Le origini dello Shotokai

Lo Shotokai o associazione di Shoto, (Shoto era lo pseudonimo del Maestro Gichin Funakoshi il cui significato era l'ondeggiare delle fronde dei pini), si sviluppò in Tokyo sotto la direzione del Maestro Shigeru Egami (1912-1981).

Questo stile trattava di mantenere vivi i principi originali centrando gli interessi nell'aspetto spirituale, accentrando l'attenzione su questo e ottenendo la conoscenza di tutti gli altri attraverso la pratica.

Nell'evoluzione dello stile si modificarono sensibilmente vari concetti di base della tecnica e della pratica.

Per parlare di questo dobbiamo menzionare un gruppo di sperimentazione chiamato "Rakuntekai", composto per volontà di tutti i discepoli più avanzati del Maestro Egami. Questo gruppo eseguiva continuamente allenamenti durissimi, arrivando ad uno stato mentale prossimo all'incoscienza allo scopo di liberare la mente e con questo e il duro lavoro arrivare a costruire la tecnica del Maestro Egami. Poi il responsabile di questo gruppo diventò il Sr. Aoki creatore del Shintai-Do.

Dopo l'allenamento nel dojo, che terminava alle nove e mezza di sera, i membri del Rakuntekai ritornavano alla propria casa per poi riunirsi con il Sr.Aoki nel parco della sua casa intrattenendosi fino al rompere del giorno.

Questo duro lavoro giornaliero durò anni, fino a scoprire la forma di movimento una volta evitata tutta la tensione muscolare, così come gli stati estremi del corpo attraverso l'allenamento.

Per questo ripetevano per ore Tsuki e Geri, sopportando stati di digiuno fino ad una settimana. Intendevano che per realizzare colpi efficaci si deve fare in modo che tutta l'energia fuoriesca dal corpo, studiando per questo stati del corpo di massima espansione e ritiro.

Una delle conclusioni alle quali arrivarono fu che il corpo umano originariamente è flessibile e vivo, non come una statua, perciò un "Hissantsuken o colpo efficace" deve essere tale da oltrepassare il corpo in questo stato originario.

Alcune tecniche dello Shotokai ricordano il Kung-Fu del nord della Cina o Wu-Shu. Lo stile del nord e del sud dai quali si è sviluppato il karatè, sono diversi sui concetti inerenti il corpo umano. Quello del nord, come per lo Shotokai, considera il corpo umano come una borsa piena d'acqua, mentre quello del sud lo considera come una cosa solida, per questo si devono rinforzare e indurire le nocche al fine di aumentare la capacità di rompere gli oggetti solidi.

Nello Shotokai, il M.Egami e i suoi discepoli trovarono l'efficacia colpendo nel seguente modo:

Sono molto importanti il rilassamento (per conseguire maggiore velocità) e la fluidità (per evitare modi bruschi e interruzioni non necessari del movimento) e elasticità per realizzare le tecniche con una maggiore ampiezza, raggiungendo distanze maggiori.

Il corpo deve rimanere rilassato e con la minima tensione fino al momento dell'impatto, il centro di gravità basso e la mente ricettiva, attenta e rilassata.

Si considera che che mentre non vi è contatto fisico non si applica il Kimè. Nella tecnica si impiega tutto il peso possibile del corpo concentrato su di un solo punto per conseguire un maggiore impatto.

Shotokai rispetta la libertà individuale di ogni partecipante nella sua espressione, attendendo alla sua morfologia.

Gli aggettivi che definiscono l'insegnamento nello Shotokai sono:

Shotokai di principio non pratica la competizione sportiva come fine, né come mezzo per la pratica; nonostante riconosca il merito di questo lato sportivo del karatè, per il quale lascia libertà ai praticanti, come minimo di cintura blu, che sentono il bisogno di fare questo tipo di esperienza, rimanendo però tale.