professionali sottese a questo tipo di attività.
I Dipartimenti sono costituiti dal team di tutti i docenti della stessa disciplina che:
Elenco dei dipartimenti
10. Trattamento testi 11. Sostegno
n.b. I docenti di psicologia e di geografia partecipano ai lavori delle aree di indirizzo, quelli di religione sono inseriti nel Dipartimento di Lettere
Attivita dei dipartimenti I dipartimenti si riuniscono 4 volte allanno, 2 volte tra settembre e ottobre e 2 volte tra marzo e maggio
1° incontro (settembre, prima dellinizio delle lezioni)
2° incontro (prima settimana di ottobre) (Lincontro prevede un momento collegiale in cui i docenti si riuniscono sulla base dellindirizzo per definire i percorsi pluridisciplinari ed il raccordo in verticale con le programmazioni, un secondo momento nel quale le esigenze emerse vengono riportate nel gruppo disciplinare per definire le competenze ed i percorsi individuati più nel dettaglio)
3° incontro (marzo- aprile)
4° incontro (maggio)
Coordinatore di dipartimento:
Coordinatore di classe:
Segretario del Consiglio di classe:
A. L'IMPIANTO ORGANIZZATIVO
A.1. Commissione orario
A.2. Commissione per il fondo dellistituzione scolastica
A.3. Commissione per la formazione delle classi
A.4. Commissione elettorale
A.5. Commissione promozione dellIstituto
A.6. Commissione viaggi di istruzione
A.7. Direttori di laboratorio
A.8. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (legge 626)
B. L'IMPIANTO FORMATIVO B.1. Le funzioni obiettivo PREMESSA
Nella definizione delle competenze da attribuire alle funzioni obiettivo si fa spesso ricorso al verbo coordinare. Si ritiene utile precisare che tale termine va inteso nel senso letterale (indicato dallo Zingarelli) di "ordinare insieme vari elementi in modo da costituire un tutto organico, conforme ai fini che si intende raggiungere": Lattività di coordinamento non consiste quindi nel distribuire, assegnare, dirigere il lavoro svolto da altri, ma va inteso come servizio reso alla scuola in tutte le sue componenti, che si traduce fondamentalmente in attività di raccordo ed ha come fine quello di garantire maggiore efficacia allimpegno di tutti. Allo stesso modo la ricerca di una maggiore omogeneità nellorganizzare lofferta formativa della scuola ha il fine di migliorare la qualità del servizio reso, favorendo il confronto tra i docenti e la socializzazione delle esperienze; non si propone in alcun modo di interferire con la libertà degli insegnanti di far uso della propria creatività, dei propri interessi culturali, dei propri stili di insegnamento la cui diversità è un patrimonio della scuola che non può che risultare potenziato entro gli spazi creati da un progetto-scuola coerente.
Funzioni obiettivo individuate dal collegio docenti
Coordina la progettualità dellIstituto
Competenze
Parametri di valutazione (i parametri non sono in ordine gerarchico in quanto hanno pari peso, costituendo altrettanti indicatori di qualità)
2. SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI (Area 2) Coordina le iniziative relative all'aggiornamento dei docenti, favorisce la circolazione dei materiali
Competenze
Parametri di valutazione
3. SOSTEGNO AGLI ALUNNI (AREA 3) Coordina le attività di orientamento-riorentamento, recupero, riequilibrio, potenziamento, promozione culturale per gli studenti (accoglienza, docente tutor, sportello help, CIC, attività integrative, laboratori, iniziative culturali).
Competenze
Parametri di valutazione
4. ATTIVITÀ CON ENTI ESTERNI (AREA 4) Coordina i rapporti tra la scuola e le altre agenzie formative operanti sul territorio e tra la scuola e il mondo del lavoro
Competenze
Parametri di valutazione
5. INNALZAMENTO DELLOBBLIGO SCOLASTICO (AREA 3) Coordina le attività relative allinnalzamento dellobbligo scolastico
Competenze
(Questa F.O. non è stata attivata nella.s. 2001/2002)
B.2. Gruppo di progetto
Il gruppo di progetto elabora il progetto formativo ed organizzativo dellistituto svolgendo attività di raccordo con i dipartimenti e con i docenti e collabora con la funzione obiettivo per il coordinamento del POF alla definizione ed alla stesura del documento fondamentale della scuola per lanno successivo. A tal fine sono previsti 8 incontri di circa 2 ore, con una cadenza generalmente mensile, finalizzati a rivedere i materiali già adottati per renderli più adeguati alle esigenze registrate:
Inoltre sarà compito del gruppo di progetto incontrarsi con i rappresentanti degli studenti di classe e di Istituto per coinvolgerli nella elaborazione del POF e per renderli comunque partecipi di quanto viene stabilito.
B.3. Tutor della terza area
settembre ottobre
ottobre novembre Esami regionali
dicembre maggio
febbraio marzo
aprile - maggio
giugno
B.4. Comitato tecnico del Progetto 2002 Coordina la progettazione delle classi a progetto; in particolare:
B.5. Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap
B.6. Commissione CIC Ciascun membro della commissione:
N.B. Lobbligo di assolvere i compiti assegnati alle varie figure previste nel POF sussiste esclusivamente fino a esaurimento delle ore effettivamente retribuite con il Fondo dellIstituzione scolastica (Del. 6 del 6.9.2000 modifica approvata il 25.9.2000)
Indice analitico Home page 11. 1 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME
11.2 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CATTEDRE
11.3 CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELLORARIO
11.4 MODALITADI SVOLGIMENTO E REGISTRAZIONE DEI LAVORI E DI APPROVAZIONE DEL VERBALE DEL C.D.D.
11. 5 CRITERI PER LASSEGNAZIONE DELLE SUPPLENZE
11. 6 CRITERI PER LA FORMAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI E DEI GRUPPI DI LAVORO.
11.8 REGOLAMENTO DISTITUTO La conoscenza e losservanza del presente regolamento sono condizioni indispensabili per essere iscritti allI.P.S.S.C.T. "MARCO POLO" e conservare il diritto di frequentarla.
Gli alunni entrano nella scuola nei 10 minuti che precedono lora dinizio delle lezioni fissata in sede di programmazione didattica dIstituto. Lordinato afflusso alle aule è regolato dal personale ausiliario. Non è consentito trattenersi nei corridoi, atri, scale. Lorario delle lezioni è affisso allalbo della Scuola e dettato agli alunni in classe. Si invitano i genitori a prenderne visione. Le variazioni dellorario di entrata o di uscita, in quanto prevedibili, saranno comunicate in precedenza agli alunni ed annotate sul registro di classe. Gli alunni minorenni le annoteranno sul diario personale che porteranno il giorno dopo firmato, per sottoporlo alla verifica del docente della prima ora. Gli alunni che non porteranno il diario firmato rimarranno a Scuola secondo lorario normalmente previsto. In caso di imprevedibili variazioni dorario gli alunni minorenni potranno lasciare lIstituto solo se prelevati personalmente da un genitore o da chi ne fa le veci; gli alunni maggiorenni potranno lasciare lIstituto previa richiesta scritta alla Presidenza. In entrambi i casi luscita anticipata verrà annotata sul giornale di classe e non sarà computata nel limite di cui allart. 7. La frequenza alle lezioni è per gli alunni un diritto dovere ed è pertanto obbligatoria. Le lezioni si svolgono di regola nelle aule assegnate. Ove però se ne verifichi la possibilità o esigenze didattiche lo richiedano, la classe potrà essere condotta fuori dalla Scuola sotto la sorveglianza di uno o più docenti per visite aziendali, culturali ecc., con la preventiva autorizzazione dei genitori per gli alunni minorenni o comunicazione alle famiglie per i maggiorenni. Gli alunni sono tenuti a frequentare le lezioni e le altre attività didattiche con puntualità. Tutte le assenze, qualunque sia la loro natura o le circostanze in cui si sono verificate, devono essere giustificate utilizzando lapposito libretto al rientro a Scuola. Dopo cinque giorni di assenza (comprese eventuali festività successive ad un giorno di assenza) gli alunni potranno essere riammessi solo se muniti di certificato medico di guarigione e/o assenza di malattia contagiosa. La richiesta di giustificazione per lassenza compiuta deve essere firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci sullapposito libretto che sarà consegnato allatto delliscrizione e sulla prima pagina del quale risulterà la firma precedentemente depositata in segreteria. Se lalunno è maggiorenne motiverà lassenza personalmente con le stesse modalità di cui sopra. Le richieste di giustificazioni saranno controllate dal Preside che può delegare il docente della prima ora. Lavvenuta giustificazione o non giustificazione previa valutazione dei motivi addotti, sarà trascritta sul diario di classe. La giustificazione deve essere presentata al rientro a Scuola il primo giorno dopo lassenza. Se gli alunni ne sono privi, possono a discrezione del Preside o del docente delegato essere ammessi in classe, con riserva, per un solo giorno oltre al quale non saranno ammessi alle lezioni fino alla presentazione della giustificazione. Il libretto è valido solo per lanno scolastico per cui è rilasciato. Ritardi non abituali e non superiori a 5 minuti rispetto allorario di inizio delle lezioni sono affidati, al fine dellammissione in classe alla prima ora, alla valutazione discrezionale del docente della prima ora di lezione. Gli alunni in ritardo per oltre 5 minuti non dovranno essere ammessi in classe alla prima ora, ma rinviati alla Presidenza, che deciderà leventuale ammissione alla seconda ora. Dellingresso in ritardo con permesso e dellora in cui è avvenuto, sarà fatta esplicita annotazione sul diario di classe. Non potranno, nel corso dellintero anno scolastico, essere concessi più di 10 permessi di ingresso alla seconda ora. Superato tale limite, gli alunni saranno ammessi in classe solo se accompagnati dai genitori. Il docente che registra il decimo permesso ne dà avviso alla Presidenza. Lingresso alla seconda ora costituisce permesso eccezionale e non una facoltà degli alunni. Prima e seconda ora si intendono rispetto allorario generale dIstituto. Gli alunni delle classi che per qualsiasi ragione iniziano la didattica in ore successive alla prima dIstituto non saranno di norma ammessi ad ore successive a quella propria di inizio della didattica. Esigenze particolari potranno essere prese in considerazione da parte della Presidenza solo se opportunamente documentate. Non sono ammessi ritardi nellultimo mese di lezione se non per casi eccezionali adeguatamente documentati. Le uscite anticipate individuali devono essere autorizzate su apposito modulo della Presidenza, dopo unattenta valutazione delle motivazioni delle specifiche richieste dei genitori o degli alunni maggiorenni. Luscita eventualmente autorizzata dovrà essere annotata a richiesta dellalunno da un docente sul registro di classe. Nel corso dellanno scolastico non possono concedersi più di 10 permessi di uscita, oltre i quali potranno essere autorizzati solo casi eccezionali prospettati personalmente da un genitore o da chi ne fa le veci. Di regola la possibilità di uscite anticipate è esclusa nellultimo mese di lezione, salvo casi eccezionali adeguatamente documentati. Qualora un alunno chieda di lasciare la Scuola per malessere prima della fine delle lezioni, ne verrà data, se possibile, comunicazione ai genitori perché possano prelevarlo. In caso di gravità sarà richiesto lintervento del soccorso sanitario pubblico. Durante la ricreazione gli alunni possono uscire dalle classi e spostarsi tra il corridoio o atrio ove la classe è situata ed i servizi igienici più vicini, evitando per ragioni di sicurezza di ostruire i passaggi. La sorveglianza durante lintervallo (ricreazione) spetta nei corridoi ed ambienti comuni al personale ausiliare e nelle classi ai docenti che hanno effettuato lora di lezione precedente. Il cambio dei docenti avviene al termine dellintervallo. Ai cambi dora si richiede ai docenti la massima sollecitudine per non lasciare troppo a lungo le classi scoperte. Il docente, che non ha successivamente alla propria ora altre lezioni attenderà in classe il cambio. Per i trasferimenti dalle aule ai laboratori, alla palestra o ad altre aule e viceversa gli alunni attenderanno in classe lausiliario che dovrà accompagnarli e porteranno con sé solo il materiale necessario. In caso di assenza dellinsegnante, lausiliario del piano dovrà avvertire i Collaboratori del Preside affinché provvedano alla sostituzione. Durante i cambi di ora gli alunni non possono uscire dalle classi. Durante le ore di lezione, anche in caso di assenza del docente, possono uscire solo per esigenze improcrastinabili e comunque non più di un alunno della classe alla volta, con permesso accordato dal docente o in mancanza dallausiliario che esercita la sorveglianza. Per nessun motivo i docenti possono autorizzare gli alunni ad uscire non accompagnati dallIstituto durante lorario delle lezioni o durante lintervallo della ricreazione. Al termine delle lezioni gli alunni escono dalle classi e dallIstituto ordinatamente. Non è consentito trattenersi nei corridoi e servizi. È consentito lo svolgimento di unassemblea di classe al mese in orario scolastico nel limite di 2 ore. È convocata dietro richiesta dei rappresentanti della classe o di almeno il 50% degli alunni della classe. La richiesta, corredata del visto dei docenti interessati e dellindicazione dellordine del giorno deve essere presentata al Preside almeno 3 giorni prima della data fissata. Le lezioni che non si effettuano dovranno essere di diverse materie con opportuna turnazione. È consentita unassemblea di Istituto al mese in orario scolastico nel limite delle ore di lezione di una giornata. La richiesta di convocazione dellassemblea, sottoscritta da almeno il 10% degli alunni o dalla maggioranza dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio dIstituto deve essere presentata al Preside almeno 5 giorni prima della data richiesta e deve contenere lordine del giorno. Le assemblee di un anno scolastico saranno in diversi giorni della settimana. Fino a quando lIstituto non disporrà di un locale idoneo, lassemblea non potrà essere plenaria, ma dovrà essere articolata in diversi locali con suddivisione delle classi, ad es. biennio-triennio o per indirizzi. Lassemblea degli alunni deve darsi un regolamento che deve essere inviato al Consiglio dIstituto. Gli alunni che prima dellassemblea decidono di non partecipare non entreranno a scuola, senza obbligo di giustificazione. Non è consentito ai partecipanti abbandonare lassemblea prima della sua conclusione. Nellorario previsto per lassemblea non è consentito svolgere attività didattica. È istituita una biblioteca dIstituto; essa sarà affidata allinizio di ogni anno scolastico a docenti nominati dal Preside. I volumi della biblioteca possono essere oggetto sia di consultazione che di prestito. Non possono essere oggetto di prestito le enciclopedie, i vocabolari, gli atlanti e tutte le opere di valore. Possono ottenere il prestito gli alunni, i docenti, il personale A.T.A. Non possono essere presi in prestito più di 2 libri per volta e per un tempo massimo di 15 giorni. In caso di mancata restituzione linteressato dovrà risarcire il prezzo aggiornato del volume. Ove sia possibile saranno organizzati dei luoghi per la consultazione dei testi. Nel caso che ciò sia impossibile, durante lorario delle lezioni questi saranno consultati in classe previa autorizzazione del docente. Lorario di accesso alla biblioteca sarà stabilito di anno in anno dal Preside, sentito il Consiglio dIstituto. In occasione di scioperi delle diverse categorie del personale della Scuola, si può verificare limpossibilità di assolvere al compito di vigilanza sugli allievi. In tal caso il Preside o chi ne fa le veci può consentire luscita anticipata degli alunni a meno che non si prevedono disordini di piazza che consiglino altrimenti per lincolumità fisica degli alunni stessi. Chiunque danneggi, asporti o distrugga le attrezzature scolastiche è tenuto al risarcimento materiale del danno ferme restando le eventuali responsabilità disciplinari. Nel caso che non fosse possibile rintracciare il responsabile del danno, la spesa verrà ripartita tra le classi interessate.
Gli alunni che non si atterranno al presente regolamento o che tengono comportamenti irrispettosi della comunità scolastica o del personale in servizio o dei compagni od ospiti dellIstituto o comunque incompatibili con il corretto svolgimento delle attività scolastiche o che non adempiono con diligenza ai propri doveri scolastici e civici incorreranno nei provvedimenti disciplinari previsti dalle vigenti disposizioni. Le sanzioni minori (ammonizione, allontanamento momentaneo e breve dalla classe) possono essere disposte dai docenti o dal Preside. Le sanzioni più gravi sono deliberate dagli organi competenti in base alle vigenti disposizioni. In ogni caso lalunno ha diritto alla contestazione anche verbale del fatto ed allinvito a spiegare le proprie eventuali ragioni. È istituito un organo interno di garanzia composto da due rappresentanti degli alunni, da due rappresentanti dei docenti, da un rappresentante dei genitori e da un rappresentante del personale A.T.A., designati annualmente dal Consiglio dIstituto tra i propri membri e presieduto dal membro più anziano. Tale organo può formulare osservazioni, proposte e pareri non vincolanti sulla applicazione e modificazione del presente regolamento. Contro le sanzioni disciplinari diverse dallallontanamento anche temporaneo dalla scuola lo studente minorenne o maggiorenne può fare ricorso allorgano interno di garanzia di cui al presente articolo entro quindici giorni dalla comunicazione della sanzione. La comunicazione si intende effettuata il giorno della annotazione sul registro di classe se lalunno è presente in istituto od il giorno del suo rientro se successivo, salvi gli effetti di comunicazioni effettuate direttamente allalunno in forma scritta o anche verbale se nel corso di attività scolastiche. Sul ricorso lorgano di garanzia decide a maggioranza (in caso di parità prevale il voto del membro più anziano) previa audizione delle parti interessate entro quindici giorni ed in caso di accoglimento del ricorso la sanzione comminata non può più avere esecuzione e resta improduttiva di ogni effetto. Lorgano di garanzia decide altresì con le stesse modalità a richiesta di una parte interessata sulle controversie che possano sorgere allinterno dellIstituto in merito allapplicazione del presente regolamento. È fatto salvo in ogni caso il diritto a ricorrere ad organi superiori previsto da norme vigenti. Le comunicazioni alle famiglie si effettuano mediante circolari della Presidenza affisse allalbo e lette in classe.
11.9 REGOLAMENTO DISCIPLINARE IL CONSIGLIO D'ISTITUTO
Visto il D.P.R. 24 giugno1998, n. 249 avente per oggetto lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria; Vista la CM. N. 271 del 2 settembre 1998 relativa ai criteri di applicazione di detto statuto; Visto il parere della Giunta Esecutiva;
DELIBERA
Art. 1 - Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee e proporzionate all'infrazione disciplinare; dovranno tenere conto della situazione personale dello studente. Potranno essere inoltre essere prese in considerazione circostanze aggravanti o attenuanti ai fini della misura della sanzione. Art. 2 - Salvo quanto già previsto e sanzionato dal Regolamento dIstituto, i comportamenti che configurano mancanze disciplinari, le sanzioni e gli organi competenti all'irrogazione delle stesse sono individuati nella tabella seguente:
Art. 3 - Qualora i comportamenti disciplinari comunque sanzionati siano commessi mediante uso di oggetti o strumenti o pubblicazioni o quantaltro, loggetto in questione viene ritirato e riconsegnato al genitore o chi ne fa le veci e, per gli alunni maggiorenni, al capofamiglia
Art. 4 - Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertire le sanzioni con lo svolgimento di attività a favore della comunità scolastica, fermo restando l'obbligo al risarcimento materiale di eventuali danni in caso di danneggiamento, asportazione o distruzione di attrezzature scolastiche come da art.12 del Regolamento d'Istituto.
Art. 5 - La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.
Art. 6 - All'Organo interno di Garanzia previsto dal Regolamento dIstituto potrà essere presentato ricorso da parte degli studenti contro le sanzioni disciplinari di cui alle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 2, con le modalità di cui allart. 15 del Regolamento dIstituto, entro 15 giorni dalla comunicazione della sanzione.
Art. 7 - Avverso i provvedimenti disciplinari di cui alla lettera e) di cui al precedente art. 2, è ammesso ricorso al Ministro della Pubblica Istruzione
Art. 8 - Copia della presente deliberazione rimane affissa allAlbo dellIstituto e fa parte integrante del POF.
Indice analitico Home page
PARTE QUARTA
LA VERIFICA DEI RISULTATI
MONITORAGGIO DEL POF 2000/2001
Indice analitico Home page Il monitoraggio è stato effettuato sia relativamente ai progetti svolti in orario curricolare con il coinvolgimento di tutta la classe sia a quelli extracurricolari. Il tipo di questionario utilizzato e, di conseguenza, le modalità di presentazione dei risultati variano in relazione al numero di alunni partecipanti al progetto, e sono specificate di seguito. In ultimo si aggiungono anche i risultati relativi al monitoraggio del CIC.
12.1 PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO CURRICOLARE
Dato lalto numero di questionari da esaminare in relazione a ciascun progetto, si è seguita la seguente modalità di sintesi dei risultati:
Parte 1: gli alunni hanno valutato se i docenti abbiano ben chiarito obiettivi, competenze, organizzazione del progetto; per ogni voce si è riportata la percentuale degli alunni che hanno risposto positivamente
Parte 2: gli alunni hanno valutato la realizzazione del progetto in relazione a 6 indicatori, cioè Interesse per gli argomenti trattati, Coinvolgimento nella progettazione, Coinvolgimento nelle attività proposte, Impegno richiesto, Coordinamento tra docenti, Coordinamento tra studenti, a ciascuno dei quali era possibile assegnare un "voto" da 1 a 4; si è considerato positivo il giudizio se il questionario presentava una maggioranza di 3 e di 4, negativo se presentava una maggioranza di 1 e di 2, mediocre se si aveva una situazione di parità tra voti positivi e voti negativi. Per ciascuna di queste tre voci si è riportata la percentuale in rapporto al totale dei questionari validi (in qualche caso le valutazioni mancavano, o non erano chiare).
Parte 3: gli alunni hanno valutato la ricaduta del progetto sulla loro situazione personale giudicando se il progetto abbia consentito loro di migliorare in relazione a 6 indicatori: Risultati scolastici, Preparazione culturale, Competenze professionali, Capacità espressive, Capacità di lavorare con gli altri, Metodo di studio. Anche in questo caso cerano a disposizione quattro descrittori: per nulla, poco, abbastanza, molto. Si sono considerate positive le valutazioni con una maggioranza di abbastanza e di molto, negative quelle con una maggioranza di per nulla e di poco, mediocri quelle in cui vi era parità tra valori positivi e valori negativi. Per ciascuna di queste tre voci si è riportata la percentuale in rapporto al totale dei questionari validi (in qualche caso le valutazioni mancavano, o non erano chiare).
Un limite dei questionari proposti nella.s 2000/2001 sta nellessere generici e non legati alla natura e alle caratteristiche del singolo progetto. Dal momento che non tutti i progetti si prefiggono obiettivi simili, e non tutti possono avere una ricaduta evidente e percepibile dagli studenti, ad esempio, sul metodo di studio o sulle competenze professionali, per il futuro è auspicabile che coloro che presentano un progetto elaborino strumenti di valutazione mirati in relazione agli obiettivi e alle competenze che si intende raggiungere. Questa notazione vale del resto anche per quel che concerne i progetti extracurricolari.
PROGETTO: INGLESE PER LIVELLI Proposto alle classi 1A, A1, 1B, 1E, 1F; sono stati analizzati 94 questionari I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene: gli obiettivi da realizzare SI 94% le competenze da acquisire SI 74% lorganizzazione delle attività SI 82% La realizzazione del progetto è stata giudicata: Positiva 83% Mediocre 10% Negativa 7% I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati: Positivi 78% Mediocri 11% Negativi 11%
PROGETTO: FRANCESE PER LIVELLI Proposto alle classi 2B, 1C, 2C; sono stati analizzati 58 questionari I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene: gli obiettivi da realizzare SI 93% le competenze da acquisire SI 88% lorganizzazione delle attività SI 79% La realizzazione del progetto è stata giudicata: Positiva 93% Mediocre 2% Negativa 5% I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati: Positivi 59% Mediocri 22% Negativi 19%
PROGETTO: EDUCAZIONE ALLALIMENTAZIONE Proposto alle classi 2A, 2B, 2C, 2E, 2F, 2G; sono stati analizzati 97 questionari I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene: gli obiettivi da realizzare SI 81% le competenze da acquisire SI 70% lorganizzazione delle attività SI 53% La realizzazione del progetto è stata giudicata: Positiva 58% Mediocre 11% Negativa 31% I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati (*) : Positivi 40% Mediocri 16% Negativi 44% (*) Poiché vari indicatori contenuti nel questionario non hanno nulla a che fare con un corso sullalimentazione (che in effetti non è concepito per migliorare il metodo di studio o le competenze professionali) i risultati di questa sezione non si ritengono significativi.
PROGETTO: CODOCENZE DIRITTO-STORIA Proposto alle classi 1F, 1G, 1H (*), 2F, 2G I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene: gli obiettivi da realizzare SI 65% le competenze da acquisire SI 55% lorganizzazione delle attività SI 67% La realizzazione del progetto è stata giudicata: Positiva 55% Mediocre 4% Negativa 41% I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati: Positivi 35% Mediocri 22% Negativi 43% (*) Dalle medie sopra indicate si discosta in modo significativo la sola classe 1H, in cui la rea-lizzazione del progetto è stata valutata positivamente dal 78% degli interprellati e i risultati sono stati giudicati positivi dal 67% degli interpellati
PROGETTO: CODOCENZE DIRITTO-ECONOMIA Proposto nella classe 5B; analizzati 11 questionari I dati sono stati sintetizzati per analogia con gli altri progetti nonstante il numero esiguo di questionari I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene: gli obiettivi da realizzare SI 72% le competenze da acquisire SI 100% lorganizzazione delle attività SI 72% La realizzazione del progetto è stata giudicata: Positiva 72% Mediocre / Negativa 28% I risultati raggiunti (ricaduta in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati: Positivi 44% Mediocri 44% Negativi 12%
PROGETTO: RECUPERO E POTENZIAMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE Proposto in tutte le classi del biennio comune e del triennio aziendale, ma destinato a singoli o gruppi di studenti: questionari analizzati 51. Per questo progetto è stato utilizzato il questionario delle attività extracurricolari perché non riguardava tutto il gruppo classe.
I risultati raggiunti, ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale, sono stati giudicati: Positivi 43% Mediocri 7% Negativi 50%
12.2 PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO EXTRACURRICOLARE Dato il numero ridotto di questionari relativi a ciascuno di questi progetti, è stato possibile qui riportare il numero esatto di risposte relative a ogni voce analizzata; in qualche caso il totale relativo alle varie voci non corrisponde con il numero complessivo dei questionari analizzati, perché alcuni di essi sono stati riempiti in modo incompleto. Ogni progetto è stato valutato relativamente a
5. Valutazione della ricaduta sui risultati personali; è stata giudicata sulla base degli stssi parametri indicati sopra per i progetti in orario curricolare, ma qui è stato possibile riportare i risultati in modo analitico.
PROGETTO : MODULI DIDATTICI IPERTESTUALI
Per gli studenti delle classi 3e, 4e, 5e; questionari analizzati 17
Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 6 8 3 La preparazione culturale 5 4 8 Le competenze professionali 1 8 5 2 Le capacità espressive 6 8 3 La capacità di lavorare con gli altri 4 2 6 5 Il metodo di studio 7 8 1 1
PROGETTO : METODOLOGIA CRITICA
Per gli studenti delle classi 5e; questionari analizzati 17
1. Lorario era :
2. Lorganizzazione del corso era:
3. I contenuti trattati erano:
4. Le attività proposte erano:
5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare: Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 3 5 6 1 La preparazione culturale 3 2 8 2 Le competenze professionali 5 3 6 1 Le capacità espressive 6 8 1 La capacità di lavorare con gli altri 1 3 10 1 Il metodo di studio 6 8 1
PROGETTO : ITINERARI TURISTICI / COLLEGAMENTO CON IL T.C.I .
Per gli studenti del triennio turistico; questionari analizzati 13
1. Lorario era :
2. Lorganizzazione del corso era:
3. I contenuti trattati erano:
4. Le attività proposte erano:
5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare: Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 2 5 1 La preparazione culturale 1 1 6 Le competenze professionali 4 4 Le capacità espressive 6 2 La capacità di lavorare con gli altri 6 2 Il metodo di studio 6 1 1
N.B. Cinque quesstionari sono riempiti in modo non chiaramente interpretabile; tre presentano barrata la voce "abbastanza" e alcuni indicatori, due presentano barrata solo la voce "per nulla" e nessun indicatore
PROGETTI : INTERNET E POWERPOINT
Per gli studenti delle classi 3e, 4e, 5e; questionari analizzati 12
1. Lorario era :
2. Lorganizzazione del corso era:
3. I contenuti trattati erano:
4. Le attività proposte erano:
5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare: Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 8 2 1 La preparazione culturale 1 7 3 Le competenze professionali 1 5 5 Le capacità espressive 1 3 7 La capacità di lavorare con gli altri 2 7 2 Il metodo di studio 1 5 5 N.B. Un questionario è stato lasciato in bianco in questo settore
PROGETTO : LA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO LA RIPRESA E IL MONTAGGIO VIDEO
Per gli studenti delle classi 4e e 5e grafiche; questionari analizzati 10
1. Lorario era :
2. Lorganizzazione del corso era:
3. I contenuti trattati erano:
4. Le attività proposte erano:
5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare: Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 1 6 2 1 La preparazione culturale 3 1 4 2 Le competenze professionali 6 4 Le capacità espressive 1 1 6 2 La capacità di lavorare con gli altri 1 8 1 Il metodo di studio 1 5 3 1
PROGETTO : LABORATORIO TEATRALE
Per gli studenti di tutte le classi; questionari analizzati 6
1. Lorario era :
2. Lorganizzazione del corso era:
3. I contenuti trattati erano:
4. Le attività proposte erano:
5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare: Per nulla Poco Abbastanza Molto I risultati scolastici 2 3 La preparazione culturale 1 3 2 Le competenze professionali 3 1 2 Le capacità espressive 6 La capacità di lavorare con gli altri 6 Il metodo di studio 3 2 1 Non sono stati monitorate le attività proposte dai docenti di educazione fisica in quanto i questionari contenevano indicatori del tutto inadatti a valutarli. Relativamente al progetto CREAZIONE DI UN GIORNALE INTERSCOLASTICO è stato compilato un solo questionario. I progetti INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA PER LIVELLI, destinato alla 4D, ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA PER LE CLASSI PRIME e PROGETTO TRATTAMENTO TESTI per le classi 4D e 5D, benché contenuti nel POF, non sono stati attivati.
12.3 VALUTAZIONE DEL CENTRO DI INFORMAZIONE E CONSULENZA (CIC) Sono state esaminate 55 schede; si è rilevata una partecipazione molto differenziata da classe a classe e comunque un maggior coinvolgimento degli alunni dellindirizzo grafico rispetto a quelli degli indirizzi aziendale e turistico. Le schede sono state esaminate in modo analitico e accanto a ogni voce del questionario viene qui riportata la percentuale di risposte rilevate; si è tralasciata la domanda n° 9, i cui risultati sono non solo difficilmente schematizzabili ma anche, in vari casi, difficilmente interpretabili, in quanto alcuni studenti, non avendo evidentemente compreso la modalità corretta di risposta, hanno riempito questa parte del questionario in modo ambiguo o non chiaro.
SI 82% NO 18% Una sola volta 47% Più volte 44% Mai o lasciato in bianco 9% Una sola volta 56% Più volte 18% Mai o lasciato in bianco 26 %
(1) 4% (2) 20% (3) 29% (4) 47%
Indice analitico Home page
GLI STANDARD FORMATIVI D'USCITA
gli standard disciplinari PREMESSA Nellattesa che vengano definiti gli standard nazionali lI.P. Marco Polo ha avviato un tentativo di definizione degli standard formativi duscita distituto. Allinterno dei dipartimenti disciplinari i docenti hanno definito i prerequisiti, gli obiettivi minimi, gli standard duscita del biennio, del monoennio e del biennio post-qualifica. Lobiettivo era da un lato quello di fare chiarezza tra i docenti di una stessa disciplina e di individuare standard condivisi e concretamente perseguibili, dallaltro quello di avviare modalità di autovalutazione più chiare ed efficaci. Gli standard individuati si collocano tendenzialmente ad un livello medio-alto per configurarsi come "standard di progetto, cioè come una meta ambiziosa da realizzare con una didattica più interattiva ed individualizzata" (Cfr.G: Cerini "Valutare bene conviene: verso gli standard", Seminario nazionale Frascati 18-12-1997). Lattività svolta si inserisce in un progetto più ampio di definizione delle competenze che prevede la collaborazione "in verticale" con scuole di diverso ordine e, pur non avendo la pretesa di presentarsi come un lavoro esauriente e definitivo, trova la sua giustificazione e la sua validità nella consapevolezza che il sistema di valutazione nazionale prevede comunque momenti di confronto con le realtà locali.
GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL BIENNIO
DISCIPLINA : ITALIANO
DISCIPLINA : STORIA
DISCIPLINA : MATEMATICA Primo anno
SECONDO ANNO
DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE
DISCIPLINA : SCIENZE DELLA TERRA
DISCIPLINA : DIRITTO ED ECONOMIA PRIMO ANNO
DISCIPLINA : EDUCAZIONE FISICA
Area di indirizzo : biennio comune (aziendale turistico) DISCIPLINA : ECONOMIA AZIENDALE
DISCIPLINA : LABORATORIO TRATTAMENTO TESTI
Area di indirizzo: grafico pubblicitario DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE
DISCIPLINE: DISEGNO GRAFICO E DISEGNO PROFESSIONALE PRIMO ANNO
DISCIPLINE: DISEGNO GRAFICO E DISEGNO PROFESSIONALE SECONDO ANNO
GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL MONOENNIO DISCIPLINA : ITALIANO
DISCIPLINA : STORIA
DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE
DISCIPLINA : MATEMATICA
QUALIFICA AD INDIRIZZO AZIENDALE DISCIPLINA : ECONOMIA AZIENDALE
DISCIPLINA : DIRITTO
DISCIPLINA: INFORMATICA GESTIONALE
DISCIPLINA: GEOGRAFIA ECONOMICA
DISCIPLINA : LABORATORIO TRATTAMENTO TESTI ( validi sia per l indirizzo economico-aziendale che per quello turistico)
QUALIFICA AD INDIRIZZO TURISTICO DISCIPLINA : DIRITTO
DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE
DISCIPLINA: GEOGRAFIA TURISTICA
QUALIFICA AD INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO
DISCIPLINA: DISEGNO GRAFICO
DISCIPLINA: COMUNICAZIONI VISIVE
DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE E DELLA STAMPA
DISCIPLINA: TECNICA PUBBLICITARIA
GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL BIENNIO POST-QUALIFICA DISCIPLINA : ITALIANO
DISCIPLINA : STORIA
DISCIPLINA : MATEMATICA
DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE
INDIRIZZO AZIENDALE DISCIPLINA : ECONOMIA DAZIENDA
DISCIPLINA : APPLICAZIONI GESTIONALI (concordata con gli insegnanti di economia aziendale per le ore di codocenza)
DISCIPLINA : DIRITTO
DISCIPLINA: INFORMATICA GESTIONALE
DISCIPLINA: GEOGRAFIA ECONOMICA (SOLO QUARTO ANNO)
INDIRIZZO TURISTICO DISCIPLINA : TECNICA DELL'AZIENDA TURISTICA
DISCIPLINA: GEOGRAFIA TURISTICA
DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE (valida sia per lindirizzo turistico che per quello grafico)
INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO
DISCIPLINA: PROGETTAZIONE GRAFICA
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