Seminario Vescovile di Bedonia
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Il Parco

Nella prima metà del 1800 il colle di San Marco era rivestito di vasti boschi di castagno da frutto. In autunno, oltre le castagne, i boschi regalavano ai bedoniesi prelibati funghi porcini. Nella bella stagione il Maestro Agazzi radunava per le lezioni  i numerosi discepoli della sua rinomata Scuola attorno alle ceppaie degli annosi castagni. Con la costruzione del Seminario alcuni castagni furono abbattuti, ma ne rimasero ancora molti a formare il parco in cui si svolgevano le attività ricreative dei seminaristi. Negli anni ’30 e ’40 di questo secolo, giunsero quassù le malattie del castagno (cancro della corteccia e male dell’inchiostro) che in breve tempo stroncarono questi giganti. In quegli anni, ed in seguito, il benemerito economo del seminario Monsignor Silvio Ferrari, con l’aiuto dei seminaristi, cominciò a sostituire i castagni morti con altre essenze arboree, soprattutto conifere. Oggi il parco è un angolo di pace e di giochi per i ragazzi, ricco di alberi notevoli. Un grande esemplare di pioppo bianco mescola l’argento delle sue fronde tremule al verde intenso di sequoie, cedri, tuie, pini neri, pini silvestri, abeti bianchi e rossi. Attorno alla statuetta bronzea della Madonna di San marco, copia di quella posta sul monte Penna nel 1937, stendono la loro ombra, oltre alle conifere, aceri, tigli, ippocastani, frassini, platani. Nella parte nord del parco, parzialmente secchi, si possono vedere ancora alcuni esemplari di vecchi castagni che un tempo, e in parte ancora oggi, ospitava nelle loro cavità, scoiattoli, picchi, gufi, upupe. Ora facilmente, si può ancora ammirare l’elegante, rapido sfrecciare degli scoiattoli ed ascoltare il canto di cardellini, cince, fringuelli. Dopo la visita alle opere del Seminario, per molti, poter trascorrere qualche ora in quest’ambiente così sereno e bello, rappresenta un’esperienza difficilmente dimenticabile.