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Tex Willer e Dylan Dog:Libero spazio alla fantasia. Ecco lo slogan, ovvio (la fantasia deve sempre essere libera), che accompagna i fumetti. Noi però non intendiamo occuparci di tutti i fumetti sul mercato bensì solamente di due personaggi dei quali si parla molto: Tex Willer e Dylan Dog. (Avvertenza: il mio non vuole essere un commento critico, bensì un tributo a due personaggi che mi accompagnano ormai da molti anni.) Tex Willer é un ranger ed un agente indiano, inoltre é il grande capo bianco della tribù dei Navajos. Ha ereditato il comando perché marito della figlia del grande capo indiano. Come ranger ha la pistola facile e nei 421 numeri fino ad ora editi ha avuto a che fare con ogni tipo di individuo: dal temibile desperado al troppo solerte, quindi sostanzialmente idiota, colonnello delle giacche blu. Tex rappresenta il vero eroe che sa sempre come cavarsela e gestisce ogni situazione, non temendo neanche ciò che noi definiremmo paranormale. Probabilmente la sua caratteristica principale é proprio questa: incarnare il desiderio, che ognuno intimamente custodisce, di essere almeno una volta nella vita un eroe. Nei suoi 47 anni di vita é nato nel 1948 dalla penna del grande G.L. Bonelli, e dalle matite del mai abbastanza compianto A. Galeppini) non ha mai conosciuto sostanziali cali di popolarità rimanendo sempre uno tra i piu famosi eroi del fumetto italiano. Dylan Dogé un detective privato. Ex agente di Scotland Yard,
lavora in proprio ed é il primo ed unico indagatore dell'incubo. Dove
finisce la logica e il buon senso inizia il mistero e questa é la sua
dimensione naturale. L'incubo é il suo migliore amico, l'unico che
non lo abbandonerà mai. Ambientato nella Londra attuale, Dylan é una
creazione della fervida immaginazione di Tiziano Sclavi, vive in
Craven Road al numero sette, assieme ad un assistente che é la
caricatura, anzi il sosia, di Groucho Marx Due personaggi, dunque, che pur appartenendo alla stessa casa, sembrano molto distanti. In realtà entrambi rispondono a modo loro a delle diverse esigenze che abitano in chi li legge: in tutti noi c'é il desiderio di essere un eroe e, purtroppo, la consapevolezza di non esserlo. Pur essendoci, dunque, piu di una generazione di distanza tra loro, i nostri due convivono brillantemente, segno che anche diverse generazioni a confronto hanno dei punti in comune. |
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