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Oltre all'attuale abitato di
Sestu, esistevano nel passato altri insediamenti, abitati nella preistoria,
nell'età romana e nel medioevo. Alcuni di questi villaggi furono popolati fino ai secoli XV e
XVI. È possibile che gli abitanti si siano trasferiti a Sestu e i centri minori siano stati abbandonati a causa di guerre, pestilenze, carestia, o per sfuggire alla malaria.
Degli antichi villaggi spesso rimasero in piedi solo le chiese, alcune delle quali oggi ci appaiono come edifici isolati nelle campagne; in altri casi, anche le chiese furono distrutte dall'incuria e dai saccheggi.
Un esempio di costruzione appartenente ad un antico villaggio è la chiesa di S.
Gemiliano, conservatasi grazie al culto del santo e alla cura del luogo in occasione della festa. Assieme alla chiesa di S. Michele apparteneva al villaggio di
Sussua o Susua, compreso nella curatoria di Dolia, ma dipendente dal vescovo di Cagliari.
Nei documenti medievali compare un altro centro abitato, Siurro o Seurru, il cui nome si pensa derivi da San Saturno
(Santu Sadurru), cui era dedicata una chiesa del luogo; nel sito sono stati rinvenuti i resti di un
villaggio eneolitico ma anche frammenti di embrici, forse di età romana. Nel XIV secolo il villaggio di Seurru doveva avere tra i 40 e i 50 abitanti; apparteneva, come
Sestu, alla curatoria del Campidano e alla diocesi di Cagliari e scomparve nel XV secolo.
Dai documenti medievali apprendiamo l'esistenza del villaggio di Nuracada, ubicato tra Sestu e
Serdiana, appartenente alla curatoria e alla diocesi di Dolia, già disabitato nel 1544.
Da altre località provengono reperti che testimoniano la presenza umana del passato: a
Piscina Matzeu - Su Bisconti, non distante dai confini con il territorio di Assemini sono stati rinvenuti alcuni massi calcarei e cippi funerari. Il nome
Su Bisconti dato alla zona deriva dai visconti
Arquer, cui i terreni appartennero. Anche la zona di Su pardu, vicina alla scuola media, ha restituito reperti ceramici, di bronzo e di ferro attribuiti all'età romana, ma anche resti di sepolture; non sappiamo fino a quale epoca fu presente un insediamento in questa località, il cui nome deriva dalla sua destinazione a pascolo collettivo del bestiame da lavoro.
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