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di
Giuseppina La Delfa |
| Ballando con il nemico |
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Ritratto di Ida Rubinstein (1883 - 1960)
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Ho fatto
conoscenza con Ida Rubinstein alcuni anni fa, traducendo una tesi di dottorato
che trattava dell'esperienza teatrale francese di D'Annunzio.
Mi stavo annoiando mortalmente quando, fra le infinite righe di questa
tesi, apparve in modo assai comico questo strano personaggio: una ballerina
russa molto bella, ricchissima, con una pronuncia francese spaventevole,
che voleva recitare ad ogni costo sulle scene parigine.
Vidi delle foto del 1911 che ritraevano la Rubinstein nelle vesti di
San Sebastiano: legata/o al palo di tortura, le frecce conficcate nella
carne, lo sguardo carico di un erotismo conturbante, una forza e una presenza
provocanti.
Ebbi l'impressione di riconoscerla ma, nella tesi, nessun accenno al suo
lesbismo. Andai oltre, indagai e scoprii alcune cosette interessanti.
D'Annunzio fu letteralmente soggiogato dalla bellezza androgina di questa
ballerina mediocre, ma che si rivelò una mima e una mecenate straordinaria.
Dei testimoni raccontano che dopo la prima di "Cleopatra" (Parigi 1909)
D'Annunzio si gettò letteralmente ai suoi piedi implorando la sua attenzione.
Da questo primo folgorante impatto nacque un triangolo amoroso che lasciò
il segno della storia della cultura e dell'arte.
Ida
Rubinstein era allora l'amante di Romaine Brooks che, sembra, scoprì con
l'artista russa la sua natura omosessuale. D'Annunzio si gettò nella mischia
ben accetto, in un primo momento, dalle due, ma si sa che in un triangolo
amoroso qualcuno finisce sempre per essere di troppo.
Lo furono a turno tutti e tre.
Quando fu il turno della Brooks, si vendicò con un quadro rappresentando
D'Annunzio nelle vesti di un nanetto che tirava frecce sul corpo nudo
della Rubinstein/Sebastiano. Era un chiaro riferimento alla collaborazione
artistico/amorosa dei due. Ah, la gelosia … La Brooks s'impuntò e volle
mostrare che il triangolo di cui sopra non era per niente equilatero:
il lato più corto era decisamente D'Annunzio.
Intanto la Rubinstein aveva lasciato i Balletti Russi per creare la
propria truppa, e finanziava il grande progetto di D'Annunzio.
Era riuscita, e crediamo che non le fosse stato molto difficile, ad ottenere
il ruolo/titolo del "Martyre de Saint Sébastien", con musica di Debussy,
rappresentato a Parigi nel 1911. Questa opera scatenò le immediate ire
della curia parigina, seguita da quella romana, che la misero all'indice
prima ancora che andasse in scena.
La chiesa aveva capito perfettamente la somma di elementi conturbanti
dell'opera. Ma Ida era abituata: non era la prima volta che recitava in
opere "perverse", nel 1909 già la censura era intervenuta per impedire
le rappresentazioni di "Salomé", dove dava libero sfogo, dicono, a danze
lascive.
Ma
cosa aspettarsi da una che firmava le lettere a D'Annunzio "ton frère"
?…e che si faceva fotografare nuda dalla sua amante Romaine Brooks?
La Rubinstein fu tutto sommato una mediocre danzatrice e un'attrice
ancora peggiore, ma finanziò, riservandosi sempre il ruolo della prima
ballerina, una quantità incredibile di balletti che rimarranno per sempre
nella storia della musica. Il più famoso è senza dubbio il Bolero di Ravel,
che Rubinstein ordinò e interpretò per la prima volta nel 1928.
Commissionò anche opere a Gide, Stravinski, Honneger; lavorò con i più
grandi coreografi: Fokine, Massine, Bronislava Nijinska e i più grandi
scenografi: Benois, Bakst …
Ida
Rubinstein rimarrà anche nei libri di storia dell'arte, perché fu la modella
prediletta di Romaine Brooks.
Una delle opere più importanti della Brooks è appunto il bellissimo ritratto
della Rubinstein.
Nel 1935 lasciò le scene, andò a vivere a Vence nel sud della Francia
dove morì nel 1960.
Per chi vuole sapere qualcosa di più esiste una biografia in francese
a cura di Jacques Depaulis, ed. Champion, 1995.
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