Parossisma del 05.04.2003

 

Alle 09:12 ora locale del 5 aprile 2003, il vulcano ha fatto chiaramente sentire la sua voce. Una violenta esplosione parossistica ha lanciato in aria una notevole quantità di materiale di vario genere (blocchi litici, pomici,brandelli di lava e cenere).

La colonna eruttiva ha raggiunto un’altezza di circa 1500 mt al di sopra dei crateri.

Gran parte del materiale eruttato è ricaduto nella zona sommitale del vulcano, tra i 400 mt s.l.m. e la vetta. Alcuni blocchi hanno raggiunto l’abitato di Ginostra danneggiando due case e una strada.

A Stromboli ci sono stati solo pochi danni causati dallo spostamento d’aria, che ha spalancato porte ben chiuse e infranto i vetri di alcune finestre.

 

Per maggiori dettagli riporto di seguito i comunicati dell’INGV di Catania del 05/04/2003.

COMUNICATO DEL 05/04/2003 ALLE ORE 09:30
(tempi espressi in ora locale)

La rete sismica di Stromboli dell'INGV alle ore 07:12 ha registrato una forte esplosione parossistica all'isola. Questa esplosione è stata ampiamente avvertita da tutti gli abitanti. Si sono verificate emissioni di materiale litico accompagnate da intensa emissione di ceneri.
Ulteriori aggiornamenti verranno forniti a seguito di rilievi di dettaglio.

 

COMUNICATO DEL 05/04/2003 ALLE ORE 11:00
(tempi espressi in ora locale)

Alle ore 7.12 GMT del 5 aprile è avvenuta una forte esplosione al cratere 1 di NordEst nella zona sommitale dello Stromboli. Il personale INGV in volo con l'elicottero messo a disposizione dalla Protezione Civile Nazionale per effettuare il monitoraggio e il rilievo con la telecamera termica dell'area craterica e del campo lavico ha osservato da distanza prossimale l'evento senza rimanere coinvolto. Si è rilevato quanto segue:

·        L'esplosione ha causato la riapertura del cratere, ed è stata accompagnata dall'espulsione di litici prima, e brandelli di lava subito dopo, con formazione di una nube vulcanica a forma di fungo che ha raggiunto la quota di circa 1150 m.

·        I prodotti espulsi sono ricaduti sui fianchi del vulcano fino a bassa quota, causando incendi nella vegetazione.

·        Il campo lavico attivo alla quota di 590 m s.l.m., che presentava 3 bocche attive con scarsa emissione lavica, è stato completamente ricoperto dai prodotti (prevalentemente litici) emessi dal cratere.

·        Una nube bianca si è innalzata immediatamente da questa coltre di detrito, per evaporazione dei prodotti umidi che ricoprivano le colate attive.

A partire dall'ora dell'evento le stazioni GPS della rete SciaraDat poste nella parte alta della Sciara del Fuoco non trasmettono più.

La stazione geochimica in continuo al Pizzo Sopra la Fossa attualmente non trasmette.


Da una prima analisi dei dati durante la giornata di ieri il flusso di CO2 registrava un andamento impulsivo raggiungendo i minimi dall'inizio dell'eruzione.

Alle ore 07:12 GMT la rete sismica INGV ha registrato un forte segnale sismico relativo all'evento esplosivo. Il segnale ha preceduto di qualche decina di secondi, con ampiezza crescente, l'emissione di materiale dall'area craterica. L'evento non è stato preceduto da altri segnali sismici di particolare rilevanza. Nella fase esplosiva le stazioni sommitali della rete sismica hanno mostrato un notevole spostamento in direzione radiale rispetto ai crateri, indicativi di una decompressione del condotto. L'evento esplosivo è stato seguito da un aumento del tremore che è durato circa 15 minuti. Dopo il fenomeno l'attività mostra un incremento nel numero degli eventi sismici VLP ed explosion quakes. A causa della emissione di materiale almeno 2 stazioni sommitali risultano danneggiate.

La rete sismoacustica, l'array infrasonico e i radiometri all'infrarosso del Dipartimento di scienze della Terra dell'Università di Firenze hanno registrato l'evento a tutte le stazioni.
La localizzazione effettuata tramite l'array infrasonico individua nel cratere 1 di Nordest l'origine dell'evento che è stato seguito da almeno altri due eventi registrati dai sensori infrasonici.