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Corti d'attore è
lo spettacolo che ha permesso alla Soffitta di sperimentare
la formula
del teatro itinerante.
Per sei anni Corti d'attore
si è svolto nei cortili del centro
storico di Acqui Terme.
| Le chiavi ritrovate (Flavio Armeta e Lucia Baricola) | presentazione | |
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Il Medioevo | gli episodi |
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Il basso Medioevo | gli episodi |
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Il Rinascimento | gli episodi |
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Storie d'amore, beffe e tragedie a metà del XX secolo | gli episodi |
| Inventare un teatro (Beppe Navello) | lettera | |
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I sette vizi capitali | gli episodi |
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1888 - Ricordi di viaggio | gli episodi |
| Antologia di Corti d'attore Sabato 4 agosto 2001, partenza alle ore 21,30 dal teatro aperto Giuseppe Verdi. Sono stati rappresentati gli episodi: Fagiolino (1996) L'unguento (1998) L'ira (2000) Da grande parto anch'io (2001) e I conti non tornano (1999) |
Nei cortili, prima della
televisione e ancor prima della radio e del cinema, si svolgeva
gran parte della vita sociale
del borgo: chiacchiere, confidenze, scambi e persino liti, colorate
e furibonde, che costituivano anche un diversivo, un piccolo spettacolo per la comunità.
Perché non provare a conciliare una rappresentazione con
una visita a questi angoli dissueti? Si pone, però,
il problema dello spazio, che è adatto ad ospitare non
più di una sessantina di persone, e la necessità
di scenografie di facile realizzazione.
Per questo decidiamo di scrivere dei testi
brevi, ambientati nei cortili stessi e che non abbiano
bisogno di strutture che distraggano l'attenzione dello spettatore
dalla bellezza del luogo in
cui si trova, guidando il pubblico
in un percorso della durata di due ore.
Collochiamo i brani nel Medio Evo,
perché sono di quell'epoca le testimonianze
più antiche ancora visibili in Pisterna,
uno dei borghi del centro storico di Acqui Terme.
Decidiamo, infine, di ispirare i nostri testi ad avvenimenti
di vita quotidiana, e di inserire una parentesi
fantastica, che ben si colloca nell'epoca scelta.
Il borgo Pisterna, pian
piano, riconquista splendore
e Corti d'attore, che è
nato anche per valorizzarlo, ne segue gli eventi: palazzo
Chiabrera (sec. XV) è oggetto di restauro e
risanamento conservativo, per intervento della Città di
Acqui Terme e della Regione Piemonte, e noi ne inauguriamo
le cantine, ambientandovi il primo episodio.
Il pezzo drammatico, è
stato rappresentato nel Chiostro dei
canonici della Cattedrale dell'Assunta (sec. XV)
Corti d'attore scivola
nel tempo, per arrivare al periodo di maggior splendore dell'appena
restaurato castello dei Paleologi, in cui viene ambientato:
siamo nel 1600 e 1700.
La vastità del complesso ha permesso di circoscrivere
il percorso a questo unico
luogo, che ospita nel suo interno il museo
archeologico cittadino e nel vasto parco il Birdgarden
Abbandonato il Medio Evo delle streghe e delle beffe, lasciate
le stanze rinascimentali, Corti d'attore
approda alle case chiuse.
Fa un certo effetto parlarne ora che la maggior parte delle abitazioni
della Pisterna sono state
restaurate e recuperate alla loro funzione abitativa.
La casa di tolleranza viene
vista come un luogo di storie,
di ricordi raccontati; nelle
case chiuse sono passate diverse generazioni
di italiani, con il loro bagaglio
d'ogni sentimento, che certo non era lasciato sulla
strada.
Attorno a questi luoghi ruotava una vita
dentro la vita, quasi un'esistenza parallela.
Dopo aver affrontato temi storici ed esigenze umane siamo passati
a considerare risvolti dell'animo.Nasce
perciò un Corti d'attore scandito
da accidia, avarizia, gola, invidia,
ira, lussuria e superbia: i sette
vizi capitali.
Il percorso è iniziato in cantieri
di palazzi storici in corso di restauro: palazzo
Olmi e casa Talice-Radicati;
è proseguito nella non più officiata Cappella
di Santa Caterina è si è concluso nel
cortile delle ex - carceri
dove i detenuti usufruivano dell'ora
d'aria.
Per questa edizione è stato scelto un preciso
anno della storia acquese:
il 1888. Gli spunti per i
personaggi e le vicende
sono stati tratti dai giornali dell'epoca,
La gazzetta d'Acqui e La Bollente; il Caffè
delle palme è veramente esistito ad Acqui in
piazza della Bollente e l'omicidio raccontato
dal calzolaio, veramente avvenuto
nel quartiere acquese della Castiglia.
Gli episodi sono legati da un filo conduttore
che è dato dalla fotografia.
Anziché hostess, fotografi con
treppiedi e fotocamera in
spalla hanno condotto il gruppo
di turisti a raccogliere ricordi
da questo viaggio ideale della memoria.
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