?La situazione musicale italiana versa in condizioni piuttosto gravi.
Questa è una realtà assolutamente nota che da alcuni anni é oggetto di disamine ampie ed adeguate, anche se non sempre in grado di raccordare in un sistema organico le diverse carenze e problematiche dei numerosissimi segmenti che insieme formano "l'universo musica". Altrettanto noto e reale, sebbene oggi possa apparire tristemente retorico, é il fatto che per secoli l'Italia abbia prodotto Scuole, musicisti, cantanti e strumentisti di livello eccezionale o decisamente "storico" e abbia dominato le corti ed i teatri dell'intera Europa attraverso l'opera lirica. Inoltre fino agli anni '50 e '60 nel panorama musicale internazionale brillavano ancora molti nomi italiani che arricchivano soprattutto le scene della lirica e della direzione d'orchestra, in particolare nella concertazione di opere. Oggi invece, a fronte di Conservatori saturi di studenti, non solo i nostri nomi in campo internazionale sono fortemente diminuiti, ma soprattutto appaiono sempre più precarie ed esigue le possibilità di vivere con orgoglio e dignità le professioni musicali, di incidere nel tessuto civile e culturale del nostro territorio, di attivare scambi fecondi con le tradizioni culturali ed organizzative degli altri Paesi Europei. 

Il Dipartimento per l'Innovazione Musicale Italiana intende porsi come struttura operativa organica tesa a rimuovere almeno alcune cause di dissesto, nella ferma convinzione che esista ancora il talento musicale italiano e che, con adeguati principi guida nell'organizzazione delle istanze dell'apprendimento, del lavoro e delle motivazioni, esso possieda nondimeno la disponibilità al sacrificio e alla disciplina necessari ad esaltarlo. E' chiaro però che anche la musica e gli Istituti musicali, così come innumerevoli altri settori del sapere (Scuole Superiori, Università, ecc...), risentano in Italia della mancanza di una cinghia di distribuzione tra formazione e lavoro. L’immediato obiettivo del DIMI, é quello di porsi come fulcro organizzativo di entrambi gli aspetti. Questo non solo per migliorare la qualità, la quantità e le specializzazioni delle prestazioni rispetto alle esigenze del mercato, ma altresì per stimolare proprio in esso richieste nuove e più numerose. 

Il nostro progetto nasce dall'esigenza di muovere tutte le possibili energie ideali, intellettuali, operative ed economiche per una riqualificazione della formazione e della professione musicale e per rispondere ai bisogni di lavoro di coloro che, dopo anni e anni di studio, hanno ancora fonti di guadagno precarie o inesistenti o mutuate da altre attività per le quali non sono a priori qualificati. Non pretendiamo di sostituirci ad altre Istituzioni preposte a questo ma, ove possibile, di affiancarle integrandone i percorsi; non pretendiamo di comporre, né forse di comprendere appieno, l'intero mosaico "dell'universo musica" ma non per questo vogliamo arrenderci all'uso delle sole parole, alle acquiescenze o alle mere lamentazioni. In questo senso, e nella convinzione che il patrimonio musicale sia da sempre segno e investimento per il cammino di una civiltà, ci piace chiudere prendendo in prestito un pensiero di A.Schönberg:

"L'Arte é il grido di allarme di coloro che vivono in sé il destino dell’umanità: che non se ne appagano, ma che si misurano con esso; che non servono ottusamente il motore a cui si da il nome di "oscure potenze" ma si gettano nell'ingranaggio in movimento, per comprenderne la struttura........".