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Premessa                                                                     pag. 3

 

PARTE PRIMA: L’Istituto, l’utenza e il territorio

Capitolo 1°: Il contesto pag. 6

    1. Breve storia dell’istituto. 1.2 Il territorio. 1.3 La scuola. 1.4 L’utenza: i dati dal 1995 al 1999 1.5

I dati del 1999/2000 e del 2000/2001 (Tabella riassuntiva. Promossi e non promossi. Debiti formativi. Disomogeneità dei risultati. Interventi). 1.6 Le indicazioni del Consiglio di Istituto. 1.7 Il progetto per l’indagine sull’utenza.

 

PARTE SECONDA: L’offerta formativa

 

Capitolo 2°: Presentazione pag. 15

Definizione sintetica degli interventi (tabella). 2.1 Linee guida del POF (Le finalità formative generali sottese al POF. La scuola nel quadro dell’autonomia. Obiettivi formativi specifici). 2.2 Gli indirizzi professionali. 2.3 Il progetto 2002 (Caratteristiche generali. Materie d’insegnamento e orari. Anno scolastico 2001/2002: l’estensione della sperimentazione a tutte le classi prime. Monitoraggio del Progetto 2002). 2.4 Quadro orario comparativo Ordinamento/Progetto 2002 2.5 Il CIC 2.6 Integrazione degli alunni disabili (Itinerario metodologico. Il PEP o PEI. Percorsi a classi aperte)

 

Capitolo 3°: Il biennio pag. 31

 

3.1 L’elevamento dell’obbligo di istruzione. 3.2 L’offerta formativa del biennio (Impianto generale del biennio. Finalità. Obiettivi trasversali. Impostazione metodologica. Strumenti e progetti per l’offerta formativa nel biennio) 3.3 L’accoglienza (Che cosa si intende per Accoglienza. Progettare l’Accoglienza. Finalità del Progetto Accoglienza. Lo studente portatore di Handicap nel Progetto Accoglienza) 3.4 Il docente tutor (Premessa. Individuazione dei docenti tutor. Competenze del docente tutor. Modalità di intervento)

 

 

Capitolo 4°: La qualifica: il monoennio pag. 37

 

4.1 L’offerta formativa del monoennio (Impianto generale del monoennio. Profili professionali di uscita. Obiettivi trasversali. Strumenti e progetti per ampliare l’offerta formativa nel monoennio) 4.2 Il riequilibrio tra Tecnica Turistica e Storia dell’arte

 

 

Capitolo 5°: Il biennio postqualifica pag. 40

 

5.1 L’offerta formativa del biennio post-qualifica (Impianto generale del biennio post-qualifica. Profili professionali di uscita/Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi. Obiettivi trasversali. Strumenti e progetti per ampliare l’offerta formativa nel biennio post-qualifica) 5.2 Il nuovo Esame di Stato 5.3 La Terza Area.

 

Capitolo 6°: La valutazione pag. 44

 

6.1 La tassonomia adottata dall’istituto 6.2 Criteri di promozione/non promozione/promozione con debiti 6.3 Modalità di assegnazione del punteggio negli esami di qualifica 6.4 Il recupero dei debiti formativi 6.5 Il recupero nel corso dell’anno scolastico 6.6 Il libretto dello studente 6.7 La certificazione dell’assolvimento dell’obbligo scolastico.

 

 

Capitolo 7 °: I rapporti con le famiglie pag. 52

 

7.1 Incontri con gli studenti e con le famiglie. 7.2 Le indicazioni delle famiglie: osservazioni e richieste.

 

Capitolo 8°: I rapporti in rete con il territorio pag. 54

 

8.1 Rapporti in rete con le altre scuole del territorio 8.2 Schede di raccordo scuola media-scuola superiore 8.3 Rapporti con gli enti locali

 

Capitolo 9°: Le risorse e i progetti pag. 56

 

9.1 L’organico funzionale (Criteri di riferimento per l’utilizzazione delle risorse orarie dei docenti) Le risorse dell’organico funzionale (tabella). 9.2 Progetti per il 2001/2002 e per il 2002/2003 (sintesi) 9.3 La formazione del personale docente e non docente

 

PARTE TERZA: L’impianto organizzativo

 

Capitolo 10°: Il piano organizzativo: funzioni e competenze pag. 63

10.1 Ruoli e incarichi per l’a.s. 2001/2002 10.2 Funzioni e competenze:Delegato del Dirigente. Collaboratore del Dirigente. Dipartimenti (Elenco. Attività). Coordinatore di dipartimento. Coordinatore di classe. Segretario del C.d.c. L’impianto organizzativo (Commissioni: Orario, Fondo dell’Istituzione scolastica, Elettorale, Promozione dell’Istituto, Viaggi d’istruzione. Direttori di laboratorio. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione legge 626) L’impianto formativo (Funzioni-obiettivo, Gruppo di progetto, Tutor di Terza Area, Comitato tecnico del Progetto 2002, Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap, Commissione CIC)

 

Capitolo 11°: Il funzionamento pag. 76

 

11.1 Criteri per la formazione delle classi prime 11.2 Criteri per la formazione delle cattedre 11.3 Criteri per la formulazione dell’orario 11.4 Modalità di svolgimento e registrazione dei lavori e di approvazione dei verbali del Collegio dei docenti 11.5 Criteri per l’assegnazione delle supplenze 11.6 Criteri per la formazione ed il funzionamento delle commissioni e dei gruppi di lavoro 11.7 Schema di distribuzione del Fondo dell’Istituzione Scolastica a.s. 2001/2002 11.8 Il regolamento d’Istituto 11.9 Il regolamento disciplinare

 

PARTE QUARTA: La verifica dei risultati

 

Capitolo 12°: Il monitoraggio del POF 2000/2001 pag. 87

12.1 Progetti attivati in orario curricolare 12.2 Progetti attivati in orario extracurricolare 12.3 Valu-tazione del Centro di informazione e consulenza (CIC)

 

ALLEGATO 1

 

Standard formativi di uscita

 

ALLEGATO 2

 

Materiali (Questionari per il monitoraggio, Modelli per la certificazione dell’obbligo scolastico, Schede di raccordo scuola media/scuola superiore, Modulo per la presentazione dei progetti)

 

ALLEGATO 3

 

Progetti per l’a.s. 2001/2002 e per l’a.s.2002/2003

 

 

 

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PREMESSA

 

 

"Leggere il presente Vivere il futuro"

 

 

Il "Piano dell'offerta formativa" del nostro Istituto intende prevedere come auspicio generale e come obiettivo di fondo la formazione di uno studente, e di un cittadino, consapevole, capace cioè di riconoscere, tutelare ed esercitare i propri diritti e di verificare, accettare e rispettare i propri doveri"

 

Il P.O.F. deve quindi contenere obiettivi e finalità precisi, capaci cioè di fornire allo studente competenze adeguate e una formazione civile ed umana, per farlo realmente entrare in comunicazione col mondo lavorativo e gli ambienti di vita e di lavoro di cui intende far parte; e che al contempo rappresentino però nel loro insieme i risultati dell’apprendimento scolastico che devono essere valutati, durante e al termine dei processo di formazione, per verificare la capacità di partecipazione e le conoscenze dell’alunno stesso. Le risorse della conoscenza e la risorsa scuola devono quindi puntare a:

 

  • valorizzare le qualità personali dello studente e la sua individualità;

 

  • esaltare il suo rapporto con gli altri e il suo comportamento relazionale;

 

  • rafforzare stabilmente le sue abilità di base negli anni scolastici iniziali e al contempo fornirgli la capacità di studio e di collegamento interdisciplinare in maniera autonoma;

 

  • sviluppare le competenze professionali, in particolare nel ciclo finale di studi.

 

 

L’esito finale proposto dal P.O.F. punta quindi alla formazione di un alunno, e di un "cittadino lavoratore", che sappia confrontarsi fattivamente, essendo cioè in possesso degli strumenti adeguati, con la società contemporanea, complessa nella sua organizzazione e nelle sue relazioni personali ed umane e al contempo in continua trasformazione nel mondo del lavoro: per cui più è forte la sua capacità/formazione professionale e più è facile difendere/conquistare il proprio diritto al lavoro e contrattare al meglio le stesse condizioni lavorative; più è ampia la sua abilità a stabilire collegamenti autonomi e la sua modalità di apprendimento è più forte rispetto ai processi di ristrutturazione tecnologica e di mobilità aziendale la sua capacità ad aggiornarsi, a riqualificarsi e a ricollocarsi con la dovuta flessibilità e la necessaria professionalità nel mondo del lavoro.

 

La proposta del P.O.F. intende quindi per un verso valorizzare la professionalità degli alunni adeguando quindi in tal senso l’offerta formativa, e per un altro esaltare al massimo le loro abilità di conoscenza autonoma e critica fornendo percorsi, moduli, progetti appositi, affinché siano in grado di "Leggere il presente Vivere il futuro".

 

 

 

 

 

 

 

Però per centrare e organizzare al meglio il tipo di offerta formativa (P.O.F.) che il "Marco Polo" deve proporre bisogna capire meglio a quale offerta di lavoro andare incontro, quali devono essere cioè i requisiti principali che la "nostra" utenza- gli studenti che escono diplomati dopo un percorso formativo di cinque anni- devono possedere. Così, in parallelo, occorre capire come è composta la "nostra" utenza, da quale motivazione è mossa quando si iscrive al "M.P.".

 

Ora, per conoscere quale e quanta sia l’offerta di lavoro effettivamente presente dobbiamo far riferimento più in generale alla natura del territorio di Monterotondo, cercando innanzi tutto di cogliere più da vicino il profilo economico e le previsioni di sviluppo di questa piccola cittadina alle porte di Roma; ma anche e soprattutto di definire ed individuare quale sia la mappa del "territorio" di Monterotondo che occorre tracciare.

 

Dobbiamo allora come prima cosa tenere presente che di questo territorio fanno parte una cinta di altri paesi ( Mentana, Fiano, Fara...), da cui provengono molti studenti del "Marco Polo", legati assieme da un buon sistema di trasporti. Pertanto è su questo territorio che vanno innanzi tutto individuate e fotografate le offerte occupazionali realmente presenti e che grosso modo possiamo riferirle, riportarle a un tessuto di piccole agenzie, di studi commerciali, di piccole c/o micro imprese grafiche.

 

Ma delimitare il nostro orizzonte, e quindi il nostro "investimento" formativo, alla cinta di paesi che ruotano intorno a Monterotondo, vuol dire escludere la realtà, culturale ed economica, di una città come Roma, che rappresenta ovviamente uno sbocco occupazionale della massima importanza, se non altro se vogliamo che avvenga, o sia possibile che avvenga, un assorbimento effettivo dei diplomati del "Marco Polo" che non possono certo trovare tutti una risposta di lavoro nel bacino d’appartenenza dell’utenza.

 

Si tratta quindi di misurarsi con una possibile offerta di lavoro che va al di la del "circondario paesano", e che richiede qualità e standard da grande metropoli. Ed e a questa qualità e a questi standard che noi dobbiamo far riferimento se vogliamo "restare competitivi", ossia se vogliamo dare una formazione adeguata alla richiesta del "mercato" e che contemporaneamente corrisponda ai bisogni e alle richieste della "nostra" utenza.

 

Ma chi è la "nostra" utenza, chi sono gli iscritti del "Marco Polo", chi sono i nostri studenti?

 

Innanzi tutto bisogna parlare di studentesse perché sono di gran lunga prevalenti rispetto al totale degli iscritti. Ora, a questo dato anagrafico va aggiunta la considerazione – che può essere suffragata da dati statistici e da interviste specifiche – che questa utenza al "femminile" , o per motivi famigliari e/o per i propri percorsi scolastici si rivolge a noi con l’intento di raggiungere comunque un diploma, con nessuna o assai scarsa propensione a continuare un percorso di studi universitario, rimanendo in una attesa fideista di un posto in qualche ufficio che rappresenti una integrazione del reddito famigliare, una occasione di emancipazione economica e di prospettiva futura, ma che spesso non ha una forte motivazione nella scelta professionale, magari legata ad una carriera o al proseguimento degli studi per una formazione più avanzata. E questo vale, è bene notarlo subito, sia per l’utenza femminile che per quella maschile perfettamente in linea con questo identikit di studente del "Marco Polo".

 

 

 

Certo, l’iscrizione e la frequenza a scuola rappresentano una occasione importante per migliorare la propria socialità e per l’apprendimento, magari inteso in maniera un po’ generica e confusa, e sicuramente un impiego del tempo che le famiglie sperano fruttifero e comunque educativo e di crescita personale per i propri figli rispetto ad una realtà socioeconomica che avvertono depressa.

 

E tale periodo formativo- è bene sottolinearlo- rappresenta una occasione irripetibile per questa fascia d’età in cui viene a compimento un processo di identità e di conoscenza di se stessi e delle proprie abilità che è decisivo per il futuro perché è durante tale periodo che si realizza la formazione umana, culturale e professionale di un giovane.

 

 

Va poi aggiunto che il "mercato del lavoro" si è profondamente modificato in questi anni, ha subito radicali cambiamenti in tutti gli ambiti, da quelli amministrativi a quelli dei servizi, a quelli più direttamente legati alla produzione: "E queste trasformazioni strutturali non possono che tradursi in una crisi del rapporto di lavoro fordista basato sulla parcellizzazione delle funzioni, sulla stabilità dell’occupazione e sulla totale deresponsabilizzazione del lavoro esecutivo". (B. Trentin, "La città del lavoro", pag. 14). Per questo occorre allora "... poter disporre di un apporto del lavoro umano, anche nelle sue forme più esecutive e subalterne, e di una divisione funzionale di tale lavoro qualitativamente diversi da quelli che prevalsero nella grande fabbrica fondata sul lavoro parcellizzato e su produzioni di massa standardizzate. Un lavoro dotato di capacità polivalenti capace di esprimere liberamente e arricchire un proprio "saper fare" (e un suo "come fare"), capace di adattarsi ai mutamenti e agli imprevisti, e soprattutto di "risolvere i problemi". Non solo una "merce che pensa", ma una merce che deve pensare. Sono questi i "connotati" di un lavoro investito della responsabilità che garantire la qualità della produzione..."(op. cit. pagg. 16, 17).

 

Queste considerazioni ci spingono allora a proporre una offerta formativa che, tenendo appunto presenti gli spazi di riferimento dell’offerta potenziale di lavoro in quell’ambito metropolitano che si è accennato; delle caratteristiche dell’utenza che si presenta al "Marco Polo"; delle esigenze di abilità polivalenti intrecciate a flessibilità, mobilità e formazione permanente richieste al lavoro "per poter usare tutte le potenzialità, in incessante cambiamento, delle tecnologie fondate sull’informatica e sull’infittirsi delle reti di comunicazione telematica..." (op. cit. pag. 16); punti a:

 

  • un rapporto costante verso la scuola dell’obbligo per riportare lì quanto troviamo di "comune difficoltà" tra gli iscritti al M.P., sia in termini di motivazione alla scelta di indirizzo scolastico e professionale, sia per quel che riguarda i processi di apprendimento (tenendo anche conto che le modifiche legate al cambiamento dei cicli sono già in essere);

 

  • a un progetto accoglienza che va a rimotivare allo studio, e alla scelta professionale; a recuperare ritardi; a individuare e valorizzare le qualità personali; a –"fornire socialità";

 

  • a un progetto "comunicazione" che miri ad offrire competenze nelle varie discipline, da quelle professionali a quelle linguistiche a quelle logiche matematiche; e che al contempo garantisca la formazione permanente/polivalente in grado di fornire allo studente le abilità indispensabili per gestire processi di apprendimento, cioè la flessibilità necessaria a cambiare e arricchire sempre, senza disagi o difficoltà particolari, le proprie conoscenze. E quindi acquisire un proprio "saper fare" come risultato finale del proprio iter formativo.

 

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PARTE PRIMA

 

L’ISTITUTO, L’UTENZA

E IL TERRITORIO

 

 

 

 

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Capitolo 1° : IL CONTESTO

 

 

1.1 BREVE STORIA DELL’ISTITUTO

 

L’Istituto nasce come sede coordinata dell’Istituto Giulio Romano di Roma per rispondere alle esigenze formative del territorio e diventa autonomo nell’a.s. 1986/1987 con tre indirizzi: operatore turistico, analista contabile e segretaria d’azienda. Nell’a.s.1988/1989 si verifica un forte incremento nelle iscrizioni che porta alla formazione di 7 classi prime; viene attivato il laboratorio linguistico con l’intenzione di favorire il settore turistico.

Nell’a.s. 1990/1991 parte la sperimentazione del Progetto ’92 e vengono modificate le qualifiche alle quali si aggiungerà nel 1995 quella di grafico pubblicitario.

Nell’a.s. 1993/1994 si ha un nuovo incremento delle iscrizioni e il Comune fornisce i locali della succursale. L’anno successivo sono attivati i laboratori di informatica e nel 1996/1997 le iscrizioni aumentano notevolmente, tanto da rendere nuovamente insufficienti gli spazi disponibili.

Nell’a.s. 1997/1998 si aprono 9 classi prime (4 con indirizzo turistico – aziendale e 5 con indirizzo grafico pubblicitario) e viene avviata la sperimentazione del Progetto 2002 in due classi prime, una ad indirizzo turistico aziendale e una ad indirizzo grafico.

Nell’a.s. 1998/1999 vengono assegnati nuovi locali che consentono di adeguare le aule al numero degli studenti (626 per 30 classi).

Nell’a.s. 2001/2002 l’Istituto conta 33 classi, 18 delle quali partecipano al progetto 2002.

 

 

 

 

1.2 IL TERRITORIO

L’Istituto è situato in piazza Santa Maria delle Grazie, poco lontano dal centro storico di Monterotondo; esso raccoglie studenti provenienti non solo dalla stessa Monterotondo ma anche da numerosi altri comuni (Mentana, Tor Lupara, Santa Lucia, Fiano, Capena e altri) situati lungo le vie Salaria, Nomentana, Tiberina.

Il comune di Monterotondo è costituito da un unico centro che conta 30124 abitanti con una densità di 743 abitanti per Km, ed una percentuale molto bassa di residenti in case sparse ( meno del 3%).

Il livello medio di istruzione rientra negli standard regionali (3% di laureati 24% di diplomati, 38,5% di licenze medie, 34% di licenze elementari, 1,7% di analfabeti), l’indice di disoccupazione è del 6,2%, ma molto consistente è il fenomeno del pendolarismo verso Roma.

 

 

 

1.3 LA SCUOLA

L’Istituto è attualmente dislocato in due edifici posti uno di fronte all’altro.

La sede centrale comprende il secondo e il terzo piano della ex sede dell’ONMI; qui si trovano la presidenza, la vicepresidenza, la segreteria e le aule degli indirizzi aziendale e turistico. La centrale è dotata di tre laboratori informatizzati per le operazioni di trattamento testi, di informatica gestionale e di contabilità, di un laboratorio linguistico attrezzato anche come aula video, della biblioteca e di una palestra.

La succursale occupa il pianterreno e il seminterrato di un palazzo adibito, nei restanti piani, ad abitazione e ospita le aule dell’indirizzo grafico pubblicitario; vi si trovano due laboratori di grafica manuale e due laboratori grafici informatici, un laboratorio di fotografia, un’aula video, una palestra.

 

 

 

 

1.4 L’UTENZA : DATI DAL 1995 AL 1999

Pur provenendo da scuole medie e da comuni diversi gli studenti dell’Istituto presentano una notevole uniformità nei livelli di partenza: nell’anno scolastico 2001/2002 su 200 iscritti alle classi prime il 76.5 % presentava una valutazione di "sufficiente" in uscita dalla scuola media, il 16% di "buono", il 7.5% di "distinto".

Dall’osservazione dei dati relativi alle percentuali di ripetenza e di abbandono emergono innanzitutto due elementi: il progressivo abbassamento del tasso di promozione e l’ampliarsi della banda di oscillazione dei risultati finali da una sezione all’altra.

Per quanto riguarda il primo punto si può osservare che il tasso di promozione nelle classi prime passa dal 73% del 1995 al 64,6% del 1998, con una diminuzione dell’8,4%; il dato è inquietante se si nota che la riduzione non deriva tanto dal tasso di ripetenza che rimane sostanzialmente stabile (l’oscillazione va dal 21,9 del 1995 al 23,7 del 1998), quanto dall’innalzamento del tasso di dispersione ( dal 4,76% del 1995 all’11,6 del 1998, con un aumento del 6,8%) .

Il dato si conferma anche nelle classi seconde seppure con percentuali più basse.

Il secondo elemento rilevato è quello dell’ampliarsi della banda di oscillazione dei risultati da una sezione all’altra: se nel 1994 il numero dei non promossi oscillava da un minimo di 2 ad un massimo di 8 ( dall’8,3% al 30,7%) nel 1998 si è passati da un minimo di 0 ad un massimo di 14 (dallo 0% al 56%); così la differenza tra classi diverse relativamente agli abbandoni andava da 0 a 3 nel 1995 (dallo 0% al 10%) ed è diventata da 1 a 7 nel 1998 (dal 3,8% al 26,9%).

Confrontando i dati dell’istituto con quelli nazionali si può notare infine come, nelle classi ad indirizzo grafico, le percentuali di respinti dall’a.s. 96-97 superino frequentemente la media nazionale (che va anch’essa aumentando dal 20,7% del ‘95-’96 al 22,3% nel ‘96-’97, al 24,5% nel ‘97-’98) con punte che oltrepassano il doppio del tasso nazionale; pur trattandosi di una tendenza generale il fenomeno sembra poi concentrarsi in alcune sezioni; nelle classi ad indirizzo turistico – aziendale le percentuali appaiono più omogenee e si mantengono generalmente entro la media nazionale.

L’Istituto è stato inserito in una ricerca-intervento svolta dalla cattedra di sociologia dell’educazione negli anni 1998/1999, che ha avuto come oggetto "Disagio giovanile e dispersione scolastica nella provincia di Roma"; nell’indagine il distretto di Monterotondo è inserito nella fascia che comprende i comuni con indici relativamente bassi in relazione ai fenomeni di abbandono e di bocciatura.

La ricerca, che analizza i dati fino al 1996/1997, sottolinea innanzitutto il forte aumento di iscrizioni registrato in quegli anni evidenziando come i dati degli abbandoni e delle ripetenze si presentino con tassi inferiori rispetto alla media degli istituti professionali ma con un andamento crescente; in particolare i valori relativi alle ripetenze hanno indici superiori alla media del distretto di appartenenza ma inferiori a quelli dell’istituto Tecnico Cardano. Gli autori attribuiscono il dato alla forte incidenza di studenti di sesso femminile tra gli iscritti ma questa tendenza si va riducendo negli anni più recenti ed è limitata alle classi ad indirizzo turistico e aziendale.

Tutte le analisi svolte concordano quindi nell’indicare l’emergere di un problema di disagio che si concentra – in accordo con i dati nazionali – soprattutto nel primo anno di frequenza. Le cause che spingono all’abbandono sono molteplici e non necessariamente legate all’insuccesso scolastico, anzi quest’ultimo è più frequentemente sintomo che non causa della successiva scelta; tra queste possiamo comunque individuare:

 

  • una motivazione iniziale ‘debole’, che raramente si inserisce in un consapevole progetto personale ma che anzi è spesso accompagnata da un orientamento approssimativo, inefficace per mettere a fuoco sia le potenzialità dello studente che le richieste della Scuola superiore

 

 

 

  • una modalità di approccio, da parte dell’istituzione, che, nel momento del passaggio tende a mettere in evidenza soprattutto gli elementi della discontinuità e della rigidità in modo tale da aumentare la difficoltà dello studente ad adeguarsi al nuovo contesto

 

 

  • la difficoltà da parte della scuola a diagnosticare sintomi di disagio ed a predisporre percorsi formativi differenziati che rispondano a bisogni diversi.

 

L’Istituto si propone perciò di attrezzarsi per garantire una maggiore attenzione alla complessità del soggetto ed una maggiore flessibilità dell’offerta formativa attraverso:

 

  • il progetto Accoglienza
  • attività di riequilibrio sulle competenze
  • sportello help
  • attività del C.I.C.
  • attività di motivazione , rimotivazione e orientamento
  • attività di tutoring
  • rapporti con la Scuola Media e con le altre agenzie formative presenti sul territorio.
  • rapporti con le famiglie
  • rapporti con il territorio e gli enti locali
    1. I DATI DEL 1999/2000 e del 2000/2001

 

  ISCRITTI PROMOSSI PROMOSSI CON DEBITO NON PROMOSSI RITIRATI
  1999/

2000

2000/

2001

1999/

2000

2000/

2001

1999/

2000

2000/

2001

1999/

2000

2000/

2001

1999/

2000

2000/

2001

1e 198 214 48

24.24%

53

24.76%

84

42.42%

83

38.78%

56

28.28%

51

23.83%

10

5.05%

27

12.61%

2e 149 166 30

20.13%

37

22.28%

74

49.66%

76

45.78%

38

25.50%

44

26.50%

7

4.69%

9

5.42%

3e 128 114 107

83.59%

84

73.68%

    17

13.28%

29

25.43%

4

3.12%

1

0.87%

4e 107 115 34

31.77%

36

31.30%

60

56.07%

56

48.69%

11

10.28%

21

18.26%

2

1.86%

2

1.73%

5e 96 96 90

93.75%

93

96.87%

    6

6.25%

2

2.08%

  1

1.04%

                     
Tot 678 705 309 303 218 215 128

18.87%

147

20.85%

23

3.39%

40

5.67%

 

 

 

 

Promossi e non promossi

Dall’osservazione della tabella si possono rilevare i seguenti dati:

  • L’indice generale di ripetenza nell’istituto è aumentato di quasi due punti percentuali, così come pure è aumentata la percentuale di alunni ritirati; a questo proposito va osservato tuttavia che nell’a.s. 2000/2001 tale aumento è dovuto al maggior controllo effettuato dall’Istituto su quegli alunni delle classi prime che avevano di fatto cessato del tutto la frequenza nel corso del primo quadrimestre; tali alunni infatti sono stati contattati e invitati a formalizzare la decisione di ritirarsi, mentre nel precedente a.s. gli alunni non ufficialmente ritirati figuravano tra i non promossi. Nelle osservazioni che seguono si prenderà in considerazione la percentuale di non promozione derivante dalla somma dei bocciati e dei ritirati, cioè l’insieme degli esiti negativi nei diversi anni di corso. Se si tiene conto di questo dato, il tasso complessivo di non promozione dell’Istituto passa dal 22.26% al 26.52%.
  • Nelle classi prime la percentuale complessiva di alunni che non sono stati promossi passa dal 33.33% al 36.44%. L’aumento è probabilmente dovuto alla presenza di alunni iscritti all’unico scopo di completare l’obbligo scolastico e perciò del tutto demotivati allo studio.
  • Nelle classi seconde la situazione si mantiene invece più stabile, e l’aumento percentuale è minore, dal 30.19% al 31.92%. Queste percentuali, comunque elevate, confermano la problematicità degli anni iniziali del corso di studi superiore.
  • Un aumento molto netto di insuccessi si registra nelle classi terze, dove la percentuale passa dall’16.4% al 26.3%. Va tuttavia rilevato che nell’a.s. 1999/2000 il dato degli insuccessi risultava particolarmente basso in confronto agli anni scolastici precedenti
  • Anche nelle quarte si può notare un aumento consistente di esiti negativi, in quanto la percentuale complessiva di non promozione passa dal 12.14 % al 19.99%; in questo caso si conferma una tendenza al rialzo già rilevata nell’a.s. 1999/2000, quando il dato in oggetto aveva registrato un aumento di circa 6 punti percentuali.
  • Nelle classi quinte resta altissima la percentuale di promossi, in linea del resto con i dati nazionali.

 

I debiti formativi

Il pieno successo scolastico - promozione senza debiti – resta anche nell’a.s. 2000/2001 un risultato limitato a pochi:

  • 24,76% nelle prime (sostanzialmente stabile)
  • 22.28% nelle seconde (in aumento)
  • 31.30% nelle quarte (sostanzialmente stabile)

mentre resta alto il numero di debiti attribuiti:

  • 197 nelle prime (in aumento)
Ital. Storia Franc. Ingl. Mate. Scien. Diritto Ec. az. Dis. Prof. Dis.

Graf.

Arte LTT
8 7 18 30 35 20 41 11 8 4 12 3
  • 189 nelle seconde (in aumento)
Ital. Franc. Ingl. Mate. Scien. Diritto Ec. az. Dis. Prof. Dis.

Graf.

Arte LTT Ed.fis.
11 18 21 35 11 41 11 8 4 12 9 4

 

 

 

  • 98 nelle quarte (in diminuzione)
Ital. Storia Ingl. Mate. Diritto Ec. az. Inform Prog.

Graf.

Tecn.

fotogr

Arte Psicol
16 10 17 16 5 11 1 7 7 7 1

Le materie che registrano il maggior numero di debiti nel biennio sono, in ordine: diritto ed economia, matematica, inglese, francese, scienze della terra; tra le materie di indirizzo economia aziendale e storia dell’arte.

Nelle quarte le proporzioni si modificano e si registrano debiti frequenti anche in italiano, storia oltre che in matematica, inglese ed economia aziendale.

 

La disomogeneità dei risultati

Per quanto riguarda l’altra linea di tendenza registrata negli anni passati, vale a dire la disomoge-neità di risultati tra una sezione e l’altra, essa appare confermata anche nell’a.s. 2000/2001, anche se in misura differenziata a seconda delle fasce. Prendendo in considerazione la percentuale dei soli bocciati, nelle classi prime si passa da un valore massimo del 30% a un minimo del 15%, ma solo 2 sezioni su 9 presentano valori inferiori al 20% (molto diverso, invece, il numero dei ritirati, variabile da 1 a 6 alunni per classe). Nelle seconde i tassi vanno dal 15% al 37%, ma anche qui la differenza è così radicale solo per alcune sezioni, mentre i valori delle altre sono più omogenei.

Nelle terze invece la situazione registra un netto stacco tra due sezioni con tassi superiori al 40% e tre con tassi inferiori al 15%. Nelle quarte infine la punta massima è il 35%, la minima l’8%, ma 3 sezioni su 5 hanno valori omogenei.

Questa situazione sembra in parte scaturire dal fatto che i criteri di formazione delle classi evidentemente non riescono a garantire un’effettiva omogeneità nei livelli di partenza; tuttavia si dovrebbe puntare anche a stabilire criteri di valutazione più condivisi.

 

 

Gli interventi

L’analisi dei dati sopra riportati conferma l’esistenza di un numero elevato di situazioni problematiche concentrate sorattutto nel biennio iniziale ma che tendono a manifestarsi anche negli anni successivi. Si ritiene pertanto opportuno riproporre gli interventi già attivati nel passato per il recupero, il riequilibrio e la rimotivazione degli studenti cercando però di potenziarne l’efficacia e la capacità di coinvolgimento ed estendondoli ove possibile a tutte le situazioni e a tutte le classi in cui si rivelino necessari.

 

 

 

 

 

1.6 LE INDICAZIONI PROGRAMMATICHE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il C.d.I. indica le seguenti priorità e definisce le seguenti linee di indirizzo per il POF:

  • La progettazione degli interventi previsti nel POF deve concentrarsi prioritariamente sul biennio, dal momento che proprio nei primi due anni la dispersione scolastica incide in modo notevole e la percentuale di non promozioni risulta particolarmente elevata.
  • Nel biennio risulta necessario curare l’acquisizione da parte degli studenti di un metodo di studio corretto ed efficace; si propone perciò di finalizzare tutte le progettazioni didattiche a questo obiettivo comune.
  • Si raccomanda di introdurre nel biennio comune aziendale-turistico un’attività di informazione e di orientamento relativa agli sbocchi professionali con specifico riferimento alla realtà territoriale; tale attività andrà collegata a progetti che, a partire dal terzo anno, qualifichino dal punto di vista professionale i corsi e siano mirati all’inserimento in azienda
  • Nel triennio si ritiene opportuno in generale potenziare la valenza professionalizzante e proporre agli studenti progetti che consentano di sperimentare attività e situazioni che preparino all’inserimento nel mondo del lavoro.
  • Per il recupero dei debiti formativi l’Istituto provvederà ad attivare nel mese di settembre idonei corsi; inoltre, nel caso si debba procedere ad accorpamenti di classi, si verificheranno i programmi svolti e si attiveranno ad inizio anno corsi di riequilibrio qualora una delle classi risultasse in evidente ritardo rispetto all’altra sulla progettazione dipartimentale
  • In generale il C. d.I. ritiene essenziale promuovere in tutte le classi l’educazione alla legalità e al rispetto delle norme che regolano la comunità scolastica
  • Appare opportuno potenziare l’insegnamento delle lingue straniere anche con l’eventuale introduzione di una terza lingua opzionale, come richiesto dalla componente studentesca
  • Relativamente alle funzioni obiettivo, il C.d.I. ritiene che, per ottimizzarne il lavoro sia necessario assegnare loro compiti meglio definiti e più chiaramente delimitati in relazione ad un miglioramento dell’organizzazione interna della scuola, ad una razionale suddivisione dei lavori e ad un coordinamento delle mansioni da svolgere
  • Infine, in considerazione del numero sempre crescente di attività didattiche che si svolgono al di fuori dell’edificio scolastico, il C.d.I. chiede che venga utilizzata la presenza del personale ATA durante le visite didattiche, anche brevi, allo scopo di assicurare una più efficace vigilanza sugli alunni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.7 IL PROGETTO PER L’INDAGINE SULL’UTENZA

Già nel POF del 1999 /2000 era previsto un progetto di indagine sull’utenza.

Il progetto si articola su due piani:

  1. Indagine sull’utenza interna :
    • Aspettative, bisogni, problemi dell’utenza di fatto
    • Interviste preliminari come prima fase del sondaggio
    • Elaborazione di un questionario mirato da somministrare agli utenti
  1. Indagine sull’utenza potenziale:
    • Analisi del tessuto economico del territorio e delle sue potenzialità di sviluppo
    • Potenzialità occupazionali delle figure formate non solo a livello locale ma anche nazionale, europeo ed extraeuropeo
    • Analisi dei bisogni formativi registrabili sul territorio, anche in relazione all’offerta formativa già presente.

 

Al progetto hanno aderito le scuole superiori del territorio (il liceo Classico, il liceo scientifico Peano, il liceo tecnologico Cardano) ed è stata coinvolta la cattedra di sociologia dell’educazione del Professor Benadusi, che ha dato la sua disponibilità ad avviare il lavoro.

Per l’anno 1999 /2000 l’indagine è stata svolta solo a livello di utenza interna attraverso la somministrazione di un questionario agli studenti ed ai genitori che mirava a registrare dati relativi alle motivazioni ed aspettative nei confronti della scuola e alla valutazione del servizio prestato dalla scuola. Poiché anche il Consiglio di Istituto ha formulato richieste in questo senso, il progetto sarà portato avanti per quanto possibile, anche se la ricerca di fondi per il finanziamento effettuata nell’a.s. 2000/2001 non ha avuto esito positivo; si prevedono perciò tempi lunghi di realizzazione.

 

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO

  1. Indagine su:
    1. Definizione del bacino di utenza
    2. Tessuto economico e sociale
    3. Potenzialità di sviluppo economico
  • Sbocchi occupazionali
  • Aree problematiche
    1. offerta formativa del territorio:

censimento di tutte le agenzie formative operanti sul territorio, indagine conoscitiva su:

  • attività sportive, culturali, ricreative
  • associazionismo

1.5.domanda di lavoro legata alle professionalità formate

  • a livello locale
  • a livello regionale (Roma)
  • a livello nazionale
  • a livello europeo
  1. Raccolta dati sulla ‘domanda’ formativa
  2. Censire i ‘bisogni’: indagine conoscitiva su aspettative, paure, problemi, richieste di famiglie e studenti

  3. Percorsi di indagine
    1. Raccolta dati ISTAT
    2. Contatti con enti locali
    3. Contatti con associazioni professionali, sindacati
  4. Modalità di svolgimento
  • Coinvolgere gli studenti nella ricerca – elaborazione dei dati
  • Lavorare in rete con altre scuole
  • Stabilire rapporti di collaborazione con l’Università (dipartimento di sociologia e di scienze statistiche)

 

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PARTE SECONDA

 

L’OFFERTA FORMATIVA

 

 

 

 

 

 

 

 

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Capitolo 2° : PRESENTAZIONE

 

 

DEFINIZIONE SINTETICA DEGLI INTERVENTI

 

 

 

PROBLEMI EMERSI ALL’ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE

INTERVENTI PROPOSTI

GLI STRUMENTI CON I QUALI OPERARE

  1. Aumento della dispersione scolastica

(Utenza caratterizzata da una motivazione debole)

Obiettivo :

Esplicitare, rafforzare la motivazione

    1. I rapporti con la Scuola Media
    2. Il progetto accoglienza
    3. Il docente tutor
    4. Lo sportello CIC
    5. Il laboratorio teatrale
    6. Il gruppo sportivo pomeridiano
    7. Il giornalino scolastico
  1. Aumento degli insuccessi scolastici

(Utenza caratterizzata in ingresso da scarsa padronanza delle abilità di base e delle metodologie di studio)

Obiettivi :

Riequilibrare la padronanza delle abilità di base

Rispondere in forma adeguata ad esigenze formative differenziate

    1. Progetto inglese per livelli
    2. Progetto francese per livelli
    3. Uso delle codocenze
    4. Sportello help
    5. Corsi mirati di recupero e potenziamento
  1. Necessità di adeguare le competenze in uscita alle richieste del mercato
Obiettivi :

Rafforzare le competenze comunicative con particolare attenzione ai linguaggi multimediali

Rafforzare le competenze professionali

3.1 Corso di metodologia critica

3.2 Corso su itinerari turistici

3.3 Corso sulla cartografia

3.4 Corso Pagina Web

3.5 Corso patente europea del

computer

  • Disomogeneità nei risultati d’uscita
Obiettivo :

Garantire l’omogeneità degli interventi formativi, attraverso la varietà delle forme e nel pieno rispetto della libertà d’insegnamento

    1. Attività dei dipartimenti disciplinari e dei C.d.c. per la selezione di strumenti comuni per la progettazione, la verifica e la certificazione dei crediti
    2. Maggiore circolazione delle esperienze
    3. Corso di aggiornamento su progettazione modulare e valutazione

 

 

 

 

 

2.1 LINEE-GUIDA DEL POF

 

Le finalità formative generali sottese al POF

 

"La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni" (Statuto delle studentesse e degli studenti, articolo 1)

Questo POF si fonda su un’idea di scuola come comunità basata sulla qualità del rapporto tra insegnanti e studenti, al centro del quale deve esservi il rispetto reciproco e il riconoscimento della pari dignità nella diversità dei ruoli.

Tale comunità mira innanzitutto a educare i giovani alla consapevolezza, a rafforzare il loro senso di responsabilità, a promuovere la loro autonomia di valutazione e di giudizio; in essa l’attività didattica si propone "il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva".

 

 

La scuola nel quadro dell’autonomia

 

"L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento". (Regolamento dell’autonomia, articolo 1 comma 2).

Il regolamento dell’autonomia prevede dunque che le istituzioni scolastiche, in fase di elaborazione del piano dell’offerta formativa, si attivino per conoscere il "contesto" in cui ogni scuola è situata, sia in termini di realtà socio-economica sia in relazione ai bisogni formativi delle famiglie e degli studenti. Il POF, infatti, da una parte "riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale" (art.3 comma2); dall’altra intende rispondere alla "domanda delle famiglie" e alle caratteristiche specifiche dei discenti. Per ottemperare a tale esigenza l’istituto Marco Polo si impegna a promuovere incontri con le famiglie e con gli studenti e ad attivarsi per la realizzazione di un’indagine conoscitiva finalizzata all’analisi e alla comprensione del tessuto economico del territorio e delle necessità dell’utenza, allo scopo di migliorare l’offerta formativa. E’ auspicabile che, sulla base di questa più approfondita conoscenza della realtà locale e coerentemente con gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione sia possibile progettare l’azione formativa di istituto in modo sempre più coerente e adeguato.

Tutti gli interventi educativi e formativi previsti nel POF, peraltro, dovrebbero essere finalizzati, a norma del Regolamento suddetto, al raggiungimento di quello che sembra essere lo scopo centrale dell’autonomia, riassunto nell’espressione "garantire il successo formativo"; la comprensione del concetto effettivamente contenuto in questa espressione è perciò preliminare a qualunque definizione degli obiettivi generali del POF stesso.

E’ innanzitutto opportuno sgombrare subito il campo da un equivoco; certamente non sarebbe possibile né sensato identificare il successo formativo con la promozione finale "tout court", dal momento che una scuola efficace e seria nel promuovere il processo di apprendimento non potrebbe in alcun modo garantire la promozione, essendo questa il risultato di un progresso dello studente nel quale la libertà e la volontà individuale dello stesso giocano un ruolo primario.

 

 

 

 

Nel processo formativo si realizza un successo quando si verifica una crescita in termini di maturazione personale, psicologica e comportamentale, di progresso nelle conoscenze e nelle capacità, di acquisizione di autonomia di valutazione di sé e degli altri. Tale processo di insegnamento e di apprendimento implica l’attività di due soggetti, l’istituzione scolastica e lo studente (certo con responsabilità e impegni di calibro ben diverso!) il cui esito positivo non può essere unilateralmente "garantito" da uno dei due soggetti. Ciò che invece la scuola deve senz’altro essere in grado di garantire è la massima efficacia nella realizzazione del processo stesso di insegnamento/apprendimento; perciò l’obiettivo prioritario indicato dal regolamento dell’autonomia appare quello di mettere lo studente nella condizione migliore per progredire in ogni fase del suo percorso di apprendimento.

 

 

Obiettivi formativi specifici

 

Sulla base delle riflessioni suesposte il POF individua gli obiettivi formativi qui di seguito elencati, alla cui realizzazione dovrà mirare la progettualità d’Istituto, dei consigli di classe e dei singoli docenti:

 

  • Insegnare il rispetto delle regole

La scuola, come ogni comunità, si regge sul rispetto di regole che devono essere conosciute, comprese e condivise. In questo senso il POF si pone come "contratto formativo" stipulato dai protagonisti del processo d’insegnamento/apprendimento che comporta l’accettazione delle norme che regolano la vita comune. A tale scopo la scuola si adopera per promuovere la conoscenza del regolamento di Istituto e per chiarire agli studenti la ragion d’essere e la necessità delle regole in esso contenute; ne effettua, laddove se ne ravvisi la necessità, la revisione e l’aggiornamento con la partecipazione di rappresentanti dei genitori e del corpo studentesco; tutto il personale vigila per garantire il rispetto del regolamento in ogni sua parte.

 

  • Insegnare ad apprendere

L’esperienza quotidiana ci mostra che spesso oggi gli insegnanti si trovano davanti allievi demotivati, quella "utenza debole" di cui si parla, molto opportunamente, nella premessa introduttiva del POF. Di fronte a tali alunni risulta quanto mai necessario stimolare da una parte il gusto e la curiosità ad apprendere, far crescere cioè la voglia di imparare, dall’altra fornire gli strumenti metodologici per apprendere con efficacia e per ottimizzare lo studio.

La prima finalità potrà essre realizzata facendo sentire gli alunni protagonisti attivi del proprio processo formativo; proponendo loro obiettivi chiari e concreti; creando percorsi che consentano loro di rendersi conto delle nuove capacità e conoscenze che acquisiscono e di utilizzarle anche a livello produttivo; partendo ove possibile dagli interessi degli studenti per poi sviluppare un discorso culturale più ampio; valorizzando gli allievi migliori, stimolando una competizione positiva, affidando agli studenti più capaci attività di sostegno e di "tutoraggio" nei confronti dei più deboli. La seconda finalità suindicata consiste essenzialmente nel

 

  • Costruire e migliorare il metodo di studio

Gli studenti che arrivano dalle medie nel nostro istituto sono spesso incapaci di affrontare lo studio in modo efficace e sistematico, e risultano a volte del tutto privi di un metodo di lavoro. Questo problema è alla base di tanti insuccessi e frustrazioni, causa di abbandono scolastico; particolarmente nel biennio perciò bisognerà fornire agli alunni tutti gli strumenti per studiare in modo fruttuoso, sia sotto forma di veri e propri interventi di metodologia (come ascoltare, prendere appunti, leggere, sottolineare, ripetere, organizzare il tempo-studio ecc.) sia come possibilità di

 

proporre spazi per lo studio assistito. Quanto detto fin qui comporta di necessità uno studio effettuato in modo continuativo e perciò l’importanza di

 

  • Insegnare la costanza nell’impegno e nello studio

Spesso gli alunni tendono a studiare soltanto nell’imminenza di una verifica, concentrando in poco tempo l’apprendimento a tutto svantaggio di una vera assimilazione e di una efficace

memorizzazione, con il risultato di conseguire una preparazione superficiale, poco critica e di breve durata.

Per combattere questo atteggiamento, sempre più diffuso, si dovranno porre in atto tutti gli accorgimenti possibili, a livello di spiegazione, di assegnazione dei compiti e di effettuazione delle verifiche, per rendere chiaro ed evidente agli studenti che il processo di apprendimento necessita di tempo. In particolare a questo scopo si ritiene fondamentale

 

  • Evitare i recuperi dell’ultimo momento

Cioè far ben comprendere agli alunni che il recupero è un’attività che richiede una propria durata e un percorso, che non si risolve semplicemente in una rapida e superficiale acquisizione di contenuti a suo tempo trascurati (e destinati, è ovvio, ad essere altrettanto rapidamente dimenticati). I tempi e le modalità degli interventi di recupero e delle relative verifiche andranno pertanto attentamente calibrati per dare agli studenti la percezione della serietà e importanza di tali interventi. Per rafforzare la motivazione e mettere in atto un "circolo virtuoso" sarà poi naturalmente opportuno

 

  • Valorizzare il miglioramento

Ogni miglioramento degli alunni rispetto alla situazione di partenza andrà senz’altro valorizzato al massimo, anche se con il necessario spirito critico e facendo apparire tale miglioramento non come un traguardo finale ma come la tappa di un percorso che potrà portare lo studente a esprimere al meglio le proprie potenzialità. In questo modo sarà possibile incoraggiare gli alunni, anche i più deboli, potenziare la loro forza di volontà pur facendo percepire loro i limiti che ancora restano da superare, premiare lo sforzo compiuto in maniera commisurata all’entità dello sforzo stesso.

 

  • Sviluppare le capacità logiche

Troppo spesso gli studenti oggi tendono a concepire lo studio come una memorizzazione di dati nella quale non è necessario intervenire con una elaborazione personale. Questo atteggiamento è favorito peraltro anche dallo sviluppo di mezzi tecnologici sempre più potenti che però finiscono per fornire una serie di soluzioni predefinite ai problemi, il che disabitua al trovare una risposta personale che vada al di là dei percorsi già indicati. Così lo studente fatica a formulare una risposta, a effettuare un collegamento o a ideare un percorso se questi non sono stati forniti già e per così dire preconfezionati dall’insegnante o dal libro di testo.

In tal senso i docenti dovranno mettere in gioco le capacità logiche, "provocare" gli studenti al ragionamento, insegnare a operare collegamenti tra saperi e ambiti diversi, promuovere una conoscenza che insegni anche a ricercare autonomamente la soluzione dei problemi che si affrontano.

 

  • Insegnare ad affrontare il nuovo

E’ un dato di fatto che la società attuale è caratterizzata dalla rapidità dei cambiamenti che si verificano in tutti i settori. In questa prospettiva la scuola, segnata com’è da tutta una serie di limiti innanzitutto materiali, non può pretendere di trsmettere conoscenze assolutamente immutabili o di inseguire un continuo aggiornamento tecnico e professionale; ci sarà sempre una nuova legge, un nuovo modulo, un programma informatico più aggiornato che gli studenti, al momento di immettersi nel mondo del lavoro, non conosceranno.

 

 

Diventa allora primario che l’alunno acquisti nella scuola la capacità di recepire la novità e di adeguarsi ad essa, la disponibilità ad apprendere ciò che è nuovo, la curiosità a scoprire "come funziona" e gli strumenti che gli consentano di farlo.

 

  • Far acquisire autonomia di giudizio e di valutazione

La capacità critica, l’attitudine a esprimere giudizi personali fondati, l’obiettività nel valutare se stessi e gli altri sono le finalità più elevate del percorso educativo, che sottintendono il possesso di

tutte le altre competenze e abilità. L’acquisizione di autonomia critica e valutativa si pone perciò come traguardo finale cui deve mirare tutto il processo di insegnamento/apprendimento.

 

Il perseguimento degli obiettivi formativi e didattici fin qui indicati si attua attraverso la quotidiana attività scolastica che ha il suo inevitabile sbocco conclusivo nella valutazione finale del percorso compiuto da ogni singolo alunno. A tale proposito, nel pieno rispetto dell’autonomia didattica e valutativa dei singoli docenti e consigli di classe, il POF indica come esigenza di fondo di tale fase delicata e imprescindibile quella di

 

  • Combattere la mentalità per cui nella scuola "si va avanti automaticamente"

Una scuola che garantisse sempre e comunque a fine anno la promozione non solo svilirebbe se stessa ma ingannerebbe gli studenti e verrebbe meno al proprio compito formativo ed educativo. La promozione infatti non può che essere la logica conseguenza di un percorso scolastico in cui l’impegno dimostrato dello studente e i risultati da lui conseguiti vengono valutati positivamente dagli insegnanti. La promozione non è un "premio", così come la bocciatura non è uno "strumento punitivo" o una soluzione per i "casi difficili", ma un provvedimento estremo da adottare quando il processo di apprendimento abbia avuto esiti decisamente negativi. E’ evidente che il processo di crescita e di responsabilizzazione degli studenti può e deve prevedere la possibilità di un fallimento dovuto a carenza di volontà, a atteggiamenti sbagliati nei confronti della scuola e dello studio, a superficialità, disimpegno, persistente disinteresse (problemi tutti che i docenti, ovviamente, debbono impegnarsi ad affrontare nel corso dell’anno scolastico).

L’intervento della scuola dovrà consistere in questi casi non nel trasformare il fallimento in un immeritato successo, ma nel farne comprendere le ragioni, nell’indicare le modalità per arrivare al suo superamento, nell’incoraggiare lo studente a far tesoro di un’esperienza negativa lasciandosela alle spalle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.2 GLI INDIRIZZI PROFESSIONALI

 

Presso l’Istituto professionale Marco Polo sono attivi corsi relativi ai settori:

 

  • economico-aziendale
  • turistico
  • grafico pubblicitario

 

 

Fino a quando il riordino dei cicli non modificherà la normativa vigente, l’organizzazione degli studi è la seguente:

  • Si può accedere ai corsi dopo il conseguimento del diploma di licenza media inferiore
  • Alla fine del terzo anno l’esame consente di ottenere le qualifiche di:

Operatore della gestione aziendale

Operatore dell’impresa turistica

Operatore grafico pubblicitario

con le quali è già possibile immettersi nel mondo del lavoro

  • Proseguendo gli studi nel biennio post-qualifica si ottiene, dopo l’Esame di stato, il diploma di:

Tecnico della gestione aziendale

Tecnico dell’impresa turistica

Tecnico della grafica pubblicitaria

  • Il diploma professionale consente l’accesso a tutte le facoltà universitarie o l’ingresso diretto nel mondo del lavoro
  • Nel biennio post-qualifica si consegue, tramite la frequenza dei corsi di Terza area e previo superamento di un apposito esame, un attestato di professionalità (qualifica di secondo grado) rilasciato dalla Regione Lazio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.3 IL PROGETTO 2002

CARATTERISTICHE GENERALI

Il Progetto è stato avviato nell’anno scolastico 1997 – 1998 in due classi prime corrispondenti ai due indirizzi presenti nell’Istituto, turistico-aziendale e grafico pubblicitario.

 

I principali elementi di novità introdotti sono:

  • Una riduzione dell’orario settimanale delle lezioni che passa da 40 a 34 ore (nei primi tre anni di corso).
  • L’introduzione nel biennio di una nuova disciplina, TIC (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) finalizzata innanzitutto all’apprendimento dei linguaggi multimediali.
  • L’introduzione accanto all’area di equivalenza (formata dalle discipline comuni a tutti gli indirizzi) e all’area di indirizzo (formata dalle discipline del settore professionale), dell’area di integrazione, spazio predisposto per la costruzione di percorsi didattici flessibili e differenziati per rispondere meglio alle diverse esigenze formative.
  • La possibilità di introdurre una quota di flessibilità oraria che consenta di variare - secondo le esigenze didattiche e facendo riferimento al monte ore annuo di ogni docente – l’orario della giornata e della settimana scolastica.
  • La ricerca sulla confluenza dei saperi che individuando aree di sovrapposizione dei campi disciplinari recuperi la riduzione dell’orario attraverso una maggiore organicità degli interventi dei docenti ed un più stretto collegamento tra le programmazioni delle diverse materie.
  • Il ricorso alla codocenza per realizzare interventi su piccoli gruppi o a classi aperte.
  • L’introduzione di metodologie didattiche coinvolgenti come le attività di ricerca sul campo e di apprendimento in situazione.
  • L’attenzione rivolta al territorio in cui ci si forma, inteso sia come spazio da indagare e da utilizzare per la ricerca di dati che come luogo privilegiato per l’incontro con il mondo del lavoro.
  • Lo stimolo verso la progettualità dei docenti, il confronto tra professionalità diverse, il lavoro collegiale.
  • Il ricorso ad una didattica modulare che consenta di progettare con più efficacia l’intervento formativo.
  • L’avvio verso un sistema di definizione delle competenze che consenta la certificazione dei crediti scolastici e l’eventuale possibilità di costruire percorsi formativi individualizzati.

 

Le finalità della sperimentazione sono:

  • Migliorare la qualità dell’intervento formativo
  • Creare percorsi differenziati per rispondere ad esigenze diverse
  • Motivare e rimotivare all’apprendimento attraverso la consapevolezza degli obiettivi da conseguire, l’individuazione delle proprie abilità, la padronanza degli strumenti cognitivi.
  • Fornire strumenti utili per l’indagine del reale e l’interpretazione responsabile della società nella quale si vive.
  • Sviluppare negli studenti competenze flessibili, utilizzabili in contesti diversi.
  • Operare in forma tempestiva interventi di recupero e di riequilibrio per garantire livelli di apprendimento omogenei e generalizzati.
  • Ridurre la dispersione e l’insuccesso scolastico
  • Favorire la costruzione di percorsi formativi individuali

 

 

MATERIE D’INSEGNAMENTO ED ORARI DELLE CLASSI PROGETTO 2002

Nel Progetto 2002 le materie sono suddivise in: Area di equivalenza (A.E.: materie comuni a tutti gli indirizzi, tot. 21 ore), Area di indirizzo (A.I.: materie dell’indirizzo professionale, tot. 9 ore),

 

 

Area di integrazione (A. int.: area della flessibilità e della progettazione, tot. 4 ore), per un totale di 34 ore settimanali; nella progettazione si fa però riferimento al monte ore annuo, calcolato sulle 33 settimane dell’anno scolastico, che può essere distribuito diversamente prevedendo settimane con orari superiori o inferiori alle 34 ore.

L’area di integrazione è organizzata secondo modalità che vengono annualmente stabilite dal Collegio dei docenti e dai Consigli di classe e può prevedere attività di ricerca, di apprendimento in situazione, interventi di recupero e potenziamento, visite di istruzione, moduli da svolgere in codocenza.

Un ulteriore spazio di flessibilità è costituito dall’area delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) nella quale possono intervenire più docenti, sulla base dei moduli programmati. Le ore che derivano dalla riduzione operata rispetto alle classi di ordinamento vengono perciò impegnate dai docenti o nei progetti relativi alle TIC o nell’area di integrazione.

 

 

ANNO SCOLASTICO 2001-2002: L’ESTENSIONE DELLA SPERIMENTAZIONE A TUTTE LE CLASSI PRIME

La decisione di estendere il progetto 2002 a tutte le classi prime (delibere n° 70 e 71 del 18.5.2001 del C.d.D.), ribadita anche per l’a.s. 2002/2003, è scaturita dalle seguenti considerazioni:

  • il monte ore settimanale delle classi prime di ordinamento a 40 ore è ritenuto da molti insegnanti troppo gravoso per gli alunni
  • la validità didattica degli interventi dell’area di approfondimento, collocati in settima ora, sembra essere molto limitata, tanto che già lo scorso anno, nelle riunioni dei gruppi di materia, si era proposta l’abolizione delle settime ore
  • l’esame dei risultati delle prove d’ingresso indica chiaramente che nelle prime ci si trova di fronte a un numero molto alto di alunni che non posseggono neppure i prerequisiti minimi per affrontare lo studio delle varie materie
  • tra gli insegnanti delle classi prime è emersa spesso l’esigenza di poter, almeno in parte, differenziare i percorsi didattici per poter effettuare azioni di recupero in orario curricolare con gli studenti più deboli consentendo contemporaneamente agli allievi più capaci di approfondire lo studio, il che può essere realizzato dividendo la classe in gruppi tramite le codocenze
  • è sempre piuttosto difficile proporre agli alunni delle prime recuperi in orario extracurricolare, mentre il recupero in orario curricolare, anche per il fatto di essere obbligatorio, ha migliori possibilità di riuscita
  • tra i vantaggi indicati dai docenti delle classi di Progetto 2002 ci sono la riduzione del monte orario, la possibilità di dividere la classe in gruppi, il sistema delle codocenze

Nel mese di settembre 2001 sono stati organizzati due incontri orientativi per fornire ai docenti delle classi prime e a tutti gli insegnanti che non avevano mai lavorato in classi sperimentali le fondamentali indicazioni operative sul Progetto 2002. Nel corso dell’a.s. 2001/2002 il Collegio dei Docenti ridiscuterà la struttura e l’organizzazione dell’area di integrazione sulla base delle esperienze fatte e delle osservazioni dei Consigli di classe e dei Dipartimenti, che il Gruppo di progetto si incaricherà di raccogliere e di elaborare. Nell’a.s. 2002/2003 tutte le classi prime e seconde saranno sperimentali.

Monitoraggio sul "Progetto 2002"

Nell’a.s. 1998/1999 è stato affidato ad un esperto esterno, il dr. Sergio Marconi, un intervento di monitoraggio sul Progetto 2002 che si poneva i seguenti obiettivi:

  • creare una interrelazione tra programmazione didattica e valutazione
  • apportare modifiche in itinere in caso di disfunzioni non previste
  • elaborare strumenti di valutazione e favorire la competenza valutativa nella scuola

 

 

Questa azione di monitoraggio-valutazione si è realizzata mediante una serie di incontri tra l’esperto e i docenti coinvolti nella sperimentazione nell’arco dell’anno sco1astico, mentre verso la fine dell’anno gli incontri si sono svolti con un gruppo più ristretto di docenti. L’esperto ha fornito materiali per le varie fasi del progetto, che possano essere sintetizzate in tre momenti:

Ideazione-Progettazione / Realizzazione / Valutazione.

Lo strumento essenziale del monitoraggio tuttavia è risultato il questionario, proposto a tutti i docenti coinvolti nella sperimentazione, che ha fornito interessanti informazioni sull’attività.

 

Secondo quanto emerso dal suddetto monitoraggio, i punti deboli possono considerarsi:

  • Organizzazione: è mancata la funzione del coordinamento generale o, se vi è stata, è risultata solo parziale.
  • Progettazione: è stata fatta senza tenere conto nella giusta misura dei vincoli di orario, di risorse a disposizione dell’Istituto, comprese quelle economiche (non si può non tenore conto del fatto che la sperimentazione è fatta a "costo zero" .
  • Carenze di control1o del processo formativo: verifica delle strutture, disponibili, del grado di soddisfazione degli allievi etc.
  • Rapporti difficoltosi della sperimentazione co1 resto della struttura scolastica.
  • Calo della motivazione tra i docenti.

I punti forti possono invece considerarsi:

  • Possibilità di sperimentare la flessibilità oraria
  • Possibilità di organizzare interventi differenziati per il riequilibrio ed il potenziamento, che consentano di lavorare con un gruppo più ristretto di studenti
  • Esperienza più marcata della codocenza che ha consentito uno scambio maggiore di esperienze e di competenze.
  • Diffusione maggiore della interdisciplinarietà.

 

Sulla base di queste osservazioni, le linee di indirizzo per i prossimi anni scolastici sono:

  • Intensificare e migliorare la circolazione delle informazioni tra insegnanti e C.d.c
  • Migliorare il coordinamento, anche potenziando le funzioni del Comitato tecnico del Progetto 2002, per cercare di eliminare la disomogeneità tra i vari C.d.c.
  • Creare un archivio dei progetti svolti
  • Pianificare ed organizzare le riunioni, che debbono essere quelle indispensabili.
  • Destinare delle risorse economiche alla sperimentazione, per consentire la partecipazione (retribuita) ai progetti di insegnanti che non perdono ore e di poter retribuire 1’attivita svolta in eccedenza;
  • Costruire delle aree interdisciplinari pianificate tra i vari C.d.C. nelle quali possa realmente verificarsi la confluenza dei saperi;
  • Migliorare la progettazione dell’attività, che tenga maggiormente conto dei vincoli (di orario ecc.) e delle risorse (ancora inadeguate) nel porsi gli obiettivi.
  • Organizzare, alla fine dell’a.s., un monitoraggio che consenta di rilevare la valutazione dei docenti e degli studenti sul funzionamento della sperimentazione e i risultati eventualmente ottenuti

 

 

 

 

 

 

 

 

2.4 QUADRO ORARIO COMPARATIVO ORDINAMENTO/PROG. 2002

relativo alle aree comune (o di equivalenza) e di indirizzo delle classi di ordinamento e sperimentali

 

Il quadro orario evidenzia come le maggiori differenze tra classi di ordinamento e classi sperimentali si abbia nel biennio iniziale e nel monoennio. Alle ore qui indicate vanno aggiunte, per le classi di ordinamento, 4 ore settimanali di approfondimento, e per quelle sperimentali 4 ore settimanali dell’area di integrazione.

 

BIENNIO INIZIALE

ORDINAMENTO PROGETTO 2002

 

AREA COMUNE O DI EQUIVALENZA

1°anno

2° anno   1° anno 2° anno
Italiano

5

5

  ® 4 ® 4
Storia

2

2

  2

2

Lingua straniera*

3

3

  3

3

Diritto

2

2

  2

2

Matematica

4

4

  ® 3 ® 3
Scienze della terra

3

3

  ® 2 ® 2
Educazione fisica

2

2

  2

2

Religione

1

1

 

1

1

TIC       ® 2 ® 2

Totale 22 22 ® 21 ® 21

* inglese al grafico, francese al biennio comune

AREA D’INDIRIZZO BIENNIO COMUNE

1°anno

2° anno   1° anno 2° anno
Economia aziendale

5

6

 

5

® 5
Lingua inglese

4

4

  ® 3 ® 3
Laboratorio trattamento testi

5

4

  ® 1 ® 1

Totale 14 14 ® 9 ® 9

AREA D’INDIRIZZO BIENNIO GRAFICO

1°anno

2° anno   1° anno 2° anno
Disegno professionale

6

6

  ® 3 ® 3
Disegno grafico

5

5

  ® 4 ® 4
Storia delle arti visive

3

3

  ® 2 ® 2

Totale 14 14 ® 9 ® 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONOENNIO

OPERATORE GESTIONE AZIENDALE

ORDINAMENTO PROGETTO 2002

 

AREA COMUNE O DI EQUIVALENZA

3°anno

  3° anno
Italiano

3

 

3

Storia

2

 

2

Lingua francese

3

  ® 2
Matematica

3

  ® 2
Educazione fisica

2

 

2

Religione

1

 

1

Totale 14 ® 12

AREA D’INDIRIZZO

3°anno

  3° anno
Economia aziendale

7 (1)*

 

7

Lingua inglese

3

 

3

Diritto/economia

4

  ® 3
Informatica gestionale

3 (1)*

  ® 2
Geografia economica

3

  ® 2
Laboratorio trattamento testi

2 +(2)*

  ® 1

Totale 22 ® 18

* l’insegnante di trattamento testi lavora per due ore in copresenza

 

OPERATORE IMPRESA TURISTICA

AREA COMUNE O DI EQUIVALENZA

3°anno

  3° anno
Italiano

3

 

3

Storia

2

 

2

Lingua francese

4

  ® 2
Matematica

2

 

2

Educazione fisica

2

 

2

Religione

1

 

1

Totale 14 ® 12

AREA D’INDIRIZZO

3°anno

  3° anno
Tecnica turistica e amministrativa

7 (2)*

  ® 6
Lingua inglese

5

  ® 4
Diritto/economia

2

  ® 1
Storia dell’arte

3

  ® 2
Geografia turistica

3

 

3

Laboratorio trattamento testi

2 +(2)*

  ® 2

Totale 22 ® 18

* l’insegnante di trattamento testi lavora per due ore in copresenza

 

N.B. Rispetto alla configurazione standard di riferimento prevista dal Progetto 2002, il C.d.D ha approvato una modifica che riguarda il monte ore di Tecnica turistica e di Storia dell’arte; per maggiori dettagli si veda § 4.2

 

OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO

ORDINAMENTO PROGETTO 2002

 

AREA COMUNE O DI EQUIVALENZA

3°anno

  3° anno
Italiano

3

 

3

Storia

2

 

2

Lingua inglese

3

  ® 2
Matematica

2

 

2

Educazione fisica

2

 

2

Religione

1

 

1

Totale 13 ® 12

AREA D’INDIRIZZO

3°anno

  3° anno
Disegno grafico

8

  ® 6
Tecnica fotografica

4

  ® 3
Tecnica pubblicitaria

4

  ® 3
Comunicazioni visive

4

 

4

Storia dell’arte e della stampa

3

  ® 2

Totale 23 ® 18

 

 

BIENNIO POST-QUALIFICA

ORDINAMENTO PROGETTO 2002

 

AREA COMUNE O DI EQUIVALENZA

4°anno

5° anno   4° anno 5° anno
Italiano

4

4

  ® 3 +1* ® 3+1*
Storia

2

2

 

2

2

Lingua straniera

3

3

 

3

3

Matematica

3

3

 

3

3

Educazione fisica

2

2

 

2

2

Religione

1

1

 

1

1

Totale 15 15 14 14

* 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità

 

AREA D’INDIRIZZO AZIENDALE

4°anno

5° anno   4° anno 5° anno
Economia d’azienda

7 (3)**

8 (3)**

  ® 6+1* ® 7+1*
Geografia delle risorse

2

/

 

2

/

Diritto-economia

3

4

 

3

4

Informatica gestionale

3

3

 

3

3

Laboratorio trattamento testi

(3)**

(3)**

     
Applicazioni gestionali      

(3)**

(3)**

Totale 15 15 14 14

* 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità

** il numero tra parentesi indica le ore che si effettuano in copresenza

ORDINAMENTO PROGETTO 2002

AREA D’INDIRIZZO TURISTICO

4°anno

5° anno   4° anno 5° anno
Economia e tecnica dell’azienda turistica

6 (2)**

6 (2)**

  ® 5+1* ® 5+1*
Lingua inglese

3

3

 

3

3

Geografia turistica

2

2

 

2

2

Storia dell’arte e dei beni culturali

2

2

 

2

2

Tecniche di comunicazione e relazione

2 (1)**

2 (1)**

 

2

2

Tecniche dei servizi della pratica operativa

(3)**

(3)**

 

(3)**

(3)**

Totale 15 15 14 14

* 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità

** il numero tra parentesi indica le ore che si effettuano in copresenza

AREA D’INDIRIZZO GRAFICO

4°anno

5°anno   4°anno 5°anno
Progettazione grafica

5

5

  ® 4+1* ® 4+1*
Pianificazione pubblicitaria

3

3

 

3

3

Storia delle arti visive

3

3

 

3

3

Psicologia della comunicazione

2

2

 

2

2

Tecnica fotografica

2

2

 

2

2

Totale 15 15 14 14

* 1 ora viene impiegata nello spazio della flessibilità

 

 

 

 

2.5 IL C.I.C. (Centro informazione consulenza)

Da diversi anni opera all’interno dell’Istituto Marco Polo il C.I.C. (Centro informazione e consulenza), che è in grado di accogliere richieste di studenti in difficoltà o desiderosi di un orientamento per problemi psicologici e sociali. Il contatto diretto con gli studenti ha messo in evidenza bisogni legati alle problematiche emergenti dell’adolescenza quali la solitudine, l’isolamento, il disinteresse, la demotivazione, le patologie dell’alimentazione, l’uso di sostanze tossiche.

Anche in considerazione dell’innalzamento dell’obbligo scolastico è sempre più importante che le scuole si impegnino ad offrire un ambiente accogliente e stimolante, in cui gli studenti possano trovare persone attente al loro sviluppo psicologico. In questo senso il gruppo C.I.C. ha programmato un intervento articolato in diverse sezioni:

 

 

Sportello C.I.C. di ascolto dei docenti

Ogni docente del gruppo mette a disposizione un’ ora a settimana per ricevere studenti, genitori o insegnanti; il calendario con i nomi dei docenti e gli orari di ricevimento viene comunicato all’inizio dell’anno e affisso in ogni classe. E’ possibile anche programmare incontri con gruppi di alunni o con intere classi. Di fronte alle situazioni più gravi il docente può indirizzare gli studenti in difficoltà allo specialista, che le affronterà con strumenti professionali adeguati.

 

 

Sportello C.I.C. specialistico

Una volta a settimana per un’intera mattinata (generalmente 4 ore) è presente in istituto uno specialista che riceve su appuntamento; si può rivolgere a lui chiunque abbia bisogno di prevenire situazioni problematiche o chi necessiti di sostegno in casi di disagio o di difficoltà.

 

 

Sezione dedicata all’informazione

Sono previsti seminari sulle tematiche e problematiche giovanili più sentite, su suggerimento degli stessi ragazzi; in particolare si intende curare un’informazione precisa e possibilmente estesa a tutte le classi sulla sessualità e sulla contraccezione.

In questa sezione si prevede inoltre la partecipazione di gruppi di studenti a seminari o conferenze che si svolgono all’esterno dell’Istituto, organizzate dagli Enti Locali, sulla educazione alla salute (igiene alimentare, lotta al tabagismo, all’alcoolismo, alle tossicodipendenze), sulla sicurezza stradale, nonché su ogni altra tematica adatta a sollecitare nei giovani la consapevolezza del valore della persona umana e il conseguente rispetto di sé e degli altri.

 

 

 

N.B. Nell’a.s. 2001/2002 è previsto lo svolgimento di un corso di formazione per i docenti del C.I.C. dal titolo: "Armonizzare la crescita, prevenire il disagio nella scuola superiore" ; per maggiori ragguagli si veda l’allegato 3 "I PROGETTI"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.6 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI

 

Itinerario metodologico

1. Acquisizione della diagnosi funzionale (D. F.) della scuola media di provenienza, al momento dell’iscrizione

2. Costituzione dei G. L. H. (Gruppo di Lavoro sull’Handicap) di Istituto e operativi.

3. Stesura del Profilo Dinamico Funzionale (P. D. F.)

4. Stesura del Piano Educativo Personalizzato (P. E. P.) o individualizzato (P. E. I.).

La diagnosi funzionale (art. 3 D.P.R. 24 . 2 . 1994) è redatta dagli operatori della ASL: in essa vengono riportate la diagnosi clinica, le disabilità derivanti dalla situazione patologica e le potenzialità registrabili in ordine ai seguenti aspetti: cognitivo, affettivo - relazionale, linguistico, sensoriale, motorio, prassico, neuropsicologico e dell’autonomia. La D. f. è uno strumento che permette ai docenti di individuare le capacità da recuperare e quelle da rinforzare per poter poi definire obiettivi educativo-didattici concreti e verificabili.

 

 

Il profilo dinamico funzionale (P. D. F.)

(art. 4 D. P. R. 24 . 2 . 1994, art.1, 2, 105 L. 104/92)

L’atto successivo alla D.F. e il P. D. F. che è stilato congiuntamente dagli operatori della ASL, dai docenti curricolari e di sostegno, dai genitori dell’alunno e - quando è presente - dall0peratore psicopedagogico:

Il P. D. F. risponde alla necessità di comprendere il livello di sviluppo dell’alunno prevedibile a breve e a lungo termine, descrive analiticamente i possibili livelli di risposta dell’allievo riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili nei singoli settori di attività in base all’esame di diversi parametri: cognitivo, affettivo, relazionale, comunicazionale linguistico, motorio - prassico, neuropsicologico, dell’autonomia e dell’apprendimento.

In sintesi il P.D.F. si configura come momento di riflessione del gruppo che lo elabora:

  • Fornisce il quadro globale dell’evoluzione e del percorso che operatori e insegnanti compiono nell’interesse dell’alunno;
  • Costituisce una guida per la progettazione dell’intervento, evidenziando: i bisogni dell’alunno e le sue risorse ed indicando le strategie utili per attivarle e valorizzarle.

Il P. D. F. deve essere aggiornato nella scuola media superiore durante il corso degli studi (in via orientativa alla fine del biennio e del quarto anno ai sensi dell’art. 4, co. 4 del D. P. R. 24/2/94

 

 

Il P.E.P. o P.E.I.

(art. 5 D. P. R. 24/2/’94)

A partire dal P. D. f. viene elaborato il P.E. P. o P. E. I. .

Esso viene redatto dai docenti curricolari, dal docente di sostegno insieme agli operatori sanitari e in collaborazione con i genitori o gli esercenti della potestà parentale dell’allievo (e ove presenti, con la partecipazione dell’operatore psicopedagico).

Esso comprende tutti gli interventi diretti all’integrazione:

  • I progetti didattico - educativi, riabilitativi e di socializzazione
  • Le forme di integrazione tra attività scolastica ed extrascolastica
  • L’orario generale della scuola e quello di permanenza dell’alunno
  • L’organizzazione integrata dei servizi di trasporto, mensa, sostegno, eventuale assistenza, accompagnamento

 

 

 

  • I progetti di continuità
  • La programmazione didattica individualizzata in cui vengono specificati gli obiettivi didattici, cognitivi, affettivi, emotivo relazionali (comuni e non alla classe), i contenuti disciplinari (comuni e/o soggetti a sostituzione parziale o totale); le attività, i mezzi, le indicazioni metodologiche e operative, la definizione dei tempi.

 

 

I Percorsi a classi aperte

Per gli alunni con valutazione differenziata il PEI può prevedere percorsi di ‘classi aperte’ con frequenza di lezioni in classi successive alla terza: Questo allo scopo di consentire:

a) L’acquisizione di ulteriori competenze

b) Un percorso scolastico di 5 anni mantenendo la continuità con il gruppo classe di provenienza.

  1. Pari opportunità per questi alunni

 

Il PEI può inoltre prevedere percorsi di formazione e/o orientamento professionale secondo quanto offerto dalle risorse del territorio (In particolare dal centro socio educativo riabilitativo diurno intercomunale di Monterotondo).

Nell’anno scolastico 1998/1999 un percorso di formazione è stato realizzato per un’alunna H della classe III aziendale: l’alunna ha superato le prove di ammissione ad un corso di formazione di 600 ore per operaio polivalente nell’ambito del ‘Progetto Horizon’ di iniziativa comunitaria per l’integrazione nel mondo del lavoro dei portatori di H. La frequenza al corso è iniziata il 13 / 4 / ’99 nei giorni di martedì, mercoledì , giovedì e venerdì dalle ore 8,30 presso il CSERDI di Monterotondo; di conseguenza l’alunna ha frequentato la scuola solo nei giorni di lunedì e sabato: E’ stata concordata dagli operatori del Progetto Horizon e il GLHO la presenza dell’alunna alle prove di ammissione e all’esame onde consentirle l’acquisizione dell’attestato di frequenza e il relativo credito formativo.

Nel corrente anno scolastico, per mantenere una continuità con il gruppo-classe e costruire un percorso di pari opportunità per i ragazzi in possesso di attestato di frequenza, gli alunni frequenteranno tutte le lezioni curricolari delle classi del biennio post-qualifica.

La scuola si impegnerà inoltre per ottenere le risorse finanziarie per costruire dei percorsi scuola-lavoro alternativi alla Terza Area.

Per l’anno 2001/2002 il Collegio dei Docenti ha approvato la realizzazione di un progetto destinato agli alunni portatori di handicap (vedi nell’allegato 3 "I PROGETTI") che prevede una serie di incontri di orientamento sull’inserimento nel mondo del lavoro realizzati con la collaborazione di esperti esterni e un corso per il conseguimento di competenze informatiche organizzato all’interno dell’Istituto in orario curricolare.

 

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Capitolo 3° :

IL BIENNIO INIZIALE

 

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3.1 L’ELEVAMENTO DELL’OBBLIGO DI ISTRUZIONE.

La legge del 20.1.99 che porta a 9 gli anni dell’obbligo scolastico non modifica l’impianto generale della scuola superiore ma introduce elementi di novità tali da rendere necessario ridefinirne le strategie e le metodologie.

Infatti le finalità individuate dall’articolo 1 del D. L. 323 del 9.8.1999 di:

  • Migliorare il livello di istruzione dei giovani, adeguandolo agli standard europei
  • Contrastare la dispersione scolastica potenziando le capacità di scelta

non coinvolgono soltanto gli alunni che vogliano assolvere l’obbligo entro il primo anno di scuola superiore ma tutti gli studenti che intraprendono questo percorso formativo, in quanto le prospettive sono quelle di :

  • Motivare, guidare e sostenere la prosecuzione del percorso scolastico negli istituti della scuola secondaria di secondo grado, nella prospettiva del conseguimento della qualifica professionale e/o del diploma da parte degli allievi che ne abbiano le potenzialità.
  • Motivare, guidare e sostenere, in un contesto integrato, percorsi educativi individualizzati. (art.2, comma 4)

Per rispondere a queste finalità si richiede alla scuola di porre particolare attenzione a tre momenti dell’attività didattica, alcuni dei quali comportano consistenti elementi di novità:

  1. Potenziamento delle attività di orientamento, riorientamento, diagnosi.
  2. Introduzione della flessibilità per la costruzione di percorsi di apprendimento più rispondenti alle esigenze degli studenti.
  3. Certificazione dei crediti.

In particolare le istituzioni scolastiche sono chiamate a programmare e realizzare interventi finalizzati a :

  1. Motivare tutti gli allievi favorendone l’esercizio del senso critico anche attraverso apposite iniziative formative sui principali temi della cultura, della società e della scienza contemporanee.
  2. Verificare la coerenza tra l’indirizzo scelto e le potenzialità e le attitudini individuali al fine di confermare e rafforzare le scelte effettuate o di individuare possibili percorsi alternativi.
  3. Sostenere sul piano didattico gli allievi orientati a passare ad altro indirizzo di scuola secondaria superiore.
  4. Promuovere condizioni favorevoli anche attraverso una adeguata personalizzazione del curricolo, al pieno sviluppo delle potenzialità educative degli alunni la cui integrazione per ragioni culturali, sociali e linguistiche presenta particolari difficoltà.
  5. Realizzare percorsi mirati per gli allievi orientati ad uscire dal sistema scolastico. (art.4 comma 2)

La scuola di conseguenza deve promuovere iniziative di:

  1. Accoglienza, analisi delle competenze, consolidamento delle scelte o riorientamento da realizzare anche attraverso il ricorso a progetti e materiali strutturati adottati o prodotti dai docenti.
  2. Agevolazione del passaggio ad altri indirizzi di scuola secondaria superiore, attraverso specifiche attività didattiche, da realizzare anche in collaborazione con le scuole destinatarie dei passaggi.
  3. Predisposizione di percorsi integrati, ferma restando la competenza delle istituzioni scolastiche in materia di certificazione delle attività svolte, da realizzare attraverso la stipula di convenzioni anche con enti di formazione professionale riconosciuti (art.4 comma 3)

 

3.2 L’OFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO

I dati relativi all’insuccesso scolastico e all’abbandono (§1.5) confermano che tali problemi si concentrano nel biennio iniziale: la somma dei due fenomeni supera il 36% degli iscritti nel primo anno, e sfiora il 32% nel secondo (dati 2000/2001). Nasce da qui l’esigenza di concentrare gli interventi soprattutto in questi due anni critici, per tentare di ridurre le percentuali citate con un insegnamento che preveda maggiori spazi di flessibilità e interventi più personalizzati.

Gli interventi che si intendono realizzare nel biennio si propongono di :

  • Consentire ad ogni studente di costruire un proprio progetto personale
  • Rimuovere – fin dove possibile – gli ostacoli per la realizzazione di un percorso efficace di apprendimento sia a livello socio- affettivo che a livello cognitivo
  • Fornire strumenti cognitivi che garantiscano l’efficacia degli interventi formativi

Per adeguare l’offerta formativa alle richieste del nuovo obbligo l’I.P. Marco Polo intende realizzare la scansione delle attività scolastiche suggerita nel documento del ministero ‘Il nuovo obbligo scolastico’(www.istruzione.it/obbligo):

Fase dell’accoglienza, della diagnosi, e del sostegno.

  • svolgimento del modulo accoglienza
  • interventi tempestivi di riequilibrio: corso di inglese per principianti assoluti, corsi di italiano sulle competenze di base.

 

Fase di sviluppo delle competenze e del riorientamento:

  • svolgimento di moduli di metodologia dello studio
  • avvio dello sportello help
  • avvio dello sportello CIC
  • Introduzione della figura del docente tutor
  • Avvio del progetto Inglese per livelli.

 

Fase del riorientamento:

  • analisi dei risultati raccolti
  • interventi dei C.d.c., delle famiglie e dei docenti tutor
  • individuazione di eventuali percorsi differenziati

 

Fase delle attività differenziate.

  • uso delle codocenze
  • avvio alla frequenza dei corsi mirati di recupero e/o potenziamento
  • attivazione dove se ne sia riscontrata la necessità di moduli di passaggio o di terminalità

 

Fase della certificazione:

  • certificazione delle competenze acquisite per i percorsi differenziati realizzati.

 

Gli spazi di flessibilità utilizzabili da ogni C.d.c, per realizzare eventuali percorsi differenziati sono:

  • Area di integrazione per le classi a progetto 2002
  • Corsi mirati di riequilibrio, recupero e/o potenziamento
  • Possibilità di interventi in codocenza utilizzando le risorse rese disponibili dall’organico funzionale.

 

 

IMPIANTO GENERALE DEL BIENNIO

Nel biennio iniziale, che nell’a.s. 2002/2003 includerà esclusivamente classi sperimentali a Progetto 2002, le materie sono divise in un’area di equivalenza che comprende discipline uguali per tutti gli indirizzi, in un’area di indirizzo che si differenzia in base alla qualifica scelta e in un’area di integrazione. Per i settori aziendale e turistico la scelta dell’indirizzo si effettua nel terzo anno; si parla perciò di biennio comune.

 

L’area di integrazione rappresenta uno spazio di progettualità che consente di costruire percorsi di recupero delle abilità trasversali ma anche di rimotivazione all’apprendimento, di integrazione culturale e professionale. Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4.

 

FINALITA’

  • Motivazione, rimotivazione, orientamento
  • Recupero dei prerequisiti
  • Potenziamento delle abilità di base:
  1. ascoltare, parlare (primo anno)
  2. leggere, scrivere (secondo anno)
  • Acquisizione delle competenze trasversali
  • Acquisizione delle competenze di base legate all’indirizzo
  • Miglioramento del metodo di studio
  • Sviluppo della capacità di ragionamento logico-matematico
  • Padronanza di codici comunicativi diversi:
  1. alfabetizzazione informatica
  2. lingua straniera

 

 

OBIETTIVI TRASVERSALI

  • Sapersi orientare nelle conoscenze
  • Saper usare diversi codici comunicativi
  • Partecipare in modo attivo al proprio processo formativo

 

 

IMPOSTAZIONE METODOLOGICA

Allo sviluppo delle competenze trasversali concorrono tutte le discipline attraverso :

  • La definizione delle competenze
  • L’elaborazione di strumenti di verifica comuni

 

 

STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO n° 1)

STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE L’OFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO

Gli strumenti approntati per realizzare gli obiettivi individuati nel biennio sono:

  • Il progetto Accoglienza (vedi qui di seguito § 3.3 )
  • La figura del docente tutor (vedi qui di seguito § 3.4)
  • Lo sportello CIC (vedi § 2.5)

Per realizzare un livello alto nell’acquisizione delle conoscenze e delle competenze e diminuire l’incidenza degli insuccessi scolastici che comunque agiscono come fattore demotivante, sono previste le seguenti attività:

  • I progetti di inglese e francese per livelli (vedi nell'ALLEGATO N° 3 I PROGETTI)
  • Il ricorso alle codocenze, possibile soprattutto nell’area di integrazione
  • Lo sportello Help che risponde a bisogni formativi di qualunque tipo
  • I corsi mirati di riequilibrio, recupero e/o potenziamento:

Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano comunque l’occasione per un significativa integrazione del percorso formativo:

  • Il giornalino scolastico
  • Le attività sportive
  • Il laboratorio teatrale

 

3.3 L’ACCOGLIENZA

Che cosa si intende per accoglienza.

Con il termine accoglienza non si intende indicare soltanto un modulo iniziale di avvio dell’anno scolastico che abbia la finalità di stabilire un ‘processo di relazione solidale fra docenti, alunni e genitori’, quanto piuttosto una modalità del ‘fare scuola’ che centri l’attenzione sullo studente e sul suo stile di apprendimento prima che sulle informazioni da trasmettere, che non rimandi soltanto al discente l’onere di adattarsi all’istituzione ma che sia in grado di coinvolgerlo in un processo attivo che lo renda consapevolmente partecipe del proprio processo formativo, capace di assumersi responsabilità, impegnato nella realizzazione di obiettivi propri, attraverso la costruzione di percorsi flessibili ed efficaci. In questa direzione si potrebbero realizzare risultati che non siano speculari delle caratteristiche cognitive ed affettivo motivazionali possedute dagli allievi all’inizio delle procedure di istruzione, che non si esauriscano cioè nel confermare in uscita quanto era stato registrato in entrata. (Cfr. G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Roma-Bari, 1995)

E’ indispensabile perciò che – in questo senso - l’accoglienza duri tutto l’anno, affinché non venga smentito e perda credibilità quanto pattuito e chiarito nel momento iniziale.

 

 

Perché fare accoglienza.

Non solo perché dai dati sopra analizzati l’ingresso nella scuola superiore è il momento nel quale si registra la percentuale più alta di abbandoni e di insuccessi ma anche perché gli studenti si trovano per la prima volta ad aver compiuto una scelta personale: il passaggio, anche se obbligatorio, comporta una riflessione sulle proprie attitudini, sui propri interessi, sulle aspettative che si riversano sulla nuova scuola; ‘si mette in gioco, cioè, l’immagine che un soggetto si è costruito di se stesso e del proprio futuro: la riuscita, rappresentata dall’inserimento positivo nel nuovo contesto di formazione, risulta essere un’occasione di conferma o disconferma della valutazione che lo studente ha compiuto di se stesso’. E’ necessario perciò che il progetto Accoglienza sia calibrato su tre principali dimensioni: quella cognitiva, quella affettivo-motivazionale e quella relazionale.

(Cfr.D’Attilia, Nirchi, Simeone, L’accoglienza scolastica, Università degli studi di Roma tre, Dipartimento di Scienze dell’educazione, 1998)

 

 

Progettare l’accoglienza.

Il Piano dell’offerta formativa dà indicazioni generali sulle modalità di realizzazione del Progetto Accoglienza demandando ai singoli C.d.c. la definizione del piano dettagliato delle attività (generalmente nel mese di settembre), fatti salvi i momenti per i quali è necessario coordinare gli interventi a livello di Istituto: incontro con il Dirigente, esplorazione degli ambienti scolastici, ecc.

 

Finalità del Progetto Accoglienza

Il progetto Accoglienza ha come finalità:

  • Favorire l’inserimento di tutti gli alunni nel nuovo ambiente scolastico
  • Favorire la conoscenza alunni-docenti
  • Favorire la conoscenza reciproca tra i ragazzi
  • Rendere consapevole la motivazione di ognuno o rimotivare
  • Favorire la conoscenza di sé degli studenti: esplicitare attitudini, interessi, difficoltà
  • Stipulare un contratto formativo che renda esplicite le richieste della scuola e quelle degli studenti
  • Fornire strumenti cognitivi per affrontare con maggiore efficacia il percorso formativo

 

In quest’ottica l’Istituto organizzerà all’inizio dell’anno scolastico test d’ingresso specifici per gli alunni di madrelingua diversa dall’italiano allo scopo di poter avviare per tempo strategie di recupero delle eventuali situazioni di svantaggio iniziale.

Il progetto Accoglienza elaborato dai singoli C.d.c. deve contenere:

  • Modalità degli interventi
  • Tempi (giorni e orari)
  • Docenti coinvolti

 

Il Progetto Accoglienza deve comunque contenere i seguenti punti, elaborati nelle modalità e nei tempi che ogni C.d.c riterrà più opportune.

  1. Prima presentazione dell’Istituto (Dirigente, docenti, genitori)

Questo primo momento è organizzato a livello di Istituto in quanto è necessario coordinare tutte le classi.

  1. Nel gruppo – classe
    1. Conoscenza reciproca tra i ragazzi
    2. Analisi di paure ed aspettative
    3. Conoscenza dei docenti
    4. Conoscenza dello spazio-scuola (esplorazione degli ambienti, dei laboratori, analisi della pianta dell’istituto, verifica della comprensione)
    5. Conoscenza del personale scolastico non docente (ruoli e funzioni)
    6. Incontri – interviste con gli studenti più grandi.
    7. Questa prima fase di attività va analizzata attraverso griglie di osservazione che individuino gli obiettivi trasversali ad esse sottesi
  2. Le regole
    1. Lettura, analisi e riflessione sul Regolamento d’Istituto (verifica della comprensione)
    2. Stesura del contratto formativo (diritti-doveri studenti/docenti, indicazioni su come controllare il rispetto delle regole )
  3. Indagine conoscitiva
  4. 4.1 Test e/o questionari su interessi, attitudini, attività, abitudini, stili di apprendimento

    4.2. Costruzione di grafici di confronto per tracciare il profilo della classe.

    4.3 Analisi e discussione

  5. Metodologia dello studio
  6. Attività di apprendimento sugli obiettivi trasversali individuati dal C.d.c. e sui prerequisiti definiti nelle riunioni per materia; devono comunque essere trattai i seguenti punti:

    1. Organizzazione del tempo
    2. Ascolto
    3. Prendere appunti
    4. Strategie di lettura:
    5. Lettura di consultazione
    6. Lettura per l’apprendimento
    7. Analisi dei libri di testo
    8. Organizzazione logica dei contenuti
    9. Analisi e costruzione di schemi, tabelle.
    10. Definizione dei campi disciplinari (finalità, contenuti abilità coinvolte, criteri di verifica)

 

Lo studente portatore di handicap nel Progetto Accoglienza

Per realizzare un inserimento efficace è necessario predisporre le seguenti attività:

  1. Presentazione della/alla classe:
  2. costituzione di uno spazio relazionale in cui realizzare attività (le stesse dei compagni con modalità eventualmente diversificate) di presentazione reciproca (individuali, di piccolo gruppo, in assemblea)

  3. Conoscenza dei docenti e del personale ATA
  4. Guidare l’alunno alla conoscenza dell’ambiente scolastico: aula, laboratori, bagni, palestra ed individuare gli ostacoli (docenti di sostegno, personale A.E.C., personale ATA)
  5. Mediazione sui rapporti all’interno della classe ed individuazione di un compagno ‘tutor’
  6. Costituzione di una rete di sostegno: colloqui con la famiglia, consultazione con gli insegnanti
  7. Sulla scuola di provenienza, con acquisizione di tutta la documentazione relativa al precedente corso di studi (D.F., P.D.F., P.E.P., relazione finale, collaborazione con gli enti locali e altri operatori del territorio
  8. Delineazione della programmazione

 

3.4 IL DOCENTE TUTOR

 

Premessa

Il primo anno di scuola superiore resta uno dei passaggi più disorientanti per gli studenti che si trovano a dover affrontare una molteplicità di richieste spesso molto diverse da quelle alle quali erano abituati.L’innalzamento dell’obbligo comporta l’inserimento di studenti con una motivazione debole o inconsistente, forniti di limitati strumenti cognitivi, scarsa attitudine alla concentrazione ed all’impegno. Anche se l’Istituto Professionale per tradizione raccoglie studenti riconducibili a questo profilo,l’avvio della legge 20.1.1999 nonché i dati relativi agli abbandoni e agli insuccessi scolastici rendono più urgente la necessità per la scuola di approntare strumenti in grado di prevenire il disagio scolastico. Con questa finalità si è stabilito di inserire in tutte le classi prime la figura del docente Tutor che si ponga come intermediario tra lo studente al suo primo ingresso e la scuola come Istituzione e che rappresenti un punto di riferimento per gli studenti e le famiglie facilitando la chiarezza dei rapporti.

 

 

Individuazione dei docenti tutor

Nel primo consiglio successivo alla formazione delle classi, gli studenti vengono assegnati ai docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità, in modo tale che tutti gli iscritti abbiano una figura di riferimento e suddividendo l’impegno tra gli insegnanti in modo equilibrato.

 

 

Competenze del docente tutor

Il docente-tutor non è un consulente psicopedagogico , ma un intermediario che:

  • Svolge attività di orientamento e riorientamento
  • Costruisce percorsi differenziati qualora se ne riveli l’esigenza
  • Può far presente allo studente i servizi offerti dalla scuola ogni volta ne individui l’utilità, indirizzandolo allo sportello CIC o avviandolo agli interventi di sostegno all’apprendimento (sportello Help);
  • Segue il percorso formativo di ogni studente facendo attenzione a cogliere eventuali segnali di disagio (assenze , insuccessi)
  • Si occupa dei contatti con le famiglie.
  • Sollecita incontri individuali per verificare il buon esito dell’inserimento
  • E’ disponibile alle richieste degli studenti. (informazioni, colloqui)
  • Relaziona al C. d. c.

 

 

Modalità di intervento

La nomina dei tutor viene comunicata agli studenti, i docenti dichiarano l’orario nel quale sono a disposizione per eventuali incontri individuali.

Il docente tutor riceve studenti e genitori nell’ora settimanale di ricevimento, nell’ipotesi che debba seguire la costruzione di percorsi differenziati, le ore utilizzate verranno incentivate.

 

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Capitolo 4° :

LA QUALIFICA : IL MONOENNIO

 

 

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4.1 L’OFFERTA FORMATIVA DEL MONOENNIO

 

Il monoennio rappresenta l’anno di passaggio, l’anno della scelta professionale definitiva per gli studenti del biennio comune, e per tutti gli alunni il momento in cui si comincia ad approfondire lo studio delle discipline caratteristiche dell’indirizzo prescelto in direzione più nettamente professionalizzante. L’alunno inizia un percorso che in un anno lo porta alla qualifica professionale e nei due anni scolastici successivi al diploma. La qualifica professionale, valida per 1’inserimcnto nel mondo del lavoro, si consegue col superamento delle prove del pre-esame e delle due prove d’esame organizzate dai docenti interni dell’Istituto, al termine dell’anno scolastico, in presenza di un esperto esterno.

Il preesame, che si svolge generalmente alla fine del mese di maggio, consiste in una serie di prove "strutturate" (cioè con risposte "chiuse": a scelta multipla, vero o valso, ecc.) o "semistrutturate" (con risposte aperte); tali prove riguardano tutte le materie del terzo anno.

L’esame, che ha luogo nei primi giorni di giugno, comprende due prove:

  • la prima prova serve ad accertare le capacità linguistiche ed espressive, di comprensione e di valutazione dello studente: comprende in genere materie come l’italiano, la storia, le lingue straniere.
  • la seconda prova intende invece verificare il possesso di capacità professionali; comprende perciò soprattutto le materie dell’area di indirizzo e consiste nella soluzione di un "caso pratico".

 

 

Per quanto riguarda i criteri di attribuzione del punteggio di qualifica si rimanda al capitolo 6 "VALUTAZIONE".

 

 

IMPIANTO GENERALE DEL MONOENNIO

Nel monoennio la divisione in aree (comune o di equivalenza, di indirizzo, di integrazione o di approfondimento per le classi di ordinamento) rispecchia quella del biennio, ma aumenta il numero di ore delle materie di indirizzo e diminuisce quello delle materie dell’area comune.

Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4.

 

 

PROFILI PROFESSIONALI DI USCITA

 

 

Operatore della gestione aziendale

L’operatore della gestione aziendale, svolge mansioni esecutive nella piccola e media impresa nei seguenti settori:

  • amministrativo: in qualità di addetto alla predisposizione di modulistica commerciale e amministrativa tramite computer
  • contabile: in qualità di addetto al caricamento dei dati contabili con l’ausilio di strumenti informatici

 

Operatore dell’impresa turistica

L’operatore dell’impresa turistica conosce la struttura del mercato turistico e le caratteristiche delle aziende operanti in questo settore; sa analizzare la domanda e l’offerta del mercato turistico e interpretare i principali documenti delle aziende del settore. Operativamente è in grado di:

  • calcolare il prezzo di un soggiorno turistico
  • costruire un itinerario grafico, sintetico, analitico

 

  • conoscere i principali mezzi di pagamento e calcolare l’IVA sui documenti di vendita e relativi versamenti
  • compilare, con relativi calcoli, varie tipologie di voucher, estratto conto e fattura
  • consultare i manuali delle ferrovie dello Stato
  • conoscere le principali caratteristiche del trasporto aereo, marittimo e automobilistico.

 

 

Operatore grafico pubblicitario

L’operatore grafico pubblicitario è dotato di competenze specifiche che gli consentono di decodificare i molteplici linguaggi relativi ai diversi mezzi di comunicazione. Possiede una buona

conoscenza delle tecniche di elaborazione e riproduzione dell’immagine, delle strutture produttive e delle problematiche del settore. Operativamente possiede:

  • Capacità di esprimersi attraverso il disegno
  • Capacità di utilizzo delle tecniche di computer grafica
  • Conoscenza della terminologia tecnica in italiano e nella lingua originale (adottata professionalmente)
  • Conoscenza e capacità di elaborazione grafica dei caratteri (lettering)
  • Capacità di trattamento ed elaborazione di immagini
  • Capacità di elaborazione di bozzetti e layout di progetti grafici con appropriate scelte operative
  • Conoscenza delle tecniche grafiche editoriali e capacità di utilizzo delle gabbie di impaginazione

 

 

OBIETTIVI TRASVERSALI

Accanto e insieme a queste competenze professionali, nel monoennio saranno stabilizzate e consolidate definitivamente, e pertanto richieste come necessarie per una valutazione positiva dell’alunno, le abilità di base già acquisite nel biennio precedente.

Inoltre, si curerà il conseguimento di obiettivi trasversali alle varie discipline, affinché gli alunni si dimostrino in grado:

  • di saper scegliere e utilizzare autonomamente materiale di ricerca;
  • di apprendere in modo sufficientemente autonomo i contenuti delle diverse discipline superando le apposite prove scritte e le verifiche orali previste nel corso dell’anno;
  • di analizzare le materie affini dimostrando sia il livello di conoscenza raggiunto sia 1’abilità a stabilire autonomamente gli opportuni collegamenti;
  • di analizzare e interpretare diversi codici linguistici e comunicativi, e quindi di saper decodificare in maniera semplice "significati" e "messaggi" di un testo di diversa natura, da quello letterario a quello informatico, da quello teatrale a quello matematico.

 

 

STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO N° 1)

 

STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE L’OFFERTA FORMATIVA NEL MONOENNIO

Gli strumenti disponibili per il monoennio sono:

  • Lo sportello CIC (vedi § 2.5)
  • Il ricorso alle codocenze, possibile soprattutto nell’area di integrazione
  • Lo sportello Help che risponde a bisogni formativi di qualunque tipo
  • I corsi mirati di recupero e/o potenziamento

 

Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano

 

 

comunque l’occasione per un significativa integrazione del percorso formativo:

  • Il corso di Itinerari turistici
  • Il corso di Cartografia
  • Il progetto Pagina Web
  • Il giornalino scolastico
  • Le attività sportive
  • Il laboratorio teatrale

 

 

 

4.2 IL RIEQUILIBRIO TRA TECNICA TURISTICA E STORIA DELL’ARTE

Con delibera n° 85 del 7.6.2001 il Collegio dei Docenti del Marco Polo ha approvato la proposta, scaturita dal dipartimento di Storia dell’arte e riguardante la classe terza dell’indirizzo turistico, di ridurre del 15% il monte orario annuale di Tecnica turistica (che passa così da 231 a 198 ore) introducendo 33 ulteriori ore annuali di Storia dell’arte nell’area di indirizzo (con un incremento da 33 a 66 ore), ciò che consente di riequilibrare il rapporto tra le due discipline.

Questa decisione è basata sulle seguenti considerazioni preliminari:

  • il D.M. 234/2000 all’articolo 3 stabilisce che il 15% del monte ore annuale delle singole discipline può essere utilizzato dalle istituzioni scolastiche "per realizzare compensazioni tra le discipline e attività di insegnamento previste negli attuali programmi"; tale possibilità, del resto era già prevista nelle indicazioni del Ministero della Pubblica Istruzione relative al quadro orario del terzo anno del "Progetto 2002";
  • nell’assetto orario standard della classe terza di indirizzo turistico l’insegnamento della Storia dell’arte è previsto per un totale di sole 33 ore annue, a fronte delle 99 impartite nelle classi di ordinamento, con una riduzione dei 2/3, mentre Tecnica turistica e amministrativa mantiene invariato il monte ore delle classi di ordinamento e cioè 231 ore annue (7 ore settimanali)

Il riequilibrio di cui sopra consente il raggiungimento di due obiettivi:

  • vi è un maggior equilibrio tra la programmazione svolta in Storia dell’arte nell’area di indirizzo e quella svolta nell’area di integrazione, mentre nella configurazione standard l’unica ora settimanale dell’area di indirizzo risulta assolutamente insufficiente per affrontare la normale programmazione della disciplina che tra l’altro, dovendo ricalcare quella delle classi di ordinamento, risulta particolarmente vasta;
  • il docente di Tecnica turistica può partecipare per 33 ore annue alla progettazione dell’area di indirizzo, che nella classe terza deve assumere carattere specificamente professionalizzante; pare infatti paradossale che tale valenza possa essere efficacemente raggiunta senza il contributo della disciplina di indirizzo che presenta il monte orario più cospicuo e che, sotto il profilo tecnico, più contribuisce a porre in contatto gli studenti con le problematiche specificamente professionali.

 

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Capitolo 5° :

IL BIENNIO POST-QUALIFICA

 

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5.1 L’OFFERTA FORMATIVA DEL BIENNIO POST-QUALIFICA

Affrontando il biennio post-qualifica gli studenti si accingono a concludere il loro ciclo di studi, portandolo da tre a cinque anni, ed nel contempo a completare la loro formazione professionale. L’impegno scolastico richiesto si colloca in un’ottica assai diversa rispetto al triennio iniziale che, da un atteggiamento rivolto a cogliere prevalentemente gli aspetti tecnico – pratici dei contenuti proposti, dovrà trasformarsi in uno sforzo finalizzato allo sviluppo di una più matura capacità d’osservazione e d’interpretazione della realtà. Nel corso del biennio il monte ore di lezioni settimanali è equamente distribuito tra le materie dell’area comune e quelle d’indirizzo e ciò allo scopo di sviluppare negli allievi un sistema di conoscenze ampio e variegato, che li renda capaci di affrontare le tematiche proposte con una visione d’insieme, largamente interdisciplinare e coordinata e di utilizzare un sicuro metodo di lavoro, teso soprattutto a sviluppare capacità di riflessione e di rielaborazione personale, le sole che consentano di superare gli ostacoli, di affrontare situazioni mai sperimentate e d’essere disponibili alle innovazioni di cui è ricca la realtà del nostro tempo.

 

IMPIANTO GENERALE DEL BIENNIO POST-QUALIFICA

In questi due anni il monte orario settimanale è di 30 ore (di cui 15 in area comune e 15 in area d’indirizzo) ripartite in 5 giorni; nella mattinata del sesto giorno e anche in alcuni pomeriggi gli allievi frequentano i corsi di Terza area (vedi paragrafo successivo). Nelle classi sperimentali il monte orario è di 28 ore e lo spazio di flessibilità riguarda soltanto due ore settimanali, una di italiano e una di materia professionale (Economia d’azienda o Economia e tecnica dell’impresa turistica o Progettazione grafica), utilizzabili come codocenze sulla base di un progetto.

Per le materie dei diversi indirizzi e per la consistenza oraria delle stesse si rimanda al QUADRO ORARIO COMPARATIVO § 2.4.

PROFILI PROFESSIONALI DI USCITA / SBOCCHI LAVORATIVI E CONTINUAZIONE DEGLI STUDI

Tecnico della gestione aziendale

Il tecnico della gestione aziendale possiede una buona cultura di base storico-letteraria e giuridica e ha acquisito adeguate conoscenze sulle tecniche e le procedure economico-finanziarie; operativamente è in grado di svolgere mansioni di concetto nelle imprese, nelle aziende e presso studi professionali nei seguenti settori:

  • amministrativo:
  • gestisce e coordina l’attività di segreteria in relazione alle operazioni poste in essere (fatturazione, corrispondenza commerciale, scadenziari ecc.)
  • cura i rapporti esterni con gli uffici pubblici e con la clientela
  • contabile:
  • esegue le scritture contabili relative ai fatti amministrativi aziendali
  • elabora buste paga
  • collabora con l’imprenditore alla stesura del bilancio d’esercizio e alla predisposizione di budget settoriali
  • effettua calcoli di convenienza economico-finanziaria

 

 

Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi

Il tecnico della gestione aziendale può inserirsi sia nella piccola, media o grande impresa mercantile e industriale che nelle aziende di servizi del campo assicurativo- finanziario; può trovare impiego presso studi professionali di commercialisti, avvocati, notai ecc.

Per una eventuale prosecuzione degli studi si consigliano in particolare le facoltà di Economia e commercio e Giurisprudenza.

 

 

Tecnico dei servizi turistici

Possiede una cultura di base storico-letteraria, geografica, artistica e la conoscenza di due lingue straniere; ha approfondito lo studio dei prodotti turistici, delle possibili fasce di utenza, dei modi di accrescere l’interesse e la fruibilità del prodotto turistico; conosce gli elementi fondamentali della struttura organizzativa delle varie imprese turistiche; padroneggia le tecniche operative con l’ausilio del supporto informatico. E’ in grado di svolgere compiti relativi alle seguenti attività caratteristiche dell’azienda turistica:

  • attività di prenotazione
  • archiviazione dei documenti
  • emissione di biglietti e voucher
  • redazione di moduli e corrispondenza anche in due lingue straniere

 

 

Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi

Il tecnico dei servizi turistici può inserirsi in imprese turistiche operanti sia nell’ambito della promozione e/o produzione dei prodotti turistici (agenzie di viaggio, tour operator) sia nell’ambito ricettivo (alberghi, villagi turistici, agriturismi ecc.).

Può sostenere il concorso per ottenere il patentino necessario all’esercizio della professione di guida turistica.

Per una eventuale continuazione degli studi si consigliano in modo particolare la facoltà di Turismo (Università La Sapienza e di Assisi), quella di Lingue, la Scuola Interpreti.

 

 

Tecnico della grafica pubblicitaria

Il Tecnico della grafica pubblicitaria non solo conosce in modo approfondito le caratteristiche del fenomeno della comunicazione nelle sue molteplici articolazioni, ma è in possesso di un’ampia cultura di base, di spirito di iniziativa, di senso critico, di concretezza e disponibilità a comprendere e interpretare le esigenze e le richieste che provengono da una realtà esterna in rapida trasformazione. E’ pertanto dotato di:

  • Conoscenza scritta e parlata della lingua inglese
  • Conoscenza del ruolo e delle articolazioni della grafica pubblicitaria in relazione alla realtà socio-economica attuale
  • Padronanza dei linguaggi specifici della grafica pubblicitaria informatica e multimediale
  • Conoscenza dei mezzi e delle tecniche della comunicazione pubblicitaria
  • Conoscenza dei canali di commercializzazione e del marketing in funzione della progettazione di strategie di comunicazione

 

 

Sbocchi lavorativi e continuazione degli studi

Il tecnico della grafica pubblicitaria può operare nelle agenzie e negli studi pubblicitari, nelle imprese di comunicazione, negli studi di produzione multimediale, negli studi grafici di giornali e riviste, nell’ambito dell’elaborazione e realizzazione di prodotti a carattere promozionale, pubblicitario ed editoriale.

 

 

 

Per una eventuale continuazione degli studi si consigliano la Facoltà di Scienze della Comunicazione, l’Accademia di Belle Arti, l’I.S.I.A. (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino, il D.A.M.S. (Discipline Arte Musica Spettacolo) di Bologna e Roma (Terza Università). Inoltre tra le innumerevoli scuole private, più o meno qualificate, si segnalano la Domus Academy di Milano e l’Istituto Europeo di Design di Roma.

 

OBIETTIVI TRASVERSALI

  • Sviluppo ed arricchimento delle competenze professionali acquisite nel monoennio
  • Ottimizzazione delle competenze trasversali
  • Capacità di affrontare, risolvere e proporre ipotesi di soluzione di casi concreti rielaborando i dati a disposizione.

 

 

STANDARD DISCIPLINARI DI USCITA (vedi ALLEGATO N° 1)

STRUMENTI E PROGETTI PER AMPLIARE L’OFFERTA FORMATIVA NEL BIENNIO POST-QUALIFICA

Gli strumenti diponibili per il biennio post-qualifica sono:

  • Lo sportello CIC (vedi § 2.5)
  • Il ricorso alle codocenze, possibile soprattutto nell’area di integrazione
  • Lo sportello Help che risponde a bisogni formativi di qualunque tipo
  • I corsi mirati di recupero e/o potenziamento:

Sono inoltre attivate nella scuola le seguenti iniziative alle quali gli studenti possono aderire volontariamente e gratuitamente, che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio e rappresentano comunque l’occasione per un significativa integrazione del percorso formativo:

  • Le attività sportive
  • Il corso di Metodologia critica
  • Il corso di Itinerari turistici
  • Il corso di Cartografia
  • Il progetto Pagina Web
  • Il laboratorio teatrale
  • Il corso per patente europea del computer
  • Il giornalino scolastico

 

 

 

5.2 IL NUOVO ESAME DI STATO

Il nuovo Esame di Stato conclude il ciclo di studi secondari e sostituisce il vecchio esame di maturità. L’esame prevede tre prove scritte e un colloquio e si conclude con l’assegnazione di un punteggio espresso in centesimi. Dei 100 punti disponibili, 20 vengono assegnati dalla scuola con il sistema dei "crediti scolastici", gli altri 80 punti nel corso dell’esame; per il superamento dell’esame è necessario un punteggio minimo complessivo di 60/100.

La prima prova scritta intende accertare la conoscenza e la padronanza della lingua italiana; le diverse tracce proposte possono essere svolte con vari stili di scrittura: il tradizionale tema, il saggio breve, l’articolo di giornale, l’analisi testuale.

La seconda prova scritta ha per oggetto una delle materie caratteristiche del corso di studi: è la prova di indirizzo.

La terza prova scritta ha carattere pluridisciplinare, ossia comprende varie materie dell’ultimo anno e può prevedere domande a risposta singola e/o a risposta multipla, soluzione di problemi o di casi professionali, sviluppo di progetti.

Il colloquio riguarda le materie dell’ultimo anno di corso; esso inizia con la presentazione di un lavoro di ricerca da parte del candidato e prosegue su argomenti scelti dalla Commissione. Esso ha lo scopo di accertare la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle e discuterle anche in modo critico e personale.

 

 

5.3 LA TERZA AREA

Nel biennio post-qualifica la formazione professionale degli studenti è ulteriormente arricchita dai corsi di Terza Area, organizzati dalla scuola e riconosciuti dalla Regione. Questi corsi prevedono un totale di 600 ore suddivise in due anni; la frequenza prevede sempre una mattina a settimana di lezione, mentre l’attività pomeridiana viene definita diversamente a seconda dei progetti e può prevedere anche moduli intensivi da svolgere in giorni consecutivi.

Quest’area è particolarmente importante in quanto agli studenti viene offerta gratuitamente la possibilità di frequentare un corso regionale che porta a conseguire l’attestato di qualifica regionale, un’ulteriore titolo che può aiutare a inserirsi nel mondo del lavoro.

 

Il 40% circa del monte ore è dedicato a esperienze lavorative in azienda (stage).

Il restante 60% è costituito da lezioni impartite da esperti provenienti dal mondo del lavoro.

Per ottenere l’attestato di qualifica regionale gli studenti devono sostenere l’esame regionale, che si svolge normalmente negli ultimi mesi (ottobre-dicembre) dell’anno conclusivo del ciclo di studi. L’esame consiste in due prove, una scritta o grafica e l’altra orale, finalizzate a verificare le conoscenze e le competenze professionali acquisite.

La frequenza dei corsi di Terza area è importante anche ai fini del superamento del nuovo Esame di Stato; è previsto infatti dalla normativa che sia nella terza prova scritta sia nel colloquio si debba tener conto dei programmi svolti dai docenti di Terza area.

 

Attualmente i corsi attivati presso il nostro istituto sono i seguenti:

Indirizzo aziendale:

  • tecnico assistente al product manager per i servizi assicurativi e finanziari

 

Indirizzo turistico:

  • tecnico di agenzia e promozione turistica

 

Indirizzo grafico:

  • tecnico di sistemi di computer grafica statica, animata, tridimensionale

 

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Capitolo 6° :

LA VALUTAZIONE

 

 

 

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6.1 TASSONOMIA ADOTTATA DALL’ISTITUTO

VOTO GIUDIZIO

1–3 Non manifesta alcuna conoscenza dei contenuti proposti;

manifesta una conoscenza frammentaria dei contenuti

  1. Distingue i dati senza saperli classificare nè sintetizzare in maniera precisa.
  2. Non riesce a fare valutazioni adeguate di quanto appreso

  3. Ha appreso i contenuti in maniera superficiale, li distingue e li collega tra loro in modo

parziale perdendosi, se non guidato, nella loro applicazione.

6 Conosce e comprende i contenuti essenziali e riesce a compiere semplici applicazioni

degli stessi. Li sa distinguere e raggruppare in modo elementare ma corretto. Compie

valutazioni ma non sempre in modo autonomo.

  1. Ha una conoscenza completa ma non sempre approfondita dei contenuti che collega tra
  2. loro ed applica a diversi contesti con autonomia. Li sa analizzare esprimendo valutazioni sugli stessi, anche se necessita talvolta di una guida.

  3. Ha una conoscenza completa ed approfondita dei contenuti che collega tra loro ed applica

a diversi contesti. Li sa ordinare, classificare e sintetizzare, esprimendo valutazioni articolate sugli stessi.

9 –10 Ha conseguito una piena conoscenza dei contenuti che riconosce e collega in opposizione

ed in analogia con altre conoscenze, applicandoli autonomamente e correttamente a

contesti diversi. Compie analisi critiche personali e sintesi corrette ed originali. Ha

raggiunto l’autonomia nella valutazione.

 

6.2 CRITERI DI PROMOZIONE / NON PROMOZIONE / PROMOZIONE CON DEBITI

(delibera del Collegio docenti del 23.3.2001 con modifiche del 28.11.2001)

 

Nel valutare gli alunni il C. d. c. terrà conto innanzitutto del raggiungimento degli obiettivi minimi previsti per ogni disciplina; elementi positivi che concorreranno a determinare la valutazione saranno poi l’assiduità nella frequenza, la partecipazione attiva al proprio percorso formativo, il miglioramento rispetto alla situazione di partenza, l’acquisizione di un’autonomia di metodo e della capacità di autovalutazione, la costanza nell’applicazione e nell’impegno. L’O.M. 128/1999 recita infatti "la frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita della scuola sono elementi positivi che concorrono alla valutazione favorevole del profitto dell’alunno in sede di scrutinio finale ", peraltro da ciò consegue che "il numero delle assenze incide negativamente sul giudizio complessivo a meno che da un congruo numero di interrogazioni e di esercitazioni scritte, grafiche o

 

 

pratiche, svolte a casa o a scuola, corrette e classificate nel corso dell’intero anno scolastico non si possa accertare il raggiungimento degli obiettivi propri di ciascuna disciplina".

 

  1. Saranno dichiarati PROMOSSI alla classe successiva gli alunni cui verrà assegnato per merito un voto non inferiore a sei decimi in ogni materia.

 

  • Agli alunni portatori di handicap dichiarati PROMOSSI si aggiunge la seguente dicitura "votazione riferita al P.E.I. (art.4 bis, co.4, dell’O.M. 126/2000)", la promozione in esami di qualifica non dà luogo a diploma, ma solo a credito scolastico spendibile nel campo del lavoro e stages.

 

 

  1. Saranno altresì dichiarati PROMOSSI gli "alunni che presentino un’insufficienza non grave in una o più discipline, comunque non tale da determinare una carenza nella preparazione complessiva" (art.4 O.M. 128/1999)

 

  • Per le promozioni con debito formativo, la somma dei punti mancanti al raggiungimento della sufficienza in ogni singola disciplina non deve superare i 6 punti totali, salvo casi speciali e comunque adeguatamente motivati e fermo restando che anche al di sopra di tale limite tutti i casi di promozione con debito andranno attentamente valutati. Nella decisione di promozione o di non promozione il C.d.c. terrà conto anche di debiti non recuperati negli anni scolastici precedenti, con particolare attenzione a quelli reiterati nella stessa disciplina e non recuperati.

 

  • Ai sensi dell’O.M. 126/2000, nel caso di promozione così deliberata, il Dirigente comunica alle famiglie il tipo di debito riportato dall’alunno, un dettagliato resoconto delle carenze dello stesso e i voti proposti dai docenti delle materie interessate, nonché indicazioni per lo studio individuale nel periodo estivo di cui si terrà conto in sede di verifica del superamento del debito. Per tali alunni nelle pagelle e nei registri generali dei voti verranno indicati i voti reali nell’apposito spazio destinato alla registrazione dei debiti formativi, mentre nel tabellone esposto all’albo, in luogo del voto, si indicherà il voto 6 scritto in rosso.

 

 

  1. Saranno dichiarati NON PROMOSSI gli alunni che, a giudizio del C.d.c., abbiano insufficienze tali da non essere recuperabili per il numero o per la gravità.

 

  • In tali casi negativi, ai sensi dell’art.4 bis dell’O.M. 126/2000, negli scrutini conclusivi delle classi intermedie sul tabellone si ometteranno i voti che saranno sostituiti dalla dicitura "Non ammesso alla classe successiva (art.4 bis c. 3 dell’O.M. 126/2000)"; negli scrutini di ammissione agli esami di qualifica, il risultato sarà indicato sul tabellone dalla dicitura "Non ammesso agli esami di qualifica (art.4 bis c. 3 dell’O.M. 126/2000)"; negli scrutini degli esami di qualifica, il risultato sarà indicato con la dicitura "Non qualificato (art 4 bis c. 3 dell’O.M. 126/2000)"

 

  • Il Dirigente provvederà a comunicare alle famiglie in modo consono e appropriato i risultati negativi degli alunni.

 

 

 

Ogni decisione di non promozione o di promozione in presenza di insufficienze dovrà essere ampiamente motivata nel verbale del C.d.c.. A tale proposito si suggeriscono i seguenti elementi che valgono solo come punto di riferimento e di ausilio per i docenti:

  • Possesso dei requisiti di base
  • Andamento dell’anno scolastico, miglioramento o meno rispetto alla situazione di partenza
  • Cause della negatività del profitto
  • Risultati del primo quadrimestre
  • Offerte formative della scuola di cui l’allievo si è o meno avvalso (Interventi individualizzati in classe, rallentamenti dello svolgimento del programma, spiegazioni

reiterate ed esercitazioni ricorrenti mirate a conseguire gli obiettivi minimi, frequenza degli IDEI, esiti degli IDEI)

  • Capacità di organizzazione autonoma del lavoro scolastico
  • Risultati delle prove di verifica

 

Per quanto riguarda le classi quinte, lo scrutinio finale verrà condotto dal C.d.c. secondo la procedura prevista dai nuovi esami di stato e, per l’attribuzione del credito, secondo la tabella A del DPR n. 323 del 23.7.98. Per quanto riguarda le classi terze, lo scrutinio finale verrà condotto dai singoli C.d.c. secondo la procedura prevista dagli artt. 13 –15 dell’O.M. 128/1999 e con i criteri di attribuzione del punteggio deliberati dal C.d.D. e, per quanto riguarda l’attribuzione dei crediti scolastici, secondo la suddetta tabella A.

 

 

6.3 MODALITA’ DI ASSEGNAZIONE DEL PUNTEGGIO NEGLI ESAMI DI QUALIFICA

 

 

SCRUTINIO DI AMMISSIONE

L’O.M. 128/1999 stabilisce che lo scrutinio costituisce la prima parte della valutazione, durante la quale il C.d.c. "tiene conto del curriculum e dell’andamento delle prove semistrutturate o strutturate per determinare il livello di formazione generale" raggiunto dall’alunno; lo scrutinio "si conclude con un giudizio analitico e un voto, espresso in decimi, per ciascuna materia, sulla base del profitto conseguito durante l’anno scolastico e nelle prove strutturate e semistrutturate e con un voto di ammissione espresso in centesimi, accompagnato da un giudizio sintetico che motivi l’ammissione del candidato alla seconda fase della valutazione. Tale giudizio è deliberato dal C.d.c. verificata la sufficienza in tutte le materie, ovvero, con giudizio motivato, constatata la presenza di non più di due insufficienze".

Da ciò consegue: a) che non è necessario stabilire, nell’ambito dei 90 punti da assegnare durante lo scrutinio, un punteggio minimo di ammissione, dal momento che l’unico limite stabilito dall’ordinanza è che non vi siano tra i voti di profitto più di due insufficienze (è peraltro evidente che, potendosi assegnare con l’esame al massimo 10 punti, l’alunno che non raggiunga in sede di scrutinio il punteggio globale di 50 punti risulta automaticamente non ammesso); b) che si deve tener conto anche del curriculum degli anni precedenti; c)che ogni materia deve assegnare un voto unico sulla base dell’andamento sia dell’anno che della prova strutturata: in sede di scrutininio di ammissione si procede pertanto come segue:

  • Per la formulazione del voto di ammissione si tiene conto di due parametri
  1. il curriculum degli anni precedenti
  2. il profitto conseguito nell’anno in corso e nelle prove strutturate o semistrutturate

che concorrono rispettivamente a determinare il punteggio

  1. fino a 30 punti
  2. fino a 60 punti
  • Curriculum degli anni precedenti

Per ogni anno si procede ad assegnare un punteggio fino ad un massimo di 15 punti sulla base delle seguenti bande di oscillazione:

 

Media dei voti dello scrutinio finale

Punti

Media del 6

8-12

Media compresa tra 6.1 e 6.5

9-13

Media compresa tra 6.6 e 7

12-14

Media superiore al 7

14-15

Ai fini della determinazione del punteggio nell’ambito delle bande di oscillazione si tiene conto

della eventuale presenza di debiti formativi che non siano stati superati.I punteggi delle bande di

oscillazione in parte si sovrappongono in quanto, nel caso di promozione, è possibile che un alunno con media superiore ad un altro sia in realtà meno "meritevole"; si consideri per esempio il caso di due alunni, uno promosso con la media del 6.2 ma con debito formativo non saldato, l’altro con la media del 6 ma senza debiti: in tal caso non sarebbe giusto che il primo si collocasse in una banda di oscillazione in assoluto più alta di quella del secondo in ragione della sola media, in quanto essa deriva non da "veri" sei ma da "sei rossi". Eventuali debiti non saldati tra prima e seconda portano a una penalizzazione fino a quattro punti, secondo il numero e la gravità degli stessi. La valutazione del peso da dare a eventuali debiti assegnati alla fine della seconda e non saldati in terza e la decisione di ammettere comunque all’esame un alunno che non abbia saldato un debito spetta ai singoli C.d.C., tenuto conto della delibera del C.d.D. che stabilisce che nel decidere la promozione si deve considerare come grave elemento negativo la presenza di debiti non recuperati. Resta inteso che un alunno promosso senza debiti ha comunque diritto al massimo del punteggio previsto per la sua banda di oscillazione. La non promozione non comporta alcuna penalizzazione; semplicemente non si assegna alcun punteggio per quell’anno.

  • Profitto dell’anno in corso e della prova strutturata o semistrutturata. Si effettua una media ponderale tra il voto di profitto conseguito durante l’anno, e più precisamente nel secondo quadrimestre, e quello della prova strutturata o semistrutturata convertito in decimi, attribuendo al primo un peso di 3/4, al secondo di 1/4. In pratica, se un alunno ha conseguito per esempio in italiano un voto di profitto pari a 6 nel secondo quadrimestre e 75/100, cioè 7.5 nella prova strutturata la media ponderale si ottiene sommando i 3/4 di 6, cioè 4.5 con 1/4 di 7.5, cioè 1.8: si ha così il voto di italiano cioè 6.3. E’ anche possibile ottenere la media ponderale moltiplicando per tre il voto di profitto, sommandolo con il voto della prova strutturata in decimi e poi dividendo per quattro: se si ha per esempio un alunno con voto di profitto 4 ma che durante la prova strutturata ha ottenuto 73/100 punti, cioè 7.3, la sua media ponderale risulta essere: 4x3=12; 12+7.3=19.3; 19.3:4=4.8. Si può così giungere ad esprimere un voto unico per ciascuna disciplina, comprensivo dell’esito dell’anno in corso e di quello delle prove strutturate (i voti finali delle singole materie devono essere interi, e perciò sussiste sempre la necessità di arrotondarli come del resto in ogni scrutinio).

Una volta fatta la media generale tra i voti delle varie materie si assegna il punteggio sulla base delle seguenti bande di oscillazione:

 

Media generale dei voti conseguiti in tutte le discipline

Punti

Media < 6

24-33

6£ Media<6.5

34-40

6.5£ Media<7

41-47

7£ Media<7.5

48-54

7.5£ Media<8

55-59

Media³ 8

60

 

Per determinare il punteggio preciso nella banda di oscillazione si tiene conto dei seguenti parametri:

  1. alla media minima di fascia corrisponde il punteggio minimo: media del 6 = punti 34
  2. ogni decimo in più nella media dà diritto ad un punto in più: media del 6.2 = punti 36
  3. ciascuna delle seguenti voci dà diritto a 0.50 punti in più: frequenza assidua
  4. interesse attivo

    partecipazione al dialogo didattico

    costanza nell’impegno

  5. la presenza di un’insufficienza tra i voti di profitto dà luogo a una penalizzazione di 1
  6. punto

  7. limitatamente alla prima fascia, si ha la seguente corrispondenza tra media e punteggio:

con 1 insufficienza con 2 insufficienze

media del 5.9 = 32 punti 31 punti

media del 5.8 = 31 punti 30 punti

media del 5.7 = 30 punti 29 punti

media del 5.6 = 29 punti 28 punti

media del 5.5 = 28 punti 27 punti

media del 5.4 = 26 punti

media del 5.3 = 25 punti

media del 5.2= 24 punti

6) non è comunque possibile sforare in alto o in basso i limiti stabiliti dalla banda di oscillazione

prevista per una certa media

 

PROVE D’ESAME

Per quanto riguarda l’esame, fermo restando che i dieci punti da attribuire vanno suddivisi dalla Commissione tra le due prove scritte eventualmente anche in misura diversa, si ricorda la possibilità di effettuare, su richiesta dei docenti o anche del candidato anche un colloquio orale ("Gli eventuali colloqui potranno essere decisi dalla Commissione anche su richiesta dei candidati al fine di a) elevare la valutazione di candidati che si siano particolarmente distinti per impegno e profitto; b) approfondire la valutazione dei candidati le cui prove di esame siano risultate, nei loro esiti, in contrasto con i valori espressi dal curriculum scolastico"); in tal caso il colloquio dovrebbe logicamente essere un approfondimento degli argomenti compresi nelle prove scritte, dato che il suo esito andrebbe a modificare la valutazione di tali prove scritte, non essendo possibile attribuire al colloquio un punteggio a sé stante in quanto il suo svolgimento è solo eventuale.

 

N.B Tanto i Criteri di promozione, non promozione, promozione con debiti quanto le Modalità di assegnazione del punteggio negli esami di qualifica sono stati deliberati dal C.d.D nell’a.s. 2001/2002 e potrebbero subire delle modifiche a seguito di eventuali innovazioni normative che dovessero essere contenute in successive Ordinanze mininisteriali relative alle "Norme per lo svolgimento degli scrutini ed esami".

6.4 IL RECUPERO DEI DEBITI FORMATIVI

Nei mesi di settembre e di ottobre dell’anno scolastico 2001/2002 sono stati organizzati corsi di recupero destinati agli studenti promossi con debiti formativi in una o più discipline. Per l’a.s. 2002/2003 il C.d.D. ha stabilito che tali corsi si svolgeranno nei giorni tra il 2 settembre e la data d’inizio delle lezioni e saranno preceduti da verifiche sul lavoro svolto individualmente dagli alunni promossi con debito volte ad accertare la necessità o meno di frequentare i suddetti corsi di recupero.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di dare agli studenti un forte segnale sulla necessità che il debito scolastico non venga sottovalutato. Il passaggio all’anno successivo è, sì, garantito allo studente che pure ha mostrato di non avere raggiunto la sufficienza in qualche disciplina, ma egli deve dimostrare, all’inizio o nel corso dell’anno scolastico successivo, di aver sanato questa situazione. La scuola gli offre l’opportunità, nella fase iniziale dell’anno scolastico, di seguire dei corsi che hanno lo scopo di verificare la preparazione individuale, di chiarire dubbi ed incertezze residue e, infine, di vedere certificato, attraverso una verifica finale, l’avvenuto "saldo" del debito ed il possesso dei prerequisiti necessari per lo studio della disciplina nel corrente anno scolastico.

I corsi vengono avviati con le seguenti modalità:

  • Ogni corso è formato da non più di 10 alunni con debito, provenienti da classi parallele o raggruppati per fasce (biennio, triennio).
  • I corsi sono tenuti dai docenti che danno la propria disponibilità
  • Hanno una durata complessiva di 14 ore di cui 2 di verifica
  • Le ore impartite e documentate sono retribuite
  • Gli alunni sono avviati ai corsi su indicazione del docente che ha attribuito il debito nella sua materia.
  • Il docente incaricato del corso certifica, a conclusione delle attività, il saldo del debito o l’esito negativo dell’intervento e trasmette il giudizio al C.d.c. che lo ratifica e lo registra sul libretto dello studente.

 

Organizzazione dei corsi

Le fasi da seguire per l’organizzazione dei corsi sono le seguenti:

  • consultazione dei tabelloni dei risultati degli scrutini finali ed individuazione dei nominativi degli studenti che hanno riportato debiti
  • raggruppamento per classe e per materia
  • richiesta di disponibilità ai docenti delle varie materie
  • formazione di gruppi di studenti, di numero non superiore a 10 ed individuazione del docente incaricato per il corso (preferibilmente il docente della classe, se disponibile)
  • definizione di orari e tempi (2 ore per ogni lezione per un totale massimo di 14 ore)
  • affissione dei tabelloni di ogni corso contenenti: nome del docente, degli studenti, calendario delle lezioni
  • preparazione di una lettera informativa per le famiglie contenente le indicazioni relative ai corsi
  • preparazione di un modello individuale di assegnazione al corso per ogni studente
  • informazione e coordinamento fra i docenti responsabili dei vari corsi

 

6.5 IL RECUPERO NEL CORSO DELL’ANNO SCOLASTICO

Per consentire agli studenti di superare le difficoltà che si creano nel corso dell’anno, di colmare lacune nella preparazione, di riprendere argomenti non capiti o trascurati nello studio, di rimediare a interrogazioni o compiti scritti negativi gli insegnanti dell’istituto Marco Polo mettono in atto diverse forme di recupero.

In orario "curricolare", ossia di mattina, si utilizzano le seguenti possibilità:

 

Recupero nelle ore di approfondimento

Si utilizza nelle classi di ordinamento. Le ore di approfondimento vengono utilizzate per "ripassare" il programma o alcuni punti di esso con tutta la classe; oppure la classe può essere divisa in gruppi, proponendo ad una parte attività di ricerca e di approfondimento, all’altra un vero e proprio percorso di recupero.

 

 

 

Recupero nell’area di integrazione

Si utilizza nel classi del Progetto 2002. Durante la giornata dedicata all’area di integrazione si sfrutta la "codocenza" per dividere la classe in gruppi ciascuno dei quali può svolgere un lavoro mirato al recupero di specifiche difficoltà o di particolari argomenti.

 

Recupero "in itinere"

E’ una forma di recupero utilizzabile in tutte le classi; si tratta di un recupero effettuato nel corso del normale orario curricolare di ciascuna disciplina. L’insegnate interrompe lo svolgimento del programma e dedica un certo numero di lezioni a riprendere argomenti già spiegati a vantaggio di tutta la classe ma soprattutto degli studenti con profitto insufficiente, che vengono poi sottoposti a verifiche per accertare il superamento delle lacune.

In orario extrascolastico invece vengono proposti gli IDEI (Interventi didattici ed educativi integrativi) che prevedono le seguenti tipologie:

 

Corsi di recupero dei prerequisiti

Si svolgono nella fase iniziale dell’anno, in particolare per le prime classi, una volta completata l’analisi e la valutazione delle prove d’ingresso. Il loro scopo è l’eliminazione delle carenze relative ai "prerequisiti", ossia a quelle conoscenze e capacità che lo studente deve possedere per poter affrontare lo studio dell’anno in corso e la cui mancanza può compromettere l’esito positivo del lavoro scolastico.

 

Corsi di recupero mirati

Sono corsi progettati dai singoli docenti per allievi della propria classe che presentano profitto insufficiente e carenze nella preparazione. Si indirizzano in generale, come i precedenti, ad un massimo di 10/12 alunni e hanno la durata massima di 10 ore di lezione più 2 di verifica. Tali corsi vengono attivati nel corso dell’anno, in particolare all’inizio del secondo quadrimestre.

 

Sportello "help"

E’ una possibilità di recupero "permanente", in quanto viene attivata, sulla base della disponibilità dei docenti, continuativamente per gran parte dell’anno scolastico. I docenti coinvolti mettono a disposizione 2 ore settimanali in orario pomeridiano per offrire agli studenti la possibilità di chiarire dubbi, superare incertezze, ricevere spiegazioni su argomenti non capiti o non studiati o la cui spiegazione in classe si è perduta a causa di assenze, approfondire lo studio, preparare una verifica orale o scritta ecc. Naturalmente in questo caso lo sportello è aperto a tutti gli studenti dell’Istituto e non solo agli alunni del docente che offre la propria disponibilità.

Il calendario con le materie, i nomi dei docenti e gli orari dello sportello viene comunicato nelle classi e affisso ai vari piani delle sedi dell’Istituto.

 

6.6 Il libretto dello studente

Nell’anno scolastico 1999/2000 è stato introdotto nell’Istituto un modello di libretto che raccoglie il percorso scolastico dello studente, comprendente:

  • I dati anagrafici
  • Il curriculum degli studi, con l’indicazione dei debiti assegnati ed eventualmente recuperati
  • Altri corsi di formazione frequentati
  • I tirocini di impresa e le attività di stages
  • Le esperienze di lavoro
  • Le competenze informatiche (in aggiunta a quelle previste dal curriculum)
  • Le competenze di lingue straniera (in aggiunta a quelle previste dal curriculum)
  • Altre esperienze formative documentate come quelle di volontariato o di esperienze artistiche, culturali o sportive; premi conseguiti in concorsi
  • Altre attività o pubblicazioni
  • Partecipazione ad attività integrative organizzate dalla scuola.

 

 

6.6 LA CERTIFICAZIONE DELL’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO SCOLASTICO

Per certificare agli studenti che hanno frequentato il primo anno di scuola superiore l’avvenuto assolvimento dell’obbligo è stata elaborata una scheda che indica le competenze acquisite in ogni disciplina dando per ognuna di queste una valutazione di sufficiente, buono, distinto, ottimo.

Per migliorare la qualità del servizio prestato e garantire l’efficacia formativa dei suoi interventi la scuola ha così elaborato un sistema di valutazione basato sulla certificazione delle competenze acquisite.

Le schede sono contenute nell’ALLEGATO N °2 "MATERIALI".

 

 

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Capitolo 7:

I RAPPORTI CON LE FAMIGLIE

 

 

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L’I.P. Marco Polo considera molto importante la collaborazione con le famiglie ed attua una serie di iniziative per assicurare il loro diretto coinvolgimento sia nel portare avanti il percorso formativo degli studenti sia nel partecipare ai cambiamenti della scuola messi in atto dall’autonomia. Nella convinzione che le famiglie debbano svolgere un ruolo di primo piano nel ridefinire l’identità della scuola, si ritiene necessario creare le condizioni per una partecipazione che non si limiti a far presente bisogni ed aspettative ma faccia sentire la propria voce nelle decisioni da prendere sulla base dell’autonomia didattica ed organizzativa, anche al di là degli spazi già previsti negli organi collegiali.

 

In particolare vengono attivate le seguenti iniziative:

 

  • Incontro del Dirigente con tutti i genitori delle classi prime, all'inizio dell'anno, nell'ambito delle iniziative legate all'Accoglienza, per presentare l'offerta formativa della scuola, dare informazioni e avviare forme di collaborazione.
  • Possibilità di incontri con il Dirigente, su richiesta delle famiglie, per affrontare problemi specifici emersi nelle classi.
  • Ricevimento mensile dei docenti: tutti i docenti mettono a disposizione un’ora mensile per il colloquio con le famiglie; l’orario dei ricevimenti è comunicato alle famiglie ed è disponibile presso i bidelli.
  • Due volte all’anno l’istituto organizza il ricevimento pomeridiano generale delle famiglie, di norma nella prima settimana di dicembre e nell’ultima settimana di marzo. Il ricevimento è organizzato in due fasi nello stesso pomeriggio, una per i genitori degli alunni delle classi prime e seconde, l’altra per quelli degli alunni delle classi terze, quarte, quinte.
  • In occasione del ricevimento generale (o nei giorni immediatamente successivi per coloro che non vi abbiano partecipato) viene consegnata una comunicazione scritta sull’andamento didattico degli studenti, attraverso una scheda sintetica che indica i risultati rilevati (pagellino).

 

 

7. 1 INCONTRI CON GLI STUDENTI E CON LE FAMIGLIE

Negli a.s. 1999/2000 e 2000/2001 sono stati realizzati incontri con i rappresentanti degli studenti al fine di presentare il POF e di discutere insieme sulle possibilità aperte dall’applicazione della legge sull’autonomia: è stato letto e commentato il regolamento e si è fatta l’ipotesi – per ora non concretizzata – di costituire un gruppo di studio sull’autonomia formato dagli studenti che vi vogliono aderire, che possa contare anche sulla eventuale collaborazione del Dirigente e del coordinatore del POF, ma che lavori in forma autonoma per elaborare proposte relative al piano dell’offerta formativa dei prossimi anni.. Sono state poi raccolte richieste di studenti e genitori formulate autonomamente e riferite sia al collegio che al gruppo di progetto (richiesta di inserimento della lingua spagnola nel triennio dell’indirizzo turistico, richiesta dell’attivazione di corsi di recupero di economia aziendale.)

Sono stati organizzati anche incontri con i genitori, sia per presentare il POF che per raccogliere proposte e osservazioni. La partecipazione dei presenti è stata attiva e collaborativa, anche se il numero dei presenti era piuttosto esiguo e tutti hanno lamentato la difficoltà di coinvolgere un numero maggiore di famiglie. In particolare è emersa la proposta di costituire un comitato formato da rappresentanti degli studenti, dei genitori e dei docenti che riveda il regolamento d’Istituto.

 

 

 

 

 

 

7.2 LE INDICAZIONI DELLE FAMIGLIE: OSSERVAZIONI E RICHIESTE

  1. Considerazioni relative all’organizzazione della scuola
  • Maggiore disciplina per gli studenti, i docenti , i bidelli
  • Rigore e chiarezza su giustificazioni e ritardi
  • Continuità dei docenti, sia per quanto riguarda il turn over degli insegnanti sia per quanto concerne la continuità interna.
  • Tempestività nella sostituzione dei docenti assenti
  • Considerazioni sull’orario delle attività integrative che possono essere seguite se organizzate nel primissimo pomeriggio, ma creano gravi problemi per il rientro a casa se si protraggono a pomeriggio inoltrato
  • Maggiore coerenza nel far rispettare le regole, per esempio sul permesso di fumare, limitato a spazi e momenti definiti con precisione
  • Evitare che gli insegnanti siano chiamati fuori della classe anche se per lo svolgimento di attività inerenti alla scuola
  • Osservazioni sul disordine frequentemente registrato in succursale anche dai genitori stessi, con ragazzi che restano a lungo fuori della classe.

 

 

  1. Indicazioni di tipo metodologico
  • Stimolare gli studenti e coinvolgerli per motivarli allo studio
  • Organizzare attività coinvolgenti come le uscite che in certi casi si sono rilevate buone occasioni di apprendimento
  • Trovare una metodologia comune per tutte le discipline
  • Migliorare e incrementare il dialogo tra docenti e studenti

Chiarire bene le finalità delle attività proposte, perchè i ragazzi avendo chiaro il fine da raggiungere possano partecipare più responsabilmente e consapevolmente.

 

  1. Proposte relative alla didattica
  • Dare più spazio alle lingue straniere per garantire un miglior livello di apprendimento
  • Curare l’italiano per garantire la capacità di esprimersi nel parlare e nello scrivere
  • Dare spazio alle materie di indirizzo
  • Risolvere i problemi relativi alle prolungate assenze dei docenti di una disciplina
  • Incrementare le attività in rapporto al territorio, in contatto con il mondo del lavoro

 

  1. Problemi relativi alla comunicazione scuola - famiglia
  • Richiesta di presentare direttamente ai genitori tutte le attività organizzate dalla scuola, tutti i servizi quali il docente tutor, i corsi di recupero, lo sportello help, lo sportello CIC perchè le famiglie possano collaborare nel favorirne la frequenza
  • Migliorare la trasmissione delle informazioni che troppo spesso invece arrivano in ritardo
  • Consentire anche ai genitori di poter usufruire del servizio offerto dallo psicologo scolastico.

 

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Capitolo 8 :

RAPPORTI IN RETE CON IL TERRITORIO

 

 

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8.1 I RAPPORTI IN RETE CON LE ALTRE SCUOLE DEL TERRITORIO

 

Gli incontri realizzati per il progetto relativo all’indagine sull’utenza hanno comunque fornito l’occasione per avviare una rete di collaborazione con le scuole che hanno aderito, rete che si è poi allargata in occasione della partecipazione al convegno organizzato presso la Scuola Media Marconi sull’innalzamento dell’obbligo scolastico: tutte le scuole del Distretto 32° hanno condiviso la scheda di trasmissione delle informazioni con la scuola media, sono stati presi accordi – con l’intervento della Funzione obiettivo relativa all’innalzamento dell’obbligo - per la costruzione di passerelle tra indirizzi diversi, è stato possibile progettare altre forme di collaborazione (progetto relativo alla produzione di un giornale di distretto), ma soprattutto di lavorare insieme all’ipotesi a lungo termine di una formazione integrata tra tutte le agenzie formative del territorio, anche non scolastiche che preveda un rafforzamento dell’area comune e la costruzione di percorsi specifici, differenziati, ma accessibili anche a studenti di scuole di diverso indirizzo.

 

8.2 SCHEDE DI RACCORDO SCUOLA MEDIA – SCUOLA SUPERIORE

Già dall’anno scolastico 1999/2000, nel territorio di Monterotondo, erano stati realizzati diversi incontri tra docenti delle scuole medie inferiori e superiori per avviare attività di raccordo e continuità tra i due ordini di scuola. In particolare, il punto di partenza era stata la constatazione che la mancanza di informazioni relative all’area cognitiva ma, ancora di più, a quella relazionale degli alunni, aveva determinato in alcuni istituti superiori la formazione di classi "difficili", nelle quali il caso aveva riunito più elementi "problematici".

Si era sentita quindi l’esigenza di contattare i colleghi delle medie inferiori per conoscere meglio le competenze, gli interessi ma anche le eventuali situazioni di disagio degli studenti, al fine di attivare interventi tempestivi e incisivi, per favorire il passaggio alla scuola superiore. Nell’ambito degli incontri, era stata prodotta una scheda di rilevazione che mirava a fornire dati il più oggettivi possibile sugli alunni in entrata, sia per agevolare il loro passaggio alla scuola superiore, sia per evitare la formazione di classi "difficili", sia per predisporre interventi efficaci in presenza di casi particolarmente disagiati.

E’ evidente che il raccordo tra i diversi ordini di scuola è sempre più necessario per fronteggiare il disagio e l’abbandono scolastico e per fornire elementi utili al processo di orientamento dell’alunno. Così, sulla base dell’esperienza del precedente anno scolastico, nell’a.s. 2000/2001 si è costituita una rete di scuole (medie inferiori e medie superiori) appartenenti al 32° Distretto, con lo scopo di operare unitamente in questa direzione.

Sono state così predisposte due schede di raccordo tra i due ordini di scuole.

Le schede sono state elaborate non per classificare o giudicare l’alunno, bensì per favorire un’articolata conoscenza dello stesso e valorizzarne e svilupparne, non solo competenze, ma anche interessi, attitudini e disponibilità affettiva verso saperi e ambiti operativi.

La prima scheda è concepita in uscita dalla scuola media; ha lo scopo di fornire alla scuola ricevente informazioni utili riguardo all’area comportamentale dell’alunno in ingresso, ed anche di diagnosticare eventuali situazioni di disagio per attivare tempestivamente gli interventi necessari alla loro risoluzione.

 

 

 

 

 

 

La seconda scheda, compilata alla fine del primo anno di scuola superiore, serve come monitoraggio per le scuole medie. Tale scheda, sulla base di medesimi indicatori, permette di evidenziare il progresso, la stazionarietà o il regresso di competenze, ma soprattutto di interessi e motivazioni.

 

Le schede sono contenute nell’ALLEGATO N°2 "MATERIALI".

 

 

8.3 RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI

Il progetto Valle del Tevere (a. s. 1999/2000) ha rappresentato un’occasione per prendere contatti con gli enti locali dei comuni coinvolti; in particolare è stata avviata una ipotesi di progetto con l’assessorato alla cultura del Comune di Monterotondo per costruire percorsi formativi integrati con i bisogni culturali del territorio: l’assessorato alla cultura proporrà come campi di indagine temi legati alla promozione artistica o naturalistica sui quali il Comune stesso intende avviare iniziative proprie, le scuole, ognuna nel proprio ambito specifico, potranno progettare percorsi didattici, non soltanto simulati, ma realmente integrati. Gli incontri sono stati svolti principalmente presso il nostro Istituto ed hanno avuto come referente Noemi Colombo dell’assessorato alla cultura. La collaborazione si è conclusa con la presentazione presso le sale consiliari della mostra didattica e con un intervento nel convegno organizzato sul tema, nell’ambito della settimana della scuola curata dalla funzione obiettivo per i rapporti con gli enti esterni.

Nell’a.s. 2000/2001 la partecipazione dell’Istituto al progetto del Comune di Monterotondo "Generazioni ‘00" ha portato alla realizzazione dello spettacolo teatrale "Assurdo Girotondo", messo in scena da allievi dell’Istituto nell’ambito dell’Estate Eretina 2001.

Sono stati attivati contatti con il CILO (centro iniziativa locale per l'occupazione), che ha svolto nei passati anni scolastici attività d'orientamento nelle classi quinte presentando la situazione occupazionale a livello locale e nazionale e fornendo agli studenti dati statistici, strumenti di informazione, criteri per stendere il curriculum vitae.

All'attività d'orientamento ha partecipato anche l'associazione Maestri del Lavoro e sono stati avviati contatti con la comfcommercio di Monterotondo.

 

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CAPITOLO 9°:

LE RISORSE E I PROGETTI

 

 

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9.1 L’ORGANICO FUNZIONALE

 

In base al D.M. 22/03/99, n°71, l’istituto partecipa alla sperimentazione dell’autonomia scolastica – organico funzionale, grazie alla presenza di classi sperimentali (Progetto 2002).

Nell’a.s. 1999/2000, al fine di agevolare la sperimentazione dell’autonomia, la dotazione di organico è definita dal Provveditorato agli Studi "… in modo da assicurare almeno un numero di risorse corrispondenti a quelle ottenute considerando le cattedre interne individuate con gli attuali criteri, comprendenti le cattedre ordinarie, le cattedre orario interne, le cattedre sperimentali, quelle miste e i posti determinati sommando tutte le ore di insegnamento che non contribuiscono alla formazione delle cattedre interne come sopra individuate" (Art. 2.2).

Questo consente all’istituto:

  • di avere un organico più stabile, non suddiviso tra più scuole
  • di poter contare su risorse orarie utilizzabili per progetti ed interventi individualizzati

 

 

 

Criteri di riferimento per l’utilizzazione delle risorse orarie dei docenti

 

  • Distribuzione equa delle risorse tale da garantire la possibilità di rispondere, almeno in forma parziale, a tutte le esigenze formative registrate.
  • Le ore utilizzate nell’approfondimento (a parte quelle che concorrono a formare cattedra) non coprono l’intero anno scolastico per consentire la necessaria rotazione tra i docenti e garantire possibilità di recupero e potenziamento a tutte le discipline.
  • Una parte delle ore è stata riservata alla disponibilità per le supplenze brevi , per migliorare l’organizzazione della scuola anche in questo campo
  • In riferimento al quadro riassuntivo che segue si precisa perciò che le ore di approfondimento assegnate ai singoli docenti possono essere nel corso dell’anno sostiuite da ore a disposizione e viceversa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le risorse dell’Organico funzionale 2001/2002

 

CLASSE

DISCIPLINA

ORE IN PIU’

PROGETTI POF

 

APPROFONDIMENTO

DISPOSIZIONE

7A

Fotografia e grafica pubblicitaria

5

   

1 Antonini

1 Caracciolo

1 Marianelli

2 Caracciolo

17/A

Discipline economico aziendali

14

2 Giancristiano

11 Belocchi

*

 

1 Giancristiano

19/A

Discipline giuridiche ed economiche

1

   

1 de Miro

 

25/A

Disegno professionale e comunicazioni visive

         

29/A

Educazione fisica

6

4 Paolucci

**

 

2 Paolucci

36/A

Filosofia pedagogia e scienze dell’educazione

6

     

6 Di Pietro

39/A

Geografia

         

42/A

Informatica

3

2 Ferraresi

***

 

1 Ferraresi

47/A

Matematica

15

1 Greco

1 Peruzzi

1 Carloni

1 Montesi

2 Sanguigni

1 Delogu

2 Repichini

**

**

1 Peruzzi

1 Carloni

1 Montesi

1 Delogu

2 Repichini

 

50/A

Lettere

3

     

3 De Gasperis

60/A

Scienze della terra

3

   

1 Gaudino

2 Gaudino

61/A

Storia dell’arte

2

   

2 Giorda

 

65/A

Tecnica Fotografica

         

76/A

Laboratorio trattamento Testi

2

   

1 Correnti

1 Correnti

346/A

Lingua e civiltà straniera

Inglese

15

3 Ortenzi

3 Rosati

9 Giacobbe

15 Monetini

***

**

1 Placidi

1 Di Leo

 

246/A

Lingua e civiltà straniera

Francese

6

3 Mancuso

***

***

1 Mancuso

2 Mancuso

TOTALI

           

 

 

* Giancristiano: Corsi per le passerelle tra indirizzi diversi

Belocchi: Recupero e potenziamento di economia aziendale/Tutor di Terza area

** Paolucci: Gruppo sportivo

*** Ferraresi: Pagina Web

**** Docenti matematica: Recupero e potenziamento di matematica

*****Docenti di inglese: Inglese per livelli

****** Mancuso: Francese per livelli

 

 

 

9.2 PROGETTI PER IL 2001/2002 e per il 2002/2003 (sintesi)

 

  1. PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO CURRICOLARE
  2. Vi sono inclusi tutti i progetti finalizzati a migliorare l’efficacia degli interventi formativi legati ai curricoli, che si propongono di utilizzare metodologie differenziate per rispondere ad esigenze diverse (classi aperte, gruppi di livello, recupero durante l’orario curricolare), oltre allo sportello CIC.

    1.1 INGLESE PER LIVELLI – E’ attivato nella classi 1 e 2 A, 1 e 2 A1, 1 e 2 B, 1e 2 E, 1e 2 F. Durante le ore di inglese gli studenti vengono divisi in gruppi omogenei per livello (principianti, intermedio, avanzato) in modo da poter differenziare l’insegnamento consentendo agli studenti di seguire più agevolmente le lezioni. In tal modo gli studenti che partono da un livello linguistico più modesto possono usufruire di una didattica più semplice che consente loro di raggiungere comunque gli obiettivi di base del primo anno; gli studenti che posseggono conoscenze più avanzate hanno invece la possibilità di progredire ulteriormente.

    1.2 FRANCESE PER LIVELLI – Attivato nella classe 2 B, è strutturato in modo analogo al precedente e ha le medesime finalità.

    1.3 RECUPERO E POTENZIAMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE – Il progetto interessa le classi prime di biennio comune e si propone interventi di recupero organizzati per moduli tematici allo scopo di garantire maggiore uniformità nel livello di apprendimento.

    1.4 PROGETTO CIC – Si veda al § 2.5.

    1.5 TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE NELLA DIDATTICA DELLA LINGUA INGLESE – Questo progetto si propone di integrare l’Inglese per livelli; impiegando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella prassi della didattica si intende migliorare l’efficacia dell’insegnamento e fornire l’opportunità di comunicare, informare e interagire in lingua straniera grazie a tecnologie moderne. Poiché il progetto richiede la creazione di un laboratorio linguistico multimediale, l’attivazione è prevista per l’a.s 2002/2003.

  3. PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO EXTRACURRICOLARE

Vi sono inclusi tutti i progetti che offrono attività formative diverse o aggiuntive rispetto a quelle previste dai curricoli, finalizzate a motivare, responsabilizzare, socializzare, acquisire comunque competenze spendibili in qualunque percorso di apprendimento, nonché i progetti atti a realizzare il recupero in orario extracurricolare.

 

2.1 RIEQUILIBRIO, RECUPERO E POTENZIAMENTO DI MATEMATICA – Prevede l’attivazione di corsi di recupero pomeridiani e di uno sportello help operante su prenotazione e si rivolge a allievi di tutte le classi allo scopo di colmare le lacune di base nella preparazione e recuperare le competenze essenziali per rendere la preparazione più omogenea.

 

2.2 PAGINA WEB – Il progetto si propone di aggiornare la pagina Web dell’Istituto per realizzare un’informazione on-line sulle attività della scuola e contemporaneamente di avviare gli studenti coinvolti alla produzione di pagine Web.

 

 

 

 

2.3 METODOLOGIA CRITICA – Indirizzato agli allievi di tutte le classi quinte, si propone di fornire un ausilio nella stesura della tesina interdisciplinare per l’Esame di Stato. Verrano affrontate tematiche inerenti alla ricerca bibliografica, all’analisi critica e interdisciplinare, alla corretta strutturazione di una lavoro di ricerca.

 

2. 4 LA CARTOGRAFIA – Il progetto, rivolto ad allievi delle classi seconde di biennio comune e del triennio turistico, si propone di approfondire le problematiche relative all’interpretazione e all’uso dei vari tipi di carte, allo scopo di far acquisire ai partecipanti la capacità di ricavare da queste elementi di indagine territoriale e rilevamenti geologico-topografici.

 

2.5 ITINERARI TURISTICI – COLLEGAMENTO CON IL TCI - Il progetto, indirizzato ad alunni delle classi di indirizzo turistico, si propone di approfondire la tematica della preparazione di itinerari attraverso lo studio analitico delle guide d’Italia del TCI e di produrre materiale informativo utilizzabile anche nei viaggi di istituto.

 

2.6 GIORNALINO SCOLASTICO – Si prevede la produzione di un giornalino d’Istituto realizzato dagli allievi, che dovranno non solo produrre gli articoli ma anche curare l’impaginazione e la veste grafica del prodotto; si intende in tal modo offrire agli alunni una possibilità di esprimere la propria opinione e la propria creatività e potenziare le competenze professionali degli alunni. La partecipazione è aperta a tutti gli studenti. L’attivazione del progetto è prevista per il 2002/2003.

 

2.7 LABORATORIO TEATRALE – Il laboratorio si propone di favorire la socializzazione tra studenti, aumentare l’autostima e la sicurezza, far acquisire capacità d’uso dei linguaggi verbale, gestuale, musicale in ambito scenico; è aperto a tutti gli studenti dell’Istituto e si concluderà con l’allestimento di uno spettacolo di fine corso.

2.8 CRESCERE INSIEME NELLO SPORT – Il progetto, che coinvolge i docenti di educazione fisica e si rivolge a studenti di tutto il quinquennio, ha lo scopo di coinvolgere i partecipanti in attività sportive di vario tipo, dal nuoto all’atletica leggera, dalla pallavolo al cacetto e al baseball, e comprende un’attività di avviamento alla pratica sportiva con organizzazione di tornei d’Istituto (Gruppo sportivo) e la partecipazione alle varie fasi (distrettuale, interdistrettuale, comunale e provinciale) dei campionati studenteschi.

 

2.9 LA PATENTE ECDL – Il progetto si propone l’attivazione di corsi per il conseguimento della Patente europea di guida del computer, certificazione riconosciuta a livello internazionale. Per l’a.s. 2002/2003 si studierà la possibilità di inserire tale progetto nelle attività di Terza Area.

Per maggiori informazioni sui singoli progetti si veda l’ALLEGATO 3

9.3 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE

Nell’anno 1999/2000 sono state attivate le seguenti iniziative di formazione:

  1. Corso di educazione alla legalità
  2. Corso di aggiornamento sugli esami di stato
  3. Corso di formazione per il personale non docente

 

 

 

 

Inoltre l’Istituto ha partecipato alle seguenti iniziative di formazione:

  1. convegno di Bologna sull’innalzamento dell’obbligo
  2. convegno di Grosseto sull’innalzamento dell’obbligo
  3. Corso di formazione ‘Il nuovo obbligo scolastico’ presso la Scuola media Marconi, 11-14 aprile, 4 maggio 2000

Il Dirigente scolastico e i docenti incaricati come funzioni obiettivo hanno partecipato alle iniziative di formazione relative ai rispettivi ruoli.

Per l’anno scolastico 2001/2002, oltre al corso di formazione per i docenti del C.I.C. (vedi allegato "I PROGETTI") è prevista l’attivazione in rete con le altre scuole del territorio di un corso di formazione sul tema:

 

 

Progettare percorsi formativi nell’autonomia

 

I° PARTE

  1. L’attività di progettazione nel quadro del rinnovamento normativo:
  • Il regolamento dell’autonomia
  • l’innalzamento dell’obbligo scolastico
  • l’obbligo formativo
  • il riordino dei cicli
  • la progettualità come occasione di
  1. La progettazione modulare come strumento flessibile
  • il perché di una scelta metodologica
  • potenzialità e limiti
  • esperienze europee ed extraeuropee
  • esperienze realizzate
  1. I bisogni
  • Identificare i bisogni
  • Strumenti di diagnosi
  • Esperienze
  1. Dai bisogni alle competenze
  • Individuare competenze, conoscenze, abilità
  • Definire un lessico condiviso
  • Bibliografia
  1. Le risorse
  • Accedere alle risorse
  • Risorse interne e risorse esterne (risorse umane, finanziamenti standard, finanziamenti eccezionali, i progetti europei)
  • Ottimizzare le risorse
  1. Valutazione dei risultati
  • Valutare l’efficacia
  • Cosa valutare (la scelta degli indicatori di qualità)
  • Come valutare (strumenti, esperienze)
  • Documentare le esperienze realizzate

II° PARTE

  1. Moduli in sequenza
  2. Come si costruisce un modulo
  3. La verifica di un modulo: la certificazione delle competenze acquisite

III° PARTE

10. Progettare moduli differenziati (percorsi differenziati a scelta dei docenti, lavori di gruppo con un tutor, finalizzati alla produzione di materiali didattici da utilizzare)

  • Moduli pluridisciplinari (la definizione delle competenze trasversali, le U.F.C.)
  • Moduli orientanti, motivare, rimotivare (innalzamento dell'obbligo, diagnosticare le competenze in ingresso)
  • Moduli integrati scuola-lavoro (l'obbligo formativo)
  • Moduli di recupero
  • Progettare per moduli le attività integrative (lo sviluppo di competenze specifiche)
  • Progettare in verticale: la definizione, condivisa, delle competenze in uscita tra i diversi segmenti del percorso formativo
  • Moduli disciplinari: ridefinire i curricoli

 

Criteri di qualità

Il corso sarà improntato ai seguenti criteri di qualità:

  • Autoprogettazione della formazione: "valorizzazione ed utilizzazione di esperienze, idee, competenze messe a disposizione dai partecipanti"
  • Comunità di pratiche: "Incentivazione di ambienti di apprendimento orientati allo scambio, alla collabora, all'interazione professionale."
  • Apprendimento indipendente: "finalizzazione delle attività formative allo sviluppo professionale autonomo (dalla nota ministeriale 443/d del 4 aprile 2000 del direttore del coordinamento Formazione Insegnanti Mario Dutto)
  • Stretto legame tra formazione e pratica professionale(collocare gli interventi formativi in momenti 'strategici' dell'attività docente)
  • Valutazione del corso secondo i parametri dell’efficienza organizzativa, della pertinenza e rilevanza degli interventi proposti ma soprattutto della ricaduta professionale sull’utenza.

Tempi (orientativi)

  1. 15 ore tra marzo /aprile
  2. 15 ore a settembre

 

Organizzazione oraria

  • 30 ore divise in 10 incontri di tre ore ciascuno
  • nella prima fase 50% di interventi frontali e 50% di lavori di gruppo
  • nella seconda fase 25% di interventi frontali, 75% di attività di produzione in gruppo

 

Destinatari

40 docenti di cui 20 dell’I.P. Marco Polo e 20 delle altre scuole

 

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PARTE TERZA

 

L'IMPIANTO ORGANIZZATIVO

 

 

 

 

 

 

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CAPITOLO 10 : IL PIANO ORGANIZZATIVO - FUNZIONI E COMPETENZE

 

10.1 RUOLI E INCARICHI PER L’A.S.2001/2002

 

1. Dirigente scolastico

Prof. Ernesto Totaro

 

2. Delegato del Dirigente

Prof. Francesco Desiderio

 

3. Collaboratori del Dirigente:

Prof Albertina De Gasperis

Prof. Anna Maria Montesi

 

4. Coordinatori di dipartimento

5. Coordinatori dei consigli di classe

6. Segretari dei Consigli di classe

 

A. L’IMPIANTO ORGANIZZATIVO

 

Le commissioni organizzative:

 

A.1. Orario

Prof. Gabriella Delogu

Prof. Carmela Greco

Prof. Daniela Peruzzi

 

A.2.Fondo dell’istituzione scolastica

Prof. Patrizia Nunnari

Prof. Anna Maria Omicini

 

A.3. Formazione classi

Prof. Oriana Chiacchiera

Prof. Rosanna Fort

Prof. Flaminia Giorda

 

A.4. Elettorale

Prof. Ambra Fabriziani

Prof. Paolo Floris

 

A.5. Promozione dell’Istituto

Prof. Patrizia Nunnari

Prof. Sigismondo Callerame

 

A.6. Viaggi d’istruzione

Prof. Maurizio Mariani

Prof. Cristina Proietti

 

 

 

A.7.Direttori di laboratorio

Tratt. Testi 1

prof. Daniela Ghirelli

 

Tratt. Testi 2

prof .Maurizio Mariani

 

Informatica

prof. Valentina Ferraresi

Disegno manuale 1 e 2

Prof. Ester Dragoni

 

Grafica Comp. 1

Prof. Fabio Palmia

 

Grafica Comp. 2

Prof. Mirka Schembari

Fotografia

Prof. Fabio Aceto

 

Scienze

Prof. Maria Gaudino

 

Lab. Linguistico

Prof. Simonetta Monetini

 

Biblioteca

Prof. Mirella Alessandrini

Palestre

Centrale Prof. Maica Ferrari

 

Succursale Prof. Gabriele Paolucci

 

A.8. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione

L’incarico è attribuito al dirigente scolastico

 

 

B. L’IMPIANTO FORMATIVO

B.1. Le Funzioni Obiettivo

Funzione obiettivo per la gestione del POF

Prof. Flaminia Giorda

 

Funzione obiettivo per il sostegno agli alunni

Prof. Oriana Chiacchiera

 

Funzione obiettivo per i rapporti con gli enti esterni

Prof. Rosanna Fort

 

Funzione obiettivo per il sostegno al lavoro dei docenti

Prof. Daniela Peruzzi

 

B.2. Il gruppo di progetto

Prof. Flaminia Giorda

Prof. Oriana Chiacchiera

Prof. Rosanna Fort

Prof. Daniela Peruzzi

Prof. Cristina Proietti

Prof. Annalisa Rosati

Prof. Cristina Gabriotti

Prof. Mariangela Bellenghi

Prof. Giuseppe Giancristiano

Prof. Valentina Ferraresi

Prof. Bruno Borghi

Prof. Maica Ferrari

Prof. Maria Luisa Luzzi

Uno dei collaboratori del Dirigente

 

 

B.3. Tutor di Terza Area

Indirizzo turistico

Prof. Raffaele Perillo

Indirizzo aziendale

Prof. Paolo Belocchi

Indirizzo grafico

Prof. Emanuela Antonini

 

B.4. Comitato tecnico Progetto 2002

Prof. Annamaria Omicini

Prof. Mariella Baccante

Prof. Cristina Gabriotti

Prof. Mirka Schembari

Prof. Valentina Ferraresi

 

B.5. Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap

Prof. Maria Luisa Luzzi

 

B.6. Commissione CIC

Prof. Mariangela Bellenghi

Prof. Albertina De Gasperis

Prof. Cristina Gabriotti

Prof. Cristina Proietti

Prof. Giovanna Alati

Prof. Domenico Maluccio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10.2 FUNZIONI E COMPETENZE

 

Delegato del Dirigente

Sostituisce il Dirigente scolastico quando è assente e svolge su sua delega i seguenti compiti:

  • Coordinamento delle attività stabilite dagli organi collegiali nel Piano annuale delle attività.
  • Attuazione dell'orario delle attività scolastiche
  • Coordinamento e promozione dell'utilizzo degli strumenti didattici
  • Funzioni di rappresentanza dell'Istituto, in sostituzione del Dirigente.

Il docente Delegato non dà ore a disposizione limitandosi a coprire quelle per le quali non vi siano altre disponibilità.

 

 

 

Collaboratore del Dirigente

  • Supporto all’attività del Dirigente e del docente Delegato nella gestione dell’ordinaria e straordinaria amministrazione
  • Predisposizione del piano delle sostituzioni quotidiane dei docenti assenti e relativa documentazione ai fini della retribuzione delle ore di supplenza (per garantire la trasparenza su questo punto viene pubblicato il quadro delle disponibilità dei docenti sia per le ore a completamento di cattedra - inserite nell’orario - sia per le ore a pagamento; tale piano è predisposto dalla commissione orario)
  • Emissione dei permessi di ingresso in ritardo e di uscita anticipata, verifica del raggiungimento dei limiti imposti dal regolamento d’Istituto (in collaborazione con i coordinatori dei C.d.c.):
  • Rapporti scuola – famiglia: accoglienza dei genitori, informazioni, raccolta richieste, esigenze, rimostranze dellefamiglie, contatti telefonici con le famiglie.
  • Informazioni ai docenti, funzione di raccordo tra docenti e Dirigente scolastico.
  • Raccordo tra commissione orario e singoli docenti e C.d.c. per ciò che concerne ore di approfondimento ,
  • Predisposizione delle rotazioni delle classi
  • Verbalizzazione dei Collegi dei docenti.
  • Fornisce chiarimenti sulla corretta applicazione di quanto stabilito nelle circolari interne.

 

Dipartimenti:

I dipartimenti sono stati avviati nell’anno scolastico 2000/2001 come laboratori di ricerca metodologica e pedagogica, di confronto sulla professionalità dei docenti, di progettazione didattica.

Si pongono come finalità prioritarie quelle di:

  1. Rafforzare il coordinamento tra docenti della stessa disciplina per garantire maggiore omogeneità nei livelli di apprendimento in uscita.
  2. Raccogliere e sistematizzare i materiali didattici prodotti o selezionati al fine di facilitarne la circolazione, di favorire la formazione dei docenti in ingresso, di garantire la memoria storica del lavoro svolto.

Il confronto tra i docenti è proposto quindi come strumento per arricchire la loro professionalità attraverso la condivisione di esperienze diverse, mentre non intende in alcun modo porsi come vincolo alla libertà del singolo insegnante di operare le scelte che ritiene pertinenti alla situazione, alla propria formazione, ai propri interessi, al proprio stile di insegnamento.

In quanto attività di ricerca pedagogica e didattica, finalizzata anche a rimotivare i docenti stessi, il lavoro dei dipartimenti non può esaurirsi nell’ottemperare formalmente degli obblighi burocratici; di conseguenza è evidente che tutti i materiali prodotti che saranno ritenuti validi verranno riproposti e confermati negli anni successivi mentre saranno inserite soltanto quelle modifiche che saranno giudicate funzionali a migliorare l’efficacia degli interventi.

La legge sull’innalzamento dell’obbligo scolastico e quella sull’obbligo formativo propongono una lettura in parte diversa della programmazione modulare già prevista dal Progetto ’92, proposta con la quale nessuna realtà scolastica può evitare di confrontarsi. Emerge da ciò la necessità di sostenere l’attività di progettazione dei docenti con adeguati interventi di formazione e aggiornamento che consentano a tutti di utilizzare un linguaggio condiviso e che rendano patrimonio comune le competenze professionali sottese a questo tipo di attività.

 

I Dipartimenti sono costituiti dal team di tutti i docenti della stessa disciplina che:

  • Elabora la programmazione didattica della materia
  • Individua la scansione modulare della disciplina,
  • Definisce le competenze
  • Propone eventuali unità didattiche
  • Propone e confronta gli strumenti di verifica
  • Propone gli indicatori di livello nell’acquisizione delle competenze,
  • Riconferma o rielabora i prerequisiti, gli obiettivi minimi e gli standard d’uscita di Istituto, a livello di saperi e di competenze, per il biennio, per il monoennio e per il biennio postqualifica.
  • Partecipa all’elaborazione del POF attraverso proposte di attività didattiche inerenti alla disciplina che tengano conto di eventuali richieste degli studenti e propone le modalità con cui realizzare interventi di recupero o di potenziamento.
  • Formula proposte sui temi della flessibilità oraria ed in generale sulle modalità di attuazione dell’autonomia scolastica
  • Formula proposte sulla utilizzazione delle risorse nell’ambito dell’Organico Funzionale
  • Contribuisce alla valutazione del POF, proponendo strumenti per il monitoraggio ed indicando eventuali modifiche da apportare alla progettazione d’Istituto
  • Organizza la gestione delle risorse materiali e tecniche di pertinenza del dipartimento in modo funzionale alla programmazione
  • Dà indicazioni sull’adozione dei libri di testo
  • Propone visite guidate, attività di stages,
  • Formula proposte per l’aggiornamento dei docenti
  • Propone l’acquisto di materiali di consumo, di macchine e strumenti
  • Verifica la programmazione dell’anno precedente
  • Raccoglie ed organizza i materiali prodotti

 

 

Elenco dei dipartimenti

  1. Lettere
  2. Matematica ed informatica
  3. Lingue straniere
  4. Diritto
  5. Scienze della terra
  6. Educazione fisica
  7. Storia dell’arte
  8. Area di indirizzo grafico (disegno grafico, professionale, progettazione, fotografia ecc.)
  9. Area di indirizzo turistico ed economico aziendale

10. Trattamento testi

11. Sostegno

 

n.b. I docenti di psicologia e di geografia partecipano ai lavori delle aree di indirizzo, quelli di religione sono inseriti nel Dipartimento di Lettere

 

 

 

 

Attivita’ dei dipartimenti

I dipartimenti si riuniscono 4 volte all’anno, 2 volte tra settembre e ottobre e 2 volte tra marzo e maggio

 

 

1° incontro (settembre, prima dell’inizio delle lezioni)

  • Progettazione modulare
  • Definizione delle competenze trasversali e disciplinari
  • Proposte di unità didattiche
  • Definizione degli indicatori di livello
  • Definizione delle competenze da indagare in ingresso, eventuale produzione di prove di ingresso comuni
  • Individuazione dell’apporto del dipartimento nel progetto Accoglienza.

 

 

2° incontro (prima settimana di ottobre)

(L’incontro prevede un momento collegiale in cui i docenti si riuniscono sulla base dell’indirizzo per definire i percorsi pluridisciplinari ed il raccordo in verticale con le programmazioni, un secondo momento nel quale le esigenze emerse vengono riportate nel gruppo disciplinare per definire le competenze ed i percorsi individuati più nel dettaglio)

  • Raccordo con le aree di indirizzo per la produzione di progetti pluridisciplinari comuni, legati all’individuazione delle figure professionali o di percorsi didattici comuni mirati all’acquisizione di competenze trasversali.
  • Analisi nel gruppo disciplinare dei progetti, individuazione delle competenze da attivare, dei contenuti relativi ai percorsi scelti.
  • Strumenti di verifica
  • Raccordo per eventuali verifiche parallele

 

 

3° incontro (marzo- aprile)

  • Progettazione per le attività didattiche da avviare nel prossimo anno scolastico, in particolare proposte da sottoporre al Collegio Docenti, in merito a:
  • Uso della flessibilità
  • Attività di orientamento
  • Attività integrative (progetti per laboratori, materie opzionali, altro)
  • Modalità per la realizzazione degli interventi di recupero, progettazione moduli di recupero e riequilibrio
  • Proposte relative all’organizzazione oraria della scuola
  • Eventuale richiesta o proposte di utilizzazione delle risorse in relazione all’Organico Funzionale.
  • Proposte per le prove d’esame delle classi terze e quinte
  • Proposte relative all’adozione dei libri di testo
  • Richieste per l’acquisto di materiali

 

 

4° incontro (maggio)

  • Analisi del lavoro svolto
  • Definizione del progetto proposto
  • Raccolta e sistematizzazione dei materiali prodotti (unità didattiche, descrizione di esperienze, prove strutturate, materiali per la verifica ed il recupero)

 

 

 

 

Coordinatore di dipartimento:

 

  • Presiede le sedute del Dipartimento
  • Affida la verbalizzazione delle sedute
  • Riferisce alla Presidenza i bisogni del gruppo docente
  • Favorisce la circolazione delle esperienze e dei materiali prodotti
  • Organizza il tutoring dei docenti in ingresso per la prima volta in Istituto, dei supplenti e dei docenti in periodo di prova, offrendo indicazioni e materiali
  • Tiene i rapporti con gli Enti e le Associazioni che si occupano delle tematiche culturali, tecniche e scientifiche dell’area interessata
  • Cura la raccolta dei materiali prodotti
  • Si raccorda con i direttori degli altri dipartimenti per la definizione del progetto relativo all’offerta formativa dell’Istituto
  • Partecipa alle attività del gruppo di progetto; può essere sostituito in tale incarico da un altro membro del dipartimento

 

 

 

Coordinatore di classe:

 

  • Presiede il Consiglio di classe su delega del Dirigente scolastico
  • Raccoglie tutto il materiale occorrente, predisposto dalla segreteria didattica
  • Assicura la verbalizzazione delle riunioni da parte del segretario e la compilazione della scheda riassuntiva quando previsto (in assenza del segretario provvede alla sua sostituzione temporanea)
  • Facilita l’inserimento dei nuovi docenti o supplenti temporanei nella classe
  • Coordina il perseguimento collegiale degli obiettivi didattici e dei criteri di valutazione comuni, stabiliti in sede di programmazione didattica.
  • Favorisce i rapporti tra scuola e famiglie degli alunni della classe
  • Segnala al Dirigente Scolastico eventuali problemi o necessità individuali degli alunni o della classe
  • Coordina le proposte di visite guidate e viaggi d’istruzione.
  • Cura il controllo delle assenze degli alunni e ne verifica la registrazione.
  • Comunica al Dirigente eventuali casi segnalati dai C.d.c.in cui il monte ore annuo svolto dal docente di una materia sia di molto inferiore a quello previsto.
  • Nelle classi terze: introduce la tematica della terza area ed insieme al C.d.c. sceglie la relativa figura professionale.
  • Nelle classi di progetto 2002:
  • coordina gli apporti pluridisciplinari nell’elaborazione del progetto didattico,
  • organizza le attività dell’area di integrazione, degli interventi di recupero e potenziamento, delle codocenze o dell’attività didattica in gruppi ,
  • verifica che l’utilizzazione delle risorse orarie sia razionale ed efficiente-
  • raccoglie i materiali didattici prodotti
  • si raccorda con il comitato tecnico e con eventuali attività di monitoraggo.

 

 

Segretario del Consiglio di classe:

  • Cura la verbalizzazione delle riunioni del Consiglio di classe
  • Collabora con il coordinatore nel raccogliere e ordinare i materiali didattici

 

 

 

 

A. L'IMPIANTO ORGANIZZATIVO

 

A.1. Commissione orario

  • Verifica la fattibilità dei progetti didattici proposti sulla base dei vincoli obiettivi relativi all’orario
  • Redige l’orario provvisorio e definitivo dell’Istituto sulla base dei criteri stabiliti dal Collegio Docenti tenendo conto delle esigenze relative alla realizzazione dei progetti didattici ed inserendo le ore di completamento cattedra
  • Apporta le modifiche che si rendano necessarie nel corso dell’anno
  • Traccia il quadro generale delle ore a disposizione per le supplenze, sia di quelle a completamento di cattedra, sia di quelle a pagamento e ne cura la pubblicazione
  • Redige l’orario dei Consigli di classe
  • Stende il Piano annuale delle attività
  • Alla fine dell’anno scolastico (giugno – luglio) concorda, tramite riunione con gli esperti esterni, giorni ed orari per gli interventi di terza Area.

 

A.2. Commissione per il fondo dell’istituzione scolastica

  • Raccorda l’impianto organizzativo e formativo alle risorse economiche disponibili, sulla base dei criteri e delle priorità indicate dal Collegio Docenti e dal Consiglio d’Istituto, coerentemente con quanto stabilito nel Piano dell’Offerta Formativa.

 

A.3. Commissione per la formazione delle classi

  • Distribuisce le nuove iscrizioni nelle classi seguendo i criteri stabiliti dal Collegio Docenti

 

A.4. Commissione elettorale

  • Organizza le votazioni scolastiche occupandosi :
  • Della fase informativa
  • Di raccogliere e predisporre il materiale
  • Della fase di svolgimento
  • Della fase di scrutinio, verbalizzazione e pubblicazione dei risultati

 

 

A.5. Commissione promozione dell’Istituto

  • Promuove la conoscenza dell’offerta formativa dell’Istituto e delle sue risorse presso le scuole di diverso ordine
  • Seleziona e predispone il materiale idoneo
  • Organizza incontri, visite, partecipazione a mostre, apertura della scuola nei giorni festivi

 

A.6. Commissione viaggi di istruzione

  • Raccoglie le indicazioni espresse dai C.d.c. – entro il mese di novembre - in relazione alle mete ed al costo ritenuto accettabile dagli studenti
  • Sulla base di materiale informativo, fornito dalle agenzie, elabora itinerari che rispondano alle preferenze ed alle esigenze espresse fatti salvi i criteri stabiliti dal Collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto, accorpa le richieste in modo funzionale, individuando non più di 5 mete.
  • Si raccorda con ogni responsabile accompagnatore per la verifica della corretta applicazione di tutte le norme stabilite:
  • Delibere
  • N° minimo di partecipanti
  • Individuazione degli accompagnatori e dei sostituti
  • Eventuali accompagnatori per gli studenti in situazione di handicap
  • Propone alle classi itinerari comprensivi di prezzo preventivato e di indicazioni di tempo almeno approssimative (entro dicembre)
  • Raccoglie le adesioni ed accorpa le richieste in modo da formare gruppi funzionali al numero ritenuto idoneo ed economicamente più conveniente. (in relazione ai posti in pulman, aereo, albergo ecc.).
  • Organizza i viaggi trasferendo alla G. E., per il tramite del suo segretario, tutti gli elementi utili per avviare una gara tra agenzie del settore
  • Raccoglie tramite l’accompagnatore di ogni classe la ricevuta delle quote di prenotazione
  • Tramite l’accompagnatore cura la consegna tempestiva alle famiglie del materiale informativo, raccoglie le relative autorizzazioni e verifica il versamento delle quote complete
  • Legge le relazioni dei docenti accompagnatori tenendone in debito conto le osservazioni e risferisce in merito al C.d.I. specialmente per quanto concerne la scelta delle agenzie di viaggi

 

 

A.7. Direttori di laboratorio

  • Verificano con l’aiuto del personale amministrativo, l’inventario dei materiali in dotazione del laboratorio e se ne assumono la responsabilità
  • Collaborano con la commissione orario per strutturare un orario che consenta di ottimizzare l’uso dei laboratori
  • Propongono acquisti
  • Fanno proposte in merito all’uso didattico dei laboratori e delle attrezzature tenendo conto delle esigenze espresse dai docenti delle discipline affini, al fine di coordinare nel modo più efficace, l’utilizzazione delle risorse disponibili .

 

A.8. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (legge 626)

  • Favorisce la sensibilizzazione, lo sviluppo e la diffusione della cultura della sicurezza
  • Valuta gli specifici rischi dell’attività svolta nell’istituzione scolastica di riferimento
  • Collabora alla stesura di un documento che evidenzi la valutazione dei rischi, i criteri adottati, le misure di prevenzione e protezione programmate
  • Organizza tutte le attività inerenti la prevenzione e la protezione
  • Favorisce l’informazione e la sensibilizzazione di tutti gli utenti sulle misure programmate
  • Partecipa alle iniziative di formazioni inerenti all’argomento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B. L'IMPIANTO FORMATIVO

B.1. Le funzioni obiettivo

PREMESSA

 

Nella definizione delle competenze da attribuire alle funzioni obiettivo si fa spesso ricorso al verbo ‘coordinare’.

Si ritiene utile precisare che tale termine va inteso nel senso letterale (indicato dallo Zingarelli) di "ordinare insieme vari elementi in modo da costituire un tutto organico, conforme ai fini che si intende raggiungere": L’attività di coordinamento non consiste quindi nel distribuire, assegnare, dirigere il lavoro svolto da altri, ma va inteso come servizio reso alla scuola in tutte le sue componenti, che si traduce fondamentalmente in attività di raccordo ed ha come fine quello di garantire maggiore efficacia all’impegno di tutti.

Allo stesso modo la ricerca di una maggiore omogeneità nell’organizzare l’offerta formativa della scuola ha il fine di migliorare la qualità del servizio reso, favorendo il confronto tra i docenti e la socializzazione delle esperienze; non si propone in alcun modo di interferire con la libertà degli insegnanti di far uso della propria creatività, dei propri interessi culturali, dei propri stili di insegnamento la cui diversità è un patrimonio della scuola che non può che risultare potenziato entro gli spazi creati da un progetto-scuola coerente.

 

 

Funzioni obiettivo individuate dal collegio docenti

 

  1. GESTIONE DEL POF (area 1)

Coordina la progettualità dell’Istituto

 

Competenze

  • Cura l’aggiornamento e la revisione del POF
  • Formula proposte relative all’adeguamento dell’offerta con la domanda
  • Propone strumenti di ausilio alla progettazione curricolare
  • Cura i collegamenti con le altre scuole superiori del territorio allo scopo di incrementare la costruzione di progetti in rete
  • Cura il monitoraggio del POF

 

 

Parametri di valutazione

(i parametri non sono in ordine gerarchico in quanto hanno pari peso, costituendo altrettanti indicatori di qualità)

  • Realizzazione di un’analisi dei bisogni, maggiore rispondenza tra progettazione e bisogni emersi.
  • Maggiore omogeneità nelle modalità di progettazione da parte dei docenti sia a livello curricolare che a livello di progettualità più complessa
  • Potenziamento degli elementi di collaborazione con le altre scuole superiori.
  • Realizzazione del monitoraggio

 

 

 

 

 

 

 

2. SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI (Area 2)

Coordina le iniziative relative all'aggiornamento dei docenti, favorisce la circolazione dei materiali

 

Competenze

  • Favorisce la circolazione di materiali inerenti l’attività didattica:
  • A livello normativo
  • A livello pedagogico
  • A livello di progettazione (con particolare attenzione alle possibilità di partecipazione a progetti con finanziamenti esterni)
  • Raccoglie ed organizza materiali didattici prodotti nell’Istituto
  • Raccoglie le esigenze di formazione dei docenti ed elabora proposte di aggiornamento.

 

Parametri di valutazione

  • Maggiore circolazione delle informazioni e confronto delle esperienze.
  • Sistematizzazione e circolazione delle esperienze svolte.
  • Realizzazione di attività di aggiornamento

 

 

3. SOSTEGNO AGLI ALUNNI (AREA 3)

Coordina le attività di orientamento-riorentamento, recupero, riequilibrio, potenziamento, promozione culturale per gli studenti (accoglienza, docente tutor, sportello help, CIC, attività integrative, laboratori, iniziative culturali).

 

 

Competenze

  • Raccorda domande di intervento con le disponibilità dei docenti
  • Attiva i corsi e organizza orari e tempi di svolgimento
  • Raccoglie e sistematizza i risultati
  • Individua le modalità per realizzare il monitoraggio dell’efficacia

 

 

Parametri di valutazione

  • Miglioramento organizzativo rispetto agli anni scolastici precedenti
  • Numero e congruità delle iniziative poste in atto
  • Coinvolgimento delle famiglie
  • Diagnosi e superamento di eventuali difficoltà organizzative

 

 

 

4. ATTIVITÀ’ CON ENTI ESTERNI (AREA 4)

Coordina i rapporti tra la scuola e le altre agenzie formative operanti sul territorio e tra la scuola e il mondo del lavoro

 

 

Competenze

  • Promuove relazioni con il mondo del lavoro (associazioni professionali, sindacati etc.) e con aziende operanti sul territorio
  • Coordina e promuove stage aziendali per gli alunni nell’ambito della Terza Area
  • Promuove forme di alternanza scuola-lavoro per gli alunni portatori di handicap

 

 

Parametri di valutazione

 

  • Costruzione di una rete di rapporti tra enti esterni, mondo del lavoro e scuola, con riguardo anche al collocamento mirato dei disabili di cui alla legge n° 68 del 1999.

 

 

  • Ampliamento dell’offerta formativa professionalizzante attualmente disponibile in vista dell’intervento nel mondo del lavoro
  • Promozione di centri territoriali permanenti per l’istruzione e la formazione in età adulta

 

 

5. INNALZAMENTO DELL’OBBLIGO SCOLASTICO (AREA 3)

Coordina le attività relative all’innalzamento dell’obbligo scolastico

 

 

Competenze

  • Raccoglie dati sugli studenti a rischio nella fascia dell’innalzamento dell’obbligo
  • Cura la costruzione di passerelle:
  • Tra scuole diverse
  • Tra scuola e formazione professionale
  • Raccoglie e fa circolare materiale normativo
  • Raccoglie e diffonde il materiale prodotto

 

(Questa F.O. non è stata attivata nell’a.s. 2001/2002)

 

B.2. Gruppo di progetto

  • E’ costituito dalle Funzioni Obiettivo e dai Coordinatori di Dipartimento
  • Elabora e propone interpretazioni sui dati raccolti in relazione alle esigenze espresse dall’utenza
  • Raccoglie dati sulle proposte di tutte le componenti della scuola (genitori, studenti, docenti, personale ATA) in relazione alla realizzazione dell’autonomia scolastica ed elabora una proposta coerente da presentare al Collegio dei docenti.
  • Individua annualmente le linee di fondo del POF

Il gruppo di progetto elabora il progetto formativo ed organizzativo dell’istituto svolgendo attività di raccordo con i dipartimenti e con i docenti e collabora con la funzione obiettivo per il coordinamento del POF alla definizione ed alla stesura del documento fondamentale della scuola per l’anno successivo.

A tal fine sono previsti 8 incontri di circa 2 ore, con una cadenza generalmente mensile, finalizzati a rivedere i materiali già adottati per renderli più adeguati alle esigenze registrate:

  1. Obiettivi, finalità, profili professionali , le indicazioni del Consiglio di Istituto (dicembre)
  2. Progettazione degli interventi (attività curricolari) (febbraio)
  3. Progettazione degli interventi (attività extracurricolari) (marzo)
  4. Valutazione, criteri, crediti, debiti, strumenti di valutazione e di certificazione (marzo)
  5. L’impianto organizzativo (aprile)
  6. Strumenti e modalità per il monitoraggio (maggio)
  7. Valutazione del POF realizzato nell’anno in corso (giugno)
  8. Revisione dei materiali prodotti, redazione definitiva per la presentazione e la discussione in collegio.(giugno)

Inoltre sarà compito del gruppo di progetto incontrarsi con i rappresentanti degli studenti di classe e di Istituto per coinvolgerli nella elaborazione del POF e per renderli comunque partecipi di quanto viene stabilito.

 

 

 

 

 

 

 

 

B.3. Tutor della terza area

 

  • Segue l’attività di progettazione, svolgimento e verifica dei corsi di terza area
  • Coordina i contatti con la Regione, con i docenti esterni, con le aziende e con i consigli di classe;
  • In particolare svolge le seguenti attività nei tempi sotto indicati:

 

settembre – ottobre

  • Incontro con esperti per pianificazione didattica
  • Preparazione della documentazione per l’attivazione dei corsi
  • Coordinamento ed organizzazione delle attività di caricamento dati del supporto informatico regionale
  • Presentazione dell’articolazione del progetto alle classi interessate.

 

ottobre – novembre – Esami regionali

  • Contattare i candidati per un breve incontro preparatorio all’esame.
  • Riordino della documentazione d’esame con preparazione di schede e fascicoli relativi ad ogni classe
  • Assicurarsi che gli esperti esterni presentino a tempo debito le prove scritte d’esame
  • Prendere parte attiva allo svolgimento delle prove d’esame
  • Coordinamento ed aggiornamento del software regionale

 

 

dicembre – maggio

  • Curare i contatti con le classi e verificare l’andamento della programmazione
  • Organizzare incontri informali con i docenti esterni e saggiare la partecipazione della classe
  • Ritirare presso i docenti le prove di verifica effettuate ed i giudizi scritti espressi per ogni alunno
  • Coordinare ed organizzare il controllo dei registri di classe, l’annotazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate e la documentazione delle ore di stages effettuate.

 

febbraio – marzo

  • Impostare o rimodulare i progetti in scadenza
  • Partecipare ad una riunione con i docenti delle classi III per verificare la fattibilità del progetto
  • Curare la redazione del progetto da presentare alla Regione

 

 

aprile - maggio

  • Contattare le aziende per stages estivi
  • Preparazione della documentazione necessaria

 

 

giugno

  • Aggiornamento software regionale
  • Tutoraggio allievi per stages
  • Preparazione calendario di massima per l’ a.s. successivo

 

 

 

 

 

B.4. Comitato tecnico del Progetto 2002

Coordina la progettazione delle classi a progetto; in particolare:

  • Stabilisce il calendario degli incontri di settembre e di giugno con i relativi ordini del giorno
  • Segue la progettazione dei C.d.c. in relazione alle aree di Equivalenza e di Indirizzo ed alla relativa individuazione delle aree di confluenza dei saperi e delle codocenze.
  • Segue la progettazione dei C.d.c. in relazione alle aree di flessibilità (area di Integrazione e delle TIC)
  • Individua punti di raccordo tra le progettazioni dei diversi C.d.c. con la relativa possibilità di lavorare a classi aperte, di scambiare competenze, di ottimizzare le risorse.
  • Favorisce la circolazione dei materiali prodotti, dei documenti normativi, delle esperienze di altre scuole.
  • Favorisce l’inserimento di nuovi docenti nel progetto, presentando la struttura organizzativa delle classi 2002, fornendo materiali, facilitando la conoscenza ed il confronto con le esperienze già realizzate
  • Propone strumenti per il monitoraggio interno dei progetti
  • Tiene i contatti con le altre scuole a progetto
  • Cura il monitoraggio organizzato a livello nazionale
  • Cura la raccolta e la sistematizzazione di tutti i materiali raccolti

 

B.5. Coordinatore per gli alunni in situazione di handicap

  • Coordina le attività dei docenti di sostegno all’interno dell’Istituto:
  • Facilita i docenti a reperire l’idonea documentazione
  • Facilita i nuovi docenti a mettersi in contatto con gli operatori sanitari locali
  • Si occupa della gestione dei rapporti Scuola – Asl – enti locali relativamente a
  • preparazione degli incontri G.L.H. e G.L.H. operativi, con preparazione e ritiro modulistica
  • richieste di certificazioni, di D.f. o altra documentazione in collaborazione con il personale ATA
  • Collabora con il personale ATA nella preparazione dei documenti da inviare al Provveditorato per l’organico di sostegno
  • Studia e raccoglie le circolari relative alla normativa riguardante gli alunni portatori di handicap, che distribuisce ai colleghi
  • Consegna ove necessario la documentazione presso l’ufficio G.L.H. del provveditorato agli studi di Roma
  • Partecipa ai GLH di Istituto

 

 

B.6. Commissione CIC

Ciascun membro della commissione:

  • Riceve gli studenti nell’ora settimanale messa a disposizione
  • Partecipa periodicamente alle riunioni con l’equipe di esperti esterni per definire le modalità d’intervento
  • Presenta a fine anno scolastico una relazione sull’attività svolta alla Funzione obiettivo per il sostegno agli alunni

 

N.B. L’obbligo di assolvere i compiti assegnati alle varie figure previste nel POF sussiste esclusivamente fino a esaurimento delle ore effettivamente retribuite con il Fondo dell’Istituzione scolastica (Del. 6 del 6.9.2000 modifica approvata il 25.9.2000)

 

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CAPITOLO 11:

IL FUNZIONAMENTO

 

 

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11. 1 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME

 

  • Gli alunni ripetenti faranno parte della stessa classe di provenienza, a meno che segnalazioni di docenti e/o famiglia ne consiglino lo spostamento in altra classe
  • La classe deve essere composta da alunni con vario grado di preparazione
  • La classe sarà eterogenea per sesso
  • La classe tenderà a raggruppare alunni che abbiano omogeneità di provenienza geografica con un massimo di 5 alunni per classe provenienti dalla stessa zona
  • Per le classi che adottano il progetto 2002, si preferiranno gli alunni che abbiano difficoltà di collegamento dei mezzi di trasporto
  • Per l’iscrizione di un alunno ad una classe si osserverà il criterio cronologico nella presentazione delle domande
  • Nelle classi in cui è presente un alunno portatore di handicap il numero di alunni sarà stabilito in base alle disposizioni ministeriali a riguardo
  • Il numero dei ripetenti per classe non supererà la media dei ripetenti presenti nelle altre classi.

 

11.2 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CATTEDRE

  • Continuità didattica della docenza a lungo termine
  • Equa distribuzione del lavoro tra i docenti, finché è possibile
  • Dare possibilità di scelta ai docenti più anziani
  • Articolazione ‘verticale’ delle cattedre

 

 

11.3 CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO

 

  • Equo carico per classi, che eviti il più possibile giorni con concentrazione di materie che richiedono maggiore applicazione da parte degli alunni
  • Evitare di porre nell’orario di giornata di una classe bilingue entrambe le lingue straniere
  • Le esigenze dell’organico utilizzo dei laboratori avranno la precedenza
  • Rotazione del giorno libero, sempre che nei desiderata non si esprima la volontà di mantenere quello dell’a.s. precedente e ciò non vada contro i desiderata degli altri colleghi.

 

 

11.4 MODALITA’DI SVOLGIMENTO E REGISTRAZIONE DEI LAVORI E DI APPROVAZIONE DEL VERBALE DEL C.D.D.

 

  • Il testo del verbale sarà affisso all’albo docenti quanto prima possibile fino al Collegio successivo
  • I membri sono tenuti a prenderne visione e sono pregati di far pervenire le loro eventuali osservazioni e richieste di correzione in forma scritta, possibilmente in anticipo, tramite il protocollo o comunque anche in forma orale fino al momento dell’approvazione nella successiva seduta
  • In mancanza di osservazioni, il segretario sarà dispensato dalla lettura del testo preventivamente affisso e il Collegio potrà esprimere l’approvazione. In caso contrario, si darà lettura delle parti oggetto di contestazione e il Collegio potrà esprimere l’approvazione

 

 

 

  • Sulle modalità di svolgimento degli interventi, dei quali si consente la registrazione magnetica se richiesta, si raccomanda brevità e comunque per ogni argomento ciascun intervento non potrà oltrepassare la durata di 5’; si consente una replica della stessa durata e con le stesse modalità
  • Delle delibere, che saranno numerate progressivamente e annotate in apposito registro, il testo sarà stilato contestualmente all’approvazione
  • Salvo diversa volontà del Collegio, si rispetteranno gli orari di inizio e termine delle riunioni stabiliti nella convocazione

 

11. 5 CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DELLE SUPPLENZE

  • La commissione orario redige il quadro generale delle ore a disposizione, avendo cura di proporre una distribuzione tale che garantisca una copertura il più possibile completa di tutto l’orario settimanale.
  • Le supplenze vengono assegnate in via prioritaria ai docenti che devono completare l’orario di cattedra ed in subordine a coloro che hanno dichiarato la disponibilità per le ore a pagamento
  • Ogniqualvolta sarà possibile la supplenza verrà assegnata:
  1. Ad un docente della classe
  2. Ad un docente della materia
  • Nell’assegnare le supplenze si terrà conto del monte ore annuo di ogni disciplina; qualora si registrasse, per qualche materia, un quota oraria molto inferiore agli standard previsti, la scelta del docente supplente tenderà - quando possibile - a compensare tale carenza.
  • Quando sarà possibile si studieranno scambi interni all’orario della classe
  • Come ultima soluzione si ricorrerà ad entrate posticipate o uscite anticipate della classe, previa comunicazione alle famiglie.
  • Nella attribuzione delle supplenze a pagamento si seguirà un criterio di rotazione dei docenti disponibili per garantire equità di trattamento e di carico di lavoro
  • Quando è possibile i docenti che possono prevedere la propria assenza assegneranno attività da svolgere agli studenti perché sia garantita la continuità del lavoro scolastico

 

 

 

11. 6 CRITERI PER LA FORMAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI E DEI GRUPPI DI LAVORO.

  • La commissione o il gruppo di lavoro sono nominati dal Collegio Docenti per votazione a maggioranza, sulla base della disponibilità dichiarata dai docenti che intendono parteciparvi, tenendo conto anche di una distribuzione equilibrata degli impegni
  • Il collegio docenti definisce nel POF le competenze della commissione , le scadenze del lavoro da svolgere, nonché il monte ore preventivato per l’assegnazione del Fondo dell’istituzione scolastica
  • Il Dirigente scolastico conferisce nomina ufficiale del ‘mandato’ con lettera di incarico che espliciti il monte ore previsto
  • La commissione tiene conto degli incontri e delle attività svolte in modo da poterne presentare il consuntivo
  • La commissione elabora le proprie proposte in tempi utili affinchè i docenti possano prenderne visione
  • Le proposte elaborate sono presentate agli organi competenti per essere sottoposte a discussione e votazione.

 

 

 

 

 

 

11. 7 SCHEMA DI DISTRIBUZIONE DEL FONDO DELL'ISTITUZIONE SCOLASTICA 2001/2002

Incarichi ore numero totale
collaboratori

120

2

240

coordinatori di dipartimento

35

11

385

coordinatori di classe

35

33

1155

segretari dei C.d.c.

5

33

165

commissione orario

75

3

225

comm. fondo dell'istituz. scol.

25

2

50

comm. formazione classi

25

3

75

comm. elettorale

25

2

50

comm. promozione dell'Istituto

35

2

70

comm. viaggi di istruzione

25

2

50

direttori di laboratorio

10

11

110

resp. biblioteca

10

1

10

tutor di terza area

30

2

60

comitato tecnico 2002

25

5

125

coordinam. Handicap

50

1

50

CIC

20

6

120

figura informatica

50

1

50

prog. planimetrica Istituto

50

1

50

patente europea

10

1

10

gruppo primo soccorso

10

4

40

progetto qualità

20

1

20

depliant Istituto

30

2

60

eventuali progetti "in itinere"

40

frequenza corsi aggiornamento

400

(massimo 10 ore a persona)
flessibilità oraria

21.43

80

1714.14

totale

5324.4

N.B. La funzione di tutor per i docenti che devono superare l'anno di prova per entrare in ruolo è svolta dai coordinatori di dipartimento

 

 

 

 

 

11.8 REGOLAMENTO D’ISTITUTO

La conoscenza e l’osservanza del presente regolamento sono condizioni indispensabili per essere iscritti all’I.P.S.S.C.T. "MARCO POLO" e conservare il diritto di frequentarla.

 

  1. INGRESSO
  2. Gli alunni entrano nella scuola nei 10 minuti che precedono l’ora d’inizio delle lezioni fissata in sede di programmazione didattica d’Istituto.

    L’ordinato afflusso alle aule è regolato dal personale ausiliario.

    Non è consentito trattenersi nei corridoi, atri, scale.

  3. ORARIO
  4. L’orario delle lezioni è affisso all’albo della Scuola e dettato agli alunni in classe. Si invitano i genitori a prenderne visione.

    Le variazioni dell’orario di entrata o di uscita, in quanto prevedibili, saranno comunicate in precedenza agli alunni ed annotate sul registro di classe.

    Gli alunni minorenni le annoteranno sul diario personale che porteranno il giorno dopo firmato, per sottoporlo alla verifica del docente della prima ora. Gli alunni che non porteranno il diario firmato rimarranno a Scuola secondo l’orario normalmente previsto.

    In caso di imprevedibili variazioni d’orario gli alunni minorenni potranno lasciare l’Istituto solo se prelevati personalmente da un genitore o da chi ne fa le veci; gli alunni maggiorenni potranno lasciare l’Istituto previa richiesta scritta alla Presidenza. In entrambi i casi l’uscita anticipata verrà annotata sul giornale di classe e non sarà computata nel limite di cui all’art. 7.

  5. LEZIONI
  6. La frequenza alle lezioni è per gli alunni un diritto – dovere ed è pertanto obbligatoria.

    Le lezioni si svolgono di regola nelle aule assegnate. Ove però se ne verifichi la possibilità o esigenze didattiche lo richiedano, la classe potrà essere condotta fuori dalla Scuola sotto la sorveglianza di uno o più docenti per visite aziendali, culturali ecc., con la preventiva autorizzazione dei genitori per gli alunni minorenni o comunicazione alle famiglie per i maggiorenni.

    Gli alunni sono tenuti a frequentare le lezioni e le altre attività didattiche con puntualità.

  7. ASSENZE
  8. Tutte le assenze, qualunque sia la loro natura o le circostanze in cui si sono verificate, devono essere giustificate utilizzando l’apposito libretto al rientro a Scuola.

    Dopo cinque giorni di assenza (comprese eventuali festività successive ad un giorno di assenza) gli alunni potranno essere riammessi solo se muniti di certificato medico di guarigione e/o assenza di malattia contagiosa.

  9. GIUSTIFICAZIONE DELLE ASSENZE
  10. La richiesta di giustificazione per l’assenza compiuta deve essere firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci sull’apposito libretto che sarà consegnato all’atto dell’iscrizione e sulla prima pagina del quale risulterà la firma precedentemente depositata in segreteria. Se l’alunno è maggiorenne motiverà l’assenza personalmente con le stesse modalità di cui sopra.

    Le richieste di giustificazioni saranno controllate dal Preside che può delegare il docente della prima ora.

    L’avvenuta giustificazione o non giustificazione previa valutazione dei motivi addotti, sarà trascritta sul diario di classe.

    La giustificazione deve essere presentata al rientro a Scuola il primo giorno dopo l’assenza. Se gli alunni ne sono privi, possono a discrezione del Preside o del docente delegato essere ammessi in classe, con riserva, per un solo giorno oltre al quale non saranno ammessi alle lezioni fino alla presentazione della giustificazione.

    Il libretto è valido solo per l’anno scolastico per cui è rilasciato.

  11. RITARDI
  12. Ritardi non abituali e non superiori a 5 minuti rispetto all’orario di inizio delle lezioni sono affidati, al fine dell’ammissione in classe alla prima ora, alla valutazione discrezionale del docente della prima ora di lezione.

    Gli alunni in ritardo per oltre 5 minuti non dovranno essere ammessi in classe alla prima ora, ma rinviati alla Presidenza, che deciderà l’eventuale ammissione alla seconda ora.

    Dell’ingresso in ritardo con permesso e dell’ora in cui è avvenuto, sarà fatta esplicita annotazione sul diario di classe.

    Non potranno, nel corso dell’intero anno scolastico, essere concessi più di 10 permessi di ingresso alla seconda ora. Superato tale limite, gli alunni saranno ammessi in classe solo se accompagnati dai genitori. Il docente che registra il decimo permesso ne dà avviso alla Presidenza.

    L’ingresso alla seconda ora costituisce permesso eccezionale e non una facoltà degli alunni.

    Prima e seconda ora si intendono rispetto all’orario generale d’Istituto. Gli alunni delle classi che per qualsiasi ragione iniziano la didattica in ore successive alla prima d’Istituto non saranno di norma ammessi ad ore successive a quella propria di inizio della didattica.

    Esigenze particolari potranno essere prese in considerazione da parte della Presidenza solo se opportunamente documentate.

    Non sono ammessi ritardi nell’ultimo mese di lezione se non per casi eccezionali adeguatamente documentati.

  13. USCITE ANTICIPATE
  14. Le uscite anticipate individuali devono essere autorizzate su apposito modulo della Presidenza, dopo un’attenta valutazione delle motivazioni delle specifiche richieste dei genitori o degli alunni maggiorenni.

    L’uscita eventualmente autorizzata dovrà essere annotata a richiesta dell’alunno da un docente sul registro di classe.

    Nel corso dell’anno scolastico non possono concedersi più di 10 permessi di uscita, oltre i quali potranno essere autorizzati solo casi eccezionali prospettati personalmente da un genitore o da chi ne fa le veci.

    Di regola la possibilità di uscite anticipate è esclusa nell’ultimo mese di lezione, salvo casi eccezionali adeguatamente documentati.

    Qualora un alunno chieda di lasciare la Scuola per malessere prima della fine delle lezioni, ne verrà data, se possibile, comunicazione ai genitori perché possano prelevarlo. In caso di gravità sarà richiesto l’intervento del soccorso sanitario pubblico.

  15. INTERVALLO, CAMBI D’ORA, USCITA DALLE CLASSI
  16. Durante la ricreazione gli alunni possono uscire dalle classi e spostarsi tra il corridoio o atrio ove la classe è situata ed i servizi igienici più vicini, evitando per ragioni di sicurezza di ostruire i passaggi.

    La sorveglianza durante l’intervallo (ricreazione) spetta nei corridoi ed ambienti comuni al personale ausiliare e nelle classi ai docenti che hanno effettuato l’ora di lezione precedente.

    Il cambio dei docenti avviene al termine dell’intervallo.

    Ai cambi d’ora si richiede ai docenti la massima sollecitudine per non lasciare troppo a lungo le classi scoperte. Il docente, che non ha successivamente alla propria ora altre lezioni attenderà in classe il cambio.

    Per i trasferimenti dalle aule ai laboratori, alla palestra o ad altre aule e viceversa gli alunni attenderanno in classe l’ausiliario che dovrà accompagnarli e porteranno con sé solo il materiale necessario.

    In caso di assenza dell’insegnante, l’ausiliario del piano dovrà avvertire i Collaboratori del Preside affinché provvedano alla sostituzione.

    Durante i cambi di ora gli alunni non possono uscire dalle classi.

    Durante le ore di lezione, anche in caso di assenza del docente, possono uscire solo per esigenze improcrastinabili e comunque non più di un alunno della classe alla volta, con permesso accordato dal docente o in mancanza dall’ausiliario che esercita la sorveglianza.

    Per nessun motivo i docenti possono autorizzare gli alunni ad uscire non accompagnati dall’Istituto durante l’orario delle lezioni o durante l’intervallo della ricreazione.

    Al termine delle lezioni gli alunni escono dalle classi e dall’Istituto ordinatamente. Non è consentito trattenersi nei corridoi e servizi.

  17. ASSEMBLEE STUDENTESCHE
  18. È consentito lo svolgimento di un’assemblea di classe al mese in orario scolastico nel limite di 2 ore.

    È convocata dietro richiesta dei rappresentanti della classe o di almeno il 50% degli alunni della classe. La richiesta, corredata del visto dei docenti interessati e dell’indicazione dell’ordine del giorno deve essere presentata al Preside almeno 3 giorni prima della data fissata. Le lezioni che non si effettuano dovranno essere di diverse materie con opportuna turnazione.

    È consentita un’assemblea di Istituto al mese in orario scolastico nel limite delle ore di lezione di una giornata.

    La richiesta di convocazione dell’assemblea, sottoscritta da almeno il 10% degli alunni o dalla maggioranza dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio d’Istituto deve essere presentata al Preside almeno 5 giorni prima della data richiesta e deve contenere l’ordine del giorno. Le assemblee di un anno scolastico saranno in diversi giorni della settimana.

    Fino a quando l’Istituto non disporrà di un locale idoneo, l’assemblea non potrà essere plenaria, ma dovrà essere articolata in diversi locali con suddivisione delle classi, ad es. biennio-triennio o per indirizzi.

    L’assemblea degli alunni deve darsi un regolamento che deve essere inviato al Consiglio d’Istituto.

    Gli alunni che prima dell’assemblea decidono di non partecipare non entreranno a scuola, senza obbligo di giustificazione.

    Non è consentito ai partecipanti abbandonare l’assemblea prima della sua conclusione.

    Nell’orario previsto per l’assemblea non è consentito svolgere attività didattica.

  19. BIBLIOTECA
  20. È istituita una biblioteca d’Istituto; essa sarà affidata all’inizio di ogni anno scolastico a docenti nominati dal Preside.

    I volumi della biblioteca possono essere oggetto sia di consultazione che di prestito. Non possono essere oggetto di prestito le enciclopedie, i vocabolari, gli atlanti e tutte le opere di valore. Possono ottenere il prestito gli alunni, i docenti, il personale A.T.A.

    Non possono essere presi in prestito più di 2 libri per volta e per un tempo massimo di 15 giorni.

    In caso di mancata restituzione l’interessato dovrà risarcire il prezzo aggiornato del volume.

    Ove sia possibile saranno organizzati dei luoghi per la consultazione dei testi. Nel caso che ciò sia impossibile, durante l’orario delle lezioni questi saranno consultati in classe previa autorizzazione del docente.

    L’orario di accesso alla biblioteca sarà stabilito di anno in anno dal Preside, sentito il Consiglio d’Istituto.

  21. SCIOPERI DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
  22. In occasione di scioperi delle diverse categorie del personale della Scuola, si può verificare l’impossibilità di assolvere al compito di vigilanza sugli allievi. In tal caso il Preside o chi ne fa le veci può consentire l’uscita anticipata degli alunni a meno che non si prevedono disordini di piazza che consiglino altrimenti per l’incolumità fisica degli alunni stessi.

  23. DANNI
  24. Chiunque danneggi, asporti o distrugga le attrezzature scolastiche è tenuto al risarcimento materiale del danno ferme restando le eventuali responsabilità disciplinari. Nel caso che non fosse possibile rintracciare il responsabile del danno, la spesa verrà ripartita tra le classi interessate.

  25. DIVIETI
  • Ai sensi della legge n. 584 dell’11.11.1975 è assolutamente vietato fumare nei locali della Scuola.
  • Nessun alunno può, senza permesso della Presidenza, allontanarsi dall’Istituto durante le ore di lezione, uscire prima del termine o entrare in aula in ritardo.
  • È vietato nei locali della Scuola raccogliere denaro, distribuire, affiggere o comunque mettere in circolazione scritti o disegni senza l’autorizzazione della Presidenza.
  • È vietato interrompere le lezioni per comunicare agli alunni annunci di qualsiasi genere che non siano autorizzati per iscritto dalla Presidenza.
  • Non è ammesso scambio di merende con l’esterno, non è ammesso andare al Bar mentre si passa da una sede all’altra.
  • È vietato l’uso dei telefoni cellulari nei locali ove si svolgono attività didattiche.

 

  1. SANZIONI
  2. Gli alunni che non si atterranno al presente regolamento o che tengono comportamenti irrispettosi della comunità scolastica o del personale in servizio o dei compagni od ospiti dell’Istituto o comunque incompatibili con il corretto svolgimento delle attività scolastiche o che non adempiono con diligenza ai propri doveri scolastici e civici incorreranno nei provvedimenti disciplinari previsti dalle vigenti disposizioni.

    Le sanzioni minori (ammonizione, allontanamento momentaneo e breve dalla classe) possono essere disposte dai docenti o dal Preside.

    Le sanzioni più gravi sono deliberate dagli organi competenti in base alle vigenti disposizioni.

    In ogni caso l’alunno ha diritto alla contestazione anche verbale del fatto ed all’invito a spiegare le proprie eventuali ragioni.

  3. ORGANO INTERNO DI GARANZIA
  4. È istituito un organo interno di garanzia composto da due rappresentanti degli alunni, da due rappresentanti dei docenti, da un rappresentante dei genitori e da un rappresentante del personale A.T.A., designati annualmente dal Consiglio d’Istituto tra i propri membri e presieduto dal membro più anziano. Tale organo può formulare osservazioni, proposte e pareri non vincolanti sulla applicazione e modificazione del presente regolamento.

    Contro le sanzioni disciplinari diverse dall’allontanamento anche temporaneo dalla scuola lo studente minorenne o maggiorenne può fare ricorso all’organo interno di garanzia di cui al presente articolo entro quindici giorni dalla comunicazione della sanzione. La comunicazione si intende effettuata il giorno della annotazione sul registro di classe se l’alunno è presente in istituto od il giorno del suo rientro se successivo, salvi gli effetti di comunicazioni effettuate direttamente all’alunno in forma scritta o anche verbale se nel corso di attività scolastiche.

    Sul ricorso l’organo di garanzia decide a maggioranza (in caso di parità prevale il voto del membro più anziano) previa audizione delle parti interessate entro quindici giorni ed in caso di accoglimento del ricorso la sanzione comminata non può più avere esecuzione e resta improduttiva di ogni effetto.

    L’organo di garanzia decide altresì con le stesse modalità a richiesta di una parte interessata sulle controversie che possano sorgere all’interno dell’Istituto in merito all’applicazione del presente regolamento.

    È fatto salvo in ogni caso il diritto a ricorrere ad organi superiori previsto da norme vigenti.

  5. COMUNICAZIONI ALLE FAMIGLIE

Le comunicazioni alle famiglie si effettuano mediante circolari della Presidenza affisse all’albo e lette in classe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11.9 REGOLAMENTO DISCIPLINARE

IL CONSIGLIO D'ISTITUTO

 

 

Visto il D.P.R. 24 giugno1998, n. 249 avente per oggetto lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria;

Vista la CM. N. 271 del 2 settembre 1998 relativa ai criteri di applicazione di detto statuto;

Visto il parere della Giunta Esecutiva;

 

 

DELIBERA

 

Art. 1 - Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee e proporzionate all'infrazione disciplinare;

dovranno tenere conto della situazione personale dello studente. Potranno essere inoltre essere prese in considerazione circostanze aggravanti o attenuanti ai fini della misura della sanzione.

Art. 2 - Salvo quanto già previsto e sanzionato dal Regolamento d’Istituto, i comportamenti che

configurano mancanze disciplinari, le sanzioni e gli organi competenti all'irrogazione delle stesse

sono individuati nella tabella seguente:

 

Natura della mancanza

Punizioni disciplinari

Organo competente

a) Mancato rispetto degli orari previsti per le attività scolastiche; scarsa assi-duità alle lezioni; assenze collettive non dovute a causa di forza maggiore

  • Ammonizione orale
  • Ammonizione scritta con comunicazione alla famiglia

Docenti, Capo d’Istituto

Docenti, Capo d’Istituto

b) Disturbo durante le attività didattiche

  • Ammonizione orale
  • Ammonizione scritta con comunicazione alla famiglia
  • Temporaneo allontanamento dalla classe

Docenti, Capo d’Istituto

c) reiterazione del comportamento di cui alla lettera b); comportamenti offensivi nei confronti del Capo d’Istituto, dei docenti, del personale ATA, dei compagni

  • Ammonizione scritta
  • Sospensione dalle lezioni fino a 5 giorni

Docenti, Capo d’Istituto

Consiglio di classe o sua articolazione composta da almeno tre membri

d) gravi mancanze di rispetto verso il Capo d'Istituto, i docenti, il personale ATA, i compagni; grave disturbo o impedimento dell’attività didattica

  • Sospensione dalle lezioni fino a quindici giorni

Consiglio di Classe

 

 

 

 

 

 

e) atti di particolare gravità che mettano in pericolo l'incolumità delle persone o che sono in-compatibili con la partecipazione alle attività della comunità scolastica

  • Sospensione cautelare superiore a quindici giorni

Consiglio d’Istituto (su proposta del C.d.C.)

 

 

 

 

 

Art. 3 - Qualora i comportamenti disciplinari comunque sanzionati siano commessi mediante uso di oggetti o strumenti o pubblicazioni o quant’altro, l’oggetto in questione viene ritirato e riconsegnato al genitore o chi ne fa le veci e, per gli alunni maggiorenni, al capofamiglia

 

Art. 4 - Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertire le sanzioni con lo svolgimento di attività a favore della comunità scolastica, fermo restando l'obbligo al risarcimento materiale di eventuali danni in caso di danneggiamento, asportazione o distruzione di attrezzature scolastiche come da art.12 del Regolamento d'Istituto.

 

Art. 5 - La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.

 

Art. 6 - All'Organo interno di Garanzia previsto dal Regolamento d’Istituto potrà essere presentato ricorso da parte degli studenti contro le sanzioni disciplinari di cui alle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 2, con le modalità di cui all’art. 15 del Regolamento d’Istituto, entro 15 giorni dalla comunicazione della sanzione.

 

Art. 7 - Avverso i provvedimenti disciplinari di cui alla lettera e) di cui al precedente art. 2, è ammesso ricorso al Ministro della Pubblica Istruzione

 

Art. 8 - Copia della presente deliberazione rimane affissa all’Albo dell’Istituto e fa parte integrante del POF.

 

 

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PARTE QUARTA

 

LA VERIFICA DEI RISULTATI

 

 

 

 

CAPITOLO 12:

MONITORAGGIO DEL POF 2000/2001

 

 

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Il monitoraggio è stato effettuato sia relativamente ai progetti svolti in orario curricolare con il coinvolgimento di tutta la classe sia a quelli extracurricolari. Il tipo di questionario utilizzato e, di conseguenza, le modalità di presentazione dei risultati variano in relazione al numero di alunni partecipanti al progetto, e sono specificate di seguito. In ultimo si aggiungono anche i risultati relativi al monitoraggio del CIC.

 

 

12.1 PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO CURRICOLARE

 

Dato l’alto numero di questionari da esaminare in relazione a ciascun progetto, si è seguita la seguente modalità di sintesi dei risultati:

 

Parte 1: gli alunni hanno valutato se i docenti abbiano ben chiarito obiettivi, competenze, organizzazione del progetto; per ogni voce si è riportata la percentuale degli alunni che hanno risposto positivamente

 

Parte 2: gli alunni hanno valutato la realizzazione del progetto in relazione a 6 indicatori, cioè Interesse per gli argomenti trattati, Coinvolgimento nella progettazione, Coinvolgimento nelle attività proposte, Impegno richiesto, Coordinamento tra docenti, Coordinamento tra studenti, a ciascuno dei quali era possibile assegnare un "voto" da 1 a 4; si è considerato positivo il giudizio se il questionario presentava una maggioranza di 3 e di 4, negativo se presentava una maggioranza di 1 e di 2, mediocre se si aveva una situazione di parità tra voti positivi e voti negativi.

Per ciascuna di queste tre voci si è riportata la percentuale in rapporto al totale dei questionari validi (in qualche caso le valutazioni mancavano, o non erano chiare).

 

Parte 3: gli alunni hanno valutato la ricaduta del progetto sulla loro situazione personale giudicando se il progetto abbia consentito loro di migliorare in relazione a 6 indicatori: Risultati scolastici, Preparazione culturale, Competenze professionali, Capacità espressive, Capacità di lavorare con gli altri, Metodo di studio. Anche in questo caso c’erano a disposizione quattro descrittori: per nulla, poco, abbastanza, molto. Si sono considerate positive le valutazioni con una maggioranza di abbastanza e di molto, negative quelle con una maggioranza di per nulla e di poco, mediocri quelle in cui vi era parità tra valori positivi e valori negativi. Per ciascuna di queste tre voci si è riportata la percentuale in rapporto al totale dei questionari validi (in qualche caso le valutazioni mancavano, o non erano chiare).

 

Un limite dei questionari proposti nell’a.s 2000/2001 sta nell’essere generici e non legati alla natura e alle caratteristiche del singolo progetto. Dal momento che non tutti i progetti si prefiggono obiettivi simili, e non tutti possono avere una ricaduta evidente e percepibile dagli studenti, ad esempio, sul metodo di studio o sulle competenze professionali, per il futuro è auspicabile che coloro che presentano un progetto elaborino strumenti di valutazione mirati in relazione agli obiettivi e alle competenze che si intende raggiungere. Questa notazione vale del resto anche per quel che concerne i progetti extracurricolari.

 

 

 

 

 

 

 

PROGETTO: INGLESE PER LIVELLI

Proposto alle classi 1A, A1, 1B, 1E, 1F; sono stati analizzati 94 questionari

I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene:

gli obiettivi da realizzare SI 94%

le competenze da acquisire SI 74%

l’organizzazione delle attività SI 82%

La realizzazione del progetto è stata giudicata:

Positiva 83%

Mediocre 10%

Negativa 7%

I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale)

sono stati giudicati:

Positivi 78%

Mediocri 11%

Negativi 11%

 

 

 

 

PROGETTO: FRANCESE PER LIVELLI

Proposto alle classi 2B, 1C, 2C; sono stati analizzati 58 questionari

I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene:

gli obiettivi da realizzare SI 93%

le competenze da acquisire SI 88%

l’organizzazione delle attività SI 79%

La realizzazione del progetto è stata giudicata:

Positiva 93%

Mediocre 2%

Negativa 5%

I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale)

sono stati giudicati:

Positivi 59%

Mediocri 22%

Negativi 19%

 

 

 

 

PROGETTO: EDUCAZIONE ALL’ALIMENTAZIONE

Proposto alle classi 2A, 2B, 2C, 2E, 2F, 2G; sono stati analizzati 97 questionari

I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene:

gli obiettivi da realizzare SI 81%

le competenze da acquisire SI 70%

l’organizzazione delle attività SI 53%

La realizzazione del progetto è stata giudicata:

Positiva 58%

Mediocre 11%

Negativa 31%

I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale)

sono stati giudicati (*) :

Positivi 40%

Mediocri 16%

Negativi 44%

(*) Poiché vari indicatori contenuti nel questionario non hanno nulla a che fare con un corso sull’alimentazione (che in effetti non è concepito per migliorare il metodo di studio o le competenze professionali) i risultati di questa sezione non si ritengono significativi.

 

PROGETTO: CODOCENZE DIRITTO-STORIA

Proposto alle classi 1F, 1G, 1H (*), 2F, 2G

I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene:

gli obiettivi da realizzare SI 65%

le competenze da acquisire SI 55%

l’organizzazione delle attività SI 67%

La realizzazione del progetto è stata giudicata:

Positiva 55%

Mediocre 4%

Negativa 41%

I risultati raggiunti (ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale)

sono stati giudicati:

Positivi 35%

Mediocri 22%

Negativi 43%

(*) Dalle medie sopra indicate si discosta in modo significativo la sola classe 1H, in cui la rea-lizzazione del progetto è stata valutata positivamente dal 78% degli interprellati e i risultati sono stati giudicati positivi dal 67% degli interpellati

 

 

 

 

 

PROGETTO: CODOCENZE DIRITTO-ECONOMIA

Proposto nella classe 5B; analizzati 11 questionari I dati sono stati sintetizzati per analogia con gli altri progetti nonstante il numero esiguo di questionari

I docenti che lo hanno proposto hanno chiarito bene:

gli obiettivi da realizzare SI 72%

le competenze da acquisire SI 100%

l’organizzazione delle attività SI 72%

La realizzazione del progetto è stata giudicata:

Positiva 72%

Mediocre /

Negativa 28%

I risultati raggiunti (ricaduta in termini di miglioramento individuale) sono stati giudicati:

Positivi 44%

Mediocri 44%

Negativi 12%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGETTO: RECUPERO E POTENZIAMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE

Proposto in tutte le classi del biennio comune e del triennio aziendale, ma destinato a singoli o gruppi di studenti: questionari analizzati 51. Per questo progetto è stato utilizzato il questionario delle attività extracurricolari perché non riguardava tutto il gruppo classe.

 

 

  1. L’orario era :
  • Comodo 61%
  • Accettabile 39%
  • Scomodo /
  1. L’organizzazione del corso era:
  • Efficiente 61%
  • Non sempre efficiente 13%
  • Confusa 26%
  1. I contenuti trattati erano:
  • Interessanti e professionalmente utili 54%
  • Interessanti 39%
  • Noiosi 7%
  1. Le attività proposte erano:
  • Coinvolgenti ed impegnative 54%
  • Non sempre coinvolgenti 26%
  • Ripetitive 20%

I risultati raggiunti, ossia la ricaduta del progetto in termini di miglioramento individuale,

sono stati giudicati:

Positivi 43%

Mediocri 7%

Negativi 50%

 

 

 

 

12.2 PROGETTI ATTIVATI IN ORARIO EXTRACURRICOLARE

Dato il numero ridotto di questionari relativi a ciascuno di questi progetti, è stato possibile qui riportare il numero esatto di risposte relative a ogni voce analizzata; in qualche caso il totale relativo alle varie voci non corrisponde con il numero complessivo dei questionari analizzati, perché alcuni di essi sono stati riempiti in modo incompleto. Ogni progetto è stato valutato relativamente a

  1. Orario
  2. Organizzazione del corso
  3. Contenuti trattati
  4. Attività proposte

5. Valutazione della ricaduta sui risultati personali; è stata giudicata sulla base degli stssi parametri indicati sopra per i progetti in orario curricolare, ma qui è stato possibile riportare i risultati in modo analitico.

 

 

 

 

 

 

PROGETTO : MODULI DIDATTICI IPERTESTUALI

 

Per gli studenti delle classi 3e, 4e, 5e; questionari analizzati 17

  1. L’orario era :
  • Comodo 5
  • Accettabile 8
  • Scomodo 2
  1. L’organizzazione del corso era:
  • Efficiente 7
  • Non sempre efficiente 8
  • Confusa /
  1. I contenuti trattati erano:
  • Interessanti e professionalmente utili 10
  • Interessanti 5
  • Noiosi /
  1. Le attività proposte erano:
  • Coinvolgenti ed impegnative 11
  • Non sempre coinvolgenti 4
  • Ripetitive /
  1. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 6 8 3

La preparazione

culturale 5 4 8

Le competenze

professionali 1 8 5 2

Le capacità espressive 6 8 3

La capacità di lavorare

con gli altri 4 2 6 5

Il metodo di studio 7 8 1 1

 

 

PROGETTO : METODOLOGIA CRITICA

 

 

Per gli studenti delle classi 5e; questionari analizzati 17

 

 

1. L’orario era :

  • Comodo 10
  • Accettabile 4
  • Scomodo 3

 

2. L’organizzazione del corso era:

  • Efficiente 13
  • Non sempre efficiente 4
  • Confusa /

 

3. I contenuti trattati erano:

  • Interessanti e professionalmente utili 9
  • Interessanti 8
  • Noiosi /

 

4. Le attività proposte erano:

  • Coinvolgenti ed impegnative 13
  • Non sempre coinvolgenti 4
  • Ripetitive /

 

 

 

5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 3 5 6 1

La preparazione

culturale 3 2 8 2

Le competenze

professionali 5 3 6 1

Le capacità espressive 6 8 1

La capacità di lavorare

con gli altri 1 3 10 1

Il metodo di studio 6 8 1

 

 

PROGETTO : ITINERARI TURISTICI / COLLEGAMENTO CON IL T.C.I .

 

 

Per gli studenti del triennio turistico; questionari analizzati 13

 

 

1. L’orario era :

  • Comodo 1
  • Accettabile 9
  • Scomodo 3

 

2. L’organizzazione del corso era:

  • Efficiente /
  • Non sempre efficiente 4
  • Confusa 9

 

3. I contenuti trattati erano:

  • Interessanti e professionalmente utili 3
  • Interessanti 7
  • Noiosi 3

 

4. Le attività proposte erano:

  • Coinvolgenti ed impegnative /
  • Non sempre coinvolgenti 10
  • Ripetitive 3

 

5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 2 5 1

La preparazione

culturale 1 1 6

Le competenze

professionali 4 4

Le capacità espressive 6 2

La capacità di lavorare

con gli altri 6 2

Il metodo di studio 6 1 1

 

N.B. Cinque quesstionari sono riempiti in modo non chiaramente interpretabile; tre presentano barrata la voce "abbastanza" e alcuni indicatori, due presentano barrata solo la voce "per nulla" e nessun indicatore

 

 

PROGETTI : INTERNET E POWERPOINT

 

 

Per gli studenti delle classi 3e, 4e, 5e; questionari analizzati 12

 

 

1. L’orario era :

  • Comodo 7
  • Accettabile 4
  • Scomodo 1

 

2. L’organizzazione del corso era:

  • Efficiente 12
  • Non sempre efficiente /
  • Confusa /

 

3. I contenuti trattati erano:

  • Interessanti e professionalmente utili 10
  • Interessanti 2
  • Noiosi /

 

4. Le attività proposte erano:

  • Coinvolgenti ed impegnative 11
  • Non sempre coinvolgenti 1
  • Ripetitive /

 

5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 8 2 1

La preparazione

culturale 1 7 3

Le competenze

professionali 1 5 5

Le capacità espressive 1 3 7

La capacità di lavorare

con gli altri 2 7 2

Il metodo di studio 1 5 5

N.B. Un questionario è stato lasciato in bianco in questo settore

 

 

 

PROGETTO : LA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO LA RIPRESA E IL MONTAGGIO VIDEO

 

 

Per gli studenti delle classi 4e e 5e grafiche; questionari analizzati 10

 

 

1. L’orario era :

  • Comodo 3
  • Accettabile 7
  • Scomodo /

 

2. L’organizzazione del corso era:

  • Efficiente 5
  • Non sempre efficiente 3
  • Confusa 2

 

3. I contenuti trattati erano:

  • Interessanti e professionalmente utili 8
  • Interessanti 1
  • Noiosi 1

 

 

4. Le attività proposte erano:

  • Coinvolgenti ed impegnative 6
  • Non sempre coinvolgenti 4
  • Ripetitive /

 

5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 1 6 2 1

La preparazione

culturale 3 1 4 2

Le competenze

professionali 6 4

Le capacità espressive 1 1 6 2

La capacità di lavorare

con gli altri 1 8 1

Il metodo di studio 1 5 3 1

 

PROGETTO : LABORATORIO TEATRALE

 

 

Per gli studenti di tutte le classi; questionari analizzati 6

 

 

1. L’orario era :

  • Comodo 3
  • Accettabile 3
  • Scomodo /

 

2. L’organizzazione del corso era:

  • Efficiente 3
  • Non sempre efficiente 3
  • Confusa /

 

3. I contenuti trattati erano:

  • Interessanti e professionalmente utili 5
  • Interessanti 1
  • Noiosi /

 

4. Le attività proposte erano:

  • Coinvolgenti ed impegnative 6
  • Non sempre coinvolgenti /
  • Ripetitive /

 

5. Valutazione dei risultati raggiunti? Le attività svolte hanno consentito di migliorare:

Per nulla Poco Abbastanza Molto

I risultati

scolastici 2 3

La preparazione

culturale 1 3 2

Le competenze

professionali 3 1 2

Le capacità espressive 6

La capacità di lavorare

con gli altri 6

Il metodo di studio 3 2 1

Non sono stati monitorate le attività proposte dai docenti di educazione fisica in quanto i questionari contenevano indicatori del tutto inadatti a valutarli.

Relativamente al progetto CREAZIONE DI UN GIORNALE INTERSCOLASTICO è stato compilato un solo questionario.

I progetti INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA PER LIVELLI, destinato alla 4D, ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA PER LE CLASSI PRIME e PROGETTO TRATTAMENTO TESTI per le classi 4D e 5D, benché contenuti nel POF, non sono stati attivati.

 

 

 

12.3 VALUTAZIONE DEL CENTRO DI INFORMAZIONE E CONSULENZA (CIC)

Sono state esaminate 55 schede; si è rilevata una partecipazione molto differenziata da classe a classe e comunque un maggior coinvolgimento degli alunni dell’indirizzo grafico rispetto a quelli degli indirizzi aziendale e turistico. Le schede sono state esaminate in modo analitico e accanto a ogni voce del questionario viene qui riportata la percentuale di risposte rilevate; si è tralasciata la domanda n° 9, i cui risultati sono non solo difficilmente schematizzabili ma anche, in vari casi, difficilmente interpretabili, in quanto alcuni studenti, non avendo evidentemente compreso la modalità corretta di risposta, hanno riempito questa parte del questionario in modo ambiguo o non chiaro.

  1. Hai ricevuto informazioni complete ed esaurienti sul funzionamento del CIC?
  2. SI 82% NO 18%

  3. Hai utilizzato lo sportello di ascolto dei docenti?
  4. Una sola volta 47% Più volte 44% Mai o lasciato in bianco 9%

  5. Hai utilizzato lo sportello specialistico della psicologa?
  6. Una sola volta 56% Più volte 18% Mai o lasciato in bianco 26 %

  7. Quali motivi ti hanno suggerito di utilizzare il servizio del CIC? (puoi dare più risposte)
    • Curiosità 31%
    • Desiderio di parlare con qualcuno 33%
    • Difficoltà nel parlare con gli altri 7%
    • Bisogno di essere ascoltato 29%
    • Bisogno di fare chiarezza in te stesso 45%
  1. Le ore messe a disposizione dai docenti , a tuo parere sono:
  • Poche 40%
  • Adeguate 56%
  • Eccessive 4%
  1. Le ore messe a disposizione dalla psicologa ti sembrano:
  • Poche 47%
  • Adeguate 51%
  • Eccessive 2%
  1. Come valuti l’utilità di un Centro di informazione e Consulenza nella scuola? Dai una valutazione da un minino di 1 ad un massimo di 4, sbarrando il numero corrispondente.
  2. (1) 4% (2) 20% (3) 29% (4) 47%

  3. Nel complesso come valuti il servizio offerto dall’Istituto?
  • Insoddisfacente 9%
  • Non del tutto soddisfacente 15%
  • Soddisfacente 69%
  • Molto soddisfacente. 7%

 

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ALLEGATO N° 1

 

GLI STANDARD FORMATIVI D'USCITA

 

 

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gli standard disciplinari

PREMESSA

Nell’attesa che vengano definiti gli standard nazionali l’I.P. Marco Polo ha avviato un tentativo di definizione degli standard formativi d’uscita d’istituto.

All’interno dei dipartimenti disciplinari i docenti hanno definito i prerequisiti, gli obiettivi minimi, gli standard d’uscita del biennio, del monoennio e del biennio post-qualifica.

L’obiettivo era da un lato quello di fare chiarezza tra i docenti di una stessa disciplina e di individuare standard condivisi e concretamente perseguibili, dall’altro quello di avviare modalità di autovalutazione più chiare ed efficaci.

Gli standard individuati si collocano tendenzialmente ad un livello medio-alto per configurarsi come "standard di progetto, cioè come una meta ambiziosa da realizzare con una didattica più interattiva ed individualizzata" (Cfr.G: Cerini "Valutare bene conviene: verso gli standard", Seminario nazionale Frascati 18-12-1997).

L’attività svolta si inserisce in un progetto più ampio di definizione delle competenze che prevede la collaborazione "in verticale" con scuole di diverso ordine e, pur non avendo la pretesa di presentarsi come un lavoro esauriente e definitivo, trova la sua giustificazione e la sua validità nella

consapevolezza che il sistema di valutazione nazionale prevede comunque momenti di confronto

con le realtà locali.

 

 

 

 

 

 

 

GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL BIENNIO

 

DISCIPLINA : ITALIANO

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • conoscenza delle categorie morfosintattiche ;
  • analisi smontaggio e produzione di testi descrittivi, argomentativi, narrativi ;
  • capacità di organizzare la produzione scritta e orale, in forma corretta ;
  • produzione scritta ed orale, chiara ed ordinata, di un testo informativo semplice ;
  • riconoscimento dei vari generi letterari: racconto, romanzo, teatro, poesia ;
  • adeguatezza del lessico ;
  • comprensione di un testo narrativo semplice ;
  • capacità di ricerca di informazioni nei testi di consultazione (manuali, dizionari, atlanti, enciclopedie, etc) ;
  • lettura e comprensione di testi letterari (se guidato/a) ;
  • minimo orientamento spazio-temporale ;
  • orientamento spazio temporale ;
  • autonomia nell'orientamento spazio-temporale ;

 

DISCIPLINA : STORIA

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • lettura e comprensione di un testo storiografico
  • conoscenza dei contenuti proposti anche se non approfondita
  • adeguatezza del lessico
  • esposizione chiara e ordi-nata di un testo semplice
  • capacità, se guidato, di applicare principi, regole e procedure
  • capacità di ricerca di informazioni nei testi di consultazione
  • minimo orientamento spazio-temporale
  • capacità di effettuare sintesi semplici
  • autonomia nell’orienta-mento spazio-temporale

 

DISCIPLINA : MATEMATICA

Primo anno

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • la tavola pitagorica;
  • ordinare i numeri ed eseguire le operazioni negli insiemi N,Z,Q;
  • espressioni in N,Z,Q;
  • e quattro principali operazioni e le relazioni di confronto tra i numeri;
  • utilizzare i simboli di :
  • operazioni tra insiemi;
  • conoscere il concetto di frazione, conoscere la nomenclatura ;
  • rappresentazioni di semplici funzioni sul piano cartesiano ;
  • operare con :
  • espressioni letterali con i monomi ed i polinomi ;
  • rappresentare semplici situazioni con i diagrammi di Venn;
  • rappresentare i punti sul piano cartesiano;
  • operare con i monomi ed i polinomi;
  • utilizzare i prodotti notevoli;

 

SECONDO ANNO

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • le quattro operazioni in N,Z,Q ;
  • scomporre i polinomi, trovare il M.C.D. ed il m.c.m tra polinomi ;
  • frazioni algebriche ;
  • le potenze e le loro proprietà;
  • risolvere semplici espressioni algebriche ;
  • equazioni lineari intere |e fratte ;
  • rappresentazione di punti nel piano cartesiano ;
  • risolvere semplici equazioni numeriche intere ;
  • disequazioni di primo grado;
  • monomi e polinomi ;
  • risolvere sistemi lineari di primo grado ;
  • equazioni di secondo grado;
  • operare con i radicali ;
  • risolvere semplici equazioni di secondo grado ;

 

DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • saper utilizzare un dizionario bilingue ;
  • identificare gli elementi specifici ed il significato globale di un testo ( orale e scritto ) di uso quotidiano ;
  • comprendere una varietà di testi orali (istruzioni, dialoghi, brevi messaggi di vita quotidiana ), espressi con frasi semplici e a velocità normale ;
  • pronunciare correttamente i fonemi ,
  • individuare le parole chiave di un testo scritto ;
  • comprendere semplici testi descrittivi e dialoghi su argomenti di vita quotidiana espressi prevalentemente con linguaggio già noto ;
  • riconoscere i rapporti logici tra i componenti essenziali della frase ;
  • distinguere l'idea principale da quelle secondarie di supporto in un testo scritto ;
  • produrre semplici testi scritti guidati di tipo informativo e descrittivo ( messaggi, lettere informali, brevi riassunti ) che risultino comprensibili anche in presenza di errori formali ;
  • chiedere ed ottenere informazioni su dati personali ;
  • sintetizzare un semplice testo narrativo o descrittivo ;
  • produrre semplici testi orali su argomenti di vita quotidiana ( presentazioni e descrizioni ) ed interagire in situazioni note utilizzando lessico già appreso ed esprimendosi in modo comprensibile pur in presenza di errori a vari livelli ( intonativo, lessicale, grammaticale )
  • usare correttamente l'interpunzione, le concordanze, l'ordine delle parole ;
  • aver chiaro lo scopo della comunicazione, il destinatario, l'oggetto della comunicazione, le informazioni che si vogliono trasmettere ;
  • sostenere semplici comunicazioni di cui vengono precisate solo le situazioni comunicative

 

 

 

DISCIPLINA : SCIENZE DELLA TERRA

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • basi del calcolo numerico e della geometria della scuola media (equivalenze, aree, volumi, proporzioni, piano cartesiano ;

 

 

 

  • come competenze si intendono le conoscenze scientifiche essenziali, relative e conseguenti all'apprendimento dei contenuti propri dei moduli svolti, cioè conoscenza e spiegazione semplice dei fenomeni e degli eventi legati alle scienze, come pure una minima rielaborazione dei contenuti proposti intesa come saper fare, come abilità operativa (saper raccogliere saper rappresentare dati ) ;
  • gli standard a fine biennio devono almeno riguardare l'acquisizione di competenze, conoscenze e capacità relative al biennio e devono essere nel complesso sufficienti per avere un quadro organico della materia studiata.
  • concetti essenziali sulla materia e le sue caratteristiche fisiche, i suoi stati di aggregazione, i passaggi di stato, le forze, la pressione, la temperatura, il calore ;
  • gli standard dovrebbero corrispondere alle competenze da certificare, che sono conoscenze e abilità, limitate alle tematiche affrontate

 

DISCIPLINA : DIRITTO ED ECONOMIA

PRIMO ANNO

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • saper leggere comprendendo il lessico comune ;
  • conoscenza del fenomeno economico e giuridico e della sua attinenza alla quotidianità delle famiglie ;
  • individuazione delle funzioni dei principali operatori del sistema economico ;
  • esame dei problemi sociali in termini di diritti e obblighi ;
  • analisi del rapporto tra cittadino e istituzioni ;
DISCIPLINA : DIRITTO ED ECONOMIA

SECONDO ANNO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • capacità di riconoscere gli ambiti disciplinari ;
  • conoscenza della struttura della produzione e del consumo ;
  • comprensione dei meccanismi di mercato ;
  • partecipazione consapevole alla società giuridico economica ;
  • consapevolezza dei valori della costituzione ;

 

 

 

DISCIPLINA : EDUCAZIONE FISICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • la coordinazione statica e dinamica, la mobilità e scioltezza articolari, la potenzialità muscolare, l'agilità, la destrezza, il condizionamento organico ( capacità respiratoria, frequenza cardiaca );
  • gli alunni, per raggiungere la sufficienza, dovranno partecipare attivamente alle lezioni, impegnandosi con volontà secondo le proprie caratteristiche psicosomatiche. Dovranno dimostrare inoltre, capacità di miglioramento nel tempo ;
  • al termine del biennio gli alunni dovranno dimostrare di possedere sufficienti doti di coordinazione statica e dinamica attraverso l'esecuzione di esercizi che coinvolgono contempora-neamente vari segmenti del corpo; dovranno saper:
  1. correre, lanciare e saltare
  2. usare correttamente e con responsabilità il materiale didattico e sportivo
  3. avere rispetto dell’ambiente e delle regole di comportamento
  4. conoscere i regolamenti delle discipline sportive proposte, in particolare pallavolo e calcio

 

 

 

Area di indirizzo : biennio comune (aziendale – turistico)

DISCIPLINA : ECONOMIA AZIENDALE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Primo anno

  • soluzione di semplici tests di ingresso che prevedano l'applicazione delle quattro operazioni ;
  • uso di un linguaggio tecnico specifico essenziale ;
  • conoscenza della gestione patrimoniale e finanziaria :
  • fonti, impieghi, passività-attività, gestione ;
  • soluzione di semplici problemi commerciali quali :
  • proporzioni, percentuali, riporti;
  • conoscenza della gestione reddituale :
  • costi-ricavi e determinazione del risultato economico ;
  • conoscenza della modulistica commerciale:
  • fattura, cambiale, assegno ;
  • saper redigere un inventario;
  • conoscenza elementare del concetto di :
  • azienda, compravendita ed imposte ;

Secondo anno

  • si considerano prerequisiti gli obiettivi minimi del primo anno
  • si considerano obiettivi minimi gli standard di uscita del primo anno
  • conoscere il sistema aziendale e le sue relazioni con l'esterno ;
  • conoscere la dinamica delle principali fasi di gestione ,
  • autonomia di gestione dei flussi monetari ??? nella compravendita ;
  • acquisire abilità operative nella gestione dell'informazione anche con l'ausilio di supporti informatici ,

 

 

 

 

 

DISCIPLINA : LABORATORIO TRATTAMENTO TESTI

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • non è prevista alcuna conoscenza preliminare specifica ;
  • conoscenza dell'ambiente operativo Windows ,
  • uso corretto e razionale della tastiera ;
  • scolarizzazione, capacità di attenzione, saper prendere appunti ;
  • conoscere e saper utilizzare un programma di elaborazione testi nella disposizione di brani e lettere commerciali ;
  • saper riconoscere il significato delle icone del desktop ;
  • conoscere gli elementi che compongono una lettera commerciale e le norme estetiche per disporli ;
  • saper gestire autonomamente semplici situazioni nell'ambiente operativo in uso ;
  • conoscere e saper utilizzare nelle sue funzioni essenziali un foglio elettronico ;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Area di indirizzo: grafico pubblicitario

DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • capacità di leggere, comprendere e riassumere un testo discorsivo;
  • acquisizione di un lessico tecnico di base;
  • distinzione dei campi artistici;
  • conoscenze elementari di base storico geografiche;
  • conoscenza cronologica dell’evoluzione delle modalità di rappresen-tazione della figura umana e della narrazione storica
  • corretto uso di alcuni termini tecnici;
  • capacità di consultazione del libro di testo e del dizionario
  • capacità minima di lettura dell'immagine artistica;
  • precisa conoscenza cronologica dell’evoluzione delle modalità di rappresen-tazione della figura umana e della narrazione storica
  • capacità di analizzare l'opera sotto il profilo formale;
  • capacità minime di lettura iconografica guidata,

 

 

 

DISCIPLINE: DISEGNO GRAFICO E DISEGNO PROFESSIONALE

PRIMO ANNO

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza dell’uso corretto di squadre, riga, compasso
  • Saper lavorare in modo preciso
  • Corretta composizione di una scritta e/o di un’immagine
  • Saper squadrare un foglio, tracciare linee parallele e perpendicolari
  • Conoscere i fondamenti della grafica: corretta rielaborazione di un carattere e accostamento di più caratteri per comporre parole e frasi
  • Conoscenza dei caratteri, corretta composizione di un testo
  • Corretta composizione di una scritta e/o di un’immagine
  • Stilizzazione di una forma.
  • Rappresentazione grafica di temi proposti
  • Composizione equilibrata di una scritta e/o di un’immagine
  • Rapporti armonici e proporzionali nella composizione di forme geometriche e organiche

 

 

 

DISCIPLINE: DISEGNO GRAFICO E DISEGNO PROFESSIONALE

SECONDO ANNO

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Saper lavorare in modo preciso
  • Saper usare il carattere in funzione di un testo.
  • Conoscere gli elementi costitutivi del carattere e del testo.
  • Conoscere i fondamenti della grafica: corretta rielaborazione di un carattere e accostamento di più caratteri per comporre parole e frasi
  • Saper stilizzare un’immagine
  • Saper scegliere il carattere e lo stile in relazione al testo
  • Corretta composizione di una scritta e/o di un’immagine
  • Saper rielaborare al computer i lavori realizzati
  • Saper analizzare un’immagine pubblicitaria in relazione alla composizione degli elementi che la costituiscono.
  • Conoscere i criteri base dell’impaginazione di testo e/o immagini e conoscere i principi basilari dei programmi di computer grafica
  • Conoscere i criteri base dell’impaginazione di testo e/o immagini attraverso l’utilizzo di griglie strutturali.
  • Conoscere i principi basilari dei programmi di computer grafica e saper rielaborare i lavori realizzati manualmente.

 

 

 

 

GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL MONOENNIO

DISCIPLINA : ITALIANO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • si considerano prerequisiti della classe terza gli obiettivi minimi del biennio;
  • lettura e produzione di testi in modo sufficientemente chiaro e corretto ;
  • produzione di testi adeguati alle varie situazioni comunicative ;
  • lettura e comprensione (se guidato/a ) di testi letterari, con riferimenti al contesto storico-biografico dell'autore ;
  • contestualizzazione del testo, cogliendo le specificità del periodo in termini critici ;

 

 

 

DISCIPLINA : STORIA

 

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • lettura selettiva di un testo storiografico
  • sa analizzare in modo essenziale problemi e situazioni
  • conosce gli argomenti e sa collegarli autonomamente in modo adeguato
  • capacità di ricerca di informazioni
  • sa utilizzare varie fonti documentarie
  • è in possesso di un linguaggio tecnico suffi-cientemente appropriato
  • comprensione dei mecca-nismi che regolano la pacifica convivenza e il rispetto reciproco
  • conosce in modo adeguato i contenuti proposti
  • è in grado di analizzare un evento storico distinguen-done i nodi fondamentali (cause, conseguenze, svi-luppo degli avvenimenti)

 

 

 

 

DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • conoscenza delle strutture morfosintattiche di base
  • listening : saper comprendere una varietà di testi orali di argomento quotidiano, codificati prevalentemente con linguaggio noto, di cui lo studente deve cogliere il contesto, il significato globale ed alcune informazioni specifiche ;
  • listening : ascoltare un testo autentico e saper ricavare le informazioni richieste ;
  • saper descrivere persone e luoghi in modo efficace e comprensibile ;
  • speaking : saper comunicare messaggi ed informazioni di uso quotidiano. Saper interagire in situazioni note con pronuncia ed intonazione comprensibili, pur commettendo errori di carattere formale ;
  • speaking : saper esporre in modo chiaro argomenti di uso generale e di indirizzo secondo il linguaggio settoriale ;
  • saper interagire in semplici situazioni note e non note in lingua inglese ;
  • reading : saper comprendere semplici testi di tipo informativo, descrittivo e narrativo, comprendenti lessico parzialmente non conosciuto. Riconoscere vari tipi di testo anche a livello settoriale ;
  • reading : saper comprendere il senso generale di un testo utilizzando la tecnica dello scannig ;
  • possedere un adeguato metodo di studio attraverso un uso corretto del libro di testo e del dizionario ;
  • writing : saper produrre brevi testi scritti di tipo informativo, descrittivo, narrativo, espressi con lessico adeguato al contesto, con accettabile livello di efficacia comunicativa e correttezza formale ;
  • saper produrre testi di tipo diverso in modo corretto dal punto di vista formale ed efficace dal punto di vista comunicativo ;
  • comprendere il senso generale di un semplice testo parlato e scritto ;

 

 

 

DISCIPLINA : MATEMATICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • equazioni e disequazioni di primo grado ;
  • risolvere semplici sistemi lineari;
  • risoluzione di sistemi lineari ;
  • prodotti notevoli ;
  • risolvere algebricamente semplici disequazioni di primo e secondo grado ;
  • disequazioni di secondo grado ;
  • rappresentazione di punti e rette nel piano cartesiano ;
  • rappresentare sul piano cartesiano equazioni di primo e secondo grado ;
  • rappresentazione sul piano cartesiano di funzioni di primo e secondo grado ;

 

 

 

QUALIFICA AD INDIRIZZO AZIENDALE

DISCIPLINA : ECONOMIA AZIENDALE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • si considerano prerequisiti gli standard di uscita del biennio
  • conoscere le principali operazioni di esercizio :
  • acquisti, vendite,rapporti con le banche, scrittura del personale ;
  • saper analizzare i fatti di gestione distinguendoli in interni ed esterni ;
  • conoscere le operazioni di chiusura :
  • assestamento, integramento, ammortamento ;
  • saper redigere una situazione contabile finale ;
  • conoscere gli elementi della busta paga ;
  • saper redigere una busta paga ;

 

DISCIPLINA : DIRITTO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • capacità di analizzare in termini giuridico-economici le relazioni sociali ;
  • comprensione elementi ed effetti del rapporto obbligatorio;
  • conoscenza critica e consapevole della realtà giuridico-economica ;
  • consapevolezza delle tutele apportate dalla legislazione sociale ;

 

 

 

 

DISCIPLINA: INFORMATICA GESTIONALE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Elementi di logica matematica e nozioni algebriche

Saper effettuare le operazioni aritmetiche del sistema binario

Acquisire una conoscenza delle componenti Hardware di un computer

Conoscenza dell’ambiente Windows

Conoscere le funzioni svolte da ogni hardware di un computer e come interagiscono tra loro

Saper utilizzare con competenza ed autonomia Excel, risolvendo autonomamente le problema-tiche proposte

  • Conoscere la rappresentazione grafica di un algoritmo per la risoluzione di un problema
  • Comprendere le funzioni matematiche, statistiche e logiche di Excel e saper applicare per ogni problema la funzione più adatta

 

 

 

DISCIPLINA: GEOGRAFIA ECONOMICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza degli aspetti geologici di rilevanza sociale.

Acquisizione di un metodo d'indagine scientifico, utilizzando informazioni e dati desunti dal materiale più vario (es. carte fisiche, politiche e tematiche, dati statistici, ecc.) o dalla osservazione diretta del territorio come sistema nel quale operano sinergicamente la natura e l'uomo.

Possesso di una visione organica delle realtà ambientali, culturali e del territorio a Monterotondo e dintorni, in Italia e nella Europa Comunitaria.

Possesso di un lessico specifico di base.

Acquisizione della capacità di orientarsi e di porsi nello spazio geografico costruito dall'uomo, affinando le componenti visivo spaziali della intelligenza.

  • Essere consapevole della interconnessione in scala planetaria dei problemi del mondo contemporaneo nella interdipendenza dei fattori di ordine economico, turistico e sociale con quelli politici e culturali.

Possesso delle competenze cartografiche di base.

Saper leggere ed interpretare correttamente le carte geografiche, individuando con il loro ausilio il principio di causa, di estensione, di relazione.

Uso competente del linguaggio specifico.

  • Saper cogliere la interazione tra le cause storiche e quelle geografiche dalle quali sono scaturite le realtà economiche presenti.
  • Capire come in un sistema territoriale gli elementi costitutivi si esprimano in una dimensione spaziale, attraverso paesaggi che variano a seconda di elementi sociali, economici e culturali.
  • Sviluppo delle capacità di astrazione e di generalizzazione che consentano di passare da una lettura analitica dei fatti geografici alla loro sintesi.
  • Acquisizione di un linguaggio quanto possibile tecnico e formalizzato attraverso il quale esprimere in modo corretto e puntuale i fenomeni geografici.

 

 

 

 

DISCIPLINA : LABORATORIO TRATTAMENTO TESTI ( validi sia per l’ indirizzo economico-aziendale che per quello turistico)

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • conoscenza dell'ambiente Windows ;
  • saper disporre esteticamente lettere commerciali, saper utilizzare il programma Word 7.0 per Windows 95 nell'elaborazione di documenti relativi al lavoro d'ufficio ;
  • saper utilizzare con competenza ed autonomia i software in uso, risolvendo autonomamente le problematiche proposte di volta in volta ,
  • conoscere e saper utilizzare un programma di elaborazione testi nella disposizione di brani e lettere commerciali ;
  • saper utilizzare il programma Excel nella realizzazione di documenti a carattere contabile e turistico con relativi calcoli e funzioni ;
  • saper autodiagnosticare e correggere i vari errori ,
  • conoscere gli elementi che compongono una lettera commerciale e le norme estetiche per disporli ;
  • per il settore economico-aziendale inoltre, saper utilizzare il pacchetto applicativo per la tenuta della contabilità aziendale ed in particolare acquisti, vendite e loro regolamento ;
  • conoscere e saper utilizzare nelle sue funzioni essenziali un foglio elettronico ;

 

 

 

 

QUALIFICA AD INDIRIZZO TURISTICO

DISCIPLINA : DIRITTO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • capacità di analizzare in termini giuridico-economici le relazioni sociali ;
  • ricognizione delle principali fonti normative del settore turistico ;
  • acquisizione di una conoscenza giuridica di carattere tecnico ;

 

 

 

 

DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • capacità di leggere comprendere e riassumere oralmente un testo specifico della disciplina ;
  • acquisizione del lessico tecnico di base della disciplina ;
  • corretto uso del linguaggio tecnico relativo ad opere e civiltà studiate ;
  • capacità di consultare il libro di testo ed il dizionario ;
  • conoscenza cronologica delle principali manifestazioni artistiche dalle antiche civiltà mediterranee alla fine del medioevo ;
  • conoscenza delle principali caratteristiche delle opere degli artisti e delle civiltà oggetto di studio ;
  • conoscenze di base storico-geografiche ;
  • capacità di lettura dell'immagine artistica ;
  • capacità di analisi dell'opera sotto il profilo formale ;
  • elementari cognizioni artistiche relative all'Italia ;
  • capacità di riferire in modo sintetico ma efficace sull'interpretazione iconografica proposta dal testo e dall'insegnante ,

 

 

 

DISCIPLINA: GEOGRAFIA TURISTICA

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza degli aspetti geologici di rilevanza sociale.

Acquisizione di un metodo d'indagine scientifico, utilizzando informazioni e dati desunti dal materiale più vario (es. carte fisiche, politiche e tematiche, dati statistici, ecc.) o dalla osservazione diretta del territorio come sistema nel quale operano sinergicamente la natura e l'uomo.

Essere in grado di individuare il "sistema terra" come una complessa rete di relazioni economiche,sociali e ambientali, al cui interno si colloca anche l'attività turistica.

  • Possesso di un lessico specifico di base.

Essere in grado di orientarsi e porsi nello spazio geografico antropizzato.

Conseguire una consapevolezza critica riguardo all'attività turistica e alle sue implicazioni in relazione all'ambiente e alla società.

Possesso delle competenze cartografiche di base.

Saper leggere ed interpretare correttamente le carte geografiche, individuando col loro ausilio il principio di causa, di estensione,di relazione.

Comprendere l'importanza del fenomeno turistico nel territorio italiano, le sue prospettive e gli effetti indotti su altri settori economici.

  • Saper cogliere l'interazione tra le cause storiche e quelle geografiche dalle quali sono scaturite le realtà economiche presenti.

Conoscere termini, concetti e nozioni che inquadrano la geografia turistica nei suoi diversi aspetti: storico, ambientale, economico, quantitativo, tipologico.

  • Riconoscere come in un sistema territoriale la dimensione spaziale sia rappresentata da paesaggi che variano a seconda degli elementi sociali, economici e culturali che la costituiscono.

Possedere una strategia intellettuare specifica della disciplina per il reperimento e l'utilizzo di fonti d'informazione, oltre che l'elaborazione di itinerari e la loro commercializzazione.

  • Saper individuare e formulare il carattere di uno spazio geografico.

Saper applicare altrove le abilità strumentali e metodologiche acquisite nello studio diretto del proprio territorio.

  • Esprimersi geograficamente in un linguaggio per quanto possibile tecnico e formalizzato.
  • Utilizzare le varie forme del linguaggio specifico con adeguata competenza
  • Tradurre dal linguaggio verbale numerico e sensopercettivo in quello grafico, cartografico e visivo le informazioni ricercate, analizzate ed elaborate.

 

 

 

QUALIFICA AD INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO

 

DISCIPLINA: DISEGNO GRAFICO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Saper usare il carattere in funzione di un testo
  • Conoscenze e competenze nella progettazione dell’impaginazione.
  • Conoscere gli elementi della comunicazione pubblicitaria e le regole del codice iconico-visivo
  • Saper stilizzare un’immagine
  • Esperienze tecnico-pratiche ed informatiche.
  • Saper progettare l’impaginazione editoriale e pubblicitaria con l’ausilio delle griglie strutturali
  • Saper rielaborare al computer i lavori realizzati
  • Individuazione dell’iter progettuale e criteri di scelta della soluzione progettuale adottata.
  • Conoscenza dei principi basilari della teoria del colore e delle tecniche di stampa.
  • Conoscere i criteri base dell’impaginazione di testo e/o immagini e conoscere i principi basilari dei pro-grammi di computer grafica
  • Capacità di analisi e discussione.
  • Capacità di elaborare i diversi tipi di stampati.
  • Conoscenza dei principi basilari della teoria del colore e delle tecniche di stampa.
  • Saper realizzare i progetti grafici, elaborati con tecniche manuali, con gli idonei programmi e le tecniche di computer grafica.

 

 

 

DISCIPLINA: COMUNICAZIONI VISIVE

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • conoscenza dei sistemi di rappresentazione degli oggetti nello spazio
  • riconoscimento delle funzioni comunicative dell’immagine pubblicitaria
  • capacità di riconoscere gli elementi della comuni-cazione visiva all’interno dell’immagine pubblicitaria
  • conoscenza e appropriato uso degli strumenti per la rappresentazione grafica
  • conoscenza degli elementi fondamentali del linguaggio visivo
  • capacità di creare composizioni corrette attraverso l’uso degli elementi della comuni-cazione visiva
  • conoscenza delle principali tecniche di rappresentazione grafica
  • produzione di elaborati grafici con pulizia e precisione
  • capacità di produrre elaborati garfici con estrema pulizia e precisione

 

 

 

DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE E DELLA STAMPA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • aver acquistato le competenze ed i saperi previsti nel biennio;
  • approfondimento ed esten-sione di un linguaggio specifico;
  • uso competente del linguaggio specifico;
  • conoscenza cronologica delle principali evoluzioni della civiltà rinascimentale e barocca;
  • conoscenza degli aspetti nodali dell'arte rinascimentale e barocca;
  • approfondimento ed estensione delle capacità di lettura dell'immagine con l'applicazione dei metodi analitici;
  • capacità di lettura dell'immagine artistica sotto il profilo formale e contenutistico;

 

 

 

DISCIPLINA: TECNICA PUBBLICITARIA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Saper analizzare ed individuare gli elementi costitutivi dei mezzi di comunicazione.
  • Conoscere il significato della comunicazione pubblicitaria.
  • Il ruolo svolto dalla pubblicità nel corso della storia
  • Conoscere l’importanza dell’immagine ai fini della comunicazione
  • Conoscenza degli elementi-strumenti della comunicazione
  • Conoscere il concetto di marketing
  • Individuazione degli elementi caratterizzanti dell’immagine aziendale
  • Conoscere la struttura organizzativa di un’agenzia pubblicitaria
  • Conoscenza degli elementi fondamentali del marketing-mix e del ruolo svolto da ognuno nel processo di vendita
  • Saper individuare le stra-tegie di comunicazione attuate dalle agenzie pubblicitarie per persuadere con efficacia i destinatari del messaggio
  • Simulare una campagna pubblicitaria

 

 

 

GLI STANDARD DISCIPLINARI DEL BIENNIO POST-QUALIFICA

DISCIPLINA : ITALIANO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • lettura e produzione di testi in modo sufficientemente chiaro ;
  • chiara conoscenza della struttura della lingua italiana ;
padronanza nell'uso della lingua italiana ;
  • lettura e comprensione (se guidato/a) di testi letterari con riferimenti al contesto storico-biografico dell'autore ;
  • uso di vari registri linguistici ;
autonomia nell'uso di vari registri linguistici ;
  • capacità di orientamento attraverso i principali autori, testi e contesti indicati nel piano didattico ;
conoscenza critica dei testi e degli autori inseriti nel piano didattico ;

 

 

 

DISCIPLINA : STORIA

 

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • conoscenza adeguata di sistemi sociali diversi
  • capacità di analizzare problemi e situazioni e di comprendere la dimensione storica delle differenze di sviluppo dei paesi attuali
  • conosce gli argomenti e sa correlarli criticamente
  • capacità di individuare e storicizzare le differenze di etnie, di religione e di cultura
  • conoscenza adeguata di sistemi sociali diversi
  • sa usare un appropriato linguaggio storico
  • comprendere la dimensione storica delle differenze di sviluppo dei paesi attuali
  • capacità di effettuare autonomamente sintesi e di fare collegamenti
  • esamina i principali eventi storici rilevando interconnessioni tra eventi e cambiamenti nel tessuto economico, sociale e politico

 

 

DISCIPLINA : MATEMATICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Quarto anno

  • equazioni e disequazioni di primo e secondo grado ;
  • disequazioni di secondo grado fratte ;
  • disequazioni di secondo grado fratte ;
  • sistemi lineari ;
  • equazioni esponenziali e logaritmiche ;
  • funzioni esponenziali e logaritmiche ,
  • matrici e determinanti. Sistemi ;
  • equazioni esponenziali e logaritmiche ;
  • matrici e determinanti. Sistemi ;

Quinto anno

  • rappresentazione grafica di funzioni di primo e secondo grado ;
  • studio di funzioni algebriche, razionali intere e fratte ;
  • rappresentazione di funzioni algebriche razionali, irrazionali intere e fratte ;
  • disequazioni di primo e secondo grado intere e fratte;

 

 

 

 

DISCIPLINE : INGLESE E FRANCESE

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • si considerano prerequisiti gli standard di uscita del monoennio ;
  • listening : comprendere materiale autentico di tipo diverso, riuscendo a cogliere il senso generale e informazioni specifiche ,
  • padroneggiare con una certa sicurezza il mezzo linguistico sia nell'aspetto morfosintattico che comunicativo ;
  • speaking : saper esporre e sintetizzare in modo coerente e sufficientemente corretto i contenuti acquisiti ;
  • rinforzare il possesso del linguaggio settoriale pertinente all'indirizzo prescelto ;
  • reading : comprendere testi di media difficoltà sapendo rintracciare nel testo le informazioni richieste ;
  • saper analizzare, sintetizzare, e riferire argomenti sia di carattere generale che professionale ;
  • writing : saper progettatre e redigere testi di argomento specifico corretti dal punto di vista formale ed efficaci dal punto di vista comunicativo ;
  • saper analizzare testi di media difficoltà, o anche letterari, con l'aiuto del dizionario ;

 

 

 

 

INDIRIZZO AZIENDALE

DISCIPLINA : ECONOMIA D’AZIENDA

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Quarto anno

  • si considerano prerequisiti gli standard di uscita del terzo anno
  • conoscenza delle aziende collettive : soc. di persone, soc. di capitali ;
  • conoscere e saper analizzare i contenuti del bilancio sotto l'aspetto economico-giuridico-fiscale ;
  • operazioni sul patrimonio :
  • aumenti e diminuzione di capitale sociale, destinazione utile di esercizio ;
  • conoscere e saper calcolare i principali indici finanziari economici e patrimoniali ;
  • operazioni di finanziamento :
  • prestito obbligazionario,leasing, factoring ;
  • conoscere i principi generali di relazione di un rendiconto finanziario
  • conoscenza della struttura organizzativo-funzionale dell'azienda :
  • organigramma orizzontale e verticale ;
  • saper redigere raccordo tra situazione contabile e bilancio CEE
  • saper utilizzare il pacchetto applicativo per la contabilità, ed in particolare acquisti vendite e loro regolamentazione ;

Quinto anno

  • si considerano prerequisiti gli obiettivi minimi del quarto anno
  • si considerano obiettivi minimi gli standard di uscita del quarto anno
  • saper affrontare e risolvere problemi concreti, rielaborando i dati a disposizione ;
  • affrontare, risolvere, e proporre ipotesi di soluzione di casi aziendali, anche con l'ausilio di supporti informatici ;

 

 

 

 

DISCIPLINA : APPLICAZIONI GESTIONALI (concordata con gli insegnanti di economia aziendale per le ore di codocenza)

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Classe quarta

  • saper utilizzare con competenza ed autonomia i software in uso risolvendo autonomamente le proble-matiche proposte di volta in volta
  • conoscenza delle aziende collettive : Soc. di persone e Soc. di capitali;
  • saper utilizzare con competenza ed autonomia i software in uso risolvendo autonomamente le problematiche proposte di volta in volta
  • saper autodiagnosticare e correggere i vari errori ;
  • operazioni sul patrimonio aumenti e diminuzioni di capitale, destinazione utile di esercizio ;
  • saper autodiagnosticare e correggere i vari errori ;
  • operazioni di finanziamento :

factoring, leasing ;

  • conoscenza della struttura organizzativa-funzionale aziendale . organigramma orizzontale e verticale ;
  • saper utilizzare il pacchetto applicativo per la tenuta della contabilità aziendale;

Classe quinta

  • si considerano prerequisiti gli obbiettivi minimi della classe quarta
  • conoscere e saper analizzare i contenuti del bilancio sotto l'aspetto economico-giuridico-fiscale
  • saper affrontare e risolvere problemi concreti, rielaborando i dati a disposizione
  • conoscere e saper calcolare i principali indici finanziari-economici e patrimoniali
  • affrontare e risolvere ipotesi di soluzione di casi aziendali anche con l'ausilio del supporto informatico
  • conoscere i principi generali di redazione di un rendiconto finanziario
  • saper redigere il prospetto di raccordo tra situazione con-tabile e bilancio CEE con l'uso del foglio elettronico

 

 

 

DISCIPLINA : DIRITTO

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Quarto anno

  • conoscenza critica e consapevole della realtà giuridico-economica
  • comprensione degli elementi ed effetti del contratto ;
  • orientarsi nelle strutture societarie ;
  • individualizzazione del potere d'acquisto della moneta ;
  • comprensione delle manovre monetarie ;

Quinto anno

  • si considerano prerequisiti del quinto anno gli standard di uscita del quarto anno
  • distinguere i principali contratti commerciali ;
  • capacità di risolvere problemi applicativi aziendali ;
  • individuazione dei limiti e dei problemi dello sviluppo economico ;
  • analisi degli interventi anti-congiunturali ;

 

 

 

 

DISCIPLINA: INFORMATICA GESTIONALE

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza delle componenti Hardware e Software del computer

Conoscere, descrivere ed operare con un sistema operativo

Acquisire una conoscenza approfondita delle componenti Hardware e Software di un computer

Conoscenza dei sistemi di elaborazione e del concetto di dato

Conoscere i motivi per cui nasce l’esigenza di organizzare i dati in archivi

Conoscere la rappresentazione grafica di un algoritmo per la risoluzione di un problema

Scegliere per ogni problema le tecniche di programmazione più adeguate, in modo da facilitare il lavoro concettuale di analisi e di risoluzione del problema

  • Conoscere, descrivere ed operare con un data base

Conoscere, usare ed astrarre informazioni da banche dati – internet

Sviluppare la capacità di lavorare in gruppo, rielaborando i concetti e schematizzando, analizzando e sintetizzando i problemi

  • Conoscere la realtà aziendale con l’evoluzione del lavoro e delle macchine

Conoscere, usare e gestire le esperienze didattiche in esercitazioni o lavori di gruppo

 

 

 

 

DISCIPLINA: GEOGRAFIA ECONOMICA (SOLO QUARTO ANNO)

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza dei concetti generali di geomorfologia, geologia e climatologia.

Acquisizione delle capacità di lettura, analisi e confronto delle informazioni e dei dati forniti da indicatori economici, sociali e demografici.

Conoscenza sistemica delle problematiche connesse all'azione dell'uomo sul pianeta Terra e della loro interdipendenza.

  • Conoscenza di un metodo d'indagine che utilizzi informazioni e dati desunti dal materiale più vario (per es. carte fisiche, politiche e tematiche, dati statistici e grafici, esperienze dirette).

Saper osservare lo spazio nelle sue molteplici e complesse interrelazioni, al fine di saper cogliere le strutture del rapporto interattivo uomo-ambiente.

  • Sensibilità ad un comportamento responsabile verso l'ambiente, all'uso razionale delle risorse, al rispetto degli equilibri ambientali e alla cooperazione tra i popoli.
  • Possesso della capacità di cogliere l'interazione tra le cause storiche e quelle geografiche, dalle quali scaturiscono le attuali realtà economiche.

Essere in grado di comprendere l'interdipendenza tra i fenomeni geoeconomici, socio-politici, antropofisici, quali elementi integrati e integranti di un unico sistema.

Conoscenza delle principali problematiche di ordine mondiale inerenti ai seguenti temi:

  1. La globalizzazione.
  2. Risorse ed energia.
  3. Risorse rinnovabili e non rinnovabili.
  4. Geografia della popolazione e demografia.
  5. Territorio e problemi economici.
  6. Spazi rurali e agricoltura; industria alimentare.
  7. Spazi urbani e industriali; paesaggio urbano.
  8. Trasporti e comunicazioni.
  9. I servizi e i commerci.
  10. Il turismo; paesaggi turistici.
  • Saper individuare l'aspetto problematico dei vari temi proposti (demografico, politico-istituzionale, economico).

Essere in grado di utilizzare un metodo di ricerca scientifica che dall'osservazione passi alla formulazione delle ipotesi e alla verifica della stessa.

Uso tecnico e formalizzato del linguaggio specifico.

 

 

 

 

 

INDIRIZZO TURISTICO

DISCIPLINA : TECNICA DELL'AZIENDA TURISTICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Quarto anno

  • saper programmare un viaggio :
  • itinerario, piano alberghiero, e preventivo economico ;
  • distinguere le diverse forme societarie
  • individuare le caratteristiche specifiche delle varie forme societarie ;
  • saper applicare le procedure contabili delle agenzie di viaggio ;
  • distinguere le diverse forme organizzative ( modelli ) ;
  • saper analizzare i vantaggi e gli svantaggi delle varie forme organizzative ;
  • saper liquidare l'IVA di una agenzia di viaggi che svolge sia attività di produzione che d'intermediazione ;
  • aver ben delineato il ruolo delle risorse umane sul settore turistico attraverso la pianificazione ed il management ;
  • conoscenza delle voci principali della busta paga analisi delle voci tipiche dell'inventario delle imprese turistiche (tour operator, agenzie, ricettive) ;
  • conoscenza dei concetti di patrimonio lordo/netto, inventario e conto economico ;

 

 

 

 

DISCIPLINA: GEOGRAFIA TURISTICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • Conoscenza dei concetti generali di geomorfologia, geologia e climatologia.

Conoscenza di termini, concetti e nozioni che riguardino l'analisi geografica generale di una regione.

Essere in grado di esporre un quadro geografico complessivo della penisola italiana e del proprio territorio, dei diversi continenti e di alcuni Paesi all'interno di questi.

Conoscenza dei principali fattori ed elementi del turismo.

Conoscenza di termini, concetti e nozioni che inquadrino il fenomeno turistico nelle diverse aree.

Essere in grado di cogliere, per qualsiasi area turistica, le relazioni tra turismo, economia e territorio.

Possesso della capacità di cogliere l'interazione tra le cause storiche e quelle geografiche, dalle quali scaturiscono le attuali realtà economico-turistiche.

Conoscenza di collocazione e caratteristiche delle principali località turistiche italiane e di alcuni Paesi scelti come "caso"

  • Essere in grado di affrontare qualsiasi Paese del mondo, anche non trattato in precedenza, secondo lo schema di analisi della realtà turistica appresa durante il biennio.

Possesso di un metodo d'indagine che utilizzi informazioni e dati desunti dal materiale più vario (per es. carte fisiche, politiche e tematiche, dati statistici e grafici, esperienze di osservazione diretta).

Conoscenza di tecniche operative specifiche della disciplina e, in particolare, delle modalità di lettura e di utilizzo di strumenti e materiali (carte tematiche, dati statistici, grafici).

Conoscenza di una strategia intellettuale specifica della disciplina per il reperimento e l'utilizzo di fonti di informazione, oltre che l'elaborazione di itinerari e la loro commercializzazione.

Saper applicare altrove le abilità strumentali e metodologiche acquisite nello studio diretto del proprio territorio.

Saper usare correttamente il lessico specifico.

  • Padroneggiare la mappa "turistica" mondiale.
  • Tradurre dal linguaggio verbale, numerico e senso-percettivo in quello grafico, cartografico e visivo le informazioni ricercate, analizzate ed elaborate.

Saper esporre, per iscritto e oralmente, il quadro complessivo di un'area geografica o di un Paese.

  • Saper esporre la situazione di un'area geografica o di un Paese in relazione al suo patrimonio turistico, alle strutture ricettive e all'entità dei flussi.
  • Saper localizzare un fenomeno o una località sulla carta geografica, tematica o stradale.

Tradurre dal linguaggio verbale, numerico e sensopercettivo in quello grafico, cartografico, visivo e/o audiovisivo le informazioni ricercate, analizzate ed elaborate.

  • Interpretare carte tematiche, serie statistiche e grafici relativi alle aree affrontate.
  • Confrontare carte tematiche, tabelle e grafici relativi a diverse aree geografiche.

 

 

 

 

 

DISCIPLINA : STORIA DELL'ARTE (valida sia per l’indirizzo turistico che per quello grafico)

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

  • aver acquistato le competenze ed i saperi previsti nel monoennio
  • uso corretto del linguaggio specifico;
  • precisa acquisizione della terminologia tecnica;
  • corretto uso delle capacità di lettura dell’immagine
  • acquisizione della capacità di lettura formale e conte-nutistica dell'immagine;
  • conoscenza cronologica dell'evoluzione artistica nell’età moderna e contemporanea;
  • conoscenza delle principali problematiche artistiche dell'arte moderna e contemporanea;
  • capacità minima di corre-lazione interdisciplinare con le altre materie di indirizzo;
  • competenze di interrelazione disciplinare;
  • capacità minima di critica personale;
  • competenze di critica personale;

 

 

 

 

INDIRIZZO GRAFICO PUBBLICITARIO

 

DISCIPLINA: PROGETTAZIONE GRAFICA

 

PREREQUISITI

OBIETTIVI MINIMI

STANDARD DI USCITA

(competenze da indagare in ingresso, sulle quali effettuare eventualmente il recupero)

(competenze)

(competenze, saperi)

Classe quarta

  • conoscenze e competenze nella progettazione dell’impaginazione
  • conoscenza degli strumenti manuali e delle tecniche di realizzazione dei progetti grafici
  • padronanza degli strumenti manuali ed informatici di supporto alla disciplina
  • esperienze tecnico-pratiche ed informatiche
  • capacità di utilizzo di tecniche informatiche come sussidio alla disciplina
  • conoscenza delle tecniche di realizzazione dei progetti grafici dalla fase ideativa alla fase esecutiva