Seminario Vescovile di Bedonia
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U. P. Alta Val Taro & Ceno
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Sala Archeologica

Inaugurato lo scorso 8 luglio 2000 il Museo Archeologico nel Seminario raccoglie le testimonianze più antiche della presenza dell’uomo nella Valle del Taro. Il percorso espositivo inizia con i reperti in selce della Preistoria Antica (vetrine 1-2), tracce di accampamenti dei cacciatori-raccoglitori Mesolitici (VIII – V Millennio A.C.) ritrovate sul Monte Molinatico, a Lago Buono, in corrispondenza dei valichi naturali del Bratello, Borgallo, Due Santi, Zovallo. Con l’introduzione dell’agricoltura (IV Millennio A.C.) lo strumento più importante diviene l’ascia in pietra levigata, indispensabile per la messa a coltura di nuove terre, impiegata dunque sia per disboscare (immanicata come ascia), sia per dissodare (immanicata come zappa). Diverse asce Neolitiche in pietra verde sono state donate, in quest’occasione d’apertura, dalle famiglie F. Musa e L. Bruni (Montevacà di Bedonia). I luoghi da cui provengono sono, per lo più, disposti tutti attorno a Monte Pelpi: Cavignaga, Montevacà, Tasola, Fontanachiosa, Bedonia (vetrina 3). Il percorso continua esaminando il popolamento in valle durante l’età del bronzo (metà del II millennio A.C.), attraverso gli importanti reperti (vetrina 4) frutto degli scavi alle rocche di Drusco, condotte dall’Istituto d’Archeologia dell’Università di Genova nel 1978. L’esposizione si chiude parlando dei liguri (Età del Ferro, I Millennio A.C.), attraverso lo studio dei loro villaggi arroccati, sorti in posizioni naturalmente difese, alla sommità di rupi rocciose (Rocca Galgana, Pietra di Belforte, Gorro, Roccamurata, Monte Chiaro, Rocche di Drusco, vetrina 5). I due pezzi più significativi dell’esposizione, una statuetta preistorica (da Prato di Bedonia) ed una Stele iscritta in lingua Etrusca, (da M. Ribone di Albareto), meriterebbero da soli una visita al Museo. Sarebbe l’occasione per conoscere un po’ meglio le nostre radici, la nostra identità culturale, non per nostalgia ma per essere in grado di affrontare, più consapevoli, il nostro futuro.