Seminario Vescovile di Bedonia
Seminario Vescovile di Bedonia
Seminario Vescovile di Bedonia

 

Home
Servizi                                
Seminario
Antico Santuario
Nuovo Santuario
Messe & Messe
Biblioteca
Museo Storia Naturale
Sala Archeologica
Pinacoteca "Parmigiani"
"Opera Omnia" Musa
Planetario
Visitare i Musei
Parco
Come Raggiungerci?
Rettore
Recapiti                                     
Links

U. P. Alta Val Taro & Ceno
Cerca nel web con Google


Sorto a metà dell'ottocento, il Seminario trovava la sua ragione d'essere nella storia sociale e culturale di Bedonia. Già nel primo seicento il dottissimo don Domenico Tedaldi teneva lezioni di liturgia e di teologia a numerosi preti e chierici della parrocchia, eredi dal medio evo di una tradizione pievana di vita collegiale. Presso le famiglie notabili, fiorenti n paese dal quattrocento in poi, mentre ai primogeniti toccava di proseguire di continuare le tradizioni di famiglia, molto spesso nel campo giuridico, i cadetti erano avviati al servizio divino. Questo è il motivo per cui una discreta percentuale di  libri confluiti al Seminario trattassero di materie giuridiche.
La biblioteca nel 1987 è stata oggetto di una completa riorganizzazione e catalogazione scientifica, oggi conta circa 25000 volumi, distribuiti in tre sezioni: un fondo corrente di circa 6000 volumi consultabile nella nuova sala lettura; un fondo otto-novecentesco ed un ricco fondo antico, custoditi entrambi nell'ampio salone a volta dipinta, un tempo cappella per uso dei seminaristi. 
Gli oltre 6600 volumi antichi (dal '500 al 1820-30 circa), costituiscono ovviamente l'entità di maggior pregio: molti sono quelli ricoperti in pergamena o pelle incisa in oro, o con carte variamente decorate, ed alcuni contengono anche preziose illustrazioni. Per venire ai contenuti, ed avere un quadro almeno numerico, si contano: 2800 volumi di teologia, 1200 volumi di storia, 900 di lettere, 600 di diritto, 550 di Scienze e Arte, categorie a parte sono i libri locali circa 400 e le cinquecentine circa 225, dai vecchi cataloghi risultavano posseduti due incunaboli, oggi scomparsi, come pure due preziosi libri illustrati, di geografia (Ortelio) e anatomia (Vesalio).
Tra le Cinquecentine, si registrano varie opere di esegesi biblica, alcune edizioni di Tommaso, una assai completa di Agostino, ed inoltrel a prima edizione del breviario tridentino(1570) e le famose Costituzioni provinciali di San Carlo Borromeo. Tra i Testi giuridici, spicca una splendida edizione in otto volumi di tutto il giure (Lione 1560), e nella folta schiera di consilia di giureconsulti non mancano le prime edizioni. Le scienze sono rappresentate dall'edizione monumentale del naturalista Mattioli. Pure interessanti le opere letterarie, con il più antico libro posseduto, un Silvio italico del 1514; non mancano poi edizioni e traduzioni di Virgilio, Livio, Orazio, Valerio Massimo, mentre anche la letteratura rinascimentale è rappresentata da un altro scrittore latino, seppur maccheronico, come il Folengo.

Torna su