RANDONE
HYBLA ACT 1 (2005)

ITALY
GENRE: PROG
LABEL: ELECTROMANTIC
WEBSITE: RANDONE official
REVIEWED: 2005 SEPTEMBER 18TH
RATING: 80/100
 

 

Nel recente passato sono stato un assiduo frequentatore della Sicilia, l'ho esplorata in lungo ed in largo e ne ho ammirato le straordinarie bellezze paesaggistiche, artistiche ed archeoligiche. Ma ora che ci penso, Ragusa manca all'appello; non l'ho mai visitata ed è come se l'ultimo album dei Randone intitolato "Hybla Act 1" ed ispirato proprio alle vicende storiche della cittadina siciliana, mi invitasse a rimediare quanto prima .
Innanzitutto va detto che adoro i dischi che contengono riferimenti storici attendibili che ti invogliano a leggere, a scoprire e ad approfondire, ma non vi raccontarò certo la storia che ha ispirato questa "opera barocca", anche perché ci ha già pensato Nicola nello splendido booklet, come sempre ricco di dettagli e di riferimenti storici che accompagnano l'ascolto di ognuna delle 25 tracce. Insomma c'è molto da leggere ma anche da ascoltare.
Nicola Randone, leader del gruppo, arriva da un buon disco solista "Morte di un amore" dove rock e prog se la giocavano sostanzialmente alla pari. Poi sono nati i Randone, già autori di due dischi, dove invece la vena progressiva tipicamente italiana ha dominato incontrastata.
"Hybla" è sicuramente il loro lavoro più ambizioso, anche musicalmente, poiché parte dal substrato progressivo dei primi due album per andare subito oltre, ben oltre: il disco è infatti pregno di tantissime reminiscenze sonore che sono certamente lo specchio della storia della Sicilia, terra di conquista, anche straniera. Troviamo chitarre spagnoleggianti, echi d'oriente, atmosfere medioevali in una ricca e variegata colonna sonora sullo sfondo di invasioni cruente, cospirazioni, intrecci amorosi e figure leggendarie.
Ritengo che per ascoltare ed apprezzare al meglio questo disco sia necessario liberare la propria mente dai concetti astratti di musica progressiva ed essere piuttosto propensi al'ascolto di un opera molto complessa e variegata che non vi darà un attimo di respiro. Nello spazio di un paio di minuti, ciascuna delle 25 tracce è addirittura capace di proporre un cambio di ritmo e di registro.
Tanta carne al fuoco, quindi, che forse provocherà giramenti di testa a chi predilige una maggiore omogeneità della musica oppure a chi è più incline allo sfruttamento di poche idee, ma ricamate e sviluppate sulla lunga distanza.
Scrivendo dei dischi precedenti, ho definito il loro stile molto visivo ed evocativo, che ben si prestava ad una rappresentazione teatrale: anche da questo punto di vista "Hybla" è la summa, l'apice di questa loro inconfondibile peculiarità.
Il racconto delle vicende storiche di Hybla si interrompe intorno alla metà del seicento con il tragico sisma che provoca la distruzione della città; a tal proposito ho trovato molto suggestiva l'imprecazione in lingua madre quando le scosse di terremoto sorprendono la popolazione.
La dicitura "Act 1" fa intuire che tutto questo avrà un seguito, presumibilmente a partire dalla ricostruzione di Hybla.
Un disco che consiglio caldamente soprattutto agli amanti delle opere progressive. Io lo porterò certamente con me quando finalmente visiterò Ragusa, magari già in uno dei miei prossimi viaggi estivi.
If you didn't know that Randone comes from Sicily, now you know. The latest album "Hybla Act.1" is a "baroque opera" telling the story of the old sicilian city of Ragusa, that is Hybla.
I deeply like the albums where I can find true historical facts and this album is not an exeption. If you share this passion you will be happy to know that the rich (and really nice) booklet tells the story from the beginning until the earthquake who destroyed the great Hybla.
Musically, this album starts from an overall italian progressive rock vein (as shown in the prevoius albums) but immediately it goes beyond, towards so different directions.
Sicily, you know, has been conquered by foreign people many times in its history, so it's not strange if "Hybla" holds inside spanish guitars, oriental echoes, medieval atmospheres.
The album features 25 short tracks, each one different from the each others. I think you should free your mind from any strict definition of italian progressive rock 'cause this album is much more.
This is the most ambitious of the three Randone's works and absolutely recommended.

Luca Alberici

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