Sezione
di Igiene e Microbiologia – Dipartimento di Fisiologia Generale e Ambientale
Università
“Federico II” Napoli
E’
noto che il territorio italiano è ricco di scaturigini di acque sia minerali
che termo-minerali e la Campania, in particolare, risulta essere una delle
regioni più rappresentative in tal senso; infatti, nella sola isola d’Ischia
vi sono, sia per numero che per densità, la maggior parte di fonti di acque
termali ed esse rappresentano circa l’80%, di tutte le autorizzazioni che la
Regione ha concesso nella sola provincia di Napoli. Da studi effettuati
sull’intero bacino imbrifero dell’isola è stata riscontrata la presenza di
una falda freatica di acqua dolce alimentata dalle acque meteoriche, con
spessore crescente dalla costa verso le zone interne, che si stratifica
sull’acqua marina, notoriamente ricca di sale e quindi a maggior densità,
dando luogo alla formazione di un andamento convesso che inizia con il suo punto
di minima alle estremità per raggiungere il valore massimo verso il centro
dell’isola.
Solo se si prende in considerazione tutto quanto è avvenuto nel sottosuolo di Ischia in seguito all’innalzamento di zolle vulcaniche (Horst vulcano tettoniche) di cui l’Epomeo rappresenta la zona più alta, mentre dalle altre meno inclinate o pianeggianti si è formata la restante parte dell’Isola (600.000 anni fa) sulle cui faglie hanno avuto origine i vari vulcani esistenti, e in base a tutti i mutamenti e mescolamenti magmatici che si sono avuti nel tempo, con formazione di sabbie, argille, tufo e conglomerati vari, si riesce a capire perché, dal lento raffreddamento del bacino magmatico ischitano, hanno origine una moltitudine di acque termo-minerali che anche a brevissima distanza, differiscono completamente tra loro; ed è proprio per questa peculiarità che possono essere usate per le più svariate patologie ai fini di una loro applicazione terapeutica.
Nel
periodo invernale, di scarso o nullo utilizzo delle strutture termali, si
instaura un equilibrio tra la falda freatica di acqua dolce, innanzi detta, e
l’acqua marina; tale equilibrio inizia a divenire precario poco dopo
l’apertura degli stabilimenti termali per poi sconvolgersi completamente nel
periodo di massimo emungimento, con notevole abbassamento del livello
piezometrico della falda e formazione di un cono di depressione con conseguente
maggior risucchio di acqua di mare; ne risultano così alterate le
caratteristiche chimico-fisiche e, in alcuni casi, anche quelle microbiologiche,
delle acque utilizzate. Inoltre, il suddetto equilibrio viene ad essere turbato
anche dalla risalita dei gas e dei vapori che ancora oggi continuano a
sprigionarsi dal contatto, in profondità, tra l’acqua di mare ed il magma e
che in alcuni siti dell’isola si manifestano con estrema evidenza (fumarole).
Infatti sono proprio questi i fattori che conferiscono alle acque quegli elementi
che le rendono termali.
Da
tutto quanto detto si evince chiaramente quanto importanti siano le
precipitazioni atmosferiche sull’isola e quanto sia precario il rapporto tra
le due falde, dato l’emungimento delle fonti, particolarmente elevata nel
periodo di massimo esercizio degli insediamenti termali.
Naturalmente esiste anche
qualche eccezione che si discosta dall’andamento generale laddove la falda
utilizzata non viene in alcun modo influenzata dall’acqua marina, per
esempio il bacino denominato la Rita
sito nel comune di Casamicciola Terme dove l’acqua scaturisce naturalmente per
pressione positiva impressa dalla falda, la quale non riceve alcuna
sollecitazione esterna e, perciò, presenta sempre le stesse caratteristiche.
In ogni caso le ragioni che determinano queste variazioni (Salinità,
Conducibilità, Temperatura, ecc.) fanno meditare, per alcuni aspetti, sulla
osservanza di quei criteri di costanza nel tempo di tali parametri le cui
fluttuazioni devono soddisfare un certo range affinché quella fonte possa
essere definita “sicura” dal punto di vista igienico-sanitario.