|
PER L’AZIONE
RADICALE
liberale,
liberista e libertaria
Venticinque
proposte di legge per ripartire.
Per mandare a casa questi partiti, questi sindacati, e i loro
finanziamenti pubblici.
Per riconquistare il diritto a referendum per cui valga davvero la
pena di lottare.
Per la giustizia giusta, contro la macelleria giudiziaria
dell’irresponsabilità dei magistrati, del Csm in mano alle
fazioni, delle carceri che scoppiano e dei reati che restano
impuniti.
Per la liberazione dell’economia, del lavoro e dell’impresa,
contro la rapina fiscale, il parassitismo di sindacati e
Confindustria, e la vergogna delle “baby-pensioni”, a spese
dei pensionati da fame di oggi e dei non-pensionati di domani. Che
intanto pagano.
Per i malati e
le loro famiglie, a cui le burocrazie vaticane -e i partiti
genuflessi- vogliono proibire terapie ed imporre sofferenze,
bloccando la ricerca scientifica.
Per la libertà dell’individuo, sul sesso, sulla droga, sulla
famiglia, su tutto, contro vecchie e nuove proibizioni, vecchi e
nuovi talebani.
Per un uso davvero rivoluzionario di Internet, al servizio dei
cittadini e delle istituzioni, per impedire che la rete sia solo
nelle mani del potere e delle opposizioni illiberali, di
cyberpolizie e di cyberteppisti.
E’
l’Italia che ha firmato i referendum; che voleva Emma Bonino al
Quirinale, e poi in Europa e all’ONU; che lotta ancora per
l’abolizione della pena di morte e per l’istituzione del
Tribunale penale internazionale; che, quando può farlo, si
riconosce nelle ragioni di Marco Pannella e nelle speranze di Luca
Coscioni.
Quando
può farlo: questo è il punto. Questa Italia è cancellata, è
negata a se stessa proprio per paura che prenda coscienza e vinca,
travolgendo Poli, partiti, corporazioni, le loro Corti e i loro
Garanti.
Per
questo, nell'ultima campagna elettorale, 1.044 persone hanno
accompagnato lo sciopero della sete di Emma e l'autoriduzione
delle terapie di Luca nel grande Satyagraha nonviolento per
l'affermazione della verità e delle leggi, per restituire ai
cittadini i propri diritti civili e politici. E’ stata una lotta
straordinaria, contro quella negazione di conoscenza che perfino
il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio
riconobbero, ma alla quale assistettero impotenti. Ripartiamo da lì,
sapendo che è necessario, non per i radicali, ma per i diritti e
le libertà di tutti.
Ormai
lo sappiamo: i radicali che “riescono”, che “ce la fanno”,
gli hanno messo paura. Rimettiamogliene ancora un po’.
Riproviamoci insieme. Noi, come sempre, non ne guadagneremmo un
solo posto, un solo eletto, un solo soldo; il paese guadagnerebbe
un’occasione certa di libertà, di giustizia, di liberazione.
In
questo giornale ti raccontiamo le nostre ore, i nostri giorni. Tu
ci darai mezz’ora del tuo tempo per andare a firmare, e -anche-
mille lire al giorno per aiutare altri a farlo?
Grazie,
e a presto.
|