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Scuola Elementare

Nuovo ambiente di apprendimento
 
handicap; sostegno;scuola materna; scuola elementare; programmazione;  

Indice
Multimedialitą e insegnamento-apprendimento
Didattica
Progetto per un curricolo di informatica nella scuola elementare
Il mio amico computer
Micky Mouse
Progetti

 

multimedialità e insegnamento-apprendimento
(di Lucia Calogiuri)

Nel secolo scorso "la tecnologia" è stata una delle cause più vistose della trasformazione sociale. Viviamo ormai in una società dominata dalla tecnologia scientifica, la quale pone un accento dominante sulle cose anzichè sulle idee, al contrario di quanto si aveva nelle epoche anteriori a quella attuale.

In una società di questo tipo, ogni individuo è posto di fronte ad una molteplicità di esperienze e nuove opportunità di scambio socio-culturale che richiedono una forte capacità di adattamento, di comprensione dei suoi fenomeni ed un atteggiamento di grande flessibilità per non "rischiare" fenomeni di disadattamento.La tecnologia non solo ha cambiato nel bene o nel male città e campagne, ma ha provocato anche profondi cambiamenti nei gruppi sociali, nel tessuto familiare e nel profondo di ognuno.


La tecnologia sta bussando anche alla porta della scuola, ricevendo di volta in volta grande entusiasmo o bruschi dinieghi ed è stata costretta a modificarsi passando da un lavoro puramente strumentale che insegna a leggere e scrivere ad un lavoro che insegna ad apprendere e a saper fare in risposta alle tante attese della società odierna. La commissione dei Saggi incaricata di elaborare i contenuti essenziali nella formazione di base, nel documento finale afferma che le tecnologie possono essere viste come veicolo (un uso puramente strumentale) oppure come ambiente di formazione dell'esperienza e della conoscenza. In questa prospettiva la tecnologia e in particolare la multimedialità, sono viste di grande utilità, capaci di incidere positivamente sulla struttura dei processi di insegnamento-apprendimento, facilitando notevolmente la multidisciplinarità e, come dice R. Maragliano, mantengono alto, per lungo tempo, da parte dell'alunno, l'attenzione e la concentrazione. Il navigare, infatti, dentro la multimedialità dà alimento ad un "sapere reticolare" basato sulle logiche dell'associazione e delle conoscenze (per es. in un cd-rom).
Tuttavia l'introduzione del computer nella scuola di base suscita a qualcuno un po' di perplessità. S tratta, infatti di capire qual è il suo ruolo all'interno di una didattica che per forza di cose non può essere più la stessa. Di conseguenza alla nuova figura docente si pongono urgentemente nuovi e più delicati compiti.
Il computer ha fatto il suo ingresso a scuola molti anni fa, a seguito di alcune teorie psico-pedagogiche, come l'istruzione programmata di Skinner, con la quale ad ogni stimolo corrisponde una risposta che a sua volta condiziona il comportamento successivo. Queste macchine sostituiscono l'insegnante e fanno un percorso di apprendimento che si costituisce passo dopo passo (step by step), con cui gli obiettivi si raggiungono uno dopo l'altro, concatenati fra loro e secondo una scala tassonomica. Ma con questo tipo di macchine (teaching machines) i compiti del bambino erano automatici; egli alla fine si riduceva uno spettatore passivo, un contenitore in cui riversare il sapere della macchina.
Alla teora dell'istruzione programmata subentra la teoria cognitivista, l'uomo della ragione e alla macchina per insegnare subentra s il computer "tool" (strumento) che attraverso il gioco stimola ad apprendere, tramite il quale il bambino sceglie liberamente i percorsi di apprendimento.
Nell'ultimo decennio sono stati invece esplorati nuovi e più efficaci modi di apprendere grazie anche ai prodotti multimediali e ipertestuali e lo sviluppo della telematica.
Diversamente dal primitivo computer, la multimedialità sollecita la creatività e il pensiero divergente, potenziando tutte le capacità umane e contribuisce a migliorare i rapporti umani per l'implicita necessità di collaborare con gli altri.
Nel campo cognitivo favorisce la coordinazione oculo-motoria, l'ampliamento delle conoscenze, il miglioramento della capacità di osservazione, di memorizzazione, di confronto.
Il ricorso alla multimedialità può favorire anche la capacità logica, espressiva,la comprensione e l'uso della lingua scritta.
Per le attività di lettura e scrittura, il ricorso al computer sollecita lo sviluppo delle competenze legate ai processi di "significazione" consentendo di inquadrarsi dentro una logica situazionale (R. Maragliano). Ciò vuol dire che sia in sede di ricezione che di costruzione, attribuire dei significati ad un testo equivale, dentro gli spazi della multimedialità, ad integrarlo, legarlo (ed è qui la lettura) in un tessuto testuale, ponendolo in un rapporto di dialogo con gli altri.
Nello specifico dell'ipertesto, usare il computer consente al bamino della scuola di base di controllare tutta una serie di elementi cruciali per la resa pubblica (in un cd-rom o in rete) dello stesso testo (editing: impaginazione, scelta dei caratteri, colori, suoni ecc.)
La multimedialità offre anche aspetti metacognitivi; per es. nella pratica dei linguaggi sonori il bambino può essere guidato non solo ad ascoltare la musica ma anche ad intervenire sui suoni per modificarli.
Lo stesso può essere fatto con le immagini, soprattutto con quelle in movimento, per non dire poi come il navigare dentro la multimedialità dia alimento ad un saper reticolare basato sulla connessione.associazione
Tuttavia , occorre essere prudenti. L'approccio alla multimedialità deve essere graduale, fin dalla scuola materna e dalle prime classi ricorrendo a programmi (software) che propongano esercizi oculo-sonori, di manipolazione, pittorica ecc., attività, tutte, che promuovono la creatività.. Nelle ultime classi si può realizzare un vero e proprio ipertesto, all'inizio molto semplice, con storie e descrizioni, per arrivare poi all'utilizzo delle funzioni complesse del linguaggio informatico come risolvere problemi di calcolo. La pubblicazione in "rete" diventa poi per i bambini un mezzo di comunicazione interpersonale, divenendo un mezzo di confronto poichè la "grande rete" aumenta le relazioni facendo conoscere agli alunni moltissime persone con cui condividere o meno idee e progetti, o semplicemente interessi di qualsiasi tipo..
In questa prospettiva gli alunni acquisiscono anche quanto previsto dai Programmi del 1985; la scuola forma non solo il cittadino ma anche il cittadino del futuro, il cui identikit è facilmente desumibile dal paragrafo dedicato alla educazione alla "convivenza democratica". Tra le qualità più importanti richieste appunto al futuro cittadino troviamo il rispetto verso la pluralità culturale, l'apertura alla cooperazione internazionale, alla mondialità (con una particolare attenzione all'integrazione europea). La rete sviluppa un un sentimento di fratellanza, di pace, di solidarietà. Spetta alla scuola il compito delicato di aiutare i fanciulli ad uso ottimale di tale strumento per evitare un accostamento con l'unico scopo di trastullarsi.
Il bambino acquisisce così la consapevolezza di saper usare una molteplicità di strategie, abilità, informazioni e, nello stesso tempo, sviluppare la voglia e la consapevolezza e la coriosità di andare avanti nel percorso di apprendimento.
In tutto questo contesto, il computer diventa un vero e proprio sussidio didattico, un "nuovo" ambiente educativo e di apprendimento, più aperto e flessibile, che promuove capacità di autoapprendimento e di consapevolezza critica del "sapere".

Ciò richiede, però, la presenza attenta e competente dell'insegnante che deve essere non solo mediatore ma anche elaboratore di cultura; egli deve saper insegnare l'uso di un nuovo linguaggio, che sia in grado di progettare un'attività o un prodotto, anticipare o prevedere le reazioni dei propri alunni, costruire mappe concettuali, tradurre e rielaborare informazioni in più codici.
Il tutto deve passare attraverso un'attenta programmazione e collegiale; ogni docente dovrà rendersi disponibile a porre la propria attività in seno ad una equipe, abituandosi a lavorare in gruppo, in un'area interdisciplinare in cui si avvia e si svolgono le attività in un clima di comprensione, di collaborazione e di intesa.
Ma non dimentichiamo una cosa: il computer, la multimedialità, internet, se anche da un lato rappresentano nuovi ambienti di apprendimento, dall'altro non dobbiamo farne un mito; le immagini, potranno pure essere belle ma da sole non bastano e la "parola" continuerà ad avere sempre una importante funzione di organizzazione del pensiero. Essa continuerà a sistematizzare l'esperienza, a inquadrarla, a darle un senso oltre che a comunicare.

Pertanto l'apporto delle nuove tecnologie informatiche in campo educativo e formativo va sfruttato attentamente, con chiarezza di obiettivi, rigore, rigore metodologico e collaborazione interpersonale, affinchè il processo formativo degli alunni tragga un valido contributo dell'utilizzazione dei mezzi informatici e multimediali nella didattica.